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Piazza Affari verso un'apertura in rialzo

Written By Unknown on Rabu, 05 November 2014 | 15.11

Si preannuncia una partenza in rialzo per le borse europee dopo i cali dell'ultima seduta. Poco sopra la parità questa mattina il Nikkei (+0,4%) e chiusura contrastata ieri per i listini azionari statunitensi. Sul sentiment hanno pesato il calo del petrolio e le cattive notizie sulla crescita in Europa.

 Il Dow Jones ha archiviato la sessione in progresso frazionale dello 0,1%, mentre S&P 500 e Nasdaq Composite hanno perso rispettivamente lo 0,28% e lo 0,33%.

 "L'avvio dovrebbe essere positivo per le borse europee dopo la forte correzione di ieri", commenta un esperto. "I risultati delle elezioni di Medio Termine negli Usa hanno dimostrato una vittoria schiacciante per i Repubblicani che ora hanno il pieno controllo delle Camere. I mercati, in realta', non sembrano vedere, almeno per ora, questo fatto come un elemento di debolezza. Non sembrano, quindi, esserci tensioni per gli aspetti politici".

 "Sul fronte macro attenzione al dato Pmi sul fronte dei servizi dei vari paesi della zona Euro. I dati macro cinesi, invece, hanno mostrato una certa debolezza", conclude l'esperto sottolineando anche l'attesa per le vendite al dettaglio in Europa alle 11h00.

A piazza Affari da seguire B.Mps nel giorno del Cda sul piano per far fronte al deficit di capitale individuato dagli stress test e Ubi B. che ha ricevuto ordini per oltre 3 mld di euro per il suo covered bond.

 Tra le altre blue chip attenzione a Snam dopo che Berenberg ha limato il target price a 4,6 euro da 4,7 euro (buy comunque confermato) e a Enel in scia al via libera al collocamento del 17% di Endesa.

 Da segnalare anche Gtech che ha sottoscritto un finanziamento a 5 anni da 2,6 mld usd e Erg in scia alla vendita della controllata Oil Sicilia a Grs per 30 mln euro.


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Il Ftse Mib sale con Mps e Banca Carige

Le borse europee aprono la seduta in rialzo. Ieri la Commissione europea ha ridotto le previsioni di crescita per la zona euro nei prossimi anni, spingendo gli investitori a scommettere sulla possibilità che la Bce possa considerare nuove azioni per stimolare l'economia. Wall Street ieri è scesa coi repubblicani che hanno vinto le elezioni di mid-term, prendendo il controllo del Senato. Un duro colpo per il presidente, Barack Obama, agli ultimi due anni di mandato, che vede diminuire il suo peso politico e sarà costretto a ridurre la propria agenda legislativa.

Mentre oggi Tokyo ha raggiunto i massimi da sette anni nonostante il calo del Pmi servizi cinese a ottobre che, pur mantenendosi in espansione, ha registrato il minimo dei tre mesi a 52,9, secondo il dato elaborato a cura di Hsbc/Markit. Il sottoindice relativo ai nuovi ordini è sceso a 53,2. A settembre l'indice generale si era attestato a 53,5.

Stamani è atteso l'indice Pmi servizi di ottobre di Italia, Francia, Germania, Spagna e Zona euro. Per l'Italia le attese sono di un dato ancora in contrazione, al di sotto di 50, a 49,2. Per la zona euro si attende un indice in espansione a 52,4. Intanto, in una seduta che vedrà da parte della Bundesbank l'offerta di Bobl (il titolo a 5 anni sarà posto in asta per 4 miliardi di euro), lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi sale a 163 dai 162 punti della chiusura di ieri. Il rendimento è al 2,45%. Il differenziale Bonos/Bund segna 137 punti per un tasso del 2,19%.

Sul mercato si attendono inoltre i possibili effetti delle indiscrezioni circa i dissensi interni alla Bce sulla linea del governatore, Mario Draghi. L'irritazione tra i banchieri centrali rischia di compromettere la possibilità di un'azione politica più forte nei prossimi mesi, inclusa l'ipotesi di quantitative easing. Dal punto di vista macroeconomico, una certa attenzione verrà riservata al dato Adp in Usa sul comparto privato.

A Piazza Affari comunque l'indice Ftse Mib sale dello 0,44% a 19.018 punti. Oggi si riunisce il cda di Mps (+3,15% a 0,6705 euro) sul capital plan. Il nuovo aumento di capitale, dopo quello da 5 miliardi di euro di luglio, dovrebbe essere fino a un massimo di 2,5 miliardi di euro. La Consob sta intanto esaminando il comunicato sull'offerta di Nit Holdings per verificare se possa aver avuto lo scopo di alterare il corso del titolo Mps. Mentre ieri Santander ha detto di non aver alcun interesse per la banca senese.

Quanto al balzo di ieri e di oggi (+1,09% a 0,0744 euro) di Banca Carige, secondo alcune fonti è da attribuire a un testa a testa Malacalza-Bonomi per un coinvolgimento nella ricapitalizzazione dell'istituto. Nel corso di una conference call con gli analisti, François Perol, numero uno di Bpce (che controlla il 9,9% del capitale della banca ligure), ha detto che non è ancora stata presa alcuna decisione sull'aumento di capitale.

Invece Ubi Banca (+0,42% a 5,91 euro) ha collocato un'obbligazione garantita da un miliardo di euro, scadenza febbraio 2025, con ordini che in chiusura dell'offerta hanno superato la cifra di 3 miliardi. La Bce ha partecipato alla sottoscrizione.


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Borse Ue, cresce l'attesa per la riunione Bce di giovedì

Written By Unknown on Selasa, 04 November 2014 | 15.11

Tra gli operatori cresce l'attesa in vista delle decisioni della Bce di giovedì soprattutto dopo la mossa a sorpesa della Banca centrale del Giappone che venerdì scorso ha aumentato la portata del piano di espansione monetaria grazie al quale anche oggi il Nikkei ha avuto un forte rialzo.

L'aspettativa è per un vero e proprio Quantitative easing (QE). "In merito sarà importante ascoltare le parole di Draghi nella conferenza stampa il prossimo giovedì", spiegano gli analisti di Ig.

"Mi sembra di capire che vi è una diffusa opinione che le misure varate da Kuroda mettano pressione alla Banca Centrale Europea, perchè a sua volta diventi più proattiva. Ciò è sicuramente vero in generale, in quanto l'effetto macroeconomico principale dell'incremento del QE è di esportare deflazione. Su queste basi alcuni si attendono che la Bce reagisca, in qualche modo, all'aggressività della Banca del Giappone", afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia sgr.

Intanto la Bce ha fatto sapere che la scorsa settimana gli acquisti di covered bond sono stati circa di 3 miliardi di euro, portando il totale delle operazioni delle prime due settimane a 4,8 miliardi di euro. "L'accelerazione degli acquisti è senz'altro positiva e dovrebbe essere in qualche modo apprezzata dai mercati", sottolinea Ig.

Quanto a Piazza Affari, la cui apertura è attesa sulla parità, in calendario oggi l'assemblea di per approvazione del progetto di fusione con Georgia Worldwide Plc nell'ambito dell'acquisizione di International Game Technology.
 
I cda previsti per l'approvazione della trimestrale sono quelli di  Banca Generali, Astm, Borgosesia, Centrale del Latte di Torino, Sias, Space, Stefanel, T.I.Media.

Nel listino italiano restano sotto i riflettori Mps e Carige, oltre che i titoli delle utility protagonisti ieri di una seduta negativa.

Sul fronte macro alle ore 11.00 è prevista la pubblicazione dell'indice dei prezzi della produzione dell'area euro a settembre. Alle 11.00 è attesa la pubblicazione delle stime economiche della Commissione europea.
 
Nel pomeriggio gli Usa alle 14,30 renderanno noti i dati sulla bilancia commerciale, alle 14.55 l'indice settimanale Redbook e alle 16 gli ordini alle imprese di settembre.

In questo scenario, lo spread tra Btp e Bund è ieri in chisura salito a 155 punti base e il rendimento del decennale domestico al 2,41%, mentre l'euro ha chiuso in calo a 1,2480 dollari, dopo aver toccato un minimo da due anni a quota 1,2441 dollari.

Nel frattempo a Wall Sstreet "gli operatori oltreoceano non stanno cedendo alle tentazioni ribassiste che invece colpiscono l'Europa. Il sentiment degli investitori statunitensi sembra rimanere in attesa dell'esito delle elezioni Mid Term che si svolgeranno oggi negli Usa. Secondo gli ultimi sondaggi del Wsj-Nbc, il Partito dei Repubblicani dovrebbe avere il 46% dei consensi contro il 45% che dei democratici", affermano da Ig.


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Bmw, vendite in crescita per i tre marchi del gruppo

Trimestre brillante per Bmw, che conferma le previsioni per il 2014. Salgono le vendite di tutti e tre i brand del gruppo: Bmw, Mini e Rolls Royce.

La casa automobilistica tedesca ha registrato ricavi per 19,6 miliardi di euro, con un incremento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.  Il profitto prima dei risultati finanziari (ebit) è salito  a 2,26 miliardi di euro (un balzo del 17,1%), il margine ebit del segmento automotive è migliorato al 9,4%.

L'utile netto del gruppo nel trimestre luglio-settembre è stato però leggermente inferiore rispetto al 2013 (1,314 miliardi contro 1,330 del 2013, -1,2%) a causa di più elevate imposte sul patrimonio. Il margine ebit del gruppo nel trimestre si è attestato all'11,5% (10,3% lo scorso anno).

I risultati dei primi nove mesi sono cresciuti a 57,7 miliardi di euro, mentre l'ebit del gruppo da gennaio a settembre è salito anch'esso a 6,95 miliardi di euro. Il margine ebit del segmento automotive si è attestato nel periodo al 10,2%.

Il totale delle auto vendute dei marchi Bmw, Mini e Rolls Royce è salito, anno su anno, del 5,8% nel terzo trimestre (luglio-settembre) ad un nuovo livello record di 509.669 unità, contro le 481.657 del 2013.

"Continuiamo a registrare buoni risultati sia nel trimestre sia nei novi mesi nonostante il momento economico difficile", ha commentato Norbert Reithofer, chairman di Bmw Ag.


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Piazza Affari, attesa apertura poco mossa

Written By Unknown on Senin, 03 November 2014 | 15.11

Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta poco mosse, consolidando i rialzi di venerdì. L'attenzione oggi si focalizzerà  sui dati macro europei e statunitensi, a partire dai Pmi dell'Eurozona. Nel pomeriggio verrà  guardato invece principalmente l'Ism manifatturiero Usa. A Piazza Affari l'attenzione sarà soprattutto sul settore bancario che è stato il tema dominante del mercato dopo la pubblicazione dei risultati di Aqr e stress test di domenica 26 ottobre. E in particolare su Mps che ha annunciato che farà un aumento di capitale per raggiungere i requisiti richiesti dalla vigilanza.

La prima settimana del mese sarà particolarmente ricca di eventi, visto che sono attesi il meeting della Bce e il report sul lavoro negli Stati Uniti. I Pmi, salvo che in Francia, hanno cercato di resistere sopra i 50 punti, ma il quadro complessivo segnala una crescita debole. Intanto il Pmi della Cina diffuso sabato contribuirà a determinare il sentiment. Il dato è sceso sui minimi da 5 mesi a 50,8 punti a ottobre dai 51,5 di settembre.

"Il focus della settimana sarà il meeting della Bce di giovedì. Lo afferma Gary Yau, economista di Credit Agricole, spiegando di non aspettarsi cambiamenti nella politica attuale. "Gli ultimi sviluppi sono stati positivi, visto che i risultati di Aqr/stress test hanno eliminato alcune incertezze e l'inflazione è risalita lievemente a ottobre", precisa l'esperto. "Le pubblicazioni dei prossimi giorni mostreranno un modesto miglioramento e i pmi finali dovrebbero rimbalzare leggermente", prosegue l'economista.

Dal punto di vista delle valute l'euro apre sotto quota 1,25 dollari e il biglietto verde avanza al top da sette anni sullo yen. La divisa nipponica arretra dopo la mossa a sorpresa della Boj della settimana scorsa. La moneta europea passa di manoa a 1,2493 dollari, dopo un minimo dall'agosto 2012 di 1,2440 dollari.

Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si attesta a 153 punti, dai 152 punti della chiusura di venerdì scorso. Il rendimento è al 2,35%.

A piazza Affari da seguire Banca Mps. La banca in una nota ha sottolineato che le misure ipotizzate per far fronte al deficit di capitale individuato dagli stress test prevedono la copertura integrale del deficit attraverso un aumento, mentre non è allo studio l'esercizio della facoltà  di conversione anticipata dei 'Nuovi Strumenti Finanziari' (vale a dire i Monti bond, ndr) in azioni ordinarie, nè altre ipotesi che vedano il Ministero dell'Economia e delle Finanze intervenire nella forma di nuovi aiuti di Stato.

Focus anche su B.Carige. La Fondazione Carige, secondo le indicazioni di stampa, starebbe valutando tutte le opzioni possibili per l'istituto ligure compreso l'M&A. Inoltre, in base ad alcune indiscrezioni Andrea Bonomi punterebbe ad entrare nel capitale della banca con il 20%.

Nel resto del listino attenzione a Indesit. Oggi inizia l'Opa obbligatoria promossa da Whirlpool. L'operazione si chiude il 21 novembre.


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Ftse Mib fiacco in avvio, Mps sospesa

Le borse europee sono fiacche, frenate dai dati in chiaroscuro cinesi. L'indice Pmi del settore non manifatturiero ha infatti registrato a ottobre il minimo degli ultimi 9 mesi, pur mantenendosi al di sopra della soglia dei 50 che discrimina la contrazione dall'espansione, a 53,8. Invece si è attestato al massimo degli ultimi tre mesi il Pmi manifatturiero finale a ottobre a cura di Hsbc a 50,4, in linea con la stima flash.

Inoltre i prezzi medi delle case in Cina nelle 100 maggiori città sono diminuiti dello 0,4% a livello mensile a ottobre e sono saliti dello 0,52% su base annuale. A ettembre i prezzi erano scesi dello 0,9% a livello congiunturale ed erano aumentati dell'1,12% su base tendenziale.

Dettagli utili per tracciare un quadro della situazione economica della zona euro, a pochi giorni dal meeting mensile della Bce, arriveranno in mattinata dai Pmi manifatturieri di ottobre relativi alle principali economie dell'area. Per l'Italia, l'indice è atteso invariato rispetto alla lettura di settembre a 50,7 punti. Per zona euro, Germania e Francia saranno pubblicati i dati finali di ottobre dopo le stime flash dei giorni scorsi: per la zona euro è attesa una conferma del Pmi manifatturiero a 50,7 punti.

Riparte intanto da 153 punti base la forbice dei rendimenti tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni e da 2,35% il tasso del decennale, al termine di una settimana che ha visto il differenziale di rendimento tra benchmark italiani e tedeschi stringersi di quasi 20 punti base. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib scambia a quota 19.756 punti (-0,14%).

Mps, che prepara un aumento di capitale per colmare il deifict di capitale da miliardi di euro, è di nuovo sospesa per eccesso di ribasso. Le inizative per rafforzare il capitale, tra cui anche cessioni, verranno discusse dal cda che si riunisce mercoledì 5 novembre.

Di riflesso alla scelta di prediligere un aumento di capitale, stamani Societe Generale ha tagliato il target price di Mps da 0,95 a 0,50 euro, confermando il rating sell, mentre Hammer Partners ha alzato la raccomandazione da underperform a hold con un prezzo obiettivo a 0,57 euro perché Mps scambia a 7 volte il multiplo prezzo/utile rettificato. "Da un punto di vista storico il titolo non è più caro. Inoltre, l'azione ha raggiunto il nostro fair value di 0,6 euro, che avevamo fissato lo scorso 8 agosto", spiegano gli
analisti, citati dall'agenzia Mf-DowJones.


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I gestori ballerini

Written By Unknown on Minggu, 02 November 2014 | 15.11

I quasi 100 miliardi di euro raccolti quest'anno in Italia dai fondi comuni rappresentano un record per l'industria del risparmio gestito, dove per trovare un altro risultato comparabile bisogna tornare al 1999. Ma oggi i comparti a disposizione dei risparmiatori italiani sono molti di più rispetto a 15 anni fa e sempre più case di investimento distribuiscono fondi sul mercato. D'altra parte i tassi ai minimi e la prospettiva secondo cui resteranno tali per un bel po' di tempo restringono sempre di più le possibilità di rendimento per i risparmiatori che si affidano al fai-da-te. Investire direttamente in un titolo di Stato o mettere i risparmi in un conto di deposito consente di superare a fatica il 2% di rendimento, sebbene questi siano ancora gli strumenti preferiti dai risparmiatori, come segnala l'ultima indagine Acri-Ipsos.

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La Ferrari va di lusso (in casa Agnelli)

La rivoluzione in casa Fiat Chrysler annunciata in settimana (la separazione di Ferrari da Fca, la quotazione del 10% del Cavallino e il convertendo da 2,5 miliardi di dollari in titoli Fca) ha un chiaro vincitore: la famiglia Agnelli, Elkann e la Exor, la holding cassaforte della dinastia industriale piemontese. Questa vittoria, tuttavia, non sarà senza conseguenze per i parenti e i discendenti dell'avvocato Agnelli che approvando questa operazione di scorporo hanno tracciato un importante solco per il futuro: pur di non perdere il controllo del gioiello Ferrari, la società con il brand di maggior valore nel mondo, la dinastia sembra disposta a contare meno nel prossimo round del processo di consolidamento in corso nel settore automotive. Sino anche a correre il rischio di diventare soci non più di maggioranza in una futura aggregazione su scala internazionale.

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I gestori ballerini

Written By Unknown on Sabtu, 01 November 2014 | 15.12

I quasi 100 miliardi di euro raccolti quest'anno in Italia dai fondi comuni rappresentano un record per l'industria del risparmio gestito, dove per trovare un altro risultato comparabile bisogna tornare al 1999. Ma oggi i comparti a disposizione dei risparmiatori italiani sono molti di più rispetto a 15 anni fa e sempre più case di investimento distribuiscono fondi sul mercato. D'altra parte i tassi ai minimi e la prospettiva secondo cui resteranno tali per un bel po' di tempo restringono sempre di più le possibilità di rendimento per i risparmiatori che si affidano al fai-da-te. Investire direttamente in un titolo di Stato o mettere i risparmi in un conto di deposito consente di superare a fatica il 2% di rendimento, sebbene questi siano ancora gli strumenti preferiti dai risparmiatori, come segnala l'ultima indagine Acri-Ipsos.

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La Ferrari va di lusso (in casa Agnelli)

La rivoluzione in casa Fiat Chrysler annunciata in settimana (la separazione di Ferrari da Fca, la quotazione del 10% del Cavallino e il convertendo da 2,5 miliardi di dollari in titoli Fca) ha un chiaro vincitore: la famiglia Agnelli, Elkann e la Exor, la holding cassaforte della dinastia industriale piemontese. Questa vittoria, tuttavia, non sarà senza conseguenze per i parenti e i discendenti dell'avvocato Agnelli che approvando questa operazione di scorporo hanno tracciato un importante solco per il futuro: pur di non perdere il controllo del gioiello Ferrari, la società con il brand di maggior valore nel mondo, la dinastia sembra disposta a contare meno nel prossimo round del processo di consolidamento in corso nel settore automotive. Sino anche a correre il rischio di diventare soci non più di maggioranza in una futura aggregazione su scala internazionale.

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