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Morgan Stanley, la top ten delle compagnie assicurative

Written By Unknown on Selasa, 05 November 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

In Europa c'è un'alta probabilità, secondo gli esperti di Morgan Stanley, che l'accordo su Solvency 2 sia raggiunto il 13 novembre, per entrare in vigore dal primo gennaio 2016, mentre negli Stati Uniti le compagnie hanno annunciato di recente risultati solidi e superiori alle previsioni. Date queste premesse quali spazi di rialzo hanno sui listini? Ecco target price e rating.

1) Aviva. E' una delle compagnie preferite dagli specialisti della banca d'affari americana, dato il buon rapporto rischio/rendimento, ma il titolo ha già superato il prezzo obiettivo di 445 pence. In futuro il gruppo inglese del ramo Vita dovrà rafforzare il capitale e risolvere il problema di una leva sul capitale relativamente alta. Il titolo in un anno ha reso (total return) il 37,6%.

2) Axa. Al colosso assicurativo francese è stato assegnato un target price di 19 euro, che è di poco superiore alle quotazioni attuali (18,5 euro). I punti di forza del gruppo sono rappresentati dall'efficiente diversificazione per linee di business, dal consistente cash flow, dal fatto di essere ben capitalizzato e dalla sostenibilità del dividendo. Il ritorno totale negli ultimi 12 mesi è stato del 55,5%.

3) Generali. Il Leone di Trieste, dopo aver reso in un anno in borsa il 37,5%, è secondo gli esperti sopravvalutato. Continua a essere scambiato a premio rispetto ai concorrenti, ma il suo conto economico è troppo esposto alla volatilità dei mercati finanziari. Il fair value (valore corretto) è stato individuato a quota 13,5 euro, che è più del 20% inferiore alle quotazioni attuali. Il rating è underweight (sottopesare).

4) Standard Life. Al gruppo inglese è stato assegnato un target price di 321 pence, il 19% circa in meno delle quotazioni attuali. Sebbene sia ben posizionato nel mercato retail, i suoi livelli di valutazione sono eccessivi, tenendo conto anche della bassa redditività. Sul listino di Londra il total return del titolo negli ultimi 12 mesi è stato del 28,6%.

5) Prudential Financial. La capacità di realizzare una crescita degli utili superiore alla media e le possibilità di ulteriore espansione del roe (return on capital, cioè ritorno sul capitale) non sono adeguatamente riflesse nella quotazione della compagnia Vita, che può salire fino a 92 dollari (+13%). Il rating sul titolo, che ha reso il 48,9% in un anno, è quindi overweight (sovrappesare).

6) Principal Financial. Il gruppo Usa, specializzato nel ramo Vita, è sopravvalutato rispetto ai suoi risultati di bilancio. Il terzo trimestre è stato superiore alle attese, poiché ha risentito selle condizioni favorevoli dei mercati finanziari e delle minori tasse, ma la capacità di realizzare utile della compagnia è inferiore a quella dei competitor. Il prezzo obiettivo del titolo, che ha registrato negli ultimi 12 mesi un total return del 73%, è 44 dollari (del 7% circa inferiore alle quotazioni attuali). Il rating è underweight (sottopesare).

7) Ace. E' la compagnia più differenziata e globale fra quelle del ramo Danni. Rispetto ai concorrenti i suoi risultati sono inoltre meno esposti all'andamento ciclico dei mercati. Ipotizzando che sia in grado di realizzare un ritorno sul capitale (roe) del 10-16% nel 2013-2015, il titolo offre un potenziale di rialzo del 20% circa (116 dollari), oltre a un rendimento del dividendo del 2%.

8) Marsh & McLennan. E' un gruppo globale di brokeraggio assicurativo, con un tasso di crescita (cagr) stimato del 13% dell'utile per azione (eps) nel 2013-2015. Al titolo, che evidenzia un ritorno totale a un anno del 37%, è stato assegnato dagli analisti un target price di 47 dollari, che è di poco superiore alle quotazioni attuali intorno a 46 dollari.

9) Progressive. I premi del gruppo specializzato nel ramo Danni crescono troppo lentamente così come la redditività. Il management della compagnia ha espresso recentemente fiducia sulla capacità di accelerare lo sviluppo tramite un'aggressiva politica di pricing, che tuttavia difficilmente porterà i risultati auspicati. Il titolo, che negli ultimi 12 mesi ha reso a New York il 25,7%, è quindi sopravvalutato.

10) W.R. Barkley. Il rating negativo (underweight) è motivato dalla minore capitalizzazione della compagnia, che opera nei danni, rispetto ai competitor e dal suo alto indebitamento, visto che il rapporto debito totale/capitale è del 32%. In un anno il titolo, che attualmente quota intorno a 44 dollari, ha registrato un ritorno totale del 18%.



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Piazza Affari parte bene, Unicredit raccoglie consensi

Di Francesca Gerosa

Partenza in territorio positivo per le borse europee in scia alle aspettative che l'orientamento di politica monetaria delle principali banche centrali resti fermamente espansivo. Ieri diversi esponenti di Federal Reserve hanno fatto intendere che l'Istituto centrale Usa non ha alcuna fretta di ridurre il programma di stimolo all'economia, il cosiddetto quantitative easing, pari a 85 miliardi di dollari al mese fino alla prossima primavera.

Nella riunione della Bce di dopo domani sui tassi, la Banca centrale europea dovrebbe ribadire la necessità di concentrare gli sforzi sul sostegno alla crescita. Soltanto pochi economisti scommettono tuttavia su un taglio del costo del denaro già giovedì.

In attesa che oggi la Commissione europea annunci le sue stime economiche di autunno, il comparto dei servizi è cresciuto in Cina a ottobre anche secondo l'indice Pmi a cura di Hsbc/Markit a 52,6 dal precedente 52,4. Il premier cinese, Li Keqiang, ha detto oggi che il Paese deve sostenere la crescita economica del 7,2% per garantire uno stabile mercato del lavoro.

Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti, che ieri ha chiuso a 244 punti, riparte da questo stesso livello. Il rendimento del decennale è al 4,12%. Si apre stamane alle ore 9 l'offerta del quinto Btp Italia, con scadenza novembre 2017. Ieri il Tesoro ha fissato al 2,15% la cedola minima, a cui seguirà quella definitiva al termine dell'offerta.

Il Tesoro per questa nuova edizione si è tenuto aperta la possibilità di chiudere l'operazione a partire dalla ore 14 di domani, fino a venerdì. Inoltre è stato applicato il limite massimo per singolo ordine di 500.000 euro. Le attese del mercato sono per una raccolta di circa 10 miliardi. Per Maria Cannata, la responsabile della direzione per il debito pubblico, se questa emissione andrà oltre un certo livello, potrebbe consentire al Tesoro di ridurre la percentuale delle riaperture dedicate agli specialisti per i Bot.

A Piazza Affari, dove il Ftse Mib è in rialzo dello 0,25% a 19.358 punti, Unicredit sale dello 0,53% a 5,64 euro. Stamani JP Morgan ha alzato il target price sull'azione da 5,51 a 5,72, ribadendo il rating overweight. Anche per Morgan Stanley Unicredit va sovrappesata in portafoglio (è l'istituto preferito in Italia) con un target price a 7 euro. Su Intesa Sanpaolo (+0,44% a 1,84 euro) il giudizio è equalweight con un target price a 2,1 euro. Entrambe le banche, a detta di MS, riusciranno a passare indenni la revisione della qualità del credito da parte della Bce.

Su Atlantia (+0,62% a 16,15 euro) è invece intervenuta Societe Generale, alzando  il target price da 16,3 a 19 euro (buy), su Mediaset (+3,59% a 3,86 euro) Goldman Sachs, che ha promosso l'azione da neutral a buy. Lo stesso broker ha invece ridotto il target price di Cnh Industrial (-0,18% a 8,39 euro) da 11 a 9,4 euro. Ha fatto lo stesso Macquaire ma da 8 a 7,5 euro (rating outperform).



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Borse asiatiche in calo, pesano le parole di Fisher (Fed)

Written By Unknown on Senin, 04 November 2013 | 15.11

Di Paola Valentini

Mercati asiatici in ribasso dopo che il presidente della Fed di Dallas, Richard Fisher, ha detto che la banca centrale dovrebbe ridurre gli stimoli monetari il prima possibile.

L'indice Msci Asia Pacifico (Giappone escluso), ha perso lo 0,2% a 478 punti. Il mercato giapponese invece oggi è rimasto chiuso per festività.

"L'andamento del mercato asiatico è stato infleunzato soltanto dal discorso di Fisher" ha detto Chris Weston, strategist di IG a Melbourne, "stiamo iniziando a vedere un leggero cambiamento nelle parole della Fed e sempre più persone mettono in luce il costo della politica monetria espansiva della Fed che nelle ultime settimane è stata certamente meno aggressiva di quanto la gente si aspettava"



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Borse europee, fari puntati sulla Bce

Di Paola Valentini

Avvio di settimana cauto per le borse europee, dopo la chiusura sopra la parità di Wall Street venerdì scorso e la pausa di consolidamento delle borse asiatiche (tranne Tokyo chiusa per festività), con l'indice Msci Asia Pacifico che stamani ha chiuso con una flessione dello 0,2% sulla scia delle parole del presidente della Federal Reserve di Dallas, Richard Fischer, secondo il quale la Fed dovrebbe ridurre gli stimoli monetari il prima possibile. Intanto il dato cinese sull'indice Pmi servizi a ottobre, diffuso nella notte, è  salito a 56,3 punti.

La settimana si apre sotto il segno della Banca centrale europea. Gli operatori attendono la riunione della Bce del prossimo 7 novembre. Alcuni case d'affari, tra cui Ubs, prevedono un taglio dei tassi già in questa occasione per combattere la deflazione.

"Oggi potremmo assistere a una giornata di pausa dopo i forti movimenti della scorsa settimana. Non abbiamo dati macro di rilievo in agenda. Prevale l'attesa per le prossime riunioni delle banche centrali", commenta Matteo Paganini di Fxcm. "Grossi temi non ci sono. Forse potremmo assistere a dei tentativi dei correzioni intraday sull'oro. Per le borse europee mi aspetto una giornata calma", conclude l'esperto.

Quanto alle aperture di borse odierne gli esperti di IG vedono in avvio il Ftse-100 inglese in rialzo di 21 punti a 6755, il Dax tedesco di 38 punti a 9045 e il Cac-40 francese di 17 punti a 4290.

Secondo Chris Weston, chief market strategist di IG, "ora tocca all'Europa mostrare il tipo di forza nella produzione che è stata fonte di ispirazione per l'equity  in Gran Bretagna, Cina e Australia".

Atif Latif, director of trading di Guardian Stockbrokers, vede "ancora un movimento rialzista fino alla fine dell'anno" e resta "fiducioso che vedremo almeno un +4-5% dai livelli attuali".

Sul fronte macro da segnalare l'indice Pmi manufatturiero nel mese di ottobre nella zona Euro (10.00) e dagli Usa gli ordini alle imprese nel mese di settembre (16.00).

A piazza Affari da seguire Pirelli & C. alla vigilia del Cda sui conti. Cresce anche l'attesa per la presentazione del nuovo piano industriale in agenda mercoledì a Londra.

Focus anche su Azimut che terrà oggi una conferenza stampa per presentare il progetto LiberaImpresa - Fare impresa non è più un'impresa e Ansaldo Sts che riunisce oggi il consiglio per l'approvazione dei dati.

Da monitorare anche Recordati dopo che Jefferies ha alzato il target price a 9 euro per azione da 8 euro, confermando a hold il rating.
 
Nel resto del listino da segnalare Ansaldo Sts, Prelios e Poltrona Frau chiamate entrambe alla prova dei dati dei primi nove mesi dell'anno.



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Borsa, chi si fida del rally

Written By Unknown on Minggu, 03 November 2013 | 15.11

L'economia langue, i consumi calano, le imprese che reggono sono quelle che lavorano soprattutto con l'estero. Ma il paradosso è che, nonostante tutto, a Piazza Affari il Ftse Mib da inizio anno a oggi ha guadagnato il 17,8% che diventa più 25% circa in 12 mesi. E non sembra che voglia fermarsi. In linea, peraltro, con quanto sta accadendo sulle principali borse del mondo, a partire da Wall Street, con lo S&P500 che continua a collezionare massimi storici (+23% da inizio anno), seguito dal Dax (+18,3%), dal Cac (+17.3%) e dal Ftse di Londra (+14,2%).

Contemporaneamente, anche i titoli di Stato e le obbligazioni corporate e bancarie italiane hanno imboccato la strada del rally, tanto che i rendimenti sono tornati in gran parte dei casi vicini ai livelli minimi toccati lo scorso maggio (ai livelli più bassi del 2010) e spesso anche al di sotto. Addirittura i rendimenti dei Btp a due anni sono ai minimi dalla partenza dell'euro.

E tutto questo fa ancora più effetto se si ragiona sul fatto che in Europa la forza dell'euro ha l'effetto di una politica monetaria restrittiva. Con la Bce che non è più intervenuta a supporto della crescita, a differenza della sua omologa americana con l'effetto di rafforzare repentinamente negli ultimi dieci giorni la moneta unica nei confronti del biglietto verde, rendendo meno competitive le esportazioni, che al momento, almeno per l'Italia, sono praticamente l'unico driver della crescita. Non a caso ora la probabilità che la prossima settimana la Bce tagli di 25 punti base il tasso di rifinanziamento pare alta alla maggior parte degli osservatori.

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Societe Generale, dieci small e mid cap che possono crescere fino al 70%

Le small e mid cap europee, cioè le società di piccola e media capitalizzazione, hanno realizzato da inizio anno una performance migliore delle large cap, con l'indice Msci che evidenzia in euro un incremento rispettivamente del 20,4 e del 13,2%. Ma c'è chi può fare ancora molta strada. Lo sostengono gli specialisti di Societe Generale, che hanno selezionato i titoli con buone chance di crescita.

1) Wendel. Il private equity francese Wendel, che capitalizza 4,9 miliardi di euro, ha annunciato venerdì che la controllata Stahl (coloranti e additivi per pellami di alta qualità) ha avviato colloqui in esclusiva per acquisire il business Leather services di Clariant. Si tratta di un'operazione che consentirebbe a Stahl di rafforzare la leadership, espandere la gamma prodotti e migliorare la diversificazione geografica. Il titolo, che negli ultimi 12 mesi ha registrato una performance del 53%, merita secondo gli analisti un prezzo obiettivo di 117 euro, che implica un potenziale di rialzo del 15%. Il rating è buy (comprare).

2) Lectra. Il gruppo specializzato nel software, che sul listino di Parigi capitalizza 205 milioni di euro, ha annunciato risultati del terzo trimestre superiori alle attese, che hanno portato a rivedere le stime dell'utile per azione (eps) per il 2013, 2014 e 2015. Al titolo, che è salito in un anno del 57,3% e del 19,7% negli ultimi tre mesi, è stato assegnato un target di 8 euro, che lascia spazio a un aumento del 14% dalle quotazioni attuali. Il rating è buy (comprare).

3) Store Electronic Systems. Anche in questo caso i risultati trimestrali migliori delle aspettative hanno portato a una revisione al rialzo del target price del titolo francese, che è stato fissato a quota 15,5 euro (+25% dalle quotazioni attuali). Il primo semestre 2013 dovrebbe aver rappresentato il punto di minimo per la società specializzata nel settore elettronico, che capitalizza 136 milioni di euro, e che dovrebbe registrare continui progressi nel prossimo biennio, grazie anche a una minore pressione sui prezzi. Il rating è buy (comprare).

4) Clariant. Dopo un altro solido trimestre e l'annuncio dell'imminente vendita della divisione Leather services, il gruppo elvetico sta completando il processo di trasformazione, che ha portato gli esperti a rivedere il prezzo obiettivo (16 franchi svizzeri). Il titolo, che capitalizza 4,7 miliardi di franchi svizzeri, ha messo a segno una performance del 43% negli ultimi 12 mesi e del 7,4% negli ultimi tre. Il rating è hold (mantenere).

5) Steria. L'alta probabilità di un mega accordo nel Regno Unito ha incrementato l'appeal speculativo dell'operatore francese di It (Information technology), che capitalizza 415 milioni di euro. Al titolo, che è cresciuto in un anno del 20,8% e del 22,6% negli ultimi tre mesi, è stato assegnato un target di 14,7 euro, che lascia spazio a un aumento del 13% dalle quotazioni attuali. Il rating è hold (mantenere).

6) Vossloh. Il management del gruppo tedesco specializzato nei sistemi di trasporto, che capitalizza 877 milioni di euro, è fiducioso sul fatto di poter incrementare le vendite e ritornare alla redditività nel prossimo anno. Il titolo, che evidenzia una performance positiva negli ultimi tre mesi (+15,3%) ma negativa a dodici (-5,7%), merita un target di 77 euro, che è superiore alle quotazioni recenti. Il rating è hold (mantenere).

7) Rexel. Target di 18,5 euro (ma che potrebbe essere presto corretto al rialzo) per la società francese, che opera nel settore elettrico e risente negativamente delle difficoltà delle costruzioni in Europa. Il titolo, che capitalizza oltre 5 miliardi di dollari, ha reso il 18,5% negli ultimi 12 mesi nonostante il sostanziale stallo del prezzo negli ultimi tre. Il rating è hold (mantenere).

8) CGG. Il gruppo specializzato in attrezzature e servizi per il settore petrolifero è stato troppo penalizzato sul listino di Parigi (-32,8% la performance nell'ultimo anno) e ha un potenziale di crescita del 73,7%, fino a un prezzo obiettivo di 29 euro. Gli analisti si aspettano infatti una netta rivalutazione del titolo da parte del mercato nei prossimi tre mesi, grazie alle prospettive migliori delle attese nel 2014 e in occasione di due eventi chiave (l'annuncio dei risultati trimestrali il 7 novembre e il Capital Market day il 17 dicembre). Il rating è buy (comprare).

9) Alten. I risultati trimestrali dell'operare francese di It (Information technology), che capitalizza 1,1 miliardi di euro, hanno evidenziato ricavi in calo ma lasciano spazio a un recupero dei margini reddituali, che si concretizzerà secondo gli esperti nel prossimo anno. Al titolo, che ha registrato un total return a 12 mesi dell'11,8%, è stato quindi assegnato un target di 37 euro, che lascia spazio a un aumento del 9%. Il rating è buy (comprare).

10) Altran Technologies. E' un competitor di Alten, che ha realizzato un terzo trimestre in linea con quello precedente, senza evidenziare segni di debolezza tanto da assumere 150 ingegneri. A livello geografico ha registrato, in maniera abbastanza sorprendente, un incremento in Francia superiore alla concorrenza. Il prezzo obiettivo del titolo (total return a un anno del 34%) è di 8,50 euro che implica un rialzo del 32%. Il rating è buy (comprare).



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Borsa, chi si fida del rally

Written By Unknown on Sabtu, 02 November 2013 | 15.11

L'economia langue, i consumi calano, le imprese che reggono sono quelle che lavorano soprattutto con l'estero. Ma il paradosso è che, nonostante tutto, a Piazza Affari il Ftse Mib da inizio anno a oggi ha guadagnato il 17,8% che diventa più 25% circa in 12 mesi. E non sembra che voglia fermarsi. In linea, peraltro, con quanto sta accadendo sulle principali borse del mondo, a partire da Wall Street, con lo S&P500 che continua a collezionare massimi storici (+23% da inizio anno), seguito dal Dax (+18,3%), dal Cac (+17.3%) e dal Ftse di Londra (+14,2%).

Contemporaneamente, anche i titoli di Stato e le obbligazioni corporate e bancarie italiane hanno imboccato la strada del rally, tanto che i rendimenti sono tornati in gran parte dei casi vicini ai livelli minimi toccati lo scorso maggio (ai livelli più bassi del 2010) e spesso anche al di sotto. Addirittura i rendimenti dei Btp a due anni sono ai minimi dalla partenza dell'euro.

E tutto questo fa ancora più effetto se si ragiona sul fatto che in Europa la forza dell'euro ha l'effetto di una politica monetaria restrittiva. Con la Bce che non è più intervenuta a supporto della crescita, a differenza della sua omologa americana con l'effetto di rafforzare repentinamente negli ultimi dieci giorni la moneta unica nei confronti del biglietto verde, rendendo meno competitive le esportazioni, che al momento, almeno per l'Italia, sono praticamente l'unico driver della crescita. Non a caso ora la probabilità che la prossima settimana la Bce tagli di 25 punti base il tasso di rifinanziamento pare alta alla maggior parte degli osservatori.

Tutti i dettagli su MF-MilanoFinanza, in edicola da sabato anche in formato elettronico su pc e tablet iPad, Android, Amazon Kindle e Windows 8.



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Societe Generale, dieci small e mid cap che possono crescere fino al 70%

Le small e mid cap europee, cioè le società di piccola e media capitalizzazione, hanno realizzato da inizio anno una performance migliore delle large cap, con l'indice Msci che evidenzia in euro un incremento rispettivamente del 20,4 e del 13,2%. Ma c'è chi può fare ancora molta strada. Lo sostengono gli specialisti di Societe Generale, che hanno selezionato i titoli con buone chance di crescita.

1) Wendel. Il private equity francese Wendel, che capitalizza 4,9 miliardi di euro, ha annunciato venerdì che la controllata Stahl (coloranti e additivi per pellami di alta qualità) ha avviato colloqui in esclusiva per acquisire il business Leather services di Clariant. Si tratta di un'operazione che consentirebbe a Stahl di rafforzare la leadership, espandere la gamma prodotti e migliorare la diversificazione geografica. Il titolo, che negli ultimi 12 mesi ha registrato una performance del 53%, merita secondo gli analisti un prezzo obiettivo di 117 euro, che implica un potenziale di rialzo del 15%. Il rating è buy (comprare).

2) Lectra. Il gruppo specializzato nel software, che sul listino di Parigi capitalizza 205 milioni di euro, ha annunciato risultati del terzo trimestre superiori alle attese, che hanno portato a rivedere le stime dell'utile per azione (eps) per il 2013, 2014 e 2015. Al titolo, che è salito in un anno del 57,3% e del 19,7% negli ultimi tre mesi, è stato assegnato un target di 8 euro, che lascia spazio a un aumento del 14% dalle quotazioni attuali. Il rating è buy (comprare).

3) Store Electronic Systems. Anche in questo caso i risultati trimestrali migliori delle aspettative hanno portato a una revisione al rialzo del target price del titolo francese, che è stato fissato a quota 15,5 euro (+25% dalle quotazioni attuali). Il primo semestre 2013 dovrebbe aver rappresentato il punto di minimo per la società specializzata nel settore elettronico, che capitalizza 136 milioni di euro, e che dovrebbe registrare continui progressi nel prossimo biennio, grazie anche a una minore pressione sui prezzi. Il rating è buy (comprare).

4) Clariant. Dopo un altro solido trimestre e l'annuncio dell'imminente vendita della divisione Leather services, il gruppo elvetico sta completando il processo di trasformazione, che ha portato gli esperti a rivedere il prezzo obiettivo (16 franchi svizzeri). Il titolo, che capitalizza 4,7 miliardi di franchi svizzeri, ha messo a segno una performance del 43% negli ultimi 12 mesi e del 7,4% negli ultimi tre. Il rating è hold (mantenere).

5) Steria. L'alta probabilità di un mega accordo nel Regno Unito ha incrementato l'appeal speculativo dell'operatore francese di It (Information technology), che capitalizza 415 milioni di euro. Al titolo, che è cresciuto in un anno del 20,8% e del 22,6% negli ultimi tre mesi, è stato assegnato un target di 14,7 euro, che lascia spazio a un aumento del 13% dalle quotazioni attuali. Il rating è hold (mantenere).

6) Vossloh. Il management del gruppo tedesco specializzato nei sistemi di trasporto, che capitalizza 877 milioni di euro, è fiducioso sul fatto di poter incrementare le vendite e ritornare alla redditività nel prossimo anno. Il titolo, che evidenzia una performance positiva negli ultimi tre mesi (+15,3%) ma negativa a dodici (-5,7%), merita un target di 77 euro, che è superiore alle quotazioni recenti. Il rating è hold (mantenere).

7) Rexel. Target di 18,5 euro (ma che potrebbe essere presto corretto al rialzo) per la società francese, che opera nel settore elettrico e risente negativamente delle difficoltà delle costruzioni in Europa. Il titolo, che capitalizza oltre 5 miliardi di dollari, ha reso il 18,5% negli ultimi 12 mesi nonostante il sostanziale stallo del prezzo negli ultimi tre. Il rating è hold (mantenere).

8) CGG. Il gruppo specializzato in attrezzature e servizi per il settore petrolifero è stato troppo penalizzato sul listino di Parigi (-32,8% la performance nell'ultimo anno) e ha un potenziale di crescita del 73,7%, fino a un prezzo obiettivo di 29 euro. Gli analisti si aspettano infatti una netta rivalutazione del titolo da parte del mercato nei prossimi tre mesi, grazie alle prospettive migliori delle attese nel 2014 e in occasione di due eventi chiave (l'annuncio dei risultati trimestrali il 7 novembre e il Capital Market day il 17 dicembre). Il rating è buy (comprare).

9) Alten. I risultati trimestrali dell'operare francese di It (Information technology), che capitalizza 1,1 miliardi di euro, hanno evidenziato ricavi in calo ma lasciano spazio a un recupero dei margini reddituali, che si concretizzerà secondo gli esperti nel prossimo anno. Al titolo, che ha registrato un total return a 12 mesi dell'11,8%, è stato quindi assegnato un target di 37 euro, che lascia spazio a un aumento del 9%. Il rating è buy (comprare).

10) Altran Technologies. E' un competitor di Alten, che ha realizzato un terzo trimestre in linea con quello precedente, senza evidenziare segni di debolezza tanto da assumere 150 ingegneri. A livello geografico ha registrato, in maniera abbastanza sorprendente, un incremento in Francia superiore alla concorrenza. Il prezzo obiettivo del titolo (total return a un anno del 34%) è di 8,50 euro che implica un rialzo del 32%. Il rating è buy (comprare).



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Wall Street in calo (-0,4%) Utili Exxon in calo del 18%

Written By Unknown on Jumat, 01 November 2013 | 15.12

Di Valerio Testi

All'insegna della cautela anche la borsa di Wall Street all'indomani del comunicato del Fomc, da cui non sono giunte indicazioni precise sull'inversione di rotta della politica monetaria. L'indice Dow Jones è sceso dello 0,41% a 15.554,2, lo S&P 500 dello 0,3% a 1.758 e il Nasdaq dello 0,28% a 3.922,16.

Tra le compagnie che hanno pubblicato i bilanci oggi, Exxon è salita dello 0,9% malgrado utili in calo 18% nel terzo trimestre a 7,87 miliardi di dollari, a causa del calo dei margini di raffinazione. La produzione di petrolio e gas della prima compagnia petrolifera mondiale è salita dell'1,5% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Altre società in evidenza: Facebook ha guadagnato il 2,4% grazie a conti in ascesa. Cede il 3,5% Visa (fatturato inferiore alle attese). Stabile Starbucks, in recupero dopo aver aperto in calo di oltre il 2% a causa delle deludenti previsioni sulle vendite.

Petrolio in calo a New York, -0,47% a 96,32 dollari al barile. Nel frattempo la popolarità del presidente Barack Obama (numeri dell'ultimo sondaggio Nbc/Wall Street Journal) è scivolata al minimo storico, solo 42%, pagando l'impasse con i repubblicani sullo shutdown e il tetto del debito (problemi non risolti ma solo rinviati di qualche mese), le imbarazzanti rivelazioni sul Nsa-gate e i problemi al sito web della riforma sanitaria da lui introdotta. Il suo insediamento alla Casa Bianca risale al gennaio del 2009.



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Sony pesa sulla borsa di Tokyo

Di Francesca Gerosa

Chiusura in ribasso dello 0,88% per la Borsa di Tokyo, appesantita dal crollo di Sony che ha perso più dell'11% dopo aver annunciato una riduzione del 40% delle previsioni di utile per l'anno fiscale in corso. L'indice Nikkei, che aveva aperto in lieve rialzo, ha ceduto 126,37 punti attestandosi a 14.201,57, sui minimi dell'ultima settimana dopo il-1,2% di ieri.

Sony ha annunciato nel primo semestre una perdita di 15,6 miliardi di yen (160 milioni di dollari). Nello stesso periodo di un anno fa il rosso era stato di 40,1 miliardi di yen. Per la fine dell'esercizio attuale Sony ha così ridotto da 30 a 50 miliardi di yen le previsioni sugli utili. Nel primo semestre gli utili operativi sono ammontati a 51,1 miliardi di yen, in rialzo del 40%, mentre le vendite sono cresciute dell'11,8% a 3.490 miliardi di yen.

Negativo anche l'indice Topix che ha perso lo 0,94% e ha chiuso a quota 1.183,03 punti. Hanno controbilanciato il crollo di Sony, Panasonic, balzata del 6,2%, ai massimi di due anni e mezzo, dopo la revisione al rialzo delle previsioni dell'utile e SoftBank che ha messo a segno un +3,4% sulla scia di profitti semestrali record.

Sulla scia del calo a sorpresa dell'inflazione nella zona euro, che ha innescato attese di nuove misure da parte della Bce per rafforzare l'economia, l'euro ha perso terreno anche nei confronti dello yen, segnando un minimo di due settimane a 132,985. L'inflazione della zona euro è scesa a un minimo di quattro anni pari allo 0,7% a ottobre, a fronte di una previsione di una lettura piatta all'1,1% e ben sotto il target della Bce del 2%. Il dollaro tuttavia è debole contro yen, perdendo lo 0,4% a 97,96, allontanandosi dal massimo della settimana di 98,69. L'euro è invece a 1,3550/52 contro il dollaro dopo una chiusura ieri a 1,3582 dollari.



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