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Prevista apertura debole a Piazza Affari

Written By Unknown on Senin, 12 Januari 2015 | 15.11

Nei primi giorni del 2015 gli investitori hanno dovuto fare i conti con una forte volatilità, con giorni di netti rialzi seguiti da sedute di correzioni. In particolare venerdi hanno chiuso in rosso sia le borse europee sia i listini azionari statunitensi. Secondo gli esperti anche oggi si aprirà con un rimbalzo, ma la volatilità resterà alta.

Aumentano infatti i rischi che la prossima mossa della Bce deluda gli operatori, che si aspettano un allentamento monetario aggressivo. Intanto il focus continua a rimanere sulla Grecia, dove i sondaggi politici mostrano Syriza in vantaggio, anche se di poco. La settimana non prevede molti dati macro, ma gli investitori guardano alla Grecia, alla crisi in Ucraina, al calo dei prezzi del petrolio (i future sul Brent trattano sotto i 50 dollari al barile) e alle attese per la Bce.

Gli indicatori chiave saranno l'inflazione britannica di domani e le vendite al dettaglio Usa di mercoledì. Sempre per dopodomani è atteso il parere della Corte europea di Giustizia sul programma Outright Monetary Transactions della Bce. Un parere negativo potrebbe complicare gravemente i piani dell'Eurotower sul QE. Oggi i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Francia e Germania si incontreranno per discutere della situazione a Kiev.

Negli Stati Uniti invece inizierà la stagione delle trimestrali con Alcoa. In Giappone i mercati sono chiusi per festività. Oggi è arrivato l'annuncio di una nuova operazione di M&A nel settore farmaceutico. Shire ha siglato un accordo da 5,2 miliardi di dollari per acquisire NPS Pharmaceuticals. L'acquisizione, che segna il ritorno della società  farmaceutica irlandese nel campo dell'M&A, sarà realizzata interamente in contanti.

In piazza Affari attenzione ai bancari. Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si attesta a 139 punti dai 140 punti della chiusura di venerdì scorso. In particolare occhi puntati su Banca Carige  dopo che la Consob ha notificato all'istituto un atto di citazione a mezzo del quale è stato instaurato presso il Tribunale di Genova un procedimento civile avente ad oggetto la richiesta di declaratoria di nullità o di annullamento della delibera assembleare del 30 aprile 2014 di approvazione del bilancio di esercizio dell'istituto al 31 dicembre 2013 per asserita non conformità.

Nel comparto degli industriali da seguire Prysmian , tra le top pick settoriali di Credit Suisse. Tra i media, Berenberg ha invece alzato il prezzo obiettivo su Mediaset  da 3,65 a 4,05 euro, confermando la raccomandazione buy.


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Cementir, aumento di capitale per 300 milioni di euro

Cementir  Holding ha pianificato un aumento di capitale per un massimo di 300 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione del gruppo ha convocato l'assemblea straordinaria degli azionisti il 23 febbraio prossimo per attribuire al consiglio di amministrazione la delega quinquennale ad aumentare il capitale sociale in base in base all'articolo 2443 del Codice civile.

All'aumento parteciperanno sia Caltagirone  spa, che tramite Calt 2004 srl detiene il 31,67% del capitale di Cementir , sia Vianini Lavori , che ha in mano il 25,48% delle quote. Entrambe le società hanno dato ufficiale consenso all'operazione. L'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone , secondo dati Consob, ha in mano, attraverso diverse controllate, il 64,60% di Cementir .

L'aumento in una o più tranches (senza esclusione del diritto di opzione), comprensivo di eventuale sovrapprezzo, non potrà essere superiore a 300 milioni di euro. Lo scopo dell'operazione è quello di "aumentare le risorse patrimoniali e la flessibilità finanziaria della società nell'ambito dell'implementazione della propria strategia di crescita".


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Dialoghetto morale tra il cliente e il suo gestore

Written By Unknown on Minggu, 11 Januari 2015 | 15.11

Cliente. Ho visto l'ultimo estratto conto, ma come mai su questi titoli di stato il rendimento è addirittura negativo? Paghiamo soldi invece che incassarne?
Gestore. Purtroppo per clienti con il profilo di rischio che ci ha comunicato di voler mantenere questo è il mercato: la paura di perdere tanti soldi è tanta e allora si accetta di perderne sicuramente pochini, ma di proteggere il grosso.

Cliente. Ma se è così, perché non trasformare in contanti il tutto e tenerli nel conto corrente o in un conto di deposito?
Gestore Certo, potremmo farlo, ma poiché in gestione abbiamo più di 100 mila euro, che è la soglia garantita in caso di crack della banca, Lei si sente di correre il rischio? Tenga inoltre presente che è vero che il tasso nominale di questi titoli tedeschi è negativo, ma così come è successo lo scorso anno, se i tassi ufficiali nel 2015 dovessero scendere ancora, il prezzo dei suoi titoli salirebbe e comunque avrebbe portato a casa una plusvalenza.

Cliente. Sarà ma con i tassi ufficiali già a zero, mi sembra improbabile. Alternative?
Gestore. Possiamo proporle una polizza vita legata a una gestione separata. In questo caso il rendimento è positivo, perché la Compagnia di assicurazione assicura un rendimento minimo garantito o comunque qualche forma di protezione del capitale.

Cliente. Scusi, lei mi sconsiglia di affidare i miei soldi a una banca ma poi mi propone di darli a una Compagnia assicurativa? Sono inaffondabili?
Gestore. No, possono fallire pure loro, ma le gestioni sono separate e i titoli sono a garanzia del portafoglio. In altri termini, Lei non rischia di vedere bruciati tutti i soldi dati in gestione ma tutt'al più la differenza tra il valore nominale e quello di mercato, mentre se la banca saltasse per aria, i suoi depositi sarebbero a rischio dopo che fossero esauriti quelli degli azionisti e degli obbligazionisti della banca stessa.

Cliente. Ma con l'aria che tira, come fanno queste compagnie a garantire rendimenti?
Gestore. Infatti, queste polizze non si sa quanto tempo saranno ancora in giro, perché le Compagnie sono vessate da requisiti patrimoniali che devono mantenere a fronte di queste garanzie e si stanno dirigendo sempre più verso polizze legate all'andamento di unit linked, che non hanno rendimenti minimi garantiti.

Cliente. Ma non è meglio direttamente andare su dividendi azionari o cedole di obbligazioni che rendono di più? Mi hanno detto che comunque le polizze hanno costi piuttosto elevati.
Gestore. Vero, ma allora deve accettare di variare il suo profilo di rischio. In altri termini, deve accettare il rischio di vedere oscillare nel corso dell'anno del 10-15% il valore di quanto investe. Ha lo stomaco per farlo? La cosa peggiore sarebbe che mi telefonasse alla prima seduta negativa come quella di venerdì 9, dicendomi di vendere tutto: il timing sbagliato è il tallone d'achille di tutti gli investitori poco avvezzi al rischio.

Cliente. Cosa vuole che le dica… E se andassimo su altre valute? Il dollaro per esempio?
Gestore. Ottima intuizione, ma le domando: secondo Lei, cosa rende di più in questo momento: un Buono del tesoro americano a cinque anni o un Btp della stessa durata?

Cliente. Con l'aria che tira in Italia, direi il Btp.
Gestore. Sbagliato: il T-Bond rende l'1,5% e il Btp l'1%.

Cliente. Ma come, ci sarà bene una differenza tra la solidità dei conti pubblici americani e quelli italiani… E poi non dicono tutti che il dollaro sarà sempre più forte dell'euro nei prossimi mesi?
Gestore. Certo, lo dicono tutti… Però in questo momento il mercato dice due cose diverse

Cliente. Cioe?
Gestore. La prima è che nei prossimi anni i tassi in Usa saliranno e i prezzi dei titoli di stato in circolazione scenderanno: ecco perché quelli ora sul mercato devono avere un rendimento più alto. Discorso contrario invece per i Btp: se i tassi in Europa scendessero ancora, il valore dei prezzi di quelli in circolazione si apprezzerebbe, ecco perché è sufficiente il livello attuale dell'1% di rendimento.

Cliente, Mah, a questa ci credo poco. E sul cambio, invece?
Gestore. A parità di giudizio sul bilancio pubblico americano e quello italiano, il mercato dice che tra cinque anni il dollaro si sarà svalutato dello 0,5% all'anno.

Cliente. Ma come, se tutti dicono che la discesa dell'euro è appena iniziata!
Gestore. Certo, ma le ricordo che al momento dell'introduzione dell'euro, il cambio era a 1,18 dollari, come ora, e la previsione di tutti era che sarebbe arrivato presto a 1,4, visto la crescente importanza che l'euro avrebbe avuto come moneta di riserva mondiale. E invece sei mesi dopo l'euro era crollato a 0,8 dollari… Ora l'euro è sceso rapidamente da 1,4 a 1,1 dollari, ma continuerà così? Una cosa sono i trend, un'altra le oscillazioni di breve.

Cliente. Mi è venuto un gran mal di testa…
Gestore. Lo comprendiamo, ma la verità è che nessun economista, nessun gestore, nessuno strategist ha mai vissuto o studiato in passato una situazione del genere: recessione e deflazione in una parte del mondo, titoli di stato stampati a go-go per favorire la crescita in un'altra parte… La confusione è grande e a pagarne le spese è proprio l'investitore più prudente-

Cliente. Vabbè, ci penso, mi chiami domani.


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Barclays, 5 banche che hanno un potenziale fino al 40%

Nonostante l'ipotesi di un mini Qe (Quantitative easing), che venerdì 9 gennaio ha fatto piombare al ribasso i listini europei, e i rumors secondo cui l'Eurotower avrebbe definito dei livelli differenziati di capitale per i singoli istituti di credito, gli analisti di Barclays ritengono che l'investimento in alcuni titoli bancari europei sia un'opportunità da cogliere al volo. Ecco i titoli che hanno un potenziale di rialzo che può arrivare al 40% e rendimenti 2015 delle cedole stimati fra il 3 e il 6%.

1) Ing. Il colosso olandese guidato da Ralph Hamers merita un prezzo obiettivo di 14 euro, del 35% circa superiore alle quotazioni attuali, a cui si aggiunge un rendimento della cedola 2015 del 5,9%. Il titolo tratta una volta il valore di libro tangibile (tbv) 2014 e 8 volte l'utile previsto nel 2016:. Un incremento di 9 punti base del margine di interesse netto potrebbe spingere la redditività (rote) oltre il 15%.

2) Lloyds. Rating overweight (sovrappesare) anche per il gruppo inglese, che sta spostando il focus dalla ripresa degli utili ai dividendi, soprattutto se il governo Uk dovesse vendere la sua quota. La posizione finanziaria della banca è solida e la capacità di generare utili dovrebbe far crescere le attività tangibili (tangible book) del 25% circa fra il 2014 e il 2017, portando il ratio Basilea III core tier 1 al 16% entro il 2017. Il dividend payout ratio è stimato in aumento dal 20% del 2014 al 60% nel 2016-17, che si traduce in un rendimento della cedola del 6-7% nello stesso biennio, basandosi sul prezzo attuale. Il target price di 90 pence implica un upside del 22%.

3) Banco Popular. Prezzo obiettivo di 5,60 euro, del 40% superiore alle quotazioni recenti, per l'istituto iberico, che tratta 0,8 volte il valore di libro tangibile 2014 e 9,8 volte l'utile atteso nel 2016, mentre il dividend yield 2015 è intorno al 3%. Il potenziale di crescita è legato principalmente alla prospettiva di una redditività (rote) di medio periodo superiore al 10%, che nell'ipotesi migliore arriva al 15%.

4) Seb. E' la banca favorita dagli analisti fra quelle del Nord Europa grazie anche all'elevata qualità del credito. Il titolo ha un margine di rialzo del 18,7% rispetto a un target price di 111 corone svedesi. Il capitale si sta rafforzando ulteriormente e il dividendo potrebbe salire se il payout ratio dovesse essere portato al 75%, sui livelli di altri istituti del paese. Il titolo viene scambiato 1,9 volte il valore di libro tangibile 2014 e 11,8 volte l'utile 2016. Il dividend yield 2015 è invece stimato 5,1%.

5) Ubs. Il gruppo bancario guidato da Sergio Ermotti merita un prezzo obiettivo di 20 franchi svizzeri, del 20% circa superiore alle quotazioni attuali, a cui si aggiunge un rendimento della cedola 2015 del 6%. Il titolo tratta 1,4 volte il valore di libro tangibile 2014 e 9,1 volte l'utile previsto nel 2016. I punti di forza sono la solida posizione finanziaria e gli elevati ritorni sul capitale, oltre ai margini di crescita dei ricavi.


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Risparmio, uno scudo impegnativo

Written By Unknown on Sabtu, 10 Januari 2015 | 15.11

Anche se la voluntary disclosure si apre all'insegna di alcuni nodi che vanno chiariti, il provvedimento sarà comunque l'ultima chiamata per mettere in regola i capitali nascosti al fisco sia in Italia sia soprattutto all'estero. La procedura serve a regolarizzare le violazioni agli obblighi di dichiarazione annuale dei capitali detenuti all'estero compiute fino al 30 settembre 2014 e prevede l'obbligo di versare le imposte evase e gli interessi in maniera integrale, mentre le sanzioni godono di significative riduzioni.

E l'accordo fiscale in arrivo tra Italia e Svizzera non lascerà più tanti margini di manovra a chi detiene, non dichiarandoli, i capitali oltre frontiera. Inoltre l'intesa tra i due Paesi rende meno oneroso il ravvedimento volontario che è, attualmente, molto alto per coloro che detengono capitali in Stati Black list.

Ecco perché le stime sui possibili rientri parlano di 80 miliardi di euro, su un totale di capitali depositati illecitamente all'estero di 200 miliardi. La posta in gioco è quindi alta e le private bank sono già pronte da diversi mesi per raccogliere i flussi di denaro che emergeranno. E che potranno dare un altro forte impulso alla raccolta del 2015 dopo un 2014 che si è chiuso con una crescita record per le società di asset management italiane.

A partire da Banca Generali , molto attiva nelle precedenti edizioni dello scudo fiscale, che ha in serbo diverse novità nel 2015 a partire dal lancio entro l'estate della nuovo servizio Bg Personal Advisory con soluzioni per la consulenza immobiliare, fiscale, di corporate finance, family office e passaggio successorio.

Tutti i dettagli su MF-MilanoFinanza, in edicola da sabato anche in formato elettronico su pc e tablet iPad, Android, Amazon Kindle Fire e Windows 8.


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Barclays, 5 banche che hanno un potenziale fino al 40%

Nonostante l'ipotesi di un mini Qe (Quantitative easing), che venerdì 9 gennaio ha fatto piombare al ribasso i listini europei, e i rumors secondo cui l'Eurotower avrebbe definito dei livelli differenziati di capitale per i singoli istituti di credito, gli analisti di Barclays ritengono che l'investimento in alcuni titoli bancari europei sia un'opportunità da cogliere al volo. Ecco i titoli che hanno un potenziale di rialzo che può arrivare al 40% e rendimenti 2015 delle cedole stimati fra il 3 e il 6%.

1) Ing. Il colosso olandese guidato da Ralph Hamers merita un prezzo obiettivo di 14 euro, del 35% circa superiore alle quotazioni attuali, a cui si aggiunge un rendimento della cedola 2015 del 5,9%. Il titolo tratta una volta il valore di libro tangibile (tbv) 2014 e 8 volte l'utile previsto nel 2016:. Un incremento di 9 punti base del margine di interesse netto potrebbe spingere la redditività (rote) oltre il 15%.

2) Lloyds. Rating overweight (sovrappesare) anche per il gruppo inglese, che sta spostando il focus dalla ripresa degli utili ai dividendi, soprattutto se il governo Uk dovesse vendere la sua quota. La posizione finanziaria della banca è solida e la capacità di generare utili dovrebbe far crescere le attività tangibili (tangible book) del 25% circa fra il 2014 e il 2017, portando il ratio Basilea III core tier 1 al 16% entro il 2017. Il dividend payout ratio è stimato in aumento dal 20% del 2014 al 60% nel 2016-17, che si traduce in un rendimento della cedola del 6-7% nello stesso biennio, basandosi sul prezzo attuale. Il target price di 90 pence implica un upside del 22%.

3) Banco Popular. Prezzo obiettivo di 5,60 euro, del 40% superiore alle quotazioni recenti, per l'istituto iberico, che tratta 0,8 volte il valore di libro tangibile 2014 e 9,8 volte l'utile atteso nel 2016, mentre il dividend yield 2015 è intorno al 3%. Il potenziale di crescita è legato principalmente alla prospettiva di una redditività (rote) di medio periodo superiore al 10%, che nell'ipotesi migliore arriva al 15%.

4) Seb. E' la banca favorita dagli analisti fra quelle del Nord Europa grazie anche all'elevata qualità del credito. Il titolo ha un margine di rialzo del 18,7% rispetto a un target price di 111 corone svedesi. Il capitale si sta rafforzando ulteriormente e il dividendo potrebbe salire se il payout ratio dovesse essere portato al 75%, sui livelli di altri istituti del paese. Il titolo viene scambiato 1,9 volte il valore di libro tangibile 2014 e 11,8 volte l'utile 2016. Il dividend yield 2015 è invece stimato 5,1%.

5) Ubs. Il gruppo bancario guidato da Sergio Ermotti merita un prezzo obiettivo di 20 franchi svizzeri, del 20% circa superiore alle quotazioni attuali, a cui si aggiunge un rendimento della cedola 2015 del 6%. Il titolo tratta 1,4 volte il valore di libro tangibile 2014 e 9,1 volte l'utile previsto nel 2016. I punti di forza sono la solida posizione finanziaria e gli elevati ritorni sul capitale, oltre ai margini di crescita dei ricavi.


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Fininvest, ok al trust per Mediolanum

Written By Unknown on Jumat, 09 Januari 2015 | 15.11

Il consiglio di amministrazione di Fininvest ha reso noto ieri sera a borsa chiusa che intende chiedere a Bankitalia la proroga del termine per istituire il trust dove conferire gli 800 milioni di euro circa ai valori di borsa attuali, pari al 20% del pacchetto azionario di Mediolanum  eccedente il 9,9%. Nel frattempo il board ha anche avviato la procedura di istituzione del trust stesso.

Questa decisione segue il ricorso fatto da Silvio Berlusconi il 7 gennaio  contro il provvedimento del 7 ottobre 2014 con il quale Banca f'Italia e Ivass stabilivano che l'ex Cavaliere avrebbe dovuto cedere la quota in Mediolanum  oltre il 9,9% e conferirla in un trust entro 30 mesi.

Ma quali caratteristiche avrà il trust che il cda di Fininvest ha deciso di istituire? Fininvest Spa sarà il disponente (avrà il potere di permettere di svolgere, a norma di legge, le attività di valorizzazione e alienazione della partecipazione del 20% entro il termine dei 30 mesi stabilito da Bankitalia)  e nel contempo la beneficiaria.

E' stato invece nominato trustee Sirefid Spa, la fiduciaria di Intesa Sanpaolo , mentre la professoressa Marina Brogi sarà il guardiano.


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Borse Ue, attesa apertura in leggero ribasso

Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta in leggero calo dopo il rally di ieri (+3,69% il Ftse Mib). Sul fronte dei dati macro, alle 14,30 verranno resi noti i nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli e nel settore privato e il tasso di disoccupazione a dicembre negli Usa. I mercati non si aspettano che il boom di novembre si ripeta, ma è comunque previsto un dato solido intorno alle 240.000 unità. Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 5,7% dal 5,8% del mese precedente.

A piazza Affari da seguire le banche, che potrebbero risentire delle ipotesi di stampa sul fatto che la Bce potrebbe alzare i requisiti patrimoniali per gli istituti di credito. Occhi sempre puntati su Mps  e Carige , alla luce del rally messo a segno dai due titoli ieri (+12,39% e +8,25%). Per Carige , secondo MF, spunta il nome della Compagnia di San Paolo quale possibile socio forte che partecipi all'aumento di capitale. Infine, da seguire Eni , "ieri in buon progresso dopo i recenti forti cali legati all'andamento del prezzo del petrolio", conclude l'esperto interpellato da MF-Dowjones.

L'euro apre sotto quota 1,18 dollari, in attesa delle prossime mosse della Bce. Ieri Mario Draghi ha fatto sapere che le misure non convenzionali studiate dalla Bce potrebbero contemplare l'acquisto di diverse attività, tra le quali i titoli di Stato. La moneta europea viene scambiata  a 1,1797 dollari, dopo aver toccato ieri un nuovo minimo da nove anni a 1,1754 dollari. Euro/yen a 140,80 e dollaro/yen a 119,30.

Il prezzo del petrolio è in rialzo. Sul mercato asiatico, i future sul Light crude salgono di 31 centesini a 49,10 dollari e quelli sul Brent crescono di 10 centesimi a 51,06 dollari.


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Borse Ue verso un'apertura positiva

Written By Unknown on Kamis, 08 Januari 2015 | 15.11

Il  rimbalzo di ieri a Wall Street potrebbe dare maggiore fiducia. L'indice Dow Jones ha guadagnato l'1,22%, lo S&P 500 l'1% e il Nasdaq l'1,26%. In Piazza Affari occhi ancora puntati su Fca  e Banca Carige . Attenzione poi sui titoli bancari italiani che risentono della risalita dello spread e sui titoli energetici. 

L'aumentata volatilità dei mercati non spaventa gli esperti di Exane che continuano a essere positivi verso il credito europeo perché ritengono che ci sia in questi giorni un eccessivo pessimismo. Sottolineano gli esperti: "Il deprezzamento dell'euro non ha inciso positivamente sull'inflazione attesa che, sulla scia del crollo del prezzo del petrolio, ha continuato su un trend ribassista. Alla luce di tale situazione, la Bce dovrebbe annunciare un nuovo protocollo d'azione, intervenendo direttamente sul mercato per rendere più accomodanti le condizioni del mercato creditizio".

Conncordano gli esperti di M&G: "A nostro avviso, la diminuzione dei prezzi del petrolio potrebbe essere un fattore positivo per la crescita e quindi per le azioni nel lungo periodo perché c'è una riduzione della spesa per i produttori ed i consumatori, e perché l'inflazione rimane sotto controllo, cosa che può stimolare i banchieri centrali a proseguire nelle politiche  accomodanti".

Proprio alla Bce guardano le maggiori case di investimento. Intanto prevale un fligh to quality che penalizza i titoli bancari molto sensibili all'andamento dello spread tra Btp e Bund, in risalita a 146 punti base a causa della nuova tensione sui titoli greci. Dal punto di vista delle singole azioni  ancora occhi puntati su Banca Carige  e su Fca 

Dopo Morgan Stanley che ha alzato il prezzo obiettivo su Fca  (che ieri ha chiuso a 9,70 euro), portandolo da 13 a 14 euro con la raccomandazione che resta confermata a overweight, molte altre case di investimento hanno premiato il titolo con giudizi positivi. Gli esperti di Morgan Stanley pensano che Fca   presenti ancora il 40% di upside potenziale in Borsa grazie alla prossima quotazione di Ferrari, al potenziale inespresso di Jeep e alla capacità manageriale della squadra costruita da Sergio Marchionne.

Attenzione anche al settore energia che deve fare i conti con il calo del prezzo del petrolio. Nonostante le quotazioni restino sui minimi degli ultimi cinque anni e mezzo, i membri dell'Opec hanno finora evitato di chiedere ufficialmente un meeting di emergenza. Ieri il greggio ha chiuso in lieve rialzo a New York, ma sempre in prossimità dei minimi dall'aprile 2009. Il light crude Wti è avanzato di 72 cent a 48,65 dollari al barile.

Oggi dal punto di vista macro attesa per le vendite al dettaglio di novembre in Europa e, nel pomeriggio, dagli Usa arriveranno le nuove richieste di sussidi e il credito al consumo di novembre.


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Partenza in rialzo per il Ftse Mib, Enel sotto la lente

Avvio di seduta con il segno positivo per le borse europee sulla scia dei listini asiatici e di Wall Street. Prosegue l'estrema debolezza del cambio con il cross euro/dollaro a un soffio da 1,18 a 1,18163. Sul fronte macro, gli ordini all'industria in Germania sono diminuiti del 2,4% su mese a novembre, un calo ben più pronunciato di quello dello 0,7% previsto dagli economisti.

La flessione è stata guidata da una contrazione del 4,7% degli ordini domestici mentre quelli dall'estero hanno rallentato dello 0,7%. Il dato di ottobre è stato rivisto al rialzo a +2,9% dal precedente +2,5%. Mattinata impegnativa dal lato dell'offerta, con le aste spagnola e francese sul tratto lungo ed extra-lungo. Madrid mette sul piatto 4,5-5 miliardi di nuova carta 2020, 2028 e 2037, mentre Parigi offre fino a 9,5 miliardi di titoli a scadenza 2024, 2030 e 2045.

Il Tesoro italiano ha comunicato ieri sera a mercato chiuso che lunedì prossimo 12 gennaio verranno offerti 8 miliardi di Bot a un anno contro i 9,3 miliardi in scadenza. Dopo le 17.30 di oggi arriverà l'annuncio sui dettagli dell'asta a medio-lungo di martedì 13, in cui dovrebbero essere riaperti i benchmark Btp a tre e sette anni eventualmente insieme al trentennale.

Tenendo in considerazione l'annullamento dell'appuntamento di metà dicembre, l'ultima asta sul segmento risale al 13 novembre. L'ufficio studi di Unicredit  prevede che nel corso del primo trimestre di quest'anno il nuovo titolo di riferimento a sette anni 15 aprile 2022 e il decennale giugno 2025 vengano offerti entrambi a febbraio, rispettivamente a metà e a fine mese. Possibile anche, in base alle condizioni di mercato, un nuovo trent'anni.

Prosegue il clima di avversione al rischio in ragione dell'incertezza politica in Grecia, della lettura inferiore alle attese dell'inflazione europea a dicembre (primo tasso annuo negativo da ottobre 2009) insieme al sanguinoso attentato parigino alla sede di Charlie Hebdo. Riparte così da 142 punti base il differenziale di rendimento Btp/Bund e dall'1,91% il tasso del decennale.

A Piazza Affari l'indice Ftse Mib sale dell'1,39% a 18.375 punti. Con il prezzo del petrolio che si stabilizza, dopo un inaspettato calo delle riserve settimanali Usa: i future sul Wti Light crude avanzano di 7 centesimi a 48,72 dollari e quelli sul Brent cedono 14 centesimi a 51,01 dollari, Eni  passa di mano a quota 13,90 euro e recupera il 2,06%. Saipem  segna un +1,36% a 8,205 euro e Tenaris  un +0,68% a 11,79 euro.

Tra gli altri energetici, occhio a Enel  (+0,89% a 1,702 euro) perché, secondo fonti di stampa, la società energetica starebbe negoziando con un gruppo di banche italiane ed estere un maxi-finanziamento da 9,44 miliardi di euro per allungare dal 2018 al 2020 una linea di credito attuale.

Tra le banche, Intesa Sanpaolo  guadagna l'1,42% a 2,28 euro e Unicredit  l'1,90% a 5,05 euro anche se stamani JP Morgan ha limato il target price da 7,9 a 7,7 euro, ribadendo comunque il rating overweight. Bene anche Mps  (+1,08% a 0,4681 euro) e le popolari, con il Banco Popolare  in testa (+1,50% a 9,495 euro). Su Campari  (+2,85% a 5,24 euro) è invece intervenuta Nomura alzando il giudizio da neutral a buy. Il target price sale da 5,5 a 6,2 euro.


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