Petroliferi, chi comprare e chi vendere

Written By Unknown on Jumat, 13 Februari 2015 | 15.11

Dopo aver rivisto la stime sul prezzo del greggio a 55-65 dollari al barile, gli analisti di Société Générale  hanno modificato le previsioni su utili e target price delle compagnie del settore

1) BG Group. Il rating sul gruppo anglosassone, che capitalizza 50  miliardi di dollari, è sceso da hold (mantenere) a sell (vendere), con prezzo obiettivo 9 sterline, inferiore alle quotazioni attuali. L'utile per azione (eps) è stato tagliato del 67% nel 2015 e del 57% nel 2016. Sebbene la revisione al ribasso delle stima sul prezzo di petrolio e gas abbia svolto una parte importante, hanno pesato negativamente anche le previsioni, recentemente annunciate, di volumi minori delle attese nel 2015, di un utile  della divisione Lng (Liquefied natural gas) più modesto e di tasse più alte. Il titolo è scambiato con multipli  (p/e di 41,3 nel  2015 e 23,9 nel 2016) superiori alla media di settore, rispettivamente di 20,2 e 13,8. Il  rendimento della cedola 2014 e 2015 è 2%. L'interesse potrebbe essere speculativo nel caso di m&a.

2) BP. Giudizio neutrale (hold) per il colosso petrolifero guidato da Robert Dudley, che capitalizza 127 miliardi di dollari. Il target price di 4,50 sterline è in linea con le quotazioni recenti. L'eps è stato ridotto del 48% nel 2015 e del 29% nel 2016. La risposta del gruppo al crollo del greggio è stata finora la più incisiva del settore. Se infatti Shell ed Exxon non hanno dato indicazioni specifiche, con la prima che ha detto soltanto che il capex 2015 sarà inferiore a quello del 2014, Bp ha annunciato un taglio degli investimenti 2015 di 20 miliardi di dollari (-20%). In sintesi spenderà il 12% in meno dello scorso anno, che unito alla crescita del free cash flow atteso e alle cessioni previste di asset, consentirà di coprire il dividendo. Il rendimento della cedola 2014 è 5,3% in aumento al 5,8% nel 2015.

3) Eni . Rating buy per il gruppo guidato da Claudio Descalzi, al quale è stato assegnato un prezzo obiettivo di 17,5 euro, che corrisponde a un margine di rialzo del 13%. L'eps è stato tagliato del 33,6% nel 2015 e del 24,2% nel 2016.  Gli analisti si aspettano un incremento della produzione del 2,8% nel 2015, con un rialzo più forte nel 2016 (+6,7%), sulla base delle aspettative di avvio dei progetti Goliath, Angola Lng e Kashagan quest'anno. La compagnia dovrebbe inoltre cedere le quote rimanenti in Galp e Snam  quando scadrà il bond convertibile a fine 2015- inizio 2016. Il  titolo tratta 14,5 volte l'utile 2014 e 20 quello del 2015, mentre  il dividend yield  del 7% riflette i timori di un taglio della cedola, come avvenne con il cash petrolifero del 2009, ma secondo gli analisti sarà mantenuto perché il bilancio è molto più solido di allora.

4) Galp. La stima dell'utile 2015 e 2016 è stata tagliata rispettivamente del 25% e del 22%, per riflettere le previsioni più basse sul greggio, ma non ha inciso sull'attrattività del gruppo, che resta in una posizione di vantaggio. Grazie all'alta esposizione al settore raffinazione è meglio posizionato rispetto ai competitor nel caso il prezzo del Brent resti basso. Al contrario  se la quotazione del Brent dovesse ricominciare a crescere il maniera sostenuta, i margini di raffinazione soffrirebbero. Non bisogna però dimenticare che essendo il nav (net asset value) di Galp per l'80% nell'upstream, la valutazione beneficerebbe di un aumento dei prezzi. Il titolo, che capitalizza 9 miliardi di dollari, ha un p/e di 27 nel 2014 e  29,6 nel 2015, mentre il rendimento della cedola è intorno al 3%.

5) Shell. Il rating sul gigante petrolifero, guidato da Ben Van Beurden, che capitalizza 213 miliardi di dollari, è stato confermato buy (comprare). Grazie alle caratteristiche difensive, che si possono sintetizzare nella solidità del bilancio,  merita  un prezzo obiettivo di 25 sterline, del superiore alle quotazioni attuali. L'utile per azione (eps) è stato tagliato del 40% nel 2015 e del 18,4% nel 2016. L'impatto dei minori prezzi di petrolio e gas si sentirà sia nella divisione e&p (esplorazione & produzione) che in quella integrated gas (Lng, Gtl), ma la ristrutturazione del downstream continuerà ad evidenziare miglioramenti. Avendo posticipato 40 progetti (con un costo di 15 miliardi di dollari in tre anni) Shell annuncerà il nuovo budget nei prossimi mesi. Il titolo è scambiato con multipli  (p/e di 19 nel  2015 e 12 nel 2016) inferiori alla media di settore, rispettivamente di 20,2 e 13,8. Il  rendimento della cedola 2014 è 5%, per salire a 5,7% nel 2015.

6) Repsol. Alla compagnia spagnola (25,6 miliardi di dollari di capitalizzazione) è stato assegnato il giudizio neutrale (hold), in ribasso da buy, dopo aver ridotto del 14,6% e del 16,4% le stime sull'utile per azione 2015 e 2016. Il target price di 17 euro si confronta con una quotazione attuale di 16,4. Il rendimento della cedola  è intorno al 6%. Il titolo, che viene scambiato con un p/e di 15 sia nel 2015 che nel 2016, risentirà delle incertezze legate all'impatto finanziario della grande acquisizione a dicembre di Talisman, con lo stress test dell'operazione che era basato su un prezzo di 70 dollari al barile nel 2015 e 75 nel lungo periodo.

7) Statoil. Prezzo obiettivo di 133  corone norvegesi, contro una quotazione attuale di 143,6, per il gruppo guidato da Eldar Saetre che capitalizza 62,5 miliardi di dollari. Il rating è negativo (sell) perché i multipli borsistici sono elevati rispetto alla media di settore (p7e di 19,8 nel 2015 e 15,8 nel 2016) e il bilancio è il più debole fra i big oil. Il rendimento della cedola è 4,8% sia nel 2014 che nel 2015.


Anda sedang membaca artikel tentang

Petroliferi, chi comprare e chi vendere

Dengan url

http://milanofinanza.blogspot.com/2015/02/petroliferi-chi-comprare-e-chi-vendere.html

Anda boleh menyebar luaskannya atau mengcopy paste-nya

Petroliferi, chi comprare e chi vendere

namun jangan lupa untuk meletakkan link

Petroliferi, chi comprare e chi vendere

sebagai sumbernya

0 komentar:

Posting Komentar

techieblogger.com Techie Blogger Techie Blogger