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A2A abbandona la governance duale

Written By Unknown on Selasa, 31 Desember 2013 | 15.12

Nuovo patto parasociale per A2A. E' stato firmato oggi dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e dal sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ed entrerà in vigore dal primo gennaio con durata triennale. La principale novità del nuovo accordo riguarda il cambio della governance, dal sistema duale a quello tradizionale. Ciò equivale a un passaggio dal consiglio di sorveglianza e di gestione a un cda unico.

Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto da 12 membri, di cui 9 indicati dalla lista maggioritaria in assemblea e 3 indicati da altre liste. E' inoltre prevista l'introduzione di un amministratore delegato che sarà scelto congiuntamente dai due Comuni. Il cambiamento è stato attuato ai fini di una maggiore efficienza nella gestione della società, con conseguente riduzione dei costi.

L'accordo, che vincola per ogni Comune una quota pari al 25% più un'azione del capitale sociale, prevede infine anche la cessione da parte dei due Comuni delle azioni possedute in eccesso rispetto a quelle sindacate pari a circa il 5% del capitale di A2A. L'obiettivo è di arrivare alla vendita di questo pacchetto nei primi mesi del 2014. A Piazza Affari il titolo A2A ha oggi ceduto lo 0,06% a 0,8505 euro.


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Morgan Stanley, dieci sell per il 2014

Il 2013 si è rivelato un anno positivo per i mercati azionari, con gli Stati Uniti in rialzo del 21,6% ed Eurolandia del 19,6% (indice Msci in euro). Lo scenario favorevole dovrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi, ma lo stock picking è ancora necessario per poter cogliere le occasioni al rialzo e al ribasso. Ecco dieci titoli che secondo gli analisti di Morgan Stanley è meglio evitare, dal momento la loro valutazione è inferiore (dal 20% al 40%) alle quotazioni attuali.  

1) Accenture. Il gigante Usa, che capitalizza 55,8 miliardi di dollari, ha un margine di ribasso dalle quotazioni recenti del 37%. Il target price è infatti 52 dollari, contro una quotazione recente di 82,5. Implica un p/e (prezzo/utile) di 13, che è basso rispetto ai competitor, perché risente dei problemi strutturali del gruppo e del calo del fatturato. Il titolo ha registrato una performance del 14,4% negli ultimi sei mesi e del 19,5% da inizio anno.

2) ARM. Il 2014 si preannuncia difficile per il gruppo di chip, che capitalizza 25,2 miliardi di dollari, perché le buone notizie, dopo il rally degli ultimi sei mesi che ha visto la quotazione salire del 37%, sono già scontate sul listino Londra (1.095p), mentre la concorrenza è destinata a crescere nei prossimi mesi. La valutazione del titolo che gli esperti ritengono adeguata (820p) implica un margine di ribasso del 25%.

3) Asus. Dopo un 2013 difficile il gruppo asiatico, che capitalizza 6,6 miliardi di dollari Usa, ha comunicato di recente gli obiettivi che si è prefisso per il 2014, che sembrano molto difficili da raggiungere tenendo conto soprattutto del peggioramento dello scenario competitivo. Il prezzo obiettivo di150 dollari di Taiwan corrisponde a un downside del 44% dalle quotazioni attuali. Da gennaio ha perso il 18,4%.

4) Atlas Copco. I deboli risultati comunicati da molte società collegate al business minerario (Metso, Orica, Sandvik, Atlas Copco e Cat) hanno messo in evidenza l'impatto negativo che deriverebbe da un ulteriore peggioramento dello scenario del settore. E la società svedese Atlas Copco, che capitalizza 25,5 miliardi di dollari, è una delle più esposte, visto che realizza il 40% dei ricavi nel comparto minerario. Le pressioni strutturali rendono quindi l'investimento nel titolo, che è salito negli ultimi sei mesi del 9,8%, ma che ha una performance negativa da gennaio del 2,2%, molto rischioso. Il prezzo obiettivo è 125 corone svedesi, con un margine di ribasso del 30%.

5) Belle International. Dopo il recente calo, che rappresenta una correzione del 23% da ottobre la società cinese, che capitalizza 9,7 miliardi di dollari, potrebbe deludere ancora gli investitori. Secondo gli analisti il titolo, che ha perso il 16% negli ultimi mesi e il 48,6% da gennaio, merita un prezzo obiettivo di 10,90 dollari di Hong Kong, che è inferiore di oltre il 22% dalle quotazioni attuali. Gli esperti hanno infatti tagliato dell'11% le stime sugli utili 2014, perché a causa della concorrenza dell'e-commerce, Belle potrebbe essere costretta a ridurre i prezzi, con conseguenze negative sui margini.

6) General Electric. La pressione sui margini reddituali maggiore delle attese, il rischio di minori dividendi da GECC e di una crescita inferiore ai competitor sono tre punti di debolezza che potrebbero pesare negativamente sulla mega-cap Usa, che capitalizza 280 miliardi di dollari, nei prossimi mesi. Il target price del titolo che è salito del 19% negli ultimi sei mesi, portando il rialzo da gennaio al 30,4%, è stato fissato a quota 22 dollari. che indica uno spazio di ribasso intorno al 20%.

7) Lululemon. La società Usa, che capitalizza 8,6 miliardi di dollari, ha un brand molto forte e un'ampia offerta di prodotti, che le ha consentito di dominare per qualche tempo il settore dell'abbigliamento per lo yoga in Nord America. Di recente i problemi sulla qualità dei prodotti e una disastrosa campagna promozionale, hanno però incrementato le pressioni al ribasso sul titolo, che è sceso del 9,6% negli ultimi sei mesi, portando la flessione da gennaio al 20%. Il prezzo obiettivo di 41 dollari è del 30% inferiore alle quotazioni attuali.

8) Mercadolibre. Il 2014 non sarà facile per il gruppo, che ha un'alta esposizione al Venezuela e all'Argentina, con i conseguenti problemi che derivano dallo scenario economico, dai cambi e dai rischi legati alla regolamentazione e all'inflazione. La sostenibilità della sua crescita è quindi messa in serio dubbio, tanto da indurre gli esperti a indicare per il titolo, che ha perso il 2% negli ultimi sei mesi, ma che ha una performance positiva da gennaio (+29%), un target di 75 dollari, che implica un downside del 29%.

9) Otsuka. Il gruppo It nipponico, che capitalizza 15,6 miliardi di dollari, ha quasi raddoppiato la quotazione nel giro di un anno, ma ai prezzi attuali (13410 yen) è sopravvalutato rispetto ai concorrenti del settore. Dopo un 2013 forte, adesso che la transizione a Windows è quasi completata, è infatti difficile trovare elementi che giustifichino una valutazione tanto elevata. Il consiglio è prendere profitto sul titolo, che è correttamente valutato 8200 yen (-39%).

10) Wendy's. Dopo il rialzo dell'87% da gennaio, il titolo è troppo caro rispetto ai competitor globali. Per la compagnia, che capitalizza 3,5 miliardi di dollari, sarà infatti molto arduo centrare l'obiettivo di una crescita annua del 2-3%, a mano a mano che svanirà l'effetto legato al lancio di alcuni prodotti (Pretzel burger), senza contare gli altri punti deboli, come la mancanza di free cash flow, le maggiori tasse e la singola esposizione geografica. Il target price, che è stato fissato a quota 6,50 dollari, è  inferiore (del 25%) dalle quotazioni attuali.


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Borse europee, gli operatori si aspettano un avvio contrastato

Written By Unknown on Senin, 30 Desember 2013 | 15.11

Gli operatori si attendono oggi un avvio debole delle borse europee. Dopo i recenti rialzi, dovrebbe esserci infatti una fase di consolidamento, anche se l'ottimismo di fondo che resta intatto.

Il Nikkei a Tokyo ha chiuso l'ultima seduta dell'anno in rialzo dello 0,69%, con l'indice nipponico che ha concluso così il 2013 con un balzo del  56,2%, la miglior performance tra i mercati asiatici. L'andamento peggiore è stato invece accusato dallo Shanghai Composite, in flessione del 7,2%.

Passando all'Europa, gli operatori si aspettano un avvio giornata intorno alla parità, con volumi di scambio destinati a restare bassi. In particolare gli specialisti di IG prevedono il Ftse-100 in rialzo di 3 punti a 6752, il Dax in calo di 11 punti a 9578 e il Cac-40 stabile a 4277 punti.

Il listino milanese non dovrebbe presentare particolari variazioni in avvio, anche se bisogna vedere come il mercato accoglierà gli sviluppi della vicenda B.Mps.  Sabato l'assemblea straordinaria dei soci della banca, in seconda convocazione, ha deciso che l'aumento di capitale da 3 mld euro non si farà prima del 12 maggio 2014. Il presidente della Fondazione, Antonella Mansi, spera comunque che il numero uno di Mps, Alessandro Profumo, e l'a.d., Fabrizio Viola, non decidano di dimettersi. Un portavoce del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha dichiarato che "il Ministero non ha nessun interesse nella nazionalizzazione di Mps", sottolineando che la priorità per il Governo è la restituzione dei 4 mld di Monti Bond.

Da seguire ancora i titoli della galassia Unipol. Manca infatti solo la firma dell'atto di fusione con Fonsai (che dovrebbe avvenire oggi o al massimo il 31 dicembre) e il deposito dell'atto presso il registro delle imprese entro il 1* gennaio. Fermo restando il rispetto della tempistica di questi ultimi 2 step, UnipolSai dovrebbe sbarcare a piazza Affari il 6 gennaio.

Attenzione infine a Finmeccanica. Secondo indiscrezioni di stampa del fine settimana sarebbe infatti in arrivo un contratto da 400 mln euro per Agusta Westland da parte del ministero della difesa britannico.


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Il titolo MPS perde il 6,1% in pre-apertura

In pre-apertura il titolo di Banca Mps ha fatto segnare un -6,07%.

La situazione è "complicata" ed e' opportuno "restare fuori" dal titolo. E' quanto sostiene un analista di una primaria casa d'affari straniera commentando l'esito dell'assemblea di B.Mps, che ha approvato l'aumento, accogliendo però l'istanza della Fondazione di posticiparlo rispetto alla data indicata dal management (cioè a gennaio).

"Il prossimo appuntamento è un Cda, probabilmente il 9 gennaio", aggiunge l'esperto.


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Mps, vince la Fondazione Profumo verso l'uscita

Written By Unknown on Minggu, 29 Desember 2013 | 15.11

Si conclude senza sorprese l'assemblea straordinaria del Monte dei Paschi. Come previsto alla vigilia, i vertici della banca hanno incassato una sconfitta vedendosi bocciare la proposta di aumento di capitale a fine gennaio. Vince invece la Fondazione, che ha ottenuto un rinvio dell'operazione a giugno per normalizzare la propria situazione finanziaria.

Protagonista dell'assemblea di questa mattina è stata infatti senza dubbio Antonella Mansi, presidente di Palazzo Sansedoni. In un lungo e appassionato intervento Mansi ha subito bocciato senza mezzi termini la linea della banca: "La proposta del consiglio d'amministrazione della banca non ha oggi alcuna possibilità di essere approvata". Mansi ha poi respinto le accuse di conflitto di interessi: "Qui dovremmo parlare non di conflitto di interessi ma semmai di conflitto di doveri. Per noi la tutela dell'integrità del patrimonio non è un optional. Non potete chiederci di far crollare proprio noi l'edifico che ci è stato dato dalla legge".

L'intervento del numero uno della Fondazione è stato accolto da una standing ovation in sala, segno che gli umori del corpo sociale volgevano ormai a sfavore della banca. Peraltro, nel corso della lunga sequenza di interventi, molti piccoli soci hanno mosso dure critiche al management della banca, in particolare al presidente Alessandro Profumo. "Rocca Salimbeni deve dare rispetto alla Fondazione, che si è svenata per la banca. Ogni fretta appare inopportuna e fuori luogo, non si può strozzare la Fondazione'', ha incalzato ad esempio un socio.

Per parte sua, nel suo breve intervento Profumo si è limitato a ricordare che bocciando l'aumento di capitale a gennaio si entra "in un campo di incertezza". E la prima incertezza "è la formazione di un consorzio di garanzia". Senza risparmiarsi una punta di sarcasmo: sulla vicenda dell'aumento "non c'è nessun Palio personalistico. L'unico Palio è quello con i contribuenti italiani". Con la ricapitalizzazione infatti "i contribuenti otterrebbero i 3,3 miliardi di euro" che la banca ha ricevuto dallo Stato tramite Monti bond.

A questo punto in molti a Siena scommettono su un imminente passo indietro di Profumo, principale sconfitto della battaglia di oggi. Durante il suo intervento peraltro il presidente di Mps non ha escluso le dimissioni su cui si specula già da qualche giorno. "Dimissioni? Non ho nulla da comunicare", ha commentato, aggiungendo poi: "C'è un cda già fissato per il mese di gennaio. Queste sono decisioni che si assumono a sangue freddo e nei luoghi deputati".
A Siena peraltro circolano giò ipotesi sull'eventuale successore. Un totonomine ancora tutto da verificare che vedrebbe però come favoriti Carlo Salvatori (presidente di Lazard Italia), Divo Gronchi (numero uno delal Cassa di risparmio di San Miniato) e Lorenzo Bini Smaghi. Più improbabile sembra invece un passo indietro dell'amministratore delegato Fabrizio Viola. Nel caso però in cui anche questa ipotesi si verificasse, qualcuno scommette sulla nomina di Bernando Mingrone, attuale direttore finanziario di Rocca Salimbeni.

La bocciatura dell'aumento apre insomma scenari assai destabilizzanti sia per la banca che per la Fondazione. Per la prima, infatti, una ricapitalizzazione a giugno si presenta in salita visto che da un lato l'impegno di pre-sottoscrizione del consorzio scadrà a fine gennaio, d'altra parte non è detto che gli ordini raccolti nelle scorse settimane da numerosi investitori istituzionali esteri vengano riconfermati. La Fondazione rischia invece di polverizzare comunque il proprio patrimonio. Se infatti, sulla scia della bocciatura in assemblea, il titolo Mps scivolerà sotto quota 12 centesimi, le banche creditrici potranno escutere l'intera partecipazione nella conferitaria. (riproduzione riservata)


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SONDAGGIO Un toro più irrequieto

Con alle spalle un anno da record per le borse mondiali e per gli asset manager che hanno potuto mettere a segno performance a due cifre, gli uomini di mercato provano a tracciare il solco per il 2014. L'indice americano S&P 500 ha segnato un rialzo del 28% nel 2013, l'Eurostoxx del 18% e il Nikkei del 60%.

Ma stappato lo champagne per l'anno che si conclude sotto il segno del toro è il momento di fare i conti su come preparare i portafogli per questa nuova fase. Il primo passo del tapering, ossia la riduzione di acquisti di titoli di Stato da parte della Fed, è stato accolto dai mercati con rinnovato entusiasmo. Gli operatori hanno di fatto approvato la politica dei piccoli passi scelta dal presidente uscente Ben Bernanke che a giorni cederà il testimone al successore Janet Yellen.

Ma in questo clima di consensus ottimista ogni brutta notizia non attesa potrebbe portare a correzioni; per questo i money manager consigliano portafogli bilanciati nell'idea che ogni correzione potrà essere un momento favorevole per aumentare il peso dell'equity. Che comunque resta ancora basso nei portafogli dei risparmiatori italiani. È quanto emerge dal sondaggio condotto da Milano Finanza tra gli asset manager delle principali società di gestione italiane ed estere.

Per un portafoglio a basso rischio i big money prevedono una quota investita in obbligazioni del 56%, mentre alla liquidità viene destinato il 24% del totale e un 20% alle azioni. Il peso di queste ultime sale al 40% per chi ha una media propensione al rischio e arriva al 68% per chi ha invece un approccio speculativo.

Tutti i dettagli su Milano Finanza in edicola


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Assemblea Mps, verso il rinvio dell'aumento

Written By Unknown on Sabtu, 28 Desember 2013 | 15.11

Nel corso del pomeriggio sono stati dissipati gli ultimi dubbi sulla tempistica dell'assemblea del Monte. Complice anche un incontro di circa un'ora tra il sindaco di Siena, Bruno Valentini, e il presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi.  Dopo il flop di oggi dunque, alla seconda convocazione dell'assise prevista per domani (per la quale serve la presenza di oltre un terzo del capitale) il primo azionista di Rocca Salimbeni dovrebbe votare il rinvio della ricapitalizzazione, bocciando così la delibera del cda. Inizialmente, nel corso del pomeriggio, sembrava che il voto potesse slittare a lunedì, in terza convocazione, ma l'ipotesi sarebbe poi stata accantonata.

La bocciatura della delibera del cda aprirebbe sicuramente scenari di forte destabilizzazione per la banca. A Siena si rincorrono rumor su possibili dimissioni del presidente Alessandro Profumo, in caso di bocciatura. Rumor che però per il momento non trovano però alcuna conferma, anche se a Siena circolano già i nomi dei possibili successori: Carlo Salvatori (presidente di Lazard Italia), Divo Gronchi (numero uno delal Cassa di risparmio di San Miniato) e Lorenzo Bini Smaghi. 

Sarebbe invece passata in secondo piano l'ipotesi di una cordata di fondazioni del Nord affiancata da un fondo mediorientale (il Corriere della Sera ha fatto il nome di Aabar, già socio forte di Unicredit), che però secondo alcune fonti sarebbe ancora in piedi. La partita potrebbe infatti slittare al 2014, visto che i nodi da scioglierere sarebbero ancora molti, a partire dalla questione dei concambi. (riproduzione riservata)


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Mps non frena il Ftse Mib, +1,39%

I nuovi record di Wall Street hanno sostenuto i listini europei in chiusura. In una giornata priva di dati macro e ancora in un clima semifestivo, con molti investitori assenti dalle sale operative, il sentiment di mercato non si è deteriorato. Mentre al momento il Dow Jones mostra un rialzo dello 0,01% a 16.480 punti, l'S&P500 un calo dello 0,02% a 1.841 punti e il Nasdaq dello 0,17% a quota 4.160 punti, il Ftse Mib di Piazza Affari ha chiuso la seduta a quota 18.956 punti (+1,39%).

Lo spread tra Btp e Bund decennali ha chiuso a 226 punti, contro i 230 punti della chiusura di lunedì scorso, dopo l'asta dei Bot semestrali. Il rendimento è al 4,22%. Oggi il Tesoro italiano ha collocato tutti gli 8 miliardi di euro di Bot semestrali. Il tasso, come previsto, è risultato in crescita allo 0,827% rispetto allo 0,539% dell'asta precedente che rappresentava il minimo da maggio scorso. La domanda è stata pari a 1,32 volte l'offerta dall'1,77.

Inoltre ha assegnato 2,63 miliardi di Ctz a 2 anni. Il rendimento ha mostrato una crescita dall'1,16% all'1,346% e un bid to cover in calo dall'1,68 all'1,48. Abbastanza deludente la domanda che ha costretto il Tesoro a decidere di non collocare l'intero ammontare offerto (forchetta pari a 2-3 miliardi di euro).

In rialzo anche le altre piazze del Vecchio Continente, a partire da Parigi (+1,40%), Francoforte (+0,92%), Madrid (+0,82%) e Londra (+0,79%). Si guarda alle prossime mosse della Fed che, con il piano di stimolo all'economia, ha supportato anche le borse, ma sul mercato italiano ci sono stati diversi titoli in movimento.

Tra tutti spicca il +6,52% a 2,45 euro di Fondiaria Sai dopo che la Consob ha dato il giudizio di equivalenza sul documento informativo aggiornato per la fusione di Unipol, Premafin e Milano Assicurazioni in FonSai e dopo che è stata ricevuta un'offerta per 1,7 miliardi di premi. MF ha riportato un potenziale prezzo di vendita compreso tra 400 e 800 milioni di euro. La società aveva in corso una due diligence con la belga Ageas. La proposta sembra essere stata formalizzata il 19 dicembre e sarà oggetto delle necessarie valutazioni. Una decisione potrebbe quindi essere presa entro il 15 gennaio.

In evidenza anche Buzzi Unicem (+2,94% a 12,94 euro), Luxottica (+2,52% a 38,72 euro), Mediaset (+2,37% a 3,54 euro), Telecom Italia (+2,28% a 0,717 euro) ed Exor (+2,52% a 28,92 euro). Non Fiat, in ribasso dello 0,26% a 5,83 euro dopo il rialzo di lunedì, in un mercato che continua a muoversi nell'ampio range tra 5 e 6 euro, in attesa di novità sul possibile accordo Fiat-Veba sulla partecipazione in Chrysler. Venerdì 20 dicembre c'è stato un incontro tra le parti. Sul titolo del Lingotto hanno pesato le dichiarazioni del  governo brasiliano che toglierà gradualmente gli incentivi al settore auto e già a gennaio alzerà la tassa sui prodotti industriali e auto (Ipi) dal 2% precedente al 3%.

il titolo peggiore è stato comunque Mps, in flessione del 2,15% a 0,173 euro dopo un andamento volatile, in un mercato che guarda all'aumento di capitale da 3 miliardi di euro. All'assemblea di oggi, chiamata ad approvare la proposta del management, i soci presenti rappresentavano il 49,3% del capitale, sotto il quorum del 50% più un'azione necessario per le assemblee in prima convocazione.

Il presidente, Alessandro Profumo, ha quindi riconvocato l'assemblea per domani, sabato 28 dicembre, quando il quorum necessario sarà del 33,3%. La Fondazione Mps si è presentata in assemblea con il suo 33,5% del capitale e domani è in grado non solo di respingere la proposta di Profumo ma anche di approvare lo slittamento dell'aumento di capitale a non prima del 12 maggio. "Profumo minaccia di dimettersi", ha detto oggi un banchiere vicino alla vicenda. Il top manager già nel 2010 si dimise da amministratore delegato di Unicredit in polemica con le fondazioni azioniste.


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Seduta piatta a Tokyo, Takeda ko

Written By Unknown on Jumat, 27 Desember 2013 | 15.11

La borsa di Tokyo chiude la seduta pressoché piatta, zavorrata da un po' di prese di beneficio, mantenendosi comunque sui massimi da sei anni. L'indice Nikkei è avanzato dello 0,03% a 16.178,94 punti, nonostante il -5,2% del gruppo farmaceutico Takeda che ha risentito della decisione di sospendere due trattamenti antidiabetici per timori di effetti secondari al fegato.

Il più ampio paniere Topix è salito dello 0,84% a 1.290,07 punti. E' l'ottava sessione di fila che il listino termina positivo. L'azionario nipponico si avvia a chiudere il miglior anno dal 1972. A sostenere la piazza finanziaria nipponica è stata ancora una volta la debolezza dello yen. Il cross euro/yen ha toccato quota 144, i massimi da ottobre 2008, mentre il dollaro/yen scambia a 104,71/104,72.

Nel frattempo l'euro continua a rafforzarsi nei confronti del dollaro a 1,376 da 1,369 della chiusura precedente. Sul fronte macro la produzione industriale giapponese ha registrato a novembre un aumento dello 0,1%, terzo mese consecutivo contrassegnato dal segno positivo, a conferma della stabilità della ripresa economica.

L'aumento è stato però inferiore alle previsioni degli economisti (+0,4%). Inoltre a dicembre l'attività manifatturiera giapponese è cresciuta al ritmo più sostenuto da oltre sette anni. E' quanto è emerso dall'indice Pmi elaborato sulla base di un sondaggio Markit/Jmma sui direttori acquisti di categoria, salito a dicembre da 55,1 di novembre a 55,2.

In controtendenza il capitolo sui nuovi ordini all'export, passato da 57,2 a 55,7, e quello sulla produzione da 59 a 58,3. Infine, l'inflazione in Giappone è salita sopra l'1% per la prima vota in cinque anni. A novembre i prezzi al consumo sono infatti cresciuti dell'1,2% annuale, contro l'atteso +1,1%. La lotta alla deflazione è il primo obiettivo dell'Abenomics. L'indice core-core, che esclude i prezzi dell'energia e del cibo, è avanzato dello 0,6% annuale a novembre.


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Piazza Affari in rialzo, acquisti su Mps

Piazza Affari apre la seduta in territorio positivo dopo tre giorni di chiusura per le festività natalizie, cavalcando i nuovi record di Wall Street. L'indice Ftse Mib sale dello 0,57% a quota 18.804 punti. Oggi il consiglio dei ministri esamina il decreto legge milleproroghe. Lo spread Btp/Bund sale a quota 234 punti base con un tasso del 4,25%.

Oggi il Tesoro italiano mette sul piatto otto miliardi di euro di Bot a sei mesi 30 giugno 2014, contro i 9,2 miliardi in scadenza, insieme a 2-3 miliardi della terza tranche del Ctz 31 dicembre 2015. Se in occasione dell'asta di fine novembre hanno registrato il minimo da maggio scorso il rendimento sia del buono semestrale allo 0,539% sia quello del titolo zero coupon all'1,163%, la recente risalita dei tassi di mercato fa presumere per oggi un leggero rialzo.

Lunedì sera a mercato chiuso il Tesoro ha annunciato che, in occasione dell'appuntamento a medio-lungo di giovedì prossimo a regolamento sul 2 gennaio, verranno offerte la settima tranche del Btp a cinque anni 1 dicembre 2018 per 2/3 miliardi e l'undicesima riapertura del dieci anni marzo 2024.

Sul listino milanese tutti gli occhi sono puntati su Monte dei Paschi (+2,83% a 0,1818 euro) nel giorno in cui si riunisce l'assemblea degli azionisti che dovrà votare l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Oggi servirà il 50% del capitale per non fare slittare l'assise.

Secondo indiscrezioni raccolte da MF-Milano Finanza, prima della pausa natalizia il capitale sociale accreditato si sarebbe infatti attestato al 49,2%, un soffio dunque al di sotto della soglia prevista. È dunque plausibile che il quorum venga raggiunto.

Qualora ciò non accada, l'assemblea slitterà alla seconda convocazione, prevista per domani, per la quale serve invece la presenza di oltre un terzo del capitale. Difficilmente invece si andrà alla terza convocazione di lunedì 30, per la quale è sufficiente una presenza superiore al 20%.

Comunque, salvo colpi di scena, l'assemblea respingerà la richiesta della banca guidata da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola di varare l'aumento di capitale a gennaio, imponendo il rinvio dell'operazione a maggio. Proprio come chiesto dalla Fondazione Mps, forte del suo 33,5% del capitale, che ha smentito "categoricamente" le notizie di stampa secondo le quali la Deputazione avrebbe esaminato lunedì la cessione del 20% di azioni di Mps a una cordata di investitori.

La stessa Compagnia di San Paolo, maggior azionista di Intesa Sanpaolo (+0,90% a 1,79 euro) con oltre il 9%, ha negato le voci che la vedono impegnata nella vicenda della banca senese. Mentre la Confindustria di Siena ha chiesto l'intervento del governo per non consegnare la banca al "capitalismo finanziario internazionale".

Unicredit (+0,93% a 5,40 euro) ha invece ceduto al gruppo Usa Cerberus 950 milioni di sofferenze. Mentre Dino Piero Giarda si è insediato alla presidenza del cds di Bpm (+0,55% a 0,45 euro) e ha avuto i primi colloqui con Andrea Bonomi e Piero Lombardi in vista della prima riunione del cds (3 gennaio la data più probabile). Tra le altre banche, il cda di Banca Etruria (+1% a 0,504 euro) ha dato mandato a Rothschild e Lazard per il piano di aggregazione.

E se Telecom Italia (+0,57% a 0,705 euro) non vede la cessione della sua quota di Tim Brasil in tempi brevi, perché è improbabile che arrivi quell'offerta che nessuno può rifiutare, che è stata evocata dal molti, ma di cui per ora non c'è traccia, il Capo di Stato Maggiore dell'aereonautica indiana ha detto che l'elicottero Agusta Westland AW-101 "rappresenta quello che la forza aerea desidera" e questo è positivo per la controllante Finmeccanica (+0,92% a 5,49 euro).


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Sì definitivo alla Stabilità

Written By Unknown on Rabu, 25 Desember 2013 | 15.11

Sì definitivo alla Stabilità - Milano Finanza

Notizie

Sì definitivo alla Stabilità




Con 167 sì e 110 no, l'Aula del Senato ha votato la fiducia al governo sul ddl stabilità. Subito dopo Palazzo Madama ha dato anche l'ok al ddl bilancio approvando così in via definitiva la manovra per il 2014-2016, senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera, con 158 voti a favore, uno solo contrario e una astensione.  I testi della manovra, una volta pubblicati in Gazzetta Ufficiale, saranno legge dello Stato.




 
 



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Tassara perde 600 mln Ok a nuovo standstill

La Carlo Tassara ha sottoscritto gli accordi di modifica della moratoria sul debito (siglata con le banche nel 2008) e ha finalmente approvato il bilancio 2012, chiuso con un rosso di circa 600 milioni, prevalentemente a causa delle rettifiche sui titoli in portafoglio. L'assemblea della holding bresciana, che ha anche preso atto della situazione patrimoniale al 30 settembre 2013 e approvato il piano industriale e finanziario 2013-2016, ha provveduto a modificare lo statuto della società per adeguare la governance a quanto previsto dalla nuova intesa con le banche.

Nel dettaglio il nuovo statuto prevede quorum differenti per le deliberazioni che il consiglio di amministrazione prenderà in merito alle cessioni degli asset in portafoglio. Per le partecipazioni finanziarie il cda, che è stato allargato a 9 amministratori, di cui 6 indipendenti, potrà deliberare a maggioranza semplice. Per quanto riguarda invece le partecipazioni industriali legate al territorio di riferimento della Tassara, come ad esempio Metalcam, il board dovrà deliberare con una maggioranza qualificata. L'assemblea della Carlo Tassara ha inoltre nominato il nuovo consiglio di amministrazione con Pietro Modiano, confermato presidente, Mario Cocchi, Salvatore Spiniello, Maria Anna Tassara, Stefania Chiaruttini, Marina Do, Franco Carlo Papa, Fabio Cassi e Paolo Baessato.

Deliberata inoltre l'emissioni degli strumenti finanziari partecipativi che saranno sottoscritti, in proporzione ai rispettivi crediti non garantiti dalle banche, a cominciare da Intesa Sanpaolo. L'accordo sottoscritto settembre prevede che gli istituti sottoscrivano subito una prima tranche di questi strumenti per circa 650 milioni. L'intesa prevede inoltre che in caso di ulteriori perdite derivanti dalla gestione finanziaria della società, le banche si impegnino a sottoscrivere altre tranche di questi strumenti partecipativi fino a un importo massimo di 1 miliardo.

La quota maggiore di strumenti partecipativi sarà sottoscritta dalla Ca' de Sass, si farà carico di circa 445 milioni sui 650 milioni complessivi. Altri 70 milioni saranno invece sottoscritti da Unicredit, mentre la quota rimanente dagli altri istituti esposti in misura minore con la società tuttora controllata dalla famiglia di Romain Zaleski.

Il piano industriale e finanziario 2013-2016, redatto con la consulenza di Pricewaterhouse Coopers, è stato predisposto in base all'articolo 67, terzo comma, lettera d), della legge fallimentare, ed è stato sottoposto all'attestazione dell'esperto Angelo Provasoli. L'assemblea ha inoltre deliberato la riduzione del capitale sociale e l'annullamento del valore nominale delle azioni. (riproduzione riservata)


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Sì definitivo alla Stabilità

Written By Unknown on Selasa, 24 Desember 2013 | 15.11

Sì definitivo alla Stabilità - Milano Finanza

Notizie

Sì definitivo alla Stabilità




Con 167 sì e 110 no, l'Aula del Senato ha votato la fiducia al governo sul ddl stabilità. Subito dopo Palazzo Madama ha dato anche l'ok al ddl bilancio approvando così in via definitiva la manovra per il 2014-2016, senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera, con 158 voti a favore, uno solo contrario e una astensione.  I testi della manovra, una volta pubblicati in Gazzetta Ufficiale, saranno legge dello Stato.




 
 



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Tassara in rosso per 600 mln Ok a nuovo standstill

La Carlo Tassara ha sottoscritto gli accordi di modifica della moratoria sul debito (siglata con le banche nel 2008) e ha finalmente approvato il bilancio 2012, chiuso con un rosso di circa 600 milioni, prevalentemente a causa delle rettifiche sui titoli in portafoglio. L'assemblea della holding bresciana, che ha anche preso atto della situazione patrimoniale al 30 settembre 2013 e approvato il piano industriale e finanziario 2013-2016, ha provveduto a modificare lo statuto della società per adeguare la governance a quanto previsto dalla nuova intesa con le banche.

Nel dettaglio il nuovo statuto prevede quorum differenti per le deliberazioni che il consiglio di amministrazione prenderà in merito alle cessioni degli asset in portafoglio. Per le partecipazioni finanziarie il cda, che è stato allargato a 9 amministratori, di cui 6 indipendenti, potrà deliberare a maggioranza semplice. Per quanto riguarda invece le partecipazioni industriali legate al territorio di riferimento della Tassara, come ad esempio Metalcam, il board dovrà deliberare con una maggioranza qualificata. L'assemblea della Carlo Tassara ha inoltre nominato il nuovo consiglio di amministrazione con Pietro Modiano, confermato presidente, Mario Cocchi, Salvatore Spiniello, Maria Anna Tassara, Stefania Chiaruttini, Marina Do, Franco Carlo Papa, Fabio Cassi e Paolo Baessato.

Deliberata inoltre l'emissioni degli strumenti finanziari partecipativi che saranno sottoscritti, in proporzione ai rispettivi crediti non garantiti dalle banche, a cominciare da Intesa Sanpaolo. L'accordo sottoscritto settembre prevede che gli istituti sottoscrivano subito una prima tranche di questi strumenti per circa 650 milioni. L'intesa prevede inoltre che in caso di ulteriori perdite derivanti dalla gestione finanziaria della società, le banche si impegnino a sottoscrivere altre tranche di questi strumenti partecipativi fino a un importo massimo di 1 miliardo.

La quota maggiore di strumenti partecipativi sarà sottoscritta dalla Ca' de Sass, si farà carico di circa 445 milioni sui 650 milioni complessivi. Altri 70 milioni saranno invece sottoscritti da Unicredit, mentre la quota rimanente dagli altri istituti esposti in misura minore con la società tuttora controllata dalla famiglia di Romain Zaleski.

Il piano industriale e finanziario 2013-2016, redatto con la consulenza di Pricewaterhouse Coopers, è stato predisposto in base all'articolo 67, terzo comma, lettera d), della legge fallimentare, ed è stato sottoposto all'attestazione dell'esperto Angelo Provasoli. L'assemblea ha inoltre deliberato la riduzione del capitale sociale e l'annullamento del valore nominale delle azioni. (riproduzione riservata)


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WS carica il Ftse Mib, Bpm in rialzo

Written By Unknown on Senin, 23 Desember 2013 | 15.11

Apertura positiva per le borse europee sulla scia dei buoni dati macro statunitensi e dei nuovi massimi toccati dagli indici di Wall Street. Oggi in Italia il Senato sarà impegnato con il voto di fiducia per l'ok finale alla legge di stabilità, mentre alla Camera la fiducia sarà sul decreto salva-Roma.

Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si attesta a 227 punti, contro i 226 punti delle chiusura di venerdì scorso. Il rendimento è del 4,15%. Il differenziale Bonos/Bund segna 230 punti per un tasso del 4,18%. A mercato chiuso verranno comunicati i dettagli delle aste di Btp di lunedì 30 dicembre, i primi collocamenti a medio lungo termine con regolamento sull'anno nuovo.

Venerdì sera intanto il Tesoro ha comunicato che nelle alle aste a breve di venerdì 27 (anch'esse con regolamento sul 2014) andranno in offerta 8 miliardi di Bot a 6 mesi (su 9,2 in scadenza) e tra 2 e 3 miliardi di Ctz dicembre 2015. Sul listino milanese, dove il Ftse Mib sale dello 0,32% a 18.624 punti, Telecom Italia si apprezza dello 0,36% a 0,706 euro dopo che venerdì sera l'assemblea ha respinto a richiesta di revoca del cda consentendo all'ad, Marco Patuano, di proseguire con la sua strategia, anche se alza il livello di attenzione sul presunto conflitto di interessi di Telefonica e promette una prosecuzione della battaglia nei prossimi mesi.

Tra le banche, la Popolare di Milano sale dello 0,54% a quota 0,4633 euro dopo che sabato l'assemblea degli azionisti ha nominato il nuovo consiglio di sorveglianza presieduto da Piero Giarda, aprendo la strada al lancio del nuovo piano industriale e all'aumento di capitale da 500 milioni di euro.

Per ora non c'è alcuna indicazione sul nuovo consiglio di gestione che il cds dovrà nominare. Comunque Giarda si era espresso a favore di una discontinuità con la passata gestione per quanto riguarda la posizione di presidente, carica ricoperta da ottobre 2011 da Andrea Bonomi, e di ad.

Nel caso invece di Monte dei Paschi (+4,13% a 0,1765 euro) tengono ancora banco le anticipazioni di MF secondo cui la Fondazione Cariplo, la Fondazione Cariverona e la Compagnia di Sanpaolo sarebbero pronti a rilevare circa il 20% delle azioni Mps in mano alla Fondazione Mps.


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Borse Ue verso apertura al rialzo

Apertura positiva dei listini europei. E' quanto si aspettano gli esperti sulla scia alla chiusura positiva di Wall Street di venerdì, che hanno beneficiato della pubblicazione del Pil Usa del terzo trimestre che ha superato le attese del mercato (Dow Jones +0,26%, Nasdaq Composite +1,15%, l'S&P 500 +0,48%). I volumi di scambio dovrebbero tuttavia essere molto contenuti, a causa delle prossime festività.

Gli specialisti di IG vedono in avvio l'indice Ftse-100 in aumento di 9 punti a 6615, il Dax di 31 punti a 9431 e il Cac-40 di 15 punti a 4208. "I mercati europei dovrebbero vedere dei compratori all'inizio di seduta, anche se ci sono pochi spunti da un punto di vista interno e il focus dovrebbe essere soprattutto sugli Usa" e sui dati macro, spiega Chris Weston, chief market strategist di IG. Secondo invece Naeem Aslam, analista di Ava Trade, "il rally" dell'azionario "dovrebbe continuare, ora che è stata rimossa dall'equazione una delle maggiori incertezze", l'avvio del tapering, la riduzione di acquisti di asset da parte della Fed.

A piazza Affari, tra i titoli del comparto bancario il focus resta su B.Mps, con l'assemblea dei soci del 27 dicembre che si avvicina. Inoltre, secondo la stampa oggi ci dovrebbe essere una riunione della deputazione della Fondazione per esaminare una proposta da una cordata di investitori italiani e stranieri per l'acquisto di una parte della quota detenuta nella banca. Il presidente della Fondazione, Antonella Mansi, ha tuttavia affermato in un'intervista che per ora i lavori per la cessione della quota sono fermi.

Da monitorare anche B.P.Milano dopo che sabato Piero Giarda è stato eletto presidente del Consiglio di sorveglianza. La sua lista "Per la Cooperativa Bpm" ha infatti vinto a larga maggioranza ottenendo il 70% delle preferenze. Il Consiglio di gestione, intanto, sarà scelto entro il 12 gennaio e come, ha affermato Giarda, l'aumento di capitale da 500 milioni di euro "è necessario e sarà fatto"; il termine è stato esteso al 31 luglio.

Riflettori puntati ancora su Telecom Italia con l'assemblea dei soci di venerdì scorso che ha bocciato la proposta di revoca del cda, mentre ha approvato il bond convertendo da 1,3 mld euro e l'eliminazione del valore nominale delle azioni ordinarie.

Tra i titoli industriali l'attenzione è invece rivolta a Fiat, con la stampa che riporta il focus sulla quota di Chrysler detenuta da Veba che il Lingotto sarebbe intenzionato ad acquistare. Nei giorni scorsi infatti l'a.d. del gruppo, Sergio Marchionne, avrebbe incontrato i rappresentanti del fondo.

Si ricorda poi che oggi Yoox entrerà nel Ftse Mib a fronte dell'uscita di Diasorin e Parmalat.


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La diretta dell'assemblea dei soci

Written By Unknown on Minggu, 22 Desember 2013 | 15.12

Ore 16.30: Nel corso della conferenza stampa Giarda ha spiegato che aumento di capitale e riforma della governance saranno di competenza del nuovo consiglio di gestione che "auspicabilmente dovrebbe essere nominato entro il 12 gennaio". "Le iniziative per la modifica dello statuto sono del consiglio di gestione", ha spiegato Giarda. Per quanto riguarda le nomine del nuovo cdg e del consigliere delegato l'ex ministro ha poi fatto notare che "il periodo dell'anno certamente non aiuta".

Ore 15.45: Piero Giarda è il nuovo presidente della Bpm. La lista guidata dall'ex ministro e appoggiata dai sindacati nazionali del credito ha ottenuto la maggioranza dei voti in assemblea (3.961 voti su 5.705 totali). Arriva seconda la formazione guidata da Piero Lonardi, storico rappresentante dei soci non dipendenti della banca.
Nel nuovo consiglio di sorveglianza Giarda sarà affiancato come vice presidenti da Mauro Paoloni e Marcello Priori. Nel dettaglio alla lista vincitrice vanno 11 posti nel nuovo board, 2 alla seconda arrivata, 2 a Investindustrial, uno al Credit Mutuel e uno alla Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria. 

Ore 14.50. Chiusi gli inteventi. Le votazioni continueranno per mezz'ora. Ultime delibere sugli emolumenti.

ore 14.10. Sono ancora in corso gli interventi di soci e candidati. Il presidente Coppini cerca di contingentare i tempi, ma molti soci si fanno prendere la mano e superano i limiti stabiliti. Nel frattempo sono in corso le votazioni. La sala si sta progressivamente svuotando. 

Ore 12.50. Il presidente Coppini dichiara aperti i seggi per le votazioni. Nel contempo si sono iscritte a parlare 18 persone.  Alle 12 presenti oltre 4.000 voti di cui la metà per delega. 

Ore 12.20. Prende la parola Piero Lonardi che esordisce: "dobbiamo fare gli interessi di tutti i soci, cosa che in passato non è stata fatta con mistificazioni culturali e falsità". E ancora: "Questa banca avrebbe potuto essere una grande occasione per il sindacato, ma questa occasione è stata persa".  Lonardi ha poi attaccato la governance duale di Bpm, definendola "un obbrobrio" visto che il consiglio di gestione può "fare quello che vuole". E sulla lista Giarda: "è una lista calata dall'alto in modo oscuro dai sindacati nazionali. Sullo sfondo potrebbe esserci l'aggragazione con un'altra cooperativa per eliminare l'anomalia della Bpm".

Ore 12.10. Prende la parola Piero Giarda che garantisce il "mantenimento della forma giuridica di banca cooperativa e dell'autonomia societaria". Questi due elementi hanno però come presupposti fondamentali "la redditività e la solidità patrimoniale della banca. La realizzazione di questi obiettivi sono di straordinaria importanza. L'azienda sopravvive nella sua forma attuale se è in grado di remunerare il capitale che in essa è investito". Bpm inoltre, secondo Giarda, "deve tornare alla normalità. Il mio sogno sarebbe far uscire la banca dai titoli di giornali". Bisogna inoltre "mettere da parte strappi e contrapposizioni. Faccio perfino fatica a capire le ragioni di liste contrapposte", ha concluso il candidato Giarda.

Ore 11.57. L'assemblea approva la revoca del consiglio di sorveglianza. Si apre la discussione sulla nomina del nuovo board.

Ore 11.55. Prende la parola il presidente uscente Andrea Bonomi per rispondere agli azionisti. Le consulenze, contestate da alcuni soci nei loro interventi, sono state fatte in gran parte "per il rilancio della banca e sono state assorbite dai 140 milioni di utili realizzati quest'anno in anticipo con il piano industriale", ha spiegato Bonomi. Sul consigliere delegato Piero Montani: "è stato un consigliere forte che ha fatto il suo lavoro al massimo". Su Piero Giarda: "non l'ho mai incontrato". In conclusione: "avete una banca che negli ultimi 24 mesi ha chiuso con i problemi del passato. Questo lavoro è finito. Vi consegnamo una banca migliore", ha terminato Bonomi. 

Ore 11.30. Nei loro interventi l'ex consigliere Maurizio Cavallari e l'ex direttore legale Filippo Polifroni contestano la revoca del cds che viene invece difesa da Jean Jacques Tamburini (rappresentante del Credit Mutuel) e dal consigliere Mario Mazzoleni.

Ore 11.08. Approvate con ampia maggioranza le due delibere presentate nella parte straordinaria dell'assemblea: l'estensione al 31 luglio 2014 del termine finale di esecuzione dell'aumento di capitale e l'adeguazione dello statuto in tema di quote rosa. Si apre adesso la parte ordinaria dell'assemblea con la proposta di revoca del consiglio di sorveglianza e la nomina del nuovo board. Aperta la discussione.

Ore 11. I due candidati alla presidenza Piero Lonardi e Piero Giarda concordano nei loro brevi interventi sulla necessità di compiere un aumento di capitale da 500 milioni, come richiesto da Bankitalia. "L'aumento di capitale è opportuno perché ci darà stabilità e sicurezza", ha detto Lonardi. "Gli amministratori della banca non hanno margini di libertà su questo tema. L'aumento deve essere fatto e sarà fatto", ha ribadito Giarda.

Ore 10.40. Nella fase iniziale dell'assemblea della Bpm sono in corso gli interventi dei soci. Finora hanno parlato il consigliere Maurizio Cavallari, Luigi Ramponi, Gianfranco Uberti (Assoinsieme), Giuseppe Redaelli, l'ex consigliere Flavia Minutillo e altri.

Ore 10.10. Il presidente Coppini in un breve discorso di apertura ha ribadito la necessità di revocare il consiglio di sorveglianza attualmente in carica per "realizzare una pausa di cesura e di riflessione e creare le condizioni di una forte ripartenza della banca". Coppini (che non si è ricandidato) ha poi ricordato il "rodaggio difficile" del sistema duale di governance adottato nell'ottobre del 2011 e i "segnali di rallentamento" sul fronte del rilancio legati proprio alla conflittualità interna degli ultimi mesi. Il presidente uscente ha poi ribadito la necessità di eseguire l'aumento di capitale "nei tempi più ravvicinati possibile" e di riportare una clima di fiducia tra soci, clienti e investitori. Sempre riguardo all'aumento da 500, Coppini ha ricordato la lettera con cui la Banca d'Italia ha chiesto di realizzare l'operazione quanto prima.

Ore 10. Il presidente del consiglio di sorveglianza, Giuseppe Coppini, apre l'assemblea annunciando la presenza di 1.732 soci in proprio o per delega. Si tratta di un'affluenza inferiore alle attese, visto che le stime circolate nei giorni scorsi parlavano di 2-3 mila soci.  

In lizza ci sono tre liste, due di maggioranza e una per i posti riservati ai fondi di investimento.
La lista "Per la cooperativa Bpm" candida alla presidenza del cds Dino Piero Giarda, docente presso l'Università Cattolica di Milano ed ex ministro per i Rapporti con il Parlamento del governo Monti. Giarda è sostenuto dai principali sindacati nazionali del credito, Fabi, Uilca, Fisac-Cgil e Fiba-Cisl e, se eletto, sarà affiancato come vice presidenti da Mauro Paoloni e Marcello Priori. Nella lista ci sono molti docenti universitari come Andrea Boitani (Cattolica), Angelo Busani (Bocconi) e Fabio Fortuna (Luiss), mentre la normativa sulle quote ha favorito la candidatura di Donata Gottardi (Università degli Studi di Verona), Lucia Vitali e Claudia Bugno (dirigente del ministero dello Sviluppo Economico). Tra gli altri nomi ci sono anche Giampietro Giuseppe Omati, Alberto Montanari e Bruno Siracusano (ex direttore generale della Borsa Italiana).

La lista "Bpm per l'indipendenza" candida alla presidenza il commercialista milanese Piero Lonardi, presidente del comitato soci non dipendenti di Bpm e membro del consiglio di sorveglianza della banca dall'ottobre 2011. Se eletto, Lonardi sarà affiancato come vice presidenti da Roberto Fusilli, consigliere uscente indicato dai soci non dipendenti, ed Ezio Maria Simonelli, noto fiscalista milanese vicino al mondo Fininvest e consigliere di Bpm fino all'aprile 2012.
La formazione che otterrà il maggior numero di voti otterrà 11 dei 19 posti del consiglio di sorveglianza, mentre il secondo classificato prenderà gli altri 4 posti espressi col voto popolare.

La terza lista infine corre solo per i due posti riservati ai fondi di investimento ed è stata presentata da Investindustrial, primo azionista di Bpm con quota pari all'8,6%. Capolista è il consigliere uscente Luca Perfetti, seguono Cesare Piovene, in cds fino alla scorsa primavera, Daniela Caporicci e Cristiano Proserpio.

Infine, al Credit Mutuel e alla Fondazione Cari Alessandria andranno un posto ciascuno in virtù della qualifica di soci storici


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Alla Bpm inizia l'era Giarda

Tutto come previsto all'assemblea della Banca Popolare di Milano. Piero Giarda è stato eletto presidente del consiglio di sorveglianza dell'istituto di Piazza Meda, battendo il suo sfidante Piero Lonardi, con 3.961 voti su 5.705 totali
Giarda, docente presso l'Università Cattolica di Milano ed ex ministro per i Rapporti con il Parlamento del governo Monti, è stato sostenuto dai principali sindacati nazionali del credito, Fabi, Uilca, Fisac-Cgil e Fiba-Cisl e, nel nuovo cds, sarà affiancato come vice presidenti da Mauro Paoloni e Marcello Priori.
Nel suo intervento nel corso dell'assemblea di oggi Giarda ha garantito il "mantenimento della forma giuridica di banca cooperativa e dell'autonomia societaria". Questi due elementi hanno però come presupposti fondamentali "la redditività e la solidità patrimoniale della banca. La realizzazione di questi obiettivi sono di straordinaria importanza. L'azienda sopravvive nella sua forma attuale se è in grado di remunerare il capitale che in essa è investito". Bpm inoltre, secondo Giarda, "deve tornare alla normalità. Il mio sogno sarebbe far uscire la banca dai titoli di giornali". Bisogna inoltre "mettere da parte strappi e contrapposizioni. Faccio perfino fatica a capire le ragioni di liste contrapposte", ha concluso il candidato Giarda.
 
Immediata la reazione di Lando Sileoni, segretario generale della Fabi: "La vittoria della lista Giarda è la vittoria del cambiamento rispetto all'improvvisazione e alla demagogia". 

Lo sconfitto è invece Lonardi, presidente del comitato soci non dipendenti di Bpm e membro del consiglio di sorveglianza della banca dall'ottobre 2011. Lonardi ha condotto una campagna elettorale assai combattiva, agitando lo spettro di una fusione con un'altra banca popolare e contestando lo strapotere dei sindacati all'interno della banca. Lo sfidante entrerà comunque nel nuovo consiglio di sorveglianza, insieme ai suoi compagni di lista Roberto Fusilli (ex consigliere uscente indicato dai soci non dipendenti), Ezio Maria Simonelli (noto fiscalista milanese vicino al mondo Fininvest e consigliere di Bpm fino all'aprile 2012) e Flavia Daunia Minutillo.

Dopo le feste dovrebbe invece entrare nel vivo la partita per la nomina del nuovo consiglio di gestione e del consigliere delegato. (riproduzione riservata) 


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Previdenza, premiati gli audaci

Written By Unknown on Sabtu, 21 Desember 2013 | 15.11

Nel 2013 le borse mondiali hanno dato grandi soddisfazioni agli investitori. L'indice S&P 500 ha superato il record storico e ha messo a segno una performance del 24% a 12 mesi. L'indice Nikkei, grazie alla cura messa a punto dal premier Shinzo Abe e dal governatore della Banca centrale Haruhiko Kuroda per rilanciare l'asfittica economia nipponica, ha guadagnato il 57% sui 12 mesi.

E anche l'Europa ha dato i primi segnali di risveglio con l'indice DJ Eurostoxx Ue che ha guadagnato il 15%, sempre nell'ultimo anno. Non stupisce quindi che le migliori linee dei fondi pensioni negoziali e aperti siano quelli a maggiore componente azionaria. Per esempio nei negoziali la linea azionaria del fondo Mediaset si è apprezzata da gennaio a fine novembre del 16,5%. Mentre nei fondi aperti guida la classifica Arca previdenza linea alta crescita, che da inizio anno ha registrato un apprezzamento del 21%.

Segue in classifica Bim vita equity con una performance del 18,5% e CreditRas Unicredit linea dinamica con un +18%. Mentre è stato un anno difficile per le linee obbligazionarie, che hanno dovuto fare i conti con un graduale rialzo dei rendimenti dei titoli americani, un primo segnale di un inversione nel reddito fisso dopo un rally durato quasi 30 anni.

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Al via l'assemblea della Popolare di Milano

Prenderà il via intorno alle 9 di questa mattina l'assemblea straordinaria della Banca Popolare di Milano.
I soci dell'istituto di Piazza Meda sono stati convocati ai padiglioni due e quattro della Fiera di Rho (Milano) per eleggere il nuovo consiglio di sorveglianza che, a cascata, nominerà poi il consiglio di gestione e il consigliere delegato. Si tratta di un appuntamento anticipato rispetto alla normale scadenza dei board attualmente in carica, che avrebbero dovuto essere rinnovati primavera prossima. I biglietti emessi superano di poco i 9.000 e si stima che circa 5.000 siano stati richiesti dai dipendenti. All'appuntamento sono attese circa 2.000-3.000 persone che secondo le attese esprimeranno (deleghe comprese) circa 5.000-6.000 voti.

In lizza ci sono tre liste, due di maggioranza e una per i posti riservati ai fondi di investimento.
La lista "Per la cooperativa Bpm" candida alla presidenza del cds Dino Piero Giarda, docente presso l'Università Cattolica di Milano ed ex ministro per i Rapporti con il Parlamento del governo Monti. Giarda è sostenuto dai principali sindacati nazionali del credito, Fabi, Uilca, Fisac-Cgil e Fiba-Cisl e, se eletto, sarà affiancato come vice presidenti da Mauro Paoloni e Marcello Priori. Nella lista ci sono molti docenti universitari come Andrea Boitani (Cattolica), Angelo Busani (Bocconi) e Fabio Fortuna (Luiss), mentre la normativa sulle quote ha favorito la candidatura di Donata Gottardi (Università degli Studi di Verona), Lucia Vitali e Claudia Bugno (dirigente del ministero dello Sviluppo Economico). Tra gli altri nomi ci sono anche Giampietro Giuseppe Omati, Alberto Montanari e Bruno Siracusano (ex direttore generale della Borsa Italiana).

La lista "Bpm per l'indipendenza" candida alla presidenza il commercialista milanese Piero Lonardi, presidente del comitato soci non dipendenti di Bpm e membro del consiglio di sorveglianza della banca dall'ottobre 2011. Se eletto, Lonardi sarà affiancato come vice presidenti da Roberto Fusilli, consigliere uscente indicato dai soci non dipendenti, ed Ezio Maria Simonelli, noto fiscalista milanese vicino al mondo Fininvest e consigliere di Bpm fino all'aprile 2012.
La formazione che otterrà il maggior numero di voti otterrà 11 dei 19 posti del consiglio di sorveglianza, mentre il secondo classificato prenderà gli altri 4 posti espressi col voto popolare.

La terza lista infine corre solo per i due posti riservati ai fondi di investimento ed è stata presentata da Investindustrial, primo azionista di Bpm con quota pari all'8,6%. Capolista è il consigliere uscente Luca Perfetti, seguono Cesare Piovene, in cds fino alla scorsa primavera, Daniela Caporicci e Cristiano Proserpio.
Infine, al Credit Mutuel e alla Fondazione Cari Alessandria andranno un posto ciascuno in virtù della qualifica di soci storici


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BoJ ultra accomodante, Nikkei piatto

Written By Unknown on Jumat, 20 Desember 2013 | 15.11

La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta poco sopra la parità dopo la decisione attesa della Banca del Giappone di mantenere il suo programma di stimolo. L'indice Nikkei dei 225 titoli guida ha guadagnato 11,20 punti, pari allo 0,07%, salendo a quota 15.870,42 punti, mentre il Topix ha ceduto lo 0,11% a 1.261,64 punti.

La BoJ ha mantenuto ferma la sua politica monetaria ultra accomodante e la sua massiccia iniezione di stimoli all'economia, proprio mentre la Fed ha avviato gradualmente il tapering. La decisione è stata presa all'unanimità dal comitato di politica monetaria. La BoJ mantiene anche la sua valutazione di una ripresa moderata dell'economia nipponica.

Il Nikkei ha guadagnato oltre il 50% dall'inizio dell'anno e si appresta a realizzare la sua miglior performance dal 1972, grazie alla politica di lotta alla deflazione del primo ministro Shinzo Abe. Sul fronte valutario l'euro durante la seduta asiatica ha scambiato in calo nei confronti del dollaro, sostenuto dall'annuncio del tapering della Federal Reserve.

Il biglietto verde ieri è salito sui massimi da 5 anni contro lo yen dopo la mossa della Banca centrale statunitense. Anche se la valuta giapponese ha poi recuperato in scia alle operazioni degli esportatori nipponici, gli esperti si aspettano un ulteriore indebolimento dello yen.

L'attenzione degli operatori si sposta oggi sull'Europa. Tra i dati in agenda oggi, alle 10.30 è atteso il pil del terzo trimestre definitivo (precedente: +0,7% trimestre su trimestre; preliminare: +0,8% trimestre su trimestre, consenso: +0,8%). Il cambio euro/dollaro si attesta a 1,3627, l'euro/yen a 142,32 e il dollaro/yen a 104,43.


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Standard & Poor's priva l'Ue della tripla A

Standard & Poor's ha ridotto il rating di lungo termine dell'Unione Europea da AAA a AA+, citando le tensioni crescenti sui negoziati in materia di bilancio. I rating a breve sono stati confermati e l'outlook è stabile. "La nostra opinione è che il merito di credito dei 28 Stati membri sia sceso", spiega l'agenzia di rating.

Standard and Poor's ritiene infatti che le crescenti tensioni sui negoziati per il nuovo bilancio segnalino rischi crescenti sul supporto di alcuni Stati membri all'Unione nel suo complesso. In particolare, è diminuita la coesione fra i membri Ue e alcuni potrebbero essere riluttanti a finanziare il bilancio Ue pro-quota.

La Ue non è uno Stato ma può prendere a prestito a suo nome. Questo mese aveva in essere prestiti per 56 miliardi di euro, secondo S&P. Dal 2007 i contributi degli stati con rating AAA al totale delle entrate della Ue si sono quasi dimezzati al 31,6%. L'agenzia ha avuto rating negativo sull'Ue dal gennaio 2012 e da allora ha tagliato il rating di Francia, Italia, Spagna, Malta, Slovenia, Cipro e Paesi Bassi.

Standard and Poor's ha invece confermato il rating di lungo termine AAA del Regno Unito, mantenendo l'outlook negativo. Analogamente, l'agenzia di rating ha ritenuto di mantenere la valutazione BBB+ sull'Irlanda. In questo caso l'outlook è positivo.


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Veicoli commerciali, +8,9% a novembre nella Ue

Written By Unknown on Kamis, 19 Desember 2013 | 15.11

Terzo mese consecutivo in crescita per il settore dei veicoli commerciali europeo, che ha registrato a novembre un aumento delle immatricolazioni dell'8,9% a/a a 152.439 unità in Unione Europea (+8,2% a 158.306 nell'area Ue 27 + Efta), con tutti i segmenti e quattro dei cinque principali mercati del Vecchio Continente in segno positivo.

Lo rivela in una nota l'Acea, l'associazione dei costruttori automobilistici europei, aggiungendo che tra i cinque principali mercati solo la Francia è risultata in contrazione lo scorso mese con un -2,2%, mentre l'Italia ha assistito a un aumento dell'1,1%, la Germania del 10%, il Regno Unito del 22,8% e la Spagna del 26%.

Nei primi undici mesi dell'anno le immatricolazioni in Unione Europea risultano però ancora in flessione dell'1,7% a 1.541.856 unità (-1,9% a 1.607.347 unità nell'area Ue 27 + Efta) con risultati contrastati nei major market: Spagna (+6,3%) e Regno Unito (+10,7%) in fase di espansione da una parte e dall'altra Germania (-4,3%), Francia (-5,5%) e Italia (-14,2%) in contrazione.

Quanto ai risultati del mercato dell'Unione Europea per singoli segmenti, i veicoli commerciali leggeri, ossia con peso inferiore alle 3,5 tonnellate, hanno visto un aumento del 5,8% a 120.944 unità nel mese scorso e una flessione dell'1,7% a 1.252.187 da inizio anno. Il segmento dei veicoli pesanti (oltre 16 tonnellate di peso) ha registrato immatricolazioni per 22.483 unità a novembre, con una crescita del 30,8% a/a, e per 197.905 negli undici mesi (-0,6%).

Nei veicoli di medie dimensioni, ovvero con peso compreso tra 3,5 e 16 tonnellate, il mese si è chiuso con un aumento delle immatricolazioni del 24,5% a 28.787 unità e il periodo gennaio-novembre con una diminuzione del 2,1% a 260.862 unità. Infine il segmento "Bus & Coaches" ha visto una crescita nel consuntivo mensile del 5,5% a 2.708 unità mentre nel cumulato annuo le immatricolazioni sono sostanzialmente invariate a 28.807.


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Fed e Unione bancaria caricano i listini

I mercati europei, come Wall Street e Tokyo, ricevono sostegno dal messaggio di fiducia della Federal Reserve, che ha annunciato la decisione di ridurre il piano di quantitative easing, a fronte dei segnali positivi giunti dell'economia. La Fed ha ridotto il piano di acquisto di asset di 10 miliardi di dollari a 75 miliardi di dollari da 85 miliardi di dollari. La banca centrale acquisterà 40 miliardi di dollari di titoli di Stato al mese e 35 miliardi di dollari di titoli legati ai mutui, rispetto ai 45 e 40 attuali.

In campo Ue, l'Unione europea ha raggiunto nella notte un accordo sul piano di liquidazione delle banche in fallimento: un'agenzia e un fondo per liquidare le banche in fallimento nel momento in cui il prossimo anno la Bce avvierà il meccanismo unico di vigilanza. "L'ultimo pilastro per l'unione bancaria è stato raggiunto", ha commentato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, chiarendo che non un centesimo dell'Esm, il fondo di salvataggio della zona euro da 500 miliardi, sarà destinato direttamente per salvare le banche.

Gli Stati con le banche in crisi dovranno fare esplicita richiesta di poter attingere al fondo, un passaggio umiliante e sottoposto a stringenti condizioni da rispettare. L'accordo prevede che le banche finanzino la chiusura degli istituti di credito in crisi versando circa 55 miliardi in 10 anni a un Fondo unico di risoluzione.

Se il denaro raccolto non fosse sufficiente, i governi potrebbero imporre maggiori prelievi sulle banche. Se anche questo si rilevasse insufficiente, si ricorrerebbe ad aiuti pubblici. Dopo la fase transitoria nel 2025, quando il fondo unico di risoluzione Single Resolution Fund (Srf) sarà a regime, risorse aggiuntive per finanziamenti di emergenza potranno essere raccolte dallo stesso Srf.

Nelle prime contrattazioni lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti è a 221 punti, poco mosso rispetto alla chiusura di ieri a quota 222, per un tasso del 4,08%. Si allarga invece il differenziale Bonos/Bund, che segna 229 punti con un rendimento del 4,16%. Madrid pggi è attiva sul primario con l'asta di titoli a 5 e 10 anni per unammontare compreso fra 1,5 e 2,5 miliardi.

A Piazza Affari il Ftse Mib sale dell'1,15% a 18.131 punti grazie alle banche. Unicredit sale dell'1,42% a 5,27 euro, Intesa Sanpaolo dell'1,41% a 1,70 euro. Mps segna un +0,91% a 0,1545 euro e tra le popolari il Banco Popolare realiizza un progresso dell'1,53% a 1,36 euro insieme a Bpm (+1,31% a 0,42 euro), Ubi Banca (+1,41% a 4,82 euro) e Bper (+0,60% a 6,69 euro).


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Capolavoro Bernanke, la Fed dà il via al tapering e Wall Street è da record

E così Ben Bernanke è riuscito a compiere il triplo salto mortale che tutti si attendevano da lui: iniziare il tapering, ovvero la riduzione degli acquisti di asset, senza affossare le borse. L'operazione gli è riuscita talmente bene che a Wall Street il Dow Jones ha chiuso con il nuovo record di tutti i tempi a 16.168 punti (+1,84%). Nuovo massimo storico anche per lo S&P 500 a 1.810 punti  (+1,66%), mentre il Nasdaq ha registrato un rialzo dell'1,15% a 4.070 punti.

Il Comitato di politica monetaria della Federal Reserve (Fomc) ha quindi deciso di ridurre di 10 miliardi di dollari gli acquisti mensili di asset, abbassandoli da 85 a 75 miliardi a partire da gennaio. Gli acquisti di titoli di Stato Usa saranno ridotti di 5 miliardi, da 45 a 40 miliardi, come pure quellli di bond legati ai mutui, da 40 a 35 miliardi.   

Il comunicato del Fomc ha spiegato che nelle prossime riunioni ridurrà il ritmo degli acquisti di asset a passi misurati, sottolineando che comunque il percorso del tapering non è prestabilito e quindi dipenderà dai dati sull'occupazione e sull'inflazione. Se la situazione macro dovesse deteriorarsi, quindi, il Fomc non esiterà a bloccare la riduzione degli acquisti.  

Il Fomc ha poi ribadito che i tassi di interesse (ieri mantenuto fra lo 0 e lo 0,25%) resteranno eccezionalmente bassi fino a che il tasso di disoccupazione non scenderà al di sotto del 6,5%.

Secondo le nuove stime della Fed, il pil Usa nel 2013 dovrebbe crescere tra il 2,2% e il 2,3%, più del 2%-2,3% stimato a settembre, e il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi tra il 7% e il 7,1% (7,1%-7,3% in precedenza). 

Per quanto riguarda l'inflazione, il dato di quest'anno si dovrebbe attestare tra lo 0,9% e l'1%, contro il range tra l'1,1 e l'1,2% precedente, mentre per la componente "core", quella epurata dalle componenti più volatili come i prezzi di energia e generi alimentari, le stime sono ora tra l'1,1% e l'1,2%, contro la stima di settembre dell'1,2%-1,3%.

Migliorate anche le previsioni per il prossimo anno. Il pil è previsto in crescita tra il 2,8% e il 3,2% (tra il 2,9% e il 3,1% nelle stime di settembre), mentre la disoccupazione è prevista tra il 6,3% e il 6,6% (tra il 6,4% e il 6,8% nelle stime di settembre).


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Nuovi massimi per gli indici Dow Jones e S&P 500

Accompagnata dalle opportune rassicurazioni, la mossa di avvio del tapering tanto temuta nei mesi scorsi ha portato questa sera a una reazione paradossale di Wall Street, che ha recuperato il passivo accumulato fino a quel momento chiudendo poi in guadagno.

Dopo che la Fed ha ribadito che tapering non è tightening, Ben Bernanke, alla sua ultima uscita nel ruolo di presidente della banca centrale americana, ha fatto capire che il rialzo dei tassi ha buone probabilità di non avvenire prima del 2015. Ragion per cui gli indici a Wall Street hanno cominciato a salire: il Dow Jones ha guadagnato l'1,84% a quota 16167,97 e lo S&P 500 l'1,66 a 1810,65. In progresso anche il Nasdaq, +1,15%.

In precedenza borse europee positive sulla spinta dell'ottimo dato sulla fiducia delle imprese tedesche. Invece hanno avuto poco impatto sui mercati i dati americani pubblicati nella seconda parte della seduta, malgrado l'avvio di cantieri per nuove case a novembre sia salito del 22,7% su base mensile (mentre i nuovi permessi per costruzioni sono scesi del 3,1%).


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Stabilità, la Tobin tax non viene inasprita

Written By Unknown on Rabu, 18 Desember 2013 | 15.11

E' stato ritirato l'emendamento del Pd sulla Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. La proposta di modifica, presentata da Luigi Bobba, puntava ad allargare la platea della tassa a tutti i titoli (esclusi quelli non speculativi come i titoli di Stato) e abbassava l'aliquota allo 0,01%. Il governo si è impegnato a riferire in Commissione entro gennaio e ad affrontare la questione durante il semestre italiano di presidenza europea. Riformulata la proposta di modifica sulla web tax, che era già stata approvata dalla Commissione: sparisce l'obbligo di partita Iva per le società che operano nel commercio elettronico mentre rimane per gli spazi pubblicitari e il diritto d'autore.

La Commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera definitivo alla legge di stabilità. Con il mandato al relatore, arrivato a notte fonda, il provvedimento approda oggi nell'Aula di Montecitorio convocata per le 8:30. Non è  escluso che il governo decida di porre la fiducia per licenziare il testo in tempi rapidi.

Approvato nella notte anche l'ultimo pacchetto di emendamenti del relatore che prevede, tra l'altro, l'aumento dell'imposta di bollo per le imprese sui depositi titoli a 14 mila euro, un massimo di 50 milioni per aumentare il trattamento salariale dei contratti di solidarietà, un Fondo per le politiche attive del lavoro, incentivi per la stabilizzazione dei precari dei call center, il sostegno all'emittenza radiotelevisiva, 50 milioni di euro dal 2014 per rifinanziare il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, un'ulteriore spesa di 30 milioni di euro per il 2014 e di 50 milioni dal 2015 per le scuole di specializzazione in medicina. Ritirato invece l'emendamento che permetteva detrazioni per spese di acquisto di mobili anche superiori alle spese sostenute per la ristrutturazione.

Tra le novità più importanti approvate in Commissione lo slittamento dal 16 al 24 gennaio del pagamento della mini rata Imu, il fondo per la riduzione del cuneo fiscale per lavoratori e imprese alimentato con le risorse della spending review e della lotta all'evasione, la salvaguardia per altri 17 mila esodati (950 milioni dal 2014 al 2020), la rivalutazione al 95% delle pensioni tra i 1.500 e i 2.000 euro, un tetto di 300.000 euro al cumulo di pensione e reditto da lavoro nelle pubbliche amministrazioni, il rifinanziamento del bonus bebè.

E ancora: la riforma delle concessioni del demanio marittimo da attuare entro maggio con una sanatoria per i contenziosi sui canoni, la tassazione al 12% della rivalutazione delle quote di Bankitalia, la possibilità di costruire nuovi stadi ma senza la realizzazione di complessi edilizi, la mobilità per il personale delle società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni, l'esenzione Imu per i fabbricati rurali e il pagamento entro il 28 febbraio per chi aderisce alla 'rottamazione' delle cartelle esattoriali.


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Ottimismo per la seduta a Piazza Affari

Atteso avvio in rialzo per le piazze europee, che dovrebbero recuperare dopo i cali di ieri e il rally della borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che si è apprezzato del 2%. Le borse ieri sono scese sui timori che oggi la Federal Reserve annunci l'inizio del tapering, ovvero della riduzione degli acquisti di asset, che ora avvengono al ritmo di 85 mld di dollari al mese, di cui 40 mld in titoli legati ai mutui e 45 in titoli pubblici americani. Un timore più pretestuoso che reale, visto che in realtà nessuno si aspetta davvero che il presidente Ben Bernanke oggi cominci a stringere i rubinetti della liquidità.

Oltre all'attesa per le decisioni della Fed, che verranno rese note alle 20, e per il discorso di Ben Bernanke, l'ultimo da presidente della Banca centrale Usa, oggi sul fronte dei dati macro c'è anche la pubblicazione dell'Ifo tedesco a dicembre (il consenso è a 109,5 punti). Sul fronte del governativo, lo spread sul decennale Btp/Bund è  stabile a quota 221 punti, con un rendimento del 4,05%.

A piazza Affari attenzione su Banca Mps dopo  che il presidente Alessandro Profumo ha detto che se l'aumento di capitale non ci sarà a gennaio la banca rischia di essere nazionalizzata. Quanto invece all'ipotesi di uno swap di partecipazioni nelle banche, la Fondazione Mps ha reso noto che allo stato attuale non sono in corso trattative con le Fondazioni bancarie volte alla cessione, ovvero allo scambio di azioni di Banca Mps.

Da seguire poi Telecom Italia in vista dell'assemblea di venerdì. Tra i titoli a più ridotta capitalizzazione ancora sotto i riflettori BancaEtruria, sempre sulle ipotesi di un'acquisizione da parte di un altro istituto.


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Borse europee, occhi puntati su Bernanke

Written By Unknown on Selasa, 17 Desember 2013 | 15.11

Quella odierna sarà una seduta dominata dall'attesa dell'esito del meeting della Fed. "In questo momento vediamo una partenza in frazionale calo per il Ftse Mib e il Cac mentre il Dax dovrebbe aprire sulla parità. Siamo a ridosso della riunione della Fed. E' facile capire che questo sarà il principale appuntamento da seguire", commenta un analista.

Da seguire anche l'indice Zew tedesco di dicembre, in uscita alle ore 11:00. Ci si aspetta un dato positivo perché il sentiment sta migliorando.Attenzione anche ai dati macro Usa ed in particolare all'inflazione (14:30). "Questo sarà l'ultimo tassello che andrà a completare il puzzle e che permetterà alla banca centrale presieduta da Ben Bernanke di valutare le iniziative sul tapering", conclude l'analista.

Inizia oggi infatti la due giorni di riunioni della Fed che domani dovrà dare indicazioni sull'evoluzione della politica monetaria che finora è rimasta intatta con acquisti di titoli al ritmo record di 85 miliardi di dollari al mese.

A piazza Affari da seguire Telecom Italia. Cresce l'attesa per l'assemblea degli azionisti in programma per venerdì. La Findim di Fossati propone altri cinque nomi in caso di revoca del Cda. Spunta, come scrive MF-Milano Finanza, Vito Gamberale come possibile manager alternativo agli attuali vertici.

Tra i bancari da segnalare Banca popolare di Milano. Domani si chiude la campagna elettorale in vista dell'assemblea. Occhi puntati anche su Mps. Si parla di un'ipotesi di sistema, con il possibile ingresso delle Fondazioni, per rilevare la quota in mano alla Fondazione Mps.

Attenzione anche ad Autogrill. Il gruppo ha ottenuto la gestione dei punti vendita e ristorazione nella stazione Alta Velocità di Atocha, a Madrid.

Sempre sotto i riflettori i titoli del lusso dopo il debitto record di ieri a Piazza Affari di Moncler che ha registrato un boom di richeste e ha chiuso la prima giornata di quotazione con un rally del 46,7% e scambi da capogiro.


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Ftse Mib, Ansaldo Sts sotto pressione

Apertura in lieve calo per le borse europee in attesa di conoscere l'esito della riunione della Fed, che potrebbe decidere di iniziare a ridimensionare il programma di stimolo all'economia. La gran parte degli economisti ritiene che la Banca centrale statunitense inizierà a ridurre gli acquisti di bond a partire da marzo. Ma non manca chi se lo aspetta già domani. Jonathan Shelon, che gestisce portafogli di investimento per un valore di circa 21 miliardi di dollari per JP Morgan Private Bank, ritiene che se la Fed avvierà il tapering lo farà in modo molto graduale e senza causare troppi disagi.

E' in ogni caso la fiducia di analisti e investitori tedeschi il dato principale della mattinata, che giunge dopo i Pmi preliminari di dicembre pubblicati ieri, complessivamente positivi. L'indice Zew è atteso in salita a dicembre a 55 punti dai 54,6 di novembre.

Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi, che ieri ha chiuso a quota 222 punti, minimo di seduta, oggi si attesta a 221 punti base con un tasso del 4,05%. Il differenziale Bonos/Bund è stabile a 224 punti per un tasso del 4,08%. Oggi Madrid offre titoli di Stato a 3 e a 9 mesi per una cifra compresa tra 2,5 e 3,5miliardi di euro, mentre Atene offre bond a 3 mesi (13 settimane) per 1 miliardo.

A Piazza Affari il Ftse Mib quota a 18.128 punti (-0,52%). Fiat scivola dell'1% a 5,37 euro. le immatricolazioni di auto in Europa (Ue27+Efta) hanno segnato un rialzo dello 0,9% a novembre a 975.281 veicoli, invece il gruppo torinese ha visto un calo del 5,8% a 55.637 veicoli, con una quota di mercato passata dal 5,8% al 5,7% di ottobre.

In flessione anche Cnh Industrial (-0,51% a 7,74 euro) dopo che Deere e Agco hanno detto di aspettarsi una frenata del mercato brasiliano dei mezzi agricoli nel 2014 a causa della discesa del prezzo delle commodity agricole e delle restrizioni sull'erogazione dei finanziamenti agli agricoltori. Saipem non risente (+0,39% a 15,60 euro) del fatto che Hsbc ha limato il target price da 20 a 19 euro, confermando peraltro il giudizio overweight. In rialzo anche Autogrill (+0,26% a 5,79 euro) grazie alle anticipazioni di MF secondo cui il gruppo si sarebbe aggiudicato la gestione di punti vendita e ristorazione nella stazione di Atocha a Madrid.

E' da monitorare poi Ansaldo Sts (-0,57% a 7,87 euro) che ieri ma a mercato chiuso ha sottolineato di non aver registrato nessun effetto sul conto economico e sul patrimonio netto in relazione alla situazione dei contratti in Libia. In particolare la società ha sottoscritto due contratti per la realizzazione di sistemi di segnalamento in Libia.

Il primo con le Ferrovie Libiche, per 541 milioni di euro, luglio 2009, per la realizzazione delle linee Ras Ajdir-Sirte e Al-Hisha-Sabha. Il secondo con Zarubezhstroytechnology, controllata delle Ferrovie Russe Rzd Jsc, per 202 milioni di euro, agosto 2010, per la linea Sirte-Bengasi.

Per entrambi i contratti furono ricevuti anticipi pari a 135 milioni di euro circa per il primo e di 71 milioni di euro circa per il secondo, rilasciando alle controparti advance payment bond di importo corrispondente. A causa degli eventi bellici i contratti di cui sopra furono sospesi per forza maggiore. In tutti gli incontri tenutisi successivamente con i rispettivi clienti è sempre stata confermata la volontà delle parti di prorogare la sospensione dei contratti suddetti, in previsione di una futura ripresa dei lavori.

Inaspettatamente, agli inizi del mese di agosto 2013 Zarubezhstroytechnology ha chiesto ad Ansaldo Sts la restituzione dell'anticipo, relativo al contratto per la linea Sirth-Benghazi, notificando altresì la volontà di terminare lo stesso. Ansaldo Sts ha affermato l'illegittimità della risoluzione.

Successivamente il Tribunale di Milano ha autorizzato Credit Agricole a liberare parte dell'anticipo, per circa 41 milioni di euro. Sulla base di tale ordinanza Ansaldo Sts ha già provveduto alla restituzione parziale dell'anticipo. Il contenzioso procederà nelle forme ordinarie a meno che non si trovi una soluzione transattiva tra le parti.

Comunque, non si è avuto nessun effetto sul conto economico e sul patrimonio netto del gruppo. Il backlog complessivo relativo ai due contratti in oggetto si attesta a circa 470 milioni di euro e il capitale circolante netto risulta negativo per circa 80 milioni di euro. Relativamente al contratto con le Ferrovie Libiche non c'è stata alcuna variazione, dichiarando quest'ultime la volontà di riprendere i lavori appena possibile.

"La notizia è inattesa e negativa", commentano gli analisti di Intermonte. "Non c'è ricaduta sulle nostre valutazioni perché rettifichiamo il debito per una quota significativa dei pagamenti anticipati ricevuti. Confermiamo la raccomandazione speculative buy con un target price a 9 euro su Ansaldo Sts".


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Moncler, debutto in forte rialzo

Written By Unknown on Senin, 16 Desember 2013 | 15.11

Già in rialzo in asta di apertura Moncler. Il titolo non riesce a fare prezzo dopo aver segnato un progresso teorico di oltre il 27% dopo che la ipo ha ricevuto adesioni superiori a 31 volte il quantitativo offerto. Il prezzo delle azioni ordinarie Moncler è stato fissato in 10,2 euro. 


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Ftse Mib in rosso, caos Telecom

Il tapering si avvicina e i mercati europei aprono la seduta in calo in scia all borsa di Tokyo dove l'indice Nikkei ha perso l'1,6% a 15.152 punti al minimo di tre settimane e mezzo, con gli investitori in attesa di una possibile riduzione del pacchetto di stimolo all'economia da parte della Federal Reserve questa settimana.

La robustezza degli ultimi dati provenienti dagli Usa ha alimentato le attese che la Fed possa iniziare il cosiddetto tapering già questa settimana. Così, mentre sale l'attesa per il comitato di politica monetaria della Fed, che inizierà domani e si concluderà mercoledì, l'attenzione si concentra sulla nuova serie di dati in arrivo dagli Usa questo pomeriggio. In particolare, il focus sarà sulla produzione industriale a novembre, attesa in crescita dello 0,5% su base mensile, dopo il -0,1% di ottobre. 

Nel frattempo stamani Hsbc ha pubblicato la stima del Pmi manifatturiero di dicembre, risultata per il quinto mese consecutivo in espansione, cioè sopra la soglia dei 50, ma scivolata al minimo dei 3 mesi a 50,5 dal 50,8 di novembre. Oggi sono previsti gli indici Pmi sull'attività del settore privato in Germania, Francia e zona euro, relativamente a dicembre. Per quanto riguarda l'intero blocco, le attese sono per una lieve accelerazione del ritmo di crescita sia del settore manifatturiero, il cui è indice è stimato a 51,9 da 51,6 di novembre, sia del settore dei servizi, per cui le previsioni convergono su 51,5 da 51,2.

A Piazza Affari il Ftse Mib sale dello 0,05% a 17.815 punti grazie a Telecom Italia, in rialzo del 2,42% a 0,6785 euro, dopo che Blackrock ha raddoppiato la propria partecipazione in Telecom a oltre il 10%, consolidando così la propria posizione di secondo azionista dietro a Telco (22,44%), e dopo che Cesar Alierta e Julio Linares, rispettivamente ad e direttore finanziario di Telefonica, si sono dimessi dal consiglio di amministrazione di Telecom Italia per dare un segnale all'antitrust brasiliana Cade. 

Gli spagnoli stanno valutando un'azione legale contro il Cade che ha sanzionato Telefonica per aver aumentato la sua quota nella holding che controlla TI e ha forzato  il gruppo iberico a cedere la partecipazione perché con questa mossa controlla due dei maggiori operatori di telefonia mobile brasiliani, Vivo e Tim Brasil, o a trovare un nuovo azionista per Vivo.

La Consob ha chiesto chiarimenti anche per verificare eventuali azioni di concerto con Telefonica. "A nostro avviso, da quando Telefonica è bloccata dalle autoritaà brasiliane, si è creato su Telecom Italia un appeal speculativo che ha come prima tappa interessante l'assemblea del prossimo 20 dicembre", affermano gli analisti di Equita, assemblea convocata dall'azionista Marco Fossati per votare la revoca del cda di TI.

Oggi è anche il giorno del debutto a Piazza Affari di Moncler, sospesa per eccesso di rialzo con un +41,18% a 14,40 euro dopo che l'Ipo ha ricevuto adesioni superiori a 31 volte il quantitativo offerto. Il prezzo delle azioni ordinarie Moncler è stato fissato a 10,2 euro, il massimo della forchetta. A questo prezzo Moncler è valutata 14,9 volte il margine operativo lordo, non lontano dalla media del settore pari a 14,2 volte. 


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Montepaschi, i rischi di una crisi al buio

Written By Unknown on Minggu, 15 Desember 2013 | 15.11

«Purtroppo bisognerebbe vivere in un mondo dei sogni per credere in una soluzione che ricomponga lo scontro prima dell'assemblea». Così un banker addentro alle recenti vicende della finanza senese commenta il braccio di ferro in atto tra il Monte dei Paschi e il suo azionista di maggioranza, la Fondazione Mps. Giovedì 12 il consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni ha rispedito al mittente le richieste della Fondazione, ribadendo con forza la tempistica dell'aumento di capitale da tre miliardi.

La posizione di Palazzo Sansedoni, ha spiegato il board in un documento, «non appare pienamente condivisibile», visto che «la principale priorità per la banca è rappresentata dal raggiungimento dell'obiettivo di ricapitalizzazione». A questo punto soltanto una soluzione di emergenza potrebbe evitare la conta in assemblea, anche se questa ipotesi viene descritta dal banker come «da mondo dei sogni». Da un lato infatti le undici banche creditrici dell'ente non sembrano disponibili a rimettere in discussione senza garanzie l'accordo di ristrutturazione trovato nel 2012.

D'altra parte la vendita del pacchetto Mps appare improbabile, visto che un compratore speculativo troverebbe senza dubbio più conveniente acquistare direttamente le nuove azioni sotto aumento di capitale che non comprare dalla Fondazione. Senza contare che l'ipotesi di una cessione della quota alle banche creditrici, ventilata nei giorni scorsi, è del tutto impraticabile. 

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Milanofinanza.it si rinnova

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Tutti a Matteolandia

Written By Unknown on Sabtu, 14 Desember 2013 | 15.11

Quella cena con Davide Serra e la comunità finanziaria milanese costò a Matteo Renzi più di qualche punto percentuale nelle primarie del 2012, quelle perse contro Pierluigi Bersani per la leadership della coalizione elettorale. «Chi ha base alle Cayman non dia consigli», tuonò l'allora segretario del Pd, con seguito di querele da parte di Serra.

Altri tempi, altre polemiche, oggi che Renzi ha stravinto le primarie con circa il 70% dei consensi, nessuno, nemmeno quelli della sinistra interna alzano un dito sulle frequentazioni del leader nel campo della finanza e più in generale dell'economia. E i 200 che si riunirono a Milano, nella famosa cena in piedi organizzata da Serra, si sono moltiplicati. È l'effetto bandwagon, che in Italia si traduce nel salto sul carro del vincitore.

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Inviato il: 14/12/2013 01.06    *NEW*
Da: delaware


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Cosa c’è dietro al Monte

«Purtroppo bisognerebbe vivere in un mondo dei sogni per credere in una soluzione che ricomponga lo scontro prima dell'assemblea». Così un banker addentro alle recenti vicende della finanza senese commenta il braccio di ferro in atto tra il Monte dei Paschi e il suo azionista di maggioranza, la Fondazione Mps. Giovedì 12 il consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni ha rispedito al mittente le richieste della Fondazione, ribadendo con forza la tempistica dell'aumento di capitale da tre miliardi.

La posizione di Palazzo Sansedoni, ha spiegato il board in un documento, «non appare pienamente condivisibile», visto che «la principale priorità per la banca è rappresentata dal raggiungimento dell'obiettivo di ricapitalizzazione». A questo punto soltanto una soluzione di emergenza potrebbe evitare la conta in assemblea, anche se questa ipotesi viene descritta dal banker come «da mondo dei sogni». Da un lato infatti le undici banche creditrici dell'ente non sembrano disponibili a rimettere in discussione senza garanzie l'accordo di ristrutturazione trovato nel 2012.

D'altra parte la vendita del pacchetto Mps appare improbabile, visto che un compratore speculativo troverebbe senza dubbio più conveniente acquistare direttamente le nuove azioni sotto aumento di capitale che non comprare dalla Fondazione. Senza contare che l'ipotesi di una cessione della quota alle banche creditrici, ventilata nei giorni scorsi, è del tutto impraticabile. 

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Inviato il: 13/12/2013 23.59   
Da: delaware

Inviato il: 13/12/2013 23.11   
Da: ElvisAaronPresley

Inviato il: 13/12/2013 22.59   
Da: ElvisAaronPresley


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Piazza Affari cauta, male Mediolanum

Written By Unknown on Rabu, 11 Desember 2013 | 15.12

Di Francesca Gerosa

Le borse europee hanno un andamento contrastato in avvio di seduta anche se nella notte democratici e repubblicani Usa hanno raggiunto un accordo al Congresso sul bilancio che dovrebbe evitare un nuovo shutdown delle agenzie federali a gennaio. Il compromesso, tuttavia, non affronta le questioni più divisive, quali il futuro dei programmi di pensionamento e della sanità e quello degli sconti fiscali ai redditi più alti. Il provvedimento dovrebbe essere votato dalla Camera venerdì e dal Senato la prossima settimana.

Invece l'Ecofin ha raggiunto una bozza di accordo sui meccanismi di gestione degli istituti in dissesto, che verrà probabilmente finalizzata in una nuova riunione la settimana prossima a ridosso del prossimo consiglio Ue del 19-20 dicembre. La proposta di compromesso prevede che l'entrata in vigore delle regole sui salvataggi bancari, tra cui la partecipazione degli obbligazionisti e dei titolari di depositi superiori ai 100.000 euro, inizialmente prevista nel 2018, sia anticipata al 2016.

Riparte dai 223 punti base del finale di seduta di ieri lo spread tra decennali Btp e Bund, strettosi ieri fino a 222 punti, minimo dal 7 luglio 2011. A sostenere la carta italiana, oltre alla stabilizzazione del pil nel corso dell'estate, dopo otto trimestri negativi, la prospettiva di un ampio supporto di liquidità da qui alla fine dell'anno.

Oggi verranno proposti agli investitori 5,5 miliardi di Bot 12 mesi, a fronte di scadenze per 7,475 miliardi di euro. Ieri sera sul grey market Mts il Bot dicembre 2014 offriva un tasso dello 0,749% contro lo 0,688% pagato dal Tesoro nell'asta di fine novembre, il minimo dalla nascita dell'euro. Attiva sul primario sarà anche Berlino che mette sul piatto 5 miliardi di titoli a due anni.

Intanto il governo Letta è all'ennesima verifica della fiducia in Parlamento necessaria, questa volta, per ratificare la composizione della nuova maggioranza, dopo il divorzio tra Alfano e Berlusconi e l'uscita della rinata Forza Italia, a cui si è poi aggiunto il nuovo assetto del Pd, guidato da Renzi. Ieri sera il neo segretario democratico ha ribadito la linea dell'appoggio al governo Letta, condizionata però a una serie di riforme entro fine maggio, tra cui quella della legge elettorale.

A Piazza Affari il Ftse Mib scende dello 0,04%. A partire dalla seduta borsistica del prossimo 23 dicembre l'indice Ftse Mib si ridurrà a 40 società dalle 41 attuali con l'ingresso di Yoox (+2,63% a 3,39 euro) e l'uscita di Diasorin (-1,51% a 33,27 euro) e Parmalat (+0,08% a 2,46 euro). Mentre Mediolanum segna un -4,60% a 6,12 euro dopo che Fininvest ha completato con successo il collocamento del 5,6% con una procedura di accelerated bookbuilding destinata a investitori istituzionali italiani ed esteri.

L'incasso, pari a 253 milioni, servirà a Fininvest per finanziare la crescita di Mondadori (-0,07% a 1,42 euro) nella radio e nel digitale nell'anno del risarcimento a Cir (-0,36% a 1,11 euro) previsto dal lodo Mondadori. Quanto alle banche Mps segna un +0,06% a 0,1727 euro. Il sindaco di Siena Bruno Valentini ha denunciato le "fortissime speculazioni" di mercato che, in questi giorni, stanno mettendo pressione sul titolo e invitato l'istituto di credito a riacquistare autonomia finanziaria e operativa.

Mentre l'associazione dei piccoli azionisti ha chiesto che l'aumento di capitale annunciato per il prossimo mese di gennaio e che dovrebbe essere varato dall'assemblea di fine mese sia effettuato in tranche distinte. Se il management riuscirà a fare quanto previsto la banca avrà un "capitale ricostituito" e resterà una "grandissima impresa" senese con lo Stato fuori, ha detto il presidente Alessandro Profumo.

Mentre il presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi, ha ribadito in un'intervista che, in merito all'aumento, l'ente "voterà sì, ma nella prospettiva di realizzarlo a giugno". Mansi ha detto inoltre che punta a "un passaggio graduale e fluido" della partecipazione nella banca a nuovi proprietari e che sarà venduto "quello che sarà necessario per risolvere i problemi", aggiungendo che "il ruolo sociale della Fondazione prescinde da Mps".



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La borsa di Tokyo ingrana la quarta (+2,3%)

Written By Unknown on Senin, 09 Desember 2013 | 15.11

Di Marcello Bussi

La borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,3% sulla scia dell'aumento superiore alle attese degli occupati negli Stati Uniti, dato diffuso venerdì scorso, giorno in cui gli indici di Wall Street hanno registrato rialzi. Una svolta di tipo psicologico, ma che può essere foriera di futuri rialzi, visto che fino a ieri ogni buona notizia sul fronte macroeconomico veniva salutata da cali dele borse, in quanto avvicinava l'inizio del tapering, ovvero la riduzione degli acquisti di asset da parte della Federal Reserve. Ora sembra che i mercati credano alla possibilità che gli effetti negativi del tapering saranno più che compensati dalla forza della ripresa Usa. I dati sull'occupazione Usa diffusi venerdì scroso fanno infatti ben sperare che gli Usa si siano finalmente avviati sulla strada giusta.

Tokyo ha chiuso in forte rialzo anche grazie all'indebolimento dello yen, a 103,05 per dollaro, e al suprlus commerciale della Cina, salito a novembre a 33,8 miliardi di dollari, ai massimi da gennaio 2009. Merito delle esportazioni, cresciute più del previsto, del 12,7%.



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Borse europee, apertura attesa in rialzo

Sulla scia dei rialzi dei listini asiatici (+2,3% il Nikkei) gli operatori si aspettano un avvio positivo delle borse europee, grazie anche all'aumento del surplus commerciale in Cina. Sul fronte dell'economia reale, è già uscito il dato sul surplus commerciale della Germania, caduto a 16,8 miliardi di euro a ottobre dai 18,7 miliardi di settembre e contro gli attesi 18 miliardi.

L'export è salito dello 0,2% destagionalizzato mensile, l'import del 2,9%. Fra i dati attesi in giornata (alle ore 12) spicca la produzione industriale della Germania nel mese di ottobre, mentre alle ore 15 l'attenzione si sposterà sulla riunione dell'Eurogruppo sull'unione bancaria.

Il focus di oggi resta sempre su Mps, con la Fondazione, azionista di maggioranza della banca con il 33,5%, che ha deciso di votare contro l'aumento di capitale qualora dovesse essere effettuato a gennaio o comunque nel primo trimestre dell'anno e ha chiesto che questo venga spostato non prima del 12 maggio, cioè nella seconda finestra temporale indicata dall'ad.

Il presidente di Mps, Alessandro Profumo e l'ad, Fabrizio Viola, in settimana convocheranno un cda per decidere sul da farsi. Secondo la stampa però, le banche del consorzio di garanzia guidato da Ubs non sarebbero disponibili a prorogare il contratto valido fino al 31 gennaio 2014. L'Ente di Palazzo Sansedoni si è inoltre dichiarato contrario alla nazionalizzazione della banca.

Tra i bancari da monitorare poi Unicredit. Secondo indiscrezioni di stampa sarebbero in corso discussioni preliminari con il gruppo Erg Renew per un'eventuale entrata nel capitale dello stesso da parte della banca. Da seguire poi la Popolare di Milano in vista della presentazione della lista Giarda per il rinnovo del consiglio di sorveglianza attesa per domani. La stampa riporta ancora l'attenzione sull'eventuale fusione tra l'istituto e B.Popolare evidenziando i vantaggi che ne deriverebbero. Attenzione anche a Telecom Italia con la stampa del fine settimana che focalizza l'attenzione sul patrimonio immobiliare della società.



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Un’idea molto Popolare

Written By Unknown on Sabtu, 07 Desember 2013 | 15.11

Autunno 2006. Per le banche italiane l'era delle fusioni sta toccando l'apogeo sotto la regia del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi e del presidente del Consiglio Romano Prodi. Nel giro di pochi mesi nasceranno Intesa Sanpaolo e Ubi Banca, mentre Unicredit-Capitalia vedrà la luce nella primavera del 2007. In quell'ultima fiammata di risiko prima della crisi c'è però una banca che resta sistematicamente a bocca asciutta, la Popolare di Milano.

Eppure il presidente Roberto Mazzotta, reduce dall'onorevole sconfitta alla presidenza dell'Abi, accarezza da tempo il progetto di una superpopolare. Un progetto condiviso anche dal direttore generale Fabrizio Viola e da molte anime della banca.

Va detto che in quel 2006 le opportunità di investimento non mancherebbero, visto che la Bpm si è fatta avanti sia per la Popolare di Intra che per la Banca Popolare Italiana (Bpi), ex Popolare di Lodi. Proprio su Lodi si concentra l'attenzione di Mazzotta e di Viola dal momento che l'acquisto dell'istituto, appena uscito dal terremoto Fiorani, consentirebbe a Bpm un notevole balzo dimensionale.

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Le previsioni di Axa sui bond

I rendimenti delle obbligazioni core sono più vicini ai massimi dell'anno che ai minimi, con l'aumento degli yield che riflette il maggiore ottimismo sull'economia globale e l'incertezza sulla politica monetaria negli Stati Uniti. Implica inoltre un incremento della pressione nei mercati obbligazionari che rende sempre più complesse le decisioni di asset allocation. Ecco le previsioni di Axa Investment managers sui prossimi mesi.

1) Regno Unito. E' il Paese dove più probabilmente si assisterà a una crescita dei tassi di interesse. Anche se la Banca d'Inghilterra è convinta di poter arrivare a una disoccupazione inferiore al 7% senza dover aumentare i tassi. La probabilità di questo evento, dovuto anche alla preoccupazione delle autorità per un boom del settore immobiliare, è secondo gli esperti del 60%.

2) Stati Uniti. C'è una probabilità del 10% soltanto che la Fed aumenti i tassi di interesse, ma la certezza del 100% che la banca centrale americana avvii il tapering, cessando l'ampliamento del proprio stato patrimoniale verso la fine dell'anno. Eppure le incertezze sugli Stati Uniti derivano dalla difficoltà con cui la Fed sta cercando di comunicare che il tapering non equivale a una stretta. La fine del quantitative easing a favore della forward guidance potrebbe dare forme strane alla curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro. I tassi a breve resteranno stabili se i mercati saranno convinti dalla forward guidance, mentre la conclusione del piano di quantitative easing potrebbe provocare un rialzo dei rendimenti sulle scadenze a più lungo termine.

3) Eurolandia Nel 2014 le possibilità di un aumento dei tassi sono nulle, mentre c'è una probabilità del 70% di un nuovo taglio dei tassi e del 30-40% di un nuovo piano di sostegno. E' più probabile una nuovo Ltro rispetto a un quantitative easing, ma certamente la Bce interverrà in un modo o nell'altro. Lo scenario macroeconomico è debole, con l'indice Pmi flash di novembre che è solo 51,5 per le attività manifatturiere e 50,9 per i servizi, in calo rispetto al mese di ottobre. Inoltre, l'inflazione è bassa e in flessione, mentre il tasso di cambio è sostenuto da un forte afflusso di capitali e da un avanzo delle partite correnti nell'area euro.

4) Giappone. C'è una probabilità pari a zero che la Bank of Japan chiuda la politica di quantitative easing o incrementi i tassi di interesse. L'inflazione nel 2014 potrebbe toccare il 2% ma il Paese ha bisogno di fiducia sulla sostenibilità della crescita e dell'inflazione, oltre a quella sul rapporto tra debito e Pil. Mettendo insieme tutti questi fattori, la previsione è negativa su Gilt inglesi e Treasury Usa, mentre è relativamente più positiva su Bund tedeschi e Jgb.



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