La strategia di Goldman Sachs in sette punti

Written By Unknown on Selasa, 05 Maret 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Gli esperti di Goldman Sachs invitano a guardare oltre le tensioni che stanno dominando le borse europee, perché se i rischi a breve termine sono alti, in uno scenario a più lungo termine non mancano le occasioni. A patto di riposizionare il portafoglio in funzione del nuovo scenario che si presenterà. "Nel 2013 ci sarà una ripresa molto modesta della crescita globale che è però destinata ad accelerare nel 2014. In questa prospettiva per un investitore le azioni sono interessanti, soprattutto se confrontate con i bond" commentano gli analisti. Ecco in sintesi i sette punti cardine intorno ai quali ruota la strategia della banca d'affari americana.

1) Tecnologia in pole position. I settori preferiti dagli specialisti di Goldman Sachs sono caratterizzati da una crescita strutturale che non è ancora scontata nei prezzi, come la tecnologia, il farmaceutico e l'automobilistico. Le società high-tech hanno registrato un forte calo degli utili nel 2012, ma da quel livello hanno ampi margini di miglioramento. I titoli tecnologici con il consiglio buy (comprare) sono l'elvetica AMS e l'inglese Aveva, oltre ai giganti Capgemini, Ericsson e Sap. Nel comparto farmaceutico meritano lo stesso rating la svizzera Roche, la danese Novo Nordisk, l'inglese Genus e la svedese Elekta, mentre nell'auto la scelta è ristretta a due nomi, Valeo e Daimler. Il settore automobilistico beneficerà della riduzione del numero delle piattaforme produttive, che porterà a sua volta a risparmi dei costi, e all'espansione delle vendite nei mercati emergenti, soprattutto per i premium brand. Guardando ai multipli borsistici, l'auto è inoltre il comparto più a buon mercato, con un p/e a 12 mesi intorno a 8.

2) Lontani dalle tlc. Meglio evitare il settore petrolifero e quello delle telecomunicazioni. Nel primo caso i risultati finora comunicati del quarto trimestre 2012 sono stati generalmente deludenti, visto che hanno evidenziato costi più alti, minori riserve e investimenti in aumento, che non riusciranno tuttavia a compensare il rallentamento della crescita organica. Il calo atteso del prezzo del petrolio, da una media di 110 dollari/barile nel 2013 a 85 dollari nel 2016, porterà probabilmente a una flessione del free cash flow, mettendo a rischio la distribuzione dei dividendi. Il settore delle tlc incontrerà invece limiti strutturali alla crescita nei prossimi due anni, che si tradurranno in deboli profitti, anche a causa dell'esposizione prevalentemente europea dei ricavi e della necessità di tagliare ulteriormente il debito.

3) Il food è troppo caro. Il settore alimentare, che è tipicamente difensivo, ha raggiunto livelli di valutazione che non lo rendono più attraente agli occhi degli analisti dell'investment bank Usa, nonostante la solida crescita dei fondamentali e la bassa volatilità delle quotazioni. Il giudizio negativo vale anche per la distribuzione, che è penalizzata dal calo dei consumi in Europa, causati a loro volta dall'alta disoccupazione, dai modesti incrementi dei salari, dalla riduzione del reddito disponibile e dalla misure di austerità decise lo scorso anno.

4) Meglio le assicurazioni delle banche. Nel settore finanziario i titoli assicurativi sono meno rischiosi delle banche, perché beneficiano della maggiore duration del portafoglio e della revisione degli asset in portafoglio. Sebbene il 2012 sia stato uno dei migliori per le performance delle compagnie assicurative, i loro livelli di valutazione sono ancora attraenti ( p/e  previsto di 8,8). I titoli con il rating buy sono Admiral, Axa e Munich Re.

5) Giudizio in ribasso sulle utility. Sul settore delle utility il rating è stato ridotto da overweight (sovrappesare) a neutrale, a causa delle crescenti pressioni sui margini reddituali a cui sono sottoposti i maggiori operatori. L'unica eccezione è il titolo Fortum, che merita il rating buy.

6) Spazio alle griffe. I titoli del lusso non deluderanno gli investitori, trascinati dai buoni risultati di bilancio. Gli analisti si aspettano una crescita annua del 10-15% dei ricavi e del 20% e oltre del cash flow. I titoli preferiti sono Salvatore Ferragamo, Christian Dior e Richemont.

7) Ottimisti sui media. Il settore dei media, uno dei più colpiti dalla crisi, è destinato a recuperare posizioni quando la ripresa globale si concretizzerà nel 2014, spingendo le imprese ad aumentare gli investimenti, compresi quelli pubblicitari. I titoli consigliati dagli esperti di Goldman Sachs sono BSkyB, ITE, Kabel Deutschland, Modern Time, SES e TF1.



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