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La crisi dell'euro protagonista anche a ferragosto

Written By Unknown on Sabtu, 16 Agustus 2014 | 15.12

La crisi dell'euro protagonista anche a ferragosto - MilanoFinanza.it

politica

La crisi dell'euro protagonista anche a ferragosto




"L'euro affamerà i tuoi figli" è lo striscione trainato da un aeroplanino che ha volato su tutto il litorale pontino, da Gaeta ad Anzio. Quella del messaggio pubblicitario agostano è una tradizione decennale, ma finora ci si limitava a messaggi pubblicitari o sfottò calcistici tra laziali e romanisti. E' la prima volta che la politica economica irrompe a ferragosto: chissà quante discussioni l'anonimo finanziatore del volo avrà innescato.



 
 


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15.12 | 0 komentar | Read More

La strategia di Anima in cinque punti

La crescita nell'Eurozona continua a farsi desiderare, con una conseguente debolezza del­la domanda di prestiti e un miglioramento della qualità del credito che si mostra più lento e graduale delle previsioni. Ecco la strategia di Anima in cinque punti.

1) Titoli di stato. Nell'Eurozona si è assistito a un rafforzamento del trend ribassista dei rendimenti, complice il nervosismo sul comparto dei finanziari dopo la crisi della banca portoghese Banco Espirito Santo ma soprattutto la variabile geopolitica, che ha determinato un forte afflusso di capitali nell'asset class obbligazionaria. I portafogli dei nostri fondi obbligazionari continuano a essere caratterizzati da un lieve sottopeso sui titoli tedeschi e da un modesto sovrappeso sulla Periferia, in particolare su Italia, Portogallo e Irlanda (privilegiando la parte 5-10 anni della curva). Posizione neutrale nuovamente sui titoli spagnoli.

2) Dollaro. Il primo effetto indiscusso del "super-pacchetto" di Draghi è rappresentato dall'indebolimento dell'euro nei confronti del dollaro. Pertanto, forte dei diversi sentieri di politica monetaria intrapresi da una parte dalla Bce e dall'altra parte dalla Fed, gli analisti si aspettano un apprezzamento nel medio periodo della valuta americana, su cui mantengono una posizione di sovrappeso all'interno dei fondi obbligazionari. Positivo ancora – se pur con una posizione marginale all'interno dei portafogli – anche il giudizio sulla sterlina inglese, per il fatto che la Banca centrale britannica ha molto velocizzato l'iter di uscita dalla politica espansiva per dare il via nel futuro prossimo al rialzo dei tassi.

3) Europa. Dopo diversi mesi, il giudizio sui mercati azionari a livello globale da positivo è stato tatticamente ricondotto alla neutralità. Cosa è successo? Diversi i fattori: le continue delusioni sul fronte macro, premi al rischio sempre più compressi e una volatilità che viaggia ai minimi storici richiedono maggior cautela di fronte all'inevitabile approssimarsi dell'Exit Strategy della Fed. A ciò va aggiunto anche l'affievolirsi del driver della Bce: all'indomani dell'annuncio (il 5 giugno scorso) del "super pacchetto" di misure da parte di Draghi, se le Borse europee in prima battuta hanno reagito positivamente, hanno poi in un secondo momento subito una battuta d'arresto, per via di un maggiore scetticismo degli investitori in merito all'efficacia delle misure. Alla luce di queste considerazioni, gli analisti ritengono che i prossimi mesi saranno contraddistinti dall'assenza di un "catalyst" importante e pertanto da maggiore incertezza e volatilità, con una direzionalità meno spiccata e rendimenti nel complesso più modesti rispetto a quelli del 2013. In sintesi le probabilità di una correzione sono aumentate nel medio lungo periodo.

4) Paesi emergenti. I mercati emergenti e in particolare la Borsa cinese stanno recuperando le perdite di inizio anno e nei prossimi mesi potrebbero anche avere maggiori ritorni rispetto ai listini europei. Le pressioni valutarie nei mercati emergenti sono mediamente diminuite, soprattutto in seguito all'aggiustamento delle partite correnti. In Cina il settore finanziario sembra attraversare senza scossoni il periodo di maggiori rischi collegati alle scadenze dei prodotti strutturati a rischio default e le emissioni di azioni privilegiate sono attese rafforzare a costi contenuti il capitale delle maggiori banche. Inoltre, il settore immobiliare dovrebbe tirare un sospiro di sollievo grazie all'allentamento delle misure restrittive sull'acquisto di immobili, già evidenti in alcune province, e un atteso nuovo programma di finanziamento di case popolari.

5) Tokyo. In Giappone il mercato dovrebbe confermare l'attuale moderata ripresa grazie al contributo di alcuni fattori favorevoli. In particolare la stagione degli utili è attesa positiva, in quanto gli utili del trimestre potrebbero crescere e si potrebbe assistere ad un significativo aumento delle indicazioni prospettiche delle società in qualche caso oltre le stime di consenso, fornendo supporto al mercato. Il giudizio sul mercato giapponese è neutrale/positivo: l'impegno e la determinazione delle autorità politiche e monetarie a portare il paese fuori dalla recessione sono credibili e saranno consolidati dal recente successo elettorale, che porterà probabilmente un nuovo impulso ai progetti di riforma.


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Wall Street sale dello 0,4%, Wal Mart taglia le previsioni

Written By Unknown on Jumat, 15 Agustus 2014 | 15.11

Borsa di New York in ascesa dello 0,3% (indice Dow Jones +0,37%, S&P 500 +0,4% e Nasdaq +0,43%), sostenuta dai dati sui prezzi import di luglio e dalle richieste di sussidi di disoccupazione. Tiene il titolo Wal-Mart Stores dopo che il gruppo della grande distribuzione, per quanto il fatturato sia aumentato del 2,8% superando le stime degli analisti, ha tagliato le stime sugli utili dell'anno.

Sul fronte macroeconomico, nella settimana al 9 agosto le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono cresciute di 21.000 unità a quota 311.000, al di sopra del consenso. Tuttavia, se si guarda alla media delle ultime quattro settimane, dato più affidabile e meno volatile, le richieste sono rimaste sotto quota 300.000 per la terza settimana consecutiva.

I prezzi import negli Usa a luglio sono scesi dello 0,2% su base mensile a fronte di un consenso di -0,4% su base mensile e i prezzi import ex oil, sempre nel mese di luglio, rimasti invariati. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che i prezzi alle esportazioni a luglio sono rimasti invariati.

Infine il rendimento dei Treasury a 10 anni è sceso al 2,4% dal 2,42% della chiusura di ieri.


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La strategia di Anima in cinque punti

La crescita nell'Eurozona continua a farsi desiderare, con una conseguente debolezza del­la domanda di prestiti e un miglioramento della qualità del credito che si mostra più lento e graduale delle previsioni. Ecco la strategia di Anima in cinque punti.

1) Titoli di stato. Nell'Eurozona si è assistito a un rafforzamento del trend ribassista dei rendimenti, complice il nervosismo sul comparto dei finanziari dopo la crisi della banca portoghese Banco Espirito Santo ma soprattutto la variabile geopolitica, che ha determinato un forte afflusso di capitali nell'asset class obbligazionaria. I portafogli dei nostri fondi obbligazionari continuano a essere caratterizzati da un lieve sottopeso sui titoli tedeschi e da un modesto sovrappeso sulla Periferia, in particolare su Italia, Portogallo e Irlanda (privilegiando la parte 5-10 anni della curva). Posizione neutrale nuovamente sui titoli spagnoli.

2) Dollaro. Il primo effetto indiscusso del "super-pacchetto" di Draghi è rappresentato dall'indebolimento dell'euro nei confronti del dollaro. Pertanto, forte dei diversi sentieri di politica monetaria intrapresi da una parte dalla Bce e dall'altra parte dalla Fed, gli analisti si aspettano un apprezzamento nel medio periodo della valuta americana, su cui mantengono una posizione di sovrappeso all'interno dei fondi obbligazionari. Positivo ancora – se pur con una posizione marginale all'interno dei portafogli – anche il giudizio sulla sterlina inglese, per il fatto che la Banca centrale britannica ha molto velocizzato l'iter di uscita dalla politica espansiva per dare il via nel futuro prossimo al rialzo dei tassi.

3) Europa. Dopo diversi mesi, il giudizio sui mercati azionari a livello globale da positivo è stato tatticamente ricondotto alla neutralità. Cosa è successo? Diversi i fattori: le continue delusioni sul fronte macro, premi al rischio sempre più compressi e una volatilità che viaggia ai minimi storici richiedono maggior cautela di fronte all'inevitabile approssimarsi dell'Exit Strategy della Fed. A ciò va aggiunto anche l'affievolirsi del driver della Bce: all'indomani dell'annuncio (il 5 giugno scorso) del "super pacchetto" di misure da parte di Draghi, se le Borse europee in prima battuta hanno reagito positivamente, hanno poi in un secondo momento subito una battuta d'arresto, per via di un maggiore scetticismo degli investitori in merito all'efficacia delle misure. Alla luce di queste considerazioni, gli analisti ritengono che i prossimi mesi saranno contraddistinti dall'assenza di un "catalyst" importante e pertanto da maggiore incertezza e volatilità, con una direzionalità meno spiccata e rendimenti nel complesso più modesti rispetto a quelli del 2013. In sintesi le probabilità di una correzione sono aumentate nel medio lungo periodo.

4) Paesi emergenti. I mercati emergenti e in particolare la Borsa cinese stanno recuperando le perdite di inizio anno e nei prossimi mesi potrebbero anche avere maggiori ritorni rispetto ai listini europei. Le pressioni valutarie nei mercati emergenti sono mediamente diminuite, soprattutto in seguito all'aggiustamento delle partite correnti. In Cina il settore finanziario sembra attraversare senza scossoni il periodo di maggiori rischi collegati alle scadenze dei prodotti strutturati a rischio default e le emissioni di azioni privilegiate sono attese rafforzare a costi contenuti il capitale delle maggiori banche. Inoltre, il settore immobiliare dovrebbe tirare un sospiro di sollievo grazie all'allentamento delle misure restrittive sull'acquisto di immobili, già evidenti in alcune province, e un atteso nuovo programma di finanziamento di case popolari.

5) Tokyo. In Giappone il mercato dovrebbe confermare l'attuale moderata ripresa grazie al contributo di alcuni fattori favorevoli. In particolare la stagione degli utili è attesa positiva, in quanto gli utili del trimestre potrebbero crescere e si potrebbe assistere ad un significativo aumento delle indicazioni prospettiche delle società in qualche caso oltre le stime di consenso, fornendo supporto al mercato. Il giudizio sul mercato giapponese è neutrale/positivo: l'impegno e la determinazione delle autorità politiche e monetarie a portare il paese fuori dalla recessione sono credibili e saranno consolidati dal recente successo elettorale, che porterà probabilmente un nuovo impulso ai progetti di riforma.


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Salini Impregilo punta a nuove acquisizioni all'estero

Written By Unknown on Rabu, 13 Agustus 2014 | 15.11

Il titolo Salini Impregilo sale spedito questa mattina a Piazza Affari (+3,42% a 3,082 euro) dopo che ieri il cda ha approvato la proposta di autorizzazione all'acquisto di azioni proprie, in una o più volte, sino al massimo del 10% delle azioni in circolazione (il capitale sociale è composto da 493,7 milioni di azioni ordinarie). L'operazione ha anche l'obiettivo di dotare la società di un portafoglio di azioni proprie di cui poter disporre nel contesto di eventuali operazioni di finanza straordinaria.

E l'ad, Pietro Salini, in un'intervista al Financial Times, ha confermato che il gruppo inizierà a cercare opportunità di crescita grazie alla sua solida posizione finanziaria (gli analisti di Kepler Cheuvreux stimano un rapporto posizione finanziaria netta/ebitda 2014 a 0,4 volte). Non si tratterebbe, però, di un altro concorrente in Italia: "vorremmo trovare realtà provenienti da altre parti del mondo e che ci forniscano esposizione a nuovi mercati", ha spiegato Pietro Salini.

Il management vuole ottenere un'esposizione in quei Paesi dove la società può crescere molto più velocemente "che sono un numero molto ristretto", ha precisato l'ad. Sebbene Salini Impregilo abbia attività in 50 Paesi, tuttora è priva di un'esposizione significativa in Australia e negli Stati Uniti, entrambi Paesi a rapida crescita per gli sviluppi infrastrutturali.

Inoltre Salini, sulla falsariga di quanto fatto da Fiat, non ha escluso la possibilità di spostare la sede centrale della società dall'Italia (24% del suo backlog) all'estero. "All'inizio dell'anno stavamo valutando di trasferire tutto. Siamo una società sempre più internazionale ogni giorno che passa. Non escludo che lo faremo, prima o poi. Il nostro organico in Italia è molto ridotto rispetto ai 35.000 dipendenti che lavorano per noi complessivamente", ha detto in merito Pietro Salini.

Comunque, "per il momento siamo un po' più fiduciosi. Alla fine dell'anno scorso per noi era difficile rimanere, gli spread erano molto consistenti. Essendo italiani dovevamo pagare tre volte di più rispetto ai nostri concorrenti, solo per il fatto di avere sede nel Paese". Per gli analisti di Kepler Cheuvreux questa dichiarazione mira a spingere il governo italiano a sbloccare i fondi
per la spesa in infrastrutture, per quanto riguarda il decreto "Sblocca Italia" in discussione che potrebbe rilasciare circa 30 miliardi di euro.

Per l'analista di una sim milanese si tratta di indicazioni positive: "manteniamo il nostro giudizio di buy sul titolo dopo la recente performance negativa che ha portato il titolo a trattare a multipli estremamente interessanti". Anche gli esperti di Banca Akros stamani hanno ribadito il rating buy e il target price a 4,50 euro sul titolo pur rilevando che sorprendente chel'azienda abbia lanciatoun buy-backsul 10% delcapitalea pochi mesidalla vendita del 20%del capitalesulmercatoper aumentare ilflottante dell'azione.Il buy-backdovrebbecomunquesostenere il prezzo del titolo".

Per Kepler Cheuvreux il prezzo corrente di Salini Impregilo è conveniente: il titolo è infatti scambiato a uno sconto di oltre il 20% rispetto ai multipli medi 2014-2016 dei competitor, nonostante una solida situazione patrimoniale e la crescita. La guidance per quest'anno, che prevede ricavi in aumento del 10% rispetto al 2013 e un margine ebit oltre il 5%, è stata confermata "e crediamo che sia a portata di mano, dopo i rassicuranti risultati del primo semestre. Confermiamo quindi il rating buy e il target price a 4,20 euro su Salini Impregilo".


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Germania, inflazione allo 0,8% a luglio

Germania, inflazione allo 0,8% a luglio - MilanoFinanza.it

MF Online

Germania, inflazione allo 0,8% a luglio




L'inflazione in Germania frena alo 0,8% annuale a luglio, il minimo da quattro anni. A giugno i prezzi al consumo erano all'1%. Il dato finale di luglio conferma i risultati delle stime preliminari. Su base mansile l'inflazione cresce dello 0,3%.



 
 


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Banco Popolare, segnali incoraggianti dal secondo trimestre

Written By Unknown on Senin, 11 Agustus 2014 | 15.11

Segnali incoraggianti da risultati del secondo trimestre. E' quanto sottolineano gli analisti di Mediobanca Securities in un report di oggi sul Banco Popolare, precisando che la banca ha chiuso il periodo con un utile netto di 25 milioni di euro, oltre le loro attese e quelle del consenso (perdita di 17 milioni), grazie a un migliore margine di interesse e al controllo dei costi il cui
livello dovrebbe essere ampiamente ricorrente.

I coefficienti patrimoniali all'11,4% (fully loaded) e al 13,3% (phased-in) devono essere considerati un buon punto di partenza in vista dell'asset quality review. Gli analisti di Mediobanca hanno calcolato che il rapporto di copertura sui crediti deteriorati esistenti dovrebbe essere portato dal 27% al 45% e le esposizioni deteriorate aumentate del 11% e successivamente coperte al 45% per portare il rapporto CET1 alla soglia dell'8% fissata per l'aqr.

Anche se il margine di interesse, più le commissioni, i costi e le perdite sui prestiti sono rimaste negative per circa 80 milioni nel secondo trimestre, gli analisti hanno notato una notevole miglioramento rispetto al primo trimestre (-138 milioni) e il rimbalzo del margine di interesse, il buon controllo dei costi, il progressivo miglioramento dei coefficienti patrimoniali dovrebbero essere tutti visti come segnali incoraggianti. Per quanto riguarda, invece, la qualità dell'attivo, la decelerazione del tasso di crescita dei crediti deteriorati lordi ha bisogno di ulteriori conferme nei prossimi trimestri.

Dunque tre aspetti positivi (margine di interesse, costi e coefficienti di patrimoniali) contro uno negativo (aumento dei crediti deteriorati). Nel dettaglio, il margine di interesse per gli esperti di Mediobanca è stato una sorpresa positiva grazie al miglioramento dei costi di finanziamento: il Banco Popolare ha registrato un margine di interesse di 398 milioni, il 3% in più rispetto alla stima del consenso e alla previsione della banca d'affari, grazie al più basso costo del finanziamento e al cambiamento del mix del finanziamento.

D'altra parte, analogamente ad altri competitor, il Banco Popolare ha registrato una riduzione trimestrale del portafoglio crediti, anche per il deleverage di Italease (una caratteristica ricorrente). "A nostro avviso, il miglioramento del costo del finanziamento dovrebbe essere considerato sostenibile, in assenza di un deterioramento del merito di credito in Italia", precisano gli analisti di Mediobanca secondo i quali i costi operativi costituiscono la seconda sorpresa positiva: 532 milioni di costi nel secondo trimestre, un dato del 3% migliore delle stime del consenso, grazie anche alla riduzione dei costi del personale, un livello sostenibile al netto della stagionalità.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, il CET1 all'11,4% dovrebbe salire di ulteriori 20bps nei prossimi trimestri grazie alla fusione di Italease nel Banco Popolare, mentre l'istituto ha registrato una crescita del 2% dei crediti deteriorati lordi a giugno rispetto a marzo di quest'anno. Pur non essendo il miglior risultato (Credem non ha registrato alcuna crescita e Ubi Banca solo un aumento dell'1%), una crescita del 2% è una delle migliori performance tra i competitor.

In più gli analisti di Mediobanca notano che solo il 25% della crescita trimestrale dei prestiti lordi scaduti, che può continuare ad alimentare gli incagli e le sofferenze nei prossimi trimestri, necessiterà di indici di copertura più elevati. Loro calcolano un rapporto di copertura al 26,7% a giugno, in rialzo di 20bps trimestre su trimestre, invariato rispetto al 2013. Infine, le perdite su crediti sono state pari a 290 milioni nel secondo trimestre, pari a un costo del rischio di 130bps, non lontano dalla stima che Mediobanca ha per tutto l'esercizio.

Mediobanca Securities ha comunque mantenuto il rating sul Banco Popolare a neutral e il target price a 14,50 euro, rating che stamani Banca Akros e Kepler Cheuvreux hanno alzato rispettivamente da hold ad accumulate (target price da 14 a 12 euro) e da reduce a hold (target price da 9,4 a 10 euro) dopo che l'azione negli ultimi tre mesi è scivolata in borsa del 23% (-36% da inizio anno).


15.11 | 0 komentar | Read More

Turchia, Erdogan eletto: sarò presidente di tutti

Recep Tayyip Erdogan, eletto presidente della Turchia al primo turno, ha lanciato un messaggio di unità dichiarando di volere aprire "una nuova era" in un Paese molto diviso sotto la sua guida da premier. "Noi oggi chiudiamo un'era ed entriamo in una nuova", ha detto Erdogan in un discorso davanti a migliaia di sostenitori riuniti ieri sera ad Ankara per acclamarlo, promettendo di essere "un presidente che abbraccia con affetto tutti i 77 milioni di cittadini turchi" mettendosi alle spalle "i contrasti del passato". Erdogan ha invitato l'opposizione ad accettare un "compromesso" perché inizi una "nuova era di riconciliazione sociale".

"Ringrazio in questo giorno storico sia quelli che mi hanno votato che coloro che non l'hanno fatto" ha detto il premier. Il capo dello stato eletto, che dal 2003 tiene le redini della Turchia, ha promesso un "nuovo processo di riconciliazione sociale" tra i turchi, che ha ringraziato senza distinzione per essersi recati alle urne. L'attuale premier, ha vinto ieri, con il 51,8% dei voti, le prime elezioni dirette del capo dello Stato, diventando il 12esimo presidente della Turchia. Il principale sfidante Ekmeleddin Ihsanoglu, sostenuto dalle due principali forze d'opposizione, il kemalista Partito repubblicano del popolo (Chp) e il Movimento d'azione nazionalista (Mhp) di ultra destra, si è fermato, invece, al 38,4%.

Una vittoria che apre ora la strada alla riforma presidenzialista voluta dal premier che fin dall'inizio della sua campagna elettorale ha annunciato che, se eletto, sarebbe stato un presidente con un forte ruolo in politica. Il presidente in pectore, quando con più del 90% delle sezioni scrutinate, la sua vittoria al primo turno pareva ormai certa, ieri sera dopo aver pregato alla moschea di Eyup a Istanbul, dove in epoca ottomana i sultani si recavano il giorno dell'incoronazione, è volato ad Ankara per tenere il suo tradizionale discorso dal balcone del quartier generale del Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp).


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Azioni e bond, si cambia

Written By Unknown on Minggu, 10 Agustus 2014 | 15.11

Il sentiment dei mercati finanziari, sui versanti sia azionario che obbligazionario, è tornato a inasprirsi sotto i colpi dei deludenti dati macroeconomici e del proliferare dei rischi geopolitici a livello internazionale. Nelle ultime settimane la situazione tecnica delle borse europee ha subito un pericoloso deterioramento. I principali indici azionari hanno accusato una brusca flessione, innescata dal cedimento di importanti supporti grafici, e sono scesi ai minimi degli ultimi mesi. Il Ftse Mib italiano, cedendo il sostegno dei 20.000 punti, ha fornito un chiaro segnale d'inversione ribassista e appare vulnerabile a ulteriori discese, mentre il Dax tedesco è precipitato verso l'importante soglia psicologica dei 9.000 punti. In questa fase di mercato, che vede anche Wall Street ripiegare velocemente dai massimi storici raggiunti non più tardi di un mese fa, è necessario adottare un atteggiamento decisamente prudente e ridurre l'esposizione globale sui mercati azionari.

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Boomerang verde

Una toppa peggiore del buco. È quello che rischia seriamente di rivelarsi il cosiddetto Spalma-incentivi, la norma contenuta nel decreto Competitività (approvato giovedì 7 agosto in via definitiva) che punta a ridurre il peso dei sostegni al fotovoltaico, destinando i fondi così risparmiati al taglio della bolletta elettrica delle pmi. Peccato che questo intervento, che avrà natura retroattiva, non solo rischia di mettere in ginocchio il comparto, lasciando per strada, secondo le associazioni di settore, fino a 10 mila persone, ma anche di allontanare gli investitori dall'Italia.

In ballo non c'è solo il destino del fotovoltaico, sul quale comunque si stima che i player esteri abbiano puntato quasi 7 miliardi di euro negli ultimi anni, ma la stessa capacità della Penisola di attrarre investitori istituzionali, in particolare quelli non italiani. «Noi non siamo un fondo speculativo, non puntiamo a rendimenti del 15%, ci basta un 7-8%, ma abbiamo bisogno di stabilità», si sfoga l'amministratore delegato della branch italiana di un importante fondo d'investimento infrastrutturale europeo, che preferisce rimanere anonimo. «Per questo scegliamo i Paesi in cui investire in base alla loro affidabilità. Li selezioniamo perché ci sentiamo a nostro agio con le norme che li regolano e con la loro affidabilità di lungo periodo. Visto che i nostri clienti sono fondi pensioni e casse previdenziali, per noi è cruciale poter contare sulla stabilità di lungo periodo».

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