Hsbc, dieci motivi per investire in Turchia nel 2013

Written By Unknown on Kamis, 03 Januari 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

In pochi se ne sono accorti, ma nel 2012 il listino di Istanbul è salito del 60,5% (indice Msci) contro una media del 15,2% dei mercati emergenti. Come andrà quest'anno? Gli esperti dell'investment bank Hsbc sono convinti che la Turchia, che è ancora al di sotto dei massimi toccati nel novembre 2010, non deluderà gli investitori. Ecco a loro parere dieci motivi per investire nel Paese.

1) Il rating migliora. Dopo l'upgrading di Moody's nel luglio 2012, all'inizio di novembre è stata la volta di Fitch, che ha assegnato al credito del Paese l'investment grade. Secondo gli analisti, nel primo semestre del 2013 ci sarà la promozione di un'altra agenzia di rating, che assegnerà alla Turchia i pieni voti con un impatto positivo sul mercato azionario.

2) Il listino è a sconto. Con un p/e (prezzo/utile) stimato per il 2013 di 10,5, il listino di Istanbul è a sconto rispetto alla media dei mercati emergenti. Nonostante la brillante performance già realizzata non è quindi troppo caro per attrarre gli investitori internazionali.

3) Gli utili salgono. Nel 2013 gli utili delle maggiori società quotate del Paese evidenzieranno un ulteriore progresso, soprattutto nei settori più esposti verso il mercato interno, con ricadute positive sulle quotazioni in borsa.

4) Il Pil cresce. Gli economisti stimano quest'anno un incremento del Pil intorno al 5 grazie alla dinamica domanda interna, al modesto indebitamento sia delle aziende sia dei privati, al basso livello dei tassi reali e all'impegno del governo per ridurre il deficit delle partite correnti.

5) La politica monetaria flessibile. La banca centrale si sta muovendo nella giusta direzione. Secondo Ercan Guner, gestore di Hsbc, "il suo obiettivo è avere una politica monetaria flessibile per rispondere velocemente ai cambiamenti economici e agli sviluppi del mercato".

6) L'inflazione è in calo. Le previsioni sull'inflazione a fine 2012 sono scese al 6,5% da un livello intorno all'8-9%, e le stime di consensus a 24 mesi sono ancora più basse (5,9%).

7) Il basso costo del lavoro. Grazie a una manodopera a basso costo ma preparata, la Turchia ha ancora un vantaggio di competitività in molti settori nei mercati internazionali.

8) Il mix dell'export. Il processo di diversificazione delle esportazioni ha subito un'accelerazione negli ultimi anni, con la quota destinata all'Eurozona che è scesa al 40% e quella destinata al Medioriente e all'Est Europa che è salita al 34% in base ai dati del luglio 2012.

9) Il settore bancario si espande. Le banche hanno grandi opportunità di crescita dato lo scarso livello di indebitamento delle aziende, il tasso di crescita della popolazione (1,4% all'anno), la bassa età media della popolazione (28 anni) e l'aumento del reddito medio disponibile.

10) Il quadro politico stabile. Le ultime elezioni si sono tenute nel giugno 2011 e il partito AKP ha ottenuto una netta vittoria. Le prossime elezioni locali, presidenziali e generali si svolgeranno, rispettivamente, nel marzo 2014, nel luglio 2014 e nel giugno 2015.



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