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Pr, Barabino undicesimo al mondo per volume

Written By Unknown on Jumat, 18 Januari 2013 | 15.11

Nella classifica mondiale relativa a financial firm, legal e financial pr, Barabino & Partners si è piazzata all'11° posto nel mondo nelle classifiche per volume e al 14° in quelle per valore, con riferimento alle operazioni di m&a comunicate nel corso del 2012. Sono i risultati dell'analisi Mergermarket (gruppo Financial Times), sui deal di m&a conclusi nel mondo. Per la prima volta la società è presente nelle classifiche per valore relative a Stati Uniti e Asia rispettivamente al 17° e al 12° posto. Barabino si conferma, inoltre, al primo posto in Italia nelle classifiche per volume e per valore, con all'attivo 44 operazioni seguite per un controvalore di oltre 17 miliardi di dollari.

A livello europeo Barabino & Partners sale al settimo posto per volume delle transazioni gestite e all'11° posto per valore. Osservando i dati globali della graduatoria, la società si conferma l'unica realtà italiana presente, ed è inoltre presente da quest'anno anche nei ranking relativi a Stati Uniti con 9 operazioni gestite per 6 miliardi di dollari, e Asia con 5 operazioni seguite per 7,6 miliardi di dollari. Barabino & Partners risulta, inoltre, presente nei ranking relativi alla Francia, al 4° posto per valore e all'8° posto per numero di deal con un totale di 9 operazioni gestite per un ammontare complessivo di oltre 6,4 miliardi di dollari.



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Sarasin Bank, 8 idee di investimento per il 2013

Di Ester Corvi

Più tonici e ottimisti. Così gli esperti di Bank Sarasin vedono i mercati finanziari nel 2013, un anno che può rappresentare un punto di svolta in alcuni Paesi, come il Giappone, e il ritorno a un clima più sereno in Eurolandia. Ecco, in sintesi, otto temi di investimenti per i prossimi mesi.

1) La ripresa americana. La questione del fiscal cliff perde consistenza e l'economia americana comincia a correre più velocemente delle previsioni. Da un lato il reddito disponibile viene supportato da maggiori tassi di occupazione e minori prezzi del petrolio, e dall'altro il mercato immobiliare recupera terreno dopo la pesante crisi che ha attraversato. Il consiglio degli esperti della banca elvetica è investire a Wall Street oppure privilegiare le società europee con una forte esposizione verso gli Usa. I titoli segnalati sono Lowe's, Nike, McDonald's e Home Depot.

2) Il lusso cinese. La nuova leadership cinese sarà in grado di rivitalizzare la crescita del Paese della Grande Muraglia. Secondo gli analisti di Bank Sarasin "La politica si focalizzerà sul miglioramento del sistema di assicurazione sociale, in modo da incrementare la fiducia dei consumatori e quindi la domanda", che darà impulso in particolare ai settori dei materiali di base, dell'auto e del lusso. Fra le società che beneficeranno di questo trend ci sono Richemont, Swatch, Vw, Toyota e Rio Tinto.

3) Un euro più forte. La fase acuta della crisi di Eurolandia è dietro le spalle. Nel 2013 i governi saranno impegnati a rendere più solide le basi e più stretti i legami fra i vari Paesi. L'euro non potrà quindi che rafforzarsi dopo le elezioni in Italia. I titoli consigliati sono i finanziari come Axa.

4) Il rally del Nikkei. Grazie al nuovo leader, Shinzo Abe, l'economia giapponese dopo 15 anni di deflazione è destinata a migliorare. Uno yen più debole incrementa infatti la competitività estera delle aziende nipponiche, messe in seria difficoltà dall'aggressività di quelle coreane, con un conseguente impatto positivo sull'indice Nikkei, che seguirà un trend rialzista fino all'estate.

5) Focus sui farmaci. L'industria farmaceutica è riuscita nel 2012 a superare il problema legato alla scadenza quasi contemporanea di molti brevetti. Fra il 2010 e il 2012 il valore aggregato dei ricavi legati a brevetti scaduti è stato di 67 miliardi di dollari. Nel 2013 la stessa cifra sarà 23 miliardi di dollari, che rappresenta un calo di due terzi rispetto all'anno precedente. Superato il momento più difficile, ci sono quindi le premesse per una ripresa del settore anche in borsa, viste le bassi valutazioni dei maggiori gruppi. I titoli segnalati sono Roche, Novartis e Bayer.

6) Giù le tlc. Dopo un 2012 dominato da un aumento della regolamentazione e da una maggiore competizione, gli operatori di tlc quest'anno dovranno fare i conti con la flessione del traffico in molti Paesi europei, che avrà conseguenze negative sui bilanci aziendali. Gli specialisti di Sarasin consigliano quindi di sottopesare (underweight) in portafoglio i titoli europei delle tlc. Gli unici due con il rating buy (acquistare) sono At&t e Telus.

7) L'oro a 2.500 dollari. E' più una provocazione che una previsione ma, secondo gli analisti della banca svizzera, nei prossimi mesi gli acquisti d'oro da parte delle banche centrali dei Paesi emergenti (Cina, India, Brasile, Russia, Indonesia, Malesia, Messico, Corea del Sud e Turchia) potranno spingere al rialzo le quotazioni del metallo giallo, che nel 2013 toccherà un nuovo record a quota 2.500 dollari l'oncia.

8) Utility in ribasso. Quest'anno le norme più strette sull'emissione di CO2 avranno un impatto significativo sulle società industriali e del settore utility, spingendo verso l'alto i prezzi dell'elettricità e riducendo i margini reddituali. Meglio quindi evitare entrambi i settori, mentre si possono prendere posizioni short (ribassiste) sui titoli Rwe, Saint Gobain e Holcim.



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Iren, da cda ok a esercizio put, lascerà Edipower

Written By Unknown on Kamis, 17 Januari 2013 | 15.11

Di Valentina Sorrenti

Il consiglio di amministrazione di Iren ha dato il proprio assenso per esercitare il diritto di vendita ad A2A della quota detenuta in Edipower. La società ha intenzione di avviare quindi la procedura formale secondo le modalità e i tempi previsti. Gli accordi che contemplavano questo diritto di opzione prevedono ora l'assegnazione alla multiutility, quale contropartita della partecipazione, dell'impianto termoelettrico a ciclo combinato ad alta efficienza di Turbigo, alle porte di Milano con 800 Mw di potenza installata, e del nucleo idroelettrico di Tusciano, nel Salento, con una capacità produttiva annua di circa 250 GWh.

L'acquisizione dei due nuovi impianti porterà il gruppo Iren a disporre direttamente di una capacità termoelettrica a ciclo combinato pari a 2.000 Mw e di una capacità idroelettrica per oltre 600 Mw. In cambio, Iren cederà ad A2A la propria quota del 21% di Edipower. I destini delle due utility si separano così dopo anni di contrasti sorti in particolare sulle modalità del riassetto Edison, che si è concluso lo scorso anno con il via libera a Edf su Foro Buonaparte in cambio della cessione di Edipower agli ex soci italiani radunati in Delmi (oltre ad A2A e Iren, ne fanno parte Dolomiti Energia, Sel, Fondazione Crt, Banca Popolare di Milano e Mediobanca).

Nei prossimi anni, A2A e Iren si concentreranno sulla riduzione delle rispettive esposizioni debitorie, cresciute nel tempo con una serie di fusioni e aggregazioni (Aem-Asm, Enia-Iride) che fino ad oggi hanno prodotto più grattacapi che risultati. Il proposito è di ritornare attorno a un tavolo tra qualche anno per verificare se ci saranno i presupposti per dare vita alla cosiddetta "Grande Edipower", ossia la costituzione di una grande utility che fonda attorno al nocciolo A2A-Edipower anche Iren e (forse) Hera.

Tornando a Iren, la riunione di oggi ha anche preso in esame le principali linee guida del nuovo piano industriale. Dato che alcuni aspetti andranno ancora limati, il cda tornerà a riunirsi tra qualche giorno, con l'obiettivo di licenziare comunque il piano entro fine gennaio. Circa l'operazione decisa oggi, il gruppo ha sottolineato come l'uscita da Edipower e la conseguente acquisizione di asset di produzione consentirà di ottenere sia una maggiore flessibilità strategica sia maggiori sinergie realizzabili dalla gestione diretta degli impianti acquisiti, integrandoli nel complesso del parco impianti Iren.

La multiutility ha voluto commentare anche l'esito delle indagini della GdF di Parma che, per conto della Procura della Repubblica, hanno portato all'applicazione di provvedimenti restrittivi nei confronti del Vice Presidente, Luigi Giuseppe Villani. Il cda di Iren ha ribadito la propria totale estraneità ai fatti contestati ai soggetti coinvolti e, ritenendosi parte lesa, ha dato mandato ai propri legali per l'eventuale tutela dei propri interessi e della propria immagine.

La società, che ha comunque espresso piena fiducia nell'operato della magistratura, è pronta a garantire la massima collaborazione agli organi inquirenti, come avvenuto in occasione di "Green Money", un'inchiesta che aveva portato al licenziamento dei due dipendenti all'epoca coinvolti.

Il titolo Iren ha chiuso la seduta in perdita (-2,42% a 0,525 euro).



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Dell, da regina dei pc a potenziale spezzatino

Dell sta conducendo trattative con le società Silver Lake Partners e TPG circa la possibilità di delistarsi e tornare privata, dato che l'azienda fornitrice di soluzioni tecnologiche lotta per trovare un nuovo percorso da seguire in seguito alla fine del boom dei personal computer. Come ha scritto il Wall Street Journal, le trattative tra Dell e società di equity sono andate avanti negli ultimi due-tre mesi secondo persone a conoscenza della situazione.

Una di queste ha descritto le trattative come serie, riferendo che lo scorso anno le discussioni si sono animate e che un possibile accordo potrebbe presentarsi probabilmente entro sei settimane. Secondo indiscrezioni le società di equity si sono avvicinate per anni a Dell, ma solo recentemente le cose si sono evolute poiché la "valutazione di Dell è incredibilmente bassa", ha riferito un manager dell'azienda. Silver Lake Partners e TPG sono stati in trattative per l'accordo e potrebbero fare un'offerta, hanno riferito persone a conoscenza della questione, aggiungendo che altri, come ad esempio i fondi pensione, potrebbero affiancarli nell'investimento.

Le persone hanno avvertito che l'offerta non è ancora conclusa e che la situazione è fluida. Inoltre, è stato riferito che J.P. Morgan Chase & Co. è coinvolta e che molte banche stanno discutendo circa la possibilità di stanziare dei finanziamenti. Un portavoce di Dell non ha voluto rilasciare commenti.

Dell aveva una capitalizzazione di mercato di circa 19 miliardi di dollari prima che le sue azioni schizzassero in alto del 13% in seguito alle notizie sulle trattative di un'acquisizione. Le discussioni sono un segno di quanto Dell, una volta il maggior produttore mondiale di pc, abbia lottato tra le dinamiche in movimento nell'industria dei pc. Dell raggiunse una posizione di rilievo grazie ai suoi modelli costruiti secondo le specifiche del cliente. Dell ha però cercato fortemente di adattarsi a un mercato basato sulla vendita al dettaglio, concentrato più sui consumatori che considerano i dispositivi come merce. Nel 2006 Dell ha ceduto i titolo di maggior produttore mondiale di pc a Hewlett-Packard. Nello stesso momento, sono divenuti popolari nuovi tipi di gadget elettronici come gli smartphone e i tablet, un'area in cui Dell è molto poco presente.


Oggi i pc rappresentano ancora la metà dei entrate di Dell. Eppure il mercato delle macchine è in declino. Secondo la società di ricerca Gartner, le spedizioni di pc nel quarto trimestre del 2012 sono diminuite del 4,9% rispetto all'anno precedente e quelle di Dell sono calate del 20,9%. Questo calo sta colpendo il fatturato e i profitti di Dell. Nel trimestre terminato il 2 di novembre, le entrate dell'azienda statunitense derivate dai PC sono diminuite del 19% rispetto a un anno fa. Complessivamente, sempre rispetto allo scorso anno il profitto dell'azienda è calato del 47%.

Al contrario, altre aziende come Apple, che ha guidato il boom dei tablet e degli smart-
Phone, e Samsung, un grande produttore di smartphone, stanno raggiungendo profitti e ricavi record. Michael Dell, fondatore di Dell tornato a esserne il CEO nel 2007 dopo essersi dimesso nel 2004, ha cercato diverse strategie per risollevare l'azienda che ha creato nella sua camera al college. Inizialmente promise di portare a nuova vita l'azienda producendo computer e altri gadget per i consumatori. Quando questi tentativi non hanno funzionato, Dell ha iniziato a dare la priorità a alla produzione di strumenti per le aziende. Nel 2009 ha acquisito la società di servizi Perot Systems per 3,9 miliardi di dollari e da allora ha speso milioni per comprare aziende più piccole che realizzano prodotti come storage technology e security software. Tuttavia, i guadagni non hanno bilanciato gli altri cali derivati dalle vendite dei PC.

Nel 2010 Dell ha annunciato di considerare l'idea di far diventare l'azienda privata, facendo nascere discussioni sul fatto che un probabile accordo fosse già sul tavolo. Alla fine dello stesso anno, comunque, il direttore finanziario dell'azienda ha dichiarato che non c'erano piani per privatizzare Dell. Michael Dell possiede il 15,7% dell'azienda.

Un'acquisizione del gigante dei PC, se portata a termine, sarebbe tra le più grandi realizzate prima della crisi finanziaria del 2008, quando un crollo del credito eliminò la possibilità di grandi accordi tra più aziende per privatizzarne altre. Alcuni banchieri e analisti sono scettici su una facile acquisizione di Dell, se ce ne sarà una. Tuttavia la maggiore liquidità sul mercato, insieme al recente declino del corso azionario di Dell, potrebbero rappresentare il momento giusto per le trattative.

Questo tipo di accordo potrebbe richiedere agli acquisitori di arrivare ad almeno 7 miliardi di dollari di equity, basandosi su altre recenti acquisizioni finanziarie, una parte dei quali potrebbe derivare dalla quota di Dell nell'azienda. Il resto sarebbe una bella somma da dividere anche per due o tre aziende. E in generale, dalla crisi finanziaria, gli investitori in fondi di private-equity sono contrari a tali accordi a causa del rischio che può comportare.

Un acquisizione di questo tipo potrebbe anche richiedere un debito della portata di 15 miliardi di dollari, anche questa una bella somma, soprattutto considerando che gli analisti e gli azionisti non sono stati fiduciosi sulle prospettive di business di Dell.

Tuttavia, l'accordo ha alcune cose a suo favore. Oltre alla grande quota di Dell, l'azienda ha 14,2 miliardi di dollari cash, equivalenti e investimenti sul bilancio. Pare di questi assets potrebbero essere applicati per un'acquisizione di Dell. Nonostante il recente momento negativo, Dell genera forti profitti che le aziende di private-equity potrebbero utilizzare come garanzia per aumentare il debito per sostenere l'acquisto. Lo scorso anno ci sono state entrate per 3,5 miliardi di dollari e 1,8 miliardi di dollari attraverso i primi tre trimestri del corrente anno fiscale.

I trader dei bond Dell sono stati spaventati dal rapporto e hanno assicurato il debito contro il default in cinque anni fino al 45%. Tuttavia, gli analisti hanno detto che delistarsi potrebbe essere un beneficio per Dell, anche se probabilmente non le rimarrebbe molto capitale per continuare a fare acquisizioni.

Dell ha già molti degli ingredienti di cui ha bisogno per risollevarsi, ha detto Brian Marshall, analista presso ISI Group. "Avrebbe un senso per loro diventare privati, fissare l'azienda dietro le scene e poi ritornare come azienda più piccola con una crescita maggiore e più redditizia quando l'inversione di rotta è terminata".



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Facebook lancia uno strumento di ricerca che correla le informazioni delle persone

Written By Unknown on Rabu, 16 Januari 2013 | 15.11

Di David Fumagalli

Mark Zuckerberg l'ha definito uno strumento per rendere più semplice e naturale le ricerche basate sulle persone, i loro interessi, i luoghi in cui si trovano e le foto che hanno postato. Graph Search, questo il nome dello strumento, può infatti mettere facilmente in relazione i miliardi di correlazioni tra le informazioni immesse dagli utenti su Facebook, di qualsiasi tipo siano. Si tratti id una foto, un post o semplicemente un Like, sarà possibile cercare ogni tipo di correlazione presente sul sistema.

Domande come "trova gli amici di Mark Zuckerberg che amano un videogioco" o sono stati fotografati a San Francisco, otterranno così risposte immediate. Una sorta di motore di ricerca non tanto basato sulle informazioni, come Google, ma sulle correlazioni tra le informazioni stesse. Facebook ha inoltre stretto una partenrship con Microsoft per utilizzare il motore Bing per le normali ricerche su internet.

Il nuovo strumento, che sarà disponibile per il momento a un numero limitato di utenti statunitensi, non verrà utilizzato per scopi commerciali, ovvero non sarà messo a disposizione di inserizionisti e altre società disposte a pagare per effetturare ricerche, sino a quando non sarà completato lo sviluppo. Successivamente, sarà reso disponibile gradualmente a tutti gli utenti in tutte le lingue.

Una vera miniera di valore per indistrie di ogni tipo, dalle assicurazioni ai partiti politici e ai cacciatori di teste, che porta però con sé implicazioni potenzialmente devastanti sotto il profilo della privacy, per motivi facili da intuire. Il punto chiave è infatti il tipo di informazioni che saranno accessibili e macinate da questo strumento, e quanto le scelte di privacy impostate dagli utenti saranno rispettate. Un punto che, guardando ai cambiamenti disinvolti fatti da Facebook in passato, dovrebbe essere valutato con grande attenzione dagli utenti. un semplice Like, in questo nuovo mondo, potrebbe avere conseguenze decisamente superiori a quanto si può pensare.



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Meridiana torna tutta all’Aga Khan, Gentile esce

Di Andrea Montanari

L'Aga Khan non vuole perdere Meridiana e non accetta di salvarla passando dal concordato preventivo. Così, secondo quanto appreso da milanofinanza.it, il principe ismaelita durante il cda in corso dalle 14 di questo pomeriggio e ripreso pochi minuti fa dopo una pausa tecnica, ha trovato l'accordo con l'altro socio, Giuseppe Gentile, che aveva invece proposto il ricorso alla procedura straordinaria.

Quest'ultimo in particolare avrebbe esercitato l'opzione put sulla sua quota di competenza a favore dell'Aga Khan che così diventerà, o meglio tornerà a essere, l'unico proprietario del vettore sardo che fondò alcuni decenni fa per dare slancio alla Costa Smeralda, venduta di recente all'emiro del Qatar.

L'operazione di rilancio di Meridiana costerà complessivamente al principe ismaelita quasi 100 milioni: è questa infatti la cifra che serve per salvare l'azienda e garantire la continuità alla licenza di volo. (riproduzione riservata)



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Piazza Affari negativa ma l'euro continua il rally

Written By Unknown on Selasa, 15 Januari 2013 | 15.11

Di Valentina Sorrenti

Chiusura ontrastata a Piazza Affari

Dopo le buone performance dei giorni scorsi e l'apertura di oggi in territorio positivo, il Ftse Mib ha virato e chiuso in perdita con a 17.391 punti (-0,64%). Secondo un esperto contattato da MF-Dow Jones il ribasso non è altro che una correzione fisiologica già attesa da tempo, visti i massimi livelli di iper comprato raggiunti in precedenza.

Nel pomeriggio ha pesato sull'andamento di Piazza Affari anche l'apertura contrastata di Wall Street, trascinata al ribasso da Apple cha ha tagliato gli ordini delle componenti per l'iPhone 5 a seguito di una domanda inaspettatamente debole. Il Dow Jones, unico a scambiare in positivo con un timido 0,05%, l'S&P 500 scende dello 0,2% e il Nasdaq Composite perde lo 0,42%.

Per quanto riguarda le altre piazze del vecchio continente, la prima seduta della settimana è apparsa incerta. Hanno guadagnato Cac 40, con un timido 0,6% a 3.708 punti, e Dax 30, con un +0,18% a 7.730 punti; in ribasso invece Ibex 35 (-0,38% a 8.632 punti) e Ftse 100 (-0,13 a 6.113 punti).

E' stato registrato un lieve aumento dello spread Btp-Bund decennali, che ha chiuso poco sopra quota 260 punti base, mentre il rapporto euro/dollaro continua a salire, con la moneta unica a 1,3371 sul biglietto verde. L'unica motivazione per questa corsa sembra essere riconducibile a un maggiore ottimismo originato in seguito alla conferenza della Bce di giovedì scorso, durante la quale Draghi ha posto l'accento sulla ripresa prevista verso la fine di quest'anno, allontanando le aspettative per un futuro taglio dei tassi. Nel brevissimo termine, invece, secondo Unicredit è naturale assistere a qualche presa di profitto sulla divisa europea, soprattutto dopo un rally così veloce e in vista dell'intervento del presidente della Fed, Ben Bernanke, previsto nella tarda serata.

Sul listino principale di Piazza Affari la miglior performance di oggi è stata quella di Fiat, che ha chiuso la seduta in rialzo del 6,25% a 4,384 euro in scia alle notizie positive su Chrysler e alla decisione di Equita Sim, che ha tolto l'azione dalla propria lista dei meno preferiti. Inoltre nel pomeriggio dal salone dell'auto di Detroit Sergio Marchionne ha confermato l'accordo con i cinesi di Guangzhou Automobile Group per la produzione di alcuni modelli di Jeep. L'ad ha poi spiegato che Fiat e Chrysler devono diventare una cosa sola, quindi l'acquisizione della quota di Veba nella casa automobilistica Usa potrebbe avvenire prima della quotazione della casa Usa, operazione tecnicamente fattibile in 9 mesi a suo dire.

Medaglia d'argento a Salvatore Ferragamo, che ha guadagnato il 4,67% a 18,61 euro. A portare l'interesse sul titolo sono state le parole dell'ad, Michele Norsa, che ha indicato un trend positivo per le vendite del quarto trimestre con un mese di dicembre in significativa crescita a livello mondiale. Per Equita (hold e target price 17,4 euro) queste indicazioni potrebbero fare da supporto al titolo dopo la recente sottoperformance. Deutsche Bank ha invece alzato il target price da 16,3 a 17,2 euro (rating hold), pur avvertendo che il prossimo livello della strategia richiederà un maggior sforzo.

Al terzo posto tra le migliori performance del Ftse Mib c'è Telecom Italia, che ha segnato un +2,36% a 0,7605 euro. Il mercato ha infatti iniziato a comprare il titolo dopo le dichiarazioni del vice commissario europeo alle tlc, Neelie Kroes, sul tema della creazione di condizioni comuni e stabili in Europa per tlc.

Da segnalare fuori dal listino principale la performance di Tiscali (+5,88% a 0,045 euro) sulla scia del successo di Indoona, l'applicazione sviluppata dall'azienda che permette di comunicare in Voip sfruttando la connessione ad Internet.

In calo invece Generali Ass. (-3,09% a 14,1 euro). Mario Greco, in occasione della trasferta londinese di Generali per la presentazione del nuovo piano industriale, non è riuscito a incantare gli investitori che hanno quindi deciso di prendere profitto sul titolo dopo il recente rally in borsa. I numeri presentati sono stati in linea alle attese degli investitori, ma di fronte a un titolo che ha quasi raddoppiato le sue quotazioni in pochi mesi il mercato si aspettava qualcosa di più.

Svolta di Impregilo, che ha chiuso la seduta con un -0,52% a 3,796 euro dopo i forti acquisti della seduta. Equita ha infatti alzato il target price da 4,32 euro a 4,4 euro (rating buy confermato). La sim ha stimato una plusvalenza netta pari a circa 160 milioni di euro ottenuta dalla cessione della rimanente quota del 6,5% di Ecorodovias, cifra che confermerebbe l'attesa di Equita per un dividendo straordinario pari a 1,5 euro per azione.



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Apple taglia gli ordini di componenti per iPhone 5, azione a 500 dollari

La pesante crisi economica inizia a toccare anche Apple. La società guidata da Tim Cook ha infatti perso oltre il 3% a Wall Street riavvicinandosi a quota 500 dollari dopo aver tagliato in maniera significativa gli ordini di alcuni componenti chiave per gli ultimi modelli di iPhone e iPad.

Il taglio degli ordini di componenti di iPad è legato, secondo indiscrezioni, al prossimo rilascio di nuove versioni del tablet di Apple, che dovrebbe anticipare al mese di marzo il lancio dei dispositivi. Nel caso dell'iPad, il nuovo modello dovrebbe avere peso e dimensioni complessive ridotte per aumentarne l'appeal e la versatilità, mentre il nuovo iPad mini, che si è rivelato un campione di vendite, dovrebbe sfoggiare un display ad altissima risoluzione di tipo Retina e un processore più potente del modello attuale.

Il calo del titolo è però legato al taglio degli ordinativi per i componenti utilizzati nell'iPhone 5, che dovrebbe così totalizzare nel primi trimestre dell'anno vendite inferiori a quanto previsto. In particolare la società avrebbe chiesto a Japan Display, Sharp e LG Display di dimezzare le forniture di schermi, inizialmente previste a 65 milioni di pezzi per il trimestre gennaio-marzo, e avrebbe tagliato le commesse anche per altre componenti del prodotto.

Dopo che negli scorsi mesi iPhone e iPad avevano spinto al rialzo i conti trimestrali di Apple e alimentato le aspettative degli investitori, sta crescendo l'attesa per i risultati finanziari relativi all'ultimo trimestre del 2012 (il cui annuncio è previsto per il 23 gennaio), dato che rifletteranno l'andamento delle vendite durante le festività.

Ultimamente sono aumentati i dubbi e le perplessità circa le capacità della multinazionale di mantenere un trend di crescita senza pari al mondo. A pagare il cambiamento del sentiment nei confronti della società è stato in particolare il titolo, passato dal picco storico di 705,07 dollari ai 520,3 dollari di venerdì scorso.



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Tre temi di investimento vincenti secondo Swiss & Global

Written By Unknown on Senin, 14 Januari 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Focus sugli asset reali. E' il consiglio degli esperti di Swiss & Global Asset Management, che privilegiano le azioni rispetto agli investimenti a reddito fisso, anche se temono che il riemergere dei timori per i rischi sistemici in Europa mantengano alta la volatilità nei prossimi mesi.

1) Spazio alle azioni. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha indicato quale sarà l'orientamento della politica monetaria del prossimo futuro: la banca centrale manterrà bassi i tassi d'interesse fino a quando la crescita non si sarà rafforzata e la disoccupazione non sarà scesa sotto il 6,5%, a condizione che il tasso annuale di inflazione resti sotto il 2,5%. A parere degli economisti di Swiss & Global è in atto un cambio di paradigma, in quanto saranno tollerati maggiori rischi di inflazione a favore della crescita. Le recenti misure di politica monetaria potrebbero accelerare il passaggio da una fase deflazionistica a una fase potenzialmente inflazionistica. Negli ultimi dieci anni gli investimenti a reddito fisso sono stati i principali beneficiari di questa evoluzione. Per il futuro gli esperti privilegiano gli asset reali come le azioni e, in modo selettivo, gli investimenti immobiliari.

2) I mercati asiatici. Gli analisti sono ottimisti sulle prospettive dell'Asia, e soprattutto della Cina. I dati economici positivi confermano queste aspettative. Anche le altre economie emergenti, come Brasile, India e Russia, dovrebbero continuare a evidenziare performance superiori alla media mondiale. A loro avviso, i prezzi delle materie prime resteranno sotto controllo, con un impatto favorevole sia per la crescita economica sia per l'andamento dell'inflazione.

3) La ricerca dei rendimenti. Nell'attuale scenario di tassi bassi, la politica d'investimento è guidata dalla ricerca di rendimenti. Da questo punto di vista gli asset reali, come le azioni e gli immobili, presentano le prospettive migliori. In particolare gli elevati dividend yields delle azioni (rendimenti delle cedole) rispetto ai rendimenti dei titoli a reddito fisso depongono a favore delle prime.



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Fiat offre aumento salariale di 40 euro per 2013, si tratta ancora

Di Francesca Gerosa

Un accordo ponte per il 2013 con un'offerta di un aumento salariale di 40 euro lordi mensili, cifra legata alle presenze. Sarebbe questa, secondo fonti sindacali, la proposta avanzata da Fiat oggi a Torino nel corso dell'incontro sindacale all'Unione Industriale per giungere al rinnovo del contratto specifico di primo livello per gli oltre80 mila dipendenti del Lingotto.

Fiat ha ricordato ai sindacati l'attuale congiuntura economica che ha determinato 32 milioni di ore di cassa integrazione lo scorso anno nella sola Fiat Spa. Una proposta davanti alla quale i sindacati non si sono dimostrati pregiudizialmente contrari, anche se mirano a ottenere un incremento salariale più sostanzioso.

"La ripresa del confronto ha aperto la strada per la definizione del contratto. Valuteremo se accettare la proposta per il 2013 e intanto discutere i criteri per i prossimi anni e le questioni normative", ha affermato Eros Panicali, segretario nazionale della Uilm. "Possiamo accettare la proposta per quanto riguarda la durata limitata al solo 2013", ha aggiunto Ferdinando Uliano della Fim, "ma vorremmo capire gli aspetti legati alle componenti del salario aziendale. Bisogna anche chiarire cosa vuol dire il legame con le presenze".

Pur cosciente del fatto che il settore auto sta attraversando un momento difficile, il segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Antonio D'Anolfo, ritiene che un aumento di 40 euro lorde mensili sia troppo basso e che non possa essere legato soltanto alla presenza. Non ci sta nemmeno Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic, secondo cui quella di oggi è una proposta "insufficiente" perché devono entrare in busta paga i 103 euro mensili del vecchio premio di produzione.

Durante quest'anno, ha ricordato Di Maulo, bisognerà discutere i criteri con cui definire gli aumenti salariali del 2014 e del 2015, che devono essere sulla busta paga e non legati alle presenze, e definire la parte normativa. La trattativa è stata aggiornata al 16 e 17 gennaio, ultimo giorno utile per definire le buste dell'anno.

Comunque "oggi l'obiettivo", come anticipato da Panicali, era entrare nel merito della discussione sulla questione salariale per arrivare nel breve tempo alla chiusura. Se non si dovesse raggiungere una soluzione entro questo mese, ha precisato Uliano, si aprirà una nuova fase con le assemblee dei lavoratori per decidere la strategia da adottare nei confronti dell'azienda torinese.

A Piazza affari il titolo Fiat al momento sale dell'1,43% a 4,106 euro. Oggi Goldman Sachs ha alzato il target price di Fiat da 4,7 a 5 euro, confermando il rating neutral, dopo aver alzato le previsioni 2012-2013 per scontare ulteriori miglioramenti nelle regioni Nafta (Canada, Nord America, Stati Uniti), dati stabili in America latina, migliori performance dei brand e una graduale riduzione delle perdite in Europa.

Ma il giudizio resta neutral per la complessità dell'operazione legata all'acquisizione delle quote di minoranza in Chrysler. Senza una piena e diretta disponibilità della cassa della controllata Usa, gli esperti di Goldman Sachs ritengono anche che il mercato continuerà a essere preoccupato per il debito del gruppo senza Chrysler, stimato in crescita dai 6,5 miliardi di euro di fine 2012 a 8,9 miliardi al termine del 2015. Tale crescita include anche l'esborso per il 16,6% di Veba in Chrysler. Senza considerarlo, il debito di Fiat ex Chrysler passerebbe da 4,5 a 6,3 miliardi di euro al 2015.



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