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Zucchi deve ricapitalizzare, il patrimonio netto è negativo

Written By Unknown on Kamis, 05 Februari 2015 | 15.11

Vincenzo Zucchi spa  deve ricapitalizzare in base all'articolo 2447 del Codice civile. Il cda della società di Rescaldina, dopo essersi incontrato con le banche finanziatrici nell'ambito della revisione degli accordi di ristrutturazione del debito e aver analizzato in via preliminare i dati di bilancio al 31 dicembre 2014, ha preso nota che il patrimonio netto è negativo.

In caso di perdita di oltre un terzo del capitale, il Codice civile prevede che venga convocata l'assemblea straordinaria per deliberare l'abbattimento e il contemporaneo aumento dello stesso o la trasformazione della società.

Il 30 gennaio scorso, il gruppo Zucchi  aveva emesso una nota in cui ricordava che al 31 dicembre scorso l'indebitamento finanziario netto della Vincenzo Zucchi Spa  era pari a 92,7 milioni di euro, in aumento di 6,3 milioni (+7,3%) rispetto all'indebitamento finanziario netto registrato un anno prima (86,3 milioni di euro).

Da ricordare che Gianluigi Buffon, azionista di maggioranza di Zucchi , doveva versare alla società5 milioni di euro entro il 31 dicembre 2014 relativi all'aumento di capitale in opzione sottoscritto nel dicembre 3013. Ma non aveva versato un euro. Il consiglio di amministrazione si era quindi attivato per escutere la fidejussione che il calciatore aveva rilasciato a garanzia del regolare pagamento.

Buffon, azionista  di Zucchi  direttamente e attraverso Gb Holding Srl (ha in mano il 56,262% delle quote secondo Consob, mentre Unicredit  ha il 4,727%, Intesa Sanpaolo  il 3,466% e la Popolare di Milano  il 2,521%)  si era tuttavia impegnato a effettuare il versamento dell'importo entro il 31 gennaio scorso anche in più soluzioni, con diverse modalità. E' il secondo aumento dopo quello del 2011.


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Borse europee, attesa apertura in calo per la crisi greca

Le Borse europee dovrebbero iniziare in calo la seduta odierna, a causa delle notizie sulla Grecia. La Bce ha infatti sospeso la possibilità di ottenere liquidità in cambio di titoli di Stato ellenici per le banche greche. La misura sarà effettiva dall'11 febbraio. La mossa vforrebbe costringere il governo Tsipras a a continuare le politiche di austerità per poter rimanere nell'euro.

"Mi aspetto un avvio in calo dell'1-1,2%. Il Ftse Mib dovrebbe iniziare la giornata in area 20.700 punti", dichiara un gestore. Il principale indice di piazza Affari ieri ha chiuso a 20.941 punti (-0,33%). "La notizia sulla Grecia costituisce anche l'occasione per uno storno dopo i recenti rialzi" sottolinea il money manager. In aumento contenuto lo spread, con il differenziale sul decennale Btp/Bund a 126 punti base. Il rendimento del Btp a 10 anni e' all'1,58%.

Sul fronte dei dati macro gli ordini al settore manifatturiero a dicembre in Germania sono stati molto buoni,  superiori al consensus di mercato. Nel pomeriggio i dati sul mondo del lavoro Usa. Alle ore 14,30 verranno rese note le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.

A piazza Affari da seguire le banche, in particolare le popolari dopo il Cda di Assopopolari di ieri, che ha aperto a una riforma del settore. Due gli scenari indicati: spa ibrida o doppio canale di voto.

Attenzione anche a Telecom Italia , con Marco Fossati che ha comunicato ieri sera di essere sceso dal 5% all'1,989% del capitale, e ad Enel , con la stampa che sostiene che il ministero dell'Economia punterebbe a un collocamento del 5-6% entro il mese di febbraio.

Infine, si segnala che Citigroup ha confermato la raccomandazione buy (comprare) su Yoox  dopo i dati preliminari 2014.


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Per Sky utili più che raddoppiati a 1,09 miliardi di sterline

Written By Unknown on Rabu, 04 Februari 2015 | 15.11

Sky ha registrato profitti più che raddoppiati nel primo semestre, il primo periodo con il contributo delle attività di pay-tv acquisite in Italia e Germania. Nel primo semestre al 31 dicembre l'utile netto è salito da 411 milioni di sterline a 1,09 miliardi (1,65 miliardi di dollari), mentre i ricavi adjusted sono migliorati del 5% a 5,6 miliardi e l'utile operativo del 16% a 675 milioni.

 "Nel semestre, abbiamo visto buone performance in tutte le attività della nuova Sky", ha affermato l'amministratore delegato Jeremy Darroch. Lo scorso luglio l'operatore satellitare britannico ha siglato un accordo per acquisire dalla casa madre 21St Century Fox per 9,09 miliardi di dollari, per la maggior parte in contanti, Sky Italia e Sky Deutschland. L'operazione ha portato alla creazione di una nuova realtà pan-europea nel settore della pay-tv con oltre 20 milioni di abbonati tra Germania, Italia, Austria, Regno Unito e Irlanda.

Sky, che solo nell'ultimo trimestre dell'anno scorso ha visto gli abbonati ai suoi servizi crescere del 25% ossia di 1,5 milioni di utenti, è riuscita a costruire un business di pay-tv redditizio nel Regno Unito con oltre 10 milioni di abbonati grazie soprattutto ai diritti per la trasmissione delle partite della Premier League ma sta proseguendo con gli investimenti per attirare sempre più consumatori per i suoi servizi e affrontare la sfida di BT Group e del canale sportivo lanciato dall'ex monopolista telefonico.

Sky, per il 39% controllata da 21st Century Fox Inc, la società nata dallo scorporo delle attività televisive e di entertainment di News Corp, ha raccomandato un acconto sul dividendo di 12,3 pence, in crescita del 3%.


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Partenza in sordina per Maserati e Ferrari negli Usa

Battuta d'arresto nella super corsa di Maserati e Ferrari negli Usa. A gennaio il Tridente del gruppo Fiat Chrysler  Automobiles  ha registrato a una flessione delle vendite negli Stati Uniti del 20,3% anno su anno a 452 auto. Il Cavallino rampante ha invece commercializzato a gennaio 174 vetture,  un calo del 6,5% rispetto ad un anno fa.

E' la prima flessione mensile di Maserati dopo un periodo di costante crescita nel secondo maggior mercato automobilistico al mondo grazie al lancio delle nuove Quattroporte e Ghibli realizzate nello stabilimento torinese di Grugliasco.

Nel 2014 Maserati ha aumentato le vendite negli Usa del 171,4% a 12.942 unità, oltre il doppio di quanto commercializzato nell'intero 2013, quando la casa emiliana aveva venduto 4.768 vetture, il 74,7% in più rispetto al 2012.

Ieri Fca  Us, la ex Chrysler  Group controllata da Fiat Chrysler  Automobiles, ha pubblicato i dati del  quarto trimestre. La società ha registrato un utile netto di 669 milioni di dollari, a fronte degli 1,62 miliardi del corrispondente periodo del 2013. Al netto di alcune componenti atipiche,  l'utile netto risulta in crescita da 659 milioni a 669 milioni di dollari.

I ricavi netti sono saliti da 21,2 a 22,94 miliardi, mentre l'ebitda modificato è sceso da 1,813 miliardi a 1,759 miliardi e l'utile operativo da 1,071 miliardi a 985 milioni. Il 2014 è stato chiuso con un utile netto di 1,209 miliardi, in flessione rispetto ai 2,8 miliardi del 2013 quand  la società aveva beneficiato di componenti favorevoli atipiche come i 962 milioni legati a imposte differite.

L'utile netto rettificato, che include 504 milioni di perdite relative al rimborso dei bond in mano al Veba Trust e i 672 milioni di oneri legati all'accordo di gennaio con il sindacato Uaw, risulta invece in crescita del 31% a 2,4 miliardi. I ricavi sono saliti del 15% a 83,1 miliardi in scia alla crescita del 12% delle consegne globali a 2,9 milioni di veicoli (+15% a 2,8 milioni le vendite), l'ebitda da 5,9 miliardi a 6,4 miliardi e l'utile operativo da 3,2 miliardi a 3,5 miliardi.

Al 31 dicembre la cassa ammontava a 14,5 miliardi, contro i 13,6 miliardi del 30 settembre e i 13,3 miliardi di fine 2013, mentre la liquidità disponibile era q quota  15,8 miliardi e il free cash flow a 3,3 miliardi. L'indebitamento finanziario è sceso nel frattempo   dai 12,9 miliardi del 30 settembre a 12,8 miliardi, ma salito rispetto ai 12,3 miliardi di fine 2013, mentre l'indebitamento industriale netto è  aumentato a 1,8 miliardi, dai 680 milioni di tre mesi prima e dal miliardo al 31 dicembre 2013.


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Expert System si rafforza negli Usa

Written By Unknown on Selasa, 03 Februari 2015 | 15.11

Expert System  rinforza la presenza negli Usa e migliora gli ordini per le licenze d'uso. La società, che si è quotata sul segmento Aim un anno fa ed è attiva nello sviluppo di software semantici per la gestione dei big data (lavora anche per il settore della Difesa), ha registrato un incremento pari all'82% delle commesse americane, passando da 1,4 a 2,5 milioni di euro.

Le licenze a sottoscrizione annuale e canoni di manutenzione (ordini della componente recurring) sono invece saliti da 1.9 milioni del 2013 a 3,6 milioni del 2014. Gli ordini per le licenze d'uso hanno aumentato il poro peso nel fatturato, oggi  al 44% del totale rispetto al 27% del 2013 e sono saliti di 3,1 a a 5,7 milioni di euro.

Dopo l'apertura della filiale in Inghilterra, la società, guidata dall'ad Stefano Spaggiari,  sta valutando nuove opportunità di crescita in linea con le acquisizioni delle divisioni ICM e iLab di iSOCO in Spagna effettuate a fine 2014 che hanno portato alla nascita di Expert System  Iberia.

Expert System  ha chiuso il primo semestre 2013 con un valore della produzione di 6,48 milioni di euro (6,68 milioni nel primo semestre), un ebitda di 0,11 milioni (1,21 milioni l'ano precedente) e una posizione finanziaria netta attiva per 1,77 milioni (era negativa per 5,77 milioni nel primo semestre 2013).


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Ftse Mib positivo, Generali dimessa

Borse europee in marginale rialzo in apertura. Focus soprattutto sul settore bancario dopo che la spagnola Santander, la più grande banca dell'eurozona, ha registrato un utile in aumento del 70% nel quarto trimestre, trainato dall'attività creditizia, mentre sono calate le sofferenze.

Resta naturalmente sotto i riflettori la Grecia. Questo pomeriggio a Roma Renzi riceve Tsipras mentre in mattinata ci sarà l'incontro tra Padoan e il collega Varoufakis. Ieri da Londra il ministro delle Finanze greco, Varoufakis, ha spiegato che il nuovo governo greco intende lasciar cadere la richiesta di una cancellazione del debito proponendo, tra l'altro, uno "swap" ovvero uno scambio tra i bond attuali e nuovi governativi indicizzati alla crescita o obbligazioni perpetue.

Difficile anticipare se gli altri Paesi europei, in particolare la Germania, accetteranno questa proposta ellenica, comunque il ministro delle Finanze greco ha dichiarato di aspettarsi un accordo "entro brevissimo" sul bailout. Tra l'altro, oggi Juncker parlerà al Parlamento Ue sul semestre europeo e domani incontrerà Tsipras. Secondo quanto riportato nel fine settimana dal quotidiano Handelsblatt, Juncker starebbe lavorando per superare la figura degli ispettori della Troika per venire incontro alla richieste di Atene che vuole trattare direttamente con le autorità europee e il Fmi, invece di subire l'imposizione dall'alto delle politiche economiche da seguire.

In attesa del dato sui prezzi al consumo italiani a gennaio: le stime indicano un'inflazione a -0,3% tendenziale per quanto riguarda l'indice nazionale (dopo il dato piatto di dicembre) e a -0,4% per l'armonizzato (da -0,1%), l'incertezza sull'evoluzione della situazione greca continua ad alimentare qualche tensione sul mercato obbligazionario, pur in un contesto di relativa tranquillità, legata all'imminente partenza del QE (1 marzo).

Il rendimento del Btp decennale oggi riparte dall'1,56% e lo spread con il Bund da 124 punti base. Mentre per la prima volta il tasso del Bund tedesco a dieci anni è sceso sotto la pari scadenza giapponese: il rendimento dei titoli tedeschi a dieci anni in apertura è stabile allo 0,3%, mentre quello dell'analoga scadenza nipponica è salito di 7 punti base allo 0,36%, massimo da sei settimane, dopo una seduta nervosa in Asia.

A Piazza affari l'indice Ftse Mib segna un +0,62% a 20.612 punti. Ben impostata Fca  (+1,53% a 11,92 euro) dopo che le immatricolazioni di auto in Italia sono salite del 10,9% a gennaio e il gruppo Fiat-Chrysler  ha sovraperformato il mercato con un +11,4%. Acquisti anche su Pirelli  & C. (+0,40% a 12,57 euro) e Prysmian  (+0,61% a 16,51 euro). Con il prezzo del petrolio che continua a recuperare: il light crude di New York avanza di 61 centesimi a 50,18 dollari al barile, il Brent di Londra guadagna 84 centesimi a 55,59 dollari al barile, Eni  sale dell'1,39% a 15,30 euro, Tenaris  dell'1,72% a 13,04 euro e Saipem  dell'1,12% a 8,54 euro anche se stamani Nomura ha tagliato il target price da 10 a 5,9 euro, ribadendo il rating reduce.

La stessa banca d'affari è intervenuta su Maire Tecnimont  (+0,70% a 2,028 euro) abbssando il target price da 1,90 a 1,54 euro (neutral). Invece Telecom Italia  si limita a un +0,40% a 1,013 euro mentre l'ad, Marco Patuano, in un'intervista a un giornale brasiliano ha spiegato che non è il momento opportuno per M&A in Brasile. Acquisizioni sono possibili ma in Europa, dove il gruppo ha in programma investimenti nella rete. In Italia TI si è fatta avanti per una quota di Metroweb.

Solo tre titoli viaggiano in territorio negativo: Moncler  (-1,36% a 13,09 euro), Mps  (-0,12% a 0,411 euro) e Generali , in calo dello 0,16% a 18,49 euro.


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Obama sostiene il nuovo corso di Tsipras, che assume Lazard

Written By Unknown on Senin, 02 Februari 2015 | 15.11

Barack Obama spezza una lancia a favore della Grecia nella battaglia del nuovo governo di Alexis Tsipras per rinegoziare il debito. "Non si può continuare a spremere Paesi che sono nel pieno di una recessione", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista alla Cnn. "A un certo punto ci deve essere una strategia per la crescita per permettergli di ripagare i loro debiti ed eliminare una parte del loro deficit", ha auspicato Obama. "E' molto difficile avviare questi cambiamenti se gli standard di vita cadono del 25%, alla lunga il sistema politico e la società non riescono a sostenerlo".

Obama ha detto di sperare che la Grecia resti nell'eurozona na ha avvertito che serviranno "compromessi da tutte le parti". In particolare per il presidente americano l'esperienza Usa insegna che "la strada migliore per ridurre il deficit e mettere ordine nei bilanci è crescere".

"Vogliamo minimizzare l'impatto sui partner, e questo si può fare solo sostenendo la Grecia nel suo voler voltare pagina, in modo che possa ripartire e poi potersi permettere di ripagare tutto con gli interessi", ha affermato intanto il ministro delle Finanze greco Yannis Varoufakis. L'obiettivo dell'esecutivo ellenico è spezzare subito il circolo vizioso della dipendenza dai fondi esteri. Entro la fine del mese sarà presentata una proposta dettagliata alla troika e da allora mel giro di sei settimane potrà essere elaborato un accordo con i partner.

Saranno Lazard, che ha subito definito "sostenibile" la cancellazione del 50% del debito pubblico greco, e altri istituti europei ad aiutare il governo greco a definire un piano di rientro "efficiente e socialmente sostenibile" del debito, ha assicurato Varoufakis. In un'intervista al settimanale greco To Vima, il ministro ellenico, che domani incontrerà a Roma Matteo Renzi, ha sottolineato quella in corso "non è solo una crisi della Grecia": "Il debito dell'Italia è insostenibile, la Francia sente il respiro della deflazione sul collo, anche la Germania è in deflazione".


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Ftse Mib in rialzo, Finmeccanica sotto i riflettori

Le borse europee iniziano la settimana con andamenti misti dopo che l'indice Pmi manifatturiero Hsbc cinese definitivo ha registrato a gennaio un calo a 49,7 punti dai 49,6 punti di dicembre. Un risultato sotto la soglia dei 50 punti indica una contrazione delle attività del settore; al contrario, un esito superiore segnala un'espansione. Anche l'indice Pmi non manifatturiero ufficiale in Cina è sceso a 53,7 punti a gennaio dai 54,1 punti di dicembre.

Occhi puntati ora sull'andamento del settore manifatturiero a gennaio in Italia (le attese sono per una leggera riduzione del ritmo di contrazione a 48,8 da 48,4 di dicembre) e nella zona euro (precedente: 50,6 punti; previsione: 51 punti). Sul fronte del primario oggi la Francia offrirà 5,5-6,6 miliardi di titoli a brevissimo Btf. Lo spread tra Btp decennali e Bund tesdeschi apre in calo a 131 punti. Il rendimento è all'1,61%. Il differenziale Bonos/Bund segna 112 punti con un rendimento dell'1,40%.

A Piazza Affari l'indice Ftse Mib sale dello 0,43% a 20.591 punti. Finmeccanica  sale dello 0,46% a 9,735 euro perché nella lista degli asset da cedere potrebbe finire anche Drs. Lo ha ribadito l'ad, Mauro Moretti, il quale ha spiegato che l'obiettivo delle dismissioni non è fare cassa ma ridurre il debito e soprattutto "ridefinire in maniera chiara il profilo di un gruppo industriale fortemente focalizzato" su business che hanno potenzialità di crescita e di leadership di mercato.

A proposito di Drs Moretti ha sottolineato che "molte attività di Drs stanno nel perimetro che ci siamo dati, come impresa ancora non lo so. Adesso cederemo alcune linee di business e cercheremo un partner industriale o finanziario, quindi verificheremo se attraverso questo passaggio riusciremo a gestire meglio i rapporti con il committente (il Pentagono) e a ricostruire il valore dell'impresa. A quel punto valuteremo se conviene tenerla o no".

Il top manager non si è invece sbilanciato sulle trattative finali per la vendita di Ansaldo  Breda e Andalso Sts (-0,06% a 8,9 euro), su cui non ha fatto nomi ma ha precisato che "i tempi sono stretti". Nessuna indicazione, infine, sui dividendi mentre sul futuro consolidamento del settore ha osservato che l'importanrte per Finmeccanica  è arrivare a quell'appuntamento come migliore della classe in alcuni settori chiave. "E' quello il mio obiettivo".

Separatamente, secondo indiscrezioni del Sunday Times, Airbus Group punta al controllo del consorzio europeo della missilistica per la difesa Mbda acquisendo il 25% in mano a Finmeccanica , mentre Finmeccanica  potrebbe salire, anche fino al 100%, in Atr, la joint venture paritetica con i francesi nell'aeronautica civile.

Tra gli altri industriali Fca  si limita a un progresso dello 0,34% a 11,74 euro, meglio Pirelli  & C. in crescita dell'1% a 12,71 euro e Prysmian dello 0,61% a 16,50 euro. Nonostante il calo del prezzo del petrolio: il Wti perde 1,35 dollari e viene scambiato a 46,89 dollari al barile; il prezzo del Brent scende di 1,41 dollari a 51,58 dollari al barile, Eni  recupera l'1,61% a  15,14 euro, Saipem  l',174% a 8,17 euro e Tenaris l'1,12% a 12,62 euro. Tra i finanziari, Generali  passa di mano a 18,64 euro (-0,32%) dopo che oggi Barclyas hanno limato il target price da 19,1 euro a 19 euro, confermando il giudizio overweight.


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Mattarella eletto al Colle con 665 voti

Written By Unknown on Minggu, 01 Februari 2015 | 15.11

Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana, è stato eletto al quarto scrutinio sfiorando i due terzi dei consensi fra i 1009 grandi elettori. Ha preso, infatti, 665 voti, 159 più del quorum necessario di 505. Stringatissime le prime parole del nuovo Capo dello Stato, appena avuta la comunicazione ufficiale dell'elezione: "Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. E' sufficiente questo". Il giuramento avverrà martedì prossimo alle 10 davanti alle camere riunite nell'aula di Montecitorio. Come previsto hanno votato a favore di Mattarella anche i Grandi elettori del Ncd e dell'Udc, pur tra malumori interni. Forza Italia ha confermato la decisione giunta nella tarda serata di ieri di votare scheda bianca (perdendo però per strada qualche elettore). I grillini hanno insistito su Ferdinando Imposimato (127), mentre leghisti e Fratelli d'Italia hanno votato Vittorio Feltri (46).

Si conferma quindi la vittoria politica di Matteo Renzi, che è riuscito a tenere unito tutto il Pd, cancellando la disfatta del 2013, quando una lotta intestina al partito fagocitò tutti i candidati dell'allora segretario Pierluigi Bersani. Ma soprattutto Renzi ha raggiunto il risultato senza rompere la maggioranza politica che sostiene il suo governo. Angelino Alfano e tutto il Ncd sono confluiti su Mattarella, pur con malumori e rotture interne (si sono dimessi dagli incarichi per protesta il capogruppo dei senatori, Maurizio Sacconi e la portavoce Barbara Saltamartini). Dopo aver marciato affiancati con Silvio Berlusconi e Forza Italia, Alfano e i suoi non hanno retto alla pressione di gran parte dei propri parlamentari, soprattutto siciliani, e hanno deciso di votare il candidato proposto da Renzi, pur continuando a contestare il metodo seguito.

Anche Berlusconi, però ha dovuto cambiare posizione e così dalla decisione di non partecipare nemmeno al voto, ha virato poi sulla scheda bianca. Opzione però che ha permesso la conta dei voti, visto che nessun altra forza ha inserito nell'urna la scheda bianca, Il risultato è che invece di 142 voti senza indicazioni dalle urne ne sono usciti solo 105 (37 in meno), rendendo manifesta l'ampiezza della spaccatura interna.

Le tensioni dentro Forza Italia, del resto, non hanno tardato a manifestarsi anche pubblicamente. Alla senatrice Maria Rosaria Rossi, vicinissima a Berlusconi, non è riuscito di trattenere la rabbia e in mezzo ai giornalisti che la circondavano in Transatlantico si è sfogata: "Voi della stampa vi siete preoccupati così tanto del cerchio magico e non tenevate conto dei disastri che stava facendo il duo tragico…", aggiungendo che intendeva riferirsi a "quelli che hanno trattato con Renzi…", come dire Gianni Letta e Denis Verdini. Altri nel partito, invece, si sono preoccupati soprattutto di difendere il percorso di riunificazione del centrodestra, che esce comunque ammaccato da questo voto. E' il caso del capogruppo dei deputati forzisti, Renato Brunetta, che parlando della decisione di Alleanza Popolare (Ncd-Udc) si è detto dispiaciuto del cambio di linea, "possiamo in qualche maniera capirlo. Ciò non inficia in nessun modo il percorso che abbiamo iniziato per l'unità del centrodestra, anche perché solo uniti si può competere con il centrosinistra". 

Segnali distensivi da Forza Italia arrivano nel frattempo sul percorso riformatore. Giovanni Toti, per esempio ha tenuto a rassicurare che è cambiato il clima, non gli obiettivi: "Faremo le riforme, continueremo a farle. Anche se con un clima diverso". Una posizione, però, che non è esattamente quella di Brunetta, che fa capire che ora si ballerà, a cominciare dal confronto sull'Italicum alla Camera. "Per essere chiari: Bersani non ha mai amato i capilista bloccati nella riforma della legge elettorale. Adesso nel passaggio alla Camera ci sarà da confermare o meno questo punto. Cosa farà Renzi? Cosa farà Bersani? Per parte nostra, noi abbiamo già donato sangue abbastanza".

Certo per il governo qualche problema nei prossimi giorni ci sarà. Le ferite interne all'Ncd non saranno senza conseguenze. Fabrizio Cicchitto, per esempio, anticipando il voto favorevole del suo gruppo su Mattarella, ha detto che "il problema non è mai stato costituito da lui, che ci auguriamo sia un presidente al di sopra delle parti come lo è stato Napolitano". Sempre Cicchitto ha aggiunto però che ora "si aprirà una discussione sul metodo adottato da Renzi, che ha causato una serie di problemi". Mentre Alfano, ha ricostruito in questo modo le fasi convulse che hanno portato al voto favorevole del suo partito, dicendo che "anche grazie alle parole di Renzi di ieri, abbiamo scelto di far prevalere la persona giusta rispetto al metodo sbagliato. La nostra scelta riguarda una persona che ha i requisiti di probità, di capacità, di alto livello istituzionale". Da questa vicenda però, secondo Alfano, Renzi dovrebbe aver capito che "Ap non è un monocolore del Pd, Area popolare c'è e non va mai data per scontata".

Chi, invece, parte dal risultato di oggi per lanciare la sua opa sul centrodestra, è Matteo Salvini, che dopo aver detto che Mattarella "non è il mio presidente",  ha finto di non voler entrare nelle tensioni degli ex alleati ("non commento le spaccature interne a Forza Italia", ma poi ha aggiunto "oggi il centrodestra è morto. Bisogna ricostruirlo al più presto". "Il 28 febbraio manifestiamo a Roma", ha ricordato il segretario federale della Lega Nord, "contro la sinistra che occupa ogni poltrona e per costruire un centro destra che oggi è morto". "Noi dobbiamo ricostruire un'alternativa Renzi. Un'alternativa che in Italia è maggioranza ma in Parlamento non esiste". 

Qualche riflessione autocritica è arrivata addirittura da dentro il Movimento 5 Stelle, dove la deputata Serenella Fucksia, intervistata da fanpage.it, ha commentato: "Avremmo dovuto fare qualcosa di diverso, magari sostenendo Prodi. Imposimato non era adatto a fare il Presidente della Repubblica, a questo punto meglio Mattarella". La posizione ufficiale, comunque, è stata affidata ad un comunicato dei gruppi parlamentari: "Buon lavoro al nuovo presidente della Repubblica, serve qualcuno che prenda il timone, tenga realmente la schiena dritta di fronte alle numerose porcate che questo governo si appresta a compiere e che sia realmente difensore della Costituzione e rappresentante dell'unità nazionale". 

"Lo attendiamo", hanno aggiunto, "al varco dei numerosi decreti omnibus e senza alcun requisito di necessità e urgenza a cui questo governo ci ha abituato. Sui già previsti salvacondotti per Berlusconi. Così come lo attendiamo a una forte presa di posizione rispetto alla vicenda tristemente nota come 'trattativa Stato-mafia'. Anche sulla legge elettorale attualmente in discussione, dopo aver fatto parte del collegio giudicante che ha cassato il 'Porcellum', ci si attende da Mattarella un monito a favore della libertà dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento".

Solo ovvie dichiarazioni di giubilo arrivano invece dal Pd. Il primo ad andare su twitter con un suo giudizio, è stato ovviamente Renzi, che  ha postato un laconico, ma non meno esultante "Buon lavoro, Presidente Mattarella! Viva l'Italia". Mentre al suo partito Renzi ha inviato un messaggio a firma collettiva: "Grazie per la serietà. Siamo orgogliosi del Pd e di ciascuno di voi". Firmato "Roberto, Luigi, Debora, Lorenzo e i due Matteo" (l'altro come è ovvio è il presidente del partito Orfini). Stringato anche il commento di Enrico Letta, secondo cui l'elezione di Mattarella "allunga la legislatura e aiuta le riforme", mentre l'ex segretario Bersani ha sottolineato soprattutto l'archiviazione delle fratture del 2013. "E' diverso il clima", ha detto, aggiungendo, oggi "la chiudiamo quella storia".


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Mattarella nuovo Presidente della Repubblica

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