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L’impatto dello yen debole su dieci titoli del lusso

Written By Unknown on Selasa, 05 Februari 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Quanto pesa sui giganti del lusso la svalutazione dello yen? Gli specialisti di Morgan Stanley hanno analizzato uno a uno i conti dei maggiori gruppi del settore per stimare qual è l'impatto del calo della valuta nipponica, che dall'inizio di settembre ha perso più del 20% contro l'euro, il 18% contro il franco svizzero e il 14% contro la sterlina.

I marchi che ne risentono di più in termini di vendite sono, nell'ordine, Ferragamo (13% circa del fatturato), Prada, Richemont, PPR e LVMH, mentre a livello di reddito operativo (ebit) il più penalizzato è Burberry (15%), seguito da Ferragamo, LVMH, Prada e Richemont. Per compensare questa situazione LVMH ha dichiarato a fine gennaio che aumenterà i prezzi di listino in Giappone e, secondo gli esperti, i concorrenti lo seguiranno. Ma ecco in dettaglio il parere degli analisti della banca d'affari.

1) Hugo Boss. Il potenziale di miglioramento dei margini e di espansione del fatturato in Asia giustificano il giudizio positivo (overweight, cioè sovrappesare) sul titolo, che ha un margine di rialzo del 10% circa rispetto a un prezzo obiettivo di 95 euro. L'8 febbraio comunicherà i conti del 2012.

2) Kors. Le possibilità di crescita del gruppo sono notevoli, tanto che gli analisti stimano un incremento del 33% annuo delle vendite nei prossimi quattro anni e del 31% dell'utile nell'ipotesi più prudente. Il rating è overweight con target price 64 dollari Usa (+14%). Annuncerà i risultati il 12 febbraio.

3) Luk Fook. Il gruppo è ben posizionato per beneficiare della ripresa ciclica degli utili, non ancora scontata dalle quotazioni di mercato, che a parere degli esperti hanno margini di rialzo intorno al 16%. Il prezzo obiettivo è 31,60 dollari di Hong Kong.

4) Adidas. Il mercato ha una visione troppo ottimista sulla redditività del gruppo (ebit dell'11% entro il 2015) che invece sarà meno brillante. Il rating è underweight (sottopesare) con una valutazione di 62 euro, che è inferiore del 10% ai prezzi recenti. Il 7 marzo febbraio comunicherà i conti del 2012.

5) Ferragamo. Giudizio negativo (underweight) anche sulla società italiana che, oltre a risentire della debolezza dello yen visto che il suo reddito operativo è esposto per il 14% verso il Giappone, registra un'espansione dei margini reddituali inferiore ai concorrenti. Le vendite sono previste dagli specialisti in aumento (cagr) dell'8,5% contro una media di consensus del 10%. Il prezzo obiettivo è 16 euro (-17%). Il 21 marzo febbraio comunicherà i conti del 2012.

6) LVMH. La decisione annunciata una settimana fa di voler incrementare i prezzi di listino in Giappone è valutata positivamente dagli analisti, che ritengono che il titolo possa arrivare a quota 157 euro (+13%). Il rating è overweight (sovrappesare).

7) Ralph Lauren. Nel 2013 l'incremento delle vendite e le minori spese per gli investimenti in information technology consentiranno al gruppo Usa di migliorare l'utile netto. Il rating è overweight, con target 194 dollari (+16%). Il 6 febbraio annuncerà i risultati.

8) Swatch. E' uno dei titoli che può trarre il maggiore beneficio dalla ripresa cinese, oltre a poter vantare fondamentali solidi e in miglioramento. Il rating è overweight, con uno spazio di rialzo del 13% rispetto al prezzo obiettivo (558 franchi svizzeri).

9) Li Ning. Le quotazioni attuali del titolo indicano una valutazione eccessiva della società specializzata in abbigliamento sportivo, che evidenzia varie voci di bilancio in peggioramento. Il rating è underweight, a fronte di un target price (3,20 dollari di Hong Kong) inferiore di oltre il 30% ai prezzi recenti.

10) PPR. Il rallentamento della crescita del brand Gucci (56% del reddito operativo netto) e gli investimenti nella rete di distribuzione ostacoleranno nei prossimi 12 mesi l'espansione dei margini reddituali, oltre alla debolezza di Puma (16% dell'Ebit) che ha bisogno di forti investimenti per competere con Nike e Adidas. Il prezzo obiettivo è 135 euro, con rating underweight.



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Seat PG chiede il concordato Non riesce più a pagare i debiti

Di Manuel Follis

Seat Pagine Gialle chiede l'ammissione al concordato preventivo. Il cda della società, dopo aver verificato, come si legge in un comunicato, che "gli obiettivi economici e finanziari fissate nelle linee strategiche 2011-2013 e nelle proiezioni di stima al 2015 elaborate in occasione della recente ristrutturazione dell'indebitamento non sono più attuali e raggiungibili alla luce delle attuali performance e delle previsioni di mercato", ha optato per la procedura giudiziaria al fine di "garantire continuità aziendale"

 

A questo punto, in attesa di definire la proposta e il relativo piano, è stato deciso di presentare una "domanda in bianco", ottenendo gli effetti protettivi sul patrimonio. Nel dettaglio sono state riviste le ipotesi di prechiusura 2012 e il budget 2013. I risultati sono "fortemente al di sotto di quanto in precedenza stimato".

 

Le risorse finanziarie effettivamente disponibili nell'arco del 2013, si legge sempre nella nota, costituite dal saldo di cassa in Seat al 31 dicembre 2012 di circa 100 milioni, incrementato del flusso di cassa annuale stimato e disponibile per il servizio del debito, "non risultano in grado di far fronte alle scadenze per capitale ed interessi previste dalla attuale struttura dell'indebitamento complessivo di Seat Italia nell'anno corrente pari a circa 200 milioni". Scadenze che portano il gruppo Seat "in una situazione di grave squilibrio finanziario, con conseguenti, inevitabili, effetti negativi sulla struttura patrimoniale".

 

Sulla scia della notizia il titolo Seat non riesce ad aprire ed è fermo con un ribasso teorico del 26,6%. A questo punto, in attesa di definire la proposta e il relativo piano, è stato deciso di presentare una "domanda in bianco", ottenendo gli effetti protettivi del patrimonio. Nel dettaglio sono state riviste le ipotesi di prechiusura 2012 e il budget 2013 con evidenze "fortemente al di sotto di quanto in precedenza stimato".

 

Per rispettare il principio di parità di trattamento dei creditori, dopo la decisione di chiedere al Tribunale l'ammissione al concordato preventivo, Seat ha anche deliberato che non procederà al pagamento della "rata semestrale di interessi dovuta il 31 gennaio 2013 sui prestiti obbligazionari" né alle "rate per interessi sul finanziamento bancario senior dovute il 6 febbraio prossimo".



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Tokyo (+0,6%) ai massimi da 33 mesi con yen debole e Usa

Written By Unknown on Senin, 04 Februari 2013 | 15.11

Di Manuel Follis

Non si ferma la marcia della borsa giapponese, che dopo 12 settimane consecutive in rialzo, chiude positivamente anche la seduta di lunedì 4 febbraio (la quinta consecutiva) segnando i nuovi massimi da 33 mesi. La borsa di Tokyo ha terminato gli scambi con in progresso dello 0,62% grazie ai guadagni di Wall Street (che venerdì ha lasciato il Dow Jones al di sopra dei 14.000 punti), alla debolezza dello yen che ha favorito i settori più esposti alle esportazioni e ai risultati trimestrali di alcune società giapponesi, che mediamente hanno fatto meglio delle aspettative, in particolare quelle del settore tecnologico.

L'indice Nikkei è così salito di 69,01 punti, a 11.260,35, approfittando della ventata di ottimismo che spira sull'economia Usa, dove a gennaio i posti di lavoro sono saliti di 157 mila unità (dati annunciati venerdì 1 febbraio), e scontando anche nuove misure di allentamento monetario da parte della Bank of Japan, in linea con la politica di sostegno alla crescita annunciata dal premier Shinzo Abe. Ancora meglio il Topix relativo all'intero listino, cresciuto di 13,10 punti, ovvero dell'1,39% attestandosi a fine giornata a quota 955,75 punti.



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Euro in rialzo sul dollaro In Asia corre anche l'oro

Apertura in rialzo per l'euro che apre la mattinata sopra quota 1,36 dollari, mentre lo yen continua a mantenersi debole (uno dei motivi della chisura in rialzo di Tokyo). La moneta europea passa di mano a 1,3626 dollari, dopo aver toccato i massimi da fine 2011 nella seduta di venerdì 2 febbraio. Il cambio euro/yen si attesta invece a 126,13, dopo l'1,3710 sempre di venerdì mentre dollaro/yen è leggermente sceso a 92,57, dopo aver toccato i massimi da 2 anni e mezzo venerdì 2 a 92,98.

Sui mercati asiatici in rialzo anche l'oro. Il metallo prezioso per consegna immediata segna un incremento dello 0,2% a quota 1.671,50 dollari l'oncia. In guadagno anche il platino che ha registrato un progresso dell'1,4% a 1.707,87 dollari l'oncia.



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Wall Street sale dell'1,08% nuovo record del titolo Google

Written By Unknown on Minggu, 03 Februari 2013 | 15.11

Di Valerio Testi

Wall Street chiude in guadagno grazie ad alcuni buoni dati macroeconomici, in particolare la crescita superiore alle attese dell'indice Ism manifatturiero. Da segnalare il record storico toccato dalle azioni di Google, che hanno toccato i 775,5 dollari, massimo valore registrato finora (+2,6%). I due colossi petroliferi Chevron e Exxon avanzano rispettivamente dell'1,23% e dello 0,1% dopo la pubblicazione delle trimestrali.

L'indice Dow Jones sale dell'1,08%, restando sopra i 14 mila punti (14.009.79), quota che non veniva superata dal 2007. Il Nasdaq segna a sua volta un progresso dell'1,18%.



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Ubs, dieci azioni che rendono più dei corporate bond

Di Ester Corvi

Su chi conviene puntare, azioni o corporate bond? Gli esperti di Ubs hanno trovato la soluzione confrontando il rendimento della cedola (dividend yield) dei titoli quotati con quello delle obbligazioni societarie nell'ambito di una strategia più ampia, che prevede una leggera rotazione dei portafogli dal reddito fisso ai mercati azionari. Le società sono state selezionate in base alla volatilità, al payout (monte dividendi/utili) e alle prospettive di crescita degli utili. Ecco dieci casi in cui il titolo è più attraente del corporate bond.

1) National Grig. Il gruppo, che capitalizza 29,1 miliardi di euro, ha un dividend yield 2013 del 5,9% contro un rendimento a scadenza (7/2/2018) del corporate (rating Baa1/BBB+) dell'1,72%. Il giudizio degli specialisti della banca d'affari elvetica è buy (comprare).

2) GlaxoSmithKline. Giudizio neutrale sul titolo farmaceutico, che è tuttavia preferibile al corporate visto che rende il 5,5% contro l'1,3% dell'emissione societaria, con scadenza 12/13/2017 e rating A1/A+.

3) Vodafone. Il gruppo di tlc, che capitalizza 101,7 miliardi di euro, ha un dividend yield 2013 del 6% contro un rendimento a scadenza (11/26/2018) del corporate, che ha rating A3/A-, del 2,21%. Il giudizio è buy (comprare).

4) Royal Dutch Shell. Rating buy (comprare) sul gigante petrolifero, che è più attraente del corporate visto che rende il 5% contro l'1,39% dell'emissione societaria con scadenza 5/14/2018 (Aa1/AA).

5) TeliaSonera. Il gruppo di tlc, che capitalizza 23 miliardi di euro, ha un dividend yield 2013 del 6,4% contro un rendimento a scadenza (2/18/2020) del corporate (rating A3/A-) dell'1,94%. Il giudizio è neutrale.

6) Morrison. Rating neutrale sul titolo inglese, che capitalizza 7,6 miliardi di euro e che è più interssante visto che rende il 4,7% contro il 2,21% dell'emissione societaria con scadenza 12/17/2018 (A3/nd).

7) Total. Rating buy (comprare) su un altro colosso petrolifero, che è più attraente del corporate bond poiché l'azione rende il 6,3% contro l'1,54% dell'emissione societaria con scadenza 1/28/2019 (Aa1/AA-).

8) Nestlè. Il gruppo elvetico ha un dividend yield 2013 del 3,3% contro un rendimento a scadenza (2/14/2018) del corporate (rating nd/AA) dello 0,35%. Il giudizio è neutrale.

9) EDP. Rating buy (comprare) sul titolo che è più attraente del corporate bond, visto che rende il 7,9% contro il 4,10% dell'emissione societaria con scadenza 6/29/2020 (Ba1/BB+).

10) BAT UK. Il gruppo inglese ha un dividend yield 2013 del 4,5% contro un rendimento a scadenza (11/9/2021) del corporate (rating Baa1/A-) del 2,39%. Il giudizio è buy (comprare).



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Wall Street sale dell'1,08% nuovo record del titolo Google

Written By Unknown on Sabtu, 02 Februari 2013 | 15.11

Di Valerio Testi

Wall Street chiude in guadagno grazie ad alcuni buoni dati macroeconomici, in particolare la crescita superiore alle attese dell'indice Ism manifatturiero. Da segnalare il record storico toccato dalle azioni di Google, che hanno toccato i 775,5 dollari, massimo valore registrato finora (+2,6%). I due colossi petroliferi Chevron e Exxon avanzano rispettivamente dell'1,23% e dello 0,1% dopo la pubblicazione delle trimestrali.

L'indice Dow Jones sale dell'1,08%, restando sopra i 14 mila punti (14.009.79), quota che non veniva superata dal 2007. Il Nasdaq segna a sua volta un progresso dell'1,18%.



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Ubs, dieci azioni che rendono più dei corporate bond

Di Ester Corvi

Su chi conviene puntare, azioni o corporate bond? Gli esperti di Ubs hanno trovato la soluzione confrontando il rendimento della cedola (dividend yield) dei titoli quotati con quello delle obbligazioni societarie nell'ambito di una strategia più ampia, che prevede una leggera rotazione dei portafogli dal reddito fisso ai mercati azionari. Le società sono state selezionate in base alla volatilità, al payout (monte dividendi/utili) e alle prospettive di crescita degli utili. Ecco dieci casi in cui il titolo è più attraente del corporate bond.

1) National Grig. Il gruppo, che capitalizza 29,1 miliardi di euro, ha un dividend yield 2013 del 5,9% contro un rendimento a scadenza (7/2/2018) del corporate (rating Baa1/BBB+) dell'1,72%. Il giudizio degli specialisti della banca d'affari elvetica è buy (comprare).

2) GlaxoSmithKline. Giudizio neutrale sul titolo farmaceutico, che è tuttavia preferibile al corporate visto che rende il 5,5% contro l'1,3% dell'emissione societaria, con scadenza 12/13/2017 e rating A1/A+.

3) Vodafone. Il gruppo di tlc, che capitalizza 101,7 miliardi di euro, ha un dividend yield 2013 del 6% contro un rendimento a scadenza (11/26/2018) del corporate, che ha rating A3/A-, del 2,21%. Il giudizio è buy (comprare).

4) Royal Dutch Shell. Rating buy (comprare) sul gigante petrolifero, che è più attraente del corporate visto che rende il 5% contro l'1,39% dell'emissione societaria con scadenza 5/14/2018 (Aa1/AA).

5) TeliaSonera. Il gruppo di tlc, che capitalizza 23 miliardi di euro, ha un dividend yield 2013 del 6,4% contro un rendimento a scadenza (2/18/2020) del corporate (rating A3/A-) dell'1,94%. Il giudizio è neutrale.

6) Morrison. Rating neutrale sul titolo inglese, che capitalizza 7,6 miliardi di euro e che è più interssante visto che rende il 4,7% contro il 2,21% dell'emissione societaria con scadenza 12/17/2018 (A3/nd).

7) Total. Rating buy (comprare) su un altro colosso petrolifero, che è più attraente del corporate bond poiché l'azione rende il 6,3% contro l'1,54% dell'emissione societaria con scadenza 1/28/2019 (Aa1/AA-).

8) Nestlè. Il gruppo elvetico ha un dividend yield 2013 del 3,3% contro un rendimento a scadenza (2/14/2018) del corporate (rating nd/AA) dello 0,35%. Il giudizio è neutrale.

9) EDP. Rating buy (comprare) sul titolo che è più attraente del corporate bond, visto che rende il 7,9% contro il 4,10% dell'emissione societaria con scadenza 6/29/2020 (Ba1/BB+).

10) BAT UK. Il gruppo inglese ha un dividend yield 2013 del 4,5% contro un rendimento a scadenza (11/9/2021) del corporate (rating Baa1/A-) del 2,39%. Il giudizio è buy (comprare).



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A Wall Street indice Dow Jones in calo dello 0,33%

Written By Unknown on Jumat, 01 Februari 2013 | 15.11

A Wall Street l'indice Dow Jones è arretrato dello 0,33%, invariato il Nasdaq (-0,01%). Tra i più importanti dati macro americani da segnalare le spese personali per consumi a dicembre hanno registrato un rialzo dello 0,2% (+0,3% m/m il consenso) rispetto al dato del mese precedente, confermato a +0,4%.

Le richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 368.000 unità (355.000 il consenso). Il tasso di inflazione di gennaio ha mostrato un rallentamento e si è attestato a -0,5% m/m, +1,7% a/a. Infine l'indice Pmi di Chicago e' stato superiore alle attese ed e' salito a 55,6 punti contro i 50 di dicembre.



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Dieci titoli che beneficiano dell’euro forte

Di Ester Corvi

La corsa dell'euro non è destinata a fermarsi, ma a continuare. Secondo gli esperti del Credit Suisse nel breve termine potrà toccare quota 1,40 contro il dollaro per tre buone ragioni: l'Eurozona registra un surplus record delle partite correnti, la Bce ha ridotto il suo bilancio del 9% dai massimi mentre la Fed dovrebbe acquistare asset per un valore di un trilione di dollari nel 2013, e infine stanno riaffluendo i capitali verso i mercati finanziari del Vecchio Continente.

Con quale impatto sui listini? Quando l'euro si rafforza, i settori che realizzano le migliori performance sono il bancario e la distribuzione, perché più focalizzati in ambito europeo, mentre chi subisce un impatto negativo sono il farmaceutico e l'energia. In dettaglio ecco dieci titoli selezionati dagli analisti dell'investment bank elvetica che sono fra i potenziali beneficiari dell'euro forte, perché realizzano una quota elevata dei ricavi nell'Europa continentale oltre ad avere utili in crescita e un rating outperform (performance migliore del mercato) oppure neutral (neutrale).

1) Hannover Reuck. Il quarto maggiore gruppo di riassicurazione mondiale realizza il 92% della raccolta in Europa continentale e solo il 27% negli Usa. E' attraente anche il rendimento della cedola (dividend yield), pari al 5%. Gli specialisti della banca d'affari hanno espresso un giudizio positivo (outperform) sul titolo, che ha un p/e (prezzo/utile) di 8,8. Negli ultimi mesi ha realizzato una performance del 43%.

2) Cnp assurances. Un'altra compagnia assicurativa, questa volta francese, che realizza oltre il 90% della raccolta nell'Eurozona. Il titolo, che ha un p/e di 7,2, da inizio anno ha realizzato una performance del 4% e del 20% negli ultimi dodici mesi. Il dividend yield è interesse (6,1%), il rating neutrale.

3) Recordati. Il gruppo farmaceutico quotato a piazza Affari è un'eccezione rispetto ai competitor perché è focalizzato nell'Europa continentale (89% delle vendite) ed esposto solo per il 3% verso il dollaro Usa. Il p/e è elevato (11,6), dopo la buona performance da inizio anno (9,84%) e a 12 mesi (26,3%). Il rendimento stimato è 4,1%. Il rating è neutrale.

4) Unibail-Rodamco. La società immobiliare francese, che realizza l'85% del fatturato in euro, merita secondo gli esperti del Credi Suisse, il rating outperform. Da inizio anno il titolo ha perso il 6,6%, anche se la performance a un anno è positiva (19,6%). Il dividend yield è 4,7%.

5) Thyssenkrupp. Secondo gli analisti il gruppo tedesco, specializzato in componenti industriali, ha le caratteristiche per realizzare una performance migliore della media. Il titolo, che capitalizza 9,26 miliardi di euro, ha perso il 3% da gennaio e il 16,6% negli ultimi 12 mesi. Nell'Europa continentale realizza il 62% del fatturato e in dollari il 19%. Trascurabile il rendimento della cedola (1,4%).

6) Deutsche Post. L'Europa continentale incide per il 65% sul giro d'affari del gruppo tedesco, mentre gli Stati Uniti contano solo per il 12%. Il titolo, che ha evidenziato un rialzo del 2,9% da inizio anno e del 37,7% negli ultimi 12 mesi, merita il rating outperform. Il rendimento della cedola è interessante (4,2%).

7) Gjensidige Forsikring. E' una compagnia assicurativa norvegese che genera in Europa continentale il 76% della sua raccolta. A un anno il titolo, quotato sul listino di Oslo, ha garantito un ritorno totale (performance più dividend yield) del 32,2%. Il dividend yied è di grande interesse (7,9%). Il rating è outperform.

8) Tieto Oyi. Il gruppo, che opera nel settore dell'information technology, genera in Europa continentale il 72% dei ricavi. Il titolo, quotato sul listino di Helsinki, ha un rendimento della cedola del 5%. Il ritorno totale a un anno è del 49,5%. Il rating è neutrale.

9) Sampo. Il titolo della compagnia assicurativa, quotata sulla borsa di Francoforte, ha registrato un ritorno totale a un anno del 39,7%. L'attività è focalizzata nell'area euro (71% della raccolta) e il dividend yield è del 5,1%. Il rating è outperform.

10) Swedbank. La banca quotata sul listino di Stoccolma negli ultimi dodici mesi ha messo a segno una performance del 52,%. Il business nell'Europa continentale vale il 70% del totale. Il rendimento della cedola è 4,7% e il rating outperform.



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