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Sei titoli petroliferi ad alto potenziale

Written By Unknown on Minggu, 05 Januari 2014 | 15.11

Secondo gli esperti di Oil&Energy Insider, l'attesa ripresa economica nel 2014 e la domanda globale di energia che non mostra segni di rallentamento giocano a favorevole di alcuni gruppi petroliferi che, oltre a garantire il rendimento della cedola, hanno potenzialità di rialzo. In alcuni casi legate a fattori speculativi.

1) Marathon Oil Corporation. E' una compagnia petrolifera indipendente con sedi operative in tutto il mondo e una capitalizzazione di mercato di 24,5 miliardi dollari. Paga un dividendo di 76 centesimi per azione, che implica un rendimento del 2,1%, a fronte di un payout ratio del 31%. Il gruppo Usa ha un significativo potenziale di crescita nel Bakken, che rappresenta il 26% delle vendite di idrocarburi della società nel 2012, mentre intende di vendere asset in aree in declino come il Mare del Nord, mettendo più risorse nello sviluppo di quelle in Kurdistan, Gabon, il Golfo del Messico, e, naturalmente negli Usa (scisto). Nel solo 2014 Marathon prevede che la produzione di scisto statunitense cresca del 30 % rispetto al 2013. Il via libera al programma di riacquisto di azioni per 2,5 miliardi di dollari potrebbe contribuire a incrementare la redditività, con un impatto positivo sul prezzo delle azioni.

2) Occidental Petroleum Corporation. E' una grande compagnia petrolifera e del gas indipendente con una capitalizzazione di mercato di 76 miliardi dollari, che paga un dividendo di 2,56 dollari per azione corrispondente a un rendimento del 2,7%. I suoi guadagni supportano facilmente quel livello di dividendo, con un payout ratio del 45%. Il 60% della produzione di petrolio e di gas proviene dagli Usa e come maggiore produttore onshore di petrolio è all'avanguardia della rivoluzione shale (scisto). E' il produttore numero uno nel bacino Permiano e ha centinaia di migliaia di ettari nel Bakken. La decisione di di vendere alcuni dei suoi asset in Medio Oriente sosterrà in futuro anche la redditività.

3) Canadian Natural Resources
. E' un titolo promettente che offre un dividendo di 0,75 dollari per azione (2,3% il dividend yield) e ha una capitalizzazione di mercato di 36 miliardi di dollari. Sta avviando la produzione di sabbie bituminose e il suo progetto Horizon Oil Sands ha fatto decisi passi avanti, con l'intenzione di produrre 250 mila barili al giorno entro il 2017. Gli alti prezzi del petrolio sosterranno la quotazione del titolo, anche se non mancano i rischi, legati ai vincoli infrastrutturali e alla crescente opposizione ambientalista alle sabbie bituminose.

4) Royal Dutch Shell. E' una delle maggiori compagnie petrolifere mondiali e paga un dividendo di 3,44 dollari per azione, che corrisponde a un rendimento elevato (5,3%). Il gruppo ha trascorso gran parte dei 120 anni della sua storia producendo petrolio, che continua ad essere un pilastro del suo business, ma sta investendo pesantemente nel settore del gas naturale liquefatto (Gnl), che dovrebbe essere in forte crescita nei prossimi anni, sebbene l'impatto sul titolo nel breve sia stato negativo. Shell ha impianti o progetti Gnl in realizzazione in sette Paesi. La grande incognita è rappresentata dalle perforazioni dell'Artico, che negli ultimi anni hanno assorbito grandi risorse.

5) Exxon Mobil. La quotazione della compagnia, che è già salita del 16% nel 2013, ha ulteriori margini di rialzo. Il dividendo di 2,52 dollari per azione implica inoltre un rendimento del 2,50%, che sarà facilmente sostenuto da suoi profitti, a fronte di un payout ratio del 33%. Alla fine del 2013 il gruppo ha annunciato che collaborerà con Rosneft in Russia per perforare pozzi orizzontali in Siberia occidentale, con l'obiettivo di incrementare le riserve di petrolio russe nel corso dei prossimi due anni. Per il 2014 Exxon, secondo gli esperti, offre un investimento a basso rischio ed alto dividendo.

6) YPF. Per chi vuole scommettere sulla rivoluzione shale (scisto) oltre i confini Usa, questa compagnia ha un potenziale enorme nei prossimi anni grazie alle vaste risorse in Argentina. L'Usa Energy Information Administration ha stimato che l'Argentina ha la quarta maggiore riserva di petrolio di scisto del mondo e la seconda di gas. YPF controlla il 40% della superficie della Vaca Muerta, la più grande riserva di scisto in Argentina e del mondo, ma ha incontrato molti ostacoli da parte del governo, che hanno portato all'esproprio della quota del 51% di Repsol in YPF, sebbene sia stato trovato un accordo provvisorio. La società paga un dividendo di 0,19 dollari per azione, che implica un rendimento molto modesto (0,6%), a fronte di un payout ratio dell'88%. L'appeal del titolo è quindi speculativo e da questo punto di vista le possibilità di rialzo sono elevate.


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Il grande enigma kazako: chi ha rubato miliardi di dollari alla Bta Bank?

La banca kazaka ha citato il suo ex proprietario, accusandolo di una monumentale frode e appropriazione indebita. Lui ribatte di essere vittima della persecuzione del presidente Nazarbayev. Ma la corte inglese lo ha condannato ed è fuggito anche da Londra. Sei mesi fa, sua moglie e sua figlia sono stati rapiti illegalmente a Roma. Ora è in Francia e rischia di essere espluso. Oltre ai kazaki lo cercano inglesi, russi, e ucraini. Ma chi è davvero Mukhtar Ablyazov? Ecco i risultati di un'inchiesta del Wall Street Journal

Olena Tyshchenko, avvocato ucraino, era entrata alle Royal Courts of Justice il pomeriggio del 22 luglio come comparsa in uno degli scandali più complessi mai visti da quelle parti. Quando ha lasciato l'imponente edificio, ne è involontariamente diventata protagonista. La BTA Bank, banca statale del Kazakistan, aveva citato in giudizio il suo ex presidente, Mukhtar Ablyazov, accusandolo di appropriazione indebita e di una monumentale frode. Aveva vinto, ottenendo miliardi di dollari di danni. Ma Ablyazov, che aveva rigettato le accuse, non aveva pagato ed era fuggito dalla Gran Bretagna nel 2012, quando stava per essere condannato per oltraggio alla corte. La BTA era alla sua disperata ricerca.

Fuori dal tribunale, quel giorno, la signora Tyshchenko chiamò un taxi. La banca la seguì. I suoi investigatori privati vennero portati prima in un edificio di uffici, poi all'aeroporto di Heathrow. La videro fare shopping nel Terminal 5 e salire su un volo in ritardo per Nizza, secondo un resoconto fornito dalla banca al Wall Street Journal, che ha condotto un'inchiesta su questo giallo internazionale che MF-Milano Finanza riporta per i suoi lettori.

A Nizza un autista la condusse a casa sua, sulle colline sopra Cannes , dove cambiò auto, una Land Rover grigia e, intorno alle 14:30 si diresse verso sud in una villa sulla Costa azzurra. Alle 15:40 gli investigatori intravidero una figura da una finestra della camera. Era Ablyazov, l'uomo ricercato da un anno e mezzo. Lo spiarono per altri sei giorni, poi chiamarono la polizia francese. Ablyazov è stato arrestato il 31 luglio da una squadra di gendarmi travestiti da giardinieri. Ora è detenuto in una prigione affollata a sud di Aix-en-Provence, mentre avvocati e giudici discutono su dove dovrebbe essere inviato. In Ucraina, Russia o Kazakistan, dove ciascuna delle quali lo cerca con l'accusa di frode? O nel Regno Unito, dove dovrebbe scontare una pena detentiva da cui è fuggito ? O da nessuna parte? Ma soprattutto: Mukhtar Ablyazov è un eroe o un truffatore?

Il banchiere 50enne era stato un protetto di Nursultan Nazarbayev, autoritario presidente del Kazakistan. Fidato abbastanza da essere ministro di energia in un Paese ricco di petrolio e gas. Come altri membri della élite del Kazakistan, aveva fatto facilmente la spola tra governo e business, costruendosi una fortuna di diverse centinaia di milioni di dollari, secondo quanto ammesso davanti al tribunale inglese. Possedeva stazioni televisive e partecipazioni in una compagnia aerea, società produttrici di grano, di sale e di zucchero. Nel 1998, insieme con altri partner, comprò una banca che sarebbe diventata la BTA .

Ma nel 2001 litigò con Nazarbayev e finanziò un partito politico per sfidare l'autorità del presidente. Nel giro di pochi mesi venne imprigionato con l'accusa di abuso d'ufficio ed evasione fiscale. Associazioni di difesa dei diritti umani denunciarono quel processo. Il portavoce del presidente si rifiuta di discutere qualsiasi aspetto della vicenda Ablyazov. "E' puramente un caso penale " dice. "Non c'è alcuna motivazione politica ".

La figlia di Ablyazov, Madina Ablyazova, allora adolescente, lo visitò in carcere nel 2002. "Non avevo mai visto mio padre così magro", ricorda. " Sembrava come se fosse tornato bambino". Le riferì di percosse e di una scatola, appena più grande di una bara, in cui era stato messo per punizione. Il Ministro della giustizia del Kazakistan ha ribattuto in una dichiarazione scritta che Ablyazov era stato " processato e condannato in pieno accordo" con la legge e "trattato bene" in carcere. Ablyazov invece riferì di aver accettato un patto: sarebbe stato liberato se avesse rinunciato alla politica. Così fece.

Poco prima del Natale 2004, il suo socio in affari morì in un incidente di caccia al lupo. Secondo ricostruzioni di stampa, da una jeep partì accidentalmente un colpo dopo che il compagno aveva avvistato un lupo nei campi gelidi del sud del Kazakistan. In pochi mesi, Ablyazov prese il controllo della banca.

Sotto la sua guida, la BTA prosperò. Aveva poca difficoltà a raccogliere fondi da investitori occidentali desiderosi di partecipare al boom di un mercato di frontiera. Ablyazov cominciò a mettere radici in Inghilterra. Sua moglie si era trasferita a Londra con i figli e alla fine lui stesso prese a trascorrere più tempo lì. Una società di Londra, la Eastbridge Capital, gestiva pratiche e istruzioni per decine di entità offshore collegate a lui.

Ablyazov in seguito si sarebbe lamentato ripetutamente del fatto che il presidente non aveva dimenticato il suo passato politico. Nel 2009, sulla scia della crisi finanziaria, l'autorità bancaria kazaka forzò una ricapitalizzazione della banca. Il fondo sovrano mise il denaro e Ablyazov fu estromesso. La BTA poi è diventata di proprietà dello Stato. Il ministero della giustizia nega che la mossa fosse stata una ritorsione.

Temendo l'arresto, il signor Ablyazov fuggì dal paese e ottenne asilo politico nel Regno Unito, dove arrivò con guardie del corpo e dove ha vissuto blindato. Da lì, ruppe il suo voto di rimanere fuori dalla politica. "Praticamente tutti i leader dell'opposizione lo hanno visitato a Londra", dice Yevgeniy Zhovtis, un attivista dei diritti umani in Kazakistan. "E' una delle figure politiche chiave, anche ora ".

Quella di Ablyazov dissidente perseguitato in fuga, tuttavia, è una storia tutt'altro che semplice da dimostrare. Poco dopo il suo arrivo a Londra nel 2009, un battaglione di avvocati della BTA cominciò a perseguirlo nei tribunali inglesi con l'accusa di essersi appropriato di miliardi di dollari della banca. "E' una delle più grandi frodi aziendali che il mondo abbia mai visto ", dice Chris Hardman, il principale legale della banca. La BTA ha depositato a Londra 11 cause civili nei confronti di Ablyazov, accusandolo di una frode complessa ma con una traccia comune: il banchiere o suoi collaboratori avrebbero dato istruzioni alla BTA di prestare denaro, che alla fine sarebbe finito in società scudo possedute da Ablyazov.

I prestiti non sarebbero stati pienamente ripagati. "Ha rubato miliardi di dollari di questa banca", afferma Hardman. Ablyazov nega, sostenendo che la causa del crollo di BTA era stata la sua improvvisa nazionalizzazione politicamente motivata. Contesta anche di controllare alcune delle società usate, secondo la Bta, per distrarre denaro e sostiene che le altre società erano state costituite per proteggere legittimamente i suoi beni dalle grinfie del presidente Nazarbayev .

Le accuse della BTA hanno coinvolto più di una dozzina di giudici, centinaia di udienze e più di 100 avvocati. Ablyazov ha perso quasi in ogni grado e la banca ha ottenuto sentenze di risarcimenti per un totale di più di 4 miliardi di dollari, con interessi che crescono di quasi un milione al giorno. I giudici britannici hanno stabilito che ha mentito sotto giuramento e violato un ordine del tribunale di congelamento dei suoi beni. In maggio, un giudice ha sentenziato che la banca poteva sequestrare e vendere l'appartamento di nove camere da letto e un bagno turco a nord di Londra del valore di 25 milioni di dollari, dove Ablyazov aveva vissuto.

A novembre, un giudice dell'Alta Corte inglese ha stabilito che l'ex banchiere era personalmente responsabile del furto di un portafoglio di 300 milioni dollari di obbligazioni dalla Bta. Il giudice aveva scoperto che le obbligazioni erano state trasferite dalla banca a cinque holding delle British Virgin Islands, il cui beneficiario ultimo era l'imputato.

Ablyazov fuggì anche dal Regno Unito all'inizio dello scorso anno, giorni prima della sua condanna al carcere per oltraggio alla corte. Non è chiaro come abbia fatto. Il suo avvocato riconosce che al momento dell'arresto in Francia, il magnate aveva un passaporto diplomatico della Repubblica Centrafricana a nome Marat Ayan. Da allora, i giudici hanno proibito ad Ablyazov di continuare la sua difesa, a meno che non si costituisca e renda una divulgazione completa del suo patrimonio. Hanno sentenziato contro di lui in contumacia su diverse cause. "E' difficile immaginare un convenuto in un processo che abbia agito con più cinismo , opportunismo e ambiguità contro le ordinanze del tribunale" ha detto il giudice Justice Maurice Kay della Corte d'Appello inglese.

Nei vari processim Ablyazov aveva negato di possedere le cinque società delle Isole Vergini che hanno ricevuto le obbligazioni della banca. Aveva detto che il palazzo di Londra, avvolto in una ragnatela di holding , apparteneva a suo cognato Syrym Shalabayev e che lui era semplicemente un inquilino. Richard Leedham , l'avvocato di Ablyazov, afferma che il suo cliente ha avuto difficoltà a difendersi a causa delle straordinarie pressioni fatte su chiunque lo potesse scagionare: "Non riusciva a ottenere testimoni a discarico né i documenti per sostenere la sua difesa".

Ablyazov ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, in Francia, sostenendo di non aver avuto un processo equo. " Il sistema giudiziario del Regno Unito con lui ha fallito", dice Leedham. Associazioni di difesa dei diritti umani hanno esortato la Francia a non espellerlo. Un altro dei suoi avvocati, Pietro Sahlas, sostiene che il passaporto della Repubblica Centrafricana gli era stato rilasciato nella sua qualità di consulente per l'allora presidente della repubblica. Il nome falso era una precauzione di sicurezza .

La banca sostiene di aver scoperto gran parte delle prove dai propri registri contabili. Suoi investigatori hanno individuato un furgone carico di scatole che andavano e venivano da un magazzino nel nord di Londra usato da un altro cognato di Ablyazov, dove hanno successivamente trovato una serie di documenti della Eastbridge. Hanno ottenuto un mandato di perquisizione per una società a Cipro, da dove è venuta fuori una ricevuta di una società che scannerizza e poi distrugge documenti. Lì, gli avvocati hanno trovato intatti centomila documenti di backup della società.

Hardman dice che queste tattiche di ricerca sono essenziali, data l'evasività di Ablyazov e le perdite sostenute dai creditori, che la banca cerca di recuperare: "Si può rinunciare a tutte quelle perdite e dire che è stata sfortuna, o si deve seguire il ragno fino al centro della ragnatela". Da quei documenti sono uscite informazioni su come BTA trasferisse denaro a soggetti legati ad Ablyazov. Secondo una sentenza della High Court, tra il 2006 e il 2008 la banca ha prestato 1,4 miliardi di dollari a 17 società di capitali off-shore , che avevano pochi beni a garanzia.

Un prestito del novembre 2007 è andato alla AstroGold, una società delle British Virgin islands registrata meno di un anno prima con un singolo amministratore, residente a Cipro. La sua situazione patrimoniale evidenziava un patrimonio di 5.000 dollari. BTA le prestò 45 milioni di dollari. L'anno successivo, i prestiti alle 17 imprese furono in parte rimborsati, ma la maggior parte vennero sostituiti con una nuova serie di finanziamenti per un miliardo di dollari fatti ad altre società. Denaro che non è più tornato. Il giudice Nigel Teare ha concluso che le 17 aziende , tra le quali AstroGold , erano "possedute o controllate da Mr. Ablyazov". Le prove , ha detto, "fortemente suggeriscono " che quasi tutte erano stati gestite da Eastbridge.

Dopo la fuga di Ablyazov dall'Inghilterra, la pressione è aumentata. Nel mese di maggio le autorità italiane hanno prelevato la moglie, Alma Shalabayeva, nella casa di Roma dove viveva con la figlia di 6 anni. Secondo Sahlas (l'avvocato di famiglia ) la Shalabayeva e il suo bambino sono stati portati all'aeroporto di Ciampino fino alla scaletta di un jet noleggiato dove sono stati accolti da diplomatici kazaki.

"Siamo saliti su in aereo", ha detto la Shalabayeva, "Nessuno ci chiedeva nulla. Stavamo volando senza documenti. In pratica, ci avevano semplicemente rapito". Il jet li portò in Kazakistan. Il governo del paese asiatico dice che l'Italia aveva autorizzato l'espulsione. Le autorità italiane hanno inizialmente detto che si trattava di un'estradizione. Ma le associazioni di difesa sui diritti umani avevano protestato per l'illegalità dell'operazione, e il primo ministro italiano ha dichiarato in seguito che la vicenda ha portato "imbarazzo e discredito" al Paese. Il governo italiano ha revocato l'ordine di espulsione. Madre e figlio sono rimasti in Kazakistan fino alla fine di dicembre, quando le autorità hanno loro consentito di tornare a Roma.

Nel frattempo, i collaboratori di Ablyazov sono stati pizzicati in tutto il mondo. La signora Tyshchenko, l'avvocato ucraino che inavvertitamente ha condotto all'ex banchiere gli investigatori della BTA, è stata detenuta per diversi mesi in Russia, dove la BTA ha una filiale. Il suo legale dice che lei non ha mai lavorato per Ablyazov e nemmeno lo conosceva nel periodo in cui lei è sospettata di averlo aiutato. All'inizio del mese scorso, Ablyazov è stato portato dalla prigione alla Corte d'appello di Aix-en-Provence per un'audizione sulla possibile estradizione in Ucraina, dove BTA ha proprie filiali.

Si è presentato un uomo basso, calvo sulla cima della testa con i capelli scuri spolverati d'argento, circondato da un branco di avvocati in toghe e abiti scuri. Giudici e avvocati hanno duellato sugli incartamenti giunti dall'Ucraina, se avessero la dignità per giustificare un mandato di arresto. Il presidente del Tribunale gli ha chiesto se avesse qualcosa da dire . Parlando un russo concitato, ha chiesto al tribunale di fare in fretta e sentire la sua campana. " Comprendete bene che il governo kazako ha rapito la mia famiglia", ha detto .

La causa è stata rinviata e Ablyazov è stato riportato in prigione. Secondo il suo avvocato, le guardie carcerarie lo chiamano "il ministro" e trascorre le sue giornate da solo in una cella. Sua figlia Madina ha indugiato fuori dal tribunale. Se lui esce, ha detto ai giornalisti, tornerà alla politica kazaka e sfiderà il presidente Nazarbayev. "Dategli un anno o due e sarà eletto", ha detto, "O diventerà qualcuno di importante, o morirà".


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Il grande enigma kazako: chi ha rubato miliardi di dollari alla Bta Bank?

Written By Unknown on Sabtu, 04 Januari 2014 | 15.12

La banca kazaka ha citato il suo ex proprietario, accusandolo di una monumentale frode e appropriazione indebita. Lui ribatte di essere vittima della persecuzione del presidente Nazarbayev. Ma la corte inglese lo ha condannato ed è fuggito anche da Londra. Sei mesi fa, sua moglie e sua figlia sono stati rapiti illegalmente a Roma. Ora è in Francia e rischia di essere espluso. Oltre ai kazaki lo cercano inglesi, russi, e ucraini. Ma chi è davvero Mukhtar Ablyazov? Ecco i risultati di un'inchiesta del Wall Street Journal

Olena Tyshchenko, avvocato ucraino, era entrata alle Royal Courts of Justice il pomeriggio del 22 luglio come comparsa in uno degli scandali più complessi mai visti da quelle parti. Quando ha lasciato l'imponente edificio, ne è involontariamente diventata protagonista. La BTA Bank, banca statale del Kazakistan, aveva citato in giudizio il suo ex presidente, Mukhtar Ablyazov, accusandolo di appropriazione indebita e di una monumentale frode. Aveva vinto, ottenendo miliardi di dollari di danni. Ma Ablyazov, che aveva rigettato le accuse, non aveva pagato ed era fuggito dalla Gran Bretagna nel 2012, quando stava per essere condannato per oltraggio alla corte. La BTA era alla sua disperata ricerca.

Fuori dal tribunale, quel giorno, la signora Tyshchenko chiamò un taxi. La banca la seguì. I suoi investigatori privati vennero portati prima in un edificio di uffici, poi all'aeroporto di Heathrow. La videro fare shopping nel Terminal 5 e salire su un volo in ritardo per Nizza, secondo un resoconto fornito dalla banca al Wall Street Journal, che ha condotto un'inchiesta su questo giallo internazionale che MF-Milano Finanza riporta per i suoi lettori.

A Nizza un autista la condusse a casa sua, sulle colline sopra Cannes , dove cambiò auto, una Land Rover grigia e, intorno alle 14:30 si diresse verso sud in una villa sulla Costa azzurra. Alle 15:40 gli investigatori intravidero una figura da una finestra della camera. Era Ablyazov, l'uomo ricercato da un anno e mezzo. Lo spiarono per altri sei giorni, poi chiamarono la polizia francese. Ablyazov è stato arrestato il 31 luglio da una squadra di gendarmi travestiti da giardinieri. Ora è detenuto in una prigione affollata a sud di Aix-en-Provence, mentre avvocati e giudici discutono su dove dovrebbe essere inviato. In Ucraina, Russia o Kazakistan, dove ciascuna delle quali lo cerca con l'accusa di frode? O nel Regno Unito, dove dovrebbe scontare una pena detentiva da cui è fuggito ? O da nessuna parte? Ma soprattutto: Mukhtar Ablyazov è un eroe o un truffatore?

Il banchiere 50enne era stato un protetto di Nursultan Nazarbayev, autoritario presidente del Kazakistan. Fidato abbastanza da essere ministro di energia in un Paese ricco di petrolio e gas. Come altri membri della élite del Kazakistan, aveva fatto facilmente la spola tra governo e business, costruendosi una fortuna di diverse centinaia di milioni di dollari, secondo quanto ammesso davanti al tribunale inglese. Possedeva stazioni televisive e partecipazioni in una compagnia aerea, società produttrici di grano, di sale e di zucchero. Nel 1998, insieme con altri partner, comprò una banca che sarebbe diventata la BTA .

Ma nel 2001 litigò con Nazarbayev e finanziò un partito politico per sfidare l'autorità del presidente. Nel giro di pochi mesi venne imprigionato con l'accusa di abuso d'ufficio ed evasione fiscale. Associazioni di difesa dei diritti umani denunciarono quel processo. Il portavoce del presidente si rifiuta di discutere qualsiasi aspetto della vicenda Ablyazov. "E' puramente un caso penale " dice. "Non c'è alcuna motivazione politica ".

La figlia di Ablyazov, Madina Ablyazova, allora adolescente, lo visitò in carcere nel 2002. "Non avevo mai visto mio padre così magro", ricorda. " Sembrava come se fosse tornato bambino". Le riferì di percosse e di una scatola, appena più grande di una bara, in cui era stato messo per punizione. Il Ministro della giustizia del Kazakistan ha ribattuto in una dichiarazione scritta che Ablyazov era stato " processato e condannato in pieno accordo" con la legge e "trattato bene" in carcere. Ablyazov invece riferì di aver accettato un patto: sarebbe stato liberato se avesse rinunciato alla politica. Così fece.

Poco prima del Natale 2004, il suo socio in affari morì in un incidente di caccia al lupo. Secondo ricostruzioni di stampa, da una jeep partì accidentalmente un colpo dopo che il compagno aveva avvistato un lupo nei campi gelidi del sud del Kazakistan. In pochi mesi, Ablyazov prese il controllo della banca.

Sotto la sua guida, la BTA prosperò. Aveva poca difficoltà a raccogliere fondi da investitori occidentali desiderosi di partecipare al boom di un mercato di frontiera. Ablyazov cominciò a mettere radici in Inghilterra. Sua moglie si era trasferita a Londra con i figli e alla fine lui stesso prese a trascorrere più tempo lì. Una società di Londra, la Eastbridge Capital, gestiva pratiche e istruzioni per decine di entità offshore collegate a lui.

Ablyazov in seguito si sarebbe lamentato ripetutamente del fatto che il presidente non aveva dimenticato il suo passato politico. Nel 2009, sulla scia della crisi finanziaria, l'autorità bancaria kazaka forzò una ricapitalizzazione della banca. Il fondo sovrano mise il denaro e Ablyazov fu estromesso. La BTA poi è diventata di proprietà dello Stato. Il ministero della giustizia nega che la mossa fosse stata una ritorsione.

Temendo l'arresto, il signor Ablyazov fuggì dal paese e ottenne asilo politico nel Regno Unito, dove arrivò con guardie del corpo e dove ha vissuto blindato. Da lì, ruppe il suo voto di rimanere fuori dalla politica. "Praticamente tutti i leader dell'opposizione lo hanno visitato a Londra", dice Yevgeniy Zhovtis, un attivista dei diritti umani in Kazakistan. "E' una delle figure politiche chiave, anche ora ".

Quella di Ablyazov dissidente perseguitato in fuga, tuttavia, è una storia tutt'altro che semplice da dimostrare. Poco dopo il suo arrivo a Londra nel 2009, un battaglione di avvocati della BTA cominciò a perseguirlo nei tribunali inglesi con l'accusa di essersi appropriato di miliardi di dollari della banca. "E' una delle più grandi frodi aziendali che il mondo abbia mai visto ", dice Chris Hardman, il principale legale della banca. La BTA ha depositato a Londra 11 cause civili nei confronti di Ablyazov, accusandolo di una frode complessa ma con una traccia comune: il banchiere o suoi collaboratori avrebbero dato istruzioni alla BTA di prestare denaro, che alla fine sarebbe finito in società scudo possedute da Ablyazov.

I prestiti non sarebbero stati pienamente ripagati. "Ha rubato miliardi di dollari di questa banca", afferma Hardman. Ablyazov nega, sostenendo che la causa del crollo di BTA era stata la sua improvvisa nazionalizzazione politicamente motivata. Contesta anche di controllare alcune delle società usate, secondo la Bta, per distrarre denaro e sostiene che le altre società erano state costituite per proteggere legittimamente i suoi beni dalle grinfie del presidente Nazarbayev .

Le accuse della BTA hanno coinvolto più di una dozzina di giudici, centinaia di udienze e più di 100 avvocati. Ablyazov ha perso quasi in ogni grado e la banca ha ottenuto sentenze di risarcimenti per un totale di più di 4 miliardi di dollari, con interessi che crescono di quasi un milione al giorno. I giudici britannici hanno stabilito che ha mentito sotto giuramento e violato un ordine del tribunale di congelamento dei suoi beni. In maggio, un giudice ha sentenziato che la banca poteva sequestrare e vendere l'appartamento di nove camere da letto e un bagno turco a nord di Londra del valore di 25 milioni di dollari, dove Ablyazov aveva vissuto.

A novembre, un giudice dell'Alta Corte inglese ha stabilito che l'ex banchiere era personalmente responsabile del furto di un portafoglio di 300 milioni dollari di obbligazioni dalla Bta. Il giudice aveva scoperto che le obbligazioni erano state trasferite dalla banca a cinque holding delle British Virgin Islands, il cui beneficiario ultimo era l'imputato.

Ablyazov fuggì anche dal Regno Unito all'inizio dello scorso anno, giorni prima della sua condanna al carcere per oltraggio alla corte. Non è chiaro come abbia fatto. Il suo avvocato riconosce che al momento dell'arresto in Francia, il magnate aveva un passaporto diplomatico della Repubblica Centrafricana a nome Marat Ayan. Da allora, i giudici hanno proibito ad Ablyazov di continuare la sua difesa, a meno che non si costituisca e renda una divulgazione completa del suo patrimonio. Hanno sentenziato contro di lui in contumacia su diverse cause. "E' difficile immaginare un convenuto in un processo che abbia agito con più cinismo , opportunismo e ambiguità contro le ordinanze del tribunale" ha detto il giudice Justice Maurice Kay della Corte d'Appello inglese.

Nei vari processim Ablyazov aveva negato di possedere le cinque società delle Isole Vergini che hanno ricevuto le obbligazioni della banca. Aveva detto che il palazzo di Londra, avvolto in una ragnatela di holding , apparteneva a suo cognato Syrym Shalabayev e che lui era semplicemente un inquilino. Richard Leedham , l'avvocato di Ablyazov, afferma che il suo cliente ha avuto difficoltà a difendersi a causa delle straordinarie pressioni fatte su chiunque lo potesse scagionare: "Non riusciva a ottenere testimoni a discarico né i documenti per sostenere la sua difesa".

Ablyazov ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, in Francia, sostenendo di non aver avuto un processo equo. " Il sistema giudiziario del Regno Unito con lui ha fallito", dice Leedham. Associazioni di difesa dei diritti umani hanno esortato la Francia a non espellerlo. Un altro dei suoi avvocati, Pietro Sahlas, sostiene che il passaporto della Repubblica Centrafricana gli era stato rilasciato nella sua qualità di consulente per l'allora presidente della repubblica. Il nome falso era una precauzione di sicurezza .

La banca sostiene di aver scoperto gran parte delle prove dai propri registri contabili. Suoi investigatori hanno individuato un furgone carico di scatole che andavano e venivano da un magazzino nel nord di Londra usato da un altro cognato di Ablyazov, dove hanno successivamente trovato una serie di documenti della Eastbridge. Hanno ottenuto un mandato di perquisizione per una società a Cipro, da dove è venuta fuori una ricevuta di una società che scannerizza e poi distrugge documenti. Lì, gli avvocati hanno trovato intatti centomila documenti di backup della società.

Hardman dice che queste tattiche di ricerca sono essenziali, data l'evasività di Ablyazov e le perdite sostenute dai creditori, che la banca cerca di recuperare: "Si può rinunciare a tutte quelle perdite e dire che è stata sfortuna, o si deve seguire il ragno fino al centro della ragnatela". Da quei documenti sono uscite informazioni su come BTA trasferisse denaro a soggetti legati ad Ablyazov. Secondo una sentenza della High Court, tra il 2006 e il 2008 la banca ha prestato 1,4 miliardi di dollari a 17 società di capitali off-shore , che avevano pochi beni a garanzia.

Un prestito del novembre 2007 è andato alla AstroGold, una società delle British Virgin islands registrata meno di un anno prima con un singolo amministratore, residente a Cipro. La sua situazione patrimoniale evidenziava un patrimonio di 5.000 dollari. BTA le prestò 45 milioni di dollari. L'anno successivo, i prestiti alle 17 imprese furono in parte rimborsati, ma la maggior parte vennero sostituiti con una nuova serie di finanziamenti per un miliardo di dollari fatti ad altre società. Denaro che non è più tornato. Il giudice Nigel Teare ha concluso che le 17 aziende , tra le quali AstroGold , erano "possedute o controllate da Mr. Ablyazov". Le prove , ha detto, "fortemente suggeriscono " che quasi tutte erano stati gestite da Eastbridge.

Dopo la fuga di Ablyazov dall'Inghilterra, la pressione è aumentata. Nel mese di maggio le autorità italiane hanno prelevato la moglie, Alma Shalabayeva, nella casa di Roma dove viveva con la figlia di 6 anni. Secondo Sahlas (l'avvocato di famiglia ) la Shalabayeva e il suo bambino sono stati portati all'aeroporto di Ciampino fino alla scaletta di un jet noleggiato dove sono stati accolti da diplomatici kazaki.

"Siamo saliti su in aereo", ha detto la Shalabayeva, "Nessuno ci chiedeva nulla. Stavamo volando senza documenti. In pratica, ci avevano semplicemente rapito". Il jet li portò in Kazakistan. Il governo del paese asiatico dice che l'Italia aveva autorizzato l'espulsione. Le autorità italiane hanno inizialmente detto che si trattava di un'estradizione. Ma le associazioni di difesa sui diritti umani avevano protestato per l'illegalità dell'operazione, e il primo ministro italiano ha dichiarato in seguito che la vicenda ha portato "imbarazzo e discredito" al Paese. Il governo italiano ha revocato l'ordine di espulsione. Madre e figlio sono rimasti in Kazakistan fino alla fine di dicembre, quando le autorità hanno loro consentito di tornare a Roma.

Nel frattempo, i collaboratori di Ablyazov sono stati pizzicati in tutto il mondo. La signora Tyshchenko, l'avvocato ucraino che inavvertitamente ha condotto all'ex banchiere gli investigatori della BTA, è stata detenuta per diversi mesi in Russia, dove la BTA ha una filiale. Il suo legale dice che lei non ha mai lavorato per Ablyazov e nemmeno lo conosceva nel periodo in cui lei è sospettata di averlo aiutato. All'inizio del mese scorso, Ablyazov è stato portato dalla prigione alla Corte d'appello di Aix-en-Provence per un'audizione sulla possibile estradizione in Ucraina, dove BTA ha proprie filiali.

Si è presentato un uomo basso, calvo sulla cima della testa con i capelli scuri spolverati d'argento, circondato da un branco di avvocati in toghe e abiti scuri. Giudici e avvocati hanno duellato sugli incartamenti giunti dall'Ucraina, se avessero la dignità per giustificare un mandato di arresto. Il presidente del Tribunale gli ha chiesto se avesse qualcosa da dire . Parlando un russo concitato, ha chiesto al tribunale di fare in fretta e sentire la sua campana. " Comprendete bene che il governo kazako ha rapito la mia famiglia", ha detto .

La causa è stata rinviata e Ablyazov è stato riportato in prigione. Secondo il suo avvocato, le guardie carcerarie lo chiamano "il ministro" e trascorre le sue giornate da solo in una cella. Sua figlia Madina ha indugiato fuori dal tribunale. Se lui esce, ha detto ai giornalisti, tornerà alla politica kazaka e sfiderà il presidente Nazarbayev. "Dategli un anno o due e sarà eletto", ha detto, "O diventerà qualcuno di importante, o morirà".


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Sei titoli petroliferi ad alto potenziale

Secondo gli esperti di Oil&Energy Insider, l'attesa ripresa economica nel 2014 e la domanda globale di energia che non mostra segni di rallentamento giocano a favorevole di alcuni gruppi petroliferi che, oltre a garantire il rendimento della cedola, hanno potenzialità di rialzo. In alcuni casi legate a fattori speculativi.

1) Marathon Oil Corporation. E' una compagnia petrolifera indipendente con sedi operative in tutto il mondo e una capitalizzazione di mercato di 24,5 miliardi dollari. Paga un dividendo di 76 centesimi per azione, che implica un rendimento del 2,1%, a fronte di un payout ratio del 31%. Il gruppo Usa ha un significativo potenziale di crescita nel Bakken, che rappresenta il 26% delle vendite di idrocarburi della società nel 2012, mentre intende di vendere asset in aree in declino come il Mare del Nord, mettendo più risorse nello sviluppo di quelle in Kurdistan, Gabon, il Golfo del Messico, e, naturalmente negli Usa (scisto). Nel solo 2014 Marathon prevede che la produzione di scisto statunitense cresca del 30 % rispetto al 2013. Il via libera al programma di riacquisto di azioni per 2,5 miliardi di dollari potrebbe contribuire a incrementare la redditività, con un impatto positivo sul prezzo delle azioni.

2) Occidental Petroleum Corporation. E' una grande compagnia petrolifera e del gas indipendente con una capitalizzazione di mercato di 76 miliardi dollari, che paga un dividendo di 2,56 dollari per azione corrispondente a un rendimento del 2,7%. I suoi guadagni supportano facilmente quel livello di dividendo, con un payout ratio del 45%. Il 60% della produzione di petrolio e di gas proviene dagli Usa e come maggiore produttore onshore di petrolio è all'avanguardia della rivoluzione shale (scisto). E' il produttore numero uno nel bacino Permiano e ha centinaia di migliaia di ettari nel Bakken. La decisione di di vendere alcuni dei suoi asset in Medio Oriente sosterrà in futuro anche la redditività.

3) Canadian Natural Resources
. E' un titolo promettente che offre un dividendo di 0,75 dollari per azione (2,3% il dividend yield) e ha una capitalizzazione di mercato di 36 miliardi di dollari. Sta avviando la produzione di sabbie bituminose e il suo progetto Horizon Oil Sands ha fatto decisi passi avanti, con l'intenzione di produrre 250 mila barili al giorno entro il 2017. Gli alti prezzi del petrolio sosterranno la quotazione del titolo, anche se non mancano i rischi, legati ai vincoli infrastrutturali e alla crescente opposizione ambientalista alle sabbie bituminose.

4) Royal Dutch Shell. E' una delle maggiori compagnie petrolifere mondiali e paga un dividendo di 3,44 dollari per azione, che corrisponde a un rendimento elevato (5,3%). Il gruppo ha trascorso gran parte dei 120 anni della sua storia producendo petrolio, che continua ad essere un pilastro del suo business, ma sta investendo pesantemente nel settore del gas naturale liquefatto (Gnl), che dovrebbe essere in forte crescita nei prossimi anni, sebbene l'impatto sul titolo nel breve sia stato negativo. Shell ha impianti o progetti Gnl in realizzazione in sette Paesi. La grande incognita è rappresentata dalle perforazioni dell'Artico, che negli ultimi anni hanno assorbito grandi risorse.

5) Exxon Mobil. La quotazione della compagnia, che è già salita del 16% nel 2013, ha ulteriori margini di rialzo. Il dividendo di 2,52 dollari per azione implica inoltre un rendimento del 2,50%, che sarà facilmente sostenuto da suoi profitti, a fronte di un payout ratio del 33%. Alla fine del 2013 il gruppo ha annunciato che collaborerà con Rosneft in Russia per perforare pozzi orizzontali in Siberia occidentale, con l'obiettivo di incrementare le riserve di petrolio russe nel corso dei prossimi due anni. Per il 2014 Exxon, secondo gli esperti, offre un investimento a basso rischio ed alto dividendo.

6) YPF. Per chi vuole scommettere sulla rivoluzione shale (scisto) oltre i confini Usa, questa compagnia ha un potenziale enorme nei prossimi anni grazie alle vaste risorse in Argentina. L'Usa Energy Information Administration ha stimato che l'Argentina ha la quarta maggiore riserva di petrolio di scisto del mondo e la seconda di gas. YPF controlla il 40% della superficie della Vaca Muerta, la più grande riserva di scisto in Argentina e del mondo, ma ha incontrato molti ostacoli da parte del governo, che hanno portato all'esproprio della quota del 51% di Repsol in YPF, sebbene sia stato trovato un accordo provvisorio. La società paga un dividendo di 0,19 dollari per azione, che implica un rendimento molto modesto (0,6%), a fronte di un payout ratio dell'88%. L'appeal del titolo è quindi speculativo e da questo punto di vista le possibilità di rialzo sono elevate.


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Cox Enterprises riacquista il 25% di AutoTrader

Written By Unknown on Jumat, 03 Januari 2014 | 15.11

Cox Enterprises ha riacquistato una partecipazione del 25% in AutoTrader per 1,8 miliardi di dollari, dopo che nel 2010 aveva ceduto la medesima quota a Providence Equity Partners. Per Providence l'accordo, considerando i 100 milioni di di dividendi erogati da AutoTrader nel 2012, genera un rendimento di circa tre volte l'investimento di 640 milioni fatto al momento dell'acquisto. Da quando Providence ha rilevato la società, che gestisce una piattaforma online per la compravendita di veicoli, questa ha concluso una serie di acquisizioni per il valore complessivo di un miliardo di dollari, tra cui quelle aventi ad oggetto Kelley Blue Book per 532 milioni, VinSolutions e Bitauto Holdings.

Cox Enterprises, gruppo principalmente attivo nei diversi segmenti del settore media, gestisce comunque un importante business legato alle vendite di automobili. Infatti, insieme a Manheim, unità che porta avanti una serie di servizi informativi sul mercato automobilistico, AutoTrader contribuisce al 25% delle vendite complessive della casa madre. Lanciato nel 1998 e ora piattaforma per 200.000 inserzioni per auto usate, AutoTrader ha permesso operazioni di compravendita per un miliardo nel 2011 e per 1,2 miliardi l'anno successivo.


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Cina, cala l'indice Pmi non manifatturiero

Cina, cala l'indice Pmi non manifatturiero - Milano Finanza

MF Online

Cina, cala l'indice Pmi non manifatturiero




L'indice Pmi non manifatturiero ufficiale in Cina è sceso a dicembre a 54,6 punti dai 56 punti registrati nel mese di novembre. Lo ha reso noto la China Federation of Logistics and Purchasing (Cflp) che pubblica il dato insieme al National Bureau of Statistics del Paese. Una lettura sopra i 50 punti indica un'espansione nell'attività non manifatturiera, mentre un risultato sotto i 50 punti segnala una contrazione.




 
 



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Fiat accelera in asta di apertura, +9,17%

Written By Unknown on Kamis, 02 Januari 2014 | 15.11

Si accentuano gli ordini in acquisto su Fiat in asta di apertura dopo l'annuncio del deal Chrysler. Prevale decisamente il denaro sul titolo del Lingotto che ora in asta segna un progresso teorico del 9,17%. Fiat, infatti, ha raggiunto un accordo con Veba per acquisire, tramite la controllata Fiat North America LLC, il restante 41,4616% del capitale di Chrysler Group non ancora detenuto.

Il closing dell'operazione è previsto entro il 20 gennaio. L'accordo prevede che il fondo Veba riceva un corrispettivo complessivo di 3,65 miliardi di dollari attraverso un'erogazione straordinaria che Chrysler Group pagherà a tutti i soci per un totale complessivo di circa 1,9 miliardi (la quota dell'erogazione straordinaria spettante a Fiat sarà versata al fondo e costituirà parte del prezzo di acquisto) mentre al momento del closing, Fiat versera' allo stesso fondo l'importo rimanente di circa 1,75 miliardi.


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Piazza Affari pronta a brindare al 2014

I principali indici europei dovrebbero avviare la seduta in territorio positivo, con il Ftse Mib in rialzo dello 0,5%. "La giornata sara' caratterizzata da una certa euforia, che normalmente è presente a inizio anno", afferma un esperto contattato da MF-Dowjones, aggiungendo che "anche oggi tuttavia i volumi resteranno abbastanza contenuti visto che fino a domani molti operatori saranno ancora lontani dai desk".

Riflettori puntati su Fiat, che ha raggiunto ieri un accordo con Veba per acquistare il 41,46% di Chrysler. Il closing dell'operazione è previsto per il 20 gennaio e il Lingotto non effettuerà un aumento di capitale.

Da monitorare i titoli della galassia Unipol dopo che il 31 dicembre è stato stipulato l'atto di fusione con Premafin, FonSai e Milano Assicurazioni.

Tra gli altri titoli bancari il focus è su Mps, che ha archiviato l'ultima seduta con un rialzo dell'1,39% a 0,1754 euro in scia a ricoperture. Secondo la stampa la banca dovrebbe tenere un Cda subito dopo le feste, probabilmente il 9 gennaio. Intanto, la Fondazione Mps ha nominato come nuovo direttore generale Enrico Granata, professore, avvocato romano ed ex dirigente dell'Imi e dell'Abi.

Attenzione poi a Finmeccanica. Non c'e' stata infatti nessuna cancellazione del contratto da 564 mln per la consegna di 12 elicotteri Agusta Westland 101, ma solo la sospensione dell'ordine per permettere un arbitrato sulla vicenda del contratto finito al centro dello scandalo per presunta corruzione.

Da monitorare infine Indesit. A fine mese arriverà una lista di potenziali soci per il big italiano degli elettrodomestici e a metà febbraio la lista arriverà in Cda per un primo esame.


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Morgan Stanley, dieci sell per il 2014

Written By Unknown on Rabu, 01 Januari 2014 | 15.12

Il 2013 si è rivelato un anno positivo per i mercati azionari, con gli Stati Uniti in rialzo del 21,6% ed Eurolandia del 19,6% (indice Msci in euro). Lo scenario favorevole dovrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi, ma lo stock picking è ancora necessario per poter cogliere le occasioni al rialzo e al ribasso. Ecco dieci titoli che secondo gli analisti di Morgan Stanley è meglio evitare, dal momento la loro valutazione è inferiore (dal 20% al 40%) alle quotazioni attuali.  

1) Accenture. Il gigante Usa, che capitalizza 55,8 miliardi di dollari, ha un margine di ribasso dalle quotazioni recenti del 37%. Il target price è infatti 52 dollari, contro una quotazione recente di 82,5. Implica un p/e (prezzo/utile) di 13, che è basso rispetto ai competitor, perché risente dei problemi strutturali del gruppo e del calo del fatturato. Il titolo ha registrato una performance del 14,4% negli ultimi sei mesi e del 19,5% da inizio anno.

2) ARM. Il 2014 si preannuncia difficile per il gruppo di chip, che capitalizza 25,2 miliardi di dollari, perché le buone notizie, dopo il rally degli ultimi sei mesi che ha visto la quotazione salire del 37%, sono già scontate sul listino Londra (1.095p), mentre la concorrenza è destinata a crescere nei prossimi mesi. La valutazione del titolo che gli esperti ritengono adeguata (820p) implica un margine di ribasso del 25%.

3) Asus. Dopo un 2013 difficile il gruppo asiatico, che capitalizza 6,6 miliardi di dollari Usa, ha comunicato di recente gli obiettivi che si è prefisso per il 2014, che sembrano molto difficili da raggiungere tenendo conto soprattutto del peggioramento dello scenario competitivo. Il prezzo obiettivo di150 dollari di Taiwan corrisponde a un downside del 44% dalle quotazioni attuali. Da gennaio ha perso il 18,4%.

4) Atlas Copco. I deboli risultati comunicati da molte società collegate al business minerario (Metso, Orica, Sandvik, Atlas Copco e Cat) hanno messo in evidenza l'impatto negativo che deriverebbe da un ulteriore peggioramento dello scenario del settore. E la società svedese Atlas Copco, che capitalizza 25,5 miliardi di dollari, è una delle più esposte, visto che realizza il 40% dei ricavi nel comparto minerario. Le pressioni strutturali rendono quindi l'investimento nel titolo, che è salito negli ultimi sei mesi del 9,8%, ma che ha una performance negativa da gennaio del 2,2%, molto rischioso. Il prezzo obiettivo è 125 corone svedesi, con un margine di ribasso del 30%.

5) Belle International. Dopo il recente calo, che rappresenta una correzione del 23% da ottobre la società cinese, che capitalizza 9,7 miliardi di dollari, potrebbe deludere ancora gli investitori. Secondo gli analisti il titolo, che ha perso il 16% negli ultimi mesi e il 48,6% da gennaio, merita un prezzo obiettivo di 10,90 dollari di Hong Kong, che è inferiore di oltre il 22% dalle quotazioni attuali. Gli esperti hanno infatti tagliato dell'11% le stime sugli utili 2014, perché a causa della concorrenza dell'e-commerce, Belle potrebbe essere costretta a ridurre i prezzi, con conseguenze negative sui margini.

6) General Electric. La pressione sui margini reddituali maggiore delle attese, il rischio di minori dividendi da GECC e di una crescita inferiore ai competitor sono tre punti di debolezza che potrebbero pesare negativamente sulla mega-cap Usa, che capitalizza 280 miliardi di dollari, nei prossimi mesi. Il target price del titolo che è salito del 19% negli ultimi sei mesi, portando il rialzo da gennaio al 30,4%, è stato fissato a quota 22 dollari. che indica uno spazio di ribasso intorno al 20%.

7) Lululemon. La società Usa, che capitalizza 8,6 miliardi di dollari, ha un brand molto forte e un'ampia offerta di prodotti, che le ha consentito di dominare per qualche tempo il settore dell'abbigliamento per lo yoga in Nord America. Di recente i problemi sulla qualità dei prodotti e una disastrosa campagna promozionale, hanno però incrementato le pressioni al ribasso sul titolo, che è sceso del 9,6% negli ultimi sei mesi, portando la flessione da gennaio al 20%. Il prezzo obiettivo di 41 dollari è del 30% inferiore alle quotazioni attuali.

8) Mercadolibre. Il 2014 non sarà facile per il gruppo, che ha un'alta esposizione al Venezuela e all'Argentina, con i conseguenti problemi che derivano dallo scenario economico, dai cambi e dai rischi legati alla regolamentazione e all'inflazione. La sostenibilità della sua crescita è quindi messa in serio dubbio, tanto da indurre gli esperti a indicare per il titolo, che ha perso il 2% negli ultimi sei mesi, ma che ha una performance positiva da gennaio (+29%), un target di 75 dollari, che implica un downside del 29%.

9) Otsuka. Il gruppo It nipponico, che capitalizza 15,6 miliardi di dollari, ha quasi raddoppiato la quotazione nel giro di un anno, ma ai prezzi attuali (13410 yen) è sopravvalutato rispetto ai concorrenti del settore. Dopo un 2013 forte, adesso che la transizione a Windows è quasi completata, è infatti difficile trovare elementi che giustifichino una valutazione tanto elevata. Il consiglio è prendere profitto sul titolo, che è correttamente valutato 8200 yen (-39%).

10) Wendy's. Dopo il rialzo dell'87% da gennaio, il titolo è troppo caro rispetto ai competitor globali. Per la compagnia, che capitalizza 3,5 miliardi di dollari, sarà infatti molto arduo centrare l'obiettivo di una crescita annua del 2-3%, a mano a mano che svanirà l'effetto legato al lancio di alcuni prodotti (Pretzel burger), senza contare gli altri punti deboli, come la mancanza di free cash flow, le maggiori tasse e la singola esposizione geografica. Il target price, che è stato fissato a quota 6,50 dollari, è  inferiore (del 25%) dalle quotazioni attuali.


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MANIFESTO MF-MILANO FINANZA Con la patrimoniale si esce dall'euro

Su MF-Milano Finanza di sabato 28 dicembre 2013 è stato pubblicato l'articolo che segue di Paolo Savona, professore emerito di Politica economica, fra i più lucidi economisti italiani. Le sue tesi sono in sintonia con quanto MF-Milano Finanza e ItaliaOggi sostengono da quando è iniziata la crisi. Ma soprattutto sono espresse in maniera così lucida e sintetica da rappresentare di fatto una sorta di manifesto di cosa il governo italiano (presieduto da Enrico Letta o da altri; nell'attuale composizione o in una diversa) dovrebbe fare per salvare il Paese. Per questo il testo viene ripubblicato appunto in termini di manifesto e lettera aperta al presidente Letta, al vicepresidente Angelino Alfano, al ministro Fabrizio Saccomanni (ex collega di Savona in Banca d'Italia) e, in ultima istanza, al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che di economia ne capisce più di tutto il governo messo insieme.

Uscire dall'euro? Mai detto, ma ciò non può significare che non si debba essere preparati a farlo (il Piano B), ove la situazione peggiorasse per nostra colpa o per eventi esterni sui quali non possiamo influire. Non possono esservi posizioni precostituite (stare o non stare) su temi vitali per il nostro Paese. Ho sempre ritenuto e ripetuto, anche al mio maestro Guido Carli, firmatario del Trattato di Maastricht, che dovevamo invocare la clausola dell'opting out prevista dal Trattato di Maastricht per prepararci a farlo (il Piano A). L'euro doveva essere il viatico per l'unione politica, come testimonia il motto «money first» lanciato da Jenkins-Delors, e fornire opportunità di maggiore sviluppo. Non abbiamo avuto né l'una né le altre.

Uscire oggi dall'euro è un problema molto serio che richiede un'intensa azione diplomatica preparatoria per nuove alleanze, come lo richiede la messa a punto dei modi per restarci. Questi non possono essere l'aumento disordinato della pressione fiscale, alimentato dalla filosofia redistributiva dei redditi e della ricchezza dai presunti ricchi agli effettivi poveri che contraddistingue l'attuale «svolta dei quarantenni». Se essi non provvedono a due interventi urgenti, la ristrutturazione del debito pubblico con garanzia di cessione del patrimonio dello Stato e il taglio di almeno il 3% della spesa pubblica, per acquistare tempo e procedere a una riforma radicale che richiede tempi lunghi, quella della pubblica amministrazione, non usciremo dalla crisi, anzi ci addentreremo in essa. Lo Stato assorbe la metà del pil ed è l'unico settore che si è espanso nel corso della crisi, mentre tutti gli altri si sono ridimensionati. Se poi i quarantenni mettono mano, sorretti dai fautori della crisi attuale, a una maggiore patrimoniale rispetto a quella che è già stata decisa, allora l'uscita dall'euro verrà causata da chi prenderà questa decisione. Einaudi non esiterebbe a chiamarli scriteriati.

Se saremo capaci di fare questa riforma, saremo anche rispettati e forse potremo dire la nostra per la riforma dell'Unione Europea, anch'essa da realizzare in più tappe: ritorno alla legalità delle decisioni e al rispetto degli accordi (si veda in proposito lo studio di Giuseppe Guarino); attribuzione alla Bce almeno del compito di intervenire sul cambio dell'euro e al Parlamento Europeo il potere di decidere, su proposta della Commissione, di attuare un piano di infrastrutturazione e di investimenti in ricerca e sviluppo nell'ambito del 3% del pil europeo. In breve, uscire non dall'euro ma dall'incubo e rientrare nel sogno europeo, quello in cui abbiamo sempre creduto e che resta un passaggio storico indispensabile. Chi si oppone genera in un secolo la terza tragedia dell'Europa che si voleva evitare. (riproduzione riservata)


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