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Credit Suisse, i migliori titoli di Wall Street

Written By Unknown on Jumat, 31 Januari 2014 | 15.12

Gli specialisti del Credit Suisse hanno selezionato sul listino Usa una cinquantina di società che a loro avviso hanno tutti i numeri per registrare una performance borsistica a doppia cifra nei prossimi mesi. Ecco una selezione di dieci nomi, con i rispettivi target price.

1)Colgate Palmolive. Il colosso Usa, che vende i suoi prodotti in oltre 200 Paesi e realizza più del 75% delle vendite al di fuori degli Stati Uniti, beneficia di una grande diversificazione geografica. Al titolo, che capitalizza 57,4 miliardi di dollari, è stato assegnato un prezzo obiettivo di 72 dollari, che implica un potenziale di rialzo del 17%, mentre il rendimento della cedola è del 2,2%. Negli ultimi 12 mesi ha garantito un total return del 13,4%.

2)EOG Resources. Il gruppo, che capitalizza 45,4 miliardi di dollari, è un player importante nel settore dell'esplorazione e produzione petrolifera. In particolare è il top producer nell'Eagle Ford Shale e ha posizioni solide sia nel Bakken che nel Bacino Permiano. Il rendimento della cedola non è interessante, ma il titolo, che in un anno ha realizzato un total return (performance+ rendimento della cedola) del 32,7%, ha ancora margini di crescita. Il target price di 205 dollari è infatti del 22,3% superiore alle quotazioni attuali.

3)Energy Transfer Equity. La società, che capitalizza 23,2 miliardi di dollari, detiene una partecipazione azionaria in Energy Transfer Partners, un gruppo che opera nel settore del gas naturale. il titolo, dopo la notevole performance già registrata lo scorso anno, visto che il total return è del 74,3%, secondo gli analisti può salire fino a 50 dollari, che rappresenta il target price (+21% dalle quotazioni attuali). Il rendimento della cedola è 3,2%.

4)State Street Corp. Il gruppo finanziario, che capitalizza 29,6 miliardi di dollari, è il secondo maggiore provider di Exchange Traded Funds (ETF). La società, con sede a Boston, dispone di una gamma di 197 ETF e gestisce un patrimonio di 413 miliardi dollari, alle spalle di BlackRock (898 miliardi dollari). Il prezzo obiettivo di 84 dollari implica un potenziale di rialzo del 22,8%. Il total return a 12 mesi è 24,3%, mentre il dividend yield è stimato 1,4%.

5)Bristol-Myers Squibb. Il gruppo, che ha visto lo scorso anno scadere i brevetti per i farmaci Plavix e Avapro, nel 2014 dovrebbe registrare un progresso dei risultati, grazie all'aumento delle vendite di altri prodotti in portafoglio. Il target price del titolo, che in un anno ha garantito un total return del 42,5%, è 63 dollari. Il potenziale di rialzo del gruppo, che capitalizza 83,6 miliardi di dollari, è quindi del 24,5%, mentre il dividend yield è del 2,8%.

6)Biogen Idec. E' la società del settore biotecnologie preferita dagli esperti della banca d'affari elvetica, che sottolineano come ai prezzi attuali, nonostante la performance borsistica eccezionale registrata nel 2013 (+106%), non sia sopravvalutata. Il titolo, che capitalizza 74,7 miliardi di dollari, ha margini di rialzo fino a un target di 375 dollari (+17% dalle quotazioni recenti).

7)Ingersoll- Rand. E' un gruppo industriale che beneficerà nel 2014 della progressiva ripresa del settore immobiliare, grazie all'ampia gamma di prodotti in portafoglio. Oltre al rendimento del dividendo (1,3%), gli investitori dovrebbero beneficiare di una performance potenziale del 17%, in vista di un target price di 69 dollari.

8)Micron Technology. E' leader mondiale nei sistemi di semiconduttori avanzati e un top pick del Credit Suisse, perché beneficia dei vasti campi di applicazione della sua tecnologia. Dopo aver garantito negli ultimi 12 mesi un total return del 210%, il titolo può arrivare a 30 dollari, che è superiore del 26,6% dalle quotazioni attuali. Il gruppo capitalizza 24,9 miliardi di dollari.

9)Lam Research. E' una mid cap (8,9 miliardi di capitalizzazione) che opera nel settore dei semiconduttori, che vengono utilizzati nella fabbricazione di circuiti integrati. Sul listino Usa ha un margine di rialzo dalle quotazioni attuali del 18,3%, in vista di un prezzo obiettivo di 60 dollari. Il total return a un anno è stato del 22%.

10) Halliburton. Fornisce attrezzature e servizi alle principali compagnie petrolifere e del gas, che operano in ottanta Paesi. Al titolo è stato assegnato dagli analisti del Credit Suisse un target price di 70 dollari, che implica un potenziale di crescita intorno al 40%. Il rendimento della cedola è invece basso (1,2%).


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Borsa di Tokyo, nuovi minimi da due mesi e mezzo

Secondo ribasso consecutivo alla Borsa di Tokyo, che ha fatto segnare i nuovi minimi da due mesi e mezzo a causa dell'apprezzamento dello yen sui mercati valutari, in seguito al quale sono stati vanificati i guadagni iniziali della seduta, e dell'attendismo di molti investitori nipponici in vista della divulgazione dei dati sull'occupazione negli Usa, prevista la settimana prossima.

In chiusura l'indice Nikkei dei 225 titoli-guida è sceso così a quota 14.914,53 dopo aver ceduto 92,53 punti pari allo 0,62%: è il livello più basso toccato dal 14 novembre scorso. Male oggi anche il Topix relativo all'intero listino, arretrato a sua volta di 3,45 punti pari allo 0,28% per attestarsi infine a quota 1.220,64.

Lars Christensen, a capo della divisione emerging-market research di Danske Bank, ha affermato che il punto cardine delle tensioni sui mercati emergenti rimane la Turchia. La Banca centrale del Paese ha aggressivamente aumentato i tassi di interesse senza riuscire però a far apprezzare significativamente la lira. Il rialzo del costo del denaro da parte del Sud Africa, inoltre, ha solo alimentato le tensioni sui mercati. Il cambio euro/dollaro si attesta a 1,3545 (da 1,3554 della chiusura di New York), l'euro/yen a 138,84 (139,21) e il dollaro/yen a 102,49 (102,71).

Sul fronte macro il tasso di disoccupazione in Giappone si è attestato sui minimi da dicembre del 2007 al 3,7% della forza lavoro a dicembre, in calo rispetto al 4% del mese di novembre. Il consenso degli economisti si attestava al 3,9%. Invece la produzione industriale, secondo i dati preliminari, è salita dell'1,1% a livello mensile sempre a dicembre dal -0,1% di novembre (il consenso degli economisti era per un +1,3% su base mensile) e i prezzi al consumo sono aumentati a livello mensile dello 0,1% e dell'1,6% su base annuale. Il consenso degli economisti si attestava a +1,5% anno su anno.


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Google vende Motorola mobility alla cinese Lenovo per 3 miliardi

Written By Unknown on Kamis, 30 Januari 2014 | 15.11

Google vende Motorola Mobility al colosso cinese dei computer Lenovo per 2,9 miliardi di dollari. Il gigante di Mountain View cederà tutta l'unità di hardware, quella che produce smartphone Moto X and Moto G, mantenendo tuttavia gran parte dei brevetti per software, comprese le domande di brevetto in corso e altre proprietà intellettuali.

L'operazione segna la fine della breve avventura di Google nella produzione di telefoni cellulari e rappresenta una marcia indietro nella maggior acquisizione della sua storia. Il gruppo californiano aveva infatti comprato Motorola nel 2011 per 12,5 miliardi dollari. Dopo l`annuncio le azioni di Google sono salite del 1,5% a circa 1,12 dollari nelle contrattazioni after-hour.

Il gruppo cinese pagherà 660 milioni di dollari in contanti, 750 milioni in azioni proprie e oltre 1,5 miliardi in prestiti obbligazionari triennali.

Per Lenovo, che la settimana scorsa ha messo a segno un'altra grande acquisizione negli Stati Uniti aggiudicandosi la divisione di server low-end x86 di Ibm per 2,3 miliardi di dollari, si tratta di un grande passo avanti verso il mercato globale degli smartphone.

"L'acquisizione di un marchio icona come questo, con un innovativo numero di prodotti e team incredibilmente talentuoso, renderà Lenovo un forte concorrente a livello mondiale nel settore smartphone", ha dichiarato Yang Yuanqing, presidente e amministratore delegato di Lenovo, "siamo sicuri che avremo subito l'opportunità di diventare forti competitori globali in un mercato in rapida crescita". Il top manager ha anche rivelato che il gruppo Lenovo ha oltre 3 miliardi di dollari in cassa.

Con questo deal il gruppo Lenovo punta a vendere 100 milioni di smartphone l'anno. Una minaccia per la concorrente sud coreana Samsung che la scorsa settimana ha registrato il suo primo calo trimestrale degli utili operativi negli ultimi due anni. Secondo gli analisi l'ingresso dei cinesi di Lenovo nel business degli smartphone contribuirà a mettere ulteriori pressioni nei prezzi che sono destinati a scendere ulteriormente.


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Ancora un dato negativo dalla Cina, borse giù

Mercati azionari europei negativi in avvio di seduta dopo che la Federal Reserve Usa ha ulteriormente ridotto il pacchetto di stimolo dell'economia e chel'indice manifatturiero cinese ha toccato il punto più basso in sei mesi. L'indice Pmi Hsbc sulla manifattura cinese a gennaio è sceso a 49,5 punti, rispetto ai 50,5 di dicembre. Si tratta del primo dato in sei mesi in area di contrazione, ovvero sotto la soglia dei 50 punti.

"È un inizio fiacco di 2014 per il settore manifatturiero cinese, in parte dovuto all'andamento debole dei nuovi ordinativi per l'export e al rallentamento dell'attività domestica in gennaio", ha spiegato il capo economista per la Cina di Hsbc, Hongbin Qu. "Le autorità dovrebbero presta attenzione ai rischi al ribasso e se necessario muoversi in anticipo per aggiustare e stabilizzare il passo della crescita".

In Italia il Pd e Forza Italia hanno raggiunto una nuova intesa per modificare il disegno di legge elettorale sulle questioni del premio di maggioranza e dello sbarramento, 37% e 4,5% rispettivamente. Oggi pomeriggio il ddl dovrebbe debuttare alla Camera che ha approvato ieri sera in via definitiva la conversione in legge del decreto su Imu e quote Bankitalia nell'ultimo giorno disponibile prima della decadenza, tra le proteste dei grillini.

Lo spread Italia/Germania, che ieri si è spinto fino a 223,4 per chiudere in area 222 punti base, riprate stamani da 224 punti (tasso al 3,87%). Si chiude oggi la tornata d'aste di fine mese inaugurata martedì con i collocamenti di Btpei e Ctz e proseguita ieri con i Bot. Oggi il Tesoro offre fra 6,5 e 8,5 miliardi di euro di titoli a 5 e 10 anni e di Ccteu. Il maggio 2019 è il nuovo titolo a 5 anni, cedola 2,50%, che sarà offerto per un ammontare compreso fra 3,5 e 4 miliardi.

L'attuale benchmark, il dicembre 2018, cedola 3,50%, ha chiuso ieri in lieve rialzo, in controtendenza rispetto ai titoli di riferimento a 2 e 10 anni, con un guadagno di 6 punti base e un tasso al 2,440%. Sul mercato grigio il nuovo titolo in chiusura quotava un rialzo di 7 punti base. Il decennale sarà offerto per 2-3 miliardi, mentre il Ccteu novembre 2018 per 1-1,5 miliardi.

A Piazza Affari il Ftse Mib flette dello 0,45% a 19.250 punti. Pirelli & C., dopo il balzo del 7,2% di ieri, in scia ai rumor ssmentiti di contatti in corso tra la proprietà e il fondo di private equity di Goldman Sachs, ritraccia del 4,80% a 12,31 euro. Fiat, ieri depressa dai conti 2013 e dall'outlook cauto, spunta solo un +0,07% a 7,24 euro. Mediobanca Securities ha alzato il target price da 5,3 a 7,5 euro confermando il giudizio neutrale.

Anche Ansaldo Sts (+0,06% a 8,205 euro) è fresca di conti 2013: portafoglio ordini pressoché stabile a a 5.601 milioni, ricavi a 1.256,4 milioni, in leggera crescita anno su anno, risultato operativo in leggero miglioramento a 118,1 milioni e posizione finanziaria netta positiva per 260,1 milioni, in calo rispetto a 302 milioni. La cassa netta è positiva. Le stime includono gli effetti derivanti dall'aggiornamento della situazione dei contratti in Libia.

In calo le banche, in particolare Unicredit (-0,71%) e Mps (-0,90%). Fuori dal paniere principale è da monitorare Telecom Italia Media (+0,91% a 0,1325 euro) perché il progetto di integrazione sui multiplex del gruppo con quelli de L'Espresso potrebbe essere annunciata a breve. Una volta conclusa l'operazione dovrebbe entrare nella nuova società un investitore istituzionale. Si parla di F2i e Clessidra ma anche di private equity esteri.


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La partenza di Piazza Affari si preannuncia vivace

Written By Unknown on Rabu, 29 Januari 2014 | 15.12

Si preannuncia una partenza vista positiva per le piazze europee in scia alle borse asiatiche che hanno chiuso in rialzo. Il Giappone in particolare ha visto il Nikkei salire del 2,7%.

Sentiment in miglioramento anche verso i Paesi emergenti: il netto incremento dei tassi di interesse sui prestiti da parte della Banca centrale turca ha riportato una certa fiducia sui mercati emergenti oltre che un consistente recupero della moneta locale. Secondo gli operatori, quindi, le principali borse dovrebbero registrare buoni progressi in avvio, con il momentum dall'Asia che dovrebbe continuare. Infine stasera space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">si potranno conoscere kle decisioni della Federal reserve sulla riduzione dell'acquisto di asset (si pensa a un taglio di 10 miliardi di dollari al mese).

Sentiment positivo anche a Piazza Affari. Focus in particolare su Telecom Italia, che space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">ha deciso di rimborsare anticipatamente tutti i titoli subordinati ibridi in circolazione  emessi lo scorso marzo. space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">I titoli saranno rimborsati il 3 marzo prossimo e il relativo prezzo di rimborso anticipato sarà pari al 101 per cento del valore nominale oltre agli interessi dovuti fino alla data di rimborso anticipato.

Sempre nel mirino anche i titoli bancari. space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">Intesa Sanpaolo ha rimborsato integramente i 36 miliardi ottenuti dalla Bce tramite le operazioni Ltro e ha fissato per il prossimo 27 marzo le riunioni dei Consigli di Gestione e Sorveglianza per l'approvazione del piano d'impresa, che sara' presentato sul mercato il giorno successivo.
space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px;" />
space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px;" />space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">Focus anche sulla Popolare di Milano in vista dell'incontro di venerdì tra il numero uno del CdS, Piero Giarda, il presidente del consiglio di gestione Mario Anolli, il consigliere delegato e direttore generale, Giuseppe Castagna, e i segretari generali dei sindacati del credito in cui potrebbero essere toccati alcuni temi decisivi per i prossimi mesi, come la riforma della governance. Palladio Finanziaria potrebbe poi decidere di investire in titoli quotati del comparto bancario, come ad esempio proprio Bpm. space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">Da seguire anche il Banco Popolare, ieri fortemente penalizzato dall'aumento di capitale da 1,5 miliardi varato, ed Mps, che ha perso il 3,31%.

space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">Riflettori puntati su Fiat che oggi comunica i conti 2013 e Luxottica che ha pubblicato ieri a mercati chiusi il dato preliminare sulle vendite 2013, che ha visto una crescita del 3,2% a/a a 7,312 miliardi.space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important; float: none;">


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La Turchia ridà fiato ai mercati, acquisti su Telecom

Borse europee in rialzo in scia a quelle asiatiche dopo la mossa della Banca centrale turca che ha deciso un'ampia stretta monetaria, nel tentativo di frenare il brusco calo della lira turca, nell'ambito dei timori legati alla tenuta di alcune economie emergenti, che hanno scosso recentemente i mercati finanziari.

L'Istituto centrale ha alzato l'overnight lending rate al 12% dal 7,75%, ben oltre le attese degli economisti, che prevedevano un rialzo al 10%. Stretta superiore alle attese anche sui tasso repo a una settimana, elevato al 10% dal 4,5%, e sull'overnight borrowing, portato all'8% dal 3,5%.

Ora si attende l'esito del meeting di politica monetaria della Federal Reserve, in arrivo in serata, che dovrebbe varare una nuova riduzione da 10 miliardi del programma di stimolo monetario, dopo quella di analoga entità che a dicembre ha dato il via al tapering.

Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre in calo a 212 punti dopo aver chiuso ieri la seduta a 218 punti. Il rendimento è al 3,81%. Il differenziale Bonos/Bund scende sotto quota 200 attestandosi a 197 punti per un tasso del 3,66%. Dopo i buoni collocamenti di ieri, l'Italia torna sul primario con l'asta da 8 miliardi di Bot a sei mesi a fronte di scadenze pari a 9,8 miliardi. In mattinata si attiverà sul primario anche la Germania, che mette a disposizione 5 miliardi di Bund sulla scadenza decennale.

A Piazza Affari il Ftse Mib sale dello 0,85% a 19.613 punti, spinto in particolare dalle banche: Unicredit (+1,33% a 5,72 euro), Mediobanca (+1,14% a 6,66 euro) e Intesa Sanpaolo (+1,32% a 1,99 euro), ma anche le popolari che recuperano terreno, il Banco Popolare (+1,29% a 1,256 euro) in primis. Positiva anche Telecom Italia (+1,41% a 0,826 euro) che ha ha deciso di rimborsare anticipatamente tutti i titoli subordinati ibridi in circolazione per 750 milioni di euro Capital Securities due 2073, emessi lo scorso 13 marzo 2013.

Il gruppo tlc ha deciso di avvalersi della facoltà di rimborso anticipato legata a un cambio di metodologia da parte di un'agenzia di rating che comporti una riduzione dell'equity content inizialmente assegnato allo strumento, ai sensi della Condizione 6,5 del regolamento dei titoli Capital Securities. I titoli saranno rimborsati il 3 marzo e il relativo prezzo di rimborso anticipato sarà pari al 101% del valore nominale oltre agli interessi dovuti fino alla data di rimborso anticipato.

Tra gli industriali Fiat segna un +1,26% a 7,64 euro e Cnh Industrial un +0,42% a 8,38 euro. Stamattina Morgan Stanley ha limato il target price da 10 a 9 euro, confermando il giudizio equalweight. Mentre su Eni (+0,18% a 16,92 euro) è intervenuta Bank of America Merrill Lynch riducendo il prezzo obiettivo da 19,7 a 19 euro (buy) e su Ferragamo (+0,13% a 23,10 euro) Societe Generale portando il target price da 22,5 a 21,5 euro (sell).

Nel settore del lusso fa meglio Luxottica (+5,63% a 38,53 euro) che ha archiviato il 2013 con ricavi per oltre 7,3 miliardi di euro, in aumento del 3,2% a cambi correnti e del 7,5% a parità di cambi, e vede il 2014 come un altro anno di crescita. La società resta attenta sul fronte di possibili nuove acquisizioni di piccole-medie dimensioni, si prepara a firmare una nuova licenza importante, con l'attenzione più focalizzata sulla crescita che non sulla distribuzione di un dividendo extra. Mediobanca Securities ha promosso il titolo da neutral a outperform. Il target price sale da 39,6 a 44,5 euro.


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Fiat, secondo il WSJ va a Londra

Written By Unknown on Senin, 27 Januari 2014 | 15.12

L'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, proporrà al consiglio di amministrazione, convocato mercoledì prossimo per esaminare i risultati d'esercizio del 2013, la residenza fiscale nel Regno Unito e la quotazione a New York per il nuovo gruppo frutto della fusione con Chrysler.

E' quanto si legge su Wall Street Journal, secondo cui la proposta di Marchionne seguirebbe la direzione già presa lo scorso anno per Cnh Industrial e consentirebbe di evitare di fare una scelta, politicamente difficile, tra l'Italia e gli Stati Uniti per la sede del nuovo gruppo.

La proposta potrebbe inoltre consentire alla nuova società di pagare meno tasse sui dividendi, prosegue il quotidiano finanziario, aggiungendo che Marchionne dovrebbe proporre New York come sede di quotazione primaria.


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Borse europee verso un'apertura negativa

Partenza vista sotto la parità per le borse  europee, con la massiccia vendita di asset dei Paesi emergenti che ancora domina i mercati. Le piazze asiatiche hanno chiuso in netto calo, penalizzate dalla performance negativa di Wall Street venerdi' (-1,96% il Dow Jones, -2,09% l'S&P 500). Il Nikkei ha ceduto il 2,5%.

IG vede in avvio il Ftse-100 in flessione di 79 punti a 6584, il Dax di 67 punti a 9325 e il Cac-40 di 24 punti a 4137.
"I rinnovati timori sugli emergenti sorgono in un momento in cui molti mercati sono tecnicamente in territorio di ipercomprato e quindi sono vulnerabili a correzioni", spiegano gli analisti di Danske Bank. Per questi esperti sono possibili ulteriori storni degli asset di rischio alla luce della crescente incertezza.

"Mancano compratori a supporto dei mercati e c'e' un numero crescente di venditori che stanno riducendo il rischio alla luce degli sviluppi macro", sostiene Doug Crofton, capo del Us cash equity trading di Bank of America - Merrill Lynch, secondo cui "il mercato non era posizionato per tener conto degli eventi recenti". Ad ogni modo, conclude l'esperto, "non stiamo assistendo a vendite indiscriminate".

Nell'agenda di oggi, in programma la riunione dei Ministri delle Finanze dei Paesi dell'Euro-zona, che dovrebbero discutere tra le altre cose anche dell'Unione bancaria.


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Argentina, cronaca di una tragicommedia

Written By Unknown on Minggu, 26 Januari 2014 | 15.11

Giovedì 23 la temperatura percepita a Buenos Aires era di 47 gradi centigradi. A molti mancava l'energia elettrica (i black-outs sono ormai consuetudine a Buenos Aires, l'unico interrogativo e' la loro durata, puo' variare da poche ore se si abita presso ministri o giudici federali a settimane se si ha la sfortuna di non avere nessun potente come vicino).

Eppure non e' questo l'inferno che vive il Paese preso a esempio da politici nostrani (Grillo) e Premi Nobel a borderaux (Joseph Stiglitz). In poche ore il peso si e' squagliato come neve al sole. Il cambio ufficiale da 7 a 8.4 (prima che la banca centrale dissaguandosi lo riportasse a 8) e quello che conta, l'unico al quale fino a venerdi' gli Argentini potessero comprare valuta, da 11 a 13.

Vale la pena ricordare che poche settimane prima la Presidenta aveva proclamato che chiunque volesse una svalutazione avrebbe dovuto aspettare un altro governo. La Presidenta, recentemente operatasi per un misterioso ematoma al cervello, che l'ha portata a una degenza da poco prima a poco dopo un'imbarazzante sconfitta elettorale nelle elezioni di mezzo termine, è riapparsa avendo abbandonato il lutto (ora veste di bianco) e licenziando vari Ramiro de Lorca che avevano funzionato da parafulmini per i fallimenti economici del Paese, troppo numerosi per ricordarli ma ben riassunti nella svalutazione del peso. Il potente ministro del Commercio, Guillermo Moreno, è stato licenziato e spedito a Roma come messo commerciale (ironico, visto che e' stato il responsabile del protezionismo che ha portato alla grande gelata nei rapporti con l'Europa); il ministro dell'Economia, Hernan Lorenzino, famoso per la frase "me quiero ir" (me ne voglio andare) pronunciata per terminare un'intervista quando gli si chiedeva dell'inflazione (10% nelle statistiche ufficiali ma 30% reale), è stato liquidato a negoziare il debito in default; la governatrice della Banca Centrale, Marco' del Pont, è stata licenziata senza neanche destino alternativo, eccetera.

Al loro posto, un bel ministro 45enne, marxista, Axel Kicillof. Questo ragazzo che era gia' stato l'ispiratore della nazionalizzazione senza indennizzo a Repsol di YPF (famosa la sua dichiarazione "dovrebbero loro darci un indennizzo per i danni ambientali"), ha assunto il ruolo di ministro dell'economia ma di fatto e' il braccio destro di Cristina (che appare sempre piu' di rado) e si occupa di tutto. Appena arrivato si è scontrato con la realtà. Non ci sono più soldi in cassa e nessuno dall'estero vuole investire in un Paese che non rispetta contratti, obbligazioni e proprietà privata.

Ecco che cambia idea e cerca un accordo con Repsol (8 miliardi di dollari), ecco che vola a Parigi per offrire al Club di Paesi che porta quel nome di ripagare un vecchio debito di 10 mld di dollari, torna, annuncia l'accordo e viene smentito quattro ore dopo dalla portavoce del Club. Ecco che si trova un accordo per pagare le cause perse davanti al Ciadi (il tribunale per regolare le controversie internazionali) magicamente dopo che quei crediti erano stati comprati da un fondo vicino al Vice Presidente Amado Boudou.

Nel frattempo le riserve piombano da 80 miliardi dei tempi di Nestor Kirchner a meno di 29 miliardi (ultimo dato), mentre la quantità di pesos in circolazione esplode per le spese pubbliche non supportate da investimenti esteri nè da una crescita corrispondente del Pil. Se solo si sottraessero a questi 29 mld gli 8 miliardi dovuti a Repsol e 10 miliardi dovuti al Club di Parigi, si piomberebbe a 11 miliardi. Un Paese che ha un deficit energetico annuale non lontanissimo da quella cifra non è certo in condizioni di pagare nessuno. A questo potrebbe sommarsi l'effetto di una sentenza che obbligherebbe il Paese a corrispondere il 100% del debito in default che non ha aderito ai vari swap degli ultimi dieci anni (tre per la precisione), sentenza che l'Argentina spera venga in qualche modo mitigata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Che cosa fa Cristina? Riappare in bianco dopo quasi due mesi di assenza e annuncia un sussidio di 600 pesos mensili per I giovani "ni-ni", che ne' lavorano ne' studiano. Questo dopo aver abbassato a 16anni l'eta' minima per esprimere il voto. Inutile ogni commento, soprattutto da parte di una presidenza che accusa complotti di interessi che negano la "piena occupazione" nel Paese. Del dollaro, dell'inflazione, dell'estate infernale vissuta dal Paese a 45 gradi senza elettricita' per molti, nulla. Solo silenzio, rotto solo dalla claque peronista che viene sempre organizzata a ogni sua apparizione e applaude istericamente.

Che succederà? Venerdì 24, in un tentativo disperato di frenare la svalutazione, viene annunciato che da lunedi' 27 sarà permesso, a coloro che abbiano la posizione fiscale in ordine e solo sulla base del reddito dichiarato, tornare a comprare dollari pagando "solo" il 20% di sovrattassa sul cambio ufficiale anziche' il 35% che vigeva da circa un mese. C'e' da aspettarsi una corsa agli sportelli ma è facile prevedere che il sistema elettronico dell'Afip (la locale agenzia delle entrate) subirà blocchi e rallentamenti, e che le banche apriranno le braccia per dire che loro i dollari non ce li hanno. Questo governo, in assenza di prestiti in dollari (solo il Venezuela ha prestato dollari all'Argentina, ma in questo momento ha di meglio, o di peggio, di cui occuparsi), che nella misura necessaria possono venire solo dagli Usa, direttamente o via Fmi, non potrà per molte settimane rinviare l'inevitabile, una svalutazione ancora più vistosa, con la conseguente inflazione e sconquasso sociale. Ma tant'e', Cristina parte per Cuba per un vertice sudamericano, a visitare i successi del modello economico tanto caro al bel ministro Kicillof.


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Banco Popolare, aumento da 1,5 mld

Il Banco Popolare vara un aumento di capitale fino a 1,5 miliardi per affrontare «con maggiore serenità» gli esami Bce. La banca rimborserà il bond convertibile da 1 miliardo e presenterà a fine febbraio il nuovo piano industriale. L'assemblea straordinaria sarà convocata per il 28 febbraio e il primo marzo. A fine 2013, inoltre, l'istituto registrerà un risultato negativo a causa di maggiori accantonamenti e di un più alto costo del credito, in seguito alle richieste di Eba e Banca d'Italia.

La sottoscrizione dell'aumento sarà integralmente garantita da Mediobanca e Ubs. Sulla base della stima dei ratio patrimoniali a gennaio 2014, e quindi inclusivi del risultato atteso del quarto trimestre, l'aumento di capitale proposto dovrebbe consentire al gruppo di raggiungere un capitale common equity «fully phased» di circa il 10%, ben oltre i limiti regolamentari.

Tale dato comprende i benefici attesi dall'incorporazione del Credito Bergamasco e di Banca Italease, mentre non comprende i benefici attesi dalla prevista validazione dei modelli interni di misurazione dei rischi e i benefici che potranno derivare dall'applicazione del cosiddetto «Sme Supporting Factor». «L'ampio margine rispetto al livello minimo dell'8% rappresenta una riserva di capitale che consentirà di affrontare con maggiore serenità l'Asset Quality Review e il successivo stress test», ha precisato l'istituto guidato da Pier Francesco Saviotti.

Inoltre la banca, che era già in linea con Basilea 3, si porrà in linea anche con eventuali richieste aggiuntive di capitale per le banche nazionali di rilevanza sistemica. La società ha sottolineato che «l'aumento di capitale consentirà di migliorare il posizionamento competitivo nel mercato domestico, di ridurre il costo del funding grazie all'auspicato miglioramento del rating e di acquisire i margini di libertà per poter programmare un significativo sviluppo delle attività».

La decisione del cda di venerdì 24 gennaio tiene conto anche di eventi che «comporteranno la rilevazione di un risultato economico negativo nel quarto trimestre superiore rispetto alle aspettative del mercato». Lo scostamento riguarda principalmente l'ammontare del costo del credito nel quarto trimestre. Sulla base dei dati provvisori, le rettifiche nette di valore sui crediti relative all'intero esercizio dovrebbero assestarsi a circa 1,7 miliardi di euro, «evidenziando un costo del credito in sensibile crescita» rispetto ai precedenti trimestri. «Tale dinamica trova giustificazione in un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie della clientela debitrice che ha trovato manifestazione anche nell'incremento del fenomeno dei cosiddetti concordati in bianco e nell'adozione di parametri valutativi nuovi e più conservativi rispetto a quelli ritenuti espressione delle migliori prassi utilizzate in passato», ha spiegato la società. La banca ha anche annunciato un accordo per un'ulteriore riduzione di organico di 470 unità mediante l'utilizzo del fondo di solidarietà di settore.


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Wall Street giù del 2%, peggiore settimana dal 2012

Written By Unknown on Sabtu, 25 Januari 2014 | 15.11

Sulla scia delle vendite che hanno colpito le piazze asiatiche ed europee, Wall Street ha archiviato una seduta in forte calo e la peggiore settimana dal 2012. L'indice Dow Jones è arretrato dell'1,96%, a quota 15.879,1, l'S&P 500 circa del 2% a 1.790,4, il Nasdaq del 2,15% a quota 4.128,2.

Complici i cali record di lira turca, rublo russo e rand sudafricano, gli indici hanno ampliato le perdite. Il Vix, l'indice cosiddetto della paura, è balzato del 25%, il maggiore rialzo giornaliero dal 15 aprile. Gli investitori si stanno liberando degli asset rischiosi puntando invece sui porti sicuri come i Treasury americani, il cui rally dei prezzi ha spinto al ribasso i rendimenti del decennale, già ieri scesi sui minimi di sette settimane.

Il titolo di stato americano considerato benchmark del settore viaggia al 2,73%. E dopo la chiusura di Wall Street l'euro è scambiato a 1,3676 dollari.

Sul fronte delle trimestrali il colosso americano per la produzione di beni di largo consumo, Procter & Gamble (ieri comunque in ascesa dell'1,5% sul listino), ha annunciato un calo degli utili nel secondo trimestre a 3,43 miliardi di dollari (1,18 dollari ad azione) dai 4,06 miliardi di un anno fa. Gli utili core per azione si sono attestati a 1,21 dollari, in calo dell'1%. Le vendite sono salite dello 0,5% a 22,28 miliardi di dollari, in linea con le attese. Invariate le previsioni sulle vendite 2014.

Le cose sono andate meglio a Microsoft in cui utili sono saliti oltre le attese nel secondo trimestre a a 6,56 miliardi di dollari (78 cent ad azione), contro i 6,38 miliardi di un anno fa e gli attesi 68 cent ad azione. Bene anche il fatturato, avanzato del 14% a 24,5 miliardi di dollari. Il titolo si è apprezzato del 2,3%. Dal gruppo hi tech nessuna novità sul nuovo ceo, per il quale sta lavorando una commissione interna di esperti.


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Societe Generale, focus sui beni di investimento

Nel 2013 la crescita del settore capital goods (beni di investimento) è stata trainata dall'espansione dei multipli borsistici, con i titoli GKN e Assa che ne hanno beneficiato di più, guadagnando rispettivamente il 58 e il 41%. Ma nel 2014, secondo gli specialisti di Societe Generale, i margini di rialzo si sono molto ridotti. Ecco tre società da comprare e altrettante da vendere.

I titoli più interessanti:

1) Legrand. Rating buy (comprare) per il gruppo che capitalizza 10,3 miliardi di euro, con prezzo obiettivo 47 euro, che considerando il rendimento della cedola implica un total return del 23%. Il titolo viene scambiato 17,3 volte gli utili 2014 e 14,9 quelli del 2015, mentre il rapporto ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di quest'anno è 11,6. Il potenziale di crescita dei margini reddituali e della ripresa del mercato finale non sono ancora scontati nelle quotazioni attuali.

2) Schneider. Giudizio positivo (comprare) anche per il gigante tedesco che capitalizza 35,9 miliardi di euro, con target price 73 euro, che considerando il rendimento della cedola implica un total return del 17%. Il processo di trasformazione che ha affrontato darà infatti esiti positivi, Il titolo viene scambiato 15 volte gli utili 2014 e 12,8 quelli del 2015, mentre il rapporto ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di quest'anno è 11,6.

3) SKF. Alla società svedese, che capitalizza 8,9 miliardi di euro, gli analisti hanno assegnato un prezzo obiettivo di 220 corone, che considerando il rendimento della cedola implica un total return del 31%. Il titolo viene scambiato 12,7 volte gli utili 2014 e 9,9 quelli del 2015, mentre il rapporto ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di quest'anno è 10.

I titoli da evitare:

1) Weir. Rating sell (vendere) per il gruppo inglese che secondo gli analisti è correttamente valutato 1.800 pence. Le ragioni del declassamento del titolo, che capitalizza 5,5 miliardi di euro, sono legate a un mix di fattori congiunturali e strutturali. Alle quotazioni attuali il titolo viene scambiato 15,4 volte gli utili 2014 e 14,8 quelli 2015, mentre il rapporto ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di quest'anno è 11,7.

2) Vallourec. Giudizio negativo anche sulla medium cap, che capitalizza 5 miliardi di euro (con target price 38 euro) perché continuerà a risentire negativamente di forti pressioni competitive. Il titolo tratta 15,5 volte gli utili 2013 e 11,5 quelli 2014, mentre il rapporto ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di quest'anno è 11.

3) Sandvik. La crescita degli utili della società, che capitalizza 12,7 miliardi di euro, è molto a rischio a causa dell'esposizione al settore minerario. Il titolo, che ha un prezzo obiettivo di 80 corone, viene scambiato 14,2 volte gli utili 2014 e 14,5 quelli 2015, mentre il rapporto ev/ebitda (valore d'impresa/reddito operativo lordo) di quest'anno è 11.


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Terza settimana di fila negativa per Tokyo

Written By Unknown on Jumat, 24 Januari 2014 | 15.11

La Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in forte ribasso. Il Nikkei, l'indice dei 225 titoli guida, ha perso l'1,94% scendendo a quota 15.391,56 punti, nuovi minimi dal 17 dicembre scorso e il maggiore calo quotidiano dal 14 gennaio, condizionato dal calo delle valute nei mercati emergenti sui timori di nuovi tagli agli stimoli Fed e dai dati deboli sulla manifattura cinese pubblicati ieri.

L'indice ha così chiuso la settimana, la terza di fila negativa, con una contrazione del 2,2%. Il Topix è sceso dell'1,8% a 1.264,60 punti. "Tutti ricordano le turbolenze dello scorso maggio quando gli investitori chiudevano le loro posizioni nei mercati emergenti sui timori del tapering della Fed", ha affermato Norihiro Fujito, strategist di Mitsubishi UFJ Morgan Stanley Securities.

Sul mercato dei cambi l'euro apre in rialzo a quota 1,37 dollari, dopo aver toccato un top a 1,3704 dollari. L'euro/yen scambia a 141,63 e il dollaro/yen a 103,42. La domanda di euro, yen e franchi svizzeri è aumentata dopo i deludenti dati di ieri del settore manifatturiero cinese.

Dopo il 50,5 di dicembre, l'indice Pmi sul settore manifatturiero cinese a gennaio si è portato a 49,6, per la prima volta da sette mesi al di sotto della soglia chiave di 50 punti a segnale di contrazione. La stima flash a cura di Hsbc ha quindi mostrato una particolare debolezza della voce nuovi ordini nella seconda economia mondiale.

La lettura preliminare di gennaio non si presenta incoraggiante per la dinamica della crescita, in un momento in cui Pechino è impegnata a contrastare l'elevato debito pubblico con interventi di politica monetaria e austerity fiscale volti a preservare il Paese da eventuali rischi finanziari.


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Germania, Fitch conferma la tripla A

Fitch ha confermato la tripla A a Germania e Lussemburgo. In entrambi i casi l'outlook resta stabile. L'agenzia di rating internazionale ritiene che la Germania stia proseguendo sulla strada della riduzione del debito pubblico. L'economia è in crescita, il bilancio è in una posizione relativamente favorevole e i tassi di interesse nominali sono bassi.

Inoltre il rapporto debito/pil ha già iniziato a scendere in Germania, a differenza di quanto succede negli altri Paesi a tripla A della zona euro, Francia, Regno Unito e Stati Uniti. In particolare, Fitch stimo un debito intorno al 79,4% del pil nel 2013, in calo rispetto all'81% del 2012.

La Germania è stato il primo Paese a contribuire ai programmi europei di salvataggio per i suoi vicini in difficoltà, ma il peso finanziario di questi piani è in calo "grazie alla migliorata governance, alla ripresa economica e alla politica della Bce", ha aggiunto l'agenzia di rating, notando infine che il nuovo governo di coalizione continua a muoversi entro i target di medio termine con un margine di sicurezza. Fitch prevede una crescita per la Germania di circa l'1,6% nel 2014 e nel 2015 rispetto allo 0,4% dell'anno scorso.


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E la banca centrale inietta anltri 120 miliardi di yuan

Written By Unknown on Kamis, 23 Januari 2014 | 15.11

La Banca centrale cinese ha immesso sui mercati monetari locali 120 miliardi di yuan, circa 14,5 miliardi di euro. allo scopo di scongiurare una possibile penuria di  liquidita' alla vigilia delle festivita' del nuovo anno cinese, in programma per fine gennaio.

L'iniezione di  liquidità è avvenuta tramite normali operazioni di mercato spiega in una nota la Banca Popolare della  Cina.

Già martedi' scorso la banca aveva iniettato liquidita' per  255 miliardi di yuan.


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Ftse Mib in rosso, Carige sotto pressione

Partenza in rosso per gli indici europei dopo le anticipazioni sul Pmi cinese di gennaio. Dopo il 50,5 di dicembre, l'indice Pmi sul settore manifatturiero cinese di gennaio si è portato a 49,6, per la prima volta da sette mesi al di sotto della soglia chiave di 50 punti a segnale di contrazione.

Lo rileva la stima flash a cura di Hsbc, che mostra una particolare debolezza della voce nuovi ordini della seconda economia mondiale. In arrivo oggi le stesse indagini congiunturali, sempre a livello di stima flash, da Francia, Germania e zona euro, mentre i mercati finanziari scommettono per questi ultimi un nuovo leggero progresso a gennaio. Per l'indagine flash a cura di Markit sull'intera zona euro, la media delle attese degli economisti scommette su 52,4 da 52,1 di dicembre nel caso dell'indice composito, 53,0 da 52,7 per il manifatturiero e 51,4 da 51,0 per il terziario.

Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti sale a 208 punti, in rialzo rispetto ai 207 punti della chiusura di ieri, per un tasso del 3,83%. Il differenziale Bonos/Bund è a 198 punti per un tasso del 3,74%. Oggi il Tesoro annuncia i quantitativi di Ctz e Btpei in asta il prossimo 28 gennaio.

A Piazza affari, dove il Ftse Mib cala dello 0,11% a 19,936 punti, è da monitorare Fiat (+0,27% a 7,44 euro) perché secondo Bloomberg l'ad, Sergio Marchionne, proporrà al cda del 29 gennaio, che esaminerà i conti del quarto trimestre 2013 (dovrebbe registrare un trading profit superiore al miliardo di euro secondo il consenso degli analisti pubblicato sul sito del gruppo), di stabilire la sede fiscale del gruppo Fiat-Chrysler in Gran Bretagna, seguendo il modello Cnh Industrial.

Per la quotazione la scelta ricadrebbe su Wall Street come mercato principale e su Piazza Affari come mercato secondario. In attesa, stamani Exane Bnp Paribas ha confermato la raccomandazione underperform sul titolo Fiat, pur alzando il target price da 4 a 4,4 euro. Tra le banche, Mps flette dello 0,28% a 0,1809 euro. ieri il presidente dell'Abi Antonio Patuelli ha detto di avere aspettative positive riguardo all'operazione di rafforzamento patrimoniale della banca.

Per il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, l'aumento di capitale da tre miliardi andrà in porto con una "soluzione adeguata". Gian Maria Gros-Pietro, presidente del cdg di Intesa Sanpaolo, ritiene che per Mps non ci sia la necessità di un intervento delle fondazioni mentre la strada percorribile è quella di un ingresso di investitori istituzionali, come agognato dalla stessa banca.

E se Bpm (+0,27% a 0,48 euro) ha incaricato Banca Akros, Bnp Paribas, Goldman Sachs, Nomura e Rbs di gestire l'emissione di un bond senior unsecured, la Consob ha trasmesso a Banca Carige (-2,25% a 0,4307 euro) il 13 gennaio scorso la delibera di accertamento della non conformità del bilancio consolidato e d'esercizio 2012 e di quello consolidato semestrale al 30 giugno 2013.

L'istituto ligure non condivide il giudizio della Consob di non conformità e si riserva l'impugnazione del provvedimento, affermando, inoltre, che l'eventuale rettifica delle poste di bilancio ritenute non conformi non produce alcun effetto monetario e non incide sul patrimonio di vigilanza né sul patrimonio tangibile. Banca Carige ha anche precisato che con il resoconto intermedio al 30 settembre 2013 gli impairment effettuati assorbono gli effetti derivanti dalle rettifiche richieste da Consob.

Nel mirino di Consob è finito anche l'utilizzo di un arco temporale di dieci anni per la valutazione della redditività delle unit Banca Carige Italia e Banca del Monte di Lucca, non conforme allo Ias 36 perché "non sarebbe dimostrata la capacità dell'emittente di prevedere accuratamente flussi finanziari per un periodo superiore a cinque anni" e la valutazione della partecipazione in Banca d'Italia iscritta pro quota del patrimonio netto e non al costo.


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Piazza Affari prova a consolidare

Written By Unknown on Rabu, 22 Januari 2014 | 15.11

Partenza vista poco sopra la parità per le piazze europee, che dovrebbero consolidare sui livelli della vigilia. "Mi aspetto un'apertura leggermente positiva, intorno al +0,2/0,3%, per le Borse europee", afferma un gestore. "Per il nostro indice mi attendo un avvio in area 20.080 punti", precisa l'esperto. Il Ftse Mib ieri ha chiuso con un +0,11% a 19.995 punti.

"Piuttosto stabile lo spread, che in queste settimane non costituisce comunque elemento di particolare interesse per gli operatori. Il differenziale sul decennale Btp/Bund è a 207 punti base, con un rendimento del 3,82%", aggiunge il money manager.

Attenzione ai bancari. Da seguire Mps, alla luce delle ipotesi di stampa secondo cui Palladio potrebbe essere coinvolta in un'eventuale operazione di sistema per la quota della Fondazione, che avrebbe come capofila la Fondazione Cariplo e alcuni investitori istituzionali. La finanziaria veneta potrebbe altrimenti rientrare nell'ambito di una sistemazione delle quote tra vari investitori istituzionali insieme alla Fondazione Mps, che resterebbe al 4-5%. Proprio il numero uno della Fondazione senese, Antonella Mansi, in un'intervista ha sottolineato la preferenza per un socio strategico per Mps. Mansi ha ribadito di non aver ricevuto proposte specifiche dal mondo delle Fondazioni per la quota detenuta nella banca.

Focus poi su Bpm, con il presidente del Consiglio di Sorveglianza Pietro Giarda che in un'intervista ha parlato di "qualche intervento sulla governance e sullo statuto".

Tra gli industriali, sempre da monitorare Finmeccanica dopo il +3,51% di ieri in scia alle parole dell'ad Alessandro Pansa sulle cessioni e Fiat, alla vigilia in progresso dell'1,77% a 7,455 euro. Oggi Banca Imi ha alzato il prezzo obiettivo da 7,9 a 8,8 euro sul titolo del Lingotto, confermando la raccomandazione buy.

Hsbc ha invece incrementato il prezzo obiettivo su Enel da 3,9 a 4 euro, con rating overweight. Infine, ancora da monitorare Salini Impregilo, con la stampa che parla di uno spiraglio che si e' aperto nella contesa del canale di Panama.


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Piazza Affari positiva, Unicredit premiata

I mercati europei partono in lieve rialzo nel giorno in cui prende il via il vertice annuale del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, che si protrarrà fino a sabato. Per i leader politici ed economici mondiali la sfida è dare slancio alla ripresa globale: una ripresa i cui primi segnali sono evidenti dagli Stati Uniti all'Europa, ma al momento fragile e su cui gravano ancora incognite pesanti prima fra tutte quella degli eventuali contraccolpi della progressiva eliminazione dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve.

Lo spread Btp/Bund, ieri risalito in chiusura a 209 punti base, sui massimi da circa una settimana, oggi scambia sullo stesso livello mentre il rendimento sul 10 anni italiano non si allontana troppo dalla soglia del 3,80% (3,83%). Il Tesoro spagnolo si prepara a collocare un nuovo titolo di Stato decennale via sindacato.

Madrid ha già affidato a un pool di banche il mandato per il lancio del bond che avrà scadenza 30 aprile 2024, da realizzarsi a breve in base alle condizioni di mercato. Intanto oggi sul primario arriva la Germania che offre in asta 4 miliardi di Schatz dicembre 2015, cedola zero. Nella precedente asta, di dicembre, il titolo fu collocato allo 0,21%.

A Piazza Affari, dove il Ftse Mib sale dello 0,60% a 20.116 punti, sono da monitorare le banche dopo che Standard & Poor's ha detto che quelle italiane avranno bisogno di accantonare tra 32 e 42 miliardi aggiuntivi da giugno 2013 a fine 2014, per ovviare al crescente peso delle sofferenze e che restano ancora vulnerabili alle potenziali pressioni derivanti dal merito di credito sovrano dell'Italia. I dati Abi mostrano che oltre un milione e 205.000 clienti che hanno un credito dalla banca sono classificati in sofferenza e di questi poco più di un milione fatica a restituire un prestito inferiore a 125.000 euro

Unicredit si apprezza dello 0,59% a 5,99 euro dopo che stamani Morgan Stanley ha alzato il target price da 7 a 7,6 euro, confermando il giudizio overweight, e Barclays da 4,5 a 6 euro (equalweight). Barclays è intervenuta anche su Intesa Sanpaolo (+2,10% a 1,99 euro) alzando il rating da underweight a equalweight e il target price da 1,3 a 2,1 euro.

Ieri Unicredit ha ceduto a due fondi gestiti da Mariner Investment Group titoli junior credit linked relativi a un portafoglio di prestiti in project finance erogati in Italia del valore di 910 milioni di euro. L'ad, Federico Ghizzoni, ha detto di vedere un crescente e graduale interesse da parte degli investitori a rilevare portafogli di crediti in Italia anche se nel brevissimo non vede operazioni per importi rilevanti.

Ghizzoni si è anche soffermato sulla qualità del credito della banca sostenendo che quelli problematici sono in fase di rallentamento da mesi e prevedendo che per la metà dell'anno il flusso si stabilizzi. Infine l'ad ha confermato che il target 2014 per quanto riguarda gli impieghi è superiore al 2013.


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La Cina rallenta, Piazza Affari storna

Written By Unknown on Senin, 20 Januari 2014 | 15.11

Le borse europee aprono la seduta in leggera flessione, dopo le perdite di Wall Street e delle piazze asiatiche, a causa del rallentamento della crescita economica in Cina. Gli scambi si preannunciano contenuti nel giorno in cui negli Usa i mercati restano chiusi per la festività del Martin Luther KingDay.

Il pil cinese è cresciuto del 7,7% annuo nel quarto trimestre 2013, leggermente più di quanto atteso (+7,6%) ma meno del 7,8% del terzo trimestre sulla scia di una crescita più lenta degli investimenti. Su base congiunturale il quarto trimestre ha mostrato una crescita dell'1,8% contro il 2,2% dei tre mesi precedenti (le stime indicavano un +2%). Sull'intero 2013 la crescita del Paese è stata pari al 7,7%, uguale a quella del 2012.

Inoltre la produzione industriale cinese a dicembre ha segnato una crescita del 9,7% annuo, leggermente inferiore alle attese (+9,8%) e al + 10% di dicembre. Lieve frenata anche per le vendite al dettaglio: +13,6% annuo sempre a dicembre, dal 13,7% del mese precedente.

Lo spread tra Btp e Bund decennali riparte stamani da 205 punti base (tasso del 3,80%). A Piazza Affari, dove il Ftse Mib storna dello 0,21% a 19.926 punti, sono da monitorare le banche sia perché Banca d'Italia registra un qualche segnale di ritorno di interesse di capitali esteri sulle banche italiane che, in un contesto di recessione, prestano sempre meno denaro a imprese e famiglie, mentre sembra frenare il peggioramento della qualità del credito.

Sia perché la Bce ha chiesto alle banche che saranno sottoposte alla revisione della qualità degli attivi di inviare entro tre settimane informazioni dettagliate sui book di trading e sui modelli di rischio utilizzati. Secondo quanto riferito da alcune fonti, Francoforte avrebbe inviato i questionari alle autorità nazionali lo scorso 13 gennaio e attende le risposte entro il 31 del mese. A quanto pare la richiesta improvvisa della Bce avrebbe creato malumori tra le banche, chiamate a presentare i dati e la documentazione in tempi giudicati troppo stretti.

Sul listino milanese Unicredit segna un -0,42% a 5,92 euro e Intesa Sanpaolo un -0,51% a 1,94 euro. E se Mps passa di mano a quota 0,1869 euro (-0,32%), la Popolare di Milano arretra dello 0,56% a 0,53 euro. Come nelle attese, il consiglio di sorveglianza ha stabilito che Giuseppe Castagna sarà il consigliere delegato dell'istituto e Mario Anolli presidente del consiglio di gestione.

E' invece atteso oggi il closing dell'operazione Chrysler. L'ad di Fiat (-0,40% a 7,41 euro), Sergio Marchionne, ha detto che l'obiettivo per la Jeep è di vendere 1 milione di veicoli nel 2014 (+37%). Finmeccanica (-0,08% a 6,36 euro) ha completato la riapertura del bond gennaio 2021 per l'importo di 250 milioni di euro, al rendimento finale di 300 punti base sopra il tasso midswap.

Mentre il governo italiano e l'Unione europea sono al lavoro con le proprie diplomazie per scongiurare lo stop al cantiere per l'ampliamento del canale di Panama. Il consorzio del progetto panamense, di cui fa parte il gruppo Salini Impregilo (-0,29% a 4,82 euro), ha detto che non interromperà immediatamente i lavori, come minacciato, ma non esclude di farlo più avanti.

Attenzione anche a Eni (-0,06% a 17,22 euro), per i nuovi disordini in Libia e perché la Repubblica del Congo vede un piccolo incremento di produzione quest'anno, e a Maire Tecnimont, in rialzo contro corrente del +2,36% a 1,86 euro dopo aver firmato degli accordi per due impianti di fertilizzanti in Russia per un valore complessivo delle attività di ingegneria di circa 30 milioni di euro.


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Aumento di capitale da 3 mld per Peugeot

Il consiglio di sorveglianza di Psa Peugeot-Citroen ha approvato i termini preliminari di un possibile aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Obiettivo: modificare la compagine azionaria con l'ingresso come nuovi soci di riferimento del partner cinese Dongfeng Motor Co. e dello Stato francese.

Lo ha rivelato una fonte informata dei fatti, aggiungendo che, dopo una riunione di cinque ore conclusa nella tarda serata di ieri, i membri del consiglio ha assegnato all'amministratore delegato, Philippe Varin, il mandato per avviare colloqui formali con Dongfeng e il governo francese sull'operazione di ricapitalizzazione. L'obiettivo della ricapitalizzazione è reperire le risorse necessarie alla società, in grandi difficoltà finanziarie, per sostenere gli investimenti industriali, commerciali e in Ricerca & Sviluppo e quindi garantirne il futuro e rafforzarne la presenza nei mercati esteri.
     
Lo scenario di riferimento prevede che Dongfeng Motor e lo Stato francese sottoscrivano tra il 30% e il 50% dell'aumento di capitale, hanno aggiunto le fonti, sottolineando che la famiglia Peugeot, finora maggior azionista del gruppo automobilistico con il 25,4% del capitale, dovrebbe impegnare tra 80 e 120 milioni di euro per partecipare alla ricapitalizzazione ed evitare un'eccessiva diluizione della partecipazione. La restante parte della ricapitalizzazione sarà destinata al mercato.   

Una volta completata l'operazione, Dongfeng, lo Stato francese e la famiglia Peugeot dovrebbe detenere partecipazioni di analogo ammontare nel capitale della casa automobilistica, anche se ora l'avvio formale delle trattative dovrà portare a un accordo che stabilisca i termini della ricapitalizzazione e soprattutto l'ammontare degli impegni delle parti in causa.

A tal proposito, secondo quanto trapelato, alcuni membri della famiglia Peugeot e in particolare il presidente del consiglio di sorveglianza, Thierry Peugeot, vorrebbero evitare di fare affidamento su Dongfeng e sul governo transalpino privilegiando il ricorso al mercato per raccogliere interamente i 3 miliardi di euro previsti. Tuttavia molti dirigenti e membri del consiglio hanno espresso il timore che gli investitori, nonostante il recente rally dei mercati azionari, non possano digerire agevolmente un aumento di capitale di tali dimensioni effettuato da un gruppo in perdita da diversi trimestri.


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Citi, tre titoli assicurativi da comprare e tre da vendere

Written By Unknown on Minggu, 19 Januari 2014 | 15.12

Lo scenario e le valutazioni del settore assicurativo europeo sono ancora attraenti, ma dopo due anni di performance superiore al benchmack è il momento di fare una scelta attenta dei titoli su cui puntare. Ecco secondo gli analisti della banca d'affari americana tre titoli da comprare e altrettanti da vendere.

I titoli più interessanti:

1) Aviva. La compagnia inglese, che capitalizza 16,5 miliardi di euro, merita un prezzo obiettivo di 525 pence, che implica un potenziale di rialzo del 9,6%. Sommato al rendimento della cedola (dividend yield), porta a un total return del 12,9%. La società ha recuperato fortemente nel 2013 dopo il taglio dei dividendi e il nuovo management ha già fatto rapidi progressi per controllare la leva finanziaria, ricostruire la situazione patrimoniale e migliorare la capacità di gestire il cash. Il titolo viene scambiato con un p/e 2014 intorno a nove, che è in linea con i concorrenti (ramo vita e danni). Tuttavia il gruppo ha spazi per ulteriori progressi, conseguenti alla ristrutturazione nel 2014/15, che sarà focalizzata sui precedenti obiettivi. Gli analisti si aspettano che nel lungo termine sia dato maggiore peso al migliorando l'efficienza operativa (compresi nuovi tagli dei costi ) e all'investimento del capitale in aree di crescita.

2) AXA. Il gigante francese (48,8 miliardi di euro di capitalizzazione) è uno dei più attraenti del settore, grazie al margine di rialzo del 20% circa (rispetto al target price di 24 euro) a cui si aggiunge un dividend yield del 4,3%. Sebbene abbia realizzato una buona performance nel 2013, gli esperti ritengono che il titolo sia ancora poco caro, visto che tratta otto volte gli utili attesi a fine anno. Nel 2014/15 la compagnia potrebbe inoltre sorprendere positivamente gli investitori, grazie a) al taglio costi e al miglioramento della redditività, con risultati più rapidi di quanto il mercato si aspetti, b) alla leva gestionale positiva nel business vita, in conseguenza dell'aumento della raccolta, del controllo delle spese e della ripresa degli Stati Uniti, c) ai segnali di crescita nei nuovi business.

3) Delta Lloyd. Il driver principale del titolo fa riferimento alla capacità della compagnia (3,6 miliardi di euro di capitalizzazione) di raggiungere il suo IGD solvency target del 200% prima della fine dell'anno, supportando il pagamento cash dei dividendi. Una prospettiva che dovrebbe avverarsi prima di quanto gli investitori si aspettino, soprattutto con la vendita della banca belga, che potrebbe aumentare il rapporto IGD (che era 183% nell'ottobre 2013) da 5-15 punti percentuali, a seconda del prezzo raggiunto. Rispetto alla quotazione attuale, il potenziale di rialzo è del 10,5% (target price 21 euro), a cui si aggiunge un rendimento della cedola del 5,8%.

I titoli da evitare:

1) Admiral. Il gruppo inglese, che capitalizza 4,4 miliardi di euro, è correttamente valutato secondo gli analisti a 1256 pence,  inferiore alla quotazione attuale (1.404 pence). Il titolo offre un alto dividend yield (7,2%) ma i rischi di ulteriore ribasso del prezzo sono elevati. Admiral viene infatti scambiato con un p/e di 14, oltre la media dei concorrenti del ramo danni (p/e intorno a 11), sebbene registri un aumento degli utili inferiore (4% nel 2012-2015). La compagnia soffre del fatto di essere una grande ed efficiente player nel mercato britannico dell'rca. E' infatti difficile ipotizzare un significativo potenziale di crescita nel Regno Unito, anche quando le condizioni miglioreranno. Infine il payout del 95% implica una bassa flessibilità ad assorbire ogni delusione sul fronte degli utili.

2) Generali. Il Leone di Trieste, che capitalizza 27,1 miliardi di euro, merita un prezzo di 15,3 euro contro una quotazione recente intorno a 17. Il gruppo sta attraversando un'importante trasformazione strategica grazie al nuovo management, che mira a ricostruire il capitale, migliorare il flusso di cassa, ridurre significativamente i costi e far crescere gli utili. Tuttavia, gli esperti ritengono che il titolo sia semplicemente troppo costoso rispetto ai concorrenti, visto che in termini di p/e è sopravvalutato del 20%, a fronte di una valutazione rischio-rendimento poco attraente . Generali potrà raggiungere i suoi obiettivi di redditività, capitale e cash flow, ma questi progressi sono già riflessi nelle stime di consensus.

3) Standard Life. Il target price del gruppo inglese, che capitalizza 10,6 miliardi di euro, è 360 pence, inferiore alle quotazioni recenti (384,5 pence). Il titolo tratta infatti con un p/e di 14, che è superiore ai concorrenti del ramo vita nel Regno Unito e al  settore assicurativo nel suo complesso. Il premio sarebbe giustificato se i tassi di crescita nell'asset management e nel platform business si mantenessero elevati come nel passato, ma secondo gli esperti ci sono rischi di ribasso, a causa della crescente competizione nel Regno Unito. Infine Standard Life offre un rendimento del free cash flow relativamente poco attraente (4% nel 2014).


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A Wall Street indici contrastati, Ups lancia profit warning

Gli indici azionari statunitensi hanno chiuso contrastati, con il Dow Jones in ascesa dello 0,25%, lo S&P 500 e il Nasdaq invece giù dello 0,4% e dello 0,5%. Gli investitori sono concentrati soprattutto sulla pubblicazione delle trimestrali delle società americane. Ups ha lanciato un profit warning nel quarto trimestre e Intel ha incrementato i cali nel pre-mercato dopo la pubblicazione dell'outlook del primo trimestre, giudicato debole dagli analisti.

Confusi anche i dati macroeconomici sul settore immobiliare: i i nuovi cantieri residenziali sono stati leggermente migliori delle previsioni e i permessi per nuove costruzioni peggiori del consenso.

Tra gli altri dati macro, l'indice preliminare della fiducia dei consumatori statunitensi elaborato dall'Università del Michigan a gennaio è sceso a 80,4 dagli 82,5 punti di dicembre (83,2 punti il consenso). Il rendimento sul Treasury a dieci anni è sceso al 2,837% dal 2,843% di ieri sera.

Lunedì negli Stati Uniti si festeggia il Martin Luther King Day e i mercati saranno chiusi. Tra i conti societari delle imprese Usa, General Electric ha riportato un utile netto del quarto trimestre a 4,2 miliardi di dollari (eps di periodo di 0,41 dollari) a fronte di ricavi pari a 40,4 miliardi.


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A Wall Street indici contrastati, Ups lancia profit warning

Written By Unknown on Sabtu, 18 Januari 2014 | 15.11

Gli indici azionari statunitensi hanno chiuso contrastati, con il Dow Jones in ascesa dello 0,25%, lo S&P 500 e il Nasdaq invece giù dello 0,4% e dello 0,5%. Gli investitori sono concentrati soprattutto sulla pubblicazione delle trimestrali delle società americane. Ups ha lanciato un profit warning nel quarto trimestre e Intel ha incrementato i cali nel pre-mercato dopo la pubblicazione dell'outlook del primo trimestre, giudicato debole dagli analisti.

Confusi anche i dati macroeconomici sul settore immobiliare: i i nuovi cantieri residenziali sono stati leggermente migliori delle previsioni e i permessi per nuove costruzioni peggiori del consenso.

Tra gli altri dati macro, l'indice preliminare della fiducia dei consumatori statunitensi elaborato dall'Università del Michigan a gennaio è sceso a 80,4 dagli 82,5 punti di dicembre (83,2 punti il consenso). Il rendimento sul Treasury a dieci anni è sceso al 2,837% dal 2,843% di ieri sera.

Lunedì negli Stati Uniti si festeggia il Martin Luther King Day e i mercati saranno chiusi. Tra i conti societari delle imprese Usa, General Electric ha riportato un utile netto del quarto trimestre a 4,2 miliardi di dollari (eps di periodo di 0,41 dollari) a fronte di ricavi pari a 40,4 miliardi.


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Citi, tre titoli assicurativi da comprare e tre da vendere

Lo scenario e le valutazioni del settore assicurativo europeo sono ancora attraenti, ma dopo due anni di performance superiore al benchmack è il momento di fare una scelta attenta dei titoli su cui puntare. Ecco secondo gli analisti della banca d'affari americana tre titoli da comprare e altrettanti da vendere.

I titoli più interessanti:

1) Aviva. La compagnia inglese, che capitalizza 16,5 miliardi di euro, merita un prezzo obiettivo di 525 pence, che implica un potenziale di rialzo del 9,6%. Sommato al rendimento della cedola (dividend yield), porta a un total return del 12,9%. La società ha recuperato fortemente nel 2013 dopo il taglio dei dividendi e il nuovo management ha già fatto rapidi progressi per controllare la leva finanziaria, ricostruire la situazione patrimoniale e migliorare la capacità di gestire il cash. Il titolo viene scambiato con un p/e 2014 intorno a nove, che è in linea con i concorrenti (ramo vita e danni). Tuttavia il gruppo ha spazi per ulteriori progressi, conseguenti alla ristrutturazione nel 2014/15, che sarà focalizzata sui precedenti obiettivi. Gli analisti si aspettano che nel lungo termine sia dato maggiore peso al migliorando l'efficienza operativa (compresi nuovi tagli dei costi ) e all'investimento del capitale in aree di crescita.

2) AXA. Il gigante francese (48,8 miliardi di euro di capitalizzazione) è uno dei più attraenti del settore, grazie al margine di rialzo del 20% circa (rispetto al target price di 24 euro) a cui si aggiunge un dividend yield del 4,3%. Sebbene abbia realizzato una buona performance nel 2013, gli esperti ritengono che il titolo sia ancora poco caro, visto che tratta otto volte gli utili attesi a fine anno. Nel 2014/15 la compagnia potrebbe inoltre sorprendere positivamente gli investitori, grazie a) al taglio costi e al miglioramento della redditività, con risultati più rapidi di quanto il mercato si aspetti, b) alla leva gestionale positiva nel business vita, in conseguenza dell'aumento della raccolta, del controllo delle spese e della ripresa degli Stati Uniti, c) ai segnali di crescita nei nuovi business.

3) Delta Lloyd. Il driver principale del titolo fa riferimento alla capacità della compagnia (3,6 miliardi di euro di capitalizzazione) di raggiungere il suo IGD solvency target del 200% prima della fine dell'anno, supportando il pagamento cash dei dividendi. Una prospettiva che dovrebbe avverarsi prima di quanto gli investitori si aspettino, soprattutto con la vendita della banca belga, che potrebbe aumentare il rapporto IGD (che era 183% nell'ottobre 2013) da 5-15 punti percentuali, a seconda del prezzo raggiunto. Rispetto alla quotazione attuale, il potenziale di rialzo è del 10,5% (target price 21 euro), a cui si aggiunge un rendimento della cedola del 5,8%.

I titoli da evitare:

1) Admiral. Il gruppo inglese, che capitalizza 4,4 miliardi di euro, è correttamente valutato secondo gli analisti a 1256 pence,  inferiore alla quotazione attuale (1.404 pence). Il titolo offre un alto dividend yield (7,2%) ma i rischi di ulteriore ribasso del prezzo sono elevati. Admiral viene infatti scambiato con un p/e di 14, oltre la media dei concorrenti del ramo danni (p/e intorno a 11), sebbene registri un aumento degli utili inferiore (4% nel 2012-2015). La compagnia soffre del fatto di essere una grande ed efficiente player nel mercato britannico dell'rca. E' infatti difficile ipotizzare un significativo potenziale di crescita nel Regno Unito, anche quando le condizioni miglioreranno. Infine il payout del 95% implica una bassa flessibilità ad assorbire ogni delusione sul fronte degli utili.

2) Generali. Il Leone di Trieste, che capitalizza 27,1 miliardi di euro, merita un prezzo di 15,3 euro contro una quotazione recente intorno a 17. Il gruppo sta attraversando un'importante trasformazione strategica grazie al nuovo management, che mira a ricostruire il capitale, migliorare il flusso di cassa, ridurre significativamente i costi e far crescere gli utili. Tuttavia, gli esperti ritengono che il titolo sia semplicemente troppo costoso rispetto ai concorrenti, visto che in termini di p/e è sopravvalutato del 20%, a fronte di una valutazione rischio-rendimento poco attraente . Generali potrà raggiungere i suoi obiettivi di redditività, capitale e cash flow, ma questi progressi sono già riflessi nelle stime di consensus.

3) Standard Life. Il target price del gruppo inglese, che capitalizza 10,6 miliardi di euro, è 360 pence, inferiore alle quotazioni recenti (384,5 pence). Il titolo tratta infatti con un p/e di 14, che è superiore ai concorrenti del ramo vita nel Regno Unito e al  settore assicurativo nel suo complesso. Il premio sarebbe giustificato se i tassi di crescita nell'asset management e nel platform business si mantenessero elevati come nel passato, ma secondo gli esperti ci sono rischi di ribasso, a causa della crescente competizione nel Regno Unito. Infine Standard Life offre un rendimento del free cash flow relativamente poco attraente (4% nel 2014).


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Il Ftse Mib sale, nessuna sorpresa da cda Telecom

Written By Unknown on Jumat, 17 Januari 2014 | 15.11

Le borse europee salgono leggermente anche se restano vulnerabili ai sell-off dopo la diffusione dei risultati delle società americane. Dopo i risultati deludenti di alcuni big Usa tra cui Intel, Goldman Sachse Citigroup, oggi l'attenzione degli investitori va ai conti di General Electric e Morgan Stanley e ancora ai dati macro Usa su nuovi cantieri e produzione industriale oltre che al sondaggio dell'Università del Michigan sulla fiducia dei consumatori.

In Italia, mentre sale la tensione tra Letta e Renzi che ieri, durante la direzione Pd, ha continuato a incalzare il governo a tutto campo, parlando di "dieci mesi di fallimenti" e spingendo per un'accelerazione sul tema della legge elettorale, lo spread Btp/Bund scende a 205 punti base, con un tasso al 3,82%.

Sul listino milanese (+0,29% a 19.932 punti il Ftse Mib) Telecom Italia segna un +0,18% a 0,8445 euro. Il gruppo tlc al termine del cda di ieri ha decisio di nominare un comitato ad hoc per valutare un'eventuale offerta sulla controllata brasiliana Tim Brasil, in linea con la procedura con parti correlate.

Il consigliere di amministrazione, Tarak Ben Ammar, all'uscita dal consiglio di amministrazione ha detto che la valutazione della controllata brasiliana fatta dall'azionista di minoranza Marco Fossati, a 30 miliardi di euro, non è considerata realistica e comunque, al momento, su Tim Brasil non c'è "nessuna offerta, nessuna proposta".

Sulla governance, che Fossati ha chiesto di cambiare per dare maggiore rappresentanza alle minoranze in consiglio, Ben Ammar ha detto che non ci saranno modifiche e che il rinnovo del consiglio, previsto in primavera, verrà fatto con le vecchie regole che garantiscono alla lista di maggioranza i quattro quinti dei consiglieri.

Se venisse applicata la procedura con parti correlate nell'eventuale cessione di Tim Brasil, la decisione potrebbe, in ultima istanza, essere presa dall'assemblea senza il voto dei correlati. L'ad, Marco Patuano, in un'intervista ha ripreso i temi annunciati ieri. Ha dteto che Telecom Italia ha i soldi necessari per gli investimenti sulla rete.


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Slovenia, S&P conferma rating A-/A-2

Slovenia, S&P conferma rating A-/A-2 - Milano Finanza

MF Online

Slovenia, S&P conferma rating A-/A-2




Standard & Poor's ha lasciato invariati i rating della Slovenia a lungo e breve termine a A-/A-2 con outlook stabile. S&P ha spiegato che il giudizio riflette il fatto che la Slovenia è un'economia aperta erelativamente ricca.




 
 



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Beni Stabili pronta al lancio di bond

Written By Unknown on Selasa, 14 Januari 2014 | 15.11

Il Cda di B.Stabili ha delegato l'ad della societa' per deliberare l'emissione di obbligazioni senior non garantite a tasso fisso fino ad un ammontare massimo di 350 milioni di euro, con un valore nominale minimo di 100.000 euro e successivi multipli interi di 1.000 euro.

Il ricavato, spiega una nota, sarà finalizzato al rifinanziamento del debito in essere e per il perseguimento degli obiettivi societari generali.

Inoltre le obbligazioni saranno rivolte unicamente a investitori qualificati e saranno quotate nel listino ufficiale e ammesse a negoziazione sul mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo.

Credit Agricole Corporate and Investment Bank, Jp Morgan Securities plc, Mediobanca e Unicredit agiranno in qualita' di joint bookrunner.


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Piazza Affari scivola, test importante per Mps

Piazza Affari e le altre borse europee scendono sulla scia di Tokyo. Al centro del dibattito politico in Italia dettato dal segretario del Pd Renzi, che ieri ha incontrato Napolitano al Quirinale, restano oltre al tema della legge elettorale quello del mercato del lavoro. Rimane sul piatto anche l'ipotesi di un rimpasto di governo.

Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi riparte dai 209 punti di ieri. Il rendimento si attesta al 3,90% e resta prossimo a minimi da otto mesi. Il differenziale Bonos/Bund segna 204 punti per un tasso del 3,85%. Con la riapertura odierna dei Btp a 3, 7 e 15 anni in asta ieri si chiude la tornata di collocamenti di metà gennaio, che ha visto finora il Tesoro italiano collocare 17,5 miliardidi euro di carta, tra breve e lungo.

Per la riapertura di oggi pomeriggio l'offerta supplementare sarà di 1,2 miliardi di euro per il nuovo Btp triennale dicembre 2016, di 375 milioni per il Btp maggio 2021 e di 262,5 milioni per il gennaio 2014. A Piazza Affari, dove il Ftse Mib cede l'1,08% a 19.484 punti, Mps arretra dell'1,43% a 0,1787 euro. I vertici della banca non dovrebbero dimettersi in occasione del consiglio di amministrazione di oggi nonostante siano stati forzati dal voto della Fondazione azionista a far slittare l'aumento di capitale da 3 miliardi necessario per evitare la nazionalizzazione.

Il presidente, Alessandro Profumo, e l'ad, Fabrizio Viola, avevano minacciato di lasciare la guida della terza banca italiana dopo che la loro proposta di lanciare l'aumento a gennaio era stata bocciata dall'assemblea degli azionisti a fine anno. Il cda odierno è il primo dall'assemblea che ha rinviato a metà maggio l'operazione con cui la banca intende ripagare parte dei 4,1 miliardi di euro ricevuti dal Tesoro ed evitare così la nazionalizzazione.

Intanto la Fondazione, che ha il 33,5% della banca senese e deve vendere queste azioni per ripagare il debito da 339 milioni con le banche creditrici, lavora per trovare compratori. Starebbe discutendo con altre Fondazioni (Cariplo in testa), come più volte emerso in queste settimane, oltre che con fondi di private equity e fondi hedge, inclusi Blackstone ed Elliott Management Corp.

Ma secondo fonti di stampa l'ente presieduto da Antonella Mansi avrebbe anche cominciato a collocare in borsa piccoli pacchetti di azioni, così da alleggerirsi.


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Si avvicina il ritorno al dividendo per GM

Written By Unknown on Senin, 13 Januari 2014 | 15.11

General Motors è "più vicina che mai" al ripristino della distribuzione dei dividendi. Lo ha affermato ieri il direttore finanziario Dan Ammann.

La casa automobilistica di Detroit ha pagato per l'ultima volta un dividendo ai possessori di azioni ordinarie nel maggio del 2008, poco prima di presentare l'istanza di fallimento e accedere all'amministrazione controllata prevista  dalle norme del Chapter 11.

Ammann ha inoltre fornito un quadro positivo sull'economia europea. "Ha toccato il fondo, ma io sono sicuro che ora saliremo rapidamente. Vedremo come evolverà l'anno", ha affermato il direttore finanziario.


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Piazza Affari sale, Telecom sotto i riflettori

Le borse europee aprono la settimana in leggero rialzo, vicine ai massimi da 5 anni e mezzo, in una seduta dove è probabile che dominerà la cautela dopo i deboli dati sull'occupazione Usa. I datori di lavoro americani hanno infatti registrato lo scorso mese il minimo di assunzioni da circa tre anni, secondo i dati diffusi venerdì. La notizia ha innescato quello stesso giorno un rally in borsa sulla scommessa che la stretta al pacchetto di stimoli economici della Fed sarà posticipata.

Gli investitori terranno d'occhio i risultati del quarto trimestre, in particolare quelli attesi in settimana delle grandi banche americane: JP Morgan Chase & Co., Citigroup e Goldman Sachs. Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti si allarga a 207 punti, dopo aver chiuso a 206 punti venerdì scorso. Il rendimento si attesta al 3,92%. Il differenziale Bonos/Bund segna 197 punti per un tasso del 3,82%.

Oggi il Tesoro italiano propone la scadenza a sette anni, che ha debuttato l'anno scorso via sindacato. Oltre al maggio 2021, di cui saranno posti in asta fra 2 e 2,5 miliardi, saranno offerti anche 3,5-4 miliardi del nuovo Btp a tre anni dicembre 2016, che sul grey market in chiusura viaggiava in area 1,57%, e 1,25-1,75 miliardi del Btp 15 anni settembre 2028, per un importo complessivo compreso tra 6,75 e 8,25 miliardi.

A Piazza Affari il Ftse Mib sale dello 0,51% a 19.669 punti grazie anche a Telecom Italia (+0,49% a 0,81 75 euro) che beneficia della notizia che il fondo Blackrock ha arrotondato la sua partecipazione nell'operatore telefonico salendo al 9,4%, una quota che raggiunge circa il 10,2% del capitale ordinario se si considera il convertendo. La comunicazione è stata inviata alla Sec.

Intanto la Consob ha deciso di aprire un'inchiesta sul ruolo dei grandi fondi Usa nell'ultima assemblea di Telecom Italia, convocata a metà dicembre per esprimersi sulla richiesta della Findim di Marco Fossati di revocare il cda. La Consob vuole accertare se Blackrock, insieme ad altri 4 fondi, abbia violato o aggirato le regole spacchettando i propri diritti di voto in modo da sostenere la difesa di Telco e di Telefonica.

In un'intervista di sabato Fossati ha chiesto che Telecom Italia cambi anche la governance. "E deve farlo subito, prendendo atto che gli equilibri sono mutati e che serve un assetto diverso, più aperto e rivolto al mercato", ha detto. Invece Fiat segna un +0,37% a 6,73 euro dopo che Standard & Poor's ha confermato i rating di lungo e breve termine del gruppo rispettivamente a BB- e a B con outlook stabile a seguito dell'acquisizione del 100% di Chrysler. Oggi Citigroup ha migliorato il target price dell'azione da 4,5 a 5,9 euro, confermando il rating sell.

Su Enel (+0,98% a 3,302 euro) è intervenuta stamani Exane Bnp Paribas promuovendo il titolo da underperform a outperform con un prezzo obiettivo che sale da 2,85 a 3,85 euro, su Atlantia (+0,83% a 16,97 euro) JP Morgan alzando il target price da 19 a 20 euro (overweight), mentre nel caso di Azimut (+2,55% a 21,32 euro) Goldman Sachs ha inserito il titolo nella sua conviction buy list.


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Wall Street poco mossa dopo dati occupazione deludenti

Written By Unknown on Minggu, 12 Januari 2014 | 15.11

L'indice Dow Jones della borsa statunitensie ha chiuso poco sotto la parità (-0,05% a quota 16.437,05) dopo la pubblicazione dei non farm payroll di dicembre che si sono rivelati ben inferiori alle previsioni degli analisti. Ha fatto meglio l'indice Nasdaq, in progresso dello 0,44% a quota 4.174,67.

L'economia degli Stati Uniti ha creato solo 74 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli a dicembre, ben al di sotto delle previsioni del consenso a +196mila. Questi numeri da una parte alimentano le ipotesi di un rallentamento del tapering da parte della Fed, ma dall'altra forniscono un'immagine negativa dello stato dell'economia statunitense.

Il presidente della Fed di Richmond, Jeffrey Lacker, ha dichiarato che i numeri emersi dai non farm payroll non rappresentano un cambiamento nel trend del mercato occupazionale e che la Federal Reserve non è solita farsi influenzare da singoli dati. Pertanto è ancora probabile che la Banca centrale possa valutare un'altra riduzione degli acquisti di titoli da 10 miliardi di dollari nel prossimo meeting di gennaio.

Il cambio euro/dollaro ha accelerato al rialzo dopo la diffusione del dato, superando quota 1,36. Rendimento del decennale americano in calo al 2,88% dopo aver superato quota 3% nei giorni scorsi.


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Ubs, focus su sette titoli del settore costruzioni

I più virtuosi sono Weinerberger, CRH e SIG. Tre titoli che, secondo gli analisti di Ubs, nel giro di un paio d'anni potrebbero veder raddoppiare le quotazioni. Ma non mancano altre occasioni, come CRH, che è uno dei player più credibili nel 2014 per il suo impegno di ristrutturazione. Nel caso di Buzzi Unicem e Italcementi il rating è invece neutrale.

1) Buzzi Unicem. Il business del gruppo italiano (60% delle vendite cemento e 40% calcestruzzo) è diversificato in 12 Paesi in Europa e in America. Con l'acquisizione di Dyckerhoff ha conquistato forti posizioni di mercato in Italia (numero due), in Germania (numero due), in alcuni mercati dell'Est Europa e negli Stati Uniti (quinta posizione). Il management è focalizzato su obiettivi di miglioramento della performance operativa e di generazione di cash, al fine di riconquistare il credit rating investment-grade. Il giudizio degli analisti della banca d'affari elvetica sul titolo è neutrale, perché le potenzialità di forte crescita in Ucraina, Russia, Messico e Usa sono già scontate nel prezzo. A loro parere dovrebbe inoltre essere scambiato a sconto rispetto ai concorrenti più diversificati, a causa della bassa liquidità e della corporate governance. Il prezzo obiettivo a 12 mesi è 13,50 euro.

2) CHR. La redditività della società inglese è molto bassa, dopo il calo del 50% dai massimi del reddito operativo lordo, a fronte di una flessione delle vendite del 25%, ma le potenzialità di crescita sono elevate e legate essenzialmente alla ripresa dei mercati chiave in cui opera (50% Nord America e 50% Europa). Il prezzo obiettivo è 1.740 p con rating buy (comprare).

3) HeidelbergCement. Il gruppo ha un'esposizione geografica favorevole (Usa, Uk, Germania, Canada occidentale) ma le valutazioni attuali del titolo sono troppo alte per lasciare margini di ulteriore rialzo. Il rischio principale è rappresentato dalla scarsa solidità del bilancio e dall'esposizione in Indonesia, tramite la controllata al 51% Indocement. Il rating è neutrale con target 56 euro.

4) Holcim. La società svizzera è il migliore player nel lungo termine, data l'elevato capitale e l'esposizione ai mercati emergenti, ma nel breve c'è il rischio di pressioni al ribasso sugli utili, con un conseguente impatto negativo sul titolo. Il rating è neutrale con valutazione 66 franchi.

5) Italcementi. Il gruppo italiano risentirà negativamente, secondo gli analisti, dell'elevata esposizione verso l'Italia (15% dei ricavi) e delle difficoltà che sta attualmente riscontrando in Egitto e India. Altri elementi di debolezza sono l'alto indebitamento (debito netto/ebitda intorno a 3,5) e la limitata generazione di free cash flow. Fra gli aspetti positivi invece le potenzialità legate alla ripresa macroeconomica europea, con l'ebitda inferiore del 60% dai massimi. Il rating è neutrale con obiettivo 6 euro.

6) SIG. Il gruppo merita un target price di 255p, con rating buy (comprare). Il piano recentemente comunicato di taglio dei costi svolgerà un ruolo importante nel miglioramento dei margini operativi, quando la ripresa del settore diventerà più solida in Uk (44% dei ricavi), Francia (22%) e Germania (22%). Lo stato patrimoniale è inoltre solido e minimizza il rischio nel caso di una nuova crisi macroeconomica.

7) Wienerberger. E' la società che ha il potenziale di ripresa più elevato legato al mercato residenziale europeo, poichè deriva il 90% dei ricavi dall'Europa, di cui il 70% dalle costruzioni residenziali. Le vendite e l'ebitda (reddito operativo lordo) sono inferiori, rispettivamente, del 25% e del 50% dai massimi, ma la società ritiene di poter generare 600m di euro di ebitda senza significativi investimenti. Il rating è buy (comprare) con un target di 16 euro.


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Bond, ecco chi paga il 6%

Written By Unknown on Sabtu, 11 Januari 2014 | 15.12

Il 2014 è iniziato con il botto per i Btp e le obbligazioni societarie italiane, in particolare per quelle con rating medio-basso. E lo stesso è accaduto sul mercato spagnolo, ma anche sui mercati dei Paesi euro che hanno fatto ricorso agli aiuti internazionali come il Portogallo, che proprio nei giorni scorsi scorsi ha raccolto 11 miliardi di euro di ordini per il suo bond da 3,25 miliardi a scadenza 2019. E giusto poco prima l'Irlanda, che invece è uscita dal regime degli aiuti proprio lo scorso dicembre, aveva festeggiato l'evento tornando sul mercato con un bond decennale da 3,75 miliardi di euro che aveva raccolto 14 miliardi di ordini, spingendo i rendimenti sul mercato secondario ai minimi da otto anni.

Il tutto mentre, per contro, i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi e americani sono via via saliti, a confermare che gli investitori si sentono più fiduciosi e quindi propensi a scommettere su asset più rischiosi e per questo più redditizi dei noiosi Bund e Treasury. Un atteggiamento che è stata la risposta alle politiche monetarie di supporto alla crescita adottate dalla Fed e dalla Banca Centrale Europea a partire da settembre.

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Wall Street poco mossa dopo dati occupazione deludenti

L'indice Dow Jones della borsa statunitensie ha chiuso poco sotto la parità (-0,05% a quota 16.437,05) dopo la pubblicazione dei non farm payroll di dicembre che si sono rivelati ben inferiori alle previsioni degli analisti. Ha fatto meglio l'indice Nasdaq, in progresso dello 0,44% a quota 4.174,67.

L'economia degli Stati Uniti ha creato solo 74 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli a dicembre, ben al di sotto delle previsioni del consenso a +196mila. Questi numeri da una parte alimentano le ipotesi di un rallentamento del tapering da parte della Fed, ma dall'altra forniscono un'immagine negativa dello stato dell'economia statunitense.

Il presidente della Fed di Richmond, Jeffrey Lacker, ha dichiarato che i numeri emersi dai non farm payroll non rappresentano un cambiamento nel trend del mercato occupazionale e che la Federal Reserve non è solita farsi influenzare da singoli dati. Pertanto è ancora probabile che la Banca centrale possa valutare un'altra riduzione degli acquisti di titoli da 10 miliardi di dollari nel prossimo meeting di gennaio.

Il cambio euro/dollaro ha accelerato al rialzo dopo la diffusione del dato, superando quota 1,36. Rendimento del decennale americano in calo al 2,88% dopo aver superato quota 3% nei giorni scorsi.


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Nikkei in recupero in attesa dati Usa

Written By Unknown on Jumat, 10 Januari 2014 | 15.11

La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un piccolo rialzo dopo il netto calo della vigilia. In attesa della diffusione dei dati Usa sull'occupazione a dicembre, l'indice Nikkei dei 225 titoli guida ha segnato un +0,20% attestandosi a quota 15.912,06 punti. L'indice ha però chiuso la settimana giù del 2,3%, registrando la più grave perdita dalla settimana che si era chiusa il 25 ottobre.

Lo scorso anno il Nikkei ha guadagnato il 57%, nel maggior rialzo annuale dal 1972, sostenuto dalla campagna di stimoli fiscali e monetari del Giappone. Sul fronte macro il leading indicator del Giappone di novembre è risultato in aumento di un punto pieno su ottobre, mentre il progresso dell'indice coincidente è di 0,1 punti.

Mentre il saldo della bilancia commerciale cinese di dicembre è risultato positivo per 25,6 miliardi di dollari, livello leggermente inferiore ai 31,15 miliardi di dollari delle attese. Per tutto il 2013 l'avanzo totale è di 259,8 miliardi di dollari, frutto dell'incremento di 7,9% delle esportazioni e 7,3% del canale import.

Il focus della giornata è però sui dati di dicembre dal mercato del lavoro Usa, in uscita nel primo pomeriggio, per capire se la Fed potrà eventualmente assumere una linea più aggressiva nel processo di riduzione degli acquisti di asset sul mercato. Le stime degli economisti per dicembre vedono 196.000 nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, dopo i 203.000 creati il mese precedente, e un tasso di disoccupazione stabile al 7%.

I dati odierni sono stati anticipati da buone indicazioni giunte mercoledì dal rapporto Adp sull'occupazione nel settore privato (238.000 nuovi posti di lavoro in dicembre, oltre le attese) e ieri dai numeri sulle richieste di sussidi di disoccupazione (scese a 330.000 nell'ultima settimana).

Il dollaro è sulla difensiva, mentre si risolleva dai minimi di ieri la valuta unica europea, colpita dal tono particolarmente espansivo di Mario Draghi dopo la prevista conferma dei tassi. Al momento il cross euro/dollaro scambia a 1,3605 da 1,3606 di ieri in chiusura a New York, il dollaro/yen a 104,94 da 104,82 e l'euro/yen a 142,80 da 142,70.


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Il Ftse Mib avanza con le banche

Le borse europee salgono in avvio dopo che le importazioni della Cina hanno mostrato segnali di ripresa. I dati hanno mostrato che l'export cinese è aumentato a dicembre del 4,3%, meno del previsto, ma le importazioni sono balzate a +8,3% dal +5,3% di novembre, oltre le aspettative. In attesa del report mensile sull'occupazione negli Stati Uniti, a Piazza Affari il Ftse Mib sale dello 0,73% a 19.645 punti.

Nelle prime contrattazioni lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti avanza a 201 punti, dopo essere risalito a 200 punti ieri in chiusura, sulla scia della cautela di Mario Draghi secondo il quale l'Eurozona non è ancora fuori dalla crisi e la ripresa sarà lenta e irregolare. Il rendimento del decennale è al 3,91%. Il differenziale Bonos/Bund segna 190 punti per un tasso del 3,80%.

Dopo il successo registrato ieri e l'altro ieri dai due collocamenti a medio lungo, via sindacato, di Irlanda e Portogallo, oggi il Tesoro italiano offre 8,5 miliardi di Bot a 12 mesi (in scadenza 9,775 miliardi). Ieri sera sul mercato grigio di Mts il Bot scambiava al rendimento dello 0,717%, poco sopra lo 0,707% dell'asta di metà dicembre. Nell'asta di novembre il rendimento del Bot a un anno era sceso al minimo storico di 0,688%.

Sul listino milanese sono in ripresa le banche. Oggi Banca d'Italia pubblica i dati di novembre su depositi bancari e portafoglio titoli di Stato delle banche operanti in Italia. I dati relativi a ottobre avevano evidenziato un incremento del 5,4% dei depositi, un calo del 4,9% dei prestiti alle imprese (il dato più pesante da luglio 2011) e dell'1,3% per quelli alle famiglie; stabile invece, ai massimi dal 1998, il tasso di crescita delle sofferenze, al 22,9%. Per quel che riguarda il portafoglio di titoli di Stato della zona euro detenuti dalle banche italiane, i dati di ottobre avevano mostrato un incremento del controvalore a 399,545 miliardi di euro.

Mps sale dello 0,76% a 0,1855 euro. Dopo gli auspici della presidente Antonella Mansi, anche il nuovo direttore generale della Fondazione Mps ha detto di confidare che i vertici della banca non si dimettano. Anche il Tesoro e Bankitalia premono perché restino presidente e ad che dovrebbero annunciare la loro decisione in occasione del cda del 14 gennaio.

Intanto l'agenzia Dbrs ha mantenuto i rating di Mps sotto revisione con implicazioni negative. Secondo Mf potrebbe chiudersi a febbraio la cessione di buona parte della quota della banca detenuta dalla Fondazione; candidate all'acquisto quattro fondazioni del nord capitanate da Cariplo.


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Dieci idee di trading sulle commodity

Written By Unknown on Kamis, 09 Januari 2014 | 15.11

Il 2013 si è concluso male per le commodity, che con poche eccezioni hanno chiuso l'anno in rosso. Ma come si comporteranno nel 2014? Ecco i consigli di trading degli specialisti del Credit Suisse su dieci materie prime, in modo da poter trarre i maggiori vantaggi dai movimenti dei prezzi nei prossimi mesi. Nel caso dei metalli industriali sono pessimisti sul rame, neutrali su nickel e stagno, rialzisti su alluminio, piombo e zinco. Fra i preziosi sono ottimisti a lungo termine su platino e palladio, mentre l'oro è previsto sotto quota mille dollari l'oncia.

1) Petrolio.
Nel 2014 c'è il rischio di un'offerta aggiuntiva di greggio proveniente da Libia e Iran che potrebbe creare pressioni sull'Arabia Saudita per tagliare la produzione al fine di bilanciare il mercato. E' tuttavia improbabile che ciò si verifichi prima del terzo trimestre, cioè dopo il completamento dell'attuale fase di negoziazione con l'Iran. Il consiglio è costruire posizioni short tramite un put spread contro i Brent futures ottobre quando il prezzo (flat) è superiore a 110 dollari/barile.

2) Natural gas. La continua crescita dell'offerta nel Nord-Est degli Stati Uniti porterà a una nuova fase di espansione delle infrastrutture pianificata nel quarto trimestre (Marcellus/Ustica), con un conseguente impatto negativo sul prezzo a fine anno. Il consiglio è vendere il contratto dicembre 2014 fra 4,30 e 4,40 dollari, con stop loss 4,55 dollari e primo obiettivo a quota 3,90 dollari.  

3) Rame. Il prezzo (LME) a tre mesi vicino a 7.500 dollari sembra esagerato, ma il rally potrebbe proseguire prima di perdere slancio, soprattutto se la politica estera indonesiana causerà una temporanea sospensione delle spedizioni. Di conseguenza gli esperti consigliano, invece di una posizione short, di acquistare put spreads contro i futures giugno 2014. A livello indicativo il costo netto di un put spread 7.050/6.750 dollari sarà circa 75 dollari (sulla base di un prezzo LME a tre mesi di 7.400 dollari) con la massima perdita sul trade che corrisponde al premio totale versato.

4) Alluminio. Lo scenario è diventato leggermente più positivo in un orizzonte a 12 mesi, ma con il metallo che viene scambiato ancora su livelli elevati gli specialisti della banca d'affari elvetica consigliano di aspettare una correzione verso 1.750 dollari prima di costruire posizioni long (rialziste).

5) Piombo. Lo scenario è rialzista nel medio termine, ma nel breve il metallo ha già corso troppo. Il piombo è salito infatti lo scorso mese di 150 dollari, più del 7%. La strategia in questa fase suggerisce di aspettare una correzione fino a 2.150 dollari (prezzo LME 3 mesi) prima di costruire posizioni long.

6) Zinco. Come nel caso dell'alluminio le prospettive di medio periodo dello zinco sono positive, ma il prezzo negli ultimi tempi ha corso troppo. E' meglio quindi aspettare una correzione del prezzo LME-3mesi sotto quota 2.000 dollari prima di acquistare calls dicembre 2014.

7) Oro. La strategia consigliata è incentrata su opzioni put o put spreads. Ogni eventuale rally fino all'area 1.235/1.255 dollari può essere utilizzata per avviare una nuova esposizione short (ribassista). Il metallo giallo dovrebbe infatti scendere nel 2014 sotto quota mille dollari l'oncia.

8) Argento. Come nel caso dell'oro, anche per l'argento le prospettive nei prossimi mesi sono negative, perché non saranno sostenute né dallo scenario macroeconomico né dalla domanda degli investitori tramite gli Etp (Exchange traded products).

9) Platino. Nel lungo periodo le prospettive del platino sono positive. In particolare il trade long platino/short oro può generare alti ritorni di investimento nel medio termine, entrando quando lo spread (platino-oro) scende sotto 150 dollari l'oncia.

10) Palladio.
La strategia consigliata nei mesi scorsi di costruire posizioni long (rialziste) sui minimi sotto 700 dollari è ancora valida, poiché secondo gli esperti il massimo a quota 786 dollari sarà superato, anche se probabilmente non prima della fine del secondo trimestre 2014.


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Ftse Mib in rialzo in attesa Bce, denaro su Pirelli

Avvio stabile per le borse europee in attesa della riunione odierna della Bce e della Bank of England per avere indicazioni su possibili azioni future. E' probabile che entrambe le Banche centrali mantengano stabili i tassi di interesse, ma dalla Bce gli economisti si aspettano un segnale circa un possibile allentamento della politica monetaria, anche alla luce della nuova frenata dell'inflazione registrata a novembre.

Resta stabile sotto quota 200 punti anche il differenziale tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi. Lo spread questa mattina viaggia a 198 punti, con un rendimento del 3,90%, stessa chiusura di ieri. La giornata si presenta particolarmente densa dal lato dell'offerta, che vedrà protagoniste Parigi e Madrid, la prima con Oat a sei, 10 e 50 anni per 7,5-8,5 miliardi e la seconda sul tratto a 5 e 15 anni per un ammontare fino a 5 miliardi.

Il mercato sembra attraversare una fase particolarmente favorevole nel caso dei periferici: il tasso del decennale spagnolo è scivolato ieri al 3,78% (oggi al 3,87%), nuovo minimo da fine 2009. Previsto sempre per oggi il collocamento di una riapertura da 2-2,5 miliardi del sindacato portoghese giugno 2019 coupon 4,75%. 

A Piazza Affari il Ftse Mib si attesta a quota 19.483 punti (+0,24%). Tra i singoli titoli Pirelli & C. reagisce con un +1,35% a 12,05 euro alla notizia che Marco Tronchetti Provera, presidente e ad e socio di spicco della Bicocca, lascerà i suoi incarichi nel 2017. In un'intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, il numero uno di Pirelli ha anche annunciato di aver intenzione di cedere l'intera partecipazione detenuta nel capitale del produttore di pneumatici.

"Le aziende di grandi dimensioni sono troppo complesse al giorno d'oggi perché siano le famiglie a gestirle", ha spiegato l'imprenditore milanese, affermando inoltre che l'Italia è un Paese troppo complicato e costoso per le imprese e la Germania è solo leggermente migliore.

"Questa uscita è coerente con le nostre assunzioni", commentano stamani gli analisti di Intermonte. "Siamo convinti che con il passare del tempo il titolo inizierà a trattare a multipli più elevati in quanto il mercato darà una chance sempre maggiore ad un cambio di proprietà. Confermiamo la raccomandazione outperform e il target price a 13,50 euro sul titolo".

Tra le banche Mps segna un +2,14% a 0,1906 euro dopo aver ceduto l'intera partecipazione in Sorin (-2,15% a 2,09 euro), pari al 5,7% del capitale, attraverso una procedura di accelerated book-building rivolta esclusivamente a investitori qualificati. La vendita è avvenuta 2,05 euro per azione, con un incasso per Mps pari a 56,3 milioni.

Separatamente la Consob vuole sapere dal consiglio della banca senese che si riunirà martedì 14 come intenda procedere dopo che l'assemblea del 28 dicembre scorso ha bocciato l'ipotesi, caldeggiata dal vertice dell'istituto, di fare l'aumento da 3 miliardi a gennaio. Ieri il presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi, ha detto di augurarsi che l'ad, Fabrizio Viola, non lasci l'incarico.

Le trattative per la definizione del nuovo assetto del vertice di Bpm (+0,37% a 0,49 euro), ormai entrate nel vivo, si intrecciano con l'evoluzione della vicenda attorno a Mps e alle sorti di Viola. Per alcuni in pole position resta Giuseppe Castagna, ma stando ad altre fonti il presidente Dino Piero Giarda premerebbe per Fabrizio Viola.

Inoltre oggi si riunisce il cda di Mediobanca (+0,43% a 6,93 euro) che discuterà del cambio di governance, in particolare della possibilità di quasi dimezzare (da 22 a 13) i membri del board, come richiesto da Banca d'Italia: Ignazio Visco ha imposto come massimo 13 consiglieri. Infine, attenzione a Mediaset (+1,15% a 3,70 euro) perché, scrive MF, sta accelerando sui lavori per la newco per la pay tv in Italia e in Spagna e punta a definire la fattibilità del progetto entro l'estate. L'asset farebbe gola a molti investitori come Telefonica, Canal+, Rtl, Al Jazeera e anche a grossi fondi statunitensi.


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