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Wall Street ancora giù (-0,4%) per il tapering che s'avvicina

Written By Unknown on Jumat, 06 Desember 2013 | 15.11

Di Valerio Testi

Dopo il quarto segno meno sui listini europei, in particolare a Madrid e a Milano, anche a Wall Street hanno prevalso le vendite, in scia a dati macroeconomici positivi e alle parole del governatore della Fed di Atlanta, Dennis Lockhart, che hanno aumentato le preoccupazioni per l'avvio del tapering a dicembre. L'indice Dow Jones ha perso lo 0,43%, lo S&P 500 lo 0,48% e il Nasdaq lo 0,12%.

Il Pil americano del terzo trimestre è stato rivisto al rialzo, da +2,8 a 3,6%, molto più del consensus che era di 3,1%, e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese più del previsto. Quanto a Lockhart, a suo parere una riduzione del piano di acquisto di bond sarà valutata già nel meeting del Fomc, il comitato monetario della Federal Reserve, del 17 e 18 dicembre.

Il prezzo del petrolio ha chiuso in lieve rialzo a New York sulla scia dei positivi dati macro giunti dagli Stati Uniti sul Pil e sulle richieste di sussidi di disoccupazione, controbilanciati dall'apprensione per un imminente avvio del tapering. Il light crude Wti è salito di 18 cent a 97,38 dollari al barile.



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Riposa in pace, leone del Sudafrica


A 95 anni, di cui 27 passati in prigione prima di uscrire e portare il Sudafrica fuori dall'ignominia dell'Apartheid, Nelson Mandela è morto. Ad annunciarlo, in ritardo. è statp il presidente sudafricano Jacob Zuma: "Ora sta riposando. E' ora in pace", ha detto Zuma. "La nostra nazione ha perso il suo figlio più grande. Il nostro popolo ha perso un padre."



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Il 2014 dei mercati finanziari secondo Societe Generale

Written By Unknown on Kamis, 05 Desember 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Da un'impostazione prudente a una più aggressiva. Gli specialisti di Societe Generale, delineando le strategie di investimento per il 2014, hanno incrementato la quota in azioni, in funzione dello spazio di rialzo dei listini internazionali, e ridotto quella in liquidità. Sui mercati obbligazionari il consiglio è invece underweight (sottopesare), così come per le commodity. Ecco le loro previsioni in dieci punti.

1)Usa. Negli Stati Uniti si rafforzerà la crescita economica, con il pil che è stimato in aumento del 2,9% nel 2014 (dall'1,7% nel 2013) e del 3,3% nel 2015. Il tapering dovrebbe cominciare a marzo, ma la Fed farà di tutto per mantenere i tassi comunque bassi. Secondo le previsioni degli esperti della banca d'affari francese, l'indice S&P 500 salirà a quota 1950 a fine 2014, per scendere nel 2015 (1.900) e nel 2016 (1.850).

2)Eurolandia. Nel 2014 l'Eurozona uscirà dalla recessione, grazie anche alla politica espansiva della Bce. Il pil è previsto in aumento dello 0,6% nel 2014 (da -0,45 del 2013) e dell'1,2% nel 2015. L'unico Paese che crescerà più della media nei prossimi 12 mesi sarà la Germania (+1,4%), con un impatto positivo sul mercato azionario , visto che il Dax 30 è atteso a quota 10.200 a fine 2014, per poi scendere a 9.900 nel 2015.

3)Italia. La situazione economica migliorerà gradualmente: il pil passerà infatti dal -1,9% del 2013, al +0,3% del 2014 e +1% del 2015. Grazie alla maggiore fiducia degli investitori, Piazza Affari potrà continuare a salire, anche se non si possono escludere fasi di forte volatilità legate alla situazione politica, con l'indice Ftse Mib che è stimato a quota 22.500 a fine 2014 e 27.000 nel 2015.

4)Settore petrolifero. I titoli petroliferi hanno registrato nel 2013 una performance inferiore alla media nel 2013, soprattutto nel periodo gennaio-luglio, trainati al ribasso da Shell. Da agosto il settore si è mosso in linea con il mercato, grazie al recupero dei big come Total e BP, ma alle quotazioni attuali è decisamente sottovalutato se confrontato con un prezzo del Brent intorno a 110 dollari/barile.

5)Oro. Il prezzo del metallo giallo è destinato a scendere ancora, a causa della crescita negli Usa e del rafforzamento del dollaro e dell'aumento dei rendimenti reali. Nel quarto trimestre 2014 dovrebbe toccare 1.050 dollari l'oncia, per tornare a una media di 1.100 dollari nel 2015.

6)Commodity. Per le materie prime il 2014 non sarà un anno molto favorevole, con qualche eccezione. Il prezzo del Brent è stimato 108 dollari al barile nel quarto trimestre del 2014, per salire a 110 nel 2015. Per il rame su entrambe le scadenze la proiezione è 6.500 dollari/tonnellata, inferiore alle quotazioni attuali, mentre nel caso dello zinco sale rispettivamente a 2.075 e 2.150 dollari/tonnellata. In forte rialzo l'alluminio (1.950 dollari/tonnellata a fine 2014), così come il nickel (15.000 dollari/tonnellata).

7)Mercati emergenti. Gli emerging market saranno più vulnerabili a causa della minore liquidità globale e dell'aumento dei rendimenti negli Stati Uniti. Gli analisti consigliano quindi di dare la preferenza alle valute emergenti più difensive rispetto a quelle rischiose. Nel primo gruppo rientrano il nuovo dollaro di Taiwan, la corona ceca e il dollaro di Singapore, mentre è meglio evitare la rupia indiana, il real brasiliano, il rand sudafricano e il fiorino ungherese, perché a causa dei deboli fondamentali saranno sotto pressione.

8)Regno Unito. La ripresa sta prendendo forma nel Regno Unito e la Bank of England, che è adesso concentrata sui problemi del mercato immobiliare, sarà la prima ad adottare una politica più restrittiva, mentre la Bce manterrà un orientamento accomodante per supportare la ripresa di Eurolandia ed evitare l'inflazione. La sterlina è destinata quindi a rafforzarsi nei confronti dell'euro. Guardando al listino, l'indice Ftse 100 è previsto a quota 7.000 nel quarto trimestre 2014 e in calo a 6.700 nel 2015.

9)Mercati obbligazionari. Con l'incremento dei rendimenti a lungo termine negli Usa, le strategie di investimento degli ultimi due anni cominceranno ad essere vulnerabili. Il consiglio degli analisti di Societe Generale è di sottopesare i bond corporate dei mercati emergenti e quelli statunitensi, spostando il focus sull'Europa.

10)Giappone. La politica monetaria della Bank of Japan continuerà ad essere espansiva e le società nipponiche beneficeranno della svalutazione dello yen (il target a fine 2014 dollaro/yen è 108), del calo dell'imposizione fiscale sulle imprese e della speranza di mettere fine alla deflazione, con la conseguenza di ridurre il risk premium delle azioni. L'indice Nikkei 225 è previsto a quota 18mila a fine 2014 e 20mila nel 2015.

 



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Piazza Affari nervosa in attesa Bce e asta Spagna

Di Francesca Gerosa

Apertura in ribasso per le borse europee in attesa dei meeting della Bank of England e della Bce oggi e del dato chiave sull'occupazione Usa domani. "Continuiamo ad aspettarci un atteggiamento più aggressivo della Bce nel 2014", sottolineano gli economisti di Credit Agricole. "Oggi potrebbe esserci ancora nervosismo sul mercato anche se è probabile che gli scambi siano limitati in attesa dei dati sugli occupati Usa di domani".

Il mercato dà per scontato che l'istituto centrale manterrà all'attuale minimo storico dello 0,25% il tasso di riferimento, tagliato appena un mese fa. Tuttavia, nelle nuove proiezioni dello staff della Bce verranno ricercati eventuali segnali di una prolungata debolezza dei prezzi che potrebbe condurre la Banca centrale a una nuova azione nel 2014. In conferenza stampa, inoltre, Draghi potrebbe fornire indicazioni su eventuali nuove misure straordinarie sulla liquidità.

Dopo che anche Moody's ha migliorato da negativo a stabile l'outlook sul rating sovrano spagnolo, confermato a Baa3, citando il ribilanciamento dell'economia del Paese e il miglioramento delle sue prospettive di medio termine, proprio la Spagna oggi offre in asta bond al 2017 e al 2018 per un importo massimo di 3,5 miliardi: un'offerta che pesa anche sul comparto a 5 anni italiano dato che la Spagna ultimamente ha allargato in termini di spread risultando quindi più appetibile. In asta anche la Francia, che mette sul piatto fino a 4 miliardi di Oat aprile 2018, ottobre 2021 e ottobre 2027.

Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi è a 234 punti, contro i 234 punti della chiusura di ieri. Il rendimento è al 4,15%. Il differenziale Bonos/Bund segna 238 punti per un tasso del 4,19%. A Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,34% a quota 18.249 punti, trascinato al ribasso da Luxottica (-1,04% a 36,16 euro), Mps (-1,38% a 0,1711 euro) e Telecom Italia (-2,19% a 0,67 euro).

Nel caso di Monte dei Paschi ieri la Fondazione Mps ha reso noto di non aver avviato alcuna cessione di azioni (possiede il 33,5% del capitale della banca) e che lo scorso mese è stata completata la cessione del Fresh 2008 per un controvalore complessivo di 95,2 milioni. L'ente ha anche comunicato di non avere preso ancora nessuna decisione in vista dell'assemblea della banca convocata a fine mese per deliberare sull'aumento di capitale e ha ribadito l'impegno a continuare ad accompagnare l'istituto senese nel suo cammino di rilancio e di non voler rinunciare al proprio ruolo di azionista storico. Secondo fonti di stampa la Fondazione Mos ha dato mandato al giurista Giorgio De Nova di rinegoziare il debito con le banche piuttosto che trovare un compratore per le quote nella banca.



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Dieci titoli assicurativi per il 2014

Written By Unknown on Rabu, 04 Desember 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Nel 2013, per il secondo anno consecutivo, il settore assicurativo europeo chiuderà l'anno con un andamento migliore della media (23,9% dell'indice Msci insurance in euro contro 15% del mercato). Una performance che si ripeterà anche nel 2014? Gli esperti di Barclays non ne sono molto sicuri e per evitare delusioni consigliano una strategia di stock picking, che invita a puntare solo sui titoli con le migliori prospettive. Ecco i primi dieci.

1)Aegon. Il gruppo assicurativo del ramo vita merita un prezzo obiettivo di 7,50 euro, che implica un margine di rialzo dalle quotazioni recenti del 14%, perché beneficia di tre fattori di forza: il potenziale di crescita del roe (redditività del capitale), la forte esposizione verso la ripresa economica negli Usa (70% circa dell'utile) e le buone prospettive di lungo termine sul fronte della redditività. L'utile per azione (eps) è stimato 0,36 euro a 12 e 0,72 euro a 24 mesi.

2)Allianz. Il surplus di capitale è il fattore che sarà più apprezzato dagli investitori e che sarà in grado di far registrare alla compagnia tedesca una performance migliore dei competitor. Il target price di 149 euro implica un potenziale di crescita del 17% e un total return (comprendo il rendimento della cedola) a 12 mesi del 21%. L'utile per azione (eps) è stimato 12,95 euro a 12 e 13,47 euro a 24 mesi.

3)Axa. Lo scenario previsto dagli specialisti di Barclays nel 2014 (tassi Usa in aumento e borse europee in crescita) è positivo per il business model del gruppo, che sta rafforzando lo stato patrimoniale, mentre il titolo viene scambiato a multipli inferiori alla media storica. Il prezzo obiettivo di 22 euro implica un total return 2014 del 20%, che corrisponde a un p/e di 10,5. L'utile per azione (eps) è stimato 1,89 euro a 12 e 2,10 euro a 24 mesi.

4)Catlin group. La compagnia assicurativa inglese merita un target price di 606p, che è del 12% superiore alle quotazioni recenti, grazie alla capacità di ribilanciare il portafoglio e di superare in maniera più brillante dei concorrenti la crisi economica. Lo sconto del prezzo del titolo sul listino di Londra è quindi destinato a ridursi.

6)Generali. La compagnia italiana è valutata 19,6 euro per azione, con un margine di rialzo dalle quotazioni attuali del 16%, perchè il turnaround dovrebbe accelerare nel 2014, creando le condizioni per stupire positivamente gli investitori. Il rendimento della cedola è previsto 3,2% nell'esercizio 2014 e 3,9% in quello del 2015.

7)Legal & General. Intorno a 240p il target price (+12% dai prezzi attuali) del gruppo inglese specializzato nel ramo vita, che oltre ad essere ben posizionato nel settore, offre la storia più interessante in termini di distribuzione del dividendo, che nel 2014 dovrebbe garantire un rendimento della cedola del 4,7%.

8)Old Mutual. La relativa debolezza del prezzo nel 2013 è stata causata principalmente dai deflussi dai mercati emergenti e dalla flessione del rand sudafricano, più che da un cambiamento dei fondamentali a lungo termine del gruppo, che restano solidi. Il prezzo obiettivo di 230p, lascia spazio a un margine di rialzo del 16%.

9)Prudential. Il gruppo anglosassone del ramo vita beneficerà a un lato della forte ripresa negli Stati Uniti e dall'altro della crescita strutturale dei mercati asiatici. Il prezzo obiettivo indicato dagli analisti è 1612p, che corrisponde a un potenziale di rialzo dalle quotazioni recenti del 24%. Il rendimento della cedola è previsto 2,7% nell'esercizio 2014 e 3,1% nel 2015.

10)Swiss Re. La compagnia elvetica è l'esempio più virtuoso in termini di ritorno sul capitale. La diversificazione del business consente infatti di bilanciare le pressioni sui prezzi che emergono in diversi segmenti e mercati. Il target price di 86,8 franchi svizzeri offre un margine di crescita del 18%. Il rendimento della cedola è molto elevato: 9,8% nell'esercizio 2014 e 13,1% nel 2015.

 



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Piazza Affari in lieve ripresa, Mps debole

Di Francesca Gerosa

Tentativo di recupero per le borse europee in apertura in attesa di una serie di dati macro che potrebbero fornire indicazioni sulla tempistica delle prossime probabili mosse della Fed per ridurre gli stimoli economici. "Adesso entriamo in quelle che sono giornate chiave per i mercati dei capitali", si legge in una nota di IG Markets. "Operatori ed economisti utilizzeranno i dati Adp sugli occupati del settore privato Usa, l'Ism servizi e le vendite di nuove case per avere una migliore comprensione delle statistiche sugli occupati non agricoli di venerdì e di conseguenza allocare i fondi in vista delle dichiarazioni del Fomc più avanti nel mese".

L'annuncio della Fed sui tassi di interesse ed eventuali modifiche alle operazioni di acquisti di bond è in agenda il prossimo 18 dicembre. Anche se il mercato in generale si aspetta che i tassi restino invariati e che la Fed non inizi a ridurre gli stimoli prima di marzo, alcuni economisti sottolineano che una serie di dati forti potrebbe spingere la Banca centrale americana a ridurre le misure di liquidità già da questo mese.

Inoltre, alla vigilia del consiglio Bce, c'è attesa per l'indicatore dell'attività del comparto servizi in diversi Paesi d'Europa relativamente a novembre, dopo i dati sulla manifattura che hanno evidenziato delle discrepanze nell'ambito della zona euro. Per l'Italia è previsto un dato che segnala ancora espansione, ovvero sopra la soglia dei 50 punti, sebbene a un ritmo più lento rispetto al mese precedente: 50,2 da 50,5.

Per la zona euro le attese sono invece per una lettura all'insegna della stabilità a 50,9. Intanto il settore dei servizi in Cina è creciuto in modo stabile a novembre, come emerge dall'indagine di Hsbc, un'ulteriore conferma della robustezza della seconda economia mondiale. L'indice Pmi servizi a cura diHsbc/Markit a novembre si è attestato a 52,5, pressoché invariato rispetto al 52,6 di ottobre.

Sul fronte del governativo, lo spread sul decennale Btp/Bund scambia a quota 236 punti base contro i 232 punti di minimo di ieri. Il rendimento sul Btp a 10 anni è al 4,11%. A Piazza Affari il Ftse Mib è in ripresa dello 0,34% a 18.428 punti. In ordine sparso le banche. Mps segna un -0,11% a 0,183 euro dopo che secondo MF la Fondazione Mps sarebbe pronta a cedere una parte o l'intera quota nella banca entro il 27 dicembre quando si terrà l'assemblea sull'aumento di capitale per evitare di dover dire di no alla ricapitalizzazione.

In quest'ottica la Fondazione Mps sarebbe in contatto con fondi italiani ed esteri e con alcuni soggetti privati che avrebbero manifestato interesse a investire. A Siena, ha appreso MF, qualcuno ha fatto il nome di Clessidra, ma il fondo guidato da Claudio Sposito, contattato, ha smentito l'interesse. Qualora le trattative non si chiudessero in tempo utile, potrebbe mettersi in moto quella fitta trama di relazioni politiche che conduce alla Cdp di Franco Bassanini e al suo braccio armato, il Fondo Strategico Italiano. A quanto pare Unicoop Firenze, azionista con l'1,7%, non aderirà all'aumento.

Tra l'altro oggi Exane Bnp Paribas ha tagliato il target price di Mps dell'8% a 0,11 euro, confermando il rating underperform.

E se Unicredit (+0,48% a 5,21 euro) non uscirà dall'Ucraina a causa degli ultimi disordini, soprattutto perché il business sta andando meglio della concorrenza, ma sarà costretta a rivedere l'attività in Ungheria se il governo imporrà altre tasse sulle banche, Pietro Lonardi, che ha presentato una lista per il rinnovo del consiglio di sorveglianza di Bpm (+0,09% a 0,429 euro), contrapposta a quella di Piero Giarda, ha dichiarato che lo statuto della banca va ritoccato anche se "è fuori discussione il mantenimento del modello cooperativo".

Invece il Banco Popolare (+0,59% a 1,35 euro) secondo MF avrebbe avviato contatti con cinque operatori europei specializzati per la cessione di un pacchetto di non performing loans di oltre 1 miliardo. Nel frattempo la Cassazione ha annullato senza rinvio a un altro appello la confisca di 54 milioni di euro inflitta a Italease nel 2010 dal Gip di Milano in rito abbreviato e confermata in appello nel 2012.

Attenzione anche a Generali (+0,12% a 16,55 euro) perché i magistrati inquirenti tedeschi hanno fatto eseguire una serie di perquisizioni in alcuni uffici di Commerzbank. L'ipotesi di reato è che una compagnia assicurativa estera abbia aiutato i clienti tedeschi del gruppo a evadere le tasse. E secondo il quotidiano finanziario Handelsblatt, le indagini si concentrerebbero su Generali. La compagnia triestina ha precisato che nessuna società del gruppo ha ricevuto notifiche da autorità relative alle ipotesi di stampa su indagini in Germania.



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Pc, Idc prevede un crollo record per il 2013

Written By Unknown on Selasa, 03 Desember 2013 | 15.11

Di Davide Fumagalli

Secondo la società di ricerca l'anno che sta per terminare segnerà il calo più marcato della storia per le vendite di pc, che dovrebbero segnare un crollo del 10,1%. Anche il 2014 è previsto in negativo, sebbene il calo dovrebbe limitarsi al 3,8% rispetto al già magro 2013. Solo nel medio periodo le vendite dovrebbero tornare a crescere, sebbene su livelli sensibilmente inferiori a quelli di qualche anno fa.

La causa principale del calo ormai strutturale delle vendite dei pc consiste nell'interesse ormai limitato per i personal consumer da parte dei consumatori, sempre più orientati verso l'acquisto di tablet. Più positive le prospettive relative al segmento business, dal momento che il personal computer rimane lo strumenti di produttività principale per la maggior parte delle persone. Il prossimo anno in particolare è previsto un buon andamento del segmento pc business per la fine del supporto a Windows XP da parte di Microsoft, che dovrebbe spingere le aziende con pc ormai vetusti a effettuare il cambio.

Questo declino iarrestabile impatterà però diversamente i diversi player del mercato. Se infatti Dell ha già pagato un prezzo carissimo per il declino dei pc, HP potrebbe presto seguire la stessa sorte. Incerto il destino di Intel, che sta disperatamente cercando di riposizionarsi sul mercato dei tablet dove i suoi processori devono competere con player come Arm, Nvidia e Qualcomm specializzati proprio nei chip per dispositivi mobili, mentre Amd appare sempre più in difficoltà.

Quadro più confortante per Microsoft, che sta non solo consolidando le proprie posizioni oltre il mondo dei pc con piattaforme di successo come Xbox nel campo del digital entertainment, ma sta anche gestendo il passaggio dai personal computer classici al nuovo mondi di tablet e pc convertibili, sinora dominato da iPad di Apple e la pletora di device basati sul sistema operativo Android. Secondo le previsioni di Idc, infatti, i tablet basati su piattaforma Windows dovrebbero passare dai meno di 7,5 milioni del 2013 agli oltre 39 milioni del 2017.



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Rehn non ferma il Ftse Mib, Nomura punta tutto su Intesa

Di Francesca Gerosa

Borse europee con il segno meno davanti in avvio di seduta sulla scia dell'andamento negativo di Wall Street e delle borse asiatiche. I buoni dati macro statunitensi alimentano i timori che la Federal Reserve possa ridurre le misure di sostegno all'economia prima del previsto.

Il settore manifatturiero Usa ha infatti toccato il massimo degli ultimi due anni e mezzo a novembre, mentre le spese per le costruzioni sono salite. Si teme quindi che la Fed possa iniziare a ridurre l'acquisto di bond già da gennaio invece che a partire da marzo. Alcuni econbomisti ritengono addirittura che l'istituto centrale possa agire già questo mese.

Lo spread Btp/Bund decennale riparte da quota 237 punti base (235 ieri) per un rendimento del Btp al 4,11% senza subire per ora l'impatto delle dichiarazioni severe rilasciate dal commissario Ue per gli Affari economici e finanziari, Olli Rehn, il quale in un'intervista ha osservato che per quanto riguarda il deficit l'Italia è in linea con gli obiettivi del 3%, anche se di poco, ma che il rientro del debito procede invece troppo lentamente.

"L'Italia deve rispettare un certo ritmo di riduzione del debito e non lo sta rispettando. Per farlo, lo sforzo strutturale avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto e del pil e invece è solo dello 0,1%". Quindi "l'Italia non ha margini di manovra e non potrà invocare la clausola di flessibilità per gli investimenti", ha detto Rehn.

Le previsioni di febbraio della Commissione Ue saranno dunque un appuntamento molto importante per l'Italia. "Se il governo per quella data ci fornirà risultati concreti e soddisfacenti, ne terremo conto per calcolare i possibili effetti sui margini di manovra a disposizione del Paese", ha aggiunto il commissario.

Sul listino milanese, dove il Ftse Mib sale ma solo dello 0,15% a 18.759 punti, reggono le banche. Oggi Nomura in uno studio sul settore bancario italiano ha alzato il target price di Ubi Bnaca (+0,37% a 4,93 euro) da 4 a 5,8 euro, confermando il rating buy. Mantiene il rating neutral su Bpm (+0,09% a 0,4385 euro) di cui però ha rivisto il prezzo obiettivo da 0,46 a 0,50 euro, reduce sul Banco Popolare (+0,44% a 1,378 euro) e su Unicredit (sulla parità a quota 5,28 euro) anche se ha ritoccato sempre al rialzo i target price, da 1,28 a 1,60 e da 4 a 4,50 euro, rispettivamente. Invece, nel caso di Intesa Sanpaolo (+0,57% a 1,776 euro) il rating passa da neutral a buy e il target price da 1,70 a 2,10 euro.



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Borse europee, attesa un'apertura contrastata

Written By Unknown on Senin, 02 Desember 2013 | 15.12

Gli investitori si aspettano un'apertura contrastata delle borse europee, che restano in attesa della pubblicazione di alcuni dati macroeconomici per la zona euro (alle ore 10 il Pmi manifatturiero nell'area Euro), che potrebbero influenzare le aspettative sulla decisione di politica monetaria della Bce, convincendola ad intraprendere nuove misure di espansive.

In particolare gli esperti di Ig prevedono l'indice Ftse 100 in calo di 15 punti a quota 6.635, il Dax di 10 e il Cac 40 di 1 punto (4.296). "Le nostre stime per l'apertura sono generalmente contrastate rispetto alla chiusura dei mercati europei" di venerdi" si legge nel report pubblicato oggi.

Sul fronte Usa, le prime indicazioni sulle vendite del Black Friday, tradizionalmente l'avvio delle vendite natalizie in questo Paese, "sono forti", nota Matthew Kaufler, portfolio manager del Federated Clover Value Fund. Il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 hanno registrato l'ottava chiusura positiva a livello settimanale. In agenda questa settimana ci sono le riunioni di politica monetaria della Banca centrale europea e della Bank of England, che si svolgeranno entrambe giovedi'.



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Ftse Mib debole, bene Unicredit e Intesa dopo cessione Sia

Di Francesca Gerosa

Le borse europee sono contrastate in avvio di seduta con gli investitori che attendono la tornata di dati macro americani in agenda questa settimana che potrebbero dare maggiore visibilità alle prospettive legate al pacchetto di stimoli della Fed. Sotto la lente il Pmi manifatturiero a novembre negli Stati Uniti e l'Ism manifatturiero a novembre atteso a 55,5 da 56,4.

Nel caso dell'Italia l'indagine Pmi relativa allo stato di salute del settore manifatturiero a novembre dovrebbe indicare una risalita di due decimi di punto da ottobre a 50,9. Da ricordare che i numeri Istat sulla fiducia delle imprese manifatturiere pubblicati giovedì scorso hanno superato il consenso, mostrando un incremento a novembre al nuovo record da agosto 2011.

Nelle prime contrattazioni lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi è stabile a 234 punti. Il rendimento è al 4,05%. Mentre il differenziale Bonos/Bund segna 242 punti per un tasso del 4,13%. Si apre una nuova settimana importante e potenzialmente ancora in salita per l'esecutivo di Enrico Letta. Oggi il premier salirà al Colle per discutere con Giorgio Napolitano le modalità del nuovo voto di fiducia.

Sul listino milanese il Ftse Mib scende dello 0,28% a quota 19.137 punti. Tra i singoli titoli, Telecom Italia apre a quota 0,7155 euro (-0,35%) dopo aver smentito che siano in corso contatti con potenziali acquirenti per Tim Brasil, che se ne persegua la dismissione o la combinazione con altri operatori, che siano pervenute offerte d'acquisto sia pure unsolicited".

Insomma il colosso tlc ha ribadito la  strategicità della partecipazione in Tim Brasil e del mercato brasiliano, chiarendo che i rumor di presunti progetti di deconsolidamento e/o valorizzazione totale o parziale dell'asset brasiliano descritti e ripresi da giornalisti, commentatori e analisti "sono illazioni destituite di fondamento".

Invece Unicredit (+0,47% a 5,36 euro), Intesa Sanpaolo (+0,56% a 1,79 euro), Mps (+0,21% a 0,1872 euro) e Bnl hanno sottoscritto con Fondo Strategico Italiano, F2i Sgr e Orizzonte Sgr un accordo per la cessione del 59,3% del capitale di Sia, di cui il 28,9% detenuto da Intesa Sanpaolo, il 20,1% da Unicredit, il 5,8% Monte dei Paschi di Siena e il 4,5% da Bnl. Il prezzo è stato determinato sulla base di una valutazione del 100% del capitale di Sia pari a 765 milioni. Al termine dell'operazione, i tre acquirenti deterranno le seguenti partecipazioni: Fondo Strategico Italiano il 42,3%, F2i Sgr il 10,3%, Orizzonte Sgr il 6,7%.

Intesa Sanpaolo e Unicredit manterranno ciascuno il 4% del capitale di Sia, mentre Mps e Bnl usciranno dalla compagine sociale e gli altri attuali azionisti di Sia conserveranno nell'insieme una quota del 32,7%. Unicredit, al perfezionamento della cessione del 20,1% del capitale di Sia, prevista entro il primo semestre 2014, registrerà un beneficio netto pari a circa 140 milioni di euro sull'utile netto consolidato e a circa 3 centesimi di punto sul Core Tier 1 (Basilea 2.5) e sul Common Equity Tier 1 ratio (Basilea 3).



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