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Accordo Ue sui bonus ai banchieri. Mai più del doppio dello stipendio

Written By Unknown on Kamis, 28 Februari 2013 | 15.11

Parlamento Ue e governi hanno raggiunto un accordo preliminare per il via libera alle nuove regole sui requisiti di capitale delle banche. Dopo molte ore di negoziato le parti hanno stabilito la proibizione di incentivi superiori al doppio della retribuzione fissa dei top manager degli istituti di credito.

"Ora abbiamo tutti gli elementi per un'intesa", ha dichiarato il commissario Ue Michel Barnier. Le nuove regole, che "importano" nella legislazione Ue gli accordi di Basilea, entreranno in vigore il primo gennaio 2014 o il primo luglio 2014 (qualora non ci fosse tempo sufficiente per adottare il testo finale). Raggiunto un accordo anche sulla pubblicazione dei dati su profitti e tasse pagate.



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I dieci marchi cinesi più famosi

Di Ester Corvi

In Cina i consumi privati continuano a crescere, anche se a un ritmo più lento del passato, incrementando il valore dei brand più famosi, che vanno dalle banche, alla telefonia, dalle compagnie internet ai liquori. Ecco, secondo le valutazioni delle società di consulenza internazionali Interbrand e BrandZ, i primi dieci marchi cinesi.

1) China Mobil. Il marchio del gruppo leader nella telefonia mobile, che ha una quota di mercato del 64% su 1,12 miliardi di utilizzatori, è valutato 33,8 miliardi di dollari da Interbrand e 50,6 miliardi da BrandZ. China Mobil, che ha un giro d'affari intorno a 82 miliardi di dollari, ha annunciato ieri che intende acquistare un milione di TD-LTE smartphone e data card da Huawei technologies, ZTE, HTC e LG Electronics. Dopo aver realizzato un network 4G in 15 città nel 2012, quest'anno vuole ampliarlo a 100 città con 200 mila stazioni base. Il titolo, che è quotato a Hong Kong, ha garantito un ritorno totale annuo (performance più rendimento della cedola) dell'8,9%.

2) China Construction Bank. E' la più importante fra le quattro grandi banche cinesi e dispone di una rete di 13.500 agenzie in Cina, Giappone, Stati Uniti e Sud Africa. Il suo marchio è valutato 18  miliardi di dollari da Interbrand e 24 miliardi da BrandZ, a fronte di ricavi per 68,8 miliardi di dollari. Il titolo, che è quotato a Hong Kong, in un anno ha reso il 2,3%.

3) ICBC. Al terzo posto un'altra banca, l'Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), che è diventata pubblica nel 2006 tramite una ipo record (21,9 miliardi di dollari). Il suo marchio è valutato 16,7 miliardi di dollari da Interbrand e 40,4 miliardi da BrandZ, mentre i ricavi sono 82,6 miliardi di dollari. Sul listino OTC Usa in un anno il titolo ha reso il 4,5%.

4) China Life. E' la compagnia leader nel settore assicurativo, che detiene oltre un terzo del ramo vita cinese, potendo contare su una rete di oltre 680 mila agenti in esclusiva. A fronte di ricavi per 56 miliardi di dollari, il marchio è valutato 13,4 miliardi di dollari da Interbrand e 14,4 miliardi da BrandZ. A Hong Kong il titolo ha perso in un anno l'1,6%.

5) Agricultural Bank of China. Il gruppo fornisce una serie di servizi finanziari, che vanno dalle gestioni patrimoniali al corporate banking. Realizza ricavi per 62,4 miliardi di dollari e occupa oltre 400 mila persone. Nel 2010 tramite l'ipo ha raccolto la cifra record di 22,1 miliardi di dollari. Il marchio è valutato 9,2 miliardi di dollari da Interbrand e 17,3 miliardi da Brand Z. Il titolo, che è quotato a Hong Kong, in un anno ha reso il 12%.

6) Bank of China. E' la terza maggiore banca cinese per asset gestiti, che ha risentito nell'ultimo esercizio di un calo degli utili. A fronte di ricavi per 60,8 miliardi di dollari, il marchio è valutato 12,7 miliardi di dollari da Interbrand e 13,6 miliardi da BrandZ. Il titolo in un anno ha reso il 16,8% sul mercato OTC Usa.

7) Tencent. E' l'equivalente cinese di Twitter. Il suo successo è legato al lancio di un sistema di mobile messaging WeChat, che ha conosciuto una grande diffusione. Il valore del marchio, che fra il 2011 e il 2012 è cresciuto del 60%, è stimato intorno a 7,8 miliardi di dollari da Interbrand e 20,2 miliardi da BrandZ, a fronte di ricavi per 4,5 miliardi. Il titolo, che è quotato a Hong Kong, in un anno ha reso il 34,4%.

8) Baidu. L'equivalente cinese di Google, che realizza 2,2 miliardi di dollari di ricavi, ha visto il valore del suo marchio crescere del 110% fra il 2010 e il 2012. Attualmente è stimato 22,7 miliardi di dollari da BrandZ e 5 miliardi da Interbrand. La performance a un anno sul Nasdaq è negativa (-30%).

9) Ping An. E' una delle maggiori compagnie assicurative cinesi, che negli ultimi anni ha ampliato il suo raggio d'azione al settore bancario. A fronte di ricavi intorno a 42 miliardi di dollari, il marchio è valutato 11,2 miliardi da Interbrand e 10,6 miliardi da BrandZ. Sul listino di Hong Kong il ritorno totale a un anno è negativo (-2,5%).

10) Moutai. E' il marchio di un famoso liquore cinese, che è prodotto dalla Kweichou Moutai Company, che realizza un giro d'affari superiore a 1,6 miliardi di dollari. Il marchio è valutato 6,3 miliardi di dollari da Interbrand e 13 miliardi da BrandZ.



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A sorpresa scivola l'indice Pmi cinese a febbraio

Written By Unknown on Senin, 25 Februari 2013 | 15.11

L'indice Pmi manifatturiero cinese elaborato dal HSBC Holdings a febbraio ha registrato una flessione rispetto a dicembre, scendendo a a 50,4 punti da 52,3 punti di fine 2012. Il consensus di mercato si aspettava quota 52,2 punti. Si tratta del più basso livello degli ultimi quattro mesi, che potrebbe avere un impatto negativo sull'andamentop del listino di Shanghai. Un valore superiore a 50 punti segnala un aumento dell'attività manifatturiera cinese mentre un valore inferiore indica una flessione.


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Gli occhi dei mercati puntati sulle elezioni italiane

Gli operatori finanziari si aspettano un'apertura in leggero rialzo per le borse europee sulla scia dei progressi di Wall Street e di Tokyo."I temi oggi non sono pochi. La sterlina, ad esempio, ha aperto in calo dopo il downgrade del rating da parte di Moody's sulla Gran Bretagna. Per quanto riguarda l'euro, invece, la mattinata potrebbe essere positiva", commentano gli specialisti di Fxcm Italy. "Penso che a livello europeo avra' molto peso quello che succederà sull'Italia. I mercati azionari e obbligazionari sicuramente saranno caratterizzati da una certa volatilita. La mattinata potrebbe essere tonica poi molto dipenderà dall'esito delle nostre elezioni", concludono gli esperti. Le urne si chiuderanno alle ore 15.

A piazza Affari l'attenzione è focalizzati sui titoli bancari su cui gli esperti di Citigroup hanno aggiornato le loro stime, tagliando le previsioni sull'eps (utile per azione) 2013-2015 in media del 3% e ribadendo le loro preoccupazioni sull'asset quality dei maggiori istituti. Focus anche su Impregilo dopo il via libera dell'Antitrust all'Opa di Salini.

Intanto i dati provenienti dall'estero indicano un calo dell'indice Pmi manifatturiero cinese (elaborato dal HSBC Holdings) nel mese di febbraio, che ha registrato una flessione rispetto a dicembre, scendendo a a 50,4 punti da 52,3 punti di fine 2012.
Il consensus di mercato si aspettava quota 52,2 punti. Si tratta del più basso livello degli ultimi quattro mesi, che potrebbe avere un impatto negativo sull'andamentop del listino di Shanghai. Un valore superiore a 50 punti segnala un aumento dell'attività manifatturiera cinese mentre un valore inferiore indica una flessione.


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Le tecnologie Smart ci stanno facendo diventare Stupidi?

Written By Unknown on Minggu, 24 Februari 2013 | 15.11

Vorreste che tutti i vostri amici di Facebook setacciassero i vostri rifiuti? Un gruppo di designer provenienti da Gran Bretagna e Germania, pensa che si potrebbe. Et voila, BinCam: un bidone della spazzatura intelligente che mira a rivoluzionare il processo di riciclaggio.

BinCam sembra proprio come il vostro cestino rifiuti, ma con un tocco: Il coperchio superiore è dotato di uno smartphone che scatta una foto ogni volta che viene chiuso il coperchio. La foto viene caricata su Mechanical Turk, un sito gestito da Amazon che consente (a pagamento) ai free-lance di eseguire attività complesse. In questo caso, analizzare la foto e decidere se le vostre abitudini di riciclaggio sono conformi al vangelo del vivere verde. Alla fine, la foto appare sulla vostra pagina di Facebook.

Vi assegna anche un punteggio, come in un gioco, sulla base di quanto bene riciclate. La famiglia che guadagna il maggior numero di punti, vince. Nelle parole dei suoi giovani, BinCam è stato progettato "per aumentare la consapevolezza negli individui delle loro rifiuti alimentari e del comportamento di riciclaggio", con la speranza di cambiare le loro abitudini.

BinCam è stato reso possibile dalla convergenza di due tendenze che ridisegnano profondamente il mondo che ci circonda. In primo luogo, grazie alla proliferazione di sensori a basso costo e potenti, gli oggetti più comuni possono finalmente capire ciò che facciamo con loro: da ombrelli che sanno che sta per piovere alle scarpe che sanno che si stanno consumando, e ci avvisano di potenziali problemi e priorità programmate. Questi oggetti non sono più solo stupida materia passiva. Con l'aiuto di crowdsourcing o dell'intelligenza artificiale, gli si può insegnare a distinguere tra un comportamento responsabile e irresponsabile (tra riciclaggio e buttare via a casaccio, per esempio) e poi punirci o premiarci di conseguenza in tempo reale.

E poiché la nostra identità personale è ormai così saldamente ancorata ai nostri profili sui social network come Facebook e Google, ogni vostra interazione con tali oggetti può essere resa sociale, cioè visibile ai vostri amici. Questa visibilità, a sua volta, consente ai progettisti di sfruttare la reazione dei vostri pari: riciclare e impressionare i vostri amici, o non riciclare e rischiare di incorrere loro ira.

Queste due caratteristiche sono gli ingredienti essenziali di una nuova generazione di tecnologie cosiddette smart. Alcune di queste sono già prendendo piede e sembrano relativamente innocue, anche se non particolarmente rivoluzionarie: orologi intelligenti che pulsano quando si ottiene un poke nuovo su Facebook, bilance intelligenti che condividono il vostro peso con i vostri seguaci di Twitter, consentendo di attenersi a una dieta; o scatole di medicinale intelligenti che vi dicono a voi e al vostro medico quanto rimane dei farmaci prescritti.

Ma molte tecnologie intelligenti si stanno dirigendo verso una direzione più inquietante. Un certo numero di pensatori in Silicon Valley vede queste tecnologie come un modo non solo per dare ai consumatori nuovi prodotti, ma per spingerli a comportarsi meglio.Ingegneria sociale travestita da ingegneria di prodotto.

Nel 2010, il direttore finanziario di Google, Patrick Pichette, ha detto a un canale australiano che la sua azienda "è in realtà una società di ingegneria, con tanti scienziati informatici che vedono il mondo come un posto completamente scassato." Proprio la scorsa settimana a Singapore, ha ribadito l'idea di Google per cui il mondo è un posto scassato i cui problemi, dal traffico alle esperienze di shopping scomodo all'eccessivo consumo di energia, possono essere risolto dalla tecnologia. Alla futurista e game designer Jane McGonigal piace anche parlare di come "la realtà è scassata", ma può essere risolta rendendo il mondo reale più simile a un videogioco, con punti per che fa del bene. Dalle auto intelligenti agli occhiali intelligenti, "intelligente" è la scorciatoia della Silicon Valley per trasformare l'attuale realtà sociale e le anime infelici che lo abitano.

Ma c'è motivo di preoccuparsi per questa rivoluzione. Poiché le tecnologie intelligenti sono sempre più invadenti, rischiano di minare la nostra autonomia sopprimendo comportamenti che qualcuno, da qualche parte, ritiene indesiderabili. Forchette intelligenti ci informano che stiamo mangiando troppo in fretta. Spazzolini da denti intelligenti ci spingono a passare più tempo a laviarci i denti. Sensori intelligenti nelle nostre automobili ci diconose guidiamo troppo veloce o se freniamo troppo improvvisamente.

Questi dispositivi possono darci risposte utili, ma possono anche condividere tutto quello che sanno sulle nostre abitudini con istituzioni i cui interessi non coincidono con i nostri. Le compagnie di assicurazione già offrono sconti significativi per i conducenti che sono d'accordo a installare sensori intelligenti per monitorare le loro abitudini di guida. Quanto tempo ci vorrà prima che i clienti non potranno ottenere l'assicurazione auto senza cedere a tale sorveglianza? E quanto tempo passerà prima che l'auto-monitoraggio della nostra salute (peso, dieta, attività intraprese in un giorno) diventerà da volontaria, obbligatoria?

I dispositivi che sono "intelligenti e buoni! ci lasciano in completo controllo della situazione a cercare di migliorare il nostro processo decisionale, fornendo ulteriori informazioni. Per esempio: un bollitore collegato a internet che ci avvisa quando la rete elettrica nazionale è sovraccarica (un prototipo è stato sviluppato dall'ingegnere britannico Chris Adams), non ci impedisce di bollire ancora un'altra tazza di tè, ma aggiunge una dimensione etica a tale scelta. Allo stesso modo, un carrello della spesa in grado di eseguire la scansione dei codici a barre dei prodotti che inseriamo, informandoci dei loro benefici nutrizionali e del paese di origine, migliora piuttosto che impoverire la nostra autonomia (un prototipo è stato sviluppato da un gruppo di progettisti della Open University del Regno Unito).

Tecnologie che sono "intelligenti e cattive", invece, rendono impossibili determinate scelte e comportamenti. Gadget intelligenti nell'ultima generazione di aut (etilometri in grado di controllare se siamo sobri, sterzo-sensori che verificano se si è stanchi, tecnologie di riconoscimento facciale che confermano se siamo chi diciamo di essere) cercano di limitare, non espandere, ciò che si può fare. Questo può essere un prezzo accettabile da pagare in situazioni in cui c'è in gioco la vita, come la guida, ma dobbiamo contrastare ogni tentativo di universalizzare questa logica.
La "panca intelligente", un progetto artistico dei designer JooYoun Paek e David Jimison, si propone di illustrare i pericoli della vita in una città che è troppo intelligente, chiarisce abilmente questo punto. Dotata di un timer e sensori, la panchina inizia a inclinarsi dopo un certo periodo di tempo fino a scaricare il suo occupante. Questo potrebbe piacere a alcuni sindaci, ma è il tipo di tecnologia intelligente che degrada la cultura urbanistica, e la propria dignità.

Progetti come BinCam sono a metà tra il bene e il male intelligente, a seconda di come vengono eseguiti. Il bidone non costringe a riciclare, ma facendo appello ai propri istinti di base (guadagnare lingotti d'oro e premi! Competere con altre famiglie! Vincere e impressionare gli amici!) non riesce a trattarci come esseri umani autonomi, in grado di pesare le opzioni da noi stessi. Permetono a Mechanical Turk o Facebook di pensare per noi.

Le più preoccupanti tecnologie intelligenti partono dal presupposto che i progettisti sanno esattamente come ci si deve comportare, per cui l'unico problema è trovare il giusto incentivo. Un bidone della spazzatura veramente intelligente, al contrario, avrebbe farci riflettere sulle nostre abitudini di riciclaggio e contribuire a una scelta consapevole, permettendoci per esempio di confrontare il nostro riciclaggio con quello di altre persone simili per proflo demografico, invece di cercare di confondere con detrazioni di punti e pressioni dei propri coetanei.

Ci sono molti contesti in cui le tecnologie intelligenti salvano la vita o sono utili senza essere ambigue. Cinture intelligenti che controllano l'equilibrio dei più anziani e tappeti intelligenti che rilevano eventuali cadute sembrano rientrare in questa categoria. Il problema di molte tecnologie intelligenti è che i loro progettisti, nel tentativo di sradicare le imperfezioni della condizione umana, raramente si fermano a chiedere quanto la frustrazione, il fallimento e il rammarico siano necessari per dare un significato alla felicità e all'auto-realizzazione.

E 'bello quando le cose intorno a noi girano senza intoppi, ma è ancora meglio quando non lo fanno di default. Questo, dopo tutto, è il modo in cui si ottiene lo spazio per prendere decisioni, molti delle quali senza dubbio sbagliate, e attraverso tentativi ed errori, si può maturare e diventare adulti responsabili, tolleranti al compromesso e alla complessità.

Questi spazi di autonomia saranno conservati in un mondo pieno di tecnologie intelligenti? Oppure quel mondo, per prendere in prestito una metafora dal filosofo Ian Kerr, assomiglierà ad Autopia, una popolare attrazione Disneyland in cui i bambini guidano piccole automobili appositamente progettate che percorrono una pista chiusa? Beh, "guidare" non può essere il verbo giusto. Anche se i bambini sono seduti nel sedile del conducente e possono anche girare lo sterzo, una rotaia nascosta sotto le vetture li guida verso la metà. Le automobiline non possono fare incidenti, ai loro cosiddetti conducenti non è permesso fare errori. E una auto che guida da sola, in procinto di essere lanciata da Google, non è una delle tecnologie più attese di oggi?

Per cogliere la povertà intellettuale che ci attende in un mondo smart, besta guardare i modelli recenti di "cucina intelligente", un obiettivo strano ma persistente degli scienziati informatici di oggi, ultimi quelli dell'Università di Washington e Kyoto Sangyo University di Giappone.

Una volta entrati in questo spazio magico, siamo circondati da telecamere che riconoscono tutti gli ingredienti che prendiamo. Piccoli robot nel controsoffitto informano che, per esempio, la rucola non va con le carote lesse o che la citronella è terribile con il cioccolato al latte. Questa cucina può essere intelligente, ma è anche un luogo in cui ogni errore, ogni deviazione dal piano generale, non è visto di buon occhio. E' un mondo che sembra più una fabbrica taylorista che un posto per l'innovazione culinaria. Siate certi che il sushi e lasagne non sono stati inventati da un comitato armato di formule o con big data su quello che vogliono i consumatori.

La sperimentazione creativa spinge in avanti la nostra cultura. Che le nostre storie di innovazione tendono a glorificare le scoperte e dimenticare tutti gli errori sperimentali non significa che gli errori abbiano un ruolo banale. Come ogni artista o scienziato sa, senza alcuni spazi sacri e protetti per fare errori, l'innovazione cesserebbe.

Con la tecnologia "intelligente" in ascesa, sarà difficile resistere al fascino di un futuro senza frizioni e senza problemi. Quando Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google, dice che "la gente spenderà meno tempo cercando di far funzionare la tecnologia... perché funzionerà tutto senza soluzione di continuità," non è sbagliato: Questo è il futuro verso il quale siamo diretti. Ma non tutti vogliono che sia così.

Uno smart design più umano dovrebbe riconoscere che il compito della tecnologia non è quello di liberarci dal processo decisionale. Piuttosto, è necessario arruolare la tecnologia intelligente per aiutarci nella risoluzione dei problemi. Quello che vogliamo non è una vita in cui sia progettata con cura l'esclusione di attrito e frustrazioni, ma una vita in cui siamo in grado di superare a modo nostro gli attriti e le frustrazioni che si parano davanti.

Tecnologie veramente intelligenti ci ricordano che non siamo semplici automi che assistono il Big Data nel chiedere e rispondere alle domande. A meno che i progettisti di tecnologie intelligenti non riescano ad tenere conto della complessità e ricchezza del vissuto dell'esperienza umana, con le sue lacune, sfide e conflitti, le loro invenzioni saranno destinate nello smart-bidone della storia.



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Marketwatch.com, Berlusconi è in grado di ammaccare il rally azionario globale?

Italiani alle urne in un voto che è stato etichettato come un referendum sul programma di austerità e riforme del primo ministro Mario Monti, il tecnocrate apartitico che ha preso le redini del governo dopo che Berlusconi nel mese di novembre 2011 fu costretto a ritirarsi in disgrazia.

Gli operatori di mercato sembrano aver già scontato uno scenario "caso migliore": una vittoria del Partito Democratico di Pier Luigi Bersani alla Camera e un risultato del Senato che costringe Bersani di collaborare con Monti per avere la maggioranza, sostiene Heino Ruland, strategist del Ruland Research in Eppstein, Germania.

Ciò lascia azioni europee e mercati finanziari in generale vulnerabili alla delusione, ha detto Ruland, ma probabilmente indenni i titoli azionari statunitensi.

I primi risultati sono attesi poco dopo la chiusura dei seggi lunedì. Gli strateghi vedono molto probabilità che l'esito destabilizzi i mercati, almeno nel breve termine.

"Crediamo che l'Italia conoscerà instabilità post-elettorale, con disaccordi sul ritmo e la direzione delle riforme economiche", ha detto Nicholas Spiro, direttore generale di Spiro Sovereign Strategy, società di consulenza di Londra.

"Paradossalmente, più confuso sarà il risultato elettorale, maggiore sarà la pressione sui politici italiani per formare una stabile e favorevole coalizione, soprattutto se Berlusconi tirasse fuori una vittoria a sorpresa", ha detto.

Gli indici degli Stati Uniti ed europei si sono ripresi da quando il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, alla fine del luglio 2012 ha messo la crisi del debito sovrano europeo nel dimenticatoio. Questo è servito a spazzare via le paure che l'impennata degli oneri finanziari avrebbe spinto Italia o Spagna a chiedere enormi salvataggi, anche se nessuno dei due paesi ha fatto richiesta.
Un risultato inquietante in Italia, tuttavia, potrebbe innescare una prova dell'efficacia dei piani di riacquisto di titoli sovrani da parte della Bce.

Monti, nel frattempo, si è guadagnato molti consensi per i suoi sforzi nel ridefinire le norme sul mercato del lavoro, delle pensioni e altro, nel tentativo di rafforzare la competitività in Italia, ma anche il tentativo di tenere sotto controllo il crescente debito pubblico in Italia, che è pari al 126% del prodotto interno lordo .

Ma Monti è alle prese con un forte risentimento popolare per la ripida recessione che ha spinto il tasso di disoccupazione a più dell'11% in parte anche per il programma di austerità del governo.

Berlusconi ha fatto campagna contro una impopolare tassa immobiliare, e ha criticato l'attenzione Monti di accorciare lo spread sui rendimenti tedeschi. I rendimenti dei titoli italiani sono ricaduti da livelli di crisi.
I rendimenti italiani hanno ritracciato dai minimi di gennaio, con i Btp 10 anni al 4,40%.
Ancora lontani da quasi il 6,5% toccato prima che Draghi nel mese di luglio 2012 si dicesse pronto a fare qualunque cosa per difendere la stabiltà monetaria europea.

Nel frattempo, gli osservatori stanno preparando alla possibilità di un governo debole.

E l'ex comico Beppe Grillo è emerso come una wild card, con il suo movimento arrabbiato Cinque Stelle, attirando grandi folle ai comizi attingendo al forte disgusto nei confronti dei partiti tradizionali e della corruzione radicata. Grillo, con un seguito enorme in Twitter e un popolare blog politico, ha in passato sollecitato un default del debito passato e un'uscita dall'euro.

Poi c'è Monti, che ha faticato per costruire il sostegno per un nuovo partito.

I politologi sostengono che la prospettiva di una alleanza Bersani-Monti, con Bersani primo ministro, è suscettibile di rassicurare i mercati. Ma il sindacato che supporta il Partito Democratico renderà più difficile per Monti perseguire ulteriori cambiamenti del mercato del lavoro.

"Monti è un uomo di centro-destra che rimane scettico circa la volontà e la capacità di Bersani di prendere le distanze dai sindacati e dai suoi alleati di estrema sinistra, e che deve anche affrontare i problemi di un'alleanza centrista formata in fretta," osserva Spiro, che assieme ad altri colleghi considera non così stabile un governo Bersani-Monti.

Lo scenario peggiore è rappresentato dalla vittoria a sorpresa di Berlusconi o comunque una forte affermazione al Senato, che potrebbe preludere a una nuova tornata elettorale.

Tutti gli esperti tendono però a considerare di breve periodo le variazioni di mercato successive al risultato elettorale. Ruland ipotizza un ritracciamento delle azioni europee nell'ordine del 5% in due o tre giorni. I listini americani dovrebbero esserne indenni.

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Paradisi (fiscali) quasi perduti

Written By Unknown on Sabtu, 23 Februari 2013 | 15.11

la storiella degli evasori e del nero serve solo a forgiare le catene per i cittadini comuni
In realtà non si sta facendo la guerra all'evasione e al nero. Si sta facendo la guerra solo e soltanto ai cittadini e ai residenti degli stati. In Italia se apri un conto corrente presso una banca estera con soldi legali, sei a rischio esproprio perchè se sbagli la comunicazione del RW scattano sanzioni elevatissime anche se hai pagato tutte le tasse che dovevi pagare. Questo è un altro capolavoro del socialista Monti. Se un cittadino trova una banca estera che gli offre condizioni migliori, questo cittadino deve assumere un fiscalista collega di Monti per pararsi le chiappe. Le norme sanzionatorie italiane sono tanto assurde da violare il diritto comunitario.
Per il resto basta andarsene dal proprio paese per non avere più a che fare con l'agenzia delle estorsioni. E se cambiare la residenza non basta, si può sempre cestinare la propria cittadinanza italiana.
Questo almeno è garantito dalla convenzione di Ginevra dei diritti umani.
Se nasci in uno stato che ti vuole schiavo, hai il diritto di ripudiarlo e andartene.
Negare questo diritto significa tornare al medioevo e alla servitù della gleba. E' comunque questa la tendenza italiana. E per convicersi di questo non occorre sentire lo spauracchio Vendola; basta vedere l'operato effettivo di Visco prima e Tremonti poi.
Dopo vent'anni di "riforme" stataliste e illiberali, l'Italia oggi è alla fame.
La storiella dell'evasione e del "nero" è servita soltanto a rendere i cittadini più servi, più schiavi e con meno diritti.
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Wall Street guadagna lo 0,86% grazie ad alcune buone trimestrali

Di Valerio Testi

Wall Street ha chiuso le contrattazioni con un rialzo dell'indice Dow Jones dello 0,86% sostenuto dai conti trimestrali migliori delle attese di Hewlett-Packard e all'utile operativo ottenuto a sorpresa da American International Group. Anche il Nasdaq ha guadagnato lo 0,97%.

A infondere fiducia agli investitori anche il buon risultato ottenuto dall'indice Ifo tedesco che a febbraio ha registrato l'aumento maggiore da luglio 2010. Il dato lascia ben sperare per una crescita prospettica nella seconda parte dell'anno.

In una giornata povera di dati macroeconomici rilevanti per gli Stati Uniti l'attenzione si è concentrata soprattutto sui risultati trimestrali di alcune blue chip. Hewlett Packard è balzata del 12,3% dopo aver presentato conti trimestrali migliori delle attese degli analisti e ha fornito una incoraggiante previsione sugli utili.

Tra i titoli finanziari si è distinto American International Group (+3,1%). La compagnia assicurativa ha presentato un sorprendente utile operativo di 0,2 dollari per azione, in calo dai 0,77 dell'analogo periodo del 2011 ma superiore alle stime del consenso che indicavano una perdita di 0,08.

Scivola invece del 4,4% Abercrombie & Fitch che ha comunicato le previsioni sulle entrate per il 2013, inferiori alle attese. Il gruppo di abbigliamento ha dichiarato di voler chiudere 40-50 punti vendita negli Stati Uniti durante l'anno.



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Wall Street contiene il rosso Dow Jones -0,35% e Nasdaq -1%

Written By Unknown on Jumat, 22 Februari 2013 | 15.11

Chiusura in rosso tenue per Wall Street dopo quelle in forte passivo delle borse europee. A condizionare l'umore degli investitori è stata comunque una serie di dati macro deludenti, in particolare quelli relativi al settore manifatturiero Usa e i Pmi dell'Eurozona che hanno confermato il proseguimento della contrazione delle attività economiche.

Sono proseguiti poi i timori circa un possibile cambio di rotta della politica monetaria della Fed, sorti dopo la pubblicazione delle minute del Fomc avvenuta ieri, in particolare su una conclusione prima del previsto del programma di allentamento quantitativo.

 L'indice Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,35% a quota 13.879,93, lo S&P dello 0,7% a 1.502,11 mentre il Nasdaq Composite è scivolato dell'1,04% a 3.131,49.



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Sette modi per giocare il tema delle valute sui mercati azionari

Di Ester Corvi

L'approccio globale dell'investimento implica la necessità di selezionare le società da inserire in portafoglio tenendo conto non solo delle caratteristiche del business, ma anche della sua diversificazione a livello internazionale. E' quello che hanno fatto gli esperti di Morgan Stanley individuando sette basket di azioni europee, che sono molto correlate all'andamento economico e valutario di alcune aree geografiche. Ecco i titoli che ne fanno parte.

1) Cina. I titoli europei esposti verso la Cina beneficeranno delle migliorate prospettive di crescita del Paese. Nel portafoglio della banca d'affari le azioni con queste caratteristiche hanno registrato una performance migliore della media negli ultimi tre mesi, anche se con un ritmo di crescita inferiore al benchmark asiatico. Fra i nomi compresi nel basket di Morgan Stanley, che realizzano oltre il 45% del fatturato nel Paese della Grande Muraglia, ci sono Bhp Billiton, Antofagasta, First Quantum Minerals, Aurubis, Anglo American, Eramet, Rio Tinto e Vedanta. Fra le realtà che sono sensibili all'aumento dei consumi, e in particolare a quelli del lusso, meritano di essere inseriti in portafoglio titoli come Swatch, Richemont, Porsche, Lvmh, PPR, Daimler, Bmw e Burberry.

2) Mercati emergenti. Le società che beneficiano della crescita dei consumi nei mercati emergenti hanno le caratteristiche per registrare nel 2013 performance elevate, traendo vantaggio dall'incremento della domanda in quei Paesi. Fra i titoli compresi in portafoglio ci sono BAT, Casino, Unilever, Swatch, Pirelli & C., Danone, Richemont, Porsche, Lvmh, Nestlè, Reckitt Benckiser, Renault, Adidas e Jeronimo Martins.

3) Regno Unito. Negli ultimi 12 mesi i titoli più esposti verso la crescita dei consumi nel Regno Unito hanno evidenziato una performance superiore all'indice Msci Europe del 28%. Fanno parte di questo portafoglio società come Wm Morrison Supermarkets, Sainsbury, Mitchells & Butlers, Phonix group, Home retail group e Halfords, che nei prossimi mesi avranno però meno energia a causa di vari fattori (aumento dell'inflazione, revisioni al ribasso di previsioni troppo ottimiste sugli utili) che mettono a rischio le potenzialità di ulteriori rialzi delle quotazioni.

4) Stati Uniti. Negli ultimi cinque anni i titoli europei con una forte esposizione verso gli Usa hanno battuto la media. Negli ultimi due anni la performance del basket ha riflesso quella dei Cds, con l'eccezione degli ultimi mesi visto che le azioni hanno registrato un rally a fronte di un miglioramento molto modesto dei Cds. Ciò implica un aumento del rischio, perché in futuro le azioni che compongono questo basket (come Immarsat, Lancashire holdings, Shire, Fresenius, Delhaize e Ahold, Luxottica e Fiat) potrebbe diventare molto vulnerabili a un ripresa del dibattito sul debito americano.

5) Paesi periferici. Le società dei Paesi periferici europei che si rivolgono principalmente al mercato interno hanno messo a segno una performance migliore della media (+26%) dalla fine del luglio 2012 dopo il summit che ha evitato il crollo dell'Eurozona. Guardando ai prossimi mesi la situazione è più complessa, perché da un lato i listini vengono scambiati ancora con un notevole sconto rispetto agli utili prospettici, mentre dall'altro sono vulnerabili a un rafforzamento dell'euro e ai rischi politici (Cipro, elezioni italiane, ecc.). Di questo portafoglio fanno parte titoli come Snam Rete Gas, CaixaBank, Terna, Banco Sabadell, Mediaset, Enel, Intesa SanPaolo e Atlantia.

6) Giappone. A causa del recente e forte apprezzamento dell'euro contro lo yen, l'interesse degli investitori verso questo tema è cresciuto in Europa, sebbene gli esperti di Morgan Stanley mettano in guardia dai cambiamenti strutturali che potrebbero influire sull'andamento della valuta nipponica in una prospettiva di medio termine. Fra le società molto sensibili all'economia giapponese ci sono Burberry, Dassault Systemes, Wolfson Microelectronics, Eranet e STMicroelectronics.

7) Eurolandia. Il rafforzamento dell'euro verso il dollaro ha sollevato preoccupazioni sulla capacità di ripresa economica. Storicamente un euro più forte porta a una sottoperformance relativa delle azioni del Vecchio Continente. Il consiglio degli specialisti di Morgan Stanley è quello di vendere il portafoglio, di cui fanno parte i titoli che risentono di un impatto molto negativo come Sanofi, Eads, Mtu Aero Engines, Bayer, DiaSorin, Essilor International, Safran, Ses e Fresenius.



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Lo yen più forte indebolisce Tokyo Nikkei –1,4%

Written By Unknown on Kamis, 21 Februari 2013 | 15.11

Di Giuliano Castagneto

La Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in calo dell'1,39%. A guidare il ribasso sono stati principalmente i guadagni dello yen sull'euro e le prese di beneficio conseguenti al raggiungimento, nella seduta precedente,  dei massimi da settembre 2008, cioè dai tempi del collasso di Lehman Brothers. L'indice Nikkei ha ceduto 159,15 punti, a quota 11.309,13. Anche il Topix, che abbraccia un più ampio spettro di titoli, ha ceduto l'1,1%.
Il rafforzamento dello yen è dovuto alle vendite di dollari conseguenti alla dffusione delle minute dell'ultimo comitato monetario della Fed, che indicano una crescente propensione della banca centrale Usa a rallentare gli acquisti di titoli  sul mercato per sostenere la liquidità. Ciò ha indebolito i titoli delle societa' legate all' export, come la Sony (-1,77%), che non ha potuto approfittare della presentazione della nuova console di ggiochi Ps4. Debole anche la borsa di Shanghai, in flessione di circa il 2%.



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Partenza attesa in calo per l’Europa, dopo la chiusura in rosso di Wall Street

Di MF-Dowjones

"Nelle minute dell'ultima riunione del Fomc è emersa una posizione meno univoca del passato sul mantenimento delle misure di politica monetaria", afferma un gestore interpellato da MF-Dowjones.
"Questo non significa un cambio della politica sui tassi, ma potrebbe tradursi in un rallentamento degli acquisti di asset", aggiunge il money manager. "Sul fronte dei cambi, abbiamo assistito ad un brutto movimento dell'euro, che ora e' a quota 1,3260 sul dollaro", prosegue l'esperto.

Per piazza Affari il gestore si attende un avvio in calo "nell'ordine dello 0,50%; il Ftse Mib e' visto in area 16450 punti" rispetto alla chiusura di ieri a 16527 punti. Lo spread sul decennale Btp/Bund, conclude l'esperto, e' in rialzo di 4 punti base a 280 pb, con un rendimento del 4,427%.

Da seguire i bancari, ieri in calo. Oggi la Corte dei Conti e il Tar si esprimeranno sui Monti bond di B.Mps. Occhi sempre puntati poi su Finmeccanica, di cui si riunisce il Cda, il primo dopo la nomina di Alessandro Pansa come ad. Nel comparto media infine attenzione ancora alta su Rcs, che secondo MF potrebbe rivedere i piani sulla cessione dell'immobile di via Solferino a Milano, e su TI Media ancora alla luce delle ipotesi di un annullamento dei debiti verso la capogruppo Telecom I. in vista della cessione di La7 a Cairo Comm.



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Piazza Affari, attenzione puntata sui bancari

Written By Unknown on Rabu, 20 Februari 2013 | 15.11

Di Teresa Campo

È attesa un'apertura debole per i listini europei, soprattutto per l'assenza di spunti importanti in mattinata.  Nel pomeriggio potrebbero esserci dei movimenti importanti, in scia ai dati Usa, tra cui quello immobiliare, che potrebbe portare maggiore volatilità. Alle 13 sarà reso noto l'indice settimanale delle richieste di mutui.

A Milano faro sui titoli bancari e su Unicredit dopo il cda che ha approvato un piano di riduzione di altre 350 filiali in Italia entro il 2015 oltre alle 150 già preventivate. Piazza Cordusio ha chiarito che il piano non comporta esuberi. In negativo potrà pesare la perdita record del Credit  Agricole, che ha chiuso il 2012 con una perdita netta di 6,47 miliardi di euro (-1,47 mld nel 2011).  

Focus anche su Rcs dopo che lo scetticismo manifestato da Unicredit in materia: la banca è azionista di riferimento (8,7%) di Mediobanca, primo socio del patto di sindacato del gruppo editoriale di via Rizzoli, nonché tra i principali creditori della società. "Non ho visto il piano industriale ma credo che possa avere un elevato rischio di esecuzione", ha dichiarato Federico Ghizzoni, ad dell'istituto bancario.

Attesi anche altri dati macroeconomici, sia italiani che internazionali. L'Istat in particolare diffonderà il dato sull'andamento del fatturato e degli ordinativi dell'industria a dicembre, ma i mercati guarderanno soprattutto alla fiducia dei consumatori nell'Eurozona a febbraio e all'andamento del mercato immobiliare negli Stati Uniti.



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Ubs, i dieci titoli europei più esposti all’Africa

Di Ester Corvi

Investire in Africa restando in Europa selezionando le società del Vecchio continente che hanno una forte esposizione dei ricavi verso il Continente africano. Se infatti in Europa la crescita è destinata a rallentare, in Africa il Pil si espanderà al ritmo del 5-7% fra il 2013 e il 2017 secondo il Fondo Monetario Internazionale, sebbene questo scenario sia caratterizzato da rischi di instabilità politica e sociale. Ecco, secondo gli esperti di Ubs, dieci società comprese nell'indice FTSEurofirst300, che generano dall'Africa oltre il 15% del fatturato.

1) Old Mutual. Il gigante finanziario inglese, che capitalizza 11,8 miliardi di euro e opera nelle assicurazioni vita, nella gestione dei patrimoni e nei servizi bancari, deriva dall'Africa l'85% dei suoi ricavi. In un anno il titolo ha reso (performance + rendimento della cedola) il 27%. Il rendimento del dividendo (dividend yield) stimato per il 2013 è del 3,7%. Il rating degli analisti della banca d'affari elvetica è buy (comprare).

2) Tullow. Il raggio d'azione del gruppo petrolifero inglese, che capitalizza 12,6 miliardi di euro, si estende dall'Europa al Sud America, all'Asia e all'Africa. In quest'ultimo continente realizza l'84% del fatturato. Il dividend yield è trascurabile (1,2%) e il ritorno a un anno è negativo (-19,8%). Il rating è neutrale.

3) Saipem. In un mese la controllata di Eni, che è esposta per il 47% verso l'Africa, ha perso in piazza Affari il 35,7%. Dopo il profit warning sui risultati 2013 e le indagini sulle tangenti pagate all'estero, il titolo è stato infatti colpito da pesanti vendite che l'hanno portato a toccare nuovi minimi, mentre circolano voci su un prossimo aumento di capitale per ripianare il pesante debito. Il rating è in revisione.

4) Subsea 7 S.A. La compagnia norvegese, quotata a Oslo e forte di una capitalizzazione intorno a 6 miliardi di euro, è specializzata nel settore delle costruzioni offshore per l'industria petrolifera. In Africa realizza il 35% del giro d'affari. In un anno il titolo ha reso il 9,5%. Interessante il dividend yield previsto per il 2013 (3%). Il rating è neutrale.

5) SabMiller. E' uno dei leder mondiali nel settore della birra con i marchi Lech, Castle Lage e Peroni. Il titolo capitalizza 58,2 miliardi di euro e in anno ha reso il 30,3%. Il dividend yield è del 2% e il p/e 2013 è superiore a 20. L'incidenza delle vendite in Africa su quelle totali è del 25%. Il rating neutrale.

6) Barclays. Il gigante finanziario, che capitalizza 43 miliardi di euro, in un anno ha reso il 34,4%. La sua strategia globale l'ha portato a conquistare posizioni in Medio Oriente e in Africa, che insieme pesano per il 17% sul giro d'affari. Il rating è neutrale.

7) Lafarge. Il colosso francese del cemento, che capitalizza 12,8 miliardi di euro, deriva dall'Africa il 17% dei suoi ricavi. In un anno il titolo ha reso sul listino di Parigi il 37,5%. All'estero è attivo anche in Asia, Nord America e America Latina. Il rating è buy (comprare).

8) Heineken Il gigante inglese del settore della birra sta seguendo da alcuni anni, come molti competitor, una strategia aggressiva di espansione in Africa, dove realizza il 16% del giro d'affari globale. In un anno il titolo ha reso sul listino di Amsterdam il 45,1%. Il rating è in revisione.

9) Technip. Il gruppo francese, che progetta e realizza impianti per l'industria petrolifera e del gas, in un anno ha reso solo il 2,8%. A Parigi ha una capitalizzazione intorno a 9,6 miliardi di euro. Dall'Africa deriva il 16% dei suoi ricavi. Il rating è buy (comprare).

10) Alstom. Il gruppo francese specializzato nella costruzione di treni superveloci e di impianti per il settore eolico capitalizza intorno a 10 miliardi di euro. In Africa e Medio Oriente realizza oltre il 15% del suo giro d'affari. La performance a un anno è del 17,7%. Il rating del titolo, che ha un rendimento della cedola 2013, del 2,6%, è neutrale.



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A Piazza Affari occhi su auto e media

Written By Unknown on Selasa, 19 Februari 2013 | 15.11

Di Paola Valentini

Attesa una seduta positiva per l'Europa, mentre in Italia l'attenzione è sempre più sulle imminenti elezioni politiche Dunque una settimana, quella in corso, interlocutoria per i money manager che si preparano già a guardare avanti e scrutano le possibili azioni pronte a ripartire in borsa dopo la tornata elettorale.

Tra i titoli nel mirino c'è Mediolanum. Sul titolo punta Cheuvreux in vista dei conti del quarto trimestre e dell'intero esercizio 2012. Dopo aver alzato lo scorso 15 febbraio il target price da 4,2 a 4,9 euro, confermando il rating outperform, ieri gli analisti della banca francese si sono soffermati di nuovo sulla società di risparmio gestito guidata da Ennio Doris, anticipando le loro attese sui conti 2012 che Mediolanum svelerà il prossimo 21 marzo.

A Piazza Affari da seguire Telecom Italia e TI Media dopo che il cda della compagnia telefonica ha approvato a maggioranza di portare avanti le trattative in esclusiva con Cairo per la cessione di La7. Inoltre, sembra farsi strada, come ricorda MF, l'ipotesi di svalutazione degli avviamenti per 3 miliardi di euro da parte di Telecom Italia.

Da segnalare pure Tod'S in scia all'upgrade di Nomura a neutral da reduce, Fiat che ha registrato a gennaio in Europa un calo delle immatricolazioni del 12% a/a e Prysmian dopo che Citigroup ha confermato il rating buy e target price a 17 euro. Proprio sul fronte delle immatricolazioni di auto nuove in Europa (Ue27 + Efta), queste hanno subito a gennaio un calo dell'8,5% a/a a 918.280 unità, facendo registrare un record storico negativo per quanto riguarda delle immatricolazioni nel primo mese dell'anno. Lo ha rivelato in una nota l'Acea (Association des Constructeurs Europeens d'Automobiles).

Occhi puntati infine su Impregilo nel giorno del Cda del gruppo per l'analisi dell'Opa annunciata da Salini e su Finmeccanica in scia al newsflow su Ansaldo Energia. Siemens e Doosan avrebbero fatto due offerte vincolanti. Venerdi' e' il termine ultimo per la presentazione delle proposte.

Sul fronte macroeconomico il dato più importante che sarà pubblicato oggi  alle 11 è lo Zew di febbraio dell'area euro e della germania. Rbs sottolinea che, dopo il significativo rimbalzo a 31,5 punti registrato il mese scorso, "le attese sono per un rialzo a 35 punti".

L'indice del sentiment economico "suggerirà un'ulteriore stabilizzazione come la Bce ha segnalato negli ultimi due mesi", affermano gli analisti secondo i quali, tuttavia, l'Eurotower presterà piu' attenzione ai dati francesi per le future mosse di politica monetaria e per la retorica da utilizzare nelle prossime riunioni.  L'indice Zew fara' partire la settimana dell'economia tedesca, con il Pmi e l'Ifo previsti nei prossimi giorni.

Guardando avanti, il focus sembra essere tutto sulle elezioni italiane di questo week end, e i mercati globali potrebbero preoccuparsi dell'incertezza che caratterizza lo scrutinio. "Sembra che ci sarà un governo di coalizione e questo metterà sotto pressione il Paese, gia' gravemente indebitato. Coalizioni eterogenee sono difficili da gestire e causano ingovernabilita'", afferma Evan Lucas di Ig.



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Le dieci regine del cash flow secondo Ubp

Di Ester Corvi

 

Nonostante le basse prospettive di crescita dei mercati sviluppati, ci sono imprese in grado di produrre flussi di cassa elevati e sostenibili per gli investitori.  Sono quelle individuate da Fares Benouari, portfolio manager del fondo UBAM 30 Global Leaders di Union Bancaire Privée (UBP), che le ha selezionate analizzando caratteristiche del prodotto, forza del marchio e posizionamento dell'impresa all'interno dell'arena competitiva per prevedere le capacità future di generare valore e godere di un trend di crescita stabile. In parole povere, si scommette su società con business solidi che si reputano capaci di preservare la leadership anche in futuro. Ecco le prime dieci.
 
1) Danaher. E'  la numero uno al mondo in vari settori, dallo sviluppo di strumenti analitici per gli ospedali agli strumenti di misura per i produttori di apparecchiature di rete. "Mi  aspetto che la società continui a fornire ritorni significativi per gli azionisti e a raggiungere nei prossimi anni un livello di Cfroi (cash flow return on investment) del 25%" commenta il money manager di UBP.

 2)ABB. Da quando agli inizi del secolo la società è uscita dal business in perdita delle turbine, ha più che raddoppiato il suo Cfroi, al 15%, concentrandosi sui segmenti dell'automazione e dell'energia. Adesso è leader al mondo in settori come quello dei prodotti per l'automazione non integrati, della robotica e dei prodotti di trasmissione elettrica a medio/alto voltaggio. ABB ha mostrato una grande abilità a compensare la pressione dei prezzi nel settore dell'energia grazie al miglioramento della produttività e all'innovazione.

3) MasterCard. Insieme a Visa è leader nel settore delle carte di credito e di debito. La bassa intensità di capitale permette di avere livelli eccezionali di Cfroi. La crescita è data dal fatto che l'85% delle transazione d'acquisto globali sono ancora fatte tramite contati o assegni, dal crescente utilizzo delle carte di credito nei mercati emergenti per i pagamenti online, dall'uso delle carte da parte degli enti statali, da un crescete numero di possessori di carte e dall'aumento dei punti d'accettazione nel mondo.

4) Blackrock. E' la più grande società di gestione del risparmio al mondo, con un patrimonio gestito superiore a 3.000 miliardi di dollari. Nonostante la grandezza, potrà aumentare ancora guadagni e ricavi più velocemente dei competitor.  Lo sviluppo di nuove capacità distributive in Europa e Asia offre alla società la possibilità di penetrare meglio in questi mercati chiave e diversificare dal proprio mercato core, quello USA (50% del patrimonio gestito). La bassa intensità di capitale e la capacità di leva di BlackRock potrebbero riportare  il Cfroi ai livelli record del 45% sul lungo periodo .

5) Samsung. E' leader mondiale nella produzione di telefoni, con una quota di mercato del 22%, davanti a Nokia.  Il suo sistema operativo impiega  una piattaforma open source che aiuta la società a guadagnare quote di mercato nel segmento degli  smartphone. La strategia della società e di adottare una struttura integrata verticalmente per generare livelli superiori di Cfroi. La società è anche leader nel mercato dei semiconduttori ed è una delle  poche società redditizie all'interno di questo mercato ciclico.

6) Accenture. E' la maggiore società di consulenza al mondo, offre servizi di IT a clienti di varie realtà industriali. L'implementazione di nuove tecnologie come  cloud computing e virtualization, sosterranno la crescita di Accenture. I gestori di UBP si aspettano crescita graduale del cfroi fino al 30% nel tempo.

7) LVMH. E' il numero uno mondiale nel settore del lusso. Comprende circa 60 marchi leader in diverse aree che spaziano dai prodotti in pelle a orologi e gioielli, fino a vini e superalcolici. Le sue principali esposizioni geografiche sono l'Asia  e gli Stati Uniti. La crescita nel lungo termine sarà supportata dall'economia cinese che sarà maggiormente guidata dai consumo interno rispetto al passato.

8) Mead Johnson. Spin-off  della Bristol-Myers dal 2009. È il principale sviluppatore indipendente al mondo di latte in polvere per bambini. Il 70% delle vendite proviene da Asia e America Latina e ha un ottimo posizionamento sul mercato cinese in veloce crescita.  Il gruppo potrà migliorare il suo posizionamento e incrementare il Cfroi fino al 35% nel lungo periodo. Il profilo unico della società la rende un possibile bersaglio per eventuali acquisizioni da parte di grandi società del settore  food & beverages.

9) Nestlé. E' la più grande società di food & beverage, con franchising leader a livello globale nel settore del caffè solubile, della nutrizione per l'infanzia, dell'acqua e del cibo per animali domestici. Nel 2013 ha celebrato 150 di vita, e oltre 100 anni di presenza globale sul mercato, che le assicurano un forte posizionamento sul mercato e un'altrettanto forte riconoscibilità del marchio. Con uno dei più elevati budget di Ricerca & Sviluppo (in termini di percentuali di vendite e in termini assoluti) Nestlé assicura che i suoi prodotti mantengano un livello di innovazione sufficiente per competere efficacemente. Nestlé cerca di generare risultati costanti, con una crescita annuale delle vendite del 5-6% e miglioramenti annuali dei margini. Un ottimo bilancio e un  management di alta qualità hanno portato ad una gestione patrimoniale di successo, con dismissioni e acquisizioni regolari che hanno assicurato un Cfroi  stabile e un outlook positivo sul futuro.

10) Schlumberger. E' la società leader nei servizi nel settore petrolifero. Il gruppo ha un'esposizione geografica ben bilanciata ed è posizionata in maniera ideale per beneficiare degli investimenti in aumento nei mercati emergenti e negli USA. Esplorazione e investimenti dovrebbero crescere del 10% nel 2013 in quanto la capacità produttiva rimarrà ridotta nelle aree sismiche e di perforazione off shore. Il  Cfroi dovrebbe raggiungere il 15% poiché la società migliorerà gradualmente i suoi margini operativi fino ai livelli pre-crisi  (+30% contro il +26% nel 2012).



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Della Valle presenta l'offerta per La7

Written By Unknown on Senin, 18 Februari 2013 | 15.11

"Ho provveduto a far pervenire al consiglio di amministrazione di Telecom Italia una nostra seria manifestazione di interesse riguardante l'acquisto di La7. Abbiamo richiesto al Consiglio di Amministrazione che ci venga concesso il tempo minimo necessario per studiare il dossier". Lo afferma in una nota Diego Della Valle. "Qualora venga accettata la nostra richiesta", aggiunge, "abbiamo predisposto ufficialmente l'accesso alla documentazione, peraltro già accordatoci, dato mandato alla banca d'affari ed allo studio legale e tributario, pronti a verificare in tempi brevi tutta la documentazione".

Della Valle conferma poi "l'idea di riunire nell'azionariato un gruppo di persone che vogliano bene al nostro Paese e che abbiano voglia di sostenere uno strumento di informazione importante, garantendone la totale autonomia, e di coinvolgere nell'azionariato professionisti che lavorano attualmente a La7 e altri ancora che avranno voglia di partecipare al progetto. Per quanto mi riguarda - conclude - l'iniziativa deve essere considerata anche come un impegno civile che tutti insieme, quelli che vi parteciperanno, prenderanno nei confronti del Paese e di tutti i cittadini che considerano l'informazione seria e libera un grande strumento di democrazia".

La proposta di Della Valle riguarderebbe, come quella di Cairo, solo la tv (senza Mtv), lasciando a Ti Media i multiplex. Lunedì il cda di Telecom Italia avrà dunque sul tavolo anche la proposta del patron di Tod's accanto a quelle di Clessidra e Cairo e potrebbe dunque prendere ancora tempo e consentire a Della Valle di analizzare i numeri della rete televisiva



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Grazie all'effetto G20 Tokyo chiude in rialzo del 2%

L'indice Nikkei chiude in forte rialzo, dopo le conclusioni del G20 di Mosca che non si sono rivelate penalizzanti per il Giappone. La borsa avevagià aperto in rialzo con un +1%, poi ha consolidato il risultato nel corso dellla giornata.  L'indice Nikkei termina la sua corsa in rialzo del 2,09% a 11.407,87 punti. L'indice Msci Asia Pacific ha guadagnato lo 0,7% arrivando ai massimi da 18 mesi.

L'effetto G20 si è sentito anche sulla valuta. Infatti lo yen è calato a 93,94 sul dollaro da 93,52 a New York, mentre l'euro ha aperto sopra quota 1,33 dollari.

E non a caso sono stati i titoli delle aziende più legate all'export a guadagnare terreno. Toyota Motor e Nintendo hanno recuperato più dell'1%. Li & Fung Ltd., fornitore di Wal-Mart Stores., ha ceduto l'1.4% a Hong Kong dopo i dati negativi annunciato dal colosso Usa della grande distribuzione.  Il prezzo spot dell'oro è a 1.614  dollari oncia, in rialzo dalla chiusura di New York.

Oggi l'agenda non prevede dati macroeconomici di rilievo. I mercati statunitensi sono chiusi per festività. L'attenzione degli investitori sarà rivolta all'intervento che il presidente della Bce, Mario Draghi, terrà  di fronte al Comitato per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo a Bruxelles nel pomeriggio.



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Le dieci banche migliori secondo Morgan Stanley

Written By Unknown on Minggu, 17 Februari 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

Grande capacità di generare utili, focalizzazione nel core business e impegno nell'aumento dei dividendi. Sono i punti di forza delle banche europee preferite dagli esperti di Morgan Stanley, che le hanno selezionate in base alle potenzialità di rialzo del titolo visto che i futuri progressi non sono ancora pienamente scontati nelle quotazioni attuali. Ecco perché i dieci gruppi sotto elencati meritano, a loro parere, il rating outperform (performance superiore al mercato).

1) Aberdeen. Gli analisti della banca d'affari americana apprezzano la competenza globale e sui mercati emergenti di questo istituto di credito inglese, che porterà a un incremento dei margini reddituali. Sebbene il titolo venga attualmente scambiato in linea con la media del settore europeo, il suo rapporto rischio/rendimento è interessante in funzione della crescita attesa dell'utile.

2) Barclays. Il nuovo management riuscirà secondo gli specialisti di Morgan Stanley a far emergere il valore ancora non espresso dall'istituto inglese, che ha un prezzo obiettivo di 386 p, con uno spazio di crescita del 18%.

3) BNP Paribas. La banca francese ha una grande capacità di gestire i costi e grazie alla solidità di bilancio dovrebbe riuscire a incrementare la quota di mercato e il dividendo distribuito agli azionisti di minoranza nei prossimi anni.

4) Credit Suisse. L'istituto elvetico ha varie leve per migliorare gli utili nell'investment banking e nel private banking, oltre a un piano aggressivo di taglio dei costi. Il target price è 30 franchi, che implica un potenziale dell'11%.

5) KBC. L'aumento di capitale è un evento positivo che contribuirà in futuro a ridurre il gap di valutazione rispetto ai concorrenti, ma nel breve termine le quotazioni hanno scarsi margini di crescita rispetto al prezzo obiettivo.

6) Swedbank. Con un p/e stimato nel 2013 di 10,7, rispetto a un media settoriale di 11,4, il titolo è ancora attraente in vista degli ulteriori miglioramenti di efficienza che potrà realizzare. Il target price è 165 corone svedesi (+9% dalle quotazioni recenti).

7) Sberbank. Dopo la revisione dei target 2013 gli analisti si aspettano una reazione positiva da questo titolo, poiché la qualità degli asset non è riflessa nei multipli attuali (1,2 il p/bv 2013 e 6,5 il p/e 2013).

8) DBN. Gli specialisti di Morgan Stanley hanno assegnato alla banca norvegese un prezzo obiettivo di 95 corone, che lascia spazio a un rialzo del 12%. Il rendimento della cedola è del 2,8%.

9) Unicredit. Fra le banche italiane è l'unica con il rating outperform (performance superiore al mercato), in vista di un target price di 5,5 euro (+25%). I titoli Ubi Banca, Mpa, Mediobanca, Banco Popolare e Bpm hanno invece il rating underweight (sottopesare).

10) UBS. Giudizio positivo sull'investment bank elvetica, che secondo gli specialisti di Morgan Stanley è correttamente valutata a un prezzo di 17 franchi, che implica un rialzo potenziale del 9%.



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Della Valle presenta l'offerta per La7

"Ho provveduto a far pervenire al consiglio di amministrazione di Telecom Italia una nostra seria manifestazione di interesse riguardante l'acquisto di La7. Abbiamo richiesto al Consiglio di Amministrazione che ci venga concesso il tempo minimo necessario per studiare il dossier". Lo afferma in una nota Diego Della Valle. "Qualora venga accettata la nostra richiesta", aggiunge, "abbiamo predisposto ufficialmente l'accesso alla documentazione, peraltro già accordatoci, dato mandato alla banca d'affari ed allo studio legale e tributario, pronti a verificare in tempi brevi tutta la documentazione".

Della Valle conferma poi "l'idea di riunire nell'azionariato un gruppo di persone che vogliano bene al nostro Paese e che abbiano voglia di sostenere uno strumento di informazione importante, garantendone la totale autonomia, e di coinvolgere nell'azionariato professionisti che lavorano attualmente a La7 e altri ancora che avranno voglia di partecipare al progetto. Per quanto mi riguarda - conclude - l'iniziativa deve essere considerata anche come un impegno civile che tutti insieme, quelli che vi parteciperanno, prenderanno nei confronti del Paese e di tutti i cittadini che considerano l'informazione seria e libera un grande strumento di democrazia".

La proposta di Della Valle riguarderebbe, come quella di Cairo, solo la tv (senza Mtv), lasciando a Ti Media i multiplex. Lunedì il cda di Telecom Italia avrà dunque sul tavolo anche la proposta del patron di Tod's accanto a quelle di Clessidra e Cairo e potrebbe dunque prendere ancora tempo e consentire a Della Valle di analizzare i numeri della rete televisiva



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Aziende e manette, Tafazzopoli all’italiana

Written By Unknown on Sabtu, 16 Februari 2013 | 15.11

Ha un avviso di garanzia che lo chiama in causa per presunte tangenti pagate in Algeria, ma intanto il gruppo che guida continua a macinare utili e ad avanzare in tutto il mondo. Deve tremare anche lui per la Manettopoli che infuria in Italia nella totale assenza della politica? Paolo Scaroni, ad dell'Eni, dal 7 febbraio nel registro degli indagati della Procura di Milano per corruzione internazionale, ha appena presentato ai mercati i dati preliminari di un altro bilancio in crescita.

L'utile operativo riclassificato del 2012 è salito a 19,75 miliardi (+14,6%), mentre l'utile netto, sempre riclassificato, ha toccato i 7,13 miliardi di euro (+2,7%). Sul fronte operativo è stato raggiunto il record di riserve scoperte, con 3,64 miliardi di barili. Ai suoi azionisti il Cane a sei zampe riconoscerà un dividendo complessivo di 1,08 per azione. Incalzato dagli analisti, che puntualmente gli hanno chiesto conto delle indagini sul caso Algeria che coinvolgono la controllata Saipem, Scaroni ha risposto ovviamente ribadendo la totale estraneità dell'Eni e sua rispetto alle ipotesi di reato contestate.

Tutti i dettagli su MF-MilanoFinanza, in edicola da sabato anche in formato elettronico su pc e iPad.


Inviato il: 16/02/2013 01.42    *NEW*
Da: Lince71


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Le dieci banche migliori secondo Morgan Stanley

Di Ester Corvi

Grande capacità di generare utili, focalizzazione nel core business e impegno nell'aumento dei dividendi. Sono i punti di forza delle banche europee preferite dagli esperti di Morgan Stanley, che le hanno selezionate in base alle potenzialità di rialzo del titolo visto che i futuri progressi non sono ancora pienamente scontati nelle quotazioni attuali. Ecco perché i dieci gruppi sotto elencati meritano, a loro parere, il rating outperform (performance superiore al mercato).

1) Aberdeen. Gli analisti della banca d'affari americana apprezzano la competenza globale e sui mercati emergenti di questo istituto di credito inglese, che porterà a un incremento dei margini reddituali. Sebbene il titolo venga attualmente scambiato in linea con la media del settore europeo, il suo rapporto rischio/rendimento è interessante in funzione della crescita attesa dell'utile.

2) Barclays. Il nuovo management riuscirà secondo gli specialisti di Morgan Stanley a far emergere il valore ancora non espresso dall'istituto inglese, che ha un prezzo obiettivo di 386 p, con uno spazio di crescita del 18%.

3) BNP Paribas. La banca francese ha una grande capacità di gestire i costi e grazie alla solidità di bilancio dovrebbe riuscire a incrementare la quota di mercato e il dividendo distribuito agli azionisti di minoranza nei prossimi anni.

4) Credit Suisse. L'istituto elvetico ha varie leve per migliorare gli utili nell'investment banking e nel private banking, oltre a un piano aggressivo di taglio dei costi. Il target price è 30 franchi, che implica un potenziale dell'11%.

5) KBC. L'aumento di capitale è un evento positivo che contribuirà in futuro a ridurre il gap di valutazione rispetto ai concorrenti, ma nel breve termine le quotazioni hanno scarsi margini di crescita rispetto al prezzo obiettivo.

6) Swedbank. Con un p/e stimato nel 2013 di 10,7, rispetto a un media settoriale di 11,4, il titolo è ancora attraente in vista degli ulteriori miglioramenti di efficienza che potrà realizzare. Il target price è 165 corone svedesi (+9% dalle quotazioni recenti).

7) Sberbank. Dopo la revisione dei target 2013 gli analisti si aspettano una reazione positiva da questo titolo, poiché la qualità degli asset non è riflessa nei multipli attuali (1,2 il p/bv 2013 e 6,5 il p/e 2013).

8) DBN. Gli specialisti di Morgan Stanley hanno assegnato alla banca norvegese un prezzo obiettivo di 95 corone, che lascia spazio a un rialzo del 12%. Il rendimento della cedola è del 2,8%.

9) Unicredit. Fra le banche italiane è l'unica con il rating outperform (performance superiore al mercato), in vista di un target price di 5,5 euro (+25%). I titoli Ubi Banca, Mpa, Mediobanca, Banco Popolare e Bpm hanno invece il rating underweight (sottopesare).

10) UBS. Giudizio positivo sull'investment bank elvetica, che secondo gli specialisti di Morgan Stanley è correttamente valutata a un prezzo di 17 franchi, che implica un rialzo potenziale del 9%.



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Wall Street quasi immobile titolo Heinz’s su del 20%

Written By Unknown on Jumat, 15 Februari 2013 | 15.11

In serata indici quasi fermi a Wall Street nonostante il calo superiore alle attese delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Indice Dow Jones giù dello 0,07% e Nasdaq positivo dello 0,06%.

Sul listino sono saliti i titoli legati ai beni di prima necessità dopo che su Heinz's (+20%) è stata avanzata da Berkshire Hathaway (+1%) e 3G Capital un'offerta di 72,5 dollari per azione. Il valore dell'operazione supera 23 miliardi di dollari e raggiunge 28 miliardi se si include anche il debito.

L'euro è scambiato a 1,3359 dollari.



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Ilva, gip ordina vendita merce sequestrata

I prodotti finiti e semilavorati dell'Ilva sequestrati dalla magistratura tarantina il 26 novembre perchè realizzati al di fuori dalla legge non resteranno sulle banchine portuali, a rischio di deteriorarsi.

Il gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha accolto l'istanza della Procura di Taranto ed ha disposto che quella merce (un milione e 700 mila tonnellate circa, valore accertato dai custodi giudiziari poco meno di 800 milioni di euro) venga venduta ''con le modalità e secondo le procedure di legge idonee ad assicurare il conseguimento del controvalore dei beni stessi''.

Su quei beni, precisa anche il gip, ''permane il vincolo cautelare'', vale a dire il sequestro, così come sulle somme che saranno ricavate dalla vendita, che presumibilmente andranno a finire in un fondo che potrebbe essere poi utilizzato dalla parte lesa nell'inchiesta, cioè il ministero dell'Ambiente, per il risanamento dell'area siderurgica.



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Tokyo chiude a +0,5% nonostante il calo del Pil

Written By Unknown on Kamis, 14 Februari 2013 | 15.11

Di Angela Zoppo

Il Pil del trimestre ottobre-dicembre peggiore delle attese (-0,1% sul trimestre e -0,4% sull'anno) non sembra aver scosso più di tanto la Borsa di Tokyo, che ha chiuso in terreno positivo a +0,50%. L'economia del Giappone è cresciuta dell'1,9% nel 2012, ma ha registrato nel quarto trimestre una contrazione dello 0,1% rispetto ai precedenti tre mesi. Si tratta della terza frenata trimestrale consecutiva.

Da segnalare anche l'indebolimento dello yen, che sconta l'attesa di altre manovre monetarie a sostegno del rilancio dell'economia nazionale. In questo clima con pochi spunti l'indice Nikkei, alla vigilia del G20 di Mosca (che ha in agenda anche i contenziosi sulle svalutazioni monetarie), ha comunque guadagnato 55,87 punti portandosi a quota 11.307,28.

Intanto la Boj, la banca centrale giapponese, ha dato un segnale di fiducia ai mercati comunicandoo di aver lasciato invariati i tassi di interesse tra zero e 0,1%. La valutazione sull'andamento dell'economia nazionale da parte dell'istituto, infatti, è leggermente migliorata.

Positiva anche la chiusura di Hong Kong, in guadagno dello 0,7% a 23.377,90 punti.



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Pil in calo, anche la Germania paga il rigore della Merkel

La locomotiva tedesca frena più del previsto, a dimostrazione dei limiti della politica del rigore che il cancelliere Merkel ha tentato di imporre a tutta l'area Ue. Il pil tedesco è infatti calato dello 0,6% nel quarto trimestre rispetto al terzo quarter, più della diminuzione dello 0,5% stimata dagli economisti. Alla base del risultato il calo delle esportazioni, legato a un euro sempre più forte rispetto alle altre valute di riferimento.



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Finmeccanica, a rischio la commessa indiana

Written By Unknown on Rabu, 13 Februari 2013 | 15.11

L'India minaccia di cancellare la commessa per l'acquisto di 12 elicotteri da Finmeccanica se l'inchiesta dimostrerà che il contratto del valore di quasi 750 milioni di dollari è stato accompagnato da tangenti. "Se troveremo una qualche prova di corruzione, allora metteremo l'azienda sulla lista nera e cancelleremo anche il contratto", ha detto il ministro della difesa A.K. Antony parlando con i giornalisti a New Delhi.

"Non vogliamo agire frettolosamente... ma possiamo ottenere indietro i nostri soldi in qualsiasi momento", ha aggiunto. Antony ha detto che sulla vicenda indagherà il Central Bureau of Investigation (Cbi) indiano, e che se le accuse di corruzione saranno provate coloro che sono coinvolti "pagheranno per i loro errori. Nessuno sarà risparmiato".



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Tokyo chiude in calo dell1% Pesa il rafforzamento dello yen

Di Anna Messia

Chiusura in calo per l'indice Nikkei, con gli investitori che hanno preso profitto soprattutto sui titoli delle società esportatrici a causa del rafforzamento dello yen. L'indice Nikkei ha ceduto l'1,04% a 11.251,41 punti, allontanandosi dai massimi da 33 mesi a 11.498,42 punti segnati la scorsa settimana, mentre il più ampio paniere Topix è scivolato dell'1,19%.

Lo yen è salito contro le principali valute nel corso della seduta asiatica in conseguenza del fatto che i trader hanno assunto un atteggiamento più cauto nel vendere la divisa nipponica dopo il comunicato del G7 pubblicato ieri. Il Gruppo dei Paesi industrializzati ha confermato l'impegno a lasciare che i tassi di cambio siano determinati dal mercato e che le politiche monetarie e fiscali non abbiano target definiti per le valute.

L'attenzione del mercato è ora rivolta al G20 che si riunirà a Mosca nel fine settimana (15 e 16 febbraio), dove si attendono ulteriori chiarimenti sull'impegno dei Paesi a coordinarsi per la lotta alle svalutazioni competitive. Tra i titoli più colpiti dalle contrattazioni di ieri spunta la società di social gaming Gree, che ha subito una decisa flessione in seguito al taglio delle previsioni sugli utili annuali.



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Finmeccanica, l'affaire India dietro l'arresto di Orsi

Written By Unknown on Selasa, 12 Februari 2013 | 15.11

Di Luisa Leone

Non c'è pace per Finmeccanica. Questa mattina il presidente e amministratore delegato, Giuseppe Orsi, è stato arrestato e il numero uno della controllata Agusta Westland, Bruno Spagnolini, costretto ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta per presunte tangenti pagate in India per una commessa da 12 elicotteri. La vicenda risale al febbraio 2010, quando numero uno della società elicotteristica del gruppo Finmeccanica era appunto l'attuale ceo e presidente Orsi, mentre Spagnolini ne era direttore generale.

Tra gli indagati dell'inchiesta, partita l'estate scorsa, oltre ai due manager di piazza Montegrappa c'erano altre cinque persone: gli intermediari Guido Haschke, Christian Mitchell e il suo socio Carlo Gerosa, e due consulenti dell'azienda in India, Attilio Garavaglia e Luciano Fava. Quello che viene contestato dall'accusa è di aver pagato le tangenti a politici locali, circa 40 milioni su un affare da 560 milioni, per di più  in un Paese come l'India dove sono vietati anche i compensi per le così dette mediazioni.

Anche la stessa Finmeccanica è indagata nell'ambito dell'inchiesta per responsabilità amministrativa in base alla legge 231. Un accusa pesante che, se dovesse essere concretizzata, potrebbe far scattare le sanzione interdittive che impedirebbero  alla società di stipulare contratti con la pubblica amministrazione. Una vera caporetto per Finmeccanica che, come tutte le aziende di questo tipo, vive soprattutto di commesse pubbliche. Quando gli avvisi di garanzia furono inviati ai manager e alla società, Finmeccanica e Agusta dichiararono «la propria completa estraneità rispetto alle ipotesi di reato oggetto dell'indagine». Al momento non sono ancora arrivate note ufficiali da parte di Finmeccanica su quanto accaduto stamane.


Inviato il: 12/02/2013 09.06    *NEW*
Da: Lince71

Se é un arresto giustificato ok
se non lo é ci vuole la RESPONSABILITA' CIVILE DIRETTA del magistrato: la magistratura sta mettendo in ginocchio il paese.....se ne usciranno assolti gli imputati  i magistrati devono pagare personalmente,col proprio patrimonio,  dimostrando la colpa grave e dolo della magistratura, anche penalmente....

Le procure stanno distruggendo l'Italia.


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Barclays in rosso di 1,04 miliardi di sterline taglia 3.700 posti

Di Marcello Bussi

Il ceo di Barclays, Antony Jenkins, ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 3.700 posti di lavoro e una riduzione dei costi pari a 1,7 miliardi di sterline, circa 2 miliardi di euro. Nei dettagli, verranno eliminate in un anno 1.800 posizioni nel settore corporate e investment banking e altre 1.900 nel comparto retail europeo.

La banca britannica ha poi comunicato di aver registrato nel 2012 una perdita netta di 1,04 miliardi di sterline contro l'utile netto di 3 miliardi registrato nel 2011 e le attese di un rosso di 307 milioni. Sul risultato hanno pesato le multe pagate per il coinvolgimento di Barclays nello scandalo della manipolazione del tasso interbancario Libor (290 milioni di sterline) e gli accantonamenti per risarcire i clienti a cui la banca ha venduto in maniera inappropriata protezioni assicurative (1,6 miliardi).

L'utile ante imposte e voci straordinarie si è attestato a 7,05 miliardi di sterline, in linea con le previsioni degli analisti e in crescita del 26% rispetto al 2011, anno nel quale i profitti dell'istituto furono invece intaccati dalle spese per la compensazione dei clienti ai quali erano stati venduti prodotti finanziari irregolari e dalla svalutazione del debito.



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SPECIALE FOREX Ghizzoni: in Italia più fermento ma le imprese devono dipendere meno dalle banche

Written By Unknown on Senin, 11 Februari 2013 | 15.11

Di Oscar Bodini (MF-DowJones)

"Sono più ottimista rispetto a qualche mese fa. Se torniamo indietro di un anno, ricordo che i temi dibattuti con maggiore frequenza erano se l'Europa avrebbe resistito o meno in termini politici e se sarebbe avvenuto il break up dell'euro. Ogni volta che si andava a incontrare investitori esteri, questi ultimi chiedevano se avevamo un piano d'emergenza pronto nel caso in cui l'euro fosse crollato. Era insomma una situazione molto grave".

Lo ha spiegato l'ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, durante una tavola rotonda all'Assiom Forex in corso a Bergamo. Il numero uno di Piazza Cordusio ha sottolineato che "a distanza di un anno - un 2012 che è stato importante e di transizione  - ci troviamo a fare i conti con un euro che si è rafforzato fin troppo, visto che ora si dice che è troppo forte". Un recupero della divisa unica dettato anche dal fatto che "molti operatori stanno diversificando sulle valute, tornando proprio a investire sull"euro".

Ghizzoni ha inoltre osservato che "si è iniziato a parlare di maggiore integrazione, a partire da quella fiscale con impegni presi da tutti i Parlamenti in Europa. Si torna a parlare nuovamente di unità  politica e di supervisione europea sulle banche, tema che era impensabile abbozzare fino a qualche mese fa. L'Europa ha insomma battuto più di un colpo".

Il progressivo recupero di competitività da parte di alcune economie del vecchio Continente, per il numero uno di Unicredit, è anche dovuto al fatto che "diversi Paesi Emergenti stanno segnano il passo per via di un costo del lavoro sempre più elevato, mentre contestualmente la crisi lo ha fatto scendere in Europa, consentendo un piccolo recupero di competitività. "Se il trend proseguirà" è pronto a scommettere il top manager, "l'Europa potrebbe tornare a giocare un ruolo importante".

Quanto all'Italia, Ghizzoni osserva che,  uscita dall'emergenza, "ora deve affrontare il passo successivo, che consiste nel trasformare un'emergenza in opportunità" finalizzata alla crescita. "Qualsiasi sia il governo che si insedierà" dopo le elezioni di fine febbraio, "la sua priorità sarà aiutare il settore privato a recuperare competitività . Lo Stato non dispone più delle risorse necessarie a sostenere la crescita", neppure se gli impegni presi con Bruxelles verranno un poco ammorbiditi.

Nel frattempo, archiviato il 2012, Unicredit comincia a esaminare i bilanci delle aziende clienti. "Abbiamo notato che molti - soprattutto per le aziende che esportano - sono migliori rispetto all'esercizio precedente. Altri sono peggiori, ma hanno comunque registrato sforzi importanti per recuperare efficienza", commenta Ghizzoni, secondo il quale, comunque, "la situazione rimane ancora grave. Noto però più fermento, con aziende che vengono da noi a chiedere sostegno finanziario per acquisire concorrenti più deboli e accrescere la quota di mercato. Il settore privato va insomma verso una situazione meno rarefatta, con più player di media dimensione, in grado di competere a livello mondiale".

 Ghizzoni ha infine osservato che le aziende italiane  rispetto alle omologhe dei Paesi più sviluppati - si appoggiano troppo al sistema bancario. "Le risorse che oggi utilizzano vengono per l'80% dalle banche, contro una media europea di circa il 65%, che cala addirittura al 30- 35% per le aziende Usa. Le società  italiane devono capitalizzarsi meglio e riuscire a diversificare le loro fonti di finanziamento".



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Borse asiatiche, chiuse Tokyo, Hong Kong e Shanghai. Manila record

Di Marcello Bussi

La maggior parte delle borse asiatiche oggi è chiusa per festività, prima fra tutte il Capodanno lunare cinese, con il colosso asiatico entrato nell'anno del Serpente. Le borse cinesi saranno chiuse per tutta la settimana. Chiusa anche Tokyo, ma solo oggi. Tra le poche piazze asiatiche attive, quella di Manila, nelle Filippine (Paese a larga maggioranza cattolica) dove l'indice ha registrato un rialzo dello 0,4%, quanto basta per toccare il nuovo record. Negli ultimi 12 mesi la borsa di Manila ha guadagnato il 36%, sulle prospettive di accelerazione dell'economia e della promozione del Paese a investment grade da parte delle agenzie di rating.



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SPECIALE FOREX Ghizzoni: superpoteri a Bankitalia, ma soltanto in casi estremi

Written By Unknown on Minggu, 10 Februari 2013 | 15.11

Di Oscar Bodini e Laura Ruggiero (MF-Dow Jones)

Ghizzoni: 'Il sistema bancario e' solido'

"Una vigilanza efficiente può aiutare a preservare la solidità  del sistema". Lo afferma l'ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, a margine dell'intervento del governatore della Banca d'Italia, Vincenzo Visco all'Assiom Forex in corso a Bergamo. Visco, allineandosi a quanto detto giovedì scorso dal Presidente della Bce Mario Draghi, ha auspicato che a Banca d'Italia sia concesso anche il potere discrezionale di rimuovere i banchieri che dovessero macchiarsi di comportamenti scorretti.

 "E' un dibattito, da quanto mi risulta, che è già  in corso da mesi", ha aggiunto il numero uno di Piazza Cordusio, ricordando che "in alcuni Paesi" europei è già possibile farlo. In casi estremi, non vedo particolari controindicazioni al fatto che la Vigilanza abbia questo potere. Deve però valutare caso per caso, e limitarsi a intervenire in quelli più gravi". "A mio parere", ha detto ancora Ghizzoni, "sono i cda che dovrebbero prendere decisioni" in tal senso.

Rispondendo infine a chi gli chiedeva un commento sul recente rafforzamento nel capitale dell'istituto di credito milanese da parte di Blackrock, salita al 5,036%, Ghizzoni ha replicato che "è azionista di Unciredit da sempre, dall'inizio delle privatizzazioni. Valutiamo positivamente il loro investimento, poiché è un gruppo di grande professionalità e la loro presenza nel capitale ci fa piacere e ci stimola. Pensiamo si stia andando nella direzione giusta".

Blackrock è in Unicredit il secondo socio per dimensioni, alle spalle di Aabar, il fondo sovrano di Abu Dhabi, e davanti a Pamplona. Complessivamente, i tre soci stranieri controllano circa il 16,5% del capitale della banca, che oggi vale circa 24,5 miliardi di euro.



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SPECIALE FOREX Ghizzoni: in Italia più fermento ma le imprese devono dipendere meno dalle banche

Di Oscar Bodini (MF-DowJones)

"Sono più ottimista rispetto a qualche mese fa. Se torniamo indietro di un anno, ricordo che i temi dibattuti con maggiore frequenza erano se l'Europa avrebbe resistito o meno in termini politici e se sarebbe avvenuto il break up dell'euro. Ogni volta che si andava a incontrare investitori esteri, questi ultimi chiedevano se avevamo un piano d'emergenza pronto nel caso in cui l'euro fosse crollato. Era insomma una situazione molto grave".

Lo ha spiegato l'ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, durante una tavola rotonda all'Assiom Forex in corso a Bergamo. Il numero uno di Piazza Cordusio ha sottolineato che "a distanza di un anno - un 2012 che è stato importante e di transizione  - ci troviamo a fare i conti con un euro che si è rafforzato fin troppo, visto che ora si dice che è troppo forte". Un recupero della divisa unica dettato anche dal fatto che "molti operatori stanno diversificando sulle valute, tornando proprio a investire sull"euro".

Ghizzoni ha inoltre osservato che "si è iniziato a parlare di maggiore integrazione, a partire da quella fiscale con impegni presi da tutti i Parlamenti in Europa. Si torna a parlare nuovamente di unità  politica e di supervisione europea sulle banche, tema che era impensabile abbozzare fino a qualche mese fa. L'Europa ha insomma battuto più di un colpo".

Il progressivo recupero di competitività da parte di alcune economie del vecchio Continente, per il numero uno di Unicredit, è anche dovuto al fatto che "diversi Paesi Emergenti stanno segnano il passo per via di un costo del lavoro sempre più elevato, mentre contestualmente la crisi lo ha fatto scendere in Europa, consentendo un piccolo recupero di competitività. "Se il trend proseguirà" è pronto a scommettere il top manager, "l'Europa potrebbe tornare a giocare un ruolo importante".

Quanto all'Italia, Ghizzoni osserva che,  uscita dall'emergenza, "ora deve affrontare il passo successivo, che consiste nel trasformare un'emergenza in opportunità" finalizzata alla crescita. "Qualsiasi sia il governo che si insedierà" dopo le elezioni di fine febbraio, "la sua priorità sarà aiutare il settore privato a recuperare competitività . Lo Stato non dispone più delle risorse necessarie a sostenere la crescita", neppure se gli impegni presi con Bruxelles verranno un poco ammorbiditi.

Nel frattempo, archiviato il 2012, Unicredit comincia a esaminare i bilanci delle aziende clienti. "Abbiamo notato che molti - soprattutto per le aziende che esportano - sono migliori rispetto all'esercizio precedente. Altri sono peggiori, ma hanno comunque registrato sforzi importanti per recuperare efficienza", commenta Ghizzoni, secondo il quale, comunque, "la situazione rimane ancora grave. Noto però più fermento, con aziende che vengono da noi a chiedere sostegno finanziario per acquisire concorrenti più deboli e accrescere la quota di mercato. Il settore privato va insomma verso una situazione meno rarefatta, con più player di media dimensione, in grado di competere a livello mondiale".

 Ghizzoni ha infine osservato che le aziende italiane  rispetto alle omologhe dei Paesi più sviluppati - si appoggiano troppo al sistema bancario. "Le risorse che oggi utilizzano vengono per l'80% dalle banche, contro una media europea di circa il 65%, che cala addirittura al 30- 35% per le aziende Usa. Le società  italiane devono capitalizzarsi meglio e riuscire a diversificare le loro fonti di finanziamento".



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Wall Street +0,34% con scambi ridotti in vista della tempesta di neve

Written By Unknown on Sabtu, 09 Februari 2013 | 15.11

Chiusura in territorio positivo per Wall Street. L'indice Dow Jones è salito dello 0,34% a 13.990,51, lo S&P 500 dello 0,5% a 1.517,59 e il Nasdaq dello 0,91% a 3.193,87.

Volumi di scambio ridotti anche perchè molti trader hanno deciso di lasciare il New York Stock Exchange per mettersi al riparo in vista di una tempesta di neve che sta per abbattersi sulla città di New York. Il sindaco Michael Bloomberg ha detto in conferenza stampa: "State lontani dalle strade, non usate l'auto, state a casa".

Intanto l'amministrazione Obama, dopo Standard & Poor's, sta mettendo nel mirino Moody's. Il Dipartimento di Giustizia e alcuni Stati americani stanno valutando - secondo indiscrezioni - l'ipotesi di avanzare un'azione legale per frode agli investitori nei confronti dell'agenzia di rating.



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Morgan Stanley, le otto commodity con maggiore potenziale

Di Ester Corvi

Come si comporteranno le commodity nei prossimi mesi? Gli esperti di Morgan Stanley hanno stilato una classifica di quelle con maggiori potenzialità visto che i loro prezzi, per ragioni congiunturali, valutarie o legate allo squilibrio domanda-offerta, hanno maggiore strada da percorrere. Ecco in sintesi il loro parere, che vanno da rialzista (bullish) per le prime cinque (oro, soia, mais, argento e platino) a neutral (neutrale) per le altre.

1) Oro. Al primo posto c'è il metallo giallo, poiché la domanda a scopo di investimento è destinata a rimane alta a fronte di un dollaro Usa più debole, tassi bassi di interesse e graduali acquisti da parte delle banche centrali.

2) Soia. La forte domanda di soia ne sosterrà le quotazioni nei prossimi trimestri, mentre il rischio di un calo dei raccolti in Sud America è alto. Nel caso delle materie prime agricole le condizioni metereologi, che sono difficilmente prevedibili, giocano un ruolo centrale.

3) Mais. Anche in questo caso a sostenere i prezzi sono i rischi di minori raccolti nel Sud America a fronte di una domanda statunitense che resta molto elevata, non solo per i prodotti industriali ma anche per l'allevamento del bestiame.

4) Argento. Più volatile dell'oro, il prezzo dell'argento sarà trainato dall'aumento del prezzo del metallo giallo. Gli specialisti della banca d'affari americana si aspettano che in alcune fasi di mercato possa registrare una performance migliore a quella dell'oro.

5) Platino. Un altro metallo prezioso che risente da un lato del calo del surplus in Sud Africa, e dall'altro dell'aumento della domanda a scopi industriali, oltre che di quella per gioielli.

6) Grano. I deboli raccolti in Australia e in Argentina creano tensioni sull'offerta supportando il rialzo dei prezzi, che sarà tuttavia più moderato di quello del mais a meno di condizioni di estrema siccità nei mesi estivi.

7) Rame. Gli stock mondiali di rame sono inferiori alla media storica a fronte di una domanda che resta comunque sostenuta, soprattutto se le ripresa cinese si rafforzerà nel secondo semestre.

8) Ferro. Le importazioni cinesi di ferro sono elevate per realizzare il programma di infrastrutture decise dal governo, e destinate a condizionare l'andamento del prezzo del metallo nei prossimi mesi.



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M&G, cinque corporate bond emergenti per diversificare il portafoglio

Written By Unknown on Jumat, 08 Februari 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

I mercati emergenti sono caratterizzati da alcuni trend positivi (buone dinamiche demografiche, rapporti debito/Pil accettabili e ricchezza di materie prime), ma presentano debolezze di cui tener conto, come il rallentamento dell'economia cinese, il suo impatto sui Paesi che dipendono dalle esportazioni in Cina (come il Brasile) e il pericolo di massicci deflussi di capitali. Se i titoli di Stato in valuta locale non offrono generalmente una sufficiente compensazione per il rischio credito o liquidità, secondo Mike Riddell, gestore del fondo M&G Emerging Markets Bond, ci sono valide occasioni fra i corporate bond. Molti di questi asset sono infatti denominati in dollari Usa e in alcuni casi rendono più dei titoli sovrani per rischi ampiamente simili. Ecco, a parere degli esperti, cinque titoli molto interessanti.

1) Cemex. E' un buon esempio di società di un Paese emergente diversificata a livello globale. Il gruppo messicano che produce cemento genera infatti quasi il 50% del fatturato nel Nord Europa e negli Usa, dove potrà sfruttare con vantaggio la ripresa del settore immobiliare, che è solo all'inizio.

2) Sappi. Come nel caso precedente, il gruppo cartario con sede in Sud Africa genera solo un quarto dei profitti nel Paese, mentre realizza il resto negli Stati Uniti e in Europa. La società è quindi meno colpita dalle questioni nazionali, ma la percezione generale del mercato è quella di grandi rischi e ciò crea un'opportunità di investimento su di una società dai solidi fondamentali.

3) Mubadala Development Company. E' una società di investimento attiva nella diversificazione dell'economia di Abu Dhabi, la cui proprietà è interamente in mano al governo. Abu Dhabi è uno dei setti Emirati ed emette obbligazioni come autorità indipendente. "Sebbene sia meno valutata rispetto alle istituzioni collettive degli Emirati Arabi Uniti, ha ingenti riserve di liquidità e il suo sistema bancario gode di rapporti di liquidità decisamente buoni rispetto agli standard internazionali", hanno commentato gli specialisti di M&G.

4) Santander Mexico. La sussidiaria messicana di Banca Santander è una delle branch più solide dell'istituto bancario spagnolo. Opera infatti in un contesto di regolamentazione rigido, poichè il sistema bancario del Paese è in gran parte in mano a gruppi esteri.

5) America Movil. E' leader di mercato in Messico, ma è anche una società di telecomunicazioni diversificata a livello internazionale che gode di un rating migliore rispetto ai titoli di stato messicani (A- contro BBB+).



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Wall Street giù dello 0,3% Apple in rialzo del 2,3%

Chiusura in calo per i corsi azionari di Wall Street. L'indice Dow Jones si è fermato a quota 13.943,52 punti, in ribasso dello 0,31%. Negativo anche l'indice Nasdaq che ha chiuso a 3.165,13 con una flessione dello 0,11%. Da segnalare Apple in rialzo del 2,3%, Zynga che prosegue la sua crescita con un +3,3% e Google stabile (+0,4%)



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Piazza Affari, occhi puntati su Draghi, Impregilo e Telecom

Written By Unknown on Kamis, 07 Februari 2013 | 15.11

Di Roberta Castellarin

Le nuove tensioni sui debiti dell'eurozona segneranno anche la giornata di oggi in Piazza Affari. L'attesa sarà per il discorso del presidente della Bce Mario Draghi che si terrà oggi alle 14.30. Mentre per quanto riguarda i tassi gli analisti si aspettano che restino invariati. Anche se sembra essere uno scenario poco probabile, i trader temono che un qualsiasi riferimento diretto di Draghi agli effetti negativi che potrebbero esserci sull'economia dell'Eurozona dalla corsa della moneta unica possa scatenare un forte sell-off sull'euro. Gli analisti di Bank of America ritengono che la divisa europea non sia ancora "a livelli di allarme per l'intera Eurozona". La soglia di pericolo per BofA è calcolata a 1,45 dolllari.

Per quanto riguarda il listino alcuni analisti si aspettano che il recupero parziale delle perdite, iniziato ieri, potrebbe continuare anche questa mattina. Il Ftse Mib potrebbe aprire intorno alla parità, in scia alle piazze asiatiche che hanno chiuso in negativo.

A muovere il mercato ci sarà anche l'attesa per l'opa su Impregilo, dopo che Salini ha annunciato l'intenzione di lanciare un'offerta pubblica d'acquisto su Impregilo al prezzo di 4 euro per azione per un esborso massimo di 1,12 miliardi.

Occhi puntati su Telecom Italia Media e Telecom, il cui cda oggi si riunirà nel pomeriggio per esaminare le diverse proposte sul tavolo per la cessione di La7. All'ordine del giorno ci sono anche l'esame dei risultati preliminari 2012 e l'aggiornamento del piano triennale. Secondo MF, una decisione è possibile ma è più probabile che la società prenda altro tempo.

Focus ancora su B.Mps. Dal lungoconsiglio di ieri è emerso che l'impatto complessivo residuo dei derivati sul bilancio ammonta a 730 milioni di euro.

Attenzione a Yoox, dopo che ieri il gruppo ha pubblicato i ricavi 2012 in aumento del 29,1% a 375,9 milioni di euro rispetto a un consensus di 374 milioni e a B.Generali dopo che a gennaio la raccolta netta è stata pari a 207 milioni di euro.

Da seguire Rcs. Secondo indiscrezioni di stampa, il business plan sarebbe stato inviato alle banche che dovrebbero sostenere la ricapitalizzazione del gruppo pari a 400 mln euro. Inoltre, non tutti i soci parteciperebbero all'aumento e quindi alcuni potrebbero essere diluiti.

Focus pure su Saipem che si e' aggiudicata nuovi contratti per un valore di circa 3,2 mld euro.

Infine, da monitorare Fiat su cui Goldman Sachs ha alzato il target price a 5,2 da 5 euro con rating neutral e Terna. JP Morgan ha confermato la raccomandazione a overweight dopo la presentazione del piano industriale 2013-2017.

Mentre l'euro stabile rispetto al dollaro all'apertura dei principali mercati valutari europei. La moneta unica europea è scambiata a 1,3526 dollari, mentre ieri la Banca centrale europea l'ha rilevata a 1,3517 dollari.



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Cinque motivi per investire nel settore biotech

Di Ester Corvi

Dopo un 2012 molto positivo, anche il 2013 si preannuncia favorevole per le società biotecnologiche, che negli ultimi 12 mesi hanno realizzato una performance del 17,2% (in euro) sui listini internazionali e del 18,4% su quelli europei (indice Msci pharma bio&lifescience). "Il settore è ancora attraente per gli investitori, perché importanti nuovi farmaci si affacceranno sul mercato, sostenendone la crescita", ha spiegato Nathalie Flury, gestore di un fondo di Swiss & Global Asset Management, che comprende fra le posizioni più rilevanti i titoli Alexion, Amgen, Celgene e Vertex. Ecco, secondo gli esperti, cinque ragioni per puntare sul biotech.

1) Il lancio di nuovi prodotti. Oltre il 60% di tutti i nuovi farmaci provengono attualmente dalle società biotecnologiche, che grazie agli ingenti investimenti in R&S hanno circa 1.500 nuovi prodotti in fase di test clinico. Il gran numero di prodotti in pipeline sarà un buon traino per la futura crescita.

2) La bassa sensibilità alla congiuntura. "Grazie alla crescita generata dai nuovi farmaci e dai dispositivi diagnostici, il settore si sviluppa in maniera relativamente indipendente dal contesto economico", ha sottolineato la money manager di Swiss & Global AM. Anche se la congiuntura globale migliorerà lentamente nel 2013, le imprese biotech potranno registrare performance interessanti.

3) La crescita a doppia cifra. Secondo le stime degli analisti il fatturato delle imprese biotech registrerà un incremento del medio del 20% annuo, ma l'aumento potrebbe essere maggiore. Anche l'utile evidenzierà nel 2013 un progresso a doppia cifra, portando a una crescita dell'utile per azione (eps) in una misura compresa fra il 12 e il 20% per le large cap e fra il 15 e il 30% per le small cap.

4) L'attività di M&A. L'ondata di acquisizioni da parte dei grandi gruppi farmaceutici, che vogliono entrare nei segmenti più dinamici per stimolare la crescita di ricavi e utili, dovrebbe proseguire anche quest'anno, sostenendo le quotazioni delle società biotech coinvolte in queste operazioni visti i premi molto elevati pagati in passato. Alcuni esempi si sono visti nel 2012 con i casi delle acquisizioni di Inhibitex, Micromet, Amylin e Human Genome Science. Per Pharmasset, nell'ottobre del 2011 Gilead Sciences avrebbe addirittura pagato un premio dell'85%.

5) Le eccellenti prospettive a lungo termine. Non solo lo scenario a breve, ma anche i megatrend depongono a favore del settore farmaceutico in generale e del biotech in particolare. Nei Paesi industrializzati il crescente invecchiamento della popolazione sta infatti facendo aumentare la domanda di medicinali, mentre nelle economie emergenti la creazione oppure il miglioramento del sistema sanitario, così come l'aumento del benessere economico, assicurano una domanda più elevata di farmaci rispetto al passato.



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Dieci titoli europei esposti ai megatrend

Written By Unknown on Rabu, 06 Februari 2013 | 15.11

Di Ester Corvi

I megatrend sono importanti forze economiche, sociali e politiche che hanno influenza nel corso di decenni e che permettono di identificare interessanti opportunità d'investimento nei mercati in espansione. Per gli investitori che hanno un approccio di lungo periodo, sono l'ideale per guardare oltre le fluttuazioni di breve termine dei listini azionari e scegliere i titoli che sono meglio posizionati secondo questa strategia elaborata dagli esperti del Credit Suisse.

Gli analisti hanno elaborato un portafoglio composto dalle società più sensibili ai megatrend, tenendo conto del rating delle singole azioni, della loro valutazione borsistica e della redditività prospettica. Il portafoglio così creato presenta un beta leggermente superiore alla media e una forte esposizione verso i mercati emergenti. In questa selezione ecco dieci titoli europei che meritano, secondo gli analisti, il rating buy (acquistare).

1) Abb. Il gigante svizzero dell'automazione, guidato da Joseph H. Hogan, capitalizza 44 miliardi di franchi. A fronte di una performance annua negativa, il rendimento della cedola (dividend yield) è del 3,3%. Il p/e (prezzo/utile) stimato a 12 mesi è intorno a 14. Il megatrend è l'automazione.

2) Actelion. Il gruppo farmaceutico svizzero capitalizza sul listino Six 5,8 miliardi di franchi. Il ritorno a 12 mesi (performance + rendimento della cedola) è del 28,4%. Il dividend yield è basso (1,7%), mentre il p/e è 14,3. Il megatrend è la salute.

3) Deutsche Post. In un anno ha reso il 34,2% il gruppo tedesco che capitalizza 20,5 miliardi di euro sul listino Xetra. Interessante il rendimento della cedola (4%) a fronte di un p/e di 12,5. Il megatrend è costituito dai trasporti.

4) Diageo. Leader mondiale nel business dei premium drink (con i marchi Guinness, Johnnie Walker, Crown Royal, ecc.), capitalizza 47 miliardi di sterline e negli ultimi 12 mesi ha reso il 31,8%. Il p/e è alto (16,7) e il dividend yield è del 2,4%. Il megastrend è il consumo emergente.

5) Dufry. Il gruppo elvetico della distribuzione beneficia, come Diageo, di una forte esposizione verso i mercati emergenti. Sul listino Six capitalizza 3,77 miliardi di franchi. Il rendimento della cedola è nullo, mentre il ritorno annuo è del 14,4%. Il megatrend è il consumo emergente.

6) LVMH. Il gigante francese del lusso, che capitalizza 68,5 miliardi di euro, in un anno ha reso il 6,8%. Il dividend yield è basso (2%) a fronte di un p/e di 17,7. Il megatrend è il lusso.

7) SabMiller. E' uno dei leder mondiali nel settore della birra (marchi Lech, Castle Lage, Peroni, ecc), capitalizza 50,8 miliardi di sterline e in un anno ha reso il 28,6%. Il rendimento è del 2% e il p/e intorno a 18. Il megatrend è il consumo emergente.

8) Sap. Sul listino Xetra il gruppo tecnologico tedesco, che capitalizza 73,9 miliardi di euro e ha un p/e di 18, in un anno ha reso il 27,8%. Il dividend yield è 1,9%. Il megatrend è la forza lavoro globale.

9) Holcim. Il gruppo elvetico delle costruzioni capitalizza 23 miliardi di franchi. Il ritorno a un anno è del 27,8% e il rendimento della cedola intorno all'1%. Sul listino Six capitalizza 23 miliardi di franchi. Il megatrend è costituito dalle costruzioni.

10) Siemens. Capitalizza 68,5 miliardi di euro sul listino Xetra il gigante tedesco che in un anno ha reso solo il 6,5%. Il rendimento della cedola è del 3,6% e il p/e intorno a 12. Il megatrend è la smart city.



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