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Australia, nessuna decisione su presenza Putin a vertice G20

Written By Unknown on Rabu, 03 September 2014 | 15.12

Australia, nessuna decisione su presenza Putin a vertice G20 - MilanoFinanza.it

analisi

Australia, nessuna decisione su presenza Putin a vertice G20




La decisione di invitare il presidente russo Vladimir Putin al prossimo vertice del G20 in programma a novembre non è ancora stata adottata: lo ha reso noto il governo australiano, anfitrione dell'evento, che dovrà consultare i partner della Nato. "Vi è un certo numero di vertici internazionali in programma prima del G20, come il summit dell'Apec il 21 ottobre a Pechino: avremo un'idea più chiara della posizione della comunità internazionale e di quella del presidente Putin in relazione a questi eventi prima di occuparci del G20" ha spiegato il ministro degli Esteri australiano, Julie Bishop. Secondo fonti del goevrno australiano l'opposizione alla presenza di Putin al vertice di Brisbane a causa del ruolo russo nella crisi ucraina starebbe guadagnando terreno sia all'interno della Nato che nello stesso G20.



 
 


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15.12 | 0 komentar | Read More

Enel, quote Endesa cedute con un opv

Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane, secondo quanto anticipato oggi da MF-Milano Finanza, si starebbe delineando l'operazione per aumentare il flottante di Endesa, controllata spagnola di Enel, attraverso un'offerta pubblica di vendita (opv). Il flottante dovrebbe passare dall'attuale 8% al 25%. Si ricorda che Enel, con la semestrale, ha annunciato l'operazione di scorporo di Enersis da Endesa (60,6%).

L'opv riguarderà quindi la nuova Endesa Iberia, che ai prezzi attuali quoterebbe circa 22 miliardi, con il 17% che dovrebbe andare sul mercato, circa 3,7 miliardi di euro sulla base dell'attuale prezzo di mercato rettificato per il dividendo. Una cifra che da sola è pari a quasi tutte le cessioni annunciate dal gruppo a cui aggiungere poi i proventi di Slovenske Elektrarne e degli asset rumeni per altri 4 miliardi di euro.

Un valore, osservano gli analisti di Banca Akros (hold e target price a 4,45 euro su Enel), che comunque è soloun'indicazione considerando i potenziali effettidel processo di riorganizzazionediEndesae dell'impatto del dividendo straordinariosulprezzo di mercato."La notizia è quindi positiva perEnelin quanto la società ridurrà ulteriormenteil debito e ci aspettiamo cheil mercatoreagiscapositivamente a questo.Crediamo che questo siail modo più veloceper Eneldi raggiungerequesto obiettivo,anchein considerazionedel prezzo favorevolediEndesa".

E poi per Banca Imi l'operazione sarà sostanzialmente neutrale o leggermente diluitiva sull'utile per azione di Enel. "Stimiamo per un massimo del 3% sulla base dell'attuale capitalizzazione di mercato di Endesa. Tuttavia, questa mossa dovrebbe essere parte di una più ampia fase di ristrutturazione, che dovrebbe essere accrescitiva in termini di eps nel lungo periodo. Manteniamo il rating hold e il target price a 3,80 euro sul titolo Enel", affermano stamani gli analisti di Banca Imi.

Anche gli analisti di Equita (buy e target price a 4,4 euro) ritengono positivo il processo di gestione di Endesa intrapreso dall'ad Starace, concentrando gli asset dell'America latina in Enel e trasformando Endesa in un veicolo spagnolo con elevato yield e interessato al consolidamento del mercato iberico.

Mentre alla borsa di Madrid il titolo Endesa sale dello 0,78% a 28,41 euro, Enel a Milano spunta un +2,30% a 4,094 euro, complice anche il fatto che il premier, Matteo Renzi, ha dichiarato che le privatizzazioni si faranno, ma di non essere convinto che si debba partire da Eni ed Enel. Renzi non vede dunque prioritaria la riduzione delle quote in Eni ed Enel nel breve, in quanto le due società hanno grande potenzialità, grazie ai nuovi indirizzi strategici, non pienamente riflesse nei prezzi correnti. Nelle scorse settimane si erano intensificate le indiscrezioni su un possibile collocamento di un altro 5% di Eni ed Enel entro fine anno, tenuto conto del rallentamento nel processo di quotazione di Poste.


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Equita, promossi e bocciati dopo le trimestrali

Written By Unknown on Selasa, 02 September 2014 | 15.11

Si è conclusa anche per le società quotate italiane la stagione dei conti trimestrali. Ed Equita sim ne approfitta per fare un bilancio dei principali segnali emersi dai risultati del secondo trimestre del 2013 delle azioni di Piazza Affari. "Alla fine della reporting season vogliamo evidenziare i titoli che emergono per la qualità dei numeri, migliore o peggiore, per le opportuniutà di investimento alla luce del gap tra fondamentali del business e performance del titolo", spiegano di analisti di Equita.

La sim, alla luce dei numeri di bilancio del secondo trimestre di quest'anno, ha tagliato la stima di utile di mercato per l'intero 2014 del'1% e del 4% nel 2015. "Quest'ultimo dato secondo noi è il più significativo considerato che non è influenzato da fattori one-off", spiegano gli esperti di Equita che nel report sottolinea in positivo Anima, Buzzi Unicem, Cairo Communication, Datalogic, Enel, Enel Green Power, Hera, Interpump, Marr, Moncler, Pirelli &C., Salvatore Ferragamo, Unicredit Group, World Duty Free. Mentre sono visti in negativo Piaggio, Saipem e Tod's.

Intanto per quanto riguarda la strategia azionaria di questo mese gli esperti di Equita mantengono una visione positiva dando più peso ai titoli beneficiati dall'euro debole. "La pubblicazione dei dati del pil ha evidenziato scostamenti in alcuni casi significativi rispetto alle attese, che però nel complesso non modificano la stima di una crescita globale del +2,5-2,8%".

"In assenza della variabile geopolitica (crisi Ucraina, ndr) vi sarebbero le condizioni per un recupero del pil nel secondo semestre, non solo per l'accelerazione in atto in Usa e Cina, ma anche perché i surveys della Bce mettono in evidenza una dinamica favorevole sul fronte del credito", proseguono gli analisti della sim che nel portafoglio raccomandato mantengono un'impostazione bullish (peso azionario 98% contro 95% neutro e sovrappeso su ciclici e finanziari) anche "se con l'uscita di Mps e l'ingresso di Pirelli e Ferragamo abbiamo ribilanciato la scommessa a favore dei ciclici pur rimanendo sovrappesati sulle banche".

I motivi di questa scelta sono i seguenti: la crescita globale sta riaccelerando, la Bce deve agire per contrastare la deflazione e il cambio dell'euro ha finalmente iniziato a indebolirsi, segnale che i mercati credono a questa svolta. Inoltre il completamento dell'asset quality review/stress test (17 ottobre) è un passo decisivo per ridurre il premio al rischio sulle banche e per consolidare l'espansione del credito di cui si vedono le prime avvisaglie. "Vista la determinazione delle banche centrali nel combattere la deflazione riteniamo il profilo rischio/rendimento dell'equity decisamente più interessante rispetto ai bond", conclude Equita.


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Ucraina, non c'è una soluzione militare

Ucraina, non c'è una soluzione militare - MilanoFinanza.it

politica

Ucraina, non c'è una soluzione militare




"Non c'è una soluzione militare" alla crisi in Ucraina. Lo dice il segretario generale dell'Onu, Ban ki-moon, che mette in guardia i Paesi occidentali a due giorni dal vertice dell'Allenanza Atlantica sul rafforzamento della Nato nell'Est Europa, con Mosca che accusa Kiev di innescare una "grande guerra". "L'Unione europea, gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi occidentali", ha spiegato Ban Ki-moon, "stanno discutendo molto seriamente tra di loro su come procedere" contro il coinvolgimento russo in Ucraina. Devono capire che non c'è una soluzione militare. Il dialogo politico per una soluzione politica è il modo più sicuro". Secondo Ban Ki-moon c'è una "situazione caotica e pericolosa" con conseguenze regionali "e globale".



 
 


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Marchionne: Fca a Wall St. il 13 ottobre, su aumento decide cda

Written By Unknown on Minggu, 31 Agustus 2014 | 15.12

Lo sbarco a Wall Street di Fca, la società nata dalla fusione di Fiat Spa in Fiat Chrysler Automobiles, avverrà il 13 ottobre. A dare l'annuncio è stato Sergio Marchionne, ad di Fiat, in occasione della giornata conclusiva del Meeting di Cl a Rimini. "Le tempistiche saranno rispettate", ha spiegato, "la quotazione sarà a ottobre, molto probabilmente il 13 anche se capita nel week-end e quindi bisognerà valutare bene",  aggiungendo di fatto un altro tassello al progetto Fca iniziato ufficialmente lo scorso primo agosto quando l'assemblea degli azionisti ha dato il via libera al progetto di fusione.

Parlando dell'eventuale aumento di capitale da attuare per portare a termine il piano di investimenti, Marchionne ha ribadito la linea espressa a inizio agosto. "Tecnicamente il piano di investimenti è strutturato in modo che venga realizzato senza un aumento di capitale, ma tutte le decisioni su un eventuale aumento di capitale e per un eventuale piano per i bond convertibili verranno prese dal cda di Fca che si terrà a fine ottobre", ha detto il numero uno del Lingotto.

Sotto il profilo strettamente finanziario, Marchionne ha confermato i target per il 2014. "Per quanto ne sappiamo oggi, è confermata la guidance indicata nel secondo trimestre, stiamo lavorando molto", ha detto.  "Il mercato americano,  come ho detto nella precedente conference call, sta andando incredibilmente bene. Lo vedrete quando comunicheremo i numeri martedì per le vendite di agosto. L'intera industria sta andando bene. Fornisce sostegno alle attività del gruppo e perciò continuiamo a focalizzarci sulle cose che funzionano".

Parlando dell'Italia il top manager italo-canadese ha ribadito: "Non intendiamo chiudere nessuno stabilimento in Italia accollando i costi" della modernizzazione degli stabilimenti".  L'Italia, secondo Marchionne, può essere la base per la diffusione di veicoli in tutto il mondo.


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Marchionne: Basta con gelati e barchette ma Renzi ora deve portare risultati

La fiducia nell'esecutivo guidato da Matteo Renzi c'è e c'è sempre stata anche se il suo operato scarseggia sotto il profilo dei risultati. Basta vedere gente con il gelato o con a barchetta. Il tempo di scherzare è finito, bisogna agire adesso.

Dopo quattro anni Sergio Marchionne, ad di Fiat, torna a Rimini al Meeting di Cl e manda un messaggio chiaro: il nostro Paese non può aspettare. Da quel lontano 2010 l'Italia e l'Europa stanno ancora facendo i conti con la più grande crisi economica e finanziaria dal dopoguerra e sembra che il nostro Paese sia ancora immerso nel torpore e di inerzia, nonostante un tasso di disoccupazione che ha superato il 12%.

"Per qualche strano motivo, in Italia ci comportiamo come se fossimo un'isola felice, dove ciò che esiste deve essere salvaguardato ad ogni costo. Il nostro Paese continua a vivere come i pesci di Wallace: chiuso nella sua boccia, incapace di vedere e affrontare le realtà più ovvie, inerte di fronte alla richiesta di modernità di un mondo globale", ha detto il top manager. "Abbiamo passato vent'anni a far finta di fare le riforme. Abbiamo vissuto pensando che il nostro Paese potesse andare avanti prendendo solo se stesso e il proprio passato come riferimento. Ci siamo costruiti da soli quell'handicap che oggi tiene gli investitori stranieri. Siamo stati noi il nostro più grande nemico. E quando dico noi intendo davvero tutti: chi ha governato il Paese, quegli imprenditori che si sono resi complici dell'inerzia, e quelle tenaci forze di conservazione, di destra e di
 sinistra, che sono ancora radicate in tanta parte della società".

Marchionne e la Fiat hanno fiducia nel governo "ma", spiega l'ad., "la verità è che finora, chiunque abbia guidato il Paese, si è scontrato con un muro di gomma ed è stato costretto a svolgere un ruolo quasi amministrativo. Risultati concreti ne abbiamo visti molto pochi; compromessi tanti. Renzi ha davanti a sé un ruolo arduo e ingrato. Ma è determinato e coraggioso nel voler demolire le forze di resistenza al cambiamento e alle riforme. Nei pochi incontri privati, l'ho incoraggiato a proseguire il suo programma riformatore senza curarsi del clamore e degli attacchi. La sua missione è importante, molto più importante del rumore e della polvere sollevata dagli oppositori. Se le riforme verranno veramente varate, saremo i primi a salutarle con gioia ma non possiamo riporre speranze in un sistema che pare immobile", spiega ancora Marchionne sulle prospettive politiche del Paese. "Temo che non succederà domani mattina perché si aspetta cambiamenti da chi sta nelle stanze del potere. Resterà un'utopia", aggiunge critico. "Le speranze del futuro dell'Italia sono in mano alla gente che fa".
 
Nel raccontare il modo in cui la Fiat si sia trasformata negli ultimi 10 anni, Marchionne ha ricordato la decisione del Lingotto di lasciare Confindustria. "Abbiamo fatto scelte coraggiose", ha detto il top manager italo-canadese, "e di rottura con il passato, compreso uscire da Confindustria per stabilire un rapporto negoziale diretto, al di fuori dei soliti riti sindacali e concordando insieme le condizioni per ricomporre la capacità di competere dell'industria dell'auto italiana. Siamo andati avanti, incuranti delle accuse, degi attacchi e degli sgambetti".

Durante la sua visita al Meeting, Marchionne non ha gradito il modo in cui il premier ha riposto alla copertina dell'Economist che  aveva ritratto Matteo Renzi su una barca con un gelato in mano. "La copertina non mi è piaciuta, il gelato l'hanno dato a tutti quanti noi e non ha niente a che vedere con Renzi. Io" non avrei reagito, "l'avrei ignorato. Di vignette su di me ne escono tante, non le ho mai inseguite. Non sopporto più la gente con il gelato, le barchette e cavolate; da italiano non voglio sentirne più. Vorrei essere orgoglioso a livello internazionale di dire che siamo bravi come gli altri".


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Avvio positivo per Piazza Affari, in luce Fiat

Written By Unknown on Jumat, 29 Agustus 2014 | 15.11

Piazza Affari apre la seduta in rialzo dello 0,33% a 20.404 punti ma sullo sfondo tiene banco il riacuirsi delle tensioni geopolitiche tra Mosca e Kiev, dopo che ieri forze ribelli russe hanno occupato alcune città costiere e villaggi del sud est dell'Ucraina. E mentre la Russia aumenta sempre più il suo coinvolgimento nel conflitto sostenendo apertamente i separatisti, Washington continua a credere nell'arma delle sanzioni economiche, come ha riferito il presidente americano, Barack Obama, durante un briefing alla Casa Bianca non considerando alcuna opzione militare per la risouzione del conflitto.

Tuttavia, pur non usando direttamente la parola "invasione", Obama ha dichiarato che ora la situazione non si può equivocare. "Adesso gli Stati Uniti sanno per certo che c'è la Russia dietro il conflitto in Ucraina e che il Cremlino è responsabile. I separatisti sono aiutati dai russi, sono addestrati dai russi, sono finanziati dai russi", ha detto il presidente. In questo scenario anche il resto d'Europa sale dopo i primi scambi e Francoforte avanza dello 0,23%, Parigi dello 0,36%, Londra dello 0,26% e Madrid dello 0,32%.

Sul versante della politica interna, invece, si terrà oggi il consiglio dei ministri che si concentrerà sullo Sblocca Italia e sulla riforma della giustizia, mentre è slittata alla prossima settimana la discussione sulla riforma della scuola. Una scelta per evitare che vi sia "troppa carne al fuoco". Nel frattempo il mercato si concentrerà sui numerosi dati macroeconomici in agenda, tra cui l'inflazione e il tasso di disoccupazione in Italia e l'inflazione dell'Eurozona (sotto la lente della Bce), mentre da Oltreoceano arriveranno l'indice dei prezzi relativo alle spese per consumi personali di luglio, i redditi delle famiglie, l'indice Napm di Chicago di agosto e l'indice di fiducia elaborato dall'Università del Michigan. Infine, in Germania le vendite al dettaglio luglio hanno evidenziato un calo dell'1,4%.

Lo spread tra Btp e Bund riparte da quota 155 punti base e il rendimento del decennale domestico è al 2,43%. Sul principale listino milanese le banche scambiano sopra la pari e Intesa Sanpaolo avanza dello 0,27%, Mediobanca è piatta a 6,72 euro, Ubi Banca sale dello 0,34%, Bpm dello 0,58%, Bper il dello 0,7%, Banco Popolare dello 0,6% e Unicredit dello 0,25% a 5,90 euro nonostante il responsabile della Fma (l'authority dei mercati austriaca) abbia dichiarato che la crisi politica ucraina e l'inversione di rotta dell'economia russa creano rischi importanti per alcune banche austriache che hanno grosse esposizioni su quei Paesi. Unicredit controlla Bank Austria, che è esposta alla Russia.

Mps sale dello 0,62% a 1,134 euro e il presidente della Fondazione Mps, Marcello Clarich, ha spento le ipotesi di trattative con Axa circa un possibile allargamento del patto di sindacato attualmente vigente tra la Fondazione, Fintech Avisory e Btg Pactual sull'istituto senese. La Fondazione si è poi resa disponibile a risarcire due dei quattro membri che ha espresso per il cda della banca se daranno le dimissioni lasciando il  posto ad altri due espressi dai fondi, come previsto dal patto di sindacato.

Telecom Italia ritraccia dal rally della vigilia e cede lo 0,17% a 0,8725 euro dopo essere stata tagliata fuori dai piani di Vivendi per la cessione della controllata brasiliana Gvt, che ha deciso di avviare con Telefonica trattative in esclusiva. Gli investitori ora scommettono su una possibile cessione di Tim Brasil, che come anticipato da Mf-Milano Finanza se avvenisse ai multipli con cui è stata trattata Gvt (oltre 10 volte l'ebitda) implicherebbe per Tim Brasil una valutazione superiore a 18 miliardi. Oggi Telecom può contare sull'interesse della brasiliana Oi e "il gruppo continua a perseguire i piani di sviluppo ed investimento nel Paese coerentemente con il piano industriale 2014-2016, facendo leva sul forte posizionamento di Tim Brasil sul mercato", ha fatto sapere in una nota la società guidata da Marco Patuano.

Il titolo Salvatore Ferragamo svetta dopo i conti del primo semestre e sale del 5,04% a 21,66 euro. Denaro anche su Fiat (+2,76% a 7,63 euro) dopo che l'ad, Sergio Marchionne, ha assicurato che il limite dei 500 milioni di euro stabilito nel quadro dell'esercizio dei diritti di recesso connessi alla fusione tra Fiat e Chrysler non è stato superato. Infine, Finmeccanica è in progresso dello 0,64% a 7,13 euro dopo che Agusta Westland ha patteggiato davanti al gip di Busto Arsizio la sanzione di 7 milioni e mezzo di euro nell'inchiesta su presunte tangenti pagate al governo indiano per l'aggiudicazione della fornitura di 12 elicotteri.


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Fiat naviga verso la fusione con Chrysler a vele spiegate

Cade ufficialmente l'ultimo dei grandi ostacoli alla fusione tra Fiat e Chrysler che porterà alla creazione del nuovo gruppo Fiat Chrysler Automobiles, con sede legale in Olanda, residenza fiscale in Gran Bretagna e quotazione primaria, a partire probabilmente da metà ottobre, a Wall Street. E' quanto ha fatto sapere il Lingotto in una nota, asserendo che sulla base delle comunicazioni e delle certificazioni ricevute il limite dei 500 milioni di euro stabilito nel quadro dell'esercizio dei diritti di recesso connessi al progetto di fusione tra le due case automobilistiche non è stato superato.

La società è ormai prossima a concludere il processo di determinazione del numero di azioni per le quali il diritto di recesso è stato validamente esercitato dagli azionisti e la comunicazione al pubblico avverrà entro giovedì 4 settembre, mentre il termine per la proposizione delle opposizioni dei creditori scadrà il prossimo 4 ottobre. In ogni caso, Fiat ritiene che non sussista alcun rischio di pregiudizio per i creditori e non prevede di conseguenza che il processo per l'opposizione dei creditori impedisca il tempestivo completamento della fusione con Chrysler confermato "intorno alla metà del mese di ottobre".
 
Inoltre, la società ha ribadito che le azioni ex diritto saranno offerte in prelazione agli azionisti al valore di liquidazione e, in caso di mancato e eventuale acquisto, al mercato. Infine, i titoli non acquistati decorsi 180 giorni dalla data di comunicazione dell'esercizio del diritto di recesso saranno, subordinatamente al verificarsi della fusione, acquistate da Fca e annullate.

I vertici del gruppo torinese hanno ovviamente espresso soddisfazione per i risultati preliminari di un processo di determinazione dei diritti di recesso che è stato reso difficoltoso dalle recenti turbolenze dei mercati, che avevano spinto i corsi azionari del titolo al di sotto dei 7,727 euro del valore di liquidazione, con il mercato che aveva speculato su un superamento del limite dei 500 milioni e il conseguente fallimento del progetto di fusione approvato dall'assemblea dello scorso primo agosto.

"Sono lieto di questo risultato. Attendiamo ora il completamento di questo progetto che è stato sul nostro tavolo sin dalla acquisizione della totalità del capitale di Chrysler. La quotazione sul Nyse darà il giusto rilievo all'importanza delle attività del gruppo sul mercato statunitense e renderà più efficienti le nostre attività di finanziamento", ha commentato il presidente, John Elkann. "Mi rassicura il fatto che la stragrande maggioranza dei nostri azionisti abbia scelto di continuare nel proprio impegno di azionisti fedeli. La loro fiducia ed il loro sostegno al piano strategico che abbiamo delineato per i prossimi cinque anni hanno importanza decisiva in questo momento, in cui entriamo in una fase di realizzazione che migliorerà drasticamente il posizionamento di mercato del nostro gruppo e dei nostri marchi", ha aggiunto l'ad, Sergio Marchionne.

A Piazza Affari il titolo Fiat sale dell'1,95% a 7,585 euro, dopo essersi spinto fino a un massimo intraday a quota 7,70 euro. Per Equita (rating buy e target price a 9,2 euro confermati) la notizia è positiva in quanto la fusione Fiat-Chrysler sarebbe ormai alle porte. "Dopo il -2% di ieri assistiamo ad un tentativo di rimbalzo. Abbiamo aperto in gap positivo. Vediamo se tale rialzo dura tutta la giornata", ha precisato un trader contattato dall'agenzia Mf-DowJones.

"In scia alla comunicazione di oggi mi aspetto che il titolo si riporti a ridosso dell'area del valore del recesso di 7,727 euro nel breve periodo. Dal punto di vista industriale, con l'operazione di fusione si chiude un ciclo per Fiat. Adesso quello che conta è il business e il valore del gruppo dipenderà esclusivamente dai risultati economici. Il fronte M&A sembra per ora privo di opportunità", ha concluso l'esperto.


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Piazza Affari attesa in calo in apertura. Occhi puntati su Telecom

Written By Unknown on Kamis, 28 Agustus 2014 | 15.12

E' previsto un avvio di seduta in territorio negativo per le Borse del Vecchio Continente in scia alla debolezza di Tokyo e di Wall Street. Gli occhi degli operatori rimangono comunque fissi soprattutto sulla politica monetaria della Banca Centrale europea. In precedenza gli operatori di mercato avevano previsto una probabilità di attuazione del QE tra il 40% e il 60%, ma dopo il discorso di Draghi a Jackson Hole, in cui ha riconosciuto il declino delle aspettative d'inflazione, le probabilità sono aumentate.

Sul fronte macroeconomico giornata ricca di dati. Riflettori puntati alle 11 sui dati dell'Eurozona del mese di agosto, e in particolare sull'indice della fiducia economica, fiducia dell'industria, dei servizi e quella dei consumatori. Alle 14 sarà la volta del tasso d'inflazione tedesco del mese di luglio. Attenzione anche all'asta Bot. Subito dopo tutte le attenzioni saranno rivolte ai dati Usa. La seconda lettura del Pil del 2* trimestre degli Stati Uniti e il dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione saranno pubblicate infatti alle 14,30.

A piazza Affari l'attenzione è tutta su Telecom Telecom Italia: la società italiana ha presentato a Vivendi un'offerta per la fusione di Gvt in Tim Brasil che valorizza la società controllata dai francesi 7 miliardi di euro. A seguito del'operazione Vivendi entrerà nel capitale di Telecom con una quota del 20%. L'offerta non prevede aumenti di capitale. La spagnola Telefonica risponde offrendo a Vivendi 7,45 miliardi di euro per Gvt più l'8,3% di Telecom Italia e il 12% di Telefonica Brasil. Vivendi ha fatto sapere che le due proposte saranno esaminate oggi dal consiglio di sorveglianza.

Occhi puntati anche su Brunello Cucinelli che ha pubblicato ieri conti in crescita e su Hera, già ieri in progresso dopo la semestrale. Tra le aziende che riuniscono oggi i rispettivi Cda si segnalano Salvatore Ferragamo, Iren e Immsi.


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Piazza Affari apre in leggero calo

Piazza Affari apre in leggero calo - MilanoFinanza.it

analisi

Piazza Affari apre in leggero calo




Apertura negativa per Piazza affari, con il Ftse Mib in calo dello 0,44% a 20.670 punti. Tutti gli occhi sono ovviamente puntati su Telecom Italia dopo l'offerta per la brasiliana Gvt da 7 miliardi di euro più l'ingresso della francese Vivendi con il 20% nel capitalke della stessa Telecom, il cui titolo alle ore 9:10 guadagnava lo 0,8%. Brilla Banca Popolare di Milano con un rialzo del 2,5%. Ancora meglio Brunello Cucinelli (+3,3%) dopo i conti diffusi ieri.

Sul sentiment generale pesano le dichiarazioni di ieri del ministro delle Finanze tedesco Wofgang Schaeuble, secondo il quale il presidente della Bce, Mario Draghi, è stato male interpretato e dunque non ha aperto a un allentamento delle politche di austerità da parte dei governi di Eurolandia. Intanto sono usciti i dati macro della Spagna: il pil è cresciuto dello 0,6% nel secondo trimestre rispetto al primo e dell'1,2% su base annua, ma il Paese è in deflazione , con un calo dell'indice dei prezzi al consumo dello 0,5% su base annua




 
 


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