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Tokyo torna ai massimi da quattro anni e mezzo

Written By Unknown on Kamis, 14 Maret 2013 | 15.11

Di Onofrio Giuffrè

La borsa di Tokyo termina gli scambi in rialzo dell'1,16%, ai nuovi massimi degli ultimi 4 anni e mezzo in scia alle attese di misure monetarie aggiuntive da parte della Bank of Japan (BoJ) dopo il via libera della Camera Bassa alla nomina di Haruhiko Kuroda a governatore e di Kikuo Iwata e Hiroshi Nakaso alle posizioni di vice. L'indice Nikkei guadagna 141,53 punti attestandosi a quota 12.381,19. Il voto parlamentare finale ai vertici della BoJ è atteso domani con il via libera della Camera Alta. La borsa di Tokyo, che aveva aperto in rialzo dello 0,76%, ha così messo a segno il rimbalzo dopo due sedute di perdite.

Il prezzo del petrolio è rimasto stabile sopra 92 dollari al barile. Sui mercati asiatici i future sul Light crude calano di 4 cent a 92,48 dollari e quelli sul Brent salgono di 8 cent a 108,60 dollari. L'euro invece ha aperto sotto quota 1,30 dollari, dopo i buoni dati di ieri sulle vendite al dettaglio Usa a febbraio. La moneta europea passa di mano a 1,296 dollari. Euro/yen a 124,42 e dollaro/yen a 96,01. 

Secondo Hiroshi Maeba, dealer di Ubs a Tokyo, l'approvazione della nuova leadership della Boj porterebbe gli investitori a vendere ulteriormente lo yen nei confronti del dollaro. I tre candidati hanno infatti già iniziato a segnalare che la Banca centrale prenderà decisioni aggressive per superare la deflazione.



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Piazza Affari attende il rimbalzo

Di Roberta Castellarin

È prevista un apertura in rialzo per le borse europee dopo il nuovo record segnato ieri a Wall Street. In particolare l'indice di Milano Ftse Mib oggi potrebbe tentare un rimbalzo dopo la seduta negativa di ieri. Nella mattinata è attesa un'asta di Bonos a medio lungo termine e gli operatori sono in attesa di capire come evolverà  lo spread Bonos/Btp che potrebbe restringersi, in quanto i Btp potrebbero diventare più costosi dei bond spagnoli. Nel pomeriggio invece l'attenzione sarà sull'apertura di Wall Street, dopo i nuovi record raggiunti.

Quanto alle indicazioni macroeconomiche, alle 11 sarà pubblicato il dato sull'occupazione del quarto trimestre 2012 dell'Eurozona. Mentre in Usa alle 13:30 saranno pubblicate le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione e i prezzi della produzione industriale a febbraio.

A piazza Affari da seguire Tod's, che ha presentato i conti ieri dopo la chiusura dei mercati registrando un utile netto in crescita a 145,5 mln euro (+7,8% anno su anno). Deutsche Bank ha alzato il prezzo obiettivo da 87 euro a 90 euro (rating hold), così come Barclays da 81 euro a 89 con valutazione underweight. Da monitorare anche le Generali, che hanno visto crollare l'utile netto a causa delle forti svalutazioni volute da Mario Greco per ripulire il bilancio. IL Leone di Triestre ha presentato, invece, buoni risultati operativi e ha confermato il dividendo.

Tra i titoli del lusso Barclays ha anche alzato il target price su Salvatore Ferragamo da 19,5 a 24 euro con rating overweight. Da monitorare pure B.P.E.Romagna che ha archiviato il 2012 con una perdita netta di 32,6 mln (+237,359 mln in 2011). Focus ancora su Ubi banca, che ieri ha perso il 6%. Ubs ha tagliato il target price a Ubi banca da 3,5 a 3,4 euro confermando il rating neutral, mentre lo ha aumentato da 3,5 a 3,10 euro da Deutsche Bank con raccomandazione hold.

Focus su Telecom Italia all'indomani del collocamento di 750 mln euro di bond ibrido con un rendimento del 7,875% e su Rcs, che ha chiesto alla controllata Dada, partecipata al 54,63%, di aprire la data room fornendo ai soggetti interessati alla quota le informazioni necessarie all'attività di due diligence.

Infine occhi puntati su Buzzi Unicem, su cui Berenberg ha tagliato il rating a sell e su Enel in scia alla decisione degli analisti di Ubs di alzare la raccomandazione a neutral.



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Il Dow Jones chiude in parità e ritocca il record storico

Written By Unknown on Rabu, 13 Maret 2013 | 15.11

Wall Street ha chiuso la seduta di ieri in sostanziale parità, con il Dow Jones a quota 14.450,06 punti, che ha ritoccato il record storico, il Nasdaq a 3.242,32 (-0,32%) e lo S&P 500 a 1.552,48 punti (-0,24%). Il miglior titolo del Dow Jones è stato Merck, che ha guadagnato il 3,16% grazie all'annuncio di un nuovo farmaco anticolesterolo. In rialzo anche i titoli Hewlett Packard (+1,76%), che da inizio anno è salito di oltre il 50%, e Boeing (+1,47%). Fra i titoli più penalizzati ci sono invece Caterpillar (-1,58%), Bank of America (-1,15%) e Pfizer (-1,10%).

Il Nasdaq che risentito negativamente del calo di Apple (-2,16%), interessata dal giudizio al ribasso di Jefferies che ha tagliato il prezzo obiettivo da 500 a 420 dollari. Da inizio anno la performance di Apple è negativa per il 19,49%. In flessione anche Akamai Technologies (-2,33%) e Sears Holdings (-2,13%). In rialzo Seagate Technologies (+4,83%), Western Digital (+4,12%) e Life Technologies (+2,90%).

Fra le blue chip che compongono l'indice S&P500 si sono distinte Bristol Myers Squibb (+1,87%), Costco Wholesale (+1,28%) e Verizon Communication (+1,15%). In ribasso Nike (-1,91%), Morgan Stanley (-1,86%) e Lowe's Companies (-1,59%).



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Ubi Banca torna all'utile e stacca una cedola da 0,05 euro

Di Luca Gualtieri

Ubi Banca torna all'utile e difende la cedola. La popolare lombarda guidata da Victor Massiah ha chiuso il 2012 con un utile netto d'esercizio a 82,7 milioni dopo la contabilizzazione di 101,9 milioni di oneri netti per incentivi all'esodo riferiti a un accordo sindacale. Il risultato si confronta con la perdita di 1,8 miliardi a seguito della contabilizzazione di rettifiche su avviamenti e altre attività intangibili. Con un core tier 1 al 10,29% e un total capital ratio al 16,01%, Ubi potrà pertanto pagare agli azionisti un dividendo invariato di 0,05 euro per azione.

Tutti i margini della gestione economica mostrano un andamento favorevolo: proventi operativi a 3,526 miliardi (+2,6% anno su anno), oneri operativi a 2,266 miliardi (-5,1% o -6,2% al netto delle componenti non ricorrenti), risultato della gestione operativa a 1,259 miliardi (+20,1%) e un utile dell'operatività corrente al lordo delle imposte a 323,1 milioni (+14,6%). La debolezza della domanda, l'alleggerimento nel comparto del large corporate e l'uscita dai settori a maggior rischio e dai business non-captive hanno comportato invece un contrazione degli impieghi a 92,9 miliardi (-6,8% anno su anno).

Cresce comunque la quota di impieghi di pertinenza della clientela core al 75% nel 2012 dal 74% nel 2011 (era il 70,5% nel 2010). Sempre tra gli aggregati patrimoniali, la raccolta diretta da clientela ordinaria si è attestata a 80,3 miliardi (+1% anno su anno).

Per quanto riguarda la qualità del credito, le sofferenze nette sono cresciute a 2,95 miliardi dai 2,48 del 2011, con un'incidenza sul totale crediti netti del 3,18% rispetto a un dato di sistema per il settore privato pari al 3,35%. Complessivamente lo stock di crediti deteriorati netti (sofferenze, incagli, ristrutturati escaduti/sconfinanti) si è attestato a 8,1 miliardi, in crescita rispetto ai 6,3 miliardi del 2011, con un'incidenza dell'8,73% sul totale crediti netti "per effetto del deterioramento del contesto economico e anche a seguito della riorganizzazione del comparto credito al consumoe del leasing", spiega una nota.

"Il contesto di riferimento italiano", indica Ubi banca in merito alla prevedibile evoluzione della gestione, "è previsto essere ancora caratterizzato da un'assenza di crescita, con conseguente impatto negativo sul complesso dei fattori economici di riferimento. Si ritiene pertanto di confermare le linee guida gestionali finora adottate dal gruppo, che consentono di attraversare la crisi con ragionevole prudenza".

Nel pomeriggio intanto sarà presentata la lista di maggioranza in vista dell'assemblea dei soci del 20 aprile che dovrà rinnovare i consigli di Ubi. (riproduzione riservata)



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Aion Renewables (ex Kerself) sospesa in Borsa

Written By Unknown on Selasa, 12 Maret 2013 | 15.11

Di Luca Gualtieri

Novità in vista per Aion Renewables (ex Kerself), la società attiva nella progettazione, produzione e installazione di impianti fotovoltaici chiavi quotata a Piazza Affari. Una nota informa che le azioni sono temporaneamente sospese dalle negoziazioni in attesa di comunicato.

Attraverso la coordinata Helios Technology, l'azienda opera anche nel settore della produzione di celle e moduli fotovoltaici, e di strutture di supporto per la realizzazione di gradi parchi solari, tetti, inseguitori biassiali, pensiline e soluzioni innovative per l'integrazione architettonica. (riproduzione riservata)



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Enel Green Power alza il dividendo a 2,59 centesimi

Di Luca Gualtieri

I conti Enel Green Power tengono nonostante la crisi. Nel 2012 la società ha mostrano un risultato netto di gruppo pari a 413 milioni, con un incremento dell'1,2% rispetto ai 408 milioni del 2011 (+4,6% al netto di proventi e adeguamenti di valore non ricorrenti rilevati nel 2011). L'utile ordinario, al netto dei proventi da rimisurazione al fair value e degli adeguamenti di valore, è pari a 431 milioni (+4,6%), i ricavi totali ammontano a 2,68 miliardi (+6,4% e +14,6% al netto di proventi ) non ricorrenti rilevati nel 2011), l'ebitda a 1,678 miliardi (+ 6%;+19,7%).

L'indebitamento finanziario netto sale del 13,2% a 4,614 miliardi. Il cda proporrà all'assemblea un dividendo in crescita pari a 2,59 centesimi di euro per azione (era 2,48 lo scorso anno), "in linea con l'annunciata politica dei dividendi che prevede, a partire dal 2010, un pay-out non inferiore al 30% dell'utile netto consolidato", con stacco il 20 maggio e pagamento il 23. "Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti nel 2012 da Enel Green Power", ha spiegato Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel Green Power. "Tali risultati, tutti in crescita, sono stati raggiunti nonostante il perdurare del difficile contesto macroeconomico, confermando cosi' la validita' della nostra strategia di diversificazione nello sviluppo tecnologico e geografico".

 I dati di bilancio, ha aggiunto il manager, evidenziano come "grazie all'installazione di oltre 900 MW, in linea con il target, la nostra capacità complessiva ha superato gli 8 mila MW, con un consolidamento della presenza in mercati importanti quali Usa, Canada e Romania, e una crescita in quelli emergenti come Messico e Guatemala. A fronte di questi risultati, siamo certi che anche nel 2013 Enel Green Power svolgerà un ruolo da protagonista nel mondo delle rinnovabili".

Nell'evoluzione prevedibile della gestione, si legge che il gruppo nel corso del 2013 proseguirà nell'esecuzione del piano strategico, confermando la crescita della potenza installata e focalizzando i suoi sforzi principalmente nei paesi emergenti attraverso uno sviluppo equilibrato in tutte le principali tecnologie.



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Il cda di Impregilo dice sì all'opa di Salini

Written By Unknown on Senin, 11 Maret 2013 | 15.11

Di Luca Gualtieri

Il consiglio di amministrazione di Impregilo dà luce verde all'opa lanciata da Salini. Il board del general contractor, riunito nel pomeriggio di ieri, ha 'valutato "congruo" il corrispettivo dell'offerta pubblica di acquisto a 4 euro per azione lanciata dal gruppo romano. Il parere è stato espresso con l'astensione di Pietro Salini, amministratore delegato e membro del comitato esecutivo, nonché azionista con il 29% del capitale, alla pari del gruppo Gavio. L'offerta totalitaria di Salini (che comunque non intende poi effettuare il delisting della società) era stata annunciata all'inizio di febbraio e prevede un esborso massimo previsto di 1,129 miliardi.

Intanto arriva un maxi-dividendo per gli azionisti di Impregilo. Dopo la cessione della controllata Ecorodovias (per la quale ha incassato 900 milioni)  e il bilancio preconsuntivo del 2012, il consiglio di amministrazione ha avanzato infatti la proposta di una cedola 2012 per circa 600 milioni complessivi. Il 2012 si è chiuso con un utile netto consolidato di 601 milioni e ricavi totali di 2,281 miliardi, per il 78% realizzato all'estero. La posizione finanziaria netta consolidata al 31 dicembre 2012 è positiva per 567 milioni e registra un radicale miglioramento rispetto al 31 dicembre 2011 (indebitamento netto di 527 milioni) principalmente per effetto dell'incasso di 751 milioni connesso alle cessione delle prime due tranche della partecipazione in Ecorodovias, al deconsolidamento del debito della partecipata brasiliana e all'incasso degli indennizzi relativi al termovalorizzatore di Acerra, pari a 356 milioni. (riproduzione riservata)



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Mps, scontro con Nomura sull'azione di responsabilità

Di Luca Gualtieri

Procede il lavoro della Procura di Siena per fare luce sul suicidio di David Rossi, responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi che si è tolto la vita mercoledì 6. I magistrati hanno aperto un secondo fascicolo sulla morte del dirigente dopo quello per suicidio. Oggi si indaga anche sull'ipotesi di reato di istigazione al suicidio, ma al momento l'inchiesta sarebbe contro ignoti. Il titolare Nicola Marini dovrebbe avere elementi di giudizio sia dal materiale informatico e dai telefonini di Rossi passati alla polizia postale per essere controllati, sia dai risultati dell'autopsia svolta dal professor Mario Gabbrielli che ha tempo 60 giorni per consegnare i risultati.

Gli inquirenti stanno cercando di collegare la scomparsa di Rossi all'esposto per fuga di notizie presentato dalla Rocca venerdì 1° marzo, dopo la pubblicazione sulla stampa di indiscrezioni relative all'azione di responsabilità presentata dal Monte contro gli ex vertici Giuseppe Mussari e Antonio Vigni e contro le banche Deutsche Bank e Nomura.

Proprio intorno a questo scontro legale nelle ultime ore si sarebbe alzata la tensione. Secondo quanto riferito dall'agenzia Bloomberg, Nomura avrebbe infatti presentato un ricorso a Londra contro Mps nello stesso giorno in cui Alessandro Profumo e Fabrizio Viola hanno avanzato una richiesta di danni contro la banca d'investimenti. Secondo una fonte informata dei fatti, la banca giapponese avrebbe chiesto al tribunale di certificare che i propri contratti derivati con Mps siano validi. Rob Davies, portavoce di Nomura a Londra, ha però declinato ogni commento. (riproduzione riservata)



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Natixis, i sette mercati emergenti più promettenti

Written By Unknown on Minggu, 10 Maret 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Buone prospettive macro, valutazioni non troppo elevate e livelli di liquidità in miglioramento. Sono, secondo gli esperti di Natixis, i punti di forza dei mercati emergenti, che hanno chance di crescita nei prossimi trimestri dopo un inizio anno positivo sebbene inferiore alle corse del passato. L'indice Msci Emerging Markets evidenzia infatti un aumento dell'1,86% dalla fine del 2012, con le borse dell'America Latina che hanno battuto quelle asiatiche (+3,58% contro +2,37%). Ecco in dettaglio i sette listini più promettenti.

1) Russia. Il listino di Mosca, che dall'inizio del 2008 ha accusato un calo del 60% del rapporto prezzo/utili (p/e), è stato penalizzato dalla forte esposizione verso il petrolio. Attualmente i settori diversi dalle industrie estrattive rappresentano solo il 35% del mercato azionario e si scende al 17% se si escludono banche e utility. Le diverse politiche già in fase di realizzazione, fra le quali la riforma della normativa fiscale, la definizione di un livello di inflazione obiettivo da parte della Banca Centrale e l'apertura alle banche depositarie estere, potranno dare slancio alla borsa di Mosca, che dal dicembre 2012 ha registrato un progresso dell'1,75% (indice Msci in euro). Inoltre, il rischio politico è basso poiché il prossimo ciclo elettorale avrà inizio solo a partire dal 2016 mentre le Olimpiadi di Sochi, che si terranno all'inizio del 2014, potrebbero dare un'ulteriore impulso alle riforme. Secondo Francois Theret, responsabile dei mercati emergenti, "le migliori opportunità di investimento sono individuabili nei settori interni, come i consumi e le infrastrutture, a fronte di una crescita prevista degli utili a due cifre nel 2013. Il settore energetico si distingue dagli altri in termini di distribuzione di dividendi. Nel complesso la Russia è uno dei Paesi con i più alti livelli di dividendi fra gli emergenti, con un dividend yield (rendimento delle cedole) medio del 4% nel 2013".

2) India. Utili in crescita e valutazioni interessanti potranno trainare la crescita della borsa indiana, che dalla fine del 2012 è stazionaria. Gli esperti fanno notare che "sebbene il mercato abbia recuperato lo scorso anno il 30% i prezzi sono ancora a sconto, mentre gli utili stanno accelerando passando da una crescita a una cifra negli ultimi due anni a un progresso a due cifre nel prossimo". I settori più attraenti sono quelli sensibili ai tassi, visto è atteso un intervento al ribasso da parte della  Reserve Bank of India, e le società orientate all'outsourcing, come le farmaceutiche. A causa dell'alta volatilità del mercato è consigliato tuttavia un approccio di investimento prudente.

3) Cina. Dopo un anno di rallentamento rispetto ad altri mercati asiatici il listino di Shanghai, in aumento dello 0,92% da fine 2012 (indice Msci in euro), dovrebbe riprendere velocità. "Siamo molto ottimisti nei confronti del mercato cinese. Riteniamo che alcune delle preoccupazioni maggiori che hanno raffreddato l'atteggiamento degli investitori negli ultimi due anni siano destinate ad attenuarsi nel 2013", affermano gli analisti. Sebbene non prevedano una rapida ripresa della crescita, le recenti misure espansive, i primi segni di inversione di tendenza guidata dal mercato interno, le valutazioni interessanti e il cambiamento nella leadership avvenuto lo scorso novembre, un evento che si verifica una volta ogni 10 anni, vanno in una direzione positiva.  

4) Hong Kong. Questo listino, che dall'inizio del 2013 è salito del 5,63% (indice Msci in euro), dovrebbe beneficiare degli sviluppi positivi in Cina. Le economie del sud-est asiatico sono in accelerazione e vengono supportate da nuove politiche, da investimenti in infrastrutture e da una domanda interna positiva. Unica eccezione la Malesia, dove sussiste ancora il rischio politico legato alle prossime elezioni.

5) Corea. In Asia settentrionale la Corea (+1,41% da fine 2012 in euro) continuerà, secondo gli esperti, a trarre vantaggio dalla domanda di prodotti tecnologici sostenuta dalla ripresa americana, che dovrebbe essere più solida nel prossimo trimestre, mentre Taiwan (+2,92%) dovrebbe beneficiare anche dei legami più stretti con la Cina.

6) Cile. I mutamenti degli ultimi dieci anni hanno gettato le basi per l'inizio di un momentum di mercato positivo. Grazie al notevole calo dell'inflazione sia le imprese che i consumatori possono adesso definire dei piani di crescita per il futuro. Il Cile, che ha messo a segno una performance del 7% da inizio anno (indice Msci in euro), è considerato il Paese meglio gestito dal punto di vista economico. Sicuramente è quello con il sistema istituzionale più stabile e l'economia più ricca della zona. Se in passato le valutazioni borsistiche erano ai massimi, oggi sono a sconto. "Si tratta di uno dei mercati caratterizzati dalla crescita più elevata (intorno al 5% annuo), ma con valutazioni leggermente al di sotto della media" sostengono gli esperti.

7) Brasile. L'anno scorso l'economia brasiliana è cresciuta poco più dell'1%, deludendo le attese che erano decisamente più elevate, ma quest'anno lo scenario è in miglioramento. Le banche hanno mantenuto un atteggiamento prudente, concedendo credito solo a fronte di una certa qualità della controparte. "Se il Pil salirà", dichiarano gli analisti, "assisteremo a una stabilizzazione dei tassi di interesse e a un minor accesso al credito, che renderanno molto interessanti le banche locali finora troppo penalizzate".



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Botta e risposta Alfano-Letta


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Di Stefania Spezzati e Flavio Talarico (MF DowJones)

E' botta e risposta tra il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e il vice segretario del Pd, Enrico Letta, al workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio. Se il Pdl preferisce il ritorno alle urne dopo l'inconcludente risultato delle elezioni di fine febbraio alla situazione attuale di ingovernabilità, il Pd chiede responsabilità a tutto il Parlamento e critica il centro-destra di avere come unico punto in agenda la difesa di Silvio Berlusconi.

Di fronte al bivio "tra sfascio, ingovernabilità e nuovo voto a giugno, preferiamo il nuovo voto", ha affermato Alfano. "Mi pare che il Pd si ponga contro gli interessi del Paese", ha aggiunto il segretario sottolineando che "lo scenario migliore per l'Italia e' quello di avere un governo. Temiamo invece un bivio a cui il Pd potrebbe portare il paese, quello tra sfascio e ingovernabilità e il voto a giugno".

All'indomani del downgrade di Fitch dell'Italia, Alfano ha dichiarato che le agenzie di rating non sono il Vangelo e non spetta ai mercati formare il governo con la prima parola che spetta comunque al leader del Pd, Pierluigi Bersani. "Le agenzie sono società private tendenti al lucro e al profitto e quindi non è detto che dicano la verità e la nostra proposta è sempre quella di creare un'agenzia di rating pubblica europea". Per Alfano, "non sono i mercati a spingere a fare il governo, ma è il popolo e dovrebbe anche essere il buon senso ma di questo dovete chiedere maggiori informazioni al leader del Pd Bersani. È a lui che spetta la prima parola e speriamo la spenda a favore del Paese e speriamo anche che il Pd non si ponga contro gli interessi generali per puro interesse di parte".

Per Letta, la notizia del downgrade è invece "drammatica". "Il passo ulteriore e' quello dei titoli spazzatura. Non c'e' un momento da perdere, le forze politiche devono trovare un accordo per il nuovo governo. Senza il governo il Paese va allo sbando. La nostra proposta è in campo, speriamo che dalle altre forze politiche si comprenda che è finito il tempo dei giochini", ha dichiarato il vice segretario del Pd per il quale il Pdl ha come unico punto la difesa di Berlusconi.

Angelino ha preso le difese del Cavaliere che non si presenterà neanche lunedì all'udienza per il processo Ruby a Milano a causa di un problema agli occhi, di cui il segretario del Pdl ha dato conferma. "Andremo in piazza e faremo con tutte le nostre forze ogni rimostranza per evitare che una parte della magistratura politicizzata vada contro la sovranità popolare. Berlusconi è il leader politico italiano più votato negli ultimi 20 anni – ha proseguito Alfano - e la nostra è una democrazia matura che non può pensare che sia un pezzo di magistratura politicizzata che per vie giudiziarie intende eliminare il leader più votato dal popolo italiano in questi anni".


6 Commenti

Inviato il: 10/03/2013 08.36    *NEW*
Da: tppgnn

La "cosiddetta" aggressione giudiziaria nei confronti di .Berlusconi è
Un vero e proprio attacco eversivo perpetrato esclusivalmente nei confronti del popolo a cui viene sottratta la sovranità rendendo praticamente nullo il diritto di esercitare la propria funzione legislativa attraverso un suo rappresentante.

Ormai grazie ad una sinistra che ne tutela il potere per essere a sua volta tutelata L'Italia è diventata una Repubblica democratica giudiziaria, fondata sulla burocrazia e sulle Procure politicizzate, e Grillo tutto questo lo sa benissimo come sa che il (P)artito (D)i regime non gli perdonerà mai la mancata resa alla sua proposta e che adesso inevitabilmente, prima la mafia dei media e poi quella giudiziaria lo passeranno nel tritacarne.

Inviato il: 10/03/2013 07.01    *NEW*
Da: tppgnn

Riguardo a Tremonti
Aumentò la tassazione sul capital gain dal 12,5% al 20% andando contro il parere contrario di Berlusconi, soltanto perchè eravamo fortemente pressati dalla speculazione e mentre tutta l'Europa e la sinistra italiana chiedevano come antidoto "rigore e tasse" .

Comunque nonostante questa modifica paghiamo le plusvalenze meno della media degli altri grandi paesi europei, anche se la sinistra ha già fatto sapere di essere pronta a colmare questo gap.

Inviato il: 10/03/2013 06.31    *NEW*
Da: tppgnn

E' un piacere colmare la tua ignoranza
DATI DELLA CGIA DI MESTRE, partendo dai dati del Def, aggiornati con gli effetti delle nuove norme che non sono compresi nelle statistiche ufficiali, ha calcolato che nel 2012, quindi con Mario Monti premier, si sia raggiunta una pressione fiscale record del 44,7%. Quest'anno salirà al 45,1. Nel quadriennio precedente, quello del governo Berlusconi, la percentuale si era tenuta stabile intorno al 42,6, con un unico picco nel 2009, al 43%. Pesò, in quell'anno nero per l'economia, il calo del Pil, al quale non corrispose una diminuzione di uguale misura delle tasse.
Con l'ultimo governo Berlusconi la pressione è rimasta invariata rispetto al livello del secondo, tormentato esecutivo di Romano Prodi. Il professore aveva ereditato un Paese con tasse tra il 40 e il 41 per cento. Lui aggiunse più di due punti.
Il precedente esecutivo (dal 2001 al 2005) era di centrodestra. Il più lungo di Berlusconi e della storia repubblicana. Mille e 414 giorni durante i quali tasse, imposte e contributi passarono dal 41,3 al 40,1% del Pil.
A fare vincere il centrodestra nel 2001 era stato innanzitutto lo spettacolo offerto dalla sinistra (il governo Prodi osteggiato e poi il disarcionamento del Professore sono ferite ancora aperte nel centrosinistra), ma anche la pressione fiscale. Nel '97, in piena era Prodi, raggiunse la vetta incredibile (per gli standard di allora) del 43,4%. Tutta colpa dell'eurotassa, che ci servì a centrare i requisiti per entrare nella moneta unica. Allora, si pensò che fosse un livello inaccettabile e che non si sarebbe mai ripetuto. Un sacrificio una tantum.
Oggi sarebbe da metterci la firma. Anche perché per i prossimi anni, la Cgia di Mestre, non prevede rivoluzioni. .

Inviato il: 09/03/2013 19.22   
Da: delaware

Inviato il: 09/03/2013 17.16   
Da: tppgnn

Inviato il: 09/03/2013 17.06   
Da: tppgnn


15.11 | 0 komentar | Read More
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