Migliora la liquidità delle banche italiane, si punta su Bpm e Unicredit

Written By Unknown on Kamis, 04 April 2013 | 15.11

Di Francesca Gerosa

Con lo spread Btp-Bund sotto 330 punti base (ora 328 punti) le banche italiane cercano di recuperare il terreno perso ieri. I due big, Intesa Sanpaolo e Unicredit, avanzano rispettivamente dell'1,59% a 1,15 euro e dell'1,73% a 3,29 euro. Piazza Cordusio ha annunciato un'offerta di riacquisto di alcuni bond senior fino a un massimo di 3,5 miliardi di euro. Bene anche Ubi Banca (+1,92%), Mediobanca (+3,1%), Bper (+3,17%) e Bpm (+3,61%) che oggi riunisce il consiglio di sorveglianza sui risultati di bilancio. Stona solo Mps (-1,66% a 0,17 euro).

Il settore bancario italiano tratta con un rapporto prezzo-utile 2013-2014 di 15,3-7,7, un rapporto prezzo-tangible equity di 0,5 e con un rendimento del patrimonio netto tangibile (Rote) del 2,3%-4,4%. I best picks per Equita restano Bpm, perché la trasformazione in spa consentirà un'espansione dei multipli che più che compensa la diluzione dell'aumento di capitale, e Unicredit, perché gli analisti della sim si attendono un miglioramento delle rettifiche in Italia e visto che il de-rating delle attività core europee resta sui massimi.

In generale dai risultati del quarto trimestre 2012 della banche italiane è emersa ancora pressione sul margine di interesse; una copertura sui crediti dubbi in aumento di due punti al 40%, aumento concentrato sulle popolari (da +1% a +6%) anche se in alcuni casi (Ubi Banca 26%, BP 27%) i livelli raggiunti potrebbero richiedere ulteriori miglioramenti; una liquidità in miglioramento con un incremento di 22 miliardi trimestre su trimestre (+11%) negli asset rifinanziabili in Bce (+71 miliardi anno su anno o +46%), in pratica il 31% del totale dei depositi.

Intesa Sanpaolo e Banco Popolare (circa 36%) da una parte, Bper e Credem (10-15%) dall'altra, sono agli estremi del range. Equita ha ritoccato al ribasso in media dell'8% le stime 2014-2015 a causa del margine di interesse ancora sotto pressione (-9% trimestre su trimestre).

"E' possibile un ulteriore marginale calo nel primo trimestre di quest'anno", indicano gli analisti della sim. Quanto alla perdita sui portafogli dei titoli di Stato, senza calcolare Mps, è stata azzerata e i rischi di futuri impatti negativi dagli stress test Eba si sono ridotti; inoltre la generazione dei crediti problematici è risultata in rallentamento trimestre su trimestre da 2,6% a 2%, lontano dai picchi del 2009 (3,2%).

Il costo del rischio 2013 (116 punti base) permette ora di assorbire un'accelerazione fino al 3%. A livello patrimoniale, infine, il Core Tier 1 è sceso in media di -30bps trimestre su trimestre al 9,3% e quindi rischi di aumenti di capitale/conversione bond (Ubi Banca e/o il Banco Popolare) per Equita sono limitati.



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