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Wall Street quasi immobile titolo Heinz’s su del 20%

Written By Unknown on Jumat, 15 Februari 2013 | 15.11

In serata indici quasi fermi a Wall Street nonostante il calo superiore alle attese delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Indice Dow Jones giù dello 0,07% e Nasdaq positivo dello 0,06%.

Sul listino sono saliti i titoli legati ai beni di prima necessità dopo che su Heinz's (+20%) è stata avanzata da Berkshire Hathaway (+1%) e 3G Capital un'offerta di 72,5 dollari per azione. Il valore dell'operazione supera 23 miliardi di dollari e raggiunge 28 miliardi se si include anche il debito.

L'euro è scambiato a 1,3359 dollari.



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Ilva, gip ordina vendita merce sequestrata

I prodotti finiti e semilavorati dell'Ilva sequestrati dalla magistratura tarantina il 26 novembre perchè realizzati al di fuori dalla legge non resteranno sulle banchine portuali, a rischio di deteriorarsi.

Il gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha accolto l'istanza della Procura di Taranto ed ha disposto che quella merce (un milione e 700 mila tonnellate circa, valore accertato dai custodi giudiziari poco meno di 800 milioni di euro) venga venduta ''con le modalità e secondo le procedure di legge idonee ad assicurare il conseguimento del controvalore dei beni stessi''.

Su quei beni, precisa anche il gip, ''permane il vincolo cautelare'', vale a dire il sequestro, così come sulle somme che saranno ricavate dalla vendita, che presumibilmente andranno a finire in un fondo che potrebbe essere poi utilizzato dalla parte lesa nell'inchiesta, cioè il ministero dell'Ambiente, per il risanamento dell'area siderurgica.



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Tokyo chiude a +0,5% nonostante il calo del Pil

Written By Unknown on Kamis, 14 Februari 2013 | 15.11

Di Angela Zoppo

Il Pil del trimestre ottobre-dicembre peggiore delle attese (-0,1% sul trimestre e -0,4% sull'anno) non sembra aver scosso più di tanto la Borsa di Tokyo, che ha chiuso in terreno positivo a +0,50%. L'economia del Giappone è cresciuta dell'1,9% nel 2012, ma ha registrato nel quarto trimestre una contrazione dello 0,1% rispetto ai precedenti tre mesi. Si tratta della terza frenata trimestrale consecutiva.

Da segnalare anche l'indebolimento dello yen, che sconta l'attesa di altre manovre monetarie a sostegno del rilancio dell'economia nazionale. In questo clima con pochi spunti l'indice Nikkei, alla vigilia del G20 di Mosca (che ha in agenda anche i contenziosi sulle svalutazioni monetarie), ha comunque guadagnato 55,87 punti portandosi a quota 11.307,28.

Intanto la Boj, la banca centrale giapponese, ha dato un segnale di fiducia ai mercati comunicandoo di aver lasciato invariati i tassi di interesse tra zero e 0,1%. La valutazione sull'andamento dell'economia nazionale da parte dell'istituto, infatti, è leggermente migliorata.

Positiva anche la chiusura di Hong Kong, in guadagno dello 0,7% a 23.377,90 punti.



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Pil in calo, anche la Germania paga il rigore della Merkel

La locomotiva tedesca frena più del previsto, a dimostrazione dei limiti della politica del rigore che il cancelliere Merkel ha tentato di imporre a tutta l'area Ue. Il pil tedesco è infatti calato dello 0,6% nel quarto trimestre rispetto al terzo quarter, più della diminuzione dello 0,5% stimata dagli economisti. Alla base del risultato il calo delle esportazioni, legato a un euro sempre più forte rispetto alle altre valute di riferimento.



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Finmeccanica, a rischio la commessa indiana

Written By Unknown on Rabu, 13 Februari 2013 | 15.11

L'India minaccia di cancellare la commessa per l'acquisto di 12 elicotteri da Finmeccanica se l'inchiesta dimostrerà che il contratto del valore di quasi 750 milioni di dollari è stato accompagnato da tangenti. "Se troveremo una qualche prova di corruzione, allora metteremo l'azienda sulla lista nera e cancelleremo anche il contratto", ha detto il ministro della difesa A.K. Antony parlando con i giornalisti a New Delhi.

"Non vogliamo agire frettolosamente... ma possiamo ottenere indietro i nostri soldi in qualsiasi momento", ha aggiunto. Antony ha detto che sulla vicenda indagherà il Central Bureau of Investigation (Cbi) indiano, e che se le accuse di corruzione saranno provate coloro che sono coinvolti "pagheranno per i loro errori. Nessuno sarà risparmiato".



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Tokyo chiude in calo dell1% Pesa il rafforzamento dello yen

Di Anna Messia

Chiusura in calo per l'indice Nikkei, con gli investitori che hanno preso profitto soprattutto sui titoli delle società esportatrici a causa del rafforzamento dello yen. L'indice Nikkei ha ceduto l'1,04% a 11.251,41 punti, allontanandosi dai massimi da 33 mesi a 11.498,42 punti segnati la scorsa settimana, mentre il più ampio paniere Topix è scivolato dell'1,19%.

Lo yen è salito contro le principali valute nel corso della seduta asiatica in conseguenza del fatto che i trader hanno assunto un atteggiamento più cauto nel vendere la divisa nipponica dopo il comunicato del G7 pubblicato ieri. Il Gruppo dei Paesi industrializzati ha confermato l'impegno a lasciare che i tassi di cambio siano determinati dal mercato e che le politiche monetarie e fiscali non abbiano target definiti per le valute.

L'attenzione del mercato è ora rivolta al G20 che si riunirà a Mosca nel fine settimana (15 e 16 febbraio), dove si attendono ulteriori chiarimenti sull'impegno dei Paesi a coordinarsi per la lotta alle svalutazioni competitive. Tra i titoli più colpiti dalle contrattazioni di ieri spunta la società di social gaming Gree, che ha subito una decisa flessione in seguito al taglio delle previsioni sugli utili annuali.



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Finmeccanica, l'affaire India dietro l'arresto di Orsi

Written By Unknown on Selasa, 12 Februari 2013 | 15.11

Di Luisa Leone

Non c'è pace per Finmeccanica. Questa mattina il presidente e amministratore delegato, Giuseppe Orsi, è stato arrestato e il numero uno della controllata Agusta Westland, Bruno Spagnolini, costretto ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta per presunte tangenti pagate in India per una commessa da 12 elicotteri. La vicenda risale al febbraio 2010, quando numero uno della società elicotteristica del gruppo Finmeccanica era appunto l'attuale ceo e presidente Orsi, mentre Spagnolini ne era direttore generale.

Tra gli indagati dell'inchiesta, partita l'estate scorsa, oltre ai due manager di piazza Montegrappa c'erano altre cinque persone: gli intermediari Guido Haschke, Christian Mitchell e il suo socio Carlo Gerosa, e due consulenti dell'azienda in India, Attilio Garavaglia e Luciano Fava. Quello che viene contestato dall'accusa è di aver pagato le tangenti a politici locali, circa 40 milioni su un affare da 560 milioni, per di più  in un Paese come l'India dove sono vietati anche i compensi per le così dette mediazioni.

Anche la stessa Finmeccanica è indagata nell'ambito dell'inchiesta per responsabilità amministrativa in base alla legge 231. Un accusa pesante che, se dovesse essere concretizzata, potrebbe far scattare le sanzione interdittive che impedirebbero  alla società di stipulare contratti con la pubblica amministrazione. Una vera caporetto per Finmeccanica che, come tutte le aziende di questo tipo, vive soprattutto di commesse pubbliche. Quando gli avvisi di garanzia furono inviati ai manager e alla società, Finmeccanica e Agusta dichiararono «la propria completa estraneità rispetto alle ipotesi di reato oggetto dell'indagine». Al momento non sono ancora arrivate note ufficiali da parte di Finmeccanica su quanto accaduto stamane.


Inviato il: 12/02/2013 09.06    *NEW*
Da: Lince71

Se é un arresto giustificato ok
se non lo é ci vuole la RESPONSABILITA' CIVILE DIRETTA del magistrato: la magistratura sta mettendo in ginocchio il paese.....se ne usciranno assolti gli imputati  i magistrati devono pagare personalmente,col proprio patrimonio,  dimostrando la colpa grave e dolo della magistratura, anche penalmente....

Le procure stanno distruggendo l'Italia.


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Barclays in rosso di 1,04 miliardi di sterline taglia 3.700 posti

Di Marcello Bussi

Il ceo di Barclays, Antony Jenkins, ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 3.700 posti di lavoro e una riduzione dei costi pari a 1,7 miliardi di sterline, circa 2 miliardi di euro. Nei dettagli, verranno eliminate in un anno 1.800 posizioni nel settore corporate e investment banking e altre 1.900 nel comparto retail europeo.

La banca britannica ha poi comunicato di aver registrato nel 2012 una perdita netta di 1,04 miliardi di sterline contro l'utile netto di 3 miliardi registrato nel 2011 e le attese di un rosso di 307 milioni. Sul risultato hanno pesato le multe pagate per il coinvolgimento di Barclays nello scandalo della manipolazione del tasso interbancario Libor (290 milioni di sterline) e gli accantonamenti per risarcire i clienti a cui la banca ha venduto in maniera inappropriata protezioni assicurative (1,6 miliardi).

L'utile ante imposte e voci straordinarie si è attestato a 7,05 miliardi di sterline, in linea con le previsioni degli analisti e in crescita del 26% rispetto al 2011, anno nel quale i profitti dell'istituto furono invece intaccati dalle spese per la compensazione dei clienti ai quali erano stati venduti prodotti finanziari irregolari e dalla svalutazione del debito.



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SPECIALE FOREX Ghizzoni: in Italia più fermento ma le imprese devono dipendere meno dalle banche

Written By Unknown on Senin, 11 Februari 2013 | 15.11

Di Oscar Bodini (MF-DowJones)

"Sono più ottimista rispetto a qualche mese fa. Se torniamo indietro di un anno, ricordo che i temi dibattuti con maggiore frequenza erano se l'Europa avrebbe resistito o meno in termini politici e se sarebbe avvenuto il break up dell'euro. Ogni volta che si andava a incontrare investitori esteri, questi ultimi chiedevano se avevamo un piano d'emergenza pronto nel caso in cui l'euro fosse crollato. Era insomma una situazione molto grave".

Lo ha spiegato l'ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, durante una tavola rotonda all'Assiom Forex in corso a Bergamo. Il numero uno di Piazza Cordusio ha sottolineato che "a distanza di un anno - un 2012 che è stato importante e di transizione  - ci troviamo a fare i conti con un euro che si è rafforzato fin troppo, visto che ora si dice che è troppo forte". Un recupero della divisa unica dettato anche dal fatto che "molti operatori stanno diversificando sulle valute, tornando proprio a investire sull"euro".

Ghizzoni ha inoltre osservato che "si è iniziato a parlare di maggiore integrazione, a partire da quella fiscale con impegni presi da tutti i Parlamenti in Europa. Si torna a parlare nuovamente di unità  politica e di supervisione europea sulle banche, tema che era impensabile abbozzare fino a qualche mese fa. L'Europa ha insomma battuto più di un colpo".

Il progressivo recupero di competitività da parte di alcune economie del vecchio Continente, per il numero uno di Unicredit, è anche dovuto al fatto che "diversi Paesi Emergenti stanno segnano il passo per via di un costo del lavoro sempre più elevato, mentre contestualmente la crisi lo ha fatto scendere in Europa, consentendo un piccolo recupero di competitività. "Se il trend proseguirà" è pronto a scommettere il top manager, "l'Europa potrebbe tornare a giocare un ruolo importante".

Quanto all'Italia, Ghizzoni osserva che,  uscita dall'emergenza, "ora deve affrontare il passo successivo, che consiste nel trasformare un'emergenza in opportunità" finalizzata alla crescita. "Qualsiasi sia il governo che si insedierà" dopo le elezioni di fine febbraio, "la sua priorità sarà aiutare il settore privato a recuperare competitività . Lo Stato non dispone più delle risorse necessarie a sostenere la crescita", neppure se gli impegni presi con Bruxelles verranno un poco ammorbiditi.

Nel frattempo, archiviato il 2012, Unicredit comincia a esaminare i bilanci delle aziende clienti. "Abbiamo notato che molti - soprattutto per le aziende che esportano - sono migliori rispetto all'esercizio precedente. Altri sono peggiori, ma hanno comunque registrato sforzi importanti per recuperare efficienza", commenta Ghizzoni, secondo il quale, comunque, "la situazione rimane ancora grave. Noto però più fermento, con aziende che vengono da noi a chiedere sostegno finanziario per acquisire concorrenti più deboli e accrescere la quota di mercato. Il settore privato va insomma verso una situazione meno rarefatta, con più player di media dimensione, in grado di competere a livello mondiale".

 Ghizzoni ha infine osservato che le aziende italiane  rispetto alle omologhe dei Paesi più sviluppati - si appoggiano troppo al sistema bancario. "Le risorse che oggi utilizzano vengono per l'80% dalle banche, contro una media europea di circa il 65%, che cala addirittura al 30- 35% per le aziende Usa. Le società  italiane devono capitalizzarsi meglio e riuscire a diversificare le loro fonti di finanziamento".



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Borse asiatiche, chiuse Tokyo, Hong Kong e Shanghai. Manila record

Di Marcello Bussi

La maggior parte delle borse asiatiche oggi è chiusa per festività, prima fra tutte il Capodanno lunare cinese, con il colosso asiatico entrato nell'anno del Serpente. Le borse cinesi saranno chiuse per tutta la settimana. Chiusa anche Tokyo, ma solo oggi. Tra le poche piazze asiatiche attive, quella di Manila, nelle Filippine (Paese a larga maggioranza cattolica) dove l'indice ha registrato un rialzo dello 0,4%, quanto basta per toccare il nuovo record. Negli ultimi 12 mesi la borsa di Manila ha guadagnato il 36%, sulle prospettive di accelerazione dell'economia e della promozione del Paese a investment grade da parte delle agenzie di rating.



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