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Fiat offre aumento salariale di 40 euro per 2013, si tratta ancora

Written By Unknown on Minggu, 13 Januari 2013 | 15.11

Di Francesca Gerosa

Un accordo ponte per il 2013 con un'offerta di un aumento salariale di 40 euro lordi mensili, cifra legata alle presenze. Sarebbe questa, secondo fonti sindacali, la proposta avanzata da Fiat oggi a Torino nel corso dell'incontro sindacale all'Unione Industriale per giungere al rinnovo del contratto specifico di primo livello per gli oltre80 mila dipendenti del Lingotto.

Fiat ha ricordato ai sindacati l'attuale congiuntura economica che ha determinato 32 milioni di ore di cassa integrazione lo scorso anno nella sola Fiat Spa. Una proposta davanti alla quale i sindacati non si sono dimostrati pregiudizialmente contrari, anche se mirano a ottenere un incremento salariale più sostanzioso.

"La ripresa del confronto ha aperto la strada per la definizione del contratto. Valuteremo se accettare la proposta per il 2013 e intanto discutere i criteri per i prossimi anni e le questioni normative", ha affermato Eros Panicali, segretario nazionale della Uilm. "Possiamo accettare la proposta per quanto riguarda la durata limitata al solo 2013", ha aggiunto Ferdinando Uliano della Fim, "ma vorremmo capire gli aspetti legati alle componenti del salario aziendale. Bisogna anche chiarire cosa vuol dire il legame con le presenze".

Pur cosciente del fatto che il settore auto sta attraversando un momento difficile, il segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Antonio D'Anolfo, ritiene che un aumento di 40 euro lorde mensili sia troppo basso e che non possa essere legato soltanto alla presenza. Non ci sta nemmeno Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic, secondo cui quella di oggi è una proposta "insufficiente" perché devono entrare in busta paga i 103 euro mensili del vecchio premio di produzione.

Durante quest'anno, ha ricordato Di Maulo, bisognerà discutere i criteri con cui definire gli aumenti salariali del 2014 e del 2015, che devono essere sulla busta paga e non legati alle presenze, e definire la parte normativa. La trattativa è stata aggiornata al 16 e 17 gennaio, ultimo giorno utile per definire le buste dell'anno.

Comunque "oggi l'obiettivo", come anticipato da Panicali, era entrare nel merito della discussione sulla questione salariale per arrivare nel breve tempo alla chiusura. Se non si dovesse raggiungere una soluzione entro questo mese, ha precisato Uliano, si aprirà una nuova fase con le assemblee dei lavoratori per decidere la strategia da adottare nei confronti dell'azienda torinese.

A Piazza affari il titolo Fiat al momento sale dell'1,43% a 4,106 euro. Oggi Goldman Sachs ha alzato il target price di Fiat da 4,7 a 5 euro, confermando il rating neutral, dopo aver alzato le previsioni 2012-2013 per scontare ulteriori miglioramenti nelle regioni Nafta (Canada, Nord America, Stati Uniti), dati stabili in America latina, migliori performance dei brand e una graduale riduzione delle perdite in Europa.

Ma il giudizio resta neutral per la complessità dell'operazione legata all'acquisizione delle quote di minoranza in Chrysler. Senza una piena e diretta disponibilità della cassa della controllata Usa, gli esperti di Goldman Sachs ritengono anche che il mercato continuerà a essere preoccupato per il debito del gruppo senza Chrysler, stimato in crescita dai 6,5 miliardi di euro di fine 2012 a 8,9 miliardi al termine del 2015. Tale crescita include anche l'esborso per il 16,6% di Veba in Chrysler. Senza considerarlo, il debito di Fiat ex Chrysler passerebbe da 4,5 a 6,3 miliardi di euro al 2015.



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Tre temi di investimento vincenti secondo Swiss & Global

Di Ester Corvi

Focus sugli asset reali. E' il consiglio degli esperti di Swiss & Global Asset Management, che privilegiano le azioni rispetto agli investimenti a reddito fisso, anche se temono che il riemergere dei timori per i rischi sistemici in Europa mantengano alta la volatilità nei prossimi mesi.

1) Spazio alle azioni. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha indicato quale sarà l'orientamento della politica monetaria del prossimo futuro: la banca centrale manterrà bassi i tassi d'interesse fino a quando la crescita non si sarà rafforzata e la disoccupazione non sarà scesa sotto il 6,5%, a condizione che il tasso annuale di inflazione resti sotto il 2,5%. A parere degli economisti di Swiss & Global è in atto un cambio di paradigma, in quanto saranno tollerati maggiori rischi di inflazione a favore della crescita. Le recenti misure di politica monetaria potrebbero accelerare il passaggio da una fase deflazionistica a una fase potenzialmente inflazionistica. Negli ultimi dieci anni gli investimenti a reddito fisso sono stati i principali beneficiari di questa evoluzione. Per il futuro gli esperti privilegiano gli asset reali come le azioni e, in modo selettivo, gli investimenti immobiliari.

2) I mercati asiatici. Gli analisti sono ottimisti sulle prospettive dell'Asia, e soprattutto della Cina. I dati economici positivi confermano queste aspettative. Anche le altre economie emergenti, come Brasile, India e Russia, dovrebbero continuare a evidenziare performance superiori alla media mondiale. A loro avviso, i prezzi delle materie prime resteranno sotto controllo, con un impatto favorevole sia per la crescita economica sia per l'andamento dell'inflazione.

3) La ricerca dei rendimenti. Nell'attuale scenario di tassi bassi, la politica d'investimento è guidata dalla ricerca di rendimenti. Da questo punto di vista gli asset reali, come le azioni e gli immobili, presentano le prospettive migliori. In particolare gli elevati dividend yields delle azioni (rendimenti delle cedole) rispetto ai rendimenti dei titoli a reddito fisso depongono a favore delle prime.



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Fiat offre aumento salariale di 40 euro per 2013, si tratta ancora

Written By Unknown on Sabtu, 12 Januari 2013 | 15.11

Di Francesca Gerosa

Un accordo ponte per il 2013 con un'offerta di un aumento salariale di 40 euro lordi mensili, cifra legata alle presenze. Sarebbe questa, secondo fonti sindacali, la proposta avanzata da Fiat oggi a Torino nel corso dell'incontro sindacale all'Unione Industriale per giungere al rinnovo del contratto specifico di primo livello per gli oltre80 mila dipendenti del Lingotto.

Fiat ha ricordato ai sindacati l'attuale congiuntura economica che ha determinato 32 milioni di ore di cassa integrazione lo scorso anno nella sola Fiat Spa. Una proposta davanti alla quale i sindacati non si sono dimostrati pregiudizialmente contrari, anche se mirano a ottenere un incremento salariale più sostanzioso.

"La ripresa del confronto ha aperto la strada per la definizione del contratto. Valuteremo se accettare la proposta per il 2013 e intanto discutere i criteri per i prossimi anni e le questioni normative", ha affermato Eros Panicali, segretario nazionale della Uilm. "Possiamo accettare la proposta per quanto riguarda la durata limitata al solo 2013", ha aggiunto Ferdinando Uliano della Fim, "ma vorremmo capire gli aspetti legati alle componenti del salario aziendale. Bisogna anche chiarire cosa vuol dire il legame con le presenze".

Pur cosciente del fatto che il settore auto sta attraversando un momento difficile, il segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Antonio D'Anolfo, ritiene che un aumento di 40 euro lorde mensili sia troppo basso e che non possa essere legato soltanto alla presenza. Non ci sta nemmeno Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic, secondo cui quella di oggi è una proposta "insufficiente" perché devono entrare in busta paga i 103 euro mensili del vecchio premio di produzione.

Durante quest'anno, ha ricordato Di Maulo, bisognerà discutere i criteri con cui definire gli aumenti salariali del 2014 e del 2015, che devono essere sulla busta paga e non legati alle presenze, e definire la parte normativa. La trattativa è stata aggiornata al 16 e 17 gennaio, ultimo giorno utile per definire le buste dell'anno.

Comunque "oggi l'obiettivo", come anticipato da Panicali, era entrare nel merito della discussione sulla questione salariale per arrivare nel breve tempo alla chiusura. Se non si dovesse raggiungere una soluzione entro questo mese, ha precisato Uliano, si aprirà una nuova fase con le assemblee dei lavoratori per decidere la strategia da adottare nei confronti dell'azienda torinese.

A Piazza affari il titolo Fiat al momento sale dell'1,43% a 4,106 euro. Oggi Goldman Sachs ha alzato il target price di Fiat da 4,7 a 5 euro, confermando il rating neutral, dopo aver alzato le previsioni 2012-2013 per scontare ulteriori miglioramenti nelle regioni Nafta (Canada, Nord America, Stati Uniti), dati stabili in America latina, migliori performance dei brand e una graduale riduzione delle perdite in Europa.

Ma il giudizio resta neutral per la complessità dell'operazione legata all'acquisizione delle quote di minoranza in Chrysler. Senza una piena e diretta disponibilità della cassa della controllata Usa, gli esperti di Goldman Sachs ritengono anche che il mercato continuerà a essere preoccupato per il debito del gruppo senza Chrysler, stimato in crescita dai 6,5 miliardi di euro di fine 2012 a 8,9 miliardi al termine del 2015. Tale crescita include anche l'esborso per il 16,6% di Veba in Chrysler. Senza considerarlo, il debito di Fiat ex Chrysler passerebbe da 4,5 a 6,3 miliardi di euro al 2015.



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Tre temi di investimento vincenti secondo Swiss & Global

Di Ester Corvi

Focus sugli asset reali. E' il consiglio degli esperti di Swiss & Global Asset Management, che privilegiano le azioni rispetto agli investimenti a reddito fisso, anche se temono che il riemergere dei timori per i rischi sistemici in Europa mantengano alta la volatilità nei prossimi mesi.

1) Spazio alle azioni. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha indicato quale sarà l'orientamento della politica monetaria del prossimo futuro: la banca centrale manterrà bassi i tassi d'interesse fino a quando la crescita non si sarà rafforzata e la disoccupazione non sarà scesa sotto il 6,5%, a condizione che il tasso annuale di inflazione resti sotto il 2,5%. A parere degli economisti di Swiss & Global è in atto un cambio di paradigma, in quanto saranno tollerati maggiori rischi di inflazione a favore della crescita. Le recenti misure di politica monetaria potrebbero accelerare il passaggio da una fase deflazionistica a una fase potenzialmente inflazionistica. Negli ultimi dieci anni gli investimenti a reddito fisso sono stati i principali beneficiari di questa evoluzione. Per il futuro gli esperti privilegiano gli asset reali come le azioni e, in modo selettivo, gli investimenti immobiliari.

2) I mercati asiatici. Gli analisti sono ottimisti sulle prospettive dell'Asia, e soprattutto della Cina. I dati economici positivi confermano queste aspettative. Anche le altre economie emergenti, come Brasile, India e Russia, dovrebbero continuare a evidenziare performance superiori alla media mondiale. A loro avviso, i prezzi delle materie prime resteranno sotto controllo, con un impatto favorevole sia per la crescita economica sia per l'andamento dell'inflazione.

3) La ricerca dei rendimenti. Nell'attuale scenario di tassi bassi, la politica d'investimento è guidata dalla ricerca di rendimenti. Da questo punto di vista gli asset reali, come le azioni e gli immobili, presentano le prospettive migliori. In particolare gli elevati dividend yields delle azioni (rendimenti delle cedole) rispetto ai rendimenti dei titoli a reddito fisso depongono a favore delle prime.



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Portafoglio 2013 secondo Kepler, entra Generali

Written By Unknown on Jumat, 11 Januari 2013 | 15.11

Di Valentina Sorrenti

Kepler ha riproposto per il 2013 un nuovo portafoglio di top picks. Dopo le buone performance ottenute dal portafoglio dell'anno scorso, la selezione dei titoli per il 2013 ha tenuto in considerazione anche l'attuale incertezza politicaviste le elezioni politiche del 24-25 febbraio. Le top picks 2012 hanno sovraperformato il mercato italiano del 10%, di cui il 13% dopo la revisione del portafoglio a metà giugno. I maggiori contributi positivi alla perfomance sono stati dati da Gemina, Lottomatica e Intesa Sanpaolo. 

Nonostante la mancanza di prevedibilità, Kepler ha previsto che in Italia le politiche di austerità verranno comunque portate avanti con ottimi effetti sui titoli di Stato. Per quest'anno il broker ha quindi selezionato otto aziende, tutte aventi rating buy, con un approccio bottom-updi cui quattro large cap (confermando Intesa SanpaoloTelecom Italia ed Enel Green Power e proponendo come new entry Generali) e quattro mid-caps, tutte novità del 2013 (ERG, BremboEI Towers ed Engineering).

Tra le large-caps, Kepler ha selezionato Intesa Sanpaolo (target price 1,44 euro) per la resistenza dimostrata verso le peggiori condizioni di lavoro di sempre. La sua liquidità e il suo capitale sarebbero sufficienti ad assorbire i crediti in sofferenza mentre la nuova ondata di tagli sui costi permetterà di affrontare la pressione sui ricavi e le disposizioni, garantendo buoni rendimenti e dividendi interessanti.

Dalla new entry Generali (prezzo obiettivo 14,51 euro) Kepler si aspetta che il nuovo piano strategicoavente come obiettivo la creazione di un gruppo più globalemirato ed efficiente, sarà un forte catalizzatore per le prestazioni del titolo unitamente alla discesa dello spread italiano.

Con le azioni che scontano le stime del rischio a breve termine (3,9 volte il rapporto ev/ebitda)Kepler ritiene che per Telecom Italia (target price 0,76) il sempre più probabile un accordo con la Cassa Depositi e Prestiti sulla separazione dell'accesso alla rete fissa rappresenterebbe un forte catalizzatore per il prezzo del titolo

Dalla quotazione della società nel 2010il management di Enel Grenn Power (target price a 1,50 euro) ha sempre presentato obiettivi credibili e un andamento in linea con la guidanceLe stime e le valutazioni di Kepler perciò hanno scontato sul titolo questo fattore.

Per quanto riguarda le mid-caps, Kepler ha affermato di apprezzato la strategia di Erg (prezzo obiettivo a 7,49 euro) e di considerare credibile e affidabile il suo piano industrialepresentato a dicembreLa società, nata come compagnia petroliferasi sta trasformando in uno dei più grandi player sul mercato dell'energia eolica in Italia e il nono più grande d'EuropaE' infatti l'unica utility italiana scarsamente indebitatain crescita, con un buon dividendo e senza problemi di governance.

Il broker ha dato invece fiducia a Brembo (target price 9,85 euro) considerando la sua capacità di recupero nelle vendite, di ampliare i margini e di invertire la generazione di cassa in seguito ad un impegnativo piano di investimenti biennaleDopo un buon 2012 (Kepler si aspetta un tasso composito annuo di crescita delle vendite del 5% per il periodo 2012-2015), il margine ebit è cresciuto fino al 7,7%.

Il modello di business di EI Towers (target price 21,9 euro) combina per Kepler rischi operativi bassi e un'interessante generazione di flussi di cassacon la negoziazione di titoli a un prezzo estremamente conveniente rispetto ai fondamentali. Il broker inoltre ritiene che, subito dopo la chiusura del rifinanziamento del debito nel primo semestre, potrebbe essere annunciata una generosa politica di dividendi.

Engineering (prezzo obiettivo a 26,74 euro) infine, in un contesto di crescente pressione sui prezzi nel settore, si sta dimostrando in grado di mantenere la crescita e di migliorare il rendimento. Con la compravendita del titolo a una valutazione a buon mercato stimata a 4,4 volte l'ebitda previsto per il 2013, il broker ritiene che l'attuazione in Italia della agenda digitale dell'Ue offra significative opportunità di business per il futuro .



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Lusso, dieci titoli ai raggi X di Credit Suisse

Di Ester Corvi

Il miglioramento della congiuntura cinese, l'incremento dei margini reddituali e le valutazioni borsistiche ancora interessanti. Sono tre aspetti che, a parere degli specialisti del Credit Suisse, giocano a favore delle performance dei titoli del lusso, che hanno buone prospettive nel 2013 con in pole position Richemont, Swatch e Burberry. Oltre a questi nomi, ecco il loro punto di vista su altre sette società.

1) Richemont. Gli esperti dell'investment bank elvetica hanno incrementato il prezzo obiettivo del titolo Richemont da 64 a 85 franchi svizzeri, che implica un p/e (prezzo/utile) stimato nel 2014 intorno a 17. Il rating è così passato da neutral (neutrale) a outperform (performance superiore al settore). La prossima data in cui il gruppo comunicherà i risultati sulle vendite è il 21 gennaio.

2) Lvmh. Passa da 138 a 148 euro il target price del gigante del lusso francese, che merita tuttavia il rating neutral (neutrale) poiché la sua dinamica reddituale sarà ostacolata dal fatto che l'asset più profittevole (Louis Vuitton) sta crescendo più lentamente della concorrenza. Guardando poi alle altre divisioni, il settore del cognac sta rallentando, mentre quello dello champagne resta strutturalmente sovraesposto verso la clientela dell'Europa occidentale. I risultati del bilancio 2012 saranno comunicati all'inizio di febbraio.

3) Ppr. Incremento del prezzo obiettivo anche per il titolo Ppr (da 137 a 154 euro), visto che il p/e di 13 stimato nel 2014 implicito in questa valutazione non è alto considerando la trasformazione che sta vivendo il gruppo nel settore del lusso e dello sport/lifestyle. II rating è tuttavia neutrale a causa delle incertezze legate al turnaround di Puma. Il 15 febbraio comunicherà i risultati dell'esercizio 2012.

4) Swatch. Il gruppo elvetico resta uno dei preferiti dagli analisti, con un target price di 540 franchi svizzeri, perché si avvantaggerà della leggera ripresa della Cina, che incide per il 35% circa sul fatturato consolidato. Lo stato patrimoniale è inoltre solido e i multipli borsistici sono fra più interessanti in Europa. Il rating è outperform. Il 21 febbraio è la data in cui saranno diffusi i risultati del bilancio 2012.

5) Burberry. Dopo le difficoltà del 2012 quest'anno si apre maniera positiva per il gruppo inglese, la cui storia di lungo periodo resta valida nonostante le debolezze di breve termine. Il rating è outperform, con un prezzo obiettivo di 1.430 pence, che implica un buon potenziale dai prezzi recenti (1.281 pence). La data il cui il gruppo comunicherà i prossimi dati sulle vendite è il 16 gennaio.

6) Hermes. La griffe francese non rientra nella rosa di quelle preferite dagli specialisti del Credit Suisse. Alle quotazioni recenti (231 euro) ritengono infatti che il titolo sia sopravvalutato, a fronte di un target price di 185 euro. Il rating è underperform (performance inferiore al mercato). Il 7 febbraio comunicherà i risultati del bilancio 2012.

7) Hugo Boss. Giudizio neutrale sul titolo Hugo Boss, gli analisti ritengono che gli sviluppi positivi attesi nei prossimi trimestri siano già scontati nelle attuali quotazioni (intorno a 81 euro). Il gruppo comunicherà i risultati dell'esercizio 2012 il 9 febbraio.

8) Prada. Sulla società italiana quotata a Hong Kong il rating è outperform, a fronte di multipli borsistici stimati per il 2014 piuttosto elevati e pari rispettivamente, a 18, 7 (prezzo/utili) e 3,7 (prezzo/vendite), contro una media di settore di 15,7 e 2,5. Il prezzo obiettivo è 78 dollari di Hong Kong.

9) Ralph Lauren. Il giudizio è positivo anche sul titolo americano, che dalle quotazioni recenti ha uno spazio di rialzo del 10%. Il p/e previsto nel 2014 è 15,7, contro una media Usa di 13,7. Il target price è 177 dollari.

10) Coach. Gli esperti della banca d'affari svizzera sono invece più tiepidi (rating neutrale) sulle prospettive del gruppo Usa, che a loro parere è correttamente valutato a un prezzo di 63 dollari.



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Credit Suisse e il fisco indiano affossano Nokia

Written By Unknown on Rabu, 09 Januari 2013 | 15.11

Di Davide Fumagalli

Un'ispezione nell'impianto produttivo di Chennai, in India, uno dei maggiori del produttore finlandese di telefoni cellulari, ha alimentato i timori sulle prospettive della società. Se i sospetti delle autorità indiane dovessero rivelarsi fondati, Nokia rischia infatti una pesante sanzione pecuniaria che aggraverebbe i problemi di cassa, dal momento che i la nuova strategia disegnata dal ceo Stephen Elop non sta per il momento portato i risultati sperati. Nokia ha negato ogni addebito aggiungendo di stare cooperando con le autorità indiane.

Un ulteriore colpo al titolo Nokia, che ieri ha perso oltre il 6% scendendo a 3 euro, è venuto dal Credit Suisse, che ha previsto un rallentamento dei nuovi modelli basati sul sistema operativo Windows Phone. «Prevediamo una produzione di 17,5 milioni di unità nel 2013, portando la quota degli smartphone di Nokia al 2%», ha spiegato la banca d'affari svizzera. La raccomandazione è così scesa a underperform con un target price di 1,85 euro. (riproduzione riservata)



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Oro, i dieci Paesi che hanno incrementato le riserve

Di Ester Corvi

Oltre 350 tonnellate. Sono gli acquisti d'oro che, secondo le statistiche del gennaio 2013 elaborate dal World gold council (Wgc), l'associazione internazionale delle aziende minerarie aurifere, le banche centrali di tutto il mondo hanno effettuato dal gennaio al novembre 2012. In questa classifica non compare l'Italia, che è al terzo posto per l'ammontare totale di riserve aurifere (2.451,8 tonnellate), preceduta dalla Germania (3.391,3 tonnellate) e dagli Stati Uniti (8.133,5), ma non mancano le sorprese come l'Iraq, che ha comprato 23,9 tonnellate nel mese di agosto.

1) Turchia. E' al primo posto con 118,8 tonnellate d'oro acquistate durante il 2012, in conseguenza della decisione di accettare il metallo giallo come garanzia delle riserve delle banche commerciali. Le riserve aurifere del Paese ammontano a 314 tonnellate (16esimo posto nella classifica generale), che rappresentato il 14,8% delle riserve totali.

2) Russia. Segue al secondo posto con 54,9 tonnellate (18,6 nel mese di luglio). La Russia possiede 937,8 tonnellate di riserve d'oro (settimo posto), il 9,9% delle riserve estere.

3) Filippine. Il Paese, ritenuto da alcuni economisti la nuova Cina, ha incrementato le sue riserve d'oro con altre 35,4 tonnellate, di cui 32,1 nel mese di marzo, arrivando a un totale di 194,6 tonnellate (22esimo posto), che incidono per il 13,2% su quelle totali.

4) Brasile. Poco meno di quelli delle Filippine, gli acquisti del Brasile (33,6 tonnellate) sono stati effettuati nel secondo semestre. Le riserve aurifere del Paese ammontano a 67,2 tonnellate, solo l'1% i quelle estere.

5) Kazahkstan. Con acquisti durante tutto l'anno, il Paese ha incrementato le sue riserve per un ammontare di 29,4 tonnellate. In totale detiene 111,5 tonnellate (32esimo posto).

6) Iraq. E' stata la vera sorpresa con 27,2 tonnellate acquistate, di cui 23,9 nel mese di agosto, portando la cifra complessiva a 31,1 tonnellate (il 2,5% delle riserve totali).

7) Messico. Gli acquisti d'oro ammontano a 18,7 tonnellate, concentrati nel mese di marzo (16,8 tonnellate). Le riserve aurifere del Paese sono 124,7 tonnellate (il 4,1% del totale).

8) Corea. Il Paese asiatico ha fatto un solo acquisto, nel mese di luglio, per 16 tonnellate, incrementando le riserve aurifere totali (70,4 tonnellate, l'1,2% di quelle estere).

9) Paraguay. Anche in questo caso gli acquisti d'oro effettuati dalla banca centrale sono stati fatti in un'unica occasione, nel mese di luglio, per 7,5 tonnellate, portando le riserve aurifere a 8,2 tonnellate (9,4% delle riserve estere).

10) Ucraina. Con acquisti per 7,3 tonnellate segue l'Ucraina, che detiene riserve aurifere per 35,1 tonnellate (il 7,3% del totale).



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Enrico Bondi si dimette, Canzio e Palumbo al suo posto

Written By Unknown on Selasa, 08 Januari 2013 | 15.11

Il Consiglio dei Ministri è iniziato alle ore 19.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Ministro più anziano, Piero Giarda, assente il premier Mario Monti. Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato, ha preso atto delle dimissioni dai propri incarichi istituzionali rassegnate dal dottor Enrico Bondi.

Il Sottosegretario Antonio Catricalà ha informato che, su proposta dei Ministri Grilli e Giarda, il dottor Mario Canzio, Ragioniere generale dello Stato, è stato nominato Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa pubblica per l'acquisto di beni e servizi.

Inoltre, su proposta del Ministro dell'economia e finanze Grilli, di concerto con il Ministro della salute Balduzzi, il Consiglio ha deliberato di conferire al dottor Filippo Palumbo, attuale Capo Dipartimento della programmazione e dell'ordinamento del Servizio sanitario nazionale presso il Ministero della Salute, l'incarico di Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario della Regione Lazio, fino al termine previsto dall'articolo 2, comma 84 bis, della legge n. 191/2009, ovvero fino all'insediamento del nuovo Presidente della Regione Lazio.


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Ing scommette sulla ripresa del Giappone

Di Ester Corvi

Il Giappone è l'eterna promessa che non si avvera. I problemi che lo affliggono da anni (deflazione, perdita di competitività, un debito pubblico che è più del doppio del Pil) hanno impedito finora che le previsioni favorevoli sulla terza economia mondiale si avverassero. La borsa di Tokyo, che nel 2011 ha risentito anche degli effetti del terremoto, ne ha fatto le spese non riuscendo a concretizzare l'auspicato rilancio.

Ma quest'anno, dopo la nomina del primo ministro Shizo Abe che annuncerà a breve un programma da 136 miliardi di dollari per rilanciare l'economia, qualcosa potrebbe cambiare. Lo sostengono gli esperti di Ing Investment Management, che ritengono ci siano le premesse per dare slancio al listino nipponico nel 2013.

1) L'elezione di Shizo Abe. In uno scenario che è ancora vulnerabile agli shock esterni, "dopo le elezioni il sentiment politico si è rivolto al perseguimento di una politica monetaria e fiscale più espansiva e di una maggiore flessibilità nel governo del Paese, in linea con il programma di Abe, che vuole lasciarsi alle spalle un periodo caratterizzato dalla mancanza di crescita, dalla deflazione e da una valuta poco competitiva", ha sostenuto Patrick Moonen, esperto dell'investment bank olandese.

2) Un nuovo modello di crescita. L'obiettivo che ha annunciato recentemente il primo ministro, cioè quello di dare netta priorità alla crescita economica, ha dato fiducia agli investitori. E, secondo gli analisti, le chance che riesca realmente a implementare un nuovo modello sono concrete.

3) Il potenziale del Nikkei. Il potenziale per un deciso rimbalzo della borsa di Tokio è significativo, poiché le valutazioni sono molto interessanti sia storicamente sia confrontate con altri mercati sviluppati, anche se bisogna vedere in che modo Abe riuscirà a gestire la situazione politica giorno dopo giorno.

4) I bassi multipli. Circa il 70% delle 1.600 società quotate sul Topix viene scambiata attualmente al di sotto del book value (valore di libro) e centinaia di società con un basso rischio di fallimento presentano con un multiplo inferiore a 0,5. Negli ultimi dieci anni il p/e (prezzo/utile) del listino è sceso da 20 a 12, mentre il p/bv (prezzo/valore di libro) è passato da 1,2 a 0,9.

5) La crescita degli utili. Quest'anno, grazie alla discesa dello yen e alla ripresa della crescita globale, anche se moderata, il listino nipponico potrebbe registrare un progresso degli utili fra i più elevati a livello mondiale.?

6) Il test di quota 11.300. Dal punto di vista dell'analisi tecnica Michele de Michelis, responsabile degli investimenti di Frame Asset Management, ha fatto notare che "l'indice nipponico recentemente ha rotto un paio di importanti resistenze di breve ma il vero punto cruciale rimane il test degli 11.300 punti, livello dell'aprile 2010. Un superamento dello stesso con forza e volumi potrebbe indicare un ritorno massiccio degli investimenti azionari nel paese del Sol Levante, guidati dalle  politiche inflazionistiche della BoJ e di conseguenza dal crollo dello yen contro le principali valute mondiali".

7) Lo yen in calo. Le misure annunciate dal primo ministro, se saranno attuate, porteranno a un'ulteriore flessione dello yen, che è un aspetto cruciale per la crescita degli utili aziendali. Le principali società giapponesi sono orientate all'export e uno yen più debole ne aumenterebbe la competitività. Inoltre le stesse aziende hanno un'elevata leva operativa e quindi anche una leggera accelerazione, guidata dalla valuta, dei ricavi ha in media un impatto rilevante sugli utili.

8) L'export in ripresa. Gli esportatori saranno i primi a beneficiare della debolezza dello yen. Gli analisti di Ing sono positivi anche sulle società del settore industriale e dei materiali, che potranno trarre vantaggio dagli investimenti in infrastrutture. E non sono da trascurare le ricadute positive nei settori più legati ai consumi interni, grazie all'aumento delle aspettative sulla crescita.

9) Il flussi dall'estero. Nello loro strategie di asset allocation gli investitori internazionali sono ancora sottopesati sul Giappone in attesa di vedere le prossime decisioni di politica economica. Ma se dovessero diventare più ottimisti, l'afflusso di denaro verso Tokyo potrebbe dare una forte spinta alle quotazioni.

10) Migliora il sentiment. I flussi sui fondi azionari giapponesi sono tornati in area positiva segnalando, a parere degli esperti, che ci sono le premesse per un cambiamento del sentiment e una ripresa del Nikkei.



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