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Morgan Stanley, dieci titoli pronti a scattare

Written By Unknown on Rabu, 23 Januari 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

C'è chi seleziona i titoli da inserire in portafoglio guardando alle previsioni di lungo termine e chi, invece, preferisce valutarne le potenzialità a breve. Gli esperti di Morgan Stanley hanno deciso di seguire il secondo criterio per mettere in evidenza dieci società che entro la fine di febbraio risentiranno di alcuni eventi (come la comunicazione dei bilanci 2012), che potranno avere un impatto positivo (nella maggior parte dei casi) o negativo sulle loro quotazioni. Eccoli in dettaglio.

1) CGG Veritas. Gli specialisti della banca d'affari americana temono che l'integrazione delle attività della Fugro possa avere un impatto negativo nel 2013 e indurre la società petrolifera a rivedere al ribasso le stime per quest'anno (-12%) il prossimo 28 febbraio, quando comunicherà i risultati dell'esercizio 2012. Il giudizio a breve termine è negativo e il rating equalweight (peso in linea con il mercato). Il prezzo obiettivo è 27 euro, ma potrebbe scendere a 17,5 euro.

2) Fiat Industrial. Il gruppo potrebbe sorprendere positivamente il mercato il 1 febbraio, quando comunicherà il bilancio 2012, grazie ai risultati dell'ultimo trimestre della divisione AG e di quella militare di Iveco. Utilizzando il modello della somma delle parti il titolo è valutato 8,5 euro, ma nello scenario migliore arriva a 11 euro. Il rating è equalweight (peso in linea con il mercato).

3) Fortum. La comunicazione dei risultati 2012, il 31 gennaio, potrebbe essere l'occasione per rivedere al ribasso le previsioni sul gruppo, che deve affrontare molte sfide nel settore delle utility nel Nord Europa. Gli utili attesi potrebbero essere tagliati del 6% nel 2013-14 e del 13% nel 2015. Il target price è 12,50, ma nell'ipotesi peggiore potrebbe essere 10 euro. Il rating è underweight (sottopesare).

4) GN Store Nord. La comunicazione degli utili del bilancio 2012, il 22 febbraio, potrebbero dare un impulso positivo alle quotazioni del titolo grazie anche al buon andamento del business Netcom. Il prezzo obiettivo è 90 corone danesi, ma nello scenario più ottimista sale a 120 corone. Il rating è overweight (sovrappesare).

5) Holcim. Le notizie che arrivano dall'India sul prezzo del cemento, in calo a causa della debole domanda, sono destinate a pesare negativamente sulle quotazioni del titolo, visto che il Paese incide in totale per il 25% sul reddito operativo lordo (ebitda) di Holcim. In occasione della comunicazione del bilancio 2012, il 27 febbraio, gli analisti potrebbero quindi rivedere al ribasso le stime sul 2013. Il prezzo obiettivo è 74 franchi svizzero, ma nell'ipotesi peggiore può scendere a 52 franchi. Il rating è equalweight (peso in linea con il mercato).

6) Michelin. Il gruppo, che ha sorpreso positivamente il mercato nel primo semestre 2012, dovrebbe fare lo stesso il 12 febbraio quando saranno resi noti i risultati dell'intero anno. Il titolo, secondo gli esperti, è correttamente valutato a 76 euro ma può arrivare a 92 euro. Il rating è equalweight (peso in linea con il mercato)

7) Publicis groupe. A metà febbraio la società francese dovrebbe sorprendere in positivo il mercato, annunciando risultati 2012 migliori delle aspettative e un buon avvio del 2013. Il prezzo obiettivo è 52,5 euro, ma può arrivare a 57,5 euro. Il rating è overweight (sovrappesare).

8) Roche. Gli analisti si aspettano buone notizie dal gruppo farmaceutico, che il 30 gennaio annuncerà i risultati 2012 e un aumento del dividendo. Resta una delle società meglio posizionate nel settore. Il giudizio è positivo con target price 230 franchi svizzeri, che arriva a 297 nello scenario migliore. Il rating è overweight (sovrappesare).

9) Suez Environnement. Gli investitori saranno sorpresi in positivo dalle attese sul reddito operativo lordo (ebitda) che dovrebbe rimanere stabile nel 2013, rassicurando il mercato sulla sostenibilità del dividendo. Il gruppo è valutato 11 euro nell'ipotesi base, ma in quella migliore può più che raddoppiare (21,5 euro). Il rating è overweight (sovrappesare).

10) William Hill. Nel caso del gruppo inglese le date da tenere a mente sono il 29 gennaio, quando saranno annunciati i risultati del quarto trimestre 2012, e il primo marzo (bilancio 2012). Il titolo, che è valutato 390 pence, potrà però toccare quota 560 se entrambi gli accordi che sta discutendo si concretizzeranno e ci sarà una ripresa del settore della distribuzione nel Regno Unito. Il rating è overweight (sovrappesare).



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Microsoft guarda a Dell e porta Surface in Italia

Di Davide Fumagalli

La rivoluzione avviata da Steve Ballmer qualche mese fa con la commercializzazione del tablet Surface a marchio Microsoft, potrebbe trovare il suo coronamento con l'interesse dimostrato dal colosso del software in Dell. Microsoft ha infatti avviato una trattativa con il fondo di private equity Silver Lake per partecipare all'acquisizione di Dell, il gigante dei computer in crisi che il suo fondatore sta pensando di delistare.

Secondo alcune fonti raccolte dal Wall Street Journal, Microsoft sarebbe infatti disponibile a investire nell'operazione dai 2 ai 3 miliardi di dollari, una somma che permetterebbe di gestire non solo il delisting, ma renderebbe la società di Ballmer fondamentale per la ristrutturazione industriale di Dell stessa. L'acquisizione complessiva di Dell è stimata intorno ai 19 miliardi di dollari e Silver Lake Partners sarebbe la capofila finanziaria tra i gruppi interessati nell'acquisizione di Dell. Il fondo avrebbe già conseguito finanziamenti da parte di quattro banche d'affari, Credit Suisse, BoFa, Barclays e Rbs, che risolverebbero così la parte finanziaria. A Wall Street il titolo di Dell ha guadagnato il 2,5% portandosi oltre i 13 dollari, ovvero nella forchetta stimata di 13-14 dollari a cui l'operazione dovrebbe chiudersi.

La partecipazione all'operazione di buyout di Dell consentirebbe a Microsoft di completare la metamorfosi annunciata pubblicamente da Ballmer agli azionisti, che porterà la società fondata da Bill Gates a offrire non solo sistemi operativi e software, ma anche hardware e servizi integrati con i programmi, allo stesso modo di società come Apple. Un modello iniziato in parte con la consolle da gioco Xbox e sfociato poi nel tablet Surface, che Microsoft commercializzerà anche in Italia e 12 Paesi europei dal 14 febbraio.

Il tablet Surface Windows RT sarà disponibile nelle versioni a 32 e 64 GB a partire da un prezzo stimato al pubblico di 499 Euro, lasciando ai consumatori la possibilità di abbinare la tastiera preferita tra i modelli Touch Cover o Type Cover. Proprio la tastiera abbinata la tablet, basata sulla versione RT di Windows 8, è uno dei punti distintivi del dispositivo rispetto alla concorrenza. Un vantaggio che, con l'operazione Dell, Microsoft potrebbe replicare su di un'ampia gamma di dispositivi. (riproduzione riservata)



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Morto Riccardo Garrone, presidente onorario di Erg

Written By Unknown on Selasa, 22 Januari 2013 | 15.11

Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria, è morto questa sera. Aveva 76 anni ed era nato a Genova il 23 gennaio del 1936. Era malato da tempo. Garrone era presidente onorario e consigliere di amministrazione dell'azienda di famiglia, la Erg, fondata dal padre Edoardo nel 1938.

Laureato in chimica industriale, aveva assunto la guida della ERG nel 1963, dopo l'improvvisa scomparsa del padre. Dal 1983 al 1986 e dal 1998 al 2000 è stato presidente dell'Associazione Industriali di Genova. Nel 1993 è stato nominato Cavaliere del Lavoro. Nel 2003 ha lasciato la presidenza della società al figlio Edoardo Garrone, pur mantenendo la carica di consigliere di amministrazione della holding capogruppo. Era presidente del consiglio di amministrazione del Banco di San Giorgio.



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La strategia di investimento di Standard Life in dieci punti

Di Ester Corvi

Secondo gli esperti di Standard Life Investments, una delle maggiori società di investimento mondiali, ogni scelta di portafoglio deve essere pensata in una prospettiva di ampio respiro, calibrando le occasioni di breve con le opportunità di lungo termine. Seguendo questa teoria, ecco il loro punto di vista su dieci temi.

1) I settori globali. I mercati risentiranno anche nel 2013 del sentiment instabile degli investitori, ma la conseguente volatilità dei listini può essere considerata un'opportunità per comprare i titoli che sono stati eccessivamente penalizzati, come quelli che sono forti in nicchie di mercato e hanno un sufficiente pricing power per far fronte al calo della domanda. E' il caso del gruppo finlandese Wartsila, specializzato in attrezzature navali, che beneficia delle normative più stringenti in materia ambientale, e la società Usa Borgwarner, che rifornisce l'industria dell'auto e trarrà vantaggio dagli standard più ristretti sulle emissioni e sui motori.

2) Le azioni americane. La buona notizia è che gli investitori sono tornati a essere selettivi su Wall Street, premiando i titoli con buoni fondamentali e prospettive in miglioramento. Secondo Euan Sanderson, specialista di Standard Life, è il momento di puntare sui titoli il cui potenziale non è ancora completamente scontato dal mercato. Un esempio è il gruppo Ford, che non è stato ancora sufficientemente apprezzato per la capacità di incrementare la redditività grazie agli investimenti realizzati negli ultimi anni.

3) Il listino di Londra. In una fase economica difficile le società più deboli continueranno a soffrire sul listino inglese, ma spesso gli investitori tendono a generalizzare e non si accorgono dei settori che evidenziano già segnali di ripresa, come il bancario che coglierà i frutti del processo di ristrutturazione. I titoli selezionati sono Lyods Banking Group e Barclays, che hanno registrato revisioni al rialzo degli utili.

4) Le borse di Eurolandia. In questo caso il criterio base da seguire per scegliere le società che sapranno mettere a segno la migliore performance è quello della crescita elevata e sostenibile, grazie all'esposizione ai mercati emergenti (LVMH) e alla continua innovazione (L'Oreal). Il gruppo francese LVMH realizza infatti negli emerging market il 50% del fatturato e quasi il 60% del reddito operativo, mentre L'Oreal sta focalizzando il suo impegno sull'attività di R&S.

5) Il Giappone. Sul listino nipponico è meglio selezionare, secondo il responsabile degli investimenti Matt Harris, le società che sono le prime della classe, cioè quelle che hanno un indubbio vantaggio competitivo. E' il caso del gruppo petrolifero JX Holdings, che ha un portafoglio business più interessante dei concorrenti visto che comprende oltre al greggio anche il rame, che compensa i risultati nelle fasi di debolezza dell'oro nero. Un'altra opportunità è la banca regionale Suruga bank, specializzata nei prestiti ai privati.

6) Gli altri mercati asiatici. Durante lo scorso anno la debolezza di alcuni settori ha trascinato al ribasso anche i titoli che non meritavano di perdere terreno. Un esempio è la società coreana Samsung, che è leader nel mercato dei Nand (memoria flash utilizzata per l'archiviazione a lungo termine), che verrà trainato al rialzo dalla domanda degli smartphone.

7) I mercati emergenti. Negli ultimi tempi il punto di osservazione sui mercati emergenti è un po' cambiato. Oltre ad andare alla ricerca delle maggiori opportunità di crescita, gli investitori si stanno concentrando sui titoli che offrono un elevato rendimento della cedola (dividend yield) anche in settori che non sono tradizionalmente generosi, come l'energia e i materiali. Gli analisti hanno selezionato il gruppo minerario canadese Mart Resources e la compagnia cinese specializzata nell'alluminio China Hongqiao.

8) I corporate bond. Quest'anno è meglio puntare sui corporate bond americani con rating investment grade, mentre i titoli ciclici dei mercati periferici europei sono sopravvalutati. I segnali di ripresa dell'economia Usa, superati i timori del fiscal cliff, sono infatti più evidenti di quelli di Eurolandia. In un portafoglio europeo l'investitore può quindi beneficiare dell'esposizione verso gli Stati Uniti tramite titoli come JP Morgan, Macy's e Walmart.

9) Il settore immobiliare. Fra le migliori opportunità del 2013 ci sono, nel Regno Unito, gli shopping center regionali e della moda e gli uffici nella zona centrale di Londra. Negli altri Paesi europei gli uffici a Parigi, Monaco e Stoccolma, mentre in Asia quelli a Shanghai e Beijing.

10) I titoli di Stato. Nel mercato dei titoli governativi Usa è meglio passare dai titoli con scadenza a trent'anni a quelli a dieci. Gli esperti di Standard Life sono compratori di bond australiani oltre a mantenere una forte esposizione sulla Germania, mentre sono neutrali su Italia e Spagna perché la riduzione degli spread potrebbe essere solo temporanea.



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Rendimenti, la rivincita dei conti correnti

Written By Unknown on Senin, 21 Januari 2013 | 15.11

I parcheggi assai ben remunerati delle banche italiane sorpassano i conti correnti. A fine 2012 la ricchezza dei risparmiatori nei depositi vincolati ad alto rendimento delle banche italiane ha superato quella custodita nei conti correnti. Se lo stock di ricchezza di questi ultimi a fine ottobre era pari a 730,9 miliardi di euro, sui conti vincolati erano invece depositati 610,2 miliardi, cui si aggiungono 121 miliardi dei pronti contro termine, per un totale di oltre 731 miliardi.

Un sorpasso storico dovuto alla caccia a un porto sicuro da parte delle famiglie italiane alle prese, lo scorso anno, con la crisi dell'euro che ha tenuto con il fiato sospeso i mercati per diversi mesi. Alla fine del 2010 i capitali dei conti correnti rappresentavano il 35% della raccolta retail delle banche italiane (per un totale di 791 miliardi di euro), mentre gli investimenti vincolati, inclusi i pronti contro termine, rappresentavano il 27% del totale. Oggi invece i conti correnti sono scesi al 30% e gli investimenti vincolati sono saliti al 30%. 

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La strategia di portafoglio di R&CA in cinque passi

Di Ester Corvi

Ripresa economica nei Paesi sviluppati, politiche monetarie non convenzionali e crescita degli utili aziendali. Tre previsioni positive sui mercati finanziari che gli analisti di R&CA si auspicano si concretizzino, ma che non devono far trascurare i molti elementi incertezza che ancora persistono e devono essere tenuti in considerazione nella strategia di portafoglio. Ecco i cinque punti chiave.

1) Lo scenario macro. In Giappone gli interventi del nuovo governo dovrebbero spingere il Paese a una crescita dell'1,5% mentre a livello globale le attese sono del 3,2%. Oltre agli inteventi sui tassi di rendimento dei debiti pubblici, molti governi si sono mossi per rendere più competitive le valute: in questo quadro bisogna fare maggiore attenzione agli investimenti obbligazionari in Paesi che godono di tassi insolitamente bassi rispetto all'inflazione e che hanno accumulato importanti quantità di valuta estera a protezione della propria divisa, investiti in debito pubblico estero a tassi reali negativi.

"Sarà determinante" secondo Corrado Caironi, strategist di R&CA, "verificare quanto il processo di politica monetaria espansiva possa risultare sostenibile nel medio termine contro i rischi di una possibile perdita di controllo del tasso di inflazione e degli accumuli di debito pubblico nei bilanci delle banche centrali. In questo scenario, che tenderà a prolungarsi nel tempo, l'investitore dovrà monitorare più da vicino i dati macro e rivedere i rischi in modo atipico, dato che i modelli di allocazione efficienti in passato potrebbero non rappresentare un valido riferimento nelle attuali dinamiche di mercato". L'aumento del differenziale di crescita spiega l'interesse per i Paesi emergenti, con attenzione alle attività delle banche centrali che saranno di riferimento per la rotazione degli asset finanziari e l'utilizzo di strumenti a gestione attiva.

2) Le borse. Nel portafoglio azionario è meglio sovrappesare i listini di Eurolandia, che presentano valutazioni interessanti, i Paesi emergenti, in una prospettiva di investimento di lungo termine, e il Giappone, che ha i presupposti per avviare una fase rialzista. Prudenza invece a Wall Street. Nella selezione delle società le preferite sono quelle ad alto rendimento della cedola (dividend yield).

3) I settori. I settori meno indebitati, ovvero il tecnologico e il farmaceutico, sono i più interessanti. La prossima rotazione settoriale potrebbe coinvolgere il petrolifero, i materiali di base e i titoli industriali. Il comparto immobiliare va mantenuto in portafoglio perchè rappresenta uno strumento anti-inflazione.

4) I bond. Nel portafoglio obbligazionario vanno sottopesate le scadenze brevi ed è opportuno diversificazione con corporate bond e in particolare con le emissioni bancarie europee, che potranno dare sorprese positive nei prossimi mesi. Da non tracurare anche i bond inflation-linked.

5) Il cash. La liquidità va al momento sottopesata in portafoglio. Nel 2013 gli esperti si aspettano un aumento della volatilità conseguente alla variabilità dei flussi di investimento. Il segnale per una presa di beneficio verrà offerto dagli indici macro e dalle indicazioni delle banche centrali. La stabilizzazione dei rating di credito dei debiti sovrani periferici ha tuttavia avviato una fase di recupero sui listini europei che erano stati più penalizzati nel 2012.



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Rendimenti, la rivincita dei conti correnti

Written By Unknown on Minggu, 20 Januari 2013 | 15.11

I parcheggi assai ben remunerati delle banche italiane sorpassano i conti correnti. A fine 2012 la ricchezza dei risparmiatori nei depositi vincolati ad alto rendimento delle banche italiane ha superato quella custodita nei conti correnti. Se lo stock di ricchezza di questi ultimi a fine ottobre era pari a 730,9 miliardi di euro, sui conti vincolati erano invece depositati 610,2 miliardi, cui si aggiungono 121 miliardi dei pronti contro termine, per un totale di oltre 731 miliardi.

Un sorpasso storico dovuto alla caccia a un porto sicuro da parte delle famiglie italiane alle prese, lo scorso anno, con la crisi dell'euro che ha tenuto con il fiato sospeso i mercati per diversi mesi. Alla fine del 2010 i capitali dei conti correnti rappresentavano il 35% della raccolta retail delle banche italiane (per un totale di 791 miliardi di euro), mentre gli investimenti vincolati, inclusi i pronti contro termine, rappresentavano il 27% del totale. Oggi invece i conti correnti sono scesi al 30% e gli investimenti vincolati sono saliti al 30%. 

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La strategia di portafoglio di R&CA in cinque passi

Di Ester Corvi

Ripresa economica nei Paesi sviluppati, politiche monetarie non convenzionali e crescita degli utili aziendali. Tre previsioni positive sui mercati finanziari che gli analisti di R&CA si auspicano si concretizzino, ma che non devono far trascurare i molti elementi incertezza che ancora persistono e devono essere tenuti in considerazione nella strategia di portafoglio. Ecco i cinque punti chiave.

1) Lo scenario macro. In Giappone gli interventi del nuovo governo dovrebbero spingere il Paese a una crescita dell'1,5% mentre a livello globale le attese sono del 3,2%. Oltre agli inteventi sui tassi di rendimento dei debiti pubblici, molti governi si sono mossi per rendere più competitive le valute: in questo quadro bisogna fare maggiore attenzione agli investimenti obbligazionari in Paesi che godono di tassi insolitamente bassi rispetto all'inflazione e che hanno accumulato importanti quantità di valuta estera a protezione della propria divisa, investiti in debito pubblico estero a tassi reali negativi.

"Sarà determinante" secondo Corrado Caironi, strategist di R&CA, "verificare quanto il processo di politica monetaria espansiva possa risultare sostenibile nel medio termine contro i rischi di una possibile perdita di controllo del tasso di inflazione e degli accumuli di debito pubblico nei bilanci delle banche centrali. In questo scenario, che tenderà a prolungarsi nel tempo, l'investitore dovrà monitorare più da vicino i dati macro e rivedere i rischi in modo atipico, dato che i modelli di allocazione efficienti in passato potrebbero non rappresentare un valido riferimento nelle attuali dinamiche di mercato". L'aumento del differenziale di crescita spiega l'interesse per i Paesi emergenti, con attenzione alle attività delle banche centrali che saranno di riferimento per la rotazione degli asset finanziari e l'utilizzo di strumenti a gestione attiva.

2) Le borse. Nel portafoglio azionario è meglio sovrappesare i listini di Eurolandia, che presentano valutazioni interessanti, i Paesi emergenti, in una prospettiva di investimento di lungo termine, e il Giappone, che ha i presupposti per avviare una fase rialzista. Prudenza invece a Wall Street. Nella selezione delle società le preferite sono quelle ad alto rendimento della cedola (dividend yield).

3) I settori. I settori meno indebitati, ovvero il tecnologico e il farmaceutico, sono i più interessanti. La prossima rotazione settoriale potrebbe coinvolgere il petrolifero, i materiali di base e i titoli industriali. Il comparto immobiliare va mantenuto in portafoglio perchè rappresenta uno strumento anti-inflazione.

4) I bond. Nel portafoglio obbligazionario vanno sottopesate le scadenze brevi ed è opportuno diversificazione con corporate bond e in particolare con le emissioni bancarie europee, che potranno dare sorprese positive nei prossimi mesi. Da non tracurare anche i bond inflation-linked.

5) Il cash. La liquidità va al momento sottopesata in portafoglio. Nel 2013 gli esperti si aspettano un aumento della volatilità conseguente alla variabilità dei flussi di investimento. Il segnale per una presa di beneficio verrà offerto dagli indici macro e dalle indicazioni delle banche centrali. La stabilizzazione dei rating di credito dei debiti sovrani periferici ha tuttavia avviato una fase di recupero sui listini europei che erano stati più penalizzati nel 2012.



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Rendimenti, la rivincita dei conti correnti

Written By Unknown on Sabtu, 19 Januari 2013 | 15.11

I parcheggi assai ben remunerati delle banche italiane sorpassano i conti correnti. A fine 2012 la ricchezza dei risparmiatori nei depositi vincolati ad alto rendimento delle banche italiane ha superato quella custodita nei conti correnti. Se lo stock di ricchezza di questi ultimi a fine ottobre era pari a 730,9 miliardi di euro, sui conti vincolati erano invece depositati 610,2 miliardi, cui si aggiungono 121 miliardi dei pronti contro termine, per un totale di oltre 731 miliardi.

Un sorpasso storico dovuto alla caccia a un porto sicuro da parte delle famiglie italiane alle prese, lo scorso anno, con la crisi dell'euro che ha tenuto con il fiato sospeso i mercati per diversi mesi. Alla fine del 2010 i capitali dei conti correnti rappresentavano il 35% della raccolta retail delle banche italiane (per un totale di 791 miliardi di euro), mentre gli investimenti vincolati, inclusi i pronti contro termine, rappresentavano il 27% del totale. Oggi invece i conti correnti sono scesi al 30% e gli investimenti vincolati sono saliti al 30%. 

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La strategia di portafoglio di R&CA in cinque passi

Di Ester Corvi

Ripresa economica nei Paesi sviluppati, politiche monetarie non convenzionali e crescita degli utili aziendali. Tre previsioni positive sui mercati finanziari che gli analisti di R&CA si auspicano si concretizzino, ma che non devono far trascurare i molti elementi incertezza che ancora persistono e devono essere tenuti in considerazione nella strategia di portafoglio. Ecco i cinque punti chiave.

1) Lo scenario macro. In Giappone gli interventi del nuovo governo dovrebbero spingere il Paese a una crescita dell'1,5% mentre a livello globale le attese sono del 3,2%. Oltre agli inteventi sui tassi di rendimento dei debiti pubblici, molti governi si sono mossi per rendere più competitive le valute: in questo quadro bisogna fare maggiore attenzione agli investimenti obbligazionari in Paesi che godono di tassi insolitamente bassi rispetto all'inflazione e che hanno accumulato importanti quantità di valuta estera a protezione della propria divisa, investiti in debito pubblico estero a tassi reali negativi.

"Sarà determinante" secondo Corrado Caironi, strategist di R&CA, "verificare quanto il processo di politica monetaria espansiva possa risultare sostenibile nel medio termine contro i rischi di una possibile perdita di controllo del tasso di inflazione e degli accumuli di debito pubblico nei bilanci delle banche centrali. In questo scenario, che tenderà a prolungarsi nel tempo, l'investitore dovrà monitorare più da vicino i dati macro e rivedere i rischi in modo atipico, dato che i modelli di allocazione efficienti in passato potrebbero non rappresentare un valido riferimento nelle attuali dinamiche di mercato". L'aumento del differenziale di crescita spiega l'interesse per i Paesi emergenti, con attenzione alle attività delle banche centrali che saranno di riferimento per la rotazione degli asset finanziari e l'utilizzo di strumenti a gestione attiva.

2) Le borse. Nel portafoglio azionario è meglio sovrappesare i listini di Eurolandia, che presentano valutazioni interessanti, i Paesi emergenti, in una prospettiva di investimento di lungo termine, e il Giappone, che ha i presupposti per avviare una fase rialzista. Prudenza invece a Wall Street. Nella selezione delle società le preferite sono quelle ad alto rendimento della cedola (dividend yield).

3) I settori. I settori meno indebitati, ovvero il tecnologico e il farmaceutico, sono i più interessanti. La prossima rotazione settoriale potrebbe coinvolgere il petrolifero, i materiali di base e i titoli industriali. Il comparto immobiliare va mantenuto in portafoglio perchè rappresenta uno strumento anti-inflazione.

4) I bond. Nel portafoglio obbligazionario vanno sottopesate le scadenze brevi ed è opportuno diversificazione con corporate bond e in particolare con le emissioni bancarie europee, che potranno dare sorprese positive nei prossimi mesi. Da non tracurare anche i bond inflation-linked.

5) Il cash. La liquidità va al momento sottopesata in portafoglio. Nel 2013 gli esperti si aspettano un aumento della volatilità conseguente alla variabilità dei flussi di investimento. Il segnale per una presa di beneficio verrà offerto dagli indici macro e dalle indicazioni delle banche centrali. La stabilizzazione dei rating di credito dei debiti sovrani periferici ha tuttavia avviato una fase di recupero sui listini europei che erano stati più penalizzati nel 2012.



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