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Chi vince con il blitz di Draghi

Written By Unknown on Sabtu, 06 September 2014 | 15.11

Quando sono colti di sorpresa i mercati reagiscono d'impulso, aggiustando solo nelle settimane successive - a mente più fredda, numeri alla mano - la reale portata di quanto ha inizialmente suggerito l'istinto. Era accaduto nella prima parte dell'estate, quando il dato sul pil italiano del secondo trimestre, sorprendentemente negativo, aveva innescato le vendite che hanno portato il Ftse Mib a segnare l'8 agosto il nuovo minimo dell'anno subito sotto quota 19 mila, spinto al ribasso dal comparto bancario nonostante la miglior tenuta delle utility.

Ed è accaduto ora, questa volta in senso positivo, con l'indice italiano delle blue chip che ha sorpassato la linea che segna il 50% del recupero del profondo scivolone estivo dopo avere segnato il massimo dell'anno il 10 giugno a 22.590 punti, allontanandolo dall'insidioso livello tra 20.200 e 19.930, il cui cedimento avrebbe compromesso il faticoso recupero di agosto.

La sorpresa di questa settimana è arrivata dalla Bce, il cui numero uno, Mario Draghi, ha ormai fatto capire ai mercati l'arte di una dialettica quasi ellenica, tirata fino al punto di rottura, per guadagnare il tempo necessario alla pianificazione tecnico-politica, unita alla capacità di stupire nel concreto gli investitori internazionali. È accaduto la prima volta con le Ltro, con cui la Bce ha rifinanziato a tre anni le banche dell'Eurozona con le due operazioni straordinarie del dicembre 2011 e del febbraio del 2012 per un totale di 1.000 miliardi di euro, sostenendo parallelamente i corsi dei titoli di Stato dei Paesi più in difficoltà (tra cui l'Italia) con acquisti sterilizzati sul mercato. 

Tutti i dettagli su MF-MilanoFinanza, in edicola da sabato anche in formato elettronico su pc e tablet iPad, Android, Amazon Kindle e Windows 8.


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L'occupazione Usa delude ma tranquillizza Wall Street

Wall Street ha recuperato i cali registrati nella prima parte della seduta chiudendo in positivo: l'indice Dow Jones e l'S&P 500 sono saliti dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,45%. La svolta è stata innescata dalla pubblicazione dei dati macroeconomici sul mercato del lavoro statunitense, che hanno deluso le aspettative degli economisti ma in sostanza tranquillizzato gli investitori, che invece cominciavano a temere un rialzo dei tassi anticipato da parte della Federal Reserve.

Il dato ha deluso perchè erano sei mesi che l'America non scendeva sotto i 200 mila nuovi posti mensili di lavoro. "I non farm payroll Usa hanno deluso parecchio", ribadisce Rob Carnell, economista di Ing Bank, "l'occupazione nel settore manifatturiero non è cresciuta affatto".

Complessivamente la debolezza dei numeri va a favore delle colombe della Fed, "in quanto fornisce una scusa alla Banca centrale americana per rimanere ferma. Dopo oggi, una svolta da falco nel meeting del Fomc del 17 settembre sembra più improbabile", conclude Carnell.

La prossima settimana ci saranno pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Le vendite al dettaglio di luglio dovrebbero essere in aumento. I prezzi import sono invece attesi in ampio calo per via dei prezzi del petrolio in contrazione e dell'apprezzamento del dollaro. Infine la fiducia dei consumatori di settembre dovrebbe essere in ulteriore aumento.

Sul fronte valutario il cambio euro/usd ha accelerato al rialzo fino a quota 1,298, poi è sceso attorno a 1,295. In calo al 2,43% il rendimento del Treasury decennale


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Uil, Magda Maurelli si candida a segretario generale

Written By Unknown on Jumat, 05 September 2014 | 15.11

Uil, Magda Maurelli si candida a segretario generale - MilanoFinanza.it

politica

Uil, Magda Maurelli si candida a segretario generale




Magda Maurelli, già segretario generale di UilTemp (che dal 2010 rappresenta il mondo dei lavoratori flessibili, precari, giovani), ha formalizzato la propria candidatura alla segreteria generale della Uil. "La sua discesa in campo propone un modello di sindacato alternativo a quello di Carmelo Barbagallo, attuale segretario generale aggiunto Uil, anche lui in lizza per succedere a Luigi Angeletti", si legge in una nota. "Per la prima volta nella storia dell'organizzazione sindacale si apre un confronto autentico tra due candidati e, soprattutto, tra due idee di sindacato agli antipodi: da una parte, chi da anni si batte per i diritti di lavoratori precari e atipici e, dall'altra, chi punta solo alla conservazione dei diritti acquisiti". Il parlamentino della Uil sceglierà il nuovo segretario generale il 19 novembre, in occasione del XVI Congresso nazionale.



 
 


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Clarich (Fondazione Mps), quasi 3 miliardi da azioni di responsabilità

Rendere più solido il patto di sindacato e portare a casa 3 miliardi di euro dalle azioni di responsabilità nei confronti di ex amministratori, consulenti e banche per rafforzare il patrimonio. Ma anche valutare un nuovo aumento di capitale per Banca Monte dei Paschi di Siena se gli stress test andassero male e metter mano allo statuto in seguito alla trasformazione delle Province in enti di secondo grado.

Sono questi i punti salienti del discorso che Marcello Clarich, presidente della Fondazione Mps, ha tenuto ieri sera alla festa dell'Unità di Siena. Oggi, fra l'altro, nel corso della seduta della deputazione amministratrice dell'ente si discuterà sulle società partecipate dalla Fondazione, come Sansedoni, Siena Biotech e Accademia Chigiana, i cui risultati negativi potrebbero non essere più supportati.

Ammonta a quasi 3 miliardi di euro la cifra che complessivamente la Fondazione Mps chiederà con le azioni di responsabilità fin qui promosse nei confronti di ex amministratori, consulenti e alcune banche finanziatrici per le operazioni del 2008 e del 2011. "Se c'è una speranza di aumentare il patrimonio della Fondazione in tempi medi", ha detto, "questa è l'azione di responsabilità. Come si fa a pensare che noi rinunciamo al buio? Anche se avremo una possibilità su mille andremo fino in fondo", ha commentato Clarich. Proprio ieri il presidente ha incontrato a Milano il professor Giorgio De Nova, legale che segue le azioni di responsabilità, per fare il punto sulle cause.

Oggi, ha detto ancora il presidente, "il mantenimento del patrimonio della Fondazione Mps è la nostra linea Maginot, il limite che non si può superare. La Fondazione ha bisogno di conservare e gestire bene il patrimonio perché sarebbe un peccato mortale se il patrimonio residuo fosse ancora diminuito". La Fondazione è diventata da primo il quinto socio di Mps "e noi, nei limiti del possibile, dobbiamo non rompere il filo esile che collega la Fondazione alla banca".

"Il rafforzamento del patto di sindacato è indispensabile perchè senza alleanze noi, con il 2,5%, che facciamo?". Uno degli obiettivi della Fondazione è "il consolidamento e se possibile l'ampliamento del patto che ora lega la Fondazione con Btg Pactual e Fintech: insieme detengono il 9% di capitale di Mps". A proposito della questione delle dimissioni di due membri del cda di Banca Mps espressi dalla Fondazione per far posto ai pattisti, Clarich ha espresso un "no comment". Il patto prevede il "best effort" della Fondazione per favorire l'ingresso di rappresentanti di Btg Pactual e Fintech. Se non ci saranno però le dimissioni già sollecitate da Palazzo Sansedoni, ha aggiunto "non esiste un piano B, io considero già un successo perché il best effort lo abbiamo fatto, di più non potevamo fare".

Quanto all'ipotesi di un nuovo aumento di capitale di Mps, in caso di andamento negativo degli stress test di autunno, "ci auguriamo che non si ponga, ma una valutazione sarà fatta se il problema si porrà", ha ripreso Clarich. Quel che è certo, per il numero uno di Palazzo Sansedoni, "è che il patrimonio non può essere investito in un unico asset, le azioni Mps, perché questo vuol dire metterlo a rischio". In questo senso "la lezione del passato è di insegnamento perché certe decisioni prese nel tentativo di mantenere il numero magico del controllo hanno procurato conseguenze non previste che hanno portato all'indebolimento del rapporto tra Banca e Fondazione".

"Metteremo mano allo statuto della Fondazione Siena", ha detto sempre Clarich. Lo statuto dovrà tenere conto in particolare della riforma del sistema delle province divenute enti di secondo grado. La Provincia di Siena fino ad oggi è stata uno degli enti che nominava due dei 14 componenti della deputazione generale o di indirizzo.

Ci saranno i dossier sulle partecipate della Fondazione Mps al centro della seduta di oggi della deputazione amministratrice. I nuovi amministratori, infatti, sono chiamati a vagliare le situazioni delle società, in primo luogo Sansedoni ma anche Siena Biotech e Accademia Chigiana, che fanno capo alla Fondazione. "Sono temi delicati che valuteremo con grande attenzione", ha detto Clarich, specificando che "non è che la Fondazione può continuare a sostenere a tempo indeterminato iniziative che hanno dato risultati non positivi".


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Il Ftse Mib storna, Fiat positiva

Written By Unknown on Kamis, 04 September 2014 | 15.11

Le borse europee aprono la seduta in leggero calo, prendendo una pausa dopo i forti guadagni di ieri, mentre gli investitori attendono di vedere se la Bce adotterà nuove immediate misure di stimolo per combattere la deflazione. Con le sue parole a Jackson Hole, Mario Draghi ha alimentato le attese di stimolo da parte della Bce, tuttavia gli economisti sembrano ormai escludere nuove misure da parte di Francoforte.

Comunque dalle parole del governatore centrale potrebbero arrivare indicazioni su un eventuale programma futuro di quantitative easing e su una possibile iniziativa per l'acquisto di cartolarizzazioni (Abs). Secondo un sondaggio condotto da Reuters, la Bce lancerà un QE entro marzo e procederà all'acquisto di Abs nel tentativo di prevenire la deflazione e imprimere slancio alla crescita nella zona euro.

Credit Agricole ritiene che l'Istituto centrale apporterà solo dei piccoli aggiustamenti alle attuali misure, piuttosto che introdurne di nuove e questo esito, se confermato, potrebbe appesantire i bond europei. Prima del meeting della Bce, Spagna e Francia collocheranno titoli a lunga scadenza. Il Tesoro iberico riaprirà le linee a 10 e 30 anni, puntando a raccogliere 2-3 miliardi di euro. L'agenzia del debito francese invece offrirà Oat a 10, 15 e 30 anni per un totale compreso tra gli 8 e i 9 miliardi di euro.

Sul fronte macro, dopo il balzo inatteso degli ordinativi industriali in Germania saliti a luglio del 4,6% rispetto al mese precedente grazie soprattutto a quelli esteri, cresciuti complessivamente del 6,9% mentre quelli domestici sono aumentati dell'1,7%, gli operatori guardano ai dati Usa, in particolare al rapporto Adp sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore privato in agosto, per cui sono previsti 220.000 nuovi impieghi dopo i 218.000 di luglio, e alle richieste iniziali di sussidio settimanale che dovrebbero invece attestarsi a 300.000 unità.

Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre stabile a quota 152 punti. Il rendimento è al 2,47%. Il differenziale Bonos/Bund segna 134 punti per un tasso del 2,29%. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib flette dello 0,24% a quota 20.781 punti. Tra le banche, Mps scambia a quota 1,132 euro (-0,44%). Secondo fonti di stampa, sono pronte le dimissioni di due consiglieri dell'istituto per far posto ai soci esteri Fintech e Btg.
 
Unicredit (+0,08% a 6,09 euro) ha invece prezzato il bond perpetuo di tipo additional tier 1 (AT1), callable dopo il settimo anno, con soglia trigger al 5,125%. Le emissioni AT1 vengono sempre prezzate alla pari. L'ammontare è stato pari un miliardo di euro a fronte di richieste per circa 2 miliardi. Da oggi parte la fase finale del negoziato per la cessione di Uccmb.
 
Invece Telecom Italia (-0,17% a 0,86 euro) vede nei risultati dei primi sei mesi dell'anno dei segnali di ripresa in Italia, che fanno ben sperare per la parte rimanente dell'anno. Per quanto riguarda la saga brasiliana il presidente del Cade, Vinicio Carvalho, ha detto che l'antitrust può analizzare congiuntamente la possibile vendita di GVT a Telefonica e l'uscita del gruppo spagnolo dal capitale del gruppo italiano, a seconda di come l'operazione verrà presentata. Per quanto riguarda, invece, il dissolvimento di Telco, di cui Telefonica è il primo azionista, e l'operazione con i francesi, non dovrebbero esserci sovrapposizioni.

Quanto a Fiat (+0,33% a 7,60 euro) il dato dei recessi legati alla fusione in Fca è stato pari a 463,6 milioni di euro in relazione a circa 60 milioni di azioni esercitate (4,8% delle azioni in circolazione). Condizione sospensiva dell'operazione era che l'esborso del gruppo non fosse superiore ai 500 milioni. L'offerta rimarrà aperta dal 5 settembre al 6 ottobre compresi.

Successivamente verrà verificato che la soglia dei 500 milioni di euro non venga superata per eventuali opposizioni presentate dai creditori. La procedura si concluderà il 6 ottobre quando Fiat potrà a sua discrezione offrire in borsa al valore di liquidazione le azioni che non venissero collocate agli azionisti oppure, decorsi 180 giorni dall'esercizio del recesso (quindi a febbraio), verranno acquistate da Fca e cancellate.

Gli analisti di una sim milanese, che mantengono un rating neutral su Fiat, si aspettano che Fca proceda alla cessione di asset non strategici per circa 500 milioni di euro (azioni proprie, azioni Cnh Industrial e altri asset minori) per fare fronte all'esborso relativo alle azioni portate a recesso. Nel frattempo, l'ad Sergio Marchionne ha venduto 1,32 milioni azioni Fiat a 7.55 euro rinvenienti dal piano di stock grant del 2012 al fine di pagare le tasse associate all'assegnazione; questi titoli rappresentano circa il 28% delle azioni assegnate (4,67 milioni).

Nonostante tale comportamento venga giudicato "motivato" dagli analisti di Equita, visto che anche nel febbraio 2012 Marchionne vendette 970mila azioni sia Fiat ordinarie sia Fiat Industrial ordinarie e che due giorni fa ha venduto 220mila Cnh Industrial per lo stesso motivo, la notizia potrebbe infastidire il titolo su cui perlatro la sim mantiene il rating buy e il target price a 9,2 euro.

L'altra società di casa Agnelli, Cnh Industrial (-0,53% a 6,58 euro), ha acquisito la statunitense Miller-St.Nazianz, specializzata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di macchine per l'irrorazione di precisione. Mentre STMicroelectronics (-0,31% a 6,48 euro) e TesseraTechnologies hanno annunciato di aver transato su tutte le rivendicazioni e controversie pendenti tra le parti. Infine, Parmalat sale dello 0,55% a 2,54 euro dopo aver siglato un accordo per l'acquisto della divisione dairy della società brasiliana Brf a un prezzo "debt e cash free" di 610 milioni di euro circa. Il gruppo ha un'esclusiva per definire tutti gli accordi dell'operazione, che sarà finanziata da mezzi propri.


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Parmalat fa shopping in Brasile a un prezzo equo

Parmalat ha sottoscritto oggi un accordo vincolante con BRF per l'acquisto di 11 stabilimenti della divisione dairy della società, che opera nel settore food, presenti nel territorio brasiliano e dei relativi asset e marchi. Il fatturato proforma di questa divisione di BRF, che produce latte e latticini, nel 2013 è stato pari a circa 2,6 miliardi di reais, circa 880 milioni di euro.

BRF ha concesso a Parmalat un diritto di esclusiva, finalizzato alla definizione di tutti gli accordi contrattuali. L'operazione, soggetta al verificarsi di alcune condizioni sospensive e all'approvazione delle autorità competenti, avverrà al prezzo, soggetto a taluni aggiustamenti, di 1,8 miliardi di reais, circa 610 milioni di euro, debt and cash free.

In pratica l'acquisizione è avvenuta a un multiplo pari a 0,7 volte l'enterprise value/vendite, in linea con quello di Parmalat. L'acquisizione sarà interamente finanziata con mezzi propri. Dopo la notizia a Piazza affari il titolo Parmalat sale dello 0,16% a quota 2,53 euro. In mancanza di altri dettagli, gli analisti di Equita ritengono l'operazione "strategicamente opportuna" perché permette un concreto rafforzamento sull'importante mercato brasiliano dove Parmalat aveva una presenza diretta marginale.

Inoltre l'operazione è "finanziariamente fair", anche se gli analisti della sim non intravedono spazio per una creazione di valore, sulla base di una marginalità degli asset acquisiti che appare inferiore a quella di Parmalat, almeno secondo gli ultimi dati di RBF: ebit margin della divisione dairy del 3,7% nel secondo trimestre 2014 rispetto al 5,8% di Parmalat. "Ci riserviamo però di verificare opportunità di sinergie e di crescita dei volumi con la società", precisano gli analisti di Equita, ribadendo il rating hold e il target price a 2,61 euro sul titolo Parmalat.

Anche per gli analisti di Kepler Cheuvreux il prezzo di acquisto è giusto ed è linea con il multiplo ev/vendite di Parmalat. "Manteniamo quindi il nostro prezzo obiettivo di 2,6 euro su Parmalat che non comprende il valore attuale netto delle sinergie, stimate a 150 milioni di euro o 0,08 euro per azione", indicano gli analisti di Kepler Cheuvreux, ipotizzando un costo base di 800 milioni di euro e 2,5% di risparmi potenziali. "Confermiamo il rating hold sul titolo in quanto, nonostante i risultati positivi del secondo trimestre, il trend delle materie prime è ancora volatile, rendendo difficile qualsiasi proiezione".

Per gli analisti di Banca Imi (hold e target price a 2,52 euro) l'ingresso in Brasile è una mossa strategica importante, date le dimensioni del mercato locale e alla luce del fatto che la mossa permette a Parmalat di diversificare ulteriormente il suo mix geografico. In aggiunta a ciò, l'operazione dovrebbe contribuire a migliorare l'allocazione della significativa cassa di Parmalat (975 milioni di euro a fine giugno) in quanto l'acquisizione sarà pagata in contanti.

Finanziariamente parlando, senza indicazioni precise sulla redditività del business, "è difficile giudicare se il prezzo proposto sia giusto o no. Tuttavia, guardando i conti del business alimentare brasiliano, sembra che la redditività della divisione di BRF sia in linea con l'ebit margin di Parmalat al 4% circa, il che equivale a un multiplo implicito ev/ebit compreso tra 15 e 17 volte, quindi sopra il multiplo 2014 di Parmalat stimato da Banca Imi a 12 volte. In ogni caso, il potenziale accordo sarebbe accrescitivo in termini di utile per azione (eps) del 10%.


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Australia, nessuna decisione su presenza Putin a vertice G20

Written By Unknown on Rabu, 03 September 2014 | 15.12

Australia, nessuna decisione su presenza Putin a vertice G20 - MilanoFinanza.it

analisi

Australia, nessuna decisione su presenza Putin a vertice G20




La decisione di invitare il presidente russo Vladimir Putin al prossimo vertice del G20 in programma a novembre non è ancora stata adottata: lo ha reso noto il governo australiano, anfitrione dell'evento, che dovrà consultare i partner della Nato. "Vi è un certo numero di vertici internazionali in programma prima del G20, come il summit dell'Apec il 21 ottobre a Pechino: avremo un'idea più chiara della posizione della comunità internazionale e di quella del presidente Putin in relazione a questi eventi prima di occuparci del G20" ha spiegato il ministro degli Esteri australiano, Julie Bishop. Secondo fonti del goevrno australiano l'opposizione alla presenza di Putin al vertice di Brisbane a causa del ruolo russo nella crisi ucraina starebbe guadagnando terreno sia all'interno della Nato che nello stesso G20.



 
 


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Enel, quote Endesa cedute con un opv

Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane, secondo quanto anticipato oggi da MF-Milano Finanza, si starebbe delineando l'operazione per aumentare il flottante di Endesa, controllata spagnola di Enel, attraverso un'offerta pubblica di vendita (opv). Il flottante dovrebbe passare dall'attuale 8% al 25%. Si ricorda che Enel, con la semestrale, ha annunciato l'operazione di scorporo di Enersis da Endesa (60,6%).

L'opv riguarderà quindi la nuova Endesa Iberia, che ai prezzi attuali quoterebbe circa 22 miliardi, con il 17% che dovrebbe andare sul mercato, circa 3,7 miliardi di euro sulla base dell'attuale prezzo di mercato rettificato per il dividendo. Una cifra che da sola è pari a quasi tutte le cessioni annunciate dal gruppo a cui aggiungere poi i proventi di Slovenske Elektrarne e degli asset rumeni per altri 4 miliardi di euro.

Un valore, osservano gli analisti di Banca Akros (hold e target price a 4,45 euro su Enel), che comunque è soloun'indicazione considerando i potenziali effettidel processo di riorganizzazionediEndesae dell'impatto del dividendo straordinariosulprezzo di mercato."La notizia è quindi positiva perEnelin quanto la società ridurrà ulteriormenteil debito e ci aspettiamo cheil mercatoreagiscapositivamente a questo.Crediamo che questo siail modo più veloceper Eneldi raggiungerequesto obiettivo,anchein considerazionedel prezzo favorevolediEndesa".

E poi per Banca Imi l'operazione sarà sostanzialmente neutrale o leggermente diluitiva sull'utile per azione di Enel. "Stimiamo per un massimo del 3% sulla base dell'attuale capitalizzazione di mercato di Endesa. Tuttavia, questa mossa dovrebbe essere parte di una più ampia fase di ristrutturazione, che dovrebbe essere accrescitiva in termini di eps nel lungo periodo. Manteniamo il rating hold e il target price a 3,80 euro sul titolo Enel", affermano stamani gli analisti di Banca Imi.

Anche gli analisti di Equita (buy e target price a 4,4 euro) ritengono positivo il processo di gestione di Endesa intrapreso dall'ad Starace, concentrando gli asset dell'America latina in Enel e trasformando Endesa in un veicolo spagnolo con elevato yield e interessato al consolidamento del mercato iberico.

Mentre alla borsa di Madrid il titolo Endesa sale dello 0,78% a 28,41 euro, Enel a Milano spunta un +2,30% a 4,094 euro, complice anche il fatto che il premier, Matteo Renzi, ha dichiarato che le privatizzazioni si faranno, ma di non essere convinto che si debba partire da Eni ed Enel. Renzi non vede dunque prioritaria la riduzione delle quote in Eni ed Enel nel breve, in quanto le due società hanno grande potenzialità, grazie ai nuovi indirizzi strategici, non pienamente riflesse nei prezzi correnti. Nelle scorse settimane si erano intensificate le indiscrezioni su un possibile collocamento di un altro 5% di Eni ed Enel entro fine anno, tenuto conto del rallentamento nel processo di quotazione di Poste.


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Equita, promossi e bocciati dopo le trimestrali

Written By Unknown on Selasa, 02 September 2014 | 15.11

Si è conclusa anche per le società quotate italiane la stagione dei conti trimestrali. Ed Equita sim ne approfitta per fare un bilancio dei principali segnali emersi dai risultati del secondo trimestre del 2013 delle azioni di Piazza Affari. "Alla fine della reporting season vogliamo evidenziare i titoli che emergono per la qualità dei numeri, migliore o peggiore, per le opportuniutà di investimento alla luce del gap tra fondamentali del business e performance del titolo", spiegano di analisti di Equita.

La sim, alla luce dei numeri di bilancio del secondo trimestre di quest'anno, ha tagliato la stima di utile di mercato per l'intero 2014 del'1% e del 4% nel 2015. "Quest'ultimo dato secondo noi è il più significativo considerato che non è influenzato da fattori one-off", spiegano gli esperti di Equita che nel report sottolinea in positivo Anima, Buzzi Unicem, Cairo Communication, Datalogic, Enel, Enel Green Power, Hera, Interpump, Marr, Moncler, Pirelli &C., Salvatore Ferragamo, Unicredit Group, World Duty Free. Mentre sono visti in negativo Piaggio, Saipem e Tod's.

Intanto per quanto riguarda la strategia azionaria di questo mese gli esperti di Equita mantengono una visione positiva dando più peso ai titoli beneficiati dall'euro debole. "La pubblicazione dei dati del pil ha evidenziato scostamenti in alcuni casi significativi rispetto alle attese, che però nel complesso non modificano la stima di una crescita globale del +2,5-2,8%".

"In assenza della variabile geopolitica (crisi Ucraina, ndr) vi sarebbero le condizioni per un recupero del pil nel secondo semestre, non solo per l'accelerazione in atto in Usa e Cina, ma anche perché i surveys della Bce mettono in evidenza una dinamica favorevole sul fronte del credito", proseguono gli analisti della sim che nel portafoglio raccomandato mantengono un'impostazione bullish (peso azionario 98% contro 95% neutro e sovrappeso su ciclici e finanziari) anche "se con l'uscita di Mps e l'ingresso di Pirelli e Ferragamo abbiamo ribilanciato la scommessa a favore dei ciclici pur rimanendo sovrappesati sulle banche".

I motivi di questa scelta sono i seguenti: la crescita globale sta riaccelerando, la Bce deve agire per contrastare la deflazione e il cambio dell'euro ha finalmente iniziato a indebolirsi, segnale che i mercati credono a questa svolta. Inoltre il completamento dell'asset quality review/stress test (17 ottobre) è un passo decisivo per ridurre il premio al rischio sulle banche e per consolidare l'espansione del credito di cui si vedono le prime avvisaglie. "Vista la determinazione delle banche centrali nel combattere la deflazione riteniamo il profilo rischio/rendimento dell'equity decisamente più interessante rispetto ai bond", conclude Equita.


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Ucraina, non c'è una soluzione militare

Ucraina, non c'è una soluzione militare - MilanoFinanza.it

politica

Ucraina, non c'è una soluzione militare




"Non c'è una soluzione militare" alla crisi in Ucraina. Lo dice il segretario generale dell'Onu, Ban ki-moon, che mette in guardia i Paesi occidentali a due giorni dal vertice dell'Allenanza Atlantica sul rafforzamento della Nato nell'Est Europa, con Mosca che accusa Kiev di innescare una "grande guerra". "L'Unione europea, gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi occidentali", ha spiegato Ban Ki-moon, "stanno discutendo molto seriamente tra di loro su come procedere" contro il coinvolgimento russo in Ucraina. Devono capire che non c'è una soluzione militare. Il dialogo politico per una soluzione politica è il modo più sicuro". Secondo Ban Ki-moon c'è una "situazione caotica e pericolosa" con conseguenze regionali "e globale".



 
 


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