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Calcio, un miliardo per ripartire

Written By Unknown on Minggu, 29 Juni 2014 | 15.11

Il flop della Nazionale ai Mondiali in Brasile ha certificato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il declino del calcio italiano. Dopo la vetta toccata a Berlino nel 2006, quando l'Italia si laureò campione del mondo per la quarta volta, sono state ben poche le soddisfazioni per i tifosi in campo internazionale: Milan (2007) e Inter (2010) hanno vinto la Coppa dei Campioni, ma nel primo caso si trattava di una squadra formata durante il periodo d'oro di inizio secolo, mentre nel secondo di una compagine fatta da tutti calciatori stranieri.

C'è stata inoltre una finale continentale raggiunta dall'Italia di Prandelli nel 2012, ma il declino del calcio nazionale, evidenziato anche dal sorpasso nei confronti della Serie A dei campionati inglese, spagnolo e tedesco nel ranking Uefa, è sempre più palese nelle ultime stagioni costellate da cocenti delusioni delle nostre squadre nelle varie coppe internazionali.

Ciononostante in settimana, come si legge nell'articolo in pagine 15, Sky e Mediaset hanno fatto piovere sul calcio 945 milioni a stagione per trasmettere le partite di Serie A nel periodo 2015/2018, che fanno del campionato italiano la Lega più remunerata dalle televisioni dopo la Premier League. I canali tematici, insomma, hanno capito che la mancanza di stelle nel nostro calcio può ridurre le presenze allo stadio, ma non ha ancora intaccato il piacere di vedere la propria squadra del cuore dal divano di casa. Di qui la bagarre tra il gruppo di Rupert Murdoch e quello di casa Berlusconi.

Tutti i dettagli su MF-MilanoFinanza, in edicola da sabato anche in formato elettronico su pc e tablet iPad, Android, Amazon Kindle e Windows 8.


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Sette titoli Ue da +30%

Da inizio anno i listini europei sono cresciuti del 4,1% contro il 7,6% degli Usa (indice Msci in euro), ma le occasioni con un potenziale di rialzo a doppia cifra non mancano. Ecco secondo gli analisti di Societe Generale sette titoli che meritano il rating buy (comprare) perché hanno un margine di crescita superiore al 15%, che in alcuni casi arriva al 30%.

1) Akzo Nobel. Al gruppo chimico olandese, che capitalizza 13,6 miliardi di euro, è stato assegnato il target price di 65 euro. Il potenziale di rialzo dalle quotazioni recenti è del 20,3%, mentre il dividend yield è stimato 2,8% nell'esercizio 2014 e 3,1% nel 2015. Secondo gli analisti la reazione del mercato ai risultati del primo trimestre è stata eccessiva, visto che la compagnia si sta concentrando sulla qualità degli utili, supportata dalla ristrutturazione nei mercati occidentali e dal ritorno degli investimenti realizzati nei Paesi emergenti. In un anno il titolo, che tratta 16,5 volte gli utili 2014 e 13,4 quelli 2015, ha realizzato una performance del 23%.

2) Pirelli. Il gruppo italiano, che capitalizza 5,8 miliardi di euro, merita un prezzo obiettivo di 13,8 euro, che implica un margine di crescita del 17%. Il dividend yield è invece 3% nel 2014 e 3,5% nel 2015. Il buon avvio dell'anno ha rafforzato la view positiva degli analisti, con le vendite che sono al top delle attese in Europa, oltre che in Usa e Cina, e i margini reddituali in progresso in Europa e negli Stati Uniti, tali da controbilancia le debolezze in Sud America. In titolo, che viene scambiato 13,1 volte gli utili 2014 e 11,6 quelli del 2015, ha guadagnato a Piazza Affari il 35,4% negli ultimi 12 mesi e il 10% negli ultimi tre.

3) Petrofac. L'upside stimato per il gruppo inglese, specializzato nel settore delle infrastrutture per l'industria petrolifera e del gas, è 32,4% in vista di un target price di 1.600 pence, a cui si somma un rendimento della cedola del 3,2%. Il punto di forza è il ricco portafoglio ordini (20 miliardi di dollari), mentre quello di debolezza è l'elevato indebitamento (debito/capitale del 41% nel 2014), un problema che la compagnia sta cercando di risolvere. Sul listino di Londra il titolo, che capitalizza 4,2 miliardi di sterline, è sceso dell'11,5% negli ultimi tre mesi. Il p/e (prezzo/utile) scende da 11,9 nel 2014 a 9,8 nel 2015.

4) Alrosa. Alla compagnia mineraria russa è stato attribuito il target price di 55 rubli, che implica un potenziale di rialzo dalle quotazioni attuali del 31%. Il rendimento della cedola è invece intorno al 5%. I risultati del primo trimestre sono stati convincenti e quelli del secondo dovrebbero essere anche meglio. Sul listino di Mosca il titolo, che tratta 7,2 volte gli utili 2014 e 6,8 quelli del 2015, è salito del 23,7% negli ultimi 12 mesi e il 20,6% negli ultimi tre.

5) Cgg. Il gruppo francese, che capitalizza 1,9 miliardi di euro, merita un target price di 14 euro che lascia un margine di crescita superiore al 30%, mentre il dividend yield è nullo. Il rating buy è motivato dai progressi attesi dei fondamentali e dalle basse valutazioni borsistiche rispetto ai concorrenti, ma è rischioso. In un anno il titolo, che viene scambiato con un p/e 2015 di 12,3, ha lasciato sul terreno il 39,5%.

6) Standard Chartered. Il colosso bancario inglese, che capitalizza 29,6 miliardi di sterline, è sottovalutato del 21,6%, in vista di un target price di 1.450 pence. Il sentiment del mercato è ancora negativo, ma gli analisti hanno confermato il rating buy tenendo conto delle potenzialità di crescita degli utili e della qualità della rete di agenzie, a fronte di valutazioni borsistiche sacrificate. Il rendimento della cedola è stimato 4,2% nell'esercizio 2014 e 4,6% nel 2015. Il titolo tratta 10,2 volte gli utili stimati nel 2014 e 8,8 quelli del 2015.

7) M6. Al gruppo dei media francese è stato assegnato il target price di 19 euro, superiore del 27,5% alle quotazioni attuali, perché il rapporto rischio/rendimento è ancora favorevole nonostante la revisione al ribasso delle stime sulla pubblicità. Il titolo, che capitalizza 1,9 miliardi di euro, viene scambiato 17 volte gli utili stimati nel 2014 e 14,4 quelli del 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit (valore d'impresa/reddito operativo netto) che scende da 8,95 nel 2014 a 8,45 nel 2015. Il dividend yield è invece intorno al 5,5% in entrambi gli esercizi.


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Calcio, un miliardo per ripartire

Written By Unknown on Sabtu, 28 Juni 2014 | 15.11

Il flop della Nazionale ai Mondiali in Brasile ha certificato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il declino del calcio italiano. Dopo la vetta toccata a Berlino nel 2006, quando l'Italia si laureò campione del mondo per la quarta volta, sono state ben poche le soddisfazioni per i tifosi in campo internazionale: Milan (2007) e Inter (2010) hanno vinto la Coppa dei Campioni, ma nel primo caso si trattava di una squadra formata durante il periodo d'oro di inizio secolo, mentre nel secondo di una compagine fatta da tutti calciatori stranieri.

C'è stata inoltre una finale continentale raggiunta dall'Italia di Prandelli nel 2012, ma il declino del calcio nazionale, evidenziato anche dal sorpasso nei confronti della Serie A dei campionati inglese, spagnolo e tedesco nel ranking Uefa, è sempre più palese nelle ultime stagioni costellate da cocenti delusioni delle nostre squadre nelle varie coppe internazionali.

Ciononostante in settimana, come si legge nell'articolo in pagine 15, Sky e Mediaset hanno fatto piovere sul calcio 945 milioni a stagione per trasmettere le partite di Serie A nel periodo 2015/2018, che fanno del campionato italiano la Lega più remunerata dalle televisioni dopo la Premier League. I canali tematici, insomma, hanno capito che la mancanza di stelle nel nostro calcio può ridurre le presenze allo stadio, ma non ha ancora intaccato il piacere di vedere la propria squadra del cuore dal divano di casa. Di qui la bagarre tra il gruppo di Rupert Murdoch e quello di casa Berlusconi.

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Sette titoli Ue da +30%

Da inizio anno i listini europei sono cresciuti del 4,1% contro il 7,6% degli Usa (indice Msci in euro), ma le occasioni con un potenziale di rialzo a doppia cifra non mancano. Ecco secondo gli analisti di Societe Generale sette titoli che meritano il rating buy (comprare) perché hanno un margine di crescita superiore al 15%, che in alcuni casi arriva al 30%.

1) Akzo Nobel. Al gruppo chimico olandese, che capitalizza 13,6 miliardi di euro, è stato assegnato il target price di 65 euro. Il potenziale di rialzo dalle quotazioni recenti è del 20,3%, mentre il dividend yield è stimato 2,8% nell'esercizio 2014 e 3,1% nel 2015. Secondo gli analisti la reazione del mercato ai risultati del primo trimestre è stata eccessiva, visto che la compagnia si sta concentrando sulla qualità degli utili, supportata dalla ristrutturazione nei mercati occidentali e dal ritorno degli investimenti realizzati nei Paesi emergenti. In un anno il titolo, che tratta 16,5 volte gli utili 2014 e 13,4 quelli 2015, ha realizzato una performance del 23%.

2) Pirelli. Il gruppo italiano, che capitalizza 5,8 miliardi di euro, merita un prezzo obiettivo di 13,8 euro, che implica un margine di crescita del 17%. Il dividend yield è invece 3% nel 2014 e 3,5% nel 2015. Il buon avvio dell'anno ha rafforzato la view positiva degli analisti, con le vendite che sono al top delle attese in Europa, oltre che in Usa e Cina, e i margini reddituali in progresso in Europa e negli Stati Uniti, tali da controbilancia le debolezze in Sud America. In titolo, che viene scambiato 13,1 volte gli utili 2014 e 11,6 quelli del 2015, ha guadagnato a Piazza Affari il 35,4% negli ultimi 12 mesi e il 10% negli ultimi tre.

3) Petrofac. L'upside stimato per il gruppo inglese, specializzato nel settore delle infrastrutture per l'industria petrolifera e del gas, è 32,4% in vista di un target price di 1.600 pence, a cui si somma un rendimento della cedola del 3,2%. Il punto di forza è il ricco portafoglio ordini (20 miliardi di dollari), mentre quello di debolezza è l'elevato indebitamento (debito/capitale del 41% nel 2014), un problema che la compagnia sta cercando di risolvere. Sul listino di Londra il titolo, che capitalizza 4,2 miliardi di sterline, è sceso dell'11,5% negli ultimi tre mesi. Il p/e (prezzo/utile) scende da 11,9 nel 2014 a 9,8 nel 2015.

4) Alrosa. Alla compagnia mineraria russa è stato attribuito il target price di 55 rubli, che implica un potenziale di rialzo dalle quotazioni attuali del 31%. Il rendimento della cedola è invece intorno al 5%. I risultati del primo trimestre sono stati convincenti e quelli del secondo dovrebbero essere anche meglio. Sul listino di Mosca il titolo, che tratta 7,2 volte gli utili 2014 e 6,8 quelli del 2015, è salito del 23,7% negli ultimi 12 mesi e il 20,6% negli ultimi tre.

5) Cgg. Il gruppo francese, che capitalizza 1,9 miliardi di euro, merita un target price di 14 euro che lascia un margine di crescita superiore al 30%, mentre il dividend yield è nullo. Il rating buy è motivato dai progressi attesi dei fondamentali e dalle basse valutazioni borsistiche rispetto ai concorrenti, ma è rischioso. In un anno il titolo, che viene scambiato con un p/e 2015 di 12,3, ha lasciato sul terreno il 39,5%.

6) Standard Chartered. Il colosso bancario inglese, che capitalizza 29,6 miliardi di sterline, è sottovalutato del 21,6%, in vista di un target price di 1.450 pence. Il sentiment del mercato è ancora negativo, ma gli analisti hanno confermato il rating buy tenendo conto delle potenzialità di crescita degli utili e della qualità della rete di agenzie, a fronte di valutazioni borsistiche sacrificate. Il rendimento della cedola è stimato 4,2% nell'esercizio 2014 e 4,6% nel 2015. Il titolo tratta 10,2 volte gli utili stimati nel 2014 e 8,8 quelli del 2015.

7) M6. Al gruppo dei media francese è stato assegnato il target price di 19 euro, superiore del 27,5% alle quotazioni attuali, perché il rapporto rischio/rendimento è ancora favorevole nonostante la revisione al ribasso delle stime sulla pubblicità. Il titolo, che capitalizza 1,9 miliardi di euro, viene scambiato 17 volte gli utili stimati nel 2014 e 14,4 quelli del 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit (valore d'impresa/reddito operativo netto) che scende da 8,95 nel 2014 a 8,45 nel 2015. Il dividend yield è invece intorno al 5,5% in entrambi gli esercizi.


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Cattolica Ass., nel nuovo piano più importanza alla previdenza

Written By Unknown on Kamis, 26 Juni 2014 | 15.12

Il cda di Cattolica Assicurazioni ieri ha discusso le linee-guida del nuovo piano d'impresa del gruppo. La redazione del piano, che avrà proiezione triennale, verrà ultimata entro l'estate e portata all'approvazione del board a settembre. Il nuovo piano ha l'obiettivo di accelerare il percorso di crescita intrapreso in questi anni, facendo leva sui punti di forza tradizionali del gruppo, sulla crescita dei rami elementari retail, sullo sviluppo di vita, welfare e previdenza, sull'innovazione nella distribuzione e nei processi, e sulle prospettive che si aprono nel settore agroalimentare con l'acquisizione di Fata.

In funzione di ciò, il consiglio di amministrazione ha anche deciso di procedere all'integrazione nella capogruppo di Cattolica Previdenza, la società specializzata nei prodotti previdenziali. Si tratta delle prime iniziative del progetto volto a dare impulso al business vita, welfare e previdenza. A questo proposito le iniziative del piano saranno tese a una ridefinizione complessiva del modello vita, welfare e previdenza e delle capabilities necessarie per competere con un buon livello di redditività sul mercato.

Tra gli altri obiettivi del piano ci sono una gestione manageriale e operativa integrata in un'unica fabbrica, il disegno di nuovi prodotti con il focus sui bisogni del cliente, la valorizzazione delle competenze distintive dei consulenti e dei prodotti previdenziali, la razionalizzazione della gestione degli attivi vita. L'integrazione di Cattolica Previdenza è un primo, importante passo in questa direzione perché mette il gruppo in condizione di valorizzare i prodotti previdenziali, facendo leva su tutti i canali distributivi (agenti, sportelli bancari consulenti previdenziali).

La rete distributiva di Cattolica Previdenza comprende oggi circa 500 risorse e la sua integrazione avverrà tecnicamente attraverso la scissione totale di Cattolica Previdenza, relativamente al business assicurativo in Cattolica Assicurazioni e relativamente alla componente commerciale nella società CP Servizi Consulenziali1. In borsa il mercato apprezza le linee-guida del nuovo piano d'impresa del gruppo: il titolo Cattolica Assicurazioni sale spedito dell'1,15% a 16,70 euro.

"Ribadiamo il nostro atteggiamento prudente sul titolo: reduce e target price a 17 euro, che è ancora scambiato a premio rispetto al settore assicurativo con un multiplo prezzo/utile 2015 di 12,1 volte contro le 10,6 volte del comparto", affermano in una nota di oggi gli analisti di Kepler Cheuvreux, indicando anche il continuo declino della redditività del business RC Auto, dovuto alla diminuzione delle tariffe, e la flessione dei proventi finanziari.


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Barclays crolla a Londra, sotto accusa il trading ad alta frequenza

Stamani a Londra il titolo Barclays crolla del 5% a quota 218 pence in seguito alla notizia che il procuratore di New York, Eric Schneiderman, è pronto a dare battaglia alla banca londinese. Ieri Schneiderman ha infatti annunciato un'azione legale contro il colosso inglese per frode e pratiche ingannevoli nei confronti dei suoi clienti. "Barclays ha mentito ai suoi clienti", avrebbe detto il procuratore.

L'istituto ha negato le accuse, ribadendo la proprio integrità e soprattutto dichiarando che "l'integrità del mercato è prioritaria". Sta comunque collaborando con le autorità americane dopo aver preso atto della denuncia che implica un risarcimento danni non specificato e provvedimenti ingiuntivi.

Il presunto scandalo sarebbe partito dal un alto funzionario delle forze dell'ordine dello Stato americano che avrebbe ottenuto da un ex senior director di Barclays un documento di 30 pagine che dimostrava come la banca londinese truffasse i propri clienti per espandere la sua piattaforma elettronica non regolamentata (dark pool).

Secondo i dati della Financial Industry Regulatory Authority, Barclays LX è la seconda più grande dark pool degli Stati Uniti, dietro solo a quella di Credit Suisse Group Crossfinder. In particolare, Barclays è accusata di avere mentito ai clienti sulla sua dark pool, nascondendo quanto i trader high frequency compravano e vendevano.

Gli high frequency trading sono gli scambi ultra veloci eseguiti in frazioni di secondo e finiti di recente nel mirino delle autorità americane. Secondo l'accusa, anche il materiale pubblicitario, compresi i grafici, pretendeva di dimostrare che solo una piccola parte delle negoziazioni all'interno della dark pool era "aggressiva", mentre a quanto pare le operazioni aggressive arriverebbero fino al 50% delle attività.

"La denuncia chiede un risarcimento dei danni non specificato, rendendo così difficile per noi quantificarne il potenziale impatto finanziario sul gruppo", hanno affermato stamani gli analisti di Shore Capital. "Questa non è chiaramente una buona notizia, ma per noi tali preoccupazioni sono già scontate nei prezzi e quindi la valutazione sul titolo rimane intatta: buy".


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Enel, cessioni anche in Brasile e in Indonesia

Written By Unknown on Selasa, 24 Juni 2014 | 15.12

Il titolo Enel beneficia (+0,33% a 4,30 euro) delle anticipazioni di MF-Milano Finanza secondo cui il gruppo si prepara ad annunciare la lista degli asset da cedere (4,4 miliardi di euro in tutto) a inizio luglio. In particolare, punta a vendere il 10% di Bayan Resources, una società mineraria indonesiana che ai prezzi di oggi vale 169 milioni di euro, e il 7,9% della società hi-tech Echelon, che vale appena 4 milioni.

In via di dismissione anche Cien, controllata che gestisce una rete elettrica ad alta tensione tra Brasile ed Argentina. Quest'altra società dovrebbe valere 750 milioni di euro ma ci sono una serie di contenziosi legali che rendono incerta la situazione. Sono già sul mercato il 66% della slovacca Slovenske Elektrarne e la russa OGK-5: la prima potrebbe valere 4,5 miliardi di euro e la seconda 2,9 miliardi.

"Della vendita degli asset in Slovacchia e Russia si parla da parecchi giorni. Le indiscrezioni di MF sulle possibili cessioni in sud America e in Asia sono invece una novità e confermano l'impegno di Enel nel raggiungimento del target di abbassamento del debito. Confermiamo quindi la raccomandazione outperform sul titolo", commenta un analista di una sim milanese.

Anche per gli analisti di Banca Akros (hold e target price a 4,10 euro) la notizia è positiva per Enel perché consente all'azienda di scegliere le attività più convenienti da vendere. Questo dovrebbe anche permettere a Enel di evitare potenziali problemi relativi alla situazione contingente, ad esempio in Russia, dove fattori esterni possono ridurre i prezzi o le possibilità di procedere alla vendita.


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Schaeuble, contrarre nuovo debito sarebbe errore peggiore

"Alleggerire" il patto di stabilità e contrarre nuovo debito sarebbe per i Paesi europei "il più grave errore che si possa commettere". Lo ha affermato Wolfgang Schaeuble, commentando il punto cruciale del dibattito sulla linea che debba assumere l'Unione Europea. "Contrarre nuovo debito sarebbe l'errore peggiore che si possa commettere", ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco, in un'intervista all'emittente Inforadio. "Attenersi alle regole che abbiamo stabilito insieme, né più né meno", ha sottolineato il ministro rivolgendosi ai partner di un certo peso della Germania, Francia e Italia in testa, che vorrebbero allentare la stretta delle regole di bilancio europee per poter investire di più e favorire la crescita. A detta di Schaeuble, l'esempio della Germania, che avrà un bilancio federale in equilibrio il prossimo anno per la prima volta da 45 anni a questa parte, "dimostra che funziona, è possibile" coniugare disciplina di bilancio e crescita economica.


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Speranza: immunità per i senatori? Per i deputati è prevista

Written By Unknown on Senin, 23 Juni 2014 | 15.12

L'immunità parlamentare per i componenti del nuovo Senato "non mi sembra un problema articolarmente centrale, nella strada verso le riforme. Anche perché, mi pare, alla Camera è già prevista". Lo afferma Roberto Speranza, capogruppo Pd alla Camera, in una intervista. Il presidente dei deputati democratici però non dice se è favorevole o no alla norma: "Prima dobbiamo confrontarci, è giusto che il Senato approfondisca. Dipende dalle funzioni che devono avere i senatori. E ci sono due elementi di contraddizione, che vanno valutati. Da una parte, con l'immunità, i sindaci e i consiglieri che fanno parte del Senato sarebbero diversi dai loro colleghi. Dall'altra parte, però, senza immunità si stabilirebbe una differenza tra Camera e Senato".

"Non mi sembra comunque", sottolinea Speranza, "una questione centrale. Mi concentrerei più sul percorso delle riforme, dove c'è ancora del lavoro da fare. Il Senato, con l'elezione indiretta dei 100, mi convince. Mentre sull'Italicum, la legge elettorale, il testo può essere migliorato su tre punti. La questione di genere, che era stata accantonata. Le soglie di accesso, o di sbarramento, che secondo me sono troppo alte (sono fissate al 4,5% per i partiti in coalizione, all8% per chi si presenta da solo, ndr). Terzo, il rapporto tra elettore ed eletto". Preferenze o collegi, conclude Speranza, "l'importante è che si superino le liste bloccate. Specie se la Camera rimane l'unico ramo del Parlamento eletto direttamente dai cittadini".


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Le frequenze digitali spingono TI Media

Sul listino milanese spicca il +4,03% a quota 1,393 euro di Telecom Italia Media in scia alle indiscrezioni secondo cui a fine maggio avrebbe raggiunto con Sky Italia un accordo sul digitale terrestre. Dopo il lancio di Cielo, canale televisivo free-to-air sulla piattaforma DTT, Sky Italia sarebbe infatti ancora essere interessata ad affittare frequenze digitali da TI Media e quindi avrebbe affittato cinque canali della controllata TIMB a un prezzo annuo di 20 milioni di euro (4 milioni di euro per canale).

Gli analisti di Kepler Cheuvreux ritengono che i tempi siano strettamente correlati all'esito della trattativa per l'assegnazione di diritti tv della serie A per le stagioni 2015-2018 (oggi si riunisce l'assemblea della Lega Serie A e a quanto pare Sky ha presentato le offerte più alte sia per il satellite e per le piattaforme DTT, oltre 750 milioni di euro) e alla necessità di Sky Italia di lanciare nuovi canali sulla piattaforma digitale terrestre, dove non è attualmente presente.

"Tale accordo dovrebbe sostituire il contratto di LA7 e La7d con Cairo Communication che scadrà nel 2016 e potrebbe sostenere la domanda di frequenze digitali in Italia dopo la recente mancanza di interesse per l'assegnazione delle frequenze DTT dal Ministero italiano dello Sviluppo Economico (solo Cairo ha presentato un'offerta, ndr) e generare 6-7 milioni di euro di ricavi aggiuntivi", sostengono gli analisti di Kepler Cheuvreux che comunque sul titolo Telecom Italia Media mantengono un rating reduce e un prezzo obiettivo a 0,80 euro.

Per gli esperti di Equita con questa mossa Sky vuole dimostrare la propria capacità di trasmettere anche sul digitale nel caso ottenesse il pacchetto B dei diritti del calcio. "La notizia per TI Media e l'Espresso, che dovrebbero chiudere entro il 30 giugno l'accordo per creare una joint venture con 5 multiplex nel digitale, sarebbe positiva in quanto aumenterebbero le probabilità di ingresso di un socio finanziario. Se Sky non dovesse ottenere il pacchetto B dei diritti del calcio ci pare meno probabile il lancio di un servizio pay sul digitale perché rischierebbe di danneggiare la sua offerta sul satellite", precisano gli analisti della sim.

Lo scorso 10 aprile TI Media e L'Espresso hanno infatti finalmente approvato l'integrazione (originariamente annunciata a ottobre 2013) dei loro, rispettivamente, tre e due multiplex digitali in una newco in cui controllano il 70% e il 30%. Questa nuova società genererà circa 100 milioni di euro di fatturato annuo, con un ebitda che gli analisti di Banca Akros stimano intorno a 35 milioni di euro, escluse le potenziali sinergie.

TI Media si è riservata la possibilità di acquistare il diritto di utilizzo di una delle cinque frequenze controllate da questa nuova società. L'accordo dovrebbe essere concluso alla fine di questo mese e, una volta completata l'integrazione, inizierà il processo di vendita.


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Saldi di moda

Written By Unknown on Minggu, 22 Juni 2014 | 15.11

Dopo il rally messo in campo dai titoli del lusso per tutto il 2013, quest'anno il mercato ha cominciato a mostrare prudenza sul settore. Che ha invertito il trend lasciando spazio a veloci retromarce. E in alcuni casi ricreando occasioni d'acquistoTaglie un po' meno abbondanti per i titoli della moda a Piazza Affari. Dopo i prezzi extralarge maturati nel corso del 2013, anno in cui molti dei protagonisti del settore hanno visto le proprie quotazioni più che raddoppiarsi al listino milanese, dall'inizio del 2014 è cominciato un progressivo storno da molti ritenuto fisiologico, tenuto conto dei multipli davvero importanti che si erano venuti a formare.

Con buona pace del premier Matteo Renzi, che dal palco dell'inaugurazione della 86esima edizione di Pitti Immagine Uomo, a Firenze, ha indicato gli imprenditori della moda come modello per la capacità di promuovere l'Italia sul mercato globale. «Il mondo ha fame di bellezza e di made in Italy», ha proclamato il premier. La cosa è del resto ben nota ai grandi investitori di tutto il mondo, che già da tempo hanno messo i grandi marchi della moda italiana nel mirino, come dimostra il fatto che gli anni scorsi, quelli della grande depressione borsistica, gli unici collocamenti che si sono registrati a Piazza Affari sono stati quelli di Cucinelli e Ferragamo (mentre Prada ha scelto di quotarsi a Hong Kong).

Se dunque fino a qualche mese fa il fashion ha retto la bandiera dell'italianità anche in borsa, facendo da punta avanzata nella riscossa dell'indice Ftse Mib, da qualche tempo le cose hanno cominciato ad andare diversamente. Da inizio anno l'indice italiano delle blue chip si è appprezzato del 17%, mentre il titolo Cucinelli è arretrato del 37%, Ferragamo del 25%, Tod's e Moncler del 22%. Anche un outsider come Yoox, la boutique digitale il cui titolo all'inizio dell'anno era arrivato a valere 35 euro, nei giorni scorsi è sceso al di sotto di 20, vuoi come riflesso condizionato alle difficoltà che sta incontrando l'omologo britannico Asos, vuoi per il timore, diffuso tra gli esperti, che il modello di business necessiti di qualche ripensamento di fronte alla tendenza dei grandi gruppi di sviluppare in autonomia vetrine online proprietarie in cui proporre le rispettive creazioni.

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Focus su cinque titoli del real estate

Secondo gli analisti di Societe Generale la ripresa economica europea e il processo di concentrazione influiranno positivamente sulla performance borsistica dei titoli europei del settore immobiliare, che sono molto sensibili all'andamento della congiuntura

1) Corio. Se si escludono i leader Unibail e Klépierre, Corio ha in portafoglio il maggiore shopping centre del settore. Il prezzo obiettivo del titolo è 42 euro contro una quotazione attuale di 37,4, che implica un total return (compreso il rendimento della cedola) del 18%. Il dividend yield 2014 è del 5,7%. Il premio sul nav (net asset value) è del 4% contro il 12% dell'Eurozona.

2) Great Portland Estate. Prezzo obiettivo di 620 pence contro una quotazione attuale di 630,5 per il titolo, che merita il rating sell (vendere) perché è sopravvalutato rispetto alla media del settore. Il portafoglio, che comprende uffici West End e City of London, è valutato 1,5 miliardi.

3) Deusche Euroshop. Giudizio positivo e target price 43 euro, che implica un total return del 18% per il gruppo tedesco, che è l'unico modo di investire negli shopping center in Germania. Il rendimento della cedola è del 3,5%.

4) Hammerson. Target price di 680 pence contro una quotazione attuale di 575, per un total return atteso del 22%, con rating buy (comprare). Beneficerà soprattutto della ripresa della distribuzione in Francia. Il dividend yield è del 3,5%

5) Beni stabili. Rating buy e target price 0,75 euro per la società italiana, che può essere considerata una blue chip nel piccolo mercato nazionale dei real estate investment trust. Beni stabili è controllata al 51% da Fonciere des Regions. Ai prezzi attuali il titolo viene scambiato con uno sconto del 29% sul nav a causa della sua esposizione all'Italia, ma il miglioramento del quadro politico ed economico dovrebbero migliorare a breve il sentiment degli investitori.


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Saldi di moda

Written By Unknown on Sabtu, 21 Juni 2014 | 15.11

Dopo il rally messo in campo dai titoli del lusso per tutto il 2013, quest'anno il mercato ha cominciato a mostrare prudenza sul settore. Che ha invertito il trend lasciando spazio a veloci retromarce. E in alcuni casi ricreando occasioni d'acquistoTaglie un po' meno abbondanti per i titoli della moda a Piazza Affari. Dopo i prezzi extralarge maturati nel corso del 2013, anno in cui molti dei protagonisti del settore hanno visto le proprie quotazioni più che raddoppiarsi al listino milanese, dall'inizio del 2014 è cominciato un progressivo storno da molti ritenuto fisiologico, tenuto conto dei multipli davvero importanti che si erano venuti a formare.

Con buona pace del premier Matteo Renzi, che dal palco dell'inaugurazione della 86esima edizione di Pitti Immagine Uomo, a Firenze, ha indicato gli imprenditori della moda come modello per la capacità di promuovere l'Italia sul mercato globale. «Il mondo ha fame di bellezza e di made in Italy», ha proclamato il premier. La cosa è del resto ben nota ai grandi investitori di tutto il mondo, che già da tempo hanno messo i grandi marchi della moda italiana nel mirino, come dimostra il fatto che gli anni scorsi, quelli della grande depressione borsistica, gli unici collocamenti che si sono registrati a Piazza Affari sono stati quelli di Cucinelli e Ferragamo (mentre Prada ha scelto di quotarsi a Hong Kong).

Se dunque fino a qualche mese fa il fashion ha retto la bandiera dell'italianità anche in borsa, facendo da punta avanzata nella riscossa dell'indice Ftse Mib, da qualche tempo le cose hanno cominciato ad andare diversamente. Da inizio anno l'indice italiano delle blue chip si è appprezzato del 17%, mentre il titolo Cucinelli è arretrato del 37%, Ferragamo del 25%, Tod's e Moncler del 22%. Anche un outsider come Yoox, la boutique digitale il cui titolo all'inizio dell'anno era arrivato a valere 35 euro, nei giorni scorsi è sceso al di sotto di 20, vuoi come riflesso condizionato alle difficoltà che sta incontrando l'omologo britannico Asos, vuoi per il timore, diffuso tra gli esperti, che il modello di business necessiti di qualche ripensamento di fronte alla tendenza dei grandi gruppi di sviluppare in autonomia vetrine online proprietarie in cui proporre le rispettive creazioni.

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Focus su cinque titoli del real estate

Secondo gli analisti di Societe Generale la ripresa economica europea e il processo di concentrazione influiranno positivamente sulla performance borsistica dei titoli europei del settore immobiliare, che sono molto sensibili all'andamento della congiuntura

1) Corio. Se si escludono i leader Unibail e Klépierre, Corio ha in portafoglio il maggiore shopping centre del settore. Il prezzo obiettivo del titolo è 42 euro contro una quotazione attuale di 37,4, che implica un total return (compreso il rendimento della cedola) del 18%. Il dividend yield 2014 è del 5,7%. Il premio sul nav (net asset value) è del 4% contro il 12% dell'Eurozona.

2) Great Portland Estate. Prezzo obiettivo di 620 pence contro una quotazione attuale di 630,5 per il titolo, che merita il rating sell (vendere) perché è sopravvalutato rispetto alla media del settore. Il portafoglio, che comprende uffici West End e City of London, è valutato 1,5 miliardi.

3) Deusche Euroshop. Giudizio positivo e target price 43 euro, che implica un total return del 18% per il gruppo tedesco, che è l'unico modo di investire negli shopping center in Germania. Il rendimento della cedola è del 3,5%.

4) Hammerson. Target price di 680 pence contro una quotazione attuale di 575, per un total return atteso del 22%, con rating buy (comprare). Beneficerà soprattutto della ripresa della distribuzione in Francia. Il dividend yield è del 3,5%

5) Beni stabili. Rating buy e target price 0,75 euro per la società italiana, che può essere considerata una blue chip nel piccolo mercato nazionale dei real estate investment trust. Beni stabili è controllata al 51% da Fonciere des Regions. Ai prezzi attuali il titolo viene scambiato con uno sconto del 29% sul nav a causa della sua esposizione all'Italia, ma il miglioramento del quadro politico ed economico dovrebbero migliorare a breve il sentiment degli investitori.


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Obama, pronti a inviare 300 consiglieri militari in Iraq

Written By Unknown on Jumat, 20 Juni 2014 | 15.11

Gli Stati Uniti invieranno 300 consiglieri militari in Iraq e sono pronti a intraprendere azioni mirate nel Paese mediorientale.

Lo ha affermato il presidente statunitense Barack Obama, precisato che gli Usa si coordineranno più da vicino con il Governo iracheno che sta combattendo contro gli estremisti sunniti dell'Isis, Stato Islamico dell'Iraq e del Levante.

Tuttavia, "le truppe americane non andranno a combattere di nuovo in Iraq", ha detto Obama durante una conferenza stampa che ha seguito il meeting con il team di sicurezza nazionale del Paese.

Il presidente ha assicurato che gli Usa stanno lavorando per garantire la sicurezza del personale dell'ambasciata nel Paese. Inoltre è stato rafforzato l'impegno dell'intelligence e della sorveglianza che aiuterà a localizzare gli estremisti dell'Isis. Gli Stati Uniti condivideranno con l'Iraq i servizi di intelligence, ha precisato Obama.

L'Amministrazione Obama ha lanciato segnali del fatto che preferirebbe un nuovo Governo in Iraq senza il primo ministro Nouri al-Maliki e un crescente numero di parlamentari Usa e alleati del mondo arabo stanno facendo pressioni affinché la Casa Bianca tolga l'appoggio ad al-Maliki.

Obama ha però affermato che non spetta agli Stati Uniti scegliere i leader iracheni.


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Ucraina: Poroshenko presenta piano di pace in 14 punti

Ucraina: Poroshenko presenta piano di pace in 14 punti - Milano Finanza

Politica

Ucraina: Poroshenko presenta piano di pace in 14 punti




Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha presentato il proprio piano di pace in 14 punti per la soluzione della crisi politico-militare in corso nell'est del paese. Lo ha riferito il canale televisivo di Stato. La scorsa notte Poroshenko aveva messo a conoscenza Vladimir Putin del piano, e il capo del Cremlino aveva insistito sulle necessità di una "fine immediata delle operazioni militari" in quell'area dell'ex repubblica sovietica.




 
 



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Giappone: BoJ, si rafforzano le attese di alzare l'inflazione, 2% il target

Written By Unknown on Kamis, 19 Juni 2014 | 15.12

Giappone: BoJ, si rafforzano le attese di alzare l'inflazione, 2% il target - Milano Finanza

Politica

Giappone: BoJ, si rafforzano le attese di alzare l'inflazione, 2% il target




Il Giappone probabilmente raggiungerà il suo obiettivo di alzare l'inflazione. Lo ha affermato oggi Yoshihisa Morimoto, un membro della Bank of Japan (BoJ), aggiungendo che sul tavolo non ci sono misure aggiuntive per arrivare all'obiettivo di un'inflazione al 2%. Inoltre si aspetta un calo del tasso di disoccupazione. Incoraggiate dalla ripresa economica interna, le aziende giapponesi sono sempre più desiderose di assumere. Per questo motivo la BoJ si aspetta che il tasso scenderà rispetto all'attuale livello del 3,6%. Alcuni operatori di mercato guardano molto attentamente alle osservazioni di Morimoto, visto che la sua visione è considerata la più vicina a quella del governatore Haruhiko Kuroda.




 
 



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Argentina: pronta a negoziare con i creditori holdout per scampare default

"L'Argentina è pronta a negoziare con holdout (con i creditori, ndr)". Lo ha riferito un legale del Paese presieduto da Cristina Fernandez nel corso di un'audizione che si è svolta ieri a New York. Al momento però "un'offerta non si sta verificando". Tale volontà sembra rappresentare un punto di svolta in una vicenda che è esplosa lunedì, quando la Corte Suprema americana ha confermato una sentenza del 2012. Di fatto, prima di emettere il prossimo pagamento sui bond frutto di quelle ristrutturazioni (avvenute nel 2005 e nel 2010), il governo di Buenos Aires deve versare ai fondi 1,3 miliardi di dollari. I negoziati, ha riferito l'avvocato, ci saranno la settimana prossima a New York. In precedenza l'Argentina aveva escluso le trattative come dimostrato lunedì nel discorso tv da 25 minuti di Fernandez, che definì le richieste degli hedge fund "un'estorsione".

Di fatto il governo argentino ammorbidisce la sua linea dopo che la Corte Suprema Usa aveva lasciato il Paese con due scelte: raggiungere un'intesa con i creditori o finire in default sul prossimo pagamento, in calendario il 30 giugno. L'impressione è che l'ultima opzione sarebbe troppo costosa. Durante l'audizione i legali dell'Argentina hanno inoltre detto che il Paese non cercherà di effettuare lo swap tra titoli a debito regolati dalla legge americana con altri che cadono sotto la legislazione argentina. Una sorta di marcia indietro dunque rispetto all'annuncio di martedì notte del ministro argentino delle Finanze, Axel Kicillof e volto proprio a raggirare la pronuncia della Corte Suprema.

Il piano infatti non solo era senza precedenti nella storia del mercato di bond sovrani ma aveva anche sollevato dubbi tra gli investitori sulla sua fattibilità legale e sulla tempestività di un'eventuale esecuzione. D'altra parte, il giudice americano Thomas Griesa davanti al quale i legali argentini si sono presentati ieri, ha spiegato che tale piano violerebbe le indicazioni arrivate dalla Giustizia statunitense. Il conto alla rovescia per un default è già iniziato ma il mercato sembra credere in un'intesa: i bond argentini in scadenza nel 2033 si sono risollevati ieri dai minimi di tre mesi.


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In Cina piccolo taglio dell'Iva

Written By Unknown on Rabu, 18 Juni 2014 | 15.12

Il Ministero delle Finanze cinese ha in programma di tagliare l'Iva al 3% in quei settori dove l'aliquota si attesta al 4% o al 6%.

In un comunicato il Dicastero cinese spiega che la nuova tassazione entrera' in vigore dal primo luglio.

"Questo inciderà su un ampio numero di aziende ma la maggior parte di esse sono di piccole dimensioni e l'ammontare dei ricavi colpito non sara' elevato", spiega Zhang Xuedan, direttore del dipartimento tasse del Ministero delle Finanze, al Wall Street Journal.

Secondo Zhang, inoltre, la nuova aliquota non pesera' sul settore manifatturiero, dove e' in vigore un'Iva al 17%.
Il governo in futuro dovrebbe annunciare ulteriori tagli dell'imposta sul valore aggiunto che coinvolgeranno, in particolare, societa' di maggiori dimensioni.


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BoJ diventa primo detentore titoli Stato giapponesi

La Banca centrale giapponese (Boj) è diventata il primo detentore di titoli di Stato nipponici. E' quanto emerge dai dati diffusi dalla stessa BoJ. E' la prima volta che la Bank of Japan risulta essere il maggiore obbligazionista di titoli di Stato nipponici.

Il dato riflette le forti misure di allentamento monetario annunciate nell'aprile dello scorso anno che hanno portato la BoJ ad acquistare un ammontare elevato di titoli di Stato sui mercati.

In particolare, risulta che la Banca centrale a marzo detiene 201.000 miliardi di yen, che contano per il 20,1% del totale, mentre le società assicurative del Paese si attestano al secondo posto (19,3%).


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Akros, Salini soffrirà per maxi collocamento

Written By Unknown on Selasa, 17 Juni 2014 | 15.11

Il titolo Salini Impregilo scende a quota 3,88 euro (-1,62%) stamani a Piazza Affari dopo che ieri i consigli di amministrazione di Salini Impregilo e Salini Costruttori hanno approvato l'avvio di un processo di bookbuilding di un'offerta di azioni ordinarie, destinata a investitori istituzionali in Italia e all'estero, per ampliare il flottante sul mercato, migliorare la liquidità e rafforzare ulteriormente la struttura del capitale di Salini Impregilo.

Il target del 40% di flottante verrà raggiunto attraverso un aumento di capitale fino al 10% dell'attuale capitale di Salini Impregilo e un collocamento secondario fino a 100 milioni di azioni ordinarie Salini Impregilo detenute da Salini Costruttori. E' inoltre prevista un'opzione di "overallotment" fino a 14.474.000 azioni ordinarie Salini Impregilo, pari al 10% dell'offerta base fornita da Salini Costruttori.

In caso di collocamento complessivo, Salini Costruttori verrà a detenere il 61,5% circa del capitale ordinario della società, oppure il 58,5% se l'opzione overallotment verrà completamente esercitata. Nell'ambito dell'offerta, Salini Impregilo è vincolata a 180 giorni di lock-up e Salini Costruttori a 360 giorni, fatte salve possibili eccezioni.

"L'offerta riguarda circa il 32,5% delle azioni della società, dopo l'aumento di capitale, ed è tre volte più grande dell'attuale flottante", commentano stamani gli analisti di Banca Akros. "L'effetto sul prezzo delle azioni è chiaramente molto grande e potrebbe influenzare negativamente il prezzo delle azioni nel breve termine".

Tuttavia, gli analisti di Banca Akros non si aspettano che il prezzo dell'offerta sia in misura sostanziale inferiore al prezzo corrente. "Abbiamo rivisto il prezzo obiettivo del titolo Salini Impregilo da 5,30 a 5,10 euro per prendere in considerazione l'emissione di nuove azioni e confermiamo il rating hold", concludono gli analisti della banca d'affari.


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Renzi avanti con riforme, venerdì tocca al fisco

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, va avanti nel suo cammino di riforme. Questa, ha detto ieri ai suoi del Pd, sarà la settimana decisiva per le riforme costituzionali, del Senato e del Titolo V, per poi passare alla riforma della legge elettorale, anche con il contributo del Movimento 5 Stelle. Intanto venerdì al Consiglio dei ministri dovrebbe sbarcare la prima fase della riforma fiscale.

Ieri, nel corso del suo intervento di fronte agli industriali di Vicenza e Verona, Renzi è stato chiaro: "se molti di voi hanno votato per noi magari per la prima volta, lo hanno fatto con il sentimento di chi dice 'Toh, proviamo anche questa, e' l'ultima spiaggia". Per questo l'obiettivo è quello di fare tutto il possibile per accelerare il percorso di riforme, sulle quali "non mollo di mezzo centimetro". In quest'ottica va inquadrato anche l'incontro che ieri il premier ha avuto con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, proprio per fare il punto sui prossimi passi da intraprendere, anche alla luce dell'apertura di Beppe Grillo.

Su una cosa Matteo Renzi e Giorgio Napolitano viaggiano in perfetta sintonia: bisogna dare una svolta al Paese, abbandonare gli schemi del passato perché le riforme, anche quella elettorale, servono all'Italia. Da questo punto di vista la disponibilità a trattare di Grillo è positiva perché allarga la platea dei dialoganti. Più attori ci sono in campo, meno saranno i poteri di veto che al momento di stringere, possono far arenare le riforme. L'unico paletto posto con forza dallo stesso Renzi consiste nella necessità di partire dall'Italicum come base di discussione per non far perdere terreno alla riforma che faticosamente sta prendendo forma anche con il contributo di Ncd e Forza Italia.

Intanto lo stesso Renzi ha annunciato per venerdì il primo passo per la sua riforma fiscale, che ha come obiettivo quello di rendere più semplice il fisco per i contribuenti. La prima misura dovrebbe essere la semplificazione della dichiarazione dei redditi attraverso modelli precompilati, ma interventi sono previsti anche sulle detrazioni, sul catasto da allineare al mercato, sulla razionalizzazione dell'accertamento e sulla revisione del sistema sanzionatorio e dell'8 per mille. Passaggi necessari, secondo Renzi, per facilitare la vita ai contribuenti, così da incentivare il pagamento delle tasse.


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Mediobanca esercita scissione da Telco, avrà l'1,6% di Telecom

Written By Unknown on Senin, 16 Juni 2014 | 15.12

Mediobanca, nel primo giorno utile della finestra contrattuale, ha esercitato la facoltà di richiedere la scissione di Telco prevista dal patto parasociale. E' il naturale proseguimento del percorso di disimpegno dall'investimento in Telecom Italia, annunciato nel giugno scorso in occasione della presentazione delle linee guida del piano 2014/2016 e avviato il 24 settembre successivo con la riduzione della partecipazione in Telco dall'11,6% al 7,3%, in trasparenza dal 2,6% all'1,6% del capitale ordinario del colosso tlc.

Da settembre 2013 il titolo Telecom Italia ha registrato un incremento del 65% contro il 13% del settore tlc europeo e il 23% del Mibtel. L'operazione si inquadra altresì nel più ampio processo di riduzione dell'esposizione di Mediobanca al comparto azionario, sempre parte integrante delle linee guida del piano 2014/2016. La plusvalenza inespressa sulla partecipazione spettante ammonta a circa 110 milioni di euro, che si aggiunge all'utile di 67 milioni registrato nel primo semestre dell'esercizio in corso.

Dopo che la scorsa settimana Generali ha deliberato la richiesta di scissione di Telco, che consentirà alla compagnia di detenere direttamente il 4,3% di Telecom Italia facendosi contemporaneamente carico di una quota di debiti di Telco pari a circa 478 milioni, il mercato si aspettava una mossa simile anche dall'altro socio italiano della holding che controlla Teleocm Italia, Mediobanca, e così il titolo non ne beneficia in borsa: perde l'1,79% a 7,68 euro.


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Carige, Bpce sottoscriverà aumento

Oggi parte l'aumento di capitale da 800 milioni di euro di Banca Carige. A Piazza Affari l'azione è volatile: prima sospesa per eccesso di rialzo con un teorico +8,19%, poi riammessa e di nuovo sospesa con un teorico +2,87%. I diritti invece perdono il 15% a 0,2033 euro, replicando quanto visto nei primi giorni della ricapitalizzazione molto diluitiva di Mps.

L'aumento prevede l'offerta di 93 azioni ordinarie ogni 25 ordinarie o risparmio possedute al prezzo di 10 centesimi di euro (sconto del 75% sul prezzo di chiusura di venerdì scorso e del 39% sul Terp, il prezzo teorico dopo lo stacco del diritto di opzione).

L'operazione si chiuderà il 4 luglio con diritti negoziabili fino al 27 giugno. Consob monitorerà l'andamento dei titoli, durante l'aumento di capitale, vista la natura diluitiva dell'operazione. Infatti il timore di forti oscillazioni dei prezzi, come già accaduto a Mps, è alto. La Fondazione Carige ha già annunciato che sottoscriverà l'aumento per la sua quota del 19%, con un investimento di circa 152 milioni di euro.

Mentre i francesi di Bpce International et Outre-mer hanno annunciato questa mattina che il cda di Bpce Iom ha deciso di partecipare all'aumento di capitale mediante l'esercizio della totalità dei suoi diritti di opzione. Bpce, secondo le ultime risultanze Consob, detiene il 9,989% di Banca Carige. Con l'aumento di capitale potrebbero però entrare nuovi azionisti in Banca Carige come Andrea Bonomi e la famiglia Malacalza.

Stamani Banca Akros, che agisce in qualità di Co-Lead Manager nella sottoscrizione dell'aumento di capitale di Banca Carige, ha tagliato il target price del titolo da 0,50-0,20 euro e ribadito la raccomandazione hold.


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La versione di Carney

Written By Unknown on Sabtu, 14 Juni 2014 | 15.11

Il rialzo dei tassi «potrebbe arrivare prima di quanto i mercati si aspettino». Queste parole, pronunciate giovedì 12 dal governatore della Banca d'Inghilterra Mark Carney, hanno sorpreso i mercati, dando un chiaro segnale che ormai è cominciata l'inversione di rotta. Certo, qui in Eurolandia è difficile rendersene conto, visto che all'inizio del mese la Bce li ha ridotti al minimo storico dello 0,15% e il dibattito verte sull'opportunità o meno di avviare anche un piano di acquisti di titoli di Stato. Ma nel resto del mondo, dove i ritmi di crescita dell'economia sono decisamente meno anemici di quelli di Eurolandia, la domanda è: quando verrà aumentato il costo del denaro? Con le inevitabili conseguenze sui mercati obbligazionari. Certo, gli scenari possono essere cambiati radicalmente dal precipitare della crisi in Iraq.

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Lunga vita al welfare

Il record di longevità appartiene oggi alla francese Jeanne Calment, che è arrivata a 122 anni fumando fino all'età di 117, bevendo vino e mangiando cioccolato, ma anche andando in bicicletta fino al compimento dei 100. Il segreto di longevità del suo quasi coeteaneo giapponese Misao Okawa, 116 anni, è molto più razionale e prevede una dieta a base di sushi, oltre che otto ore di sonno per notte. Anche la peruviana Filomena Taipe Mendoza è arrivata a 116 anni non mangiando mai cibi conservati e nutrendosi solo di prodotti coltivati nel suo giardino.
I tre record da Guinness dei primati, riportati nell'ultimo report di Bofa Merrill Lunch sulla rivoluzione demografica, tra qualche decennio potrebbero diventare più comuni di quanto oggi si possa immaginare. In tutto il mondo infatti il processo di allungamento delle aspettative di vita sta accelerando grazie al miglioramento delle condizioni economiche e sanitarie. «La crescita più drammatica da questo punto di vista riguarda la fascia di età degli anziani più anziani», afferma l'analisi di Bofa Merrill Lynch.

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Germania: -0,1% mese su mese inflazione definitiva di maggio

Written By Unknown on Jumat, 13 Juni 2014 | 15.11

Germania: -0,1% mese su mese inflazione definitiva di maggio - Milano Finanza

Analisi

Germania: -0,1% mese su mese inflazione definitiva di maggio




L'indice dei prezzi al consumo definitivo in Germania a maggio è sceso dello 0,1% a livello mensile e ha accelerato dello 0,9% su base annuale (+1,3%anno su anno il mese precedente).

Lo ha reso noto Destatis. Il dato è in linea al preliminare e al consenso degli economisti.




 
 



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Spagna, +0,2% l'inflazione a maggio su base annua

I prezzi al consumo in Spagna sono rimasti pressoché invariati nello scorso mese di maggio: l'inflazione è salita dello 0,2% su base annua, comunica l'Istituto Nazionale di Statistica. L'inflazione armonizzata ai dati Ue era negativa a marzo, con prezzi giù dello 0,2%, alimentando i timori di deflazione nel Paese, come in tutta l'area dell'euro. In aprile l'infalzione aveva invece segnato un leggero aumento (+0,3%). Nel mese di maggio, i gruppi di prodotti con la più alta incidenza sull'indicatore sono quelli alimentari e bevande non alcoliche, dove i prezzi sono scesi dello 0,8%, l'industria del tempo libero e della cultura, i cui prezzi si sono ridotti dell'1,1% tendenziale, e gli alberghi e ristoranti, con un -0,5%. Il settore dei trasporti mostra un lieve aumento (+0,8%) a causa dei prezzi elevati del carburante. L'inflazione spagnola rimane ben al di sotto dell'obiettivo della Banca centrale europea del 2% circa.


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Carige: oggi condizioni aumento, Fondazione sottoscrive

Written By Unknown on Kamis, 12 Juni 2014 | 15.11

La Consob ha approvato il prospetto informativo relativo all'aumento di capitale da 800 milioni di euro di Banca Carige che partirà il 16 giugno e terminerà il 4 luglio con i diritti che saranno negoziati fino al 27 giugno. I diritti di opzione non esercitati entro il 4 luglio saranno offerti dalla società sul Mta entro il mese successivo alla fine del periodo di opzione per almeno 5 giorni di mercato aperto.

Sempre in una nota diffusa nella tarda serata di ieri la Fondazione Carige ha dichiarato di disporre dei mezzi finanziari adeguati per seguire l'aumento di capitale "fino alla misura dell'attuale quota di partecipazione". La Fondazione Carige è scesa al 18,999% di Banca Carige lo scorso 9 giugno a seguito dell'ultimo placement del 10,8%. Il 6,971% è senza diritto di voto che spetta invece a Mediobanca in quanto detenuto a titolo di prestatore.

L'ente ha quindi deciso di usare l'incasso dalla cessione delle quote per sottoscrivere il 19% dell'aumento di capitale (150 milioni di euro) e i restanti 100 milioni di euro per rimborsare parte del debito con Mediobanca e con Carige. Secondo fonti di stampa, dopo l'aumento di capitale, potrebbe essere ceduta un'ulteriore quota dell'istituto ligure per scendere al 12-15%.

Per gli analisti di Equita la notizia è positiva perché rimuove l'overhang (eccesso di carta) sui diritti. Equita ha ribadito il rating hold e il target price a 0,54 euro sul titolo Banca Carige che stamani a Piazza Affari cede il 2,02% e scende a quota 0,4164 euro. Oggi si consoceranno le condizioni dell'aumento di capitale.


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In Australia disoccupazione ferma al 5,8%

In Australia disoccupazione ferma al 5,8% - Milano Finanza

Analisi

In Australia disoccupazione ferma al 5,8%




Il mercato del lavoro in Australia si conferma solido con il tasso di disoccupazione che resta fermo al 5,8%. Il dato, relativo al mese di maggio, è in linea con le attese degli analisti.




 
 



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Enav, Lupi differisce lo sciopero di domani

Written By Unknown on Rabu, 11 Juni 2014 | 15.11

Enav, Lupi differisce lo sciopero di domani - Milano Finanza

Politica

Enav, Lupi differisce lo sciopero di domani




Il Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, con propria ordinanza, ha differito ad altra data lo sciopero di 4 ore del personale dipendente Enav proclamato dal sindacato Licta e inizialmente previsto per domani dalle 12.30 alle 16.30. Tenuto conto della specificità del servizio di gestione del traffico aereo il provvedimento si è reso necessario per evitare che fosse arrecato un pregiudizio grave e irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito. In conseguenza del provvedimento, conclude il comunicato nella giornata di domani sarà garantito il regolare traffico aereo.




 
 



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Il titolo Mps apre, si sgonfia ed è di nuovo congelato

Finalmente il terzo giorno dell'aumento di capitale da 5 miliardi di euro il titolo Banca Monte dei Paschi è riuscito ad aprire. Ha infatti registrato in apertura un prezzo pari a 2 euro ma è stato subito sospeso dalle contrattazioni per eccesso di ribasso (-21,03%) con un prezzo teorico a 1,756 euro.

Sostenuti gli scambi tra una sospensione e l'altra, attualmente pari a 11,6 milioni di pezzi. L'azione aveva guadagnato il 40% nelle precedenti due sedute che però hanno visto il titolo far prezzo solo nell'asta di chiusura (ieri a quota 2,216 euro). A causa del fortissimo sconto con cui è stato realizzato l'aumento di capitale si è creata la difficoltà nel poter acquistare le azioni della banca. Scende ancora il prezzo del diritto d'opzione: al momento perde il 13,55% a 17,22 euro.


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Atlantia, Goldman Sachs alza il prezzo obiettivo a 24 euro

Written By Unknown on Selasa, 10 Juni 2014 | 15.11

Atlantia, alle ore 10, guadagnava l'1% a 21,33 euro, tornando ai livelli di gennaio 2008. La società autostradale da inizio anno segna un rialzo del 29,5%. Oggi Goldman Sachs ha alzato sul titolo il prezzo obiettivo a 24 euro da 23 euro confermando la raccomandazione buy per "riflettere la significativa riduzione dei rendimenti sui titoli di Stato" italiani.

Oltre "al miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie in Italia, l'elemento chiave della nostra visione" resta una significativa riduzione del capitale per investimenti, "che a nostro avviso aumenterà la crescita e i ritorni", spiegano gli esperti. Nel complesso gli analisti di Goldman Sachs prevedono quindi una più alta crescita dell'Ebitda e dei rendimenti sui flussi di cassa. Secondo gli analisti, la società offre un buon equilibrio tra redditività (con un dividend yield atteso per il 2016 del 5,5%) e crescita.


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Enel si espanderà all'estero, nuovo top in borsa

Enel vuole crescere in Africa, nelle Americhe e nel Middle East sia attraverso le rinnovabili sia attraverso investimenti in impianti gas. E' quanto ha annunciato l'ad, Francesco Starace, in un'intervista al Financial Times, aggiungendo che il gruppo deve aumentare l'efficienza delle sue operazioni e il modo con cui gestisce i suoi impianti.

La spesa in conto capitale potrebbe essere riequilibrata ed Enel ha intenzione di riformare la propria struttura organizzativa per rendere questo possibile. Starace starebbe, infatti, lavorando a una semplificazione della struttura, che dovrebbe portare alla definizione di quattro nuove aree operative: Generazione, Trasmissione, Distribuzione e Vendita. "Prende dunuqe forma pian piano l'idea della nuova Enel di Starace, con molto piu focus internazionale e una nuova organizzazione che non distinguerà i Paesi ma le funzioni operative", commentano gli analisti di Equita.

Nei prossimi cinque anni il management ha pianificato una spesa in conto capitale di circa 27 miliardi di euro, di cui circa 18 miliardi dovrebbero essere destinati alle attuali centrali e ad altre attività, e nove dovrebbero essere utilizzati per la crescita. Ma Starace punta a destinare alcune delle spese di manutenzione a progetti di crescita aggiuntivi. "Se la produttività della spesa in conto capitale del gruppo", ha spiegato il top manager, "migliorasse del 10%, tutto a un tratto si avrebbero 2,7 miliardi in più e c'è molto che si può fare con questa cifra".

A Piazza Affari stamani il titolo Enel ha toccato un massimo a quota 4,36 euro, un livello che non vedeva da luglio 2011. Ora scambia a quota 4,348 euro e sale dello 0,32%. "Riteniamo che, considerata la fase di maturità dei mercati europei, l'attenzione ai mercati internazionali, in particolare a quelli emergenti, sia il naturale sbocco per il business tradizionale di Enel con una struttura che ormai può replicare rapidamente il business model anche in nuove aree geografiche", aggiungono gli analisti di Equita (rating buy e target price a 4,4 euro confermati).


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Cambi, PboC fissa guidance yuan contro usd su massimi da 2 mesi

Written By Unknown on Senin, 09 Juni 2014 | 15.11

La Banca centrale cinese ha portato lo yuan sui massimi da oltre due mesi nei confronti del dollaro, in scia ai recenti segnali di stabilizzazione dell'economia.

La mossa della PboC ha preso di sorpresa gli investitori. Il tasso di parità centrale per il dollaro/yuan, il tasso di riferimento giornaliero fissato dalla Banca centrale, è stato fissato a 6,1485 contro i 6,1623 di venerdì e i 6,2502 registrati dal cambio in chiusura. Il tasso può variare del 2% in entrambe le direzioni rispetto al livello fissato.

La decisione della PboC segue i recenti miglioramenti dei dati macroeconomici cinesi con le esportazioni che sono salite del 7% a livello annuale nel mese di maggio. L'indicatore segnala una stabilizzazione dell'economia cinese.


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Mediaset, molta incertezza sull'asta per i diritti tv della Seria A

C'è ancora molta incertezza sull'asta per i diritti tv della Seria A. Sky avrebbe presentato le offerte più elevate per i diritti più interessanti (8 squadre) sia per il satellite sia per il digitale (pacchetti denominati A e B), offrendo 775 milioni di euro, mentre Mediaset avrebbe presentato l'offerta maggiore per le restanti 12 squadre (pacchetto denominato D), pari a 300 milioni di euro. Fox avrebbe presentato l'offerta maggiore per il pacchetto C, relativo ai commenti. Nessuna offerta per internet.

Questa situazione lascia aperti tutti gli scenari, in quanto Sky non potrebbe aggiudicarsi entrambe le piattaforme, nonostante abbia offerto di più. Peraltro anche l'offerta di Mediaset presenta alcuni problemi visto che è subordinata al pacchetto A e B. La Lega Calcio potrebbe anche avvalersi del diritto di annullare la gara.

"Se i diritti della Serie A andassero a Sky, Mediaset verrebbe a perdere i diritti più importanti, pertanto in quel caso riteniamo probabile un accordo di scambio, Champions inclusa. Se invece i diritti dovessero essere attribuiti a Mediaset, vi sarebbe una forte inflazione sul costo dei diritti", osserva un analista di una sim milanese che sul titolo Mediaset mantiene il rating underperform.

Separatamente, secondo fonti di stampa, l'interesse di Al JAzeera per Mediaset premium potrebbe essere subordinato alla conferma del Qatar per i Mondiali 2022, attualmente in forse a causa di uno scandalo. Infine si torna a parlare del progetto di possibile riforma della Rai, riprendendo vecchie dichiarazioni del premier, Matteo Renzi, in cui si ipotizzava una Rai in parte finanziata dal solo canone, stile Bbc, e in parte puramente commerciale, con limiti di raccolta pubblicitaria simili alle tv private. Una riforma della Rai in linea con le vecchie dichiarazioni di Renzi sarebbe negativa per Mediaset che si troverebbe un concorrente più agguerrito. A Piazza Affari stamani il titolo Mediaset spunta un progresso frazionale dello 0,22% a 3,64 euro.


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Confindustria apre a contratto di lavoro indeterminato con flessibilità

Written By Unknown on Minggu, 08 Juni 2014 | 15.11

Serve un contratto tempo indeterminato che abbia giuste flessibilità, in modo che possa essere conveniente per le imprese. E' questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in occasione della 44esima assemblea dei Giovani Confindustriali. "Il nostro obiettivo è avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato che sia conveniente e che sia un'opportunità per le imprese. Noi imprenditori non ci divertiamo a buttare fuori collaboratori''. Per questo, ''dobbiamo essere capaci di creare le condizioni per cui il contratto di lavoro a tempo determinato diventi conveniente per le imprese e fare in modo che le aziende non cerchino alternative''. Lo strumento per farlo, ha detto ancora Squinzi, e' appunto ''un contratto di lavoro a tempo indeterminato con all'interno la giusta flessibilità''.

Da Santa Margherita Ligure il numero uno degli industriali si è soffermato a parlare del Job Act, ribadendo che "è una prima tranche della riforma del lavoro; è un po' come un aperitivo. Condividiamo gli elementi presi in considerazione nel decreto, ma bisogna andare avanti. Occorre rivedere completamente il quadro delle relazioni industriali del nostro Paese. Del decreto lavoro apprezziamo soprattutto due elementi: il rinnovo del contratto a tempo determinato e l'attenzione all'apprendistato".

Squinzi è anche tornato a parlare del governo. "Sono contento del voto alle elezioni europee che", ha spiegato il numero uno degli industriali, "ha dato un mandato più forte a questo governo che adesso deve fare le riforme per eliminare i nodi che hanno limitato il nostro sviluppo. E' giusto che il presidente del Consiglio ascolti tutti, ma poi si deve assumere la responsabilità di prendere le decisioni di governo. Sono stato contento del mandato forte che e' arrivato al governo. Ma a questo punto Renzi deve fare le riforme, non ci sono più paraventi. Le riforme servono per sciogliere i nodi che frenano lo sviluppo. E' il momento delle decisioni: il Paese ha bisogno di cambiare marcia e registro", ha concluso Squinzi.

Immediata la replica del ministro del lavoro Giuliano Poletti, che sempre da Santa Margherita ha spiegato che "noi siamo pronti e nella delega c'e' tutto. Dalla riforma dei contratti agli ammortizzatori sociali, dalle politiche attive all'agenzia per il collocamento. Ci siamo presi una bella responsabilità, perche' quello che serve non e' piu' un un restyling. Dobbiamo innovare". Secondo il ministro una delle priorità è pensare a un contratto completamente diverso. Oggi, ha detto all'assise dei Giovani di Confindustria, c'e' un contratto nazionale di lavoro "da 250 pagine", in cui "c'è tutto ma manca la pagina in cui si legga il rapporto tra cittadino, lavoratore e risultato dell'opera. Se buttassimo nel cestino quelle 250 pagine e cominciassimo a pensare come mettere quella relazione? Se ne pensiamo uno nuovo?". Il ministro ha anche sottolineato la necessita' di "un'idea diversa di relazione tra lavoro e impresa: senza non salteremo il fosso".

Infine Poletti ha annunciato che "l'11 luglio a Torino si terra' il vertice europeo sull'occupazione giovanile" e l'obiettivo sara' anche quello che la "Garanzia giovani da programma biennale diventi programma stabile. Per noi - aggiunge - e' un progetto importantissimo. Vogliamo farlo continuare perche' e' una nuova-scuola per le politiche attive del lavoro".


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Ghizzoni: Draghi ha dimostrato coraggio

L'ulteriore riduzione dei tassi di interesse messa in atto dalla Bce la scorsa settimana trova il plauso di Federico Ghizzoni, ad di Unicredit, che la reputa una scelta coraggiosa. Il governatore della Banca Centrale, Mario Draghi "ha dimostrato di avere attributi e coraggio", ha detto il numero uno della banca in occasione dell'assise dei Giovani di Confindustria. "Giudico positiva tutta la manovra, perché non riguarda solo il taglio dei tassi, ma comprende anche un nuovo Ltro che mira a dare liquidità alle banche e favorire il credito. Draghi ha sorpreso i mercati che pensavano non avesse il coraggio di andare così in fondo. Quello che resta da fare, secondo me, è un altra manovra per incidere più positivamente sul tasso di cambio euro-dollaro che non credo scenderà particolarmente mentre un euro più debole sarebbe positivo per l'Europa".

La mossa della Bce, prosegue Ghizzoni, "mira a far ripartire il credito per l'economia reale in Europa. Così la palla passa di nuovo ai governi: non possiamo illuderci che sia solo la Bce a sostenere la crescita. I governi devono oggi reagire, fare le riforme che tutti auspichiamo, a partire dall'Italia che ne ha particolarmente bisogno". Per questo è "importante che anche gli imprenditori ci permettano di fare credito. Non credo sia solo un problema di domanda, ma anche di offerta. Serve un lavoro congiunto tra le banche e le imprese". Ghizzoni ritiene che in passato sono stati commessi errori sia da parte del mondo della finanza che da quello imprenditoriale. "Ci siamo illusi che uscire dalla crisi fosse facile", ha detto l'ad. "Ci sono le responsabilità da parte delle banche che hanno creduto di fare profitti in modo facile; mentre le imprese si sono illuse che la liquidità sarebbe stata illimitata".

Un altro tema affrontato in occasione dell'assise dei Giovani confindustriali è stata Alitalia, dopo che ieri il cda del vettore italiano, ha dato mandato ai vertici di chiudere la trattativa con Etihad. Prima della firma però occorrerà trovare un'intesa con le quattro banche creditrici (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e B.P.Sondrio) sul taglio dei debiti. "Da Alitalia", ha detto Ghizzoni, "non usciamo perché siamo costretti a rimanere. La lettera di Etihad ci è stata presentata un paio di giorni fa e contiene una richiesta di stralcio del 30%" dei debiti che Alitalia vanta. "Vediamo, stiamo valutando" cosa fare. "E' una richiesta impegnativa per le banche ma è anche vero che quella" della compagnia emiratina "è l'unica offerta possibile e ha presentato un piano industriale credibile. Etihad è l'unica proposta per rendere competitiva Alitalia. E'un'occasione troppo importante"per il vettore italiano. "Il negoziato è ancora in corso e sono fiducioso sulla conclusione delle trattative", ha aggiunto Ghizzoni.

Sulla possibilità di un eventuale ingresso della Cdp nel dossier Alitalia al posto di B.Mps e di B.P.Sondrio, il top manager ha sottolineato che l'ingresso dell'ente non è possibile in questa Alitalia perché "è una società in perdita. Se Alitalia torna in attivo, forse lo statuto della Cdp potrebbe consentire" un eventuale ingresso. Sotto il profilo dell'azionariato del vettore italiano, il numero uno dell'istituto di Piazza Gae Aulenti, ha spiegato che "la maggioranzasicuramente sarà europea. Il controllo e la governance saranno miste con le rispettive responsabilità. I soci italiani non scompaiono".


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Wall Street chiude la settimana con nuovi record

Written By Unknown on Sabtu, 07 Juni 2014 | 15.11

Wall Street prosegue la sua ascesa graduale, rinfrancata dalla pubblicazione dei non farm payroll che hanno confermato la crescita moderata dell'economia americana. Inoltre Standard & Poor's ha confermato i rating AA+/A-1+ sugli Stati Uniti d'America, mantendendo l'outlook stabile.

L'indice Dow Jones è salito dello 0,52% e l'indice S&P 500 circa dello 0,35%, aggiornando entrambi i massimi storici intraday rispettivamente a 16.914 e a 1.949 punti. Il Nasdaq è salito dello 0,59%.

I payroll non agricoli Usa sono risultati "in linea con le attese" a maggio a 217.000 unità, mentre "il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,3% (consenso 6,4%)", tenendosi sul "minimo degli ultimi sei anni circa", sottolinea Filippo Diodovich, strategist di Ig, spiegando che "grazie agli ultimi dati il mercato del lavoro americano ha superato i valori pre-crisi".

Per quanto riguarda invece la conferma del rating, S&P ha sottolineato che i punti di forza degli Usa sono la sua "economia diversificata e resistente, la sua ampia flessibilità di politica economica e il suo status unico di emittente della valuta di riserva leader al mondo". Allo stesso tempo però le contrapposizioni politiche, l'alto debito pubblico e l'ampio ammontare del deficit di bilancio limitano un possibile upgrade della raccomandazione degli Stati Uniti.


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I magnifici dieci del tempo libero

Il settore del tempo libero, che comprende hotel, viaggi, scommesse, parchi a tema e crociere, è uno dei più ciclici. Le prospettive di ripresa economina in Europa dovrebbero quindi giocare a suo vantaggio. Ecco i titoli che, secondo gli analisti di Morgan Stanley, hanno un grande potenziale.

1) Merlin Entertainment. Il gruppo che gestisce parchi a tema in Europa, Nord America e Asia e ha sigliato un accordo con Dreamworks capitalizza sul listino londinese 3,7 miliardi di sterline. Il prezzo obiettivo è 420 pence, che nell'ipotesi più ottimista (bullish) può arrivare a 500. Il titolo viene scambiato con un p/e 2014 di 21,9 e un ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di 11,7, mentre il rapporto debito netto e reddito operativo lordo 2014 è 2,4. I fattori di successo sono la forza  dei marchi, la diversificazione internazionale del business e la solida generazione di free cash flow.

2) Thomas Cook. L'operatore internazionale del settore viaggi, guidato da Harriet Green, capitalizza 2,3 miliardi di sterline sul listino londinese e merita un target price di 235 pence, che può arrivare a 350. Il titolo tratta a sconto rispetto ai competitor, cin un p/e di 12,4 sull'utile per azione 2014. Negli ultimi 12 mesi ha registrato un total return (performance + rendimento della cedola) del 35,5%.

3) Intercontinental Hotel. Giudizio positivo anche sul gigante guidato da Richard Solomons, che capitalizza nella City 5,9 miliardi di sterline. Il prezzo obiettivo è 2.400 pence, che nell'ipotesi più ottimista (bullish) può arrivare a 2.900. Il titolo viene scambiato con un p/e 2014 di 24,8 e un ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di 15,2, mentre il rapporto debito netto e reddito operativo lordo 2014 è 1,8. I fattori di successo sono basati sul business model e la possibilità di cedere asset per finanziare la crescita. Negli ultimi 12 mesi il titolo ha reso (total return) il 35,8%.

4) Accor. La catena francese di hotel presieduta da Sebastien Bazin, che a Parigi capitalizza 9 miliardi di euro, beneficerà degli effetti del piano di ristrutturazione e della ripresa europea, visto che nel Vecchio Continente realizza l'80% del reddito operativo lordo. Il titolo tratta a multipli elevati (p/e 2014 di 23) ma nell'ipotesi bullish può arrivare secondo gli analisti a 60 euro, che implica un potenziale intorno al 50%.

5) Playtech. I punti di forza della società che opera nel settore delle scommesse sono legate all'alto livello tecnico, all'aumento della base clienti e alla solidità finanziaria. Il titolo, che viene scambiato con un p/edi 14,8, non è inoltre troppo caro rispetto ai concorrenti. Il target price è 880 pence, che nello scenario migliore può toccare quota 1.390.

6) William Hill. Target di 425 pence, che può arrivare a un massimo di 510, per la società guidata da Ralph Topping, specializzata nei servizi di bookmaking nel Regno Unito. Il titolo, che capitalizza circa 3 miliardi di sterline, ha registrato negli ultimi 12 mesi un total return negativo (-15,7%) ma secondo gli analisti potrà recuperare terreno. Il p/e è intorno a 12, mentre l'ev/ebitda è 8,5, a fronte di un rapporto debito netto su ebitda di 1,4.

7) 888 Holdings. La crescita di quota di mercato nel poker online e il posizionamento vincente negli Usa sono i principali fattori di successo della small cap (443 milioni di sterline di capitalizzazione), che ha un target di 185 pence che può salire fino a 320 nell'ipotesi bullish. Guardando agli indici borsistici il p/e è 14,3, mentre il valore d'impresa/reddito operativo lordo è 9.

8) Betfair. Il gruppo guidato da Breon Corcoran, che capitalizza circa un miliardo di sterline, è specializzato nelle scommesse sportive online. Il prezzo obiettivo è 1.150 pence, che nell'ipotesi più ottimista può arrivare a 1.520. Il titolo viene scambiato con un p/e 2014 di 22,7 e un ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di 10, mentre il rapporto debito netto e reddito operativo lordo 2014 è -2,2. Nell'ultimo anno ha realizzato un ritorno totale del 26,4%.

9) Melia. Target di 9,8 euro, che può arrivare a 12,5, per la società spagnola guidata da Gabriel Julia, che gestisce hotel in tutto il mondo. A parere degli analisti, trarrà vantaggio dalla ripresa economica in Spagna e dalla crescita robusta negli Stati Uniti. Negli ultimi 12 mesi ha registrato un total return del 70,2%.

10)Tui. Giudizio positivo anche sul colosso internazionale dei viaggi, che vanta una posizione finanziaria solida ma risente di alcune inefficienze legate alla complessità della struttura. Il target price sale da 16 a 21 euro per azione, mentre il p/e è 16,7 e il ratio ev/ebitda intorno a 2,5.


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Germania, sale surplus commerciale, export +3% ad aprile

Written By Unknown on Jumat, 06 Juni 2014 | 15.11

Germania, sale surplus commerciale, export +3% ad aprile - Milano Finanza

Analisi

Germania, sale surplus commerciale, export +3% ad aprile




In Germania l'avanzo della bilancia commerciale destagionalizzato ad aprile sale a 17,7 miliardi di euro dai 15 miliardi di marzo. L'export destagionalizzato balza a +3% e l'import si attesta a +0,1%. La bilancia dei pagamenti ad aprile frena a 18,4 miliardi di euro dai 19,7 miliardi di marzo.




 
 



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Germania, +0,2% mese su mese produzione industriale aprile

La produzione industriale in Germania è salita dello 0,2% a livello mensile ad aprile, in calo rispetto del consenso degli economisti (+0,3% mese su mese).

Lo ha reso noto il Ministero dell'Economia tedesco aggiungendo che, su base annuale, la produzione industriale è aumentata dell'1,8%. Sempre ad aprile, l'output del comparto manifatturiero è diminuito dello 0,1% a livello mensile e quello del settore costruzioni è sceso dell'1,2% mese su mese, ha concluso il Ministero.


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Telecom, l'antitrust brasiliano boccia il ricorso di Telefonica

Written By Unknown on Kamis, 05 Juni 2014 | 15.12

Il Cade, Conselho de defesa economica, ha rigettato il ricorso di Telefonica e confermato dunque l'obbligo per la compagnia telefonica spagnola di ridurre la sua presenza sul mercato brasiliano, dove controlla l'operatore Vivo e indirettamente Tim Brasil tramite la partecipazione in Telecom Italia detenuta attraverso la holding Telco.

E' quanto riporta l'autorevole quotidiano brasiliano Estadao. Il Cade, quindi, ha confermato l'obbligo per Telefonica di cedere il 50% della controllata Vivo oppure, in alternativa, di disfarsi della sua partecipazione indiretta in Tim Brasil.

Telecom, che aveva già corso ieri a Piazza Affari, ha reagito alla notizia con un rialzo dell'1,01% a 0,9475 euro.


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Francia, tasso disoccupazione stabile al 10,1% I trimestre

Francia, tasso disoccupazione stabile al 10,1% I trimestre - Milano Finanza

Analisi

Francia, tasso disoccupazione stabile al 10,1% I trimestre




Il tasso di disoccupazione in Francia resta stabile al 10,1% nel primo trimestre. Lo rileva l'Insee, l'istituto nazionale di statistica sulla base dei criteri dell'Ilo, l'Ufficio internazionale del Lavoro. Nel quarto trimestre del 2013 la disoccupazione è stata rivista al ribasso e passa dal 10,2% al 10,1%. Si tratta del livello più basso dal 10,2% nel quarto trimestre del 2012.




 
 



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Debutto senza il botto per Plt Energia all'Aim

Written By Unknown on Rabu, 04 Juni 2014 | 15.12

Debutto senza il botto per Plt Energia all'Aim. Dopo la quotazione di Energy Lab il 20 maggio, oggi è la volta di Plt Energia, una holding di partecipazioni industriale operante in Italia nel campo della generazione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili in particolare nel settore eolico, fotovoltaico e del biogas con una produzione annua di energia elettrica di oltre 230 GWh.

In apertura il titolo si è portato su un massimo a 2,75 euro dopo essere stato collocato a 2,7 euro, per poi ritracciare sulla parità a quota 2,7 euro. La società possiede e gestisce attualmente 28 impianti alimentati da fonti rinnovabili per una potenza installata totale superiore a 100 MW, diversificati tra eolico (6) e mini-eolico (10), fotovoltaico (10) e biomasse (2). Entro la fine di quest'anno ultimerà altri 4 impianti (3 eolici e 1 a biomassa con un incremento della potenza installata totale di 2,5 MW) che porteranno il numero totale degli impianti a 32.

Attraverso la quotazione Plt Energia, oltre ad aumentare ulteriormente la propria potenza installata in Italia, intende proseguire il percorso di internazionalizzazione e sviluppare il processo di diversificazione in termini di fonti di generazione di energia con una particolare attenzione alle opportunità nel settore del biometano.

L'operazione di quotazione è avvenuta tramite l'emissione di 3.918.500 di nuove azioni a un prezzo unitario di 2,7 euro per una raccolta complessiva superiore ai 10,5 milioni di euro, destinati esclusivamente all'aumento di capitale. Gli attuali azionisti di Plt Energia sono Mps Fiduciaria e Sirefid (del gruppo Intesa Sanpaolo). Nel 2013 il gruppo ha generato ricavi caratteristici per 18,8 milioni di euro, con un ebitda rettificato di 13,1 milioni e un utile di esercizio di 3,1 milioni di euro.

L'operazione di quotazione di Plt è stata seguita da Integrae Sim in qualità di Nomad e di Global Coordinator, da NCTM Studio Legale Associato in qualità di advisor legale, da EPYON come revisore contabile per la quotazione, MIT.FIN in qualità advisor finanziario e Reconta Ernst&Young in qualità di revisore legale dei conti.


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Ucraina, presidente ad interim pronto a legge marziale nell'est

Nelle more dell'insediamento del proprio successore Petro Poroshenko, che presterà giuramento sabato prossimo a Kiev,  il presidente ad interim dell'Ucraina, Oleksandr Turchynov, sta valutando l'introduzione della legge marziale nelle regioni filo-secessioniste orientali di Donetsk e Lugansk: in un'ordinanza pubblicata sul sito on-line della Presidenza della Repubblica, infatti, Turchynov dá mandato al segretario generale del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, Andriy Parubiy, di studiare "immediatamente l'urgente necessità di proclamare la legge marziale", di concerto "con i ministeri della Difesa e dell'Interno, con i Servizi di Sicurezza e quelli di Frontiera", nelle aree teatro dell'imponente operazione militare "anti-terroristica" contro i miliziani filo-russi, allo scopo di "fermare l'ulteriore espansione e porre fine al conflitto armato in corso sul territorio ucraino, impedire eccidi di massa tra i civili e i militari, stabilizzare la situazione e ripristinare le normali attività". Al segretario Parubiy lo stesso Turchynov, il quale presiede anche la Rada Suprema o Parlamento, ordina inoltre di formulare le pertinenti "proposte" una volta analizzata la questione.


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Cina, 55,5 punti indice Pmi non manifatturiero maggio

Written By Unknown on Selasa, 03 Juni 2014 | 15.12

Cina, 55,5 punti indice Pmi non manifatturiero maggio - Milano Finanza

Industria

Cina, 55,5 punti indice Pmi non manifatturiero maggio




L'indice Pmi non manifatturiero ufficiale in Cina è salito a 55,5 punti a maggio dai 54,8 punti registrati nel mese di aprile.

Lo ha reso noto la China Federation of Logistics and Purchasing (Cflp) che pubblica il dato insieme al National Bureau of Statistics del Paese. Una lettura sopra i 50 punti indica un'espansione nell'attività non manifatturiera dal mese precedente, mentre un risultato sotto i 50 punti segnala una contrazione.




 
 



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