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Natixis, i sette mercati emergenti più promettenti

Written By Unknown on Minggu, 10 Maret 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Buone prospettive macro, valutazioni non troppo elevate e livelli di liquidità in miglioramento. Sono, secondo gli esperti di Natixis, i punti di forza dei mercati emergenti, che hanno chance di crescita nei prossimi trimestri dopo un inizio anno positivo sebbene inferiore alle corse del passato. L'indice Msci Emerging Markets evidenzia infatti un aumento dell'1,86% dalla fine del 2012, con le borse dell'America Latina che hanno battuto quelle asiatiche (+3,58% contro +2,37%). Ecco in dettaglio i sette listini più promettenti.

1) Russia. Il listino di Mosca, che dall'inizio del 2008 ha accusato un calo del 60% del rapporto prezzo/utili (p/e), è stato penalizzato dalla forte esposizione verso il petrolio. Attualmente i settori diversi dalle industrie estrattive rappresentano solo il 35% del mercato azionario e si scende al 17% se si escludono banche e utility. Le diverse politiche già in fase di realizzazione, fra le quali la riforma della normativa fiscale, la definizione di un livello di inflazione obiettivo da parte della Banca Centrale e l'apertura alle banche depositarie estere, potranno dare slancio alla borsa di Mosca, che dal dicembre 2012 ha registrato un progresso dell'1,75% (indice Msci in euro). Inoltre, il rischio politico è basso poiché il prossimo ciclo elettorale avrà inizio solo a partire dal 2016 mentre le Olimpiadi di Sochi, che si terranno all'inizio del 2014, potrebbero dare un'ulteriore impulso alle riforme. Secondo Francois Theret, responsabile dei mercati emergenti, "le migliori opportunità di investimento sono individuabili nei settori interni, come i consumi e le infrastrutture, a fronte di una crescita prevista degli utili a due cifre nel 2013. Il settore energetico si distingue dagli altri in termini di distribuzione di dividendi. Nel complesso la Russia è uno dei Paesi con i più alti livelli di dividendi fra gli emergenti, con un dividend yield (rendimento delle cedole) medio del 4% nel 2013".

2) India. Utili in crescita e valutazioni interessanti potranno trainare la crescita della borsa indiana, che dalla fine del 2012 è stazionaria. Gli esperti fanno notare che "sebbene il mercato abbia recuperato lo scorso anno il 30% i prezzi sono ancora a sconto, mentre gli utili stanno accelerando passando da una crescita a una cifra negli ultimi due anni a un progresso a due cifre nel prossimo". I settori più attraenti sono quelli sensibili ai tassi, visto è atteso un intervento al ribasso da parte della  Reserve Bank of India, e le società orientate all'outsourcing, come le farmaceutiche. A causa dell'alta volatilità del mercato è consigliato tuttavia un approccio di investimento prudente.

3) Cina. Dopo un anno di rallentamento rispetto ad altri mercati asiatici il listino di Shanghai, in aumento dello 0,92% da fine 2012 (indice Msci in euro), dovrebbe riprendere velocità. "Siamo molto ottimisti nei confronti del mercato cinese. Riteniamo che alcune delle preoccupazioni maggiori che hanno raffreddato l'atteggiamento degli investitori negli ultimi due anni siano destinate ad attenuarsi nel 2013", affermano gli analisti. Sebbene non prevedano una rapida ripresa della crescita, le recenti misure espansive, i primi segni di inversione di tendenza guidata dal mercato interno, le valutazioni interessanti e il cambiamento nella leadership avvenuto lo scorso novembre, un evento che si verifica una volta ogni 10 anni, vanno in una direzione positiva.  

4) Hong Kong. Questo listino, che dall'inizio del 2013 è salito del 5,63% (indice Msci in euro), dovrebbe beneficiare degli sviluppi positivi in Cina. Le economie del sud-est asiatico sono in accelerazione e vengono supportate da nuove politiche, da investimenti in infrastrutture e da una domanda interna positiva. Unica eccezione la Malesia, dove sussiste ancora il rischio politico legato alle prossime elezioni.

5) Corea. In Asia settentrionale la Corea (+1,41% da fine 2012 in euro) continuerà, secondo gli esperti, a trarre vantaggio dalla domanda di prodotti tecnologici sostenuta dalla ripresa americana, che dovrebbe essere più solida nel prossimo trimestre, mentre Taiwan (+2,92%) dovrebbe beneficiare anche dei legami più stretti con la Cina.

6) Cile. I mutamenti degli ultimi dieci anni hanno gettato le basi per l'inizio di un momentum di mercato positivo. Grazie al notevole calo dell'inflazione sia le imprese che i consumatori possono adesso definire dei piani di crescita per il futuro. Il Cile, che ha messo a segno una performance del 7% da inizio anno (indice Msci in euro), è considerato il Paese meglio gestito dal punto di vista economico. Sicuramente è quello con il sistema istituzionale più stabile e l'economia più ricca della zona. Se in passato le valutazioni borsistiche erano ai massimi, oggi sono a sconto. "Si tratta di uno dei mercati caratterizzati dalla crescita più elevata (intorno al 5% annuo), ma con valutazioni leggermente al di sotto della media" sostengono gli esperti.

7) Brasile. L'anno scorso l'economia brasiliana è cresciuta poco più dell'1%, deludendo le attese che erano decisamente più elevate, ma quest'anno lo scenario è in miglioramento. Le banche hanno mantenuto un atteggiamento prudente, concedendo credito solo a fronte di una certa qualità della controparte. "Se il Pil salirà", dichiarano gli analisti, "assisteremo a una stabilizzazione dei tassi di interesse e a un minor accesso al credito, che renderanno molto interessanti le banche locali finora troppo penalizzate".



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Botta e risposta Alfano-Letta


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Di Stefania Spezzati e Flavio Talarico (MF DowJones)

E' botta e risposta tra il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e il vice segretario del Pd, Enrico Letta, al workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio. Se il Pdl preferisce il ritorno alle urne dopo l'inconcludente risultato delle elezioni di fine febbraio alla situazione attuale di ingovernabilità, il Pd chiede responsabilità a tutto il Parlamento e critica il centro-destra di avere come unico punto in agenda la difesa di Silvio Berlusconi.

Di fronte al bivio "tra sfascio, ingovernabilità e nuovo voto a giugno, preferiamo il nuovo voto", ha affermato Alfano. "Mi pare che il Pd si ponga contro gli interessi del Paese", ha aggiunto il segretario sottolineando che "lo scenario migliore per l'Italia e' quello di avere un governo. Temiamo invece un bivio a cui il Pd potrebbe portare il paese, quello tra sfascio e ingovernabilità e il voto a giugno".

All'indomani del downgrade di Fitch dell'Italia, Alfano ha dichiarato che le agenzie di rating non sono il Vangelo e non spetta ai mercati formare il governo con la prima parola che spetta comunque al leader del Pd, Pierluigi Bersani. "Le agenzie sono società private tendenti al lucro e al profitto e quindi non è detto che dicano la verità e la nostra proposta è sempre quella di creare un'agenzia di rating pubblica europea". Per Alfano, "non sono i mercati a spingere a fare il governo, ma è il popolo e dovrebbe anche essere il buon senso ma di questo dovete chiedere maggiori informazioni al leader del Pd Bersani. È a lui che spetta la prima parola e speriamo la spenda a favore del Paese e speriamo anche che il Pd non si ponga contro gli interessi generali per puro interesse di parte".

Per Letta, la notizia del downgrade è invece "drammatica". "Il passo ulteriore e' quello dei titoli spazzatura. Non c'e' un momento da perdere, le forze politiche devono trovare un accordo per il nuovo governo. Senza il governo il Paese va allo sbando. La nostra proposta è in campo, speriamo che dalle altre forze politiche si comprenda che è finito il tempo dei giochini", ha dichiarato il vice segretario del Pd per il quale il Pdl ha come unico punto la difesa di Berlusconi.

Angelino ha preso le difese del Cavaliere che non si presenterà neanche lunedì all'udienza per il processo Ruby a Milano a causa di un problema agli occhi, di cui il segretario del Pdl ha dato conferma. "Andremo in piazza e faremo con tutte le nostre forze ogni rimostranza per evitare che una parte della magistratura politicizzata vada contro la sovranità popolare. Berlusconi è il leader politico italiano più votato negli ultimi 20 anni – ha proseguito Alfano - e la nostra è una democrazia matura che non può pensare che sia un pezzo di magistratura politicizzata che per vie giudiziarie intende eliminare il leader più votato dal popolo italiano in questi anni".


6 Commenti

Inviato il: 10/03/2013 08.36    *NEW*
Da: tppgnn

La "cosiddetta" aggressione giudiziaria nei confronti di .Berlusconi è
Un vero e proprio attacco eversivo perpetrato esclusivalmente nei confronti del popolo a cui viene sottratta la sovranità rendendo praticamente nullo il diritto di esercitare la propria funzione legislativa attraverso un suo rappresentante.

Ormai grazie ad una sinistra che ne tutela il potere per essere a sua volta tutelata L'Italia è diventata una Repubblica democratica giudiziaria, fondata sulla burocrazia e sulle Procure politicizzate, e Grillo tutto questo lo sa benissimo come sa che il (P)artito (D)i regime non gli perdonerà mai la mancata resa alla sua proposta e che adesso inevitabilmente, prima la mafia dei media e poi quella giudiziaria lo passeranno nel tritacarne.

Inviato il: 10/03/2013 07.01    *NEW*
Da: tppgnn

Riguardo a Tremonti
Aumentò la tassazione sul capital gain dal 12,5% al 20% andando contro il parere contrario di Berlusconi, soltanto perchè eravamo fortemente pressati dalla speculazione e mentre tutta l'Europa e la sinistra italiana chiedevano come antidoto "rigore e tasse" .

Comunque nonostante questa modifica paghiamo le plusvalenze meno della media degli altri grandi paesi europei, anche se la sinistra ha già fatto sapere di essere pronta a colmare questo gap.

Inviato il: 10/03/2013 06.31    *NEW*
Da: tppgnn

E' un piacere colmare la tua ignoranza
DATI DELLA CGIA DI MESTRE, partendo dai dati del Def, aggiornati con gli effetti delle nuove norme che non sono compresi nelle statistiche ufficiali, ha calcolato che nel 2012, quindi con Mario Monti premier, si sia raggiunta una pressione fiscale record del 44,7%. Quest'anno salirà al 45,1. Nel quadriennio precedente, quello del governo Berlusconi, la percentuale si era tenuta stabile intorno al 42,6, con un unico picco nel 2009, al 43%. Pesò, in quell'anno nero per l'economia, il calo del Pil, al quale non corrispose una diminuzione di uguale misura delle tasse.
Con l'ultimo governo Berlusconi la pressione è rimasta invariata rispetto al livello del secondo, tormentato esecutivo di Romano Prodi. Il professore aveva ereditato un Paese con tasse tra il 40 e il 41 per cento. Lui aggiunse più di due punti.
Il precedente esecutivo (dal 2001 al 2005) era di centrodestra. Il più lungo di Berlusconi e della storia repubblicana. Mille e 414 giorni durante i quali tasse, imposte e contributi passarono dal 41,3 al 40,1% del Pil.
A fare vincere il centrodestra nel 2001 era stato innanzitutto lo spettacolo offerto dalla sinistra (il governo Prodi osteggiato e poi il disarcionamento del Professore sono ferite ancora aperte nel centrosinistra), ma anche la pressione fiscale. Nel '97, in piena era Prodi, raggiunse la vetta incredibile (per gli standard di allora) del 43,4%. Tutta colpa dell'eurotassa, che ci servì a centrare i requisiti per entrare nella moneta unica. Allora, si pensò che fosse un livello inaccettabile e che non si sarebbe mai ripetuto. Un sacrificio una tantum.
Oggi sarebbe da metterci la firma. Anche perché per i prossimi anni, la Cgia di Mestre, non prevede rivoluzioni. .

Inviato il: 09/03/2013 19.22   
Da: delaware

Inviato il: 09/03/2013 17.16   
Da: tppgnn

Inviato il: 09/03/2013 17.06   
Da: tppgnn


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Apple, mele in saldo a Wall Street

Written By Unknown on Sabtu, 09 Maret 2013 | 15.11

Dopo essere scesa, seppure per un giorno, sotto la soglia dei 400 miliardi di dollari di capitalizzazione, Apple è sempre più sotto la lente degli investitori. I conti della società fondata da Steve Jobs e guidata da Tim Cook sono infatti solidi, tanto che vendite e profitti continuano a inanellare un record dopo l'altro, ma il mercato inizia a chiedersi se Apple riuscirà a mantenere lo stesso ritmo di innovazione che l'aveva portata a essere la società a maggior capitalizzazione al mondo.

iPad, che ha creato una nuova categoria di prodotti informatici rivoluzionando i rapporti di forza nel mondo dei pc e mettendo in crisi un intero ecosistema, è stata infatti l'ultima vera rivoluzione di Apple, guidata all'epoca da Jobs, mentre la tanto chiacchierata iTv continua a non materializzarsi trimestre dopo trimestre. Un ritardo accumulato, stando ai rumor che riescono a trapelare dal muro impenetrabile che avvolge i laboratori di Apple, legato più a disaccordi con le major cinematografiche e i broadcaster televisivi che per ragioni tecnologiche.

Tutti i dettagli su MF-MilanoFinanza, in edicola da sabato anche in formato elettronico su pc e iPad.



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Wall Street sale dello 0,38% e inanella l'ennesimo record

Nuova chiusura in rialzo per Wall Street con il Dow Jones che inanella l'ennesimo record storico, spinto dai dati migliori del previsto sui nuovi occupati. L'indice ha guadagnato lo 0,47% a quota 14397,07, il Nasdaq è cresciuto 0,38% a 3244,37.

Complice il rafforzamento del dollaro (a 1,2994 dollari sull'euro) il petrolio accentua i recenti ribassi e a Londra il barile di Brent, il greggio del mare del Nord, ha ceduto oltre 1 dollaro finendo appena sotto quota 110 dollari, mentre a New York il barile di Wti scivola poco sopra i 91 dollari. L'oro ha segnato un lieve indebolimento a 1.573,8 dollari l'oncia.

In precedenza anche le borse europee avevano chiudono positive: Francoforte ha guadagnato lo 0,59%, Parigi l'1,22% Londra lo 0,69%, Madrid la migliore con un balzo del 2,85% seguita da Milano con un rialzo dell'1,6%.



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La svalutazione di Accu-Sort riduce l'utile di Datalogic

Written By Unknown on Jumat, 08 Maret 2013 | 15.11

Il gruppo Datalogic ha realizzato nel 2012 un utile netto di 9,9 milioni di euro, in calo rispetto ai 25,9 milioni del 2011, per effetto della parziale svalutazione dell'avviamento relativo ad Accu-Sort Systems per 27 milioni. Al netto di tale svalutazione l'utile netto sarebbe cresciuto del 20% a 31,1 milioni.

I ricavi di vendita nel 2012, informa una nota, sono aumentati dell'8,6% a 462,3 milioni (425,5 milioni nel 2011), mentre l'ebitda è cresciuta a 62,7 milioni dai 59,2 milioni dell'esercizio precedente.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2012 risulta negativa per 121,1 milioni rispetto ai 59,4 milioni al 31 dicembre 2011, andamento ascrivibile all'acquisto della partecipazione del gruppo Accu-Sort Systems per 100,3 milioni. Grazie alla robusta generazione di cassa la posizione finanziaria netta è comunque migliorata rispetto al 30 giugno 2012, in cui era negativa per 171,8 milioni.

Il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea degli azionisti del 23 aprile la distribuzione di un dividendo di 15 centesimi per azione, invariato rispetto al 2011, per un importo massimo pari a 8,8 milioni, con stacco della cedola il 13 maggio.

Lo scenario macroeconomico prefigura un'andamento ancora incerto della domanda, in continuità con quanto già registrato nel 2012, con un progressivo miglioramento nel corso dell'anno fino a un ritorno alla crescita, sia pure su ritmi modesti, nella seconda metà del 2013. La svolta ciclica sarebbe resa possibile dalla graduale ripresa degli investimenti, a seguito della normalizzazione delle condizioni di finanziamento, del recupero della domanda nell'area dell'euro, che pesa per più del 40% delle vendite del gruppo, e del parziale miglioramento del clima di fiducia.



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Wall Street ancora record Dow Jones su dello 0,23%

Borsa di New York allineata a quelle europee con chiusura in moderato rialzo. L'indice Dow Jones ha continuato ad aggiornare i massimi storici dopo un altro dato positivo sull'economia Usa, quello sul mercato del lavoro, dove si è registrato un calo delle richieste di sussidi di disoccupazione.

È invece peggiorata in gennaio la bilancia commerciale americana. Al termine delle contrattazioni indice Dow Jones in rialzo dello 0,23% a quota 14329,49 (nuovo record) e Nasdaq dello 0,3%.

Sul listino attenzione degli investitori su Dell (-0,7%) dopo la lettera recapitata dall'investitore attivista Carl Icahn in cui si propone che la società paghi un alto dividendo se l'operazione di leveraged buy-out dell'azienda dovesse fallire.

Fra i tecnologici rally di Ciena (+17,5%) grazie a conti trimestrali migliori delle attese.



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A Piazza Affari tutti gli occhi sono puntati su Draghi

Written By Unknown on Kamis, 07 Maret 2013 | 15.11

Di Roberta Castellarin

La giornata dei mercati di oggi sarà focalizzata sulle decisioni della Bce in merito al costo del denaro, sulle aste spagnole e sui dati macro in arrivo dagli Usa nel primo pomeriggio. Per quanto riguarda Piazza Affari, inoltre, restano le tensioni generate dall'incertezza politica.

I mercati saranno puntati sul discorso di Mario Draghi atteso per le 14,30. I mercati si apsettano che la Bce lascerà i tassi invariati allo 0,75% e ascolteranno con molta attenzione quanto Draghi dirà a proposito della situazione italiana dopo il voto. I Paesi dell'Unione monetaria sono alle prese con la recessione, l'aumento della disoccupazione e l'incertezza politica in Italia. Uno scenario diverso da quello che caratterizza gli Stati Uniti, dove invece c'è un miglioramento dal punto di vista dell'occupazione.
 
In questo scenario, oggi la Bce annuncerà la sua decisione sul costo del denaro, sulla scia di quanto ha fatto questa mattina la Banca del Giappone. La maggior parte degli analisti non prevedono variazioni rispetto ai livelli attuali dei tassi di interesse: il principale tasso ufficiale di rifinanziamento nell'area è al minimo storico dello 0,75 per cento.

Questa mattina sono attese anche le aste di Francia e Spagna che devono collocare titoli di Stato  a medio-lungo termine. In termini di dati aziendali prima delle aperture delle borse verranno diffuse le trimestrali di Adidas, Autogrill, Campari, Lagardere, Linde, Merck e Telecom Italia.

Oggi arriveranno importanti dati macro anche dagli Usa. Alle 14,30 sarà diffuso il dato sulla Bilancia commerciale a gennaio e quello sulle nuove richieste per sussidi di disoccupazione. Alle 22,30 saranno invece pubblicati i risultati degli stress test del settore bancario.



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La Borsa di Tokyo ancora in rialzo

Di Angela Zoppo

Sesto rialzo consecutivo per la Borsa di Tokyo, che ha chiuso nuovamente col segno più. L'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,3%, ma non è ancora riuscito a portarsi oltre quota 12 mila punti, soglia mai più raggiunta da settenbre 2008. L'indice si è fermato infatti a 11.968 punti. In terreno positivo anche il Topix , con un guadagno di appena lo 0,1% a 1.004,35 punti. La borsa di Shanghai ha invece ceduto lo 0,98%.

L'attenzione del mercato resta puntata sulle decisioni della Bank of Japan, che per ora ha lasciato la sua politica monetaria invariata con l'ultima riunione guidata dal governatore uscente Masaaki Shirakawa. Ora gli investitori attendono le mosse del successore, Haruhiko Kuroda, che annuncerà già nella prossima riunione in calendario per il 3 e il 4 aprile e misure per combattere la deflazione.

Ma a sostenere il Nikkei sono stati soprattutto i segnali d'ottimismo rilanciati dagli Stati Uniti. Ieri, infatti, sono stati diffusi i dati secondo i quali il settore privato statunitense ha creato a febbraio quasi 200.000 posti di lavoro. Nel Beige Book, inoltre, la Fed sottolinea che l'economia ha continuato a crescere negli ultimi due mesi, seppure a un ritmo "tra il modesto e il moderato".

A trainare la Borsa giapponese hanno contribuito in particolare i titoli del settore petrolifero, con Japan Petroleum Exploration ha guadagnato il 3,6% e Inpex il 2,1%. Bene anche quelli del settore minerario: Sumitomo Metal Mining ha guadagnato lo 0,6%, Mitsui Mining & Smelting lo 0,9% e Mitsubishi Materials l'1%. Deboli, invece, i bancari, appesantiti dalle prime prese di beneficio: Mitsubishi UFJ Financial ha perso l'1,5%, Sumitomo Mitsui Financial Group il 2,5% e Mizuho Financial Group l'1%.



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Piazza Affari attesa in parità

Written By Unknown on Rabu, 06 Maret 2013 | 15.11

Clima di fondo abbastanza buono sui mercati azionari, ma turbato nei vari Paesi dalle situazioni interne. Per questa ragione Piazza Affari oggi è attesa aprire intorno alla parità. In positivo giocheranno ancora le buone notizie che giungono da Stati Uniti e Cina. In quest'ultima in particolare ha avuto effetto l'intervento del premier uscente Wen Jiabao, che ha rinnovato in parte gli impegni a sostenere la crescita, mentre  Wall Street continua a beneficiare delle rassicurazioni della Federal Reserve sulla prosecuzione dell'allentamento monetario. In questo quadro anche Tokyo stamattina ha chiuso in positivo.

Una spinta a Piazza Affari potrà arrivare anche dalla buona apertuta dello spread Btp-Bund, che si conferma a 327 punti base, in linea con la chiusura di ieri sera e lontano dai massimi post voto. Ma attenzione per contro alla ricca l'agenda di dati macro di oggi, con il focus che per l'esperto sarà in mattinata sul dato sul Pil nell'Eurozona, previsto per le 11, e nel pomeriggio sulla stima Adp sui nuovi posti di lavoro nel settore privato a febbraio negli Usa. 

La riduzione dello spread Btp/Bund ieri ha già premiato i titoli bancari (in particolare Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps) e potrà farlo anche oggi se il trend verrà confermato. Focus anche sui titoli del risparmio gestito dopo i buoni risultati di bilancio annunciati ieri da Banca Generali e Azimut. Tra gli industriali invece attenzione a Fiat Industial, su cui Berenberg ha alzato il target price da 6,4 a 7,2 euro, confermando la raccomandazione sell. Sempre Berenberg ha incrementato il prezzo obiettivo anche su Luxottica (da 36 a 41 euro); in questo caso la raccomandazione è buy.

Dopo i conti, Brembo ha incassato invece l'incremento del target price da parte di Exane Bnp Paribas da 10,4 a 13,2 euro (rating outperform), mentre su Yoox Deutsche Bank ha portato il prezzo obiettivo da 13,5 a 15,3 euro, confermando il giudizio buy. Nel comparto del lusso si segnala poi l'avvio di copertura di Goldman Sachs su Cucinelli con rating neutral.



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La strategia di Goldman Sachs in sette punti

Written By Unknown on Selasa, 05 Maret 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Gli esperti di Goldman Sachs invitano a guardare oltre le tensioni che stanno dominando le borse europee, perché se i rischi a breve termine sono alti, in uno scenario a più lungo termine non mancano le occasioni. A patto di riposizionare il portafoglio in funzione del nuovo scenario che si presenterà. "Nel 2013 ci sarà una ripresa molto modesta della crescita globale che è però destinata ad accelerare nel 2014. In questa prospettiva per un investitore le azioni sono interessanti, soprattutto se confrontate con i bond" commentano gli analisti. Ecco in sintesi i sette punti cardine intorno ai quali ruota la strategia della banca d'affari americana.

1) Tecnologia in pole position. I settori preferiti dagli specialisti di Goldman Sachs sono caratterizzati da una crescita strutturale che non è ancora scontata nei prezzi, come la tecnologia, il farmaceutico e l'automobilistico. Le società high-tech hanno registrato un forte calo degli utili nel 2012, ma da quel livello hanno ampi margini di miglioramento. I titoli tecnologici con il consiglio buy (comprare) sono l'elvetica AMS e l'inglese Aveva, oltre ai giganti Capgemini, Ericsson e Sap. Nel comparto farmaceutico meritano lo stesso rating la svizzera Roche, la danese Novo Nordisk, l'inglese Genus e la svedese Elekta, mentre nell'auto la scelta è ristretta a due nomi, Valeo e Daimler. Il settore automobilistico beneficerà della riduzione del numero delle piattaforme produttive, che porterà a sua volta a risparmi dei costi, e all'espansione delle vendite nei mercati emergenti, soprattutto per i premium brand. Guardando ai multipli borsistici, l'auto è inoltre il comparto più a buon mercato, con un p/e a 12 mesi intorno a 8.

2) Lontani dalle tlc. Meglio evitare il settore petrolifero e quello delle telecomunicazioni. Nel primo caso i risultati finora comunicati del quarto trimestre 2012 sono stati generalmente deludenti, visto che hanno evidenziato costi più alti, minori riserve e investimenti in aumento, che non riusciranno tuttavia a compensare il rallentamento della crescita organica. Il calo atteso del prezzo del petrolio, da una media di 110 dollari/barile nel 2013 a 85 dollari nel 2016, porterà probabilmente a una flessione del free cash flow, mettendo a rischio la distribuzione dei dividendi. Il settore delle tlc incontrerà invece limiti strutturali alla crescita nei prossimi due anni, che si tradurranno in deboli profitti, anche a causa dell'esposizione prevalentemente europea dei ricavi e della necessità di tagliare ulteriormente il debito.

3) Il food è troppo caro. Il settore alimentare, che è tipicamente difensivo, ha raggiunto livelli di valutazione che non lo rendono più attraente agli occhi degli analisti dell'investment bank Usa, nonostante la solida crescita dei fondamentali e la bassa volatilità delle quotazioni. Il giudizio negativo vale anche per la distribuzione, che è penalizzata dal calo dei consumi in Europa, causati a loro volta dall'alta disoccupazione, dai modesti incrementi dei salari, dalla riduzione del reddito disponibile e dalla misure di austerità decise lo scorso anno.

4) Meglio le assicurazioni delle banche. Nel settore finanziario i titoli assicurativi sono meno rischiosi delle banche, perché beneficiano della maggiore duration del portafoglio e della revisione degli asset in portafoglio. Sebbene il 2012 sia stato uno dei migliori per le performance delle compagnie assicurative, i loro livelli di valutazione sono ancora attraenti ( p/e  previsto di 8,8). I titoli con il rating buy sono Admiral, Axa e Munich Re.

5) Giudizio in ribasso sulle utility. Sul settore delle utility il rating è stato ridotto da overweight (sovrappesare) a neutrale, a causa delle crescenti pressioni sui margini reddituali a cui sono sottoposti i maggiori operatori. L'unica eccezione è il titolo Fortum, che merita il rating buy.

6) Spazio alle griffe. I titoli del lusso non deluderanno gli investitori, trascinati dai buoni risultati di bilancio. Gli analisti si aspettano una crescita annua del 10-15% dei ricavi e del 20% e oltre del cash flow. I titoli preferiti sono Salvatore Ferragamo, Christian Dior e Richemont.

7) Ottimisti sui media. Il settore dei media, uno dei più colpiti dalla crisi, è destinato a recuperare posizioni quando la ripresa globale si concretizzerà nel 2014, spingendo le imprese ad aumentare gli investimenti, compresi quelli pubblicitari. I titoli consigliati dagli esperti di Goldman Sachs sono BSkyB, ITE, Kabel Deutschland, Modern Time, SES e TF1.



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